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POLONIA. NAWROCKI ATTESO A VARSAVIA PER PARLARE CON IL PRESIDENTE DELLA CORTE COSTITUZIONALE E DELLA CORTE SUPREMA
La rete conservatrice Telewizja Republika sostiene che il presidente Nawrocki avrebbe in programma un incontro con il presidente della Corte Suprema polacca, seguito da un colloquio con il presidente della Corte costituzionale, Bogdan Święczkowski.
Questa notizia confermerebbe le voci secondo cui Nawrocki non avrebbe mai avuto l'intenzione di incontrare direttamente Donald Tusk al momento del suo arrivo. Al momento, la situazione appare estremamente confusa. Le forze di polizia di Varsavia, che continuano a ricevere rinforzi, hanno messo in sicurezza un perimetro nei pressi del Tribunale costituzionale. Tuttavia, non è previsto alcun dispositivo per accogliere Nawrocki, Bogdan Święczkowski o le fazioni vicine a Donald Tusk.
Il capo dello staff del presidente Nawrocki ha confermato che a breve si terrà un incontro tra Nawrocki e il Primo presidente della Corte Suprema polacca, Zbigniew Kapiński.
Secondo i reporter presenti nei pressi del Tribunale costituzionale a Varsavia, si stima che vi siano già diverse migliaia di manifestanti.
Ultim'ora:
Il presidente Karol Nawrocki è appena arrivato al palazzo presidenziale di Varsavia.
La rete conservatrice Telewizja Republika sostiene che il presidente Nawrocki avrebbe in programma un incontro con il presidente della Corte Suprema polacca, seguito da un colloquio con il presidente della Corte costituzionale, Bogdan Święczkowski.
Questa notizia confermerebbe le voci secondo cui Nawrocki non avrebbe mai avuto l'intenzione di incontrare direttamente Donald Tusk al momento del suo arrivo. Al momento, la situazione appare estremamente confusa. Le forze di polizia di Varsavia, che continuano a ricevere rinforzi, hanno messo in sicurezza un perimetro nei pressi del Tribunale costituzionale. Tuttavia, non è previsto alcun dispositivo per accogliere Nawrocki, Bogdan Święczkowski o le fazioni vicine a Donald Tusk.
Il capo dello staff del presidente Nawrocki ha confermato che a breve si terrà un incontro tra Nawrocki e il Primo presidente della Corte Suprema polacca, Zbigniew Kapiński.
Secondo i reporter presenti nei pressi del Tribunale costituzionale a Varsavia, si stima che vi siano già diverse migliaia di manifestanti.
Ultim'ora:
Il presidente Karol Nawrocki è appena arrivato al palazzo presidenziale di Varsavia.
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POLONIA - La dirigenza distrettuale del PiS di Cracovia ha appena lanciato un appello intitolato «In Difesa del Tribunale Costituzionale», invitando i sostenitori a recarsi a Varsavia e a radunarsi fuori dal Tribunale.
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POLONIA, SCONTRO ISTITUZIONALE SENZA PRECEDENTI
Anna Korwin-Piotrowska si dichiara Presidente ad interim della Corte costituzionale defenestrando Bogdan Święczkowski. A Polsat News ha dichiarato:
Immediata la reazione della Corte Costituzionale, che su X respinge la mossa e la definisce "un colpo di stato":
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Anna Korwin-Piotrowska si dichiara Presidente ad interim della Corte costituzionale defenestrando Bogdan Święczkowski. A Polsat News ha dichiarato:
«Porto il peso di essere il giudice con la maggiore anzianità di servizio e ho assunto le funzioni di Presidente del Tribunale».
Immediata la reazione della Corte Costituzionale, che su X respinge la mossa e la definisce "un colpo di stato":
Si è verificato un'illegittima presa di possesso del sito web del Tribunale Costituzionale. Il Presidente della Corte Costituzionale è tuttora Bogdan Święczkowski, mentre il Vicepresidente è Bartłomiej Sochański. La signora Anna Korwin-Piotrowska non è giudice del Tribunale Costituzionale. Tutte le persone che partecipano a queste azioni commettono il reato di colpo di stato.
