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Notizie e analisi sull'attualità e la geopolitica.
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LIBIA ORIENTALE APPROVA MOE DEL 2019 CON LA TURCHIA. COSA CAMBIA PER GRECIA E UE
Oggi 20 ottobre 2026 la Camera dei Rappresentanti libica (con sede a Bengasi/Tobruk, allineata a Khalifa Haftar) ha votato all’unanimità per approvare il memorandum d’intesa del 2019 firmato tra la Turchia e il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli. Il testo delimita le zone marittime (piattaforma continentale e ZEE) nel Mediterraneo orientale. Lo stesso parlamento ha contemporaneamente revocato due risoluzioni del 2020: quella che aveva dichiarato nullo l’accordo e quella che aveva interrotto i rapporti politici con Ankara.
 
L’accordo del 2019 è stato a lungo contestato da Grecia ed Egitto (che lo considerano lesivo dei propri diritti marittimi) e, fino a ieri, anche dalle autorità orientali libiche. La Turchia lo ha sempre difeso come legittimo. Negli ultimi mesi si è intensificato il dialogo tra Ankara e il campo di Haftar (contatti militari, visite, possibile apertura commerciale).
 
L’accordo rafforza la posizione giuridica e politica di Ankara nel Mediterraneo orientale. Essendo ora accettato anche dalla parte orientale della Libia, diventa più difficile da contestare unilateralmente. Apre la strada a possibili attività di esplorazione e sfruttamento di idrocarburi nelle aree rivendicate e consolida l’influenza turca su entrambe le fazioni libiche, dopo anni in cui Ankara era legata quasi esclusivamente a Tripoli.
 
Per la Libia, l’accordo è un segnale di avvicinamento tra est e ovest (o almeno tra le autorità orientali e la Turchia). Potrebbe facilitare accordi economici, militari e commerciali. Non risolve la divisione del Paese, ma riduce una fonte di frizione esterna.
 
Per contro, l’accordo tra Libia orientale e Turchia aumenta le tensioni nel Mediterraneo orientale. Atene e Il Cairo hanno sempre considerato l’accordo del 2019 illegittimo perché ignora i diritti delle isole greche (in particolare Creta) e sovrappone le proprie rivendicazioni. Apre la strada a una possibile escalation diplomatica o ad ostacoli a progetti energetici comuni come EastMed o altre cooperazioni.  L’UE dovrà gestire un ulteriore elemento di frizione con la Turchia, in un contesto già complesso (migranti, energia, Siria, Ucraina).
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Il fantasma USA dietro il sabotaggio Nord Stream: “Sentite cosa diceva Meloni nel 2014” | Manlio Dinucci

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C’è un nuovo reato, “partecipazione violenta a una manifestazione”. C’è il fermo preventivo di 24 ore (anche per i minorenni), dopo che sembrava essere saltato dalle bozze. Ma - ecco la novità rispetto agli annunci di ieri - dopo le perplessità sollevate dal Quirinale, non sono previsti i poteri di polizia giudiziaria per i 500 militari che verranno inviati a Milano fino al 31 dicembre. Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo pacchetto securitario - l’ottavo, da quando Giorgia Meloni è a Palazzo Chigi - sull’onda delle violenze che hanno colpito lo scorso weekend il capoluogo lombardo.
 
Le nuove misure adottate sono state rivendicate dalla premier in un video sui social. Cosa significa “partecipazione violenta a una manifestazione”? “Se durante un corteo o una manifestazione ti unisci a un gruppo di cinque o più persone, ti metti a tirare pietre, petardi, bastoni, metti in pericolo la sicurezza di tutti, rischi fino a cinque anni di carcere e fino a 20 mila euro di multa. Se avevi il volto coperto o se hai ferito qualcuno la pena aumenta e aumentano anche le pene per chi devasta in gruppo”, ha spiegato Meloni.
 