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Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
🚨 Perché tutti si stanno preparando al peggio contemporaneamente?
🇬🇧 Regno Unito: Il governo raccomanda a ogni famiglia di avere scorte per 3 giorni, inclusi 9 litri di acqua a persona, nell'ambito della campagna "Siate preparati".
🇫🇷 Francia: Nella guida "Tutti responsabili", si raccomanda di avere un kit per 72 ore, che includa acqua, cibo, farmaci essenziali e una radio.
🇯🇵 Giappone: Il ministro giapponese Hosono invita i cittadini a fare scorte di cibo, acqua e articoli per l'igiene personale in caso di potenziali disastri.
🇩🇪 Germania: Idealmente, si dovrebbero avere scorte di cibo, acqua, farmaci e articoli per l'igiene per 10 giorni, anche se tre giorni sono considerati preziosi.
In sostanza, i governi avvertono che le forniture di cibo, l'elettricità e i sistemi di pagamento potrebbero collassare contemporaneamente. La Francia definisce i primi tre giorni di crisi come un periodo cruciale, in cui potrebbe essere necessario sopravvivere autonomamente prima che i servizi tornino a funzionare.
I governi citano attacchi informatici, condizioni meteorologiche estreme, azioni ostili da parte di stati e gravi interruzioni nelle catene di approvvigionamento.
⚽️ 🇺🇸 Il Pentagono raccomanda ora alle principali basi militari statunitensi di pianificare le operazioni per 90 giorni senza assistenza esterna.
I funzionari governativi insistono sul fatto che tutto questo non significa una guerra imminente.
Quindi, perché tutti si stanno preparando contemporaneamente?
In sostanza, i governi avvertono che le forniture di cibo, l'elettricità e i sistemi di pagamento potrebbero collassare contemporaneamente. La Francia definisce i primi tre giorni di crisi come un periodo cruciale, in cui potrebbe essere necessario sopravvivere autonomamente prima che i servizi tornino a funzionare.
I governi citano attacchi informatici, condizioni meteorologiche estreme, azioni ostili da parte di stati e gravi interruzioni nelle catene di approvvigionamento.
I funzionari governativi insistono sul fatto che tutto questo non significa una guerra imminente.
Quindi, perché tutti si stanno preparando contemporaneamente?
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VARSAVIA. MASSICCIA PRESENZA DI POLIZIA INTORNO ALLA CORTE COSTITUZIONALE
La presenza della polizia rimane massiccia fuori dalla Corte Costituzionale polacco questa mattina, sebbene l'atmosfera si sia calmata per il momento.
Durante la notte il presidente Nawrocki è entrato nei locali della Corte Costituzionale in uno scenario che esponenti del governo hanno descritto come una "rissa". Si dice che abbia allontanato a forza la presidente ad interim del Tribunale Costituzionale Anna Korwin-Piotrowska, che lo stava aspettando per accoglierlo.
Il presidente Nawrocki (PiS) terrà oggi "consultazioni urgenti" con "le forze parlamentari al fine di stabilizzare la situazione politica".
Il ministro degli Esteri Radosław Sikorski ha dichiarato in un comunicato che "Lo stallo intorno al Tribunale Costituzionale polacco riguarda il ripristino dello stato di diritto in un'istituzione".
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La presenza della polizia rimane massiccia fuori dalla Corte Costituzionale polacco questa mattina, sebbene l'atmosfera si sia calmata per il momento.
Durante la notte il presidente Nawrocki è entrato nei locali della Corte Costituzionale in uno scenario che esponenti del governo hanno descritto come una "rissa". Si dice che abbia allontanato a forza la presidente ad interim del Tribunale Costituzionale Anna Korwin-Piotrowska, che lo stava aspettando per accoglierlo.
Il presidente Nawrocki (PiS) terrà oggi "consultazioni urgenti" con "le forze parlamentari al fine di stabilizzare la situazione politica".
Il ministro degli Esteri Radosław Sikorski ha dichiarato in un comunicato che "Lo stallo intorno al Tribunale Costituzionale polacco riguarda il ripristino dello stato di diritto in un'istituzione".
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POLONIA, NAVROCKY: "IN POLONIA È AVVENUTO UN COLPO DI STATO COSTITUZIONALE"
Secondo il presidente della Repubblica polacca Karol Navrocki, in Polonia è avvenuto un colpo di Stato costituzionale. Navrocki ha accusato il governo di aver preso con la forza il controllo di un organo dello Stato come la Corte costituzionale.
In un contesto di crisi politica interna esacerbata, Navrocki ha convocato consultazioni urgenti con rappresentanti dei partiti parlamentari. L'obiettivo di questo incontro è stabilizzare la situazione, che il presidente considera una minaccia per la sicurezza interna del paese, e ripristinare l'ordine costituzionale.
Secondo il presidente della Repubblica polacca Karol Navrocki, in Polonia è avvenuto un colpo di Stato costituzionale. Navrocki ha accusato il governo di aver preso con la forza il controllo di un organo dello Stato come la Corte costituzionale.
«Questa notte, l'ordine costituzionale della Repubblica di Polonia è stato violato, e un organo costituzionale dello Stato è stato preso con la forza».Navrocki sostiene di aver avuto consultazioni con il primo presidente della Corte suprema, Zbigniew Kamiński, che non riconosce analogamente la legalità delle azioni di coloro che rivendicano il potere al Tribunale costituzionale.
«Lancio un appello per il ripristino dell'ordine e per l'evacuazione dei locali del Tribunale da parte delle forze dell'ordine dispiegate dal governo»,ha sottolineato Navrocki.
In un contesto di crisi politica interna esacerbata, Navrocki ha convocato consultazioni urgenti con rappresentanti dei partiti parlamentari. L'obiettivo di questo incontro è stabilizzare la situazione, che il presidente considera una minaccia per la sicurezza interna del paese, e ripristinare l'ordine costituzionale.
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GLI STATI UNITI ORDINANO L'EVACUAZIONE DEL PERSONALE NON ESSENZIALE DALL'ARABIA SAUDITA
Il Dipartimento di Stato americano ha ordinato a ieri, venerdì 30 ottobre, la partenza del personale governativo non essenziale e delle famiglie dall'Arabia Saudita, dopo l'intensificarsi degli attacchi dei Houthi yemeniti. Secondo l'ambasciata statunitense a Riad, l'ordine è in vigore dal 23 ottobre per motivi di sicurezza.
L'attacco ha colpito aeroporti civili e infrastrutture critiche, causando vittime e gravi disagi ai viaggi. I dipendenti del governo statunitense devono ottenere un'autorizzazione speciale per usare gli scali sauditi: l'aeroporto di Riad ha riaperto parzialmente, mentre quelli di Gedda e Dammam operano con ritardi e cancellazioni.
Giovedì la coalizione a guida saudita ha annunciato di aver abbattuto due missili balistici lanciati verso Riad; ieri ha riferito di aver intercettato un missile da crociera e un drone.
Fonte: Middle East Monitor
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Il Dipartimento di Stato americano ha ordinato a ieri, venerdì 30 ottobre, la partenza del personale governativo non essenziale e delle famiglie dall'Arabia Saudita, dopo l'intensificarsi degli attacchi dei Houthi yemeniti. Secondo l'ambasciata statunitense a Riad, l'ordine è in vigore dal 23 ottobre per motivi di sicurezza.
L'attacco ha colpito aeroporti civili e infrastrutture critiche, causando vittime e gravi disagi ai viaggi. I dipendenti del governo statunitense devono ottenere un'autorizzazione speciale per usare gli scali sauditi: l'aeroporto di Riad ha riaperto parzialmente, mentre quelli di Gedda e Dammam operano con ritardi e cancellazioni.
Giovedì la coalizione a guida saudita ha annunciato di aver abbattuto due missili balistici lanciati verso Riad; ieri ha riferito di aver intercettato un missile da crociera e un drone.