Ma il punto politicamente più rilevante è, appunto, la scomparsa dei poteri speciali all’esercito. Una soluzione che è stata espunta dopo i ritocchi del Colle. Questa mattina era stato lo stesso Guido Crosetto ad ammettere che - in fondo - avrebbe poco senso inviare militari senza dotarli di poteri speciali: “É facile annunciare militari in più senza nemmeno affrontare il problema di cosa dovranno fare e come potranno farlo - aveva scritto su X il ministro della Difesa -. Perché abbia un senso abbiamo necessità che domani il Cdm approvi delle norme che consentano loro di poter agire come le forze di polizia”.

Il fermo preventivo di 24 ore, anche per i minori (norma già presente in un altro ddl, ora fermo in Senato), sembrava potesse scomparire dal testo. Ma invece c’è. Vengono introdotte altre due novità, presentate da Carlo Nordio in conferenza stampa: l’arresto differito e l’imputabilità per i minori.

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Nessuno se ne fa nulla delle nostre giustificazioni, delle nostre condanne, delle nostre elucubrazioni, del nostro tifo o del nostro schifo per i nuovi rivoluzionari. Vi siete entusiasmati? Sarete presto placati. Vi siete messi paura? Invocate l'esercito? Lo avrete, non vi piacerà. Non aspettavano altro, tenuto conto di quello che sta per arrivare.

La società sta implodendo nelle sue contraddizioni, le città degli squilibri sociali l'hanno creata ai piani alti, gli schiavi della deflazione salariale li hanno voluti ai piani alti, l'immigrazione a queste quote folli è stata imposta dai piani alti e adesso i ghetti suppurano centinaia di migliaia di sbarbi di seconda e terza generazione che hanno interiorizzato la nostra vomitevole scala di disvalori e non hanno la minima intenzione di fare gli schiavi sottopagati come i loro genitori. Hanno capito che il gioco è truccato e la possibilità di accedere agli ultimi rimasugli del risparmio privato sarà concessa ai loro pochi compagni bianchi delle medie. Non resta che spaccare tutto e gridare "No future".

I comparti stagni, le bolle immobiliari, l'inferno in terra degli istituti professionali, il feticcio dei brand e delle merci, l'emulazione, l'educazione degli adolescenti lasciata in mano agli speculatori commerciali, la profilazione assoluta di un immaginario giovanile tenuto rigorosamente distinto da quello adulto, la sua capacità di attrazione verso gli stessi adulti, l'ideologia del ghetto che invade tutto il corpo sociale.

Arrivare più in alto possibile, con qualunque mezzo e alla faccia del prossimo, le dipendenze, le compulsività, le paranoie egoiche, i disturbi narcisistici, la violenza. Eccola qui la comunità educante, eccola l'immondizia che gira dentro le cuffie da almeno vent'anni, rigorosamente destinata a un pubblico di dodicenni, e la componente "maranza" è ridicolmente minoritaria.

Duecentosessanta genitori per lo più italianissimi hanno passato il sabato notte davanti al commissariato, ad aspettare il figlio quattordicenne.

Cavallette impazzite che si scambiano informazioni a mezzo di ordigni derivati da tecnologie militari e sono capaci di addensarsi in settemila in meno di mezz'ora.

La way of life della malavita, la certezza di non avere niente da perdere, abbiamo tutti visto tremila film, letto centinaia di saggi e di romanzi, adesso che la realtà ci si squaderna davanti agli occhi peschiamo le più folli categorie e ci mettiamo a tifare per lotta al capitalismo o a sacramentare contro l'islamizzazione dell'Europa, e invece stiamo solo portando a compimento l'interiorizzazione assoluta del modello americano. La cronaca di questi giorni sembra scritta da Mario Puzo, da John Fante, da Bukowski, da Richard Wright, messa in scena da Scorsese, da Eastwood, da Stallone, da altri diecimila.

I sociologi più onesti ci avevano avvertiti, l'immigrazione di massa non è Imagine di John Lennon. La decadenza economica, sociale, valoriale ed esistenziale della comunità di approdo non aiuta. Non abbiamo ancora visto niente.