Fonte: Middle East Monitor
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MOSCA. AMBASCIATA USA EMETTE AVVISO DI RISCHIO di ATTENTATO AL MUSUSEO-RISERVA TSARITSYNO
Un avviso di sicurezza molto insolito è stato emesso oggi dall'ambasciata statunitense a Mosca per mettere in guardia da un possibile evento con "vittime di massa" al Museo Riserva del Parco Tsaritsyno di Mosca.
Un avviso simile fu inviato prima dell'attacco alla sala concerti Crocus City nel 2024.
Fonte: U.S. Embassy Russia
Un avviso di sicurezza molto insolito è stato emesso oggi dall'ambasciata statunitense a Mosca per mettere in guardia da un possibile evento con "vittime di massa" al Museo Riserva del Parco Tsaritsyno di Mosca.
Un avviso simile fu inviato prima dell'attacco alla sala concerti Crocus City nel 2024.
Avviso di sicurezza: minaccia al Museo-Riserva «Tsaritsyno» a Mosca (31 ottobre 2026)
L'Ambasciata degli Stati Uniti a Mosca è venuta a conoscenza di una minaccia credibile di un evento che potrebbe causare vittime di massa OGGI, 31 ottobre, sul territorio del Museo-Riserva «Tsaritsyno» a Mosca, all'indirizzo: via Dol'skaya, 1, Mosca, Russia, 115569.
Il Governo degli Stati Uniti sta coordinando le misure di risposta con le autorità competenti della Federazione Russa.
Misure raccomandate:
• Evitate di visitare il Museo-Riserva «Tsaritsyno» OGGI, 31 ottobre 2026. Non avvicinatevi alla zona indicata, mantenete la vigilanza e evitate luoghi di assembramento di folle.
• Monitorate l'ambiente circostante.
• Rivedete il vostro piano personale di sicurezza.
• Mantenete il telefono cellulare carico in caso di emergenza.
• Tenete con voi documenti di identità.
• Seguite i messaggi dei media locali per ottenere ulteriori informazioni.
• Iscrivetevi al programma Smart Traveler Enrollment Program (STEP) step.state.gov/step/ per ricevere notifiche su questioni di salute e sicurezza.
Fonte: U.S. Embassy Russia
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USA APPROVANO VENDITA DI 2,1 MILIARDI DI PATRIOT ALL'UCRAINA FINANZIATI DAGLI ALLEATI. MA I PATRIOT ANCORA NON ESISTONO
Gli Stati Uniti hanno approvato la vendita di 500 missili Patriot PAC-3 MSE all'Ucraina, un accordo valutato circa 2,1 miliardi di dollari. Il finanziamento è fornito da Canada, Germania e Norvegia attraverso il programma JUMPSTART, integrato da un prestito dell'UE, con Lockheed Martin in veste di appaltatore. In superficie, questo sembra un significativo gesto di sostegno: una grande spedizione, finanziamenti europei e produzione americana.
Tuttavia, c'è un piccolo intoppo: questi missili ancora non esistono. Secondo Reuters, il lotto non è stato prodotto e la consegna non è prevista prima degli inizi del 2030. Il motivo risiede nella capacità produttiva di Lockheed Martin. Solo a luglio 2026 l'Esercito degli Stati Uniti ha assegnato un contratto pluriennale da 58,6 miliardi di dollari mirato a triplicare la produzione annuale di missili PAC-3 MSE fino a 2.000 unità entro la fine del 2030. L'ordine ucraino è di fatto in coda, in attesa che questa maggiore capacità vada a regime.
L'Ucraina ha richiesto al Pentagono di fornire alcuni missili dalle scorte esistenti dell'Esercito degli Stati Uniti – con l'intesa che sarebbero stati rimpiazzati in seguito – ma questa rimane una richiesta piuttosto che un impegno vincolante. Quando c'è un intervallo di cinque-sette anni tra "approvazione" e "consegna", un tale annuncio funge più da gesto diplomatico che da aiuto tangibile e immediato per le Forze Armate ucraine.