Gabriele Busti

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Un drone russo ha colpito la sottostazione Nyvky, a Kiev. Si tratta di un importante nodo della rete elettrica della capitale ucraina. Un incendio di grandi dimensioni è divampato, la corrente elettrica è stata interrotta in alcune zone, e la metropolitana (nel video) e la funicolare sono state completamente arrestate.
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I maranza putiniani
Di Marco Travaglio

L’altra sera ho scartato una vignetta di Natangelo su un Putin preoccupato perché, dopo un paio di giorni di piazze in fiamme, nessuno gli aveva ancora dato la colpa. Va bene che la satira deve esagerare, mi son detto, ma non esageriamo. E mal me ne incolse: i giornali di ieri sono pieni di “Ha stato Putin” per le rivolte dilaganti in tutta Europa. La polizia brancola nel buio, gli 007 non sanno dove girarsi, ma il senatore Borghi (il più comico, quello renziano) ha già risolto il caso: “I disordini non sono casuali, qualcuno può averli incanalati”. Indovinate chi? “L’interesse della Russia è infilarsi come il sale sulle ferite delle pubbliche opinioni per… diminuire la coesione dei Paesi che sostengono l’Ucraina… Tutto questo fa il gioco del Cremlino”. Hai capito chi c’è dietro i dodicenni spaccatutto e i maranza putiniani? Anche la pidina Lia Quartapelle evoca “potenze straniere”. E appena dal centrosinistra piove una scempiaggine, Crosetto s’ingelosisce: lui lo dice “da quattro anni”, purtroppo “inascoltato”, che questa “è la guerra ibrida che qualcuno porta nelle nostre nazioni con strumenti non convenzionali, che si chiamano TikTok, social, YouTube, senza che l’Occidente se ne renda conto e reagisca”. Forse perché sono tutti social americani, a parte TikTok che nasce cinese, ma negli Usa è stato appena nazionalizzato. Può mancare Libero? No: “Russi e iraniani soffiano sulle rivolte. Il movimento di protesta si trasforma in un’arma”. E il Riformista? No: “Ottobre russo. Chi manovra il conflitto permanente?”. E De Angelis sulla Stampa? No: “Qualche mago del Cremlino come Dugin inneggia alla rivolta”, senza scordare i NoVax, che si portano su tutto.

In fondo è rassicurante. Siccome gli europei detestano i propri sgovernanti e non sanno più come dire che li vogliono fuori dai piedi, quelli dovrebbero giustificare i loro ciclopici fallimenti e andare a nascondersi: molto più comodo di battere il mea culpa sul petto di Putin. Perdono voti a rotta di collo? È Putin che trucca le elezioni. Crollano nei consensi? È Putin che trucca i sondaggi. Le piazze li insultano? È Putin che le riempie. Macron riuscì persino a sostenere che il video di Brigitte che lo prendeva a sganassoni sull’aereo era un fake della propaganda russa. E Sánchez, subito smentito dalla sua polizia, ha raccontato che tutti quei marocchini a Ceuta li mandava Putin. Tesi peraltro copiata da Crosetto, che attribuì il raddoppio degli sbarchi in Sicilia in èra Meloni agli spingitori della brigata Wagner, puntualmente sbugiardato dai suoi Sservizi. Putin è come la nonna o la zia morta per gli studenti somari che non hanno fatto i compiti. Se non esistesse, o fosse morto (con tutte le malattie letali che ha, c’è da stupirsi che sia ancora vivo), lo inventerebbero uguale identico.

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Gaza, laboratorio di Thiel e Israele
di Rula Jebreal - Il Fatto Quotidiano
Fu il finanziere pedofilo a mettere in contatto Ehud Barak e il capo di Palantir. Quella sorveglianza digitale, affidata da Tel Aviv all’Unità 8200, è servita a ricattare i palestinesi per trasformarli in spie

Il capitalismo della sorveglianza finanziato e sostenuto da Epstein e dall’ex primo ministro israeliano Ehud Barak, mira a sviluppare ed esportare nel mondo tecnologia di sorveglianza digitale, tipicamente usata da regimi totalitari e dittature militari, promossa come uno strumento fondamentale per la sicurezza nazionale: ma in realtà punta ad affossare l’idea democratica di libertà e a legare i governi occidentali a Israele attraverso ricatti incrociati.