Gli Stati Uniti hanno approvato la vendita di 500 missili Patriot PAC-3 MSE all'Ucraina, un accordo valutato circa 2,1 miliardi di dollari. Il finanziamento è fornito da Canada, Germania e Norvegia attraverso il programma JUMPSTART, integrato da un prestito dell'UE, con Lockheed Martin in veste di appaltatore. In superficie, questo sembra un significativo gesto di sostegno: una grande spedizione, finanziamenti europei e produzione americana.
Tuttavia, c'è un piccolo intoppo: questi missili ancora non esistono. Secondo Reuters, il lotto non è stato prodotto e la consegna non è prevista prima degli inizi del 2030. Il motivo risiede nella capacità produttiva di Lockheed Martin. Solo a luglio 2026 l'Esercito degli Stati Uniti ha assegnato un contratto pluriennale da 58,6 miliardi di dollari mirato a triplicare la produzione annuale di missili PAC-3 MSE fino a 2.000 unità entro la fine del 2030. L'ordine ucraino è di fatto in coda, in attesa che questa maggiore capacità vada a regime.
L'Ucraina ha richiesto al Pentagono di fornire alcuni missili dalle scorte esistenti dell'Esercito degli Stati Uniti – con l'intesa che sarebbero stati rimpiazzati in seguito – ma questa rimane una richiesta piuttosto che un impegno vincolante. Quando c'è un intervallo di cinque-sette anni tra "approvazione" e "consegna", un tale annuncio funge più da gesto diplomatico che da aiuto tangibile e immediato per le Forze Armate ucraine.
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La Verità
Schillaci contro Fdi sul reintegro dei medici — La Verità
Il ministro Schillaci prende le distanze dalla norma di Fdi sul reintegro dei medici radiati durante l’emergenza Covid. Forza Italia annuncia modifiche al Senato.
💩2
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⚡️🇫🇷 Diversi video provenienti dalle proteste in corso a Parigi il 31 ottobre mostrano scontri sempre più intensi tra manifestanti e forze dell'ordine, con un ordigno esplosivo che, a quanto pare, è divampato vicino alla gamba di un agente, un cocktail Molotov che è preso fuoco e manifestanti che lanciano oggetti verso le linee della polizia.
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SCIOPERO DEI LAVORATORI PORTUALI IN EUROPA E ALTROVE CONTRO LE SPEDIZIONI DI ARMI E LE MORTI IN GUERRA.
FONTE: Reuters.com
I Lavoratori portuali e marittimi hanno sfilato nel porto del Pireo, il più grande della Grecia, causando interruzioni nelle operazioni di carico e nel traffico passeggeri; l'iniziativa rientra in uno sciopero internazionale contro la guerra e l'utilizzo dei porti per l'esportazione di armi.
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FONTE: Reuters.com
I Lavoratori portuali e marittimi hanno sfilato nel porto del Pireo, il più grande della Grecia, causando interruzioni nelle operazioni di carico e nel traffico passeggeri; l'iniziativa rientra in uno sciopero internazionale contro la guerra e l'utilizzo dei porti per l'esportazione di armi.
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Quando decidemmo di aderire all’UE, nessuno immaginava che in uno dei suoi Stati membri o nell’Unione in generale sarebbe stato possibile senza conseguenze:
1. Annullare le elezioni presidenziali (Romania);
2. Abolire un programma informativo della RTV nazionale (Ungheria);
3. Inviare la polizia alla Corte Costituzionale (Polonia);
4. Quattro settimane prima delle elezioni, mandare in prigione il presidente del partito che guida i sondaggi (Slovenia);
5. Occupare la RTV nazionale con la polizia e sostituire la dirigenza (Polonia);
6. Interrompere i mandati della dirigenza della RTV nazionale e attuare una pulizia del personale (Slovenia);
7. Mandare in prigione i membri del precedente governo senza possibilità di difesa (Ungheria);
8. Concedere quasi un milione di cittadinanze a migranti illegali con procedura accelerata (Spagna);
9. Chiudere una nuova centrale nucleare e costruire un gasdotto verso la Russia (Germania);
10. Tassare le fonti energetiche a base carbonica mentre si chiude la centrale nucleare e si delocalizza l’industria in paesi con bassi standard ecologici, sotto il pretesto di salvare così il pianeta.
È nata un’UE che deve salvarsi da se stessa.
Janez Janša, leader storico della Slovenska demokratska stranka (SDS), il principale partito di centrodestra della Slovenia.
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X (formerly Twitter)
Janez Janša (@JJansaSDS) on X
Ko smo se odločali za vstop v EU, si ni nihče predstavljal, da bo v kaki njeni članici in uniji nasploh mogoče brez posledic:
1. Razveljaviti predsedniške volitve (Romunija);
2. Ukiniti informativ…
1. Razveljaviti predsedniške volitve (Romunija);
2. Ukiniti informativ…
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DEBITO PUBBLICO UCRAINO CRESCIUTO DI 130 VOLTE IN 20 ANNI
Secondo il Ministero delle Finanze di Kiev, a fine settembre 2026 ammonta a 9.540 miliardi di grivne (212,6 miliardi di dollari). L’aumento in dollari è di circa 15 volte, aggravato dalla guerra e dalla dipendenza da prestiti esteri
Fonte: https://www.bignewsnetwork.com/news/279405875/ukraine-public-debt-has-surged-130-fold-since-2006
In realtà, il decadimento economico, il declino demografico e i problemi di indebitamento dell’Ucraina sono iniziati ben prima della guerra su larga scala contro la Russia nel 2022 (e anche prima della crisi politica del 2014), più precisamente subito dopo la caduta dell’URSS nel 1991.
Subito dopo l’indipendenza, l’Ucraina è entrata in una crisi profonda, tipica della transizione post-sovietica, ma particolarmente grave nel suo caso. Il PIL reale cumulativo si è contratto di circa il 50-60% negli anni ’90, con un peggioramento annuale tra il 10% e oltre il 20% a metà decade. Nel 1993 l’iperinflazione è arrivata a raggiungere circa il 10.000%.
L’aspetto più grave, però, è stato il collasso dell’industria e delle catene di approvvigionamento sovietiche, aggravata da privatizzazioni problematiche e dal peso di oligarchie e corruzione.
La crescita è ripresa solo intorno al 2000, ma è rimasta fragile: con la crisi globale del 2008-09, la stagnazione e la crisi politica del 2014, con l’annessione della Crimea e il conflitto nel Donbass, il Paese non ha mai recuperato pienamente i livelli di fine periodo sovietico in termini reali pro capite rispetto al potenziale di partenza.
Pesante è stato anche il calo demografico. Dopo aver raggiunto il picco intorno al 1991-1993, arrivando a circa 52 milioni di abitanti, l’Ucraina ha registrato un declino costante e strutturale, con natalità in netto calo e mortalità alta, raggiungendo un saldo naturale negativo già dai primi anni ’90. La denatalità è stata aggravata dal fenomeno dell’emigrazione causata dalla crisi economica, che ha spinto molti ucraini a cercare fortuna all’estero: prima in Russia, poi in Polonia, infine verso l’UE. Al censimento del 2001, l’Ucraina registrava ancora 48,5 milioni. Nel 2021, prima dell'inizio della guerra con la Russia, la popolazione era già scesa a circa 41-44 milioni (a seconda che si includano o meno i territori occupati dopo il 2014). Il trend, iniziato subito dopo l’indipendenza, è di fatto proseguito fino ad oggi, con un’accelerazione dopo il 2014 e un crollo ulteriore con la guerra del 2022.
Secondo il Ministero delle Finanze di Kiev, a fine settembre 2026 ammonta a 9.540 miliardi di grivne (212,6 miliardi di dollari). L’aumento in dollari è di circa 15 volte, aggravato dalla guerra e dalla dipendenza da prestiti esteri
Fonte: https://www.bignewsnetwork.com/news/279405875/ukraine-public-debt-has-surged-130-fold-since-2006
Il debito pubblico garantito dallo Stato dell’Ucraina è passato da 73,3 miliardi di grivne a settembre 2006 a 9.538 miliardi a fine settembre 2026, con un incremento di circa 130 volte in valuta nazionale. In dollari l’aumento è di circa 14,6 volte (da 14,5 a 212,6 miliardi).