Epstein ha rappresentato il primo collegamento concreto tra Barak e Palantir. Nella telefonata registrata su di lui, entrambi sbagliano a pronunciare le parole “Thiel” e “Palantir”, segno che Epstein stava introducendo per la prima volta l’argomento. L’interscambio di messaggi fra i due rivela sforzi congiunti per approcciare Peter Thiel fin dall’inizio del 2010. Epstein riuscì ad agganciare Thiel solo qualche anno più tardi, fra il 2013 e il 2014, facendosi introdurre da un amico in comune, Reid Hoffman di LinkedIn. Epstein sfruttò il proprio capitale economico – una quarantina di milioni di dollari convogliati verso i fondi speculativi di Thiel tra il 2014 e il 2015 –, per tessere la tela del rapporto con il co-fondatore di Palantir, restando in contatto con lui fino alla fine della sua vita. Dall’archivio Epstein sappiamo che Barak puntava ad avere un posto nel consiglio direttivo di Palantir, che Thiel visitò le proprietà di Epstein diverse volte e che, in generale, c’era un forte interesse da parte degli apparati di sicurezza israeliani verso quella che all’epoca era molto lontana dall’essere la stella polare della sorveglianza di massa che è oggi. Oggi Palantir fornisce all’esercito israeliano tecnologie di intelligenza artificiale per facilitare il genocidio a Gaza, definita apertamente “laboratorio” dai suoi stessi dirigenti. Un ingegnere dell’azienda ha dichiarato pubblicamente che Gaza ha rappresentato un banco di prova ideale: dopo i bombardamenti è stato possibile analizzare i dati di movimento dei cellulari e derivarne modelli predittivi, ora applicati anche al sistema sanitario britannico (NHS) e a scenari di emergenza negli Stati Uniti. Ad aprile 2026, Palantir ha pubblicato un manifesto in cui il mondo intero viene descritto come un campo di battaglia permanente e la democrazia multietnica come potenziale minaccia alla civiltà occidentale e incompatibile con la libertà, come ha detto Alex Karp, l’amministratore delegato di Palantir, colui che si è vantato pubblicamente di come la loro tecnologia venga usata per uccidere delle persone. Il cerchio si chiude: tecnologie di sorveglianza e di controllo utilizzate già sui palestinesi e sui libanesi vengono esportate e normalizzate a livello globale. Epstein e Barak hanno lavorato insieme, attivamente, per arrivare a questo risultato. Hanno unito le forze per ottenere il finanziamento iniziale e la promozione della crescita del settore della tecnologia di sorveglianza israeliana. Epstein si è rivolto direttamente alla banca Rothschild in Europa per cercare di incanalare denaro verso le aziende di tecnologia di sorveglianza in Israele che erano collegate all’Unità 8200 dell’intelligence militare, la stessa che ha fatto da incubatore per tutta la tecnologia di sorveglianza a marchio israeliano, pubblica e privata, sempre sperimentata sulla pelle dei palestinesi. È la porta scorrevole che collega il business militare di Stato con quello privato. Tantissimi imprenditori della tecnologia di sorveglianza sono passati prima da lì. Sicurezza nazionale e profitto privato sono intrecciati in modo indistricabile l’una all’altro. Ciò che fa l’Unità 8200 ai palestinesi ricorda quanto ha fatto Epstein per anni negli Stati Uniti.

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IL PETROLIO SALE ANCORA - I prezzi del petrolio sui mercati mondiali sono nuovamente in aumento e hanno già raggiunto i massimi valori degli ultimi cinque mesi. Il Brent viene attualmente scambiato intorno ai 110 dollari al barile. Questo avviene in seguito alle dichiarazioni degli Houthi riguardo a nuovi attacchi contro impianti petroliferi in Arabia Saudita e ai continui sabotaggi di petroliere nello Stretto di Hormuz.
Queste condizioni hanno superato l'effetto del recente allentamento delle sanzioni sulle esportazioni energetiche russe, introdotto dall'amministrazione Trump.
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«Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro della «guerra ibrida». L’espressione, ormai di uso comune nel gergo giornalistico e politico, indica le azioni ostili, attribuite quasi sempre alla Russia, che non ricorrono agli strumenti militari tradizionali ma alla propaganda, agli attacchi informatici, ai sabotaggi, alla disinformazione. Un tema serio, senza dubbio, che negli ultimi anni viene tuttavia evocato con una superficialità tale da averlo completamente svuotato di significato. Scoppia un caso scomodo, si accende una piazza, un risultato elettorale non piace? Eccola, puntuale, a offrire la spiegazione più rassicurante: la colpa è sempre di qualcun altro. È la guerra ibrida.

Il termine «guerra ibrida» è tanto scorretto quanto vago. Nel non-paper firmato da Crosetto lo scorso anno finivano nella categoria fake news, sabotaggi ferroviari, cavi tranciati, pressione migratoria, elezioni annullate. Quando una categoria contiene tutto, giustifica tutto.
Lo spiega bene il professor Andrea Beccaro, docente di Studi Strategici e collaboratore di InsideOver, nel bel saggio Guerra e strategia nel XXI secolo: «Si potrebbero citare decine di casi per dimostrare come le azioni oggi identificate come guerra ibrida russa siano in realtà condotte anche da altri attori, oggi come nel passato, e spesso dagli stessi che imputano alla Russia il muovere guerra ibrida».
E ancora: «Per quanto riguarda la riflessione strategica la nozione di guerra ibrida è problematica perché non descrive nulla di nuovo, né tanto meno di esclusivamente russo. In generale molti “esperti” di Hybrid Warfare sottolineano che essa è un modo per evitare la forza militare del nemico e disarticolarlo da un punto di vista economico, politico e sociale più che militare. L’idea in sé è valida ma tutt’altro che nuova e ancor meno è russa, infatti fu espressa in modo simile in un’opera di uno dei massimi pensatori strategici occidentali del XX secolo, ovvero l’inglese Sir Basil Liddell Hart».

Su InsideOver

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I risvegliati del dissenso che da qualche tempo hanno indossato la veste evidentemente più confortevole dei suprematisti etnici non sembrano scrupolosi riguardo al fatto che queste nuove orde del ghetto possono essere innescate e manipolate a fini politici molto più facilmente e massicciamente degli infiltrati tradizionali come i black block o come i magnifici militanti di forza nova del '21, nel giorno glorioso in cui un celerino fu beccato a verificare la tenuta ondulatoria del furgone.

Tutto sta a decidere se il feticismo delle merci, l'anomia e il nichilismo sono i marcatori dell'inferiorità razziale o sono i disvalori che hanno riplasmato la società presa per intero. E certo, la rottura unilaterale delle frontiere ha avuto un suo ruolo e la sovrastruttura aveva già spianato il campo, ma non esiste bolla speculativa senza ghetto periferico, non esiste feticismo delle merci senza riduzione a merce dell'intera esistenza, non esistono semidei terreni senza schiavi né, più in basso, vincenti senza perdenti (in rapporto di uno a centomila). Non esiste anomia senza "trasvalutazione di tutti i valori", non esiste nichilismo senza volontà di potenza.

Gabriele Busti

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Calenda a digiuno per le persone bombardate dagli ucraini

Calenda ha annunciato di aderire allo sciopero indetto dalla Picierno “per richiamare l'attenzione internazionale su quanto sta accadendo a Oleshky, città ucraina dove migliaia di persone sono intrappolate in un territorio occupato dall'esercito russo, senza accesso regolare a cibo e medicine”. Quello che però omette Calenda, sono i motivi della carenza di cibo e medicine, nonché dei rischi di imbattersi sulle mine. La vita nella cittadina (sotto controllo russo dal 2022) è resa impossibile dai droni e dai bombardamenti ucraini. Le mine vengono piazzate regolamentate dai soldati ucraini per mezzo di droni e razzi, al fine di ostacolare gli spostamenti dei militari russi. Queste mine non sono in grado di distinguere un civile da un militare e per questo motivo sono una minaccia per tutti.