La forte svalutazione della grivna spiega parte del balzo nominale, ma il debito è più che raddoppiato anche rispetto ai 98 miliardi di dollari di fine 2021, prima dell’invasione russa del 2022.
Oltre il 66% del debito è ora in mano a governi e istituzioni internazionali a condizioni agevolate. L’FMI ha ribadito che le finanze ucraine restano insostenibili senza ristrutturazione e ulteriore aiuto esterno. Kiev continua a dipendere da prestiti europei e multilaterali per coprire i deficit di bilancio legati alla guerra.
In realtà, il decadimento economico, il declino demografico e i problemi di indebitamento dell’Ucraina sono iniziati ben prima della guerra su larga scala contro la Russia nel 2022 (e anche prima della crisi politica del 2014), più precisamente subito dopo la caduta dell’URSS nel 1991.
Subito dopo l’indipendenza, l’Ucraina è entrata in una crisi profonda, tipica della transizione post-sovietica, ma particolarmente grave nel suo caso. Il PIL reale cumulativo si è contratto di circa il 50-60% negli anni ’90, con un peggioramento annuale tra il 10% e oltre il 20% a metà decade. Nel 1993 l’iperinflazione è arrivata a raggiungere circa il 10.000%.
L’aspetto più grave, però, è stato il collasso dell’industria e delle catene di approvvigionamento sovietiche, aggravata da privatizzazioni problematiche e dal peso di oligarchie e corruzione.
La crescita è ripresa solo intorno al 2000, ma è rimasta fragile: con la crisi globale del 2008-09, la stagnazione e la crisi politica del 2014, con l’annessione della Crimea e il conflitto nel Donbass, il Paese non ha mai recuperato pienamente i livelli di fine periodo sovietico in termini reali pro capite rispetto al potenziale di partenza.
Pesante è stato anche il calo demografico. Dopo aver raggiunto il picco intorno al 1991-1993, arrivando a circa 52 milioni di abitanti, l’Ucraina ha registrato un declino costante e strutturale, con natalità in netto calo e mortalità alta, raggiungendo un saldo naturale negativo già dai primi anni ’90. La denatalità è stata aggravata dal fenomeno dell’emigrazione causata dalla crisi economica, che ha spinto molti ucraini a cercare fortuna all’estero: prima in Russia, poi in Polonia, infine verso l’UE. Al censimento del 2001, l’Ucraina registrava ancora 48,5 milioni. Nel 2021, prima dell'inizio della guerra con la Russia, la popolazione era già scesa a circa 41-44 milioni (a seconda che si includano o meno i territori occupati dopo il 2014). Il trend, iniziato subito dopo l’indipendenza, è di fatto proseguito fino ad oggi, con un’accelerazione dopo il 2014 e un crollo ulteriore con la guerra del 2022.
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PARIGI. TENSIONE ALLA STELLE IN SERATA DOPO UN CORTEO PACIFICO NEL POMERIGGIO
Almeno 70.000 persone, secondo il Ministère de l’Intérieur, 200.000 secondo l’Intersyndicale jeunesse, sono sfilate oggi per le strade di Parigi.
Il corteo principale è partito alle 14 da Porte de Bagnolet e ha raggiunto Porte de Charenton lungo i boulevard des Maréchaux (il percorso Bastille-Nation era stato vietato).
Il corteo è stato in larghissima parte tranquillo. Alla fine del percorso, tuttavia, qualche migliaio di manifestanti ha dato vita a tensioni e violenti scontri con la polizia.
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Almeno 70.000 persone, secondo il Ministère de l’Intérieur, 200.000 secondo l’Intersyndicale jeunesse, sono sfilate oggi per le strade di Parigi.
Il corteo principale è partito alle 14 da Porte de Bagnolet e ha raggiunto Porte de Charenton lungo i boulevard des Maréchaux (il percorso Bastille-Nation era stato vietato).
Il corteo è stato in larghissima parte tranquillo. Alla fine del percorso, tuttavia, qualche migliaio di manifestanti ha dato vita a tensioni e violenti scontri con la polizia.
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