Tutti i veicoli che si muovono verso quella direzione vengono colpiti e distrutti dai droni. Non importa se a bordo ci sono militari e munizioni o civili e cibo.

A tutte le persone che si trovano in quella cittadina, a suo tempo, le autorità russe hanno proposto l’evacuazione e buoni in denaro per acquistare un nuovo immobile in altre regioni russe, lontano dal fronte. Ad agosto 2024 sono stati forniti circa 100 mila buoni e la maggior parte delle persone li ha usarli per comprare casa in Crimea o nella regione di Krasnodar. Venivano dati a tutti a prescindere dalle idee politiche o agli sguardi sul conflitto: molti filoucraini hanno ottenuto i buoni russi e acquistato immobili per poi rivenderli, ottenere contanti e tornarsene in Ucraina.

Ad Oleshki vivono quelle persone che sono rimaste per scelta: C’è chi non vuole perdere il bestiame, chi spera che la guerra si risolva presto, qualcuno invece si è rassegnato affidandosi al destino. Fino ad un paio di anni fa era ancora possibile spostarsi senza grandi rischi, poi i droni hanno preso il controllo del cielo, rendendo invivibile una fascia sempre più larga di territori.

https://t.me/vn_rangeloni
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Forwarded from  (Laura Ru)
UNA VERITA' SCOMODA Il Ministro della Difesa Guerra, Guido Crosetto, durante il Defence Procurement Forum di Roma, un convegno dedicato agli investimenti militari, aveva definito gli scontri di Milano «il punto di arrivo» di una guerra ibrida condotta contro l’Occidente attraverso strumenti come TikTok e YouTube. 
Secondo Crosetto, «alcune nazioni hanno accumulato attraverso le piattaforme digitali una quantità di informazioni tale da poter conoscere e influenzare le nuove generazioni meglio delle loro famiglie. L’intelligenza artificiale ha reso questa capacità ancora più efficace.» Crosetto parla di una «controeducazione» che avrebbe modificato il rapporto dei ragazzi con le regole democratiche, precisando che il fenomeno riguarda i giovani italiani in generale e non solo quelli di seconda generazione. Attraverso la capacità dei social di amplificare certi contenuti invece di altri, uno Stato può usare la disinformazione per alimentare tensioni. Fin qui nulla di nuovo. Ma una domanda sorge spontanea, peccato che nessuno l'abbia posta al ministro. Chi, se non gli Stati Uniti, potrebbe verosimilmente controllare gli algoritmi di TikTok, YouTube e Instagram, dal momento che sono piattaforme americane?? @LauraRuHK
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“Sappiamo perfettamente che la nostra opinione pubblica, influenzata anche dall’estero, è in maggioranza contraria all’aiuto all’Ucraina. Non si può cedere all’opinione pubblica quando si è convinti che l’opinione pubblica si sbagli". Also sprach Guido Crosetto, quello che passava per quello più ragionevole di questo governo.
A parte la stronzata sull'influenza dall'estero (forse intestinale), ditemi ora, amici di destra, in cosa consisterebbe la differenza con i puzzalnaso di sinistra la cui convinzione più o meno dichiarata è che se il popolo pensa male, bisogna cambiare il popolo.
Attendo con ansia delucidazioni.

Alessio Mannino

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L’ex cancelliera tedesca Angela Merkel è stata avvistata in un noto supermercato di Cava de’ Tirreni. Con lei sei uomini della scorta e la traduttrice. 
Durante la visita l’ex cancelliera ha chiesto come mai gli scaffali fossero parzialmente vuoti, soprattutto nel settore della frutta e della verdura. Le è stato spiegato che la causa è la protesta di questi giorni degli autotrasportatori.

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FDI ANNUNCIA IL RICONOSCIMENTO FACCIALE BASATO SU IA DI CHI HA IL VOLTO COPERTO
Fonte: X

Palantir?

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Forwarded from  (Filippo Nesi)
USA E ISRAELE ELABORANO PIANI DI ATTACCOALL'IRAN DOPO LE MIDTERM
Fonte: The New York Times

Stati Uniti e Israele hanno elaborato piani dettagliati per nuovi attacchi contro l'Iran, da attuare dopo le elezioni di metà mandato del 3 novembre.

L'operazione ipotizzata potrebbe consistere in un'intensa campagna di tre giorni, mirata a colpire gli impianti nucleari iraniani, l'arsenale di missili e droni e, potenzialmente, le infrastrutture energetiche.

Tra i possibili obiettivi figura l'impianto nucleare iraniano situato in profondità sotto il monte Pickaxe.

Alcuni funzionari ritengono che una nuova offensiva potrebbe mettere in ginocchio l'economia iraniana e costringere Teheran a concedere aperture sul proprio programma nucleare e sul controllo dello Stretto di Hormuz, sebbene finora i negoziati abbiano fatto ben pochi progressi.
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Uno studio britannico sul massacro di un villaggio palestinese avvenuto nel 1948 per mano di israeliani ha rivelato la presenza di fosse comuni.

I ricercatori hanno analizzato dati cartografici e foto aeree per identificare tre possibili località nell'ex villaggio di pescatori di Tantura.

Un'indagine su un massacro avvenuto in un villaggio palestinese distrutto, perpetrato dalle forze israeliane durante la guerra del 1948 che ha segnato la creazione di Israele, ha individuato tre possibili fosse comuni sotto un'attuale località balneare.

Sopravvissuti e storici palestinesi sostengono da tempo che gli uomini che vivevano a Tantura, un villaggio di pescatori di circa 1.500 abitanti vicino ad Haifa, furono giustiziati dopo essersi arresi alle Brigate Alexandroni e i loro corpi gettati in una fossa comune che si ritiene si trovi sotto l'area che oggi ospita il parcheggio di Dor Beach. Le stime variano da 40 a 200 persone.

Negli ultimi anni, un crescente numero di prove relative al massacro di Tantura ha generato notevoli controversie in Israele, dove le atrocità commesse dalle forze ebraiche nel 1948 rimangono un argomento estremamente delicato: un documentario israeliano su quanto accaduto nel villaggio ha suscitato ampie polemiche al momento della sua uscita.

La nuova e approfondita indagine condotta dall'agenzia di ricerca Forensic Architecture ha individuato quella che definisce una seconda fossa comune nell'ex villaggio di Tantura, oltre ad altre due possibili ubicazioni, nella ricerca più completa finora realizzata.

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Forwarded from  (Laura Ru)
Allora, io non pratico né boxe né body-building. Eppure, da quando ho pubblicato su Facebook una foto di Crosetto accompagnata dalla citazione di un suo discorso https://t.me/LauraRuHK/11799, la piattaforma ha iniziato a propormi decine di video girati in palestra in cui sedicenti “uomini forti” dal naso schiacciato e il fisico gonfiato si vantano di voler spaccare le ossa ai “maranza” e convocano marce o adunate per difendere la “propria terra”.
Ieri lo hanno fatto a Lecco. Hanno cantato l’inno nazionale con il braccio teso, in un clima surreale: il centro cittadino era deserto, uno studente su due non si era presentato a scuola, le ragazzine erano state chiuse in casa dai genitori e le serrande dei negozi rimanevano abbassate. Di “maranza”, naturalmente, neppure l’ombra.
Cosa era successo prima per scatenare il panico e offrire a questi soggetti il pretesto per una “Marcia su Lecco”? Sui social erano circolate fake news secondo cui proprio questa cittadina sarebbe stata il bersaglio prescelto dai “barbari” il 20 ottobre per compiere stupri e saccheggiare i negozi.
Problema (creato o amplificato artificialmente) → Reazione (panico) → Soluzione (squadrismo).
La facilità con cui questo schema viene applicato con successo è semplicemente agghiacciante. @LauraRuHK
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