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La prima città che è già caduta sotto il controllo dei manifestanti è Abadan. La polizia si sta parzialmente schierando con i dimostranti.
Le autorità non riescono a reprimere le proteste.
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💩53👎10😢6❤3🤬2🔥1😱1🎉1
🇷🇺🔥 Agglomerato di Krasnoarmiisk: Svitloe preso, la morsa si sta stringendo
Le forze armate russe hanno liberato l'insediamento di Svitloe e continuano ad avanzare all'interno del calderone di Dymytrov.
▪️ Il nemico nell'agglomerato sta perdendo posizioni fortificate una dopo l'altra, la linea del fronte si sta riducendo.
▪️ La pressione lungo la linea del calderone sta aumentando — per gli ucraini questa non è più "difesa posizionale", ma un lento strangolamento.
Le forze armate russe hanno liberato l'insediamento di Svitloe e continuano ad avanzare all'interno del calderone di Dymytrov.
▪️ Il nemico nell'agglomerato sta perdendo posizioni fortificate una dopo l'altra, la linea del fronte si sta riducendo.
▪️ La pressione lungo la linea del calderone sta aumentando — per gli ucraini questa non è più "difesa posizionale", ma un lento strangolamento.
👍24🎉7❤3
🔥 Dnipropetrovsk è sotto un massiccio attacco di droni.
Sono stati osservati incendi in diversi luoghi contemporaneamente.
Sono stati osservati incendi in diversi luoghi contemporaneamente.
👍25🤩4🎉2
Forwarded from Mattonews 🎙🧱🧊
ISRAELE. È STATO TROVATO MORTO IL GIUDICE INCARICATO DI GIUDICARE LE ACCUSE DI CORRUZIONE A NETANYAHU
(UK REPORT)
(UK REPORT)
💩47😱44😁20🤬13🔥3🤩2❤1👍1
⚡️🇺🇸 Lockheed Martin e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti hanno firmato un accordo quadro per aumentare notevolmente la produzione di intercettori Patriot PAC-3 MSE nei prossimi anni.
Dopo un aumento del 20% dal 2024, nel 2025 sono stati prodotti 650 intercettori. Secondo un piano settennale, la produzione annuale dovrebbe raggiungere i duemila. Il contratto a lungo termine consentirà economie di scala e maggiore certezza per Lockheed Martin e le sue filiali, riducendo il costo unitario dei missili.
Mantenendo il nome "Patriot", continua a ricevere importanti aggiornamenti. La più recente variante di intercettore (PAC-3 MSE) è già stata ampiamente utilizzata nei conflitti recenti e in corso. Il sistema otterrà presto un nuovo radar rotante che consentirà di ingaggiare obiettivi da tutte le direzioni (in precedenza solo 120°). Un nuovo lanciatore verticale dovrebbe arrivare insieme al radar.
Dopo un aumento del 20% dal 2024, nel 2025 sono stati prodotti 650 intercettori. Secondo un piano settennale, la produzione annuale dovrebbe raggiungere i duemila. Il contratto a lungo termine consentirà economie di scala e maggiore certezza per Lockheed Martin e le sue filiali, riducendo il costo unitario dei missili.
Mantenendo il nome "Patriot", continua a ricevere importanti aggiornamenti. La più recente variante di intercettore (PAC-3 MSE) è già stata ampiamente utilizzata nei conflitti recenti e in corso. Il sistema otterrà presto un nuovo radar rotante che consentirà di ingaggiare obiettivi da tutte le direzioni (in precedenza solo 120°). Un nuovo lanciatore verticale dovrebbe arrivare insieme al radar.
💩43❤6🔥2👍1😁1
🇮🇷 Comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, Mortez Ghorbani.
L'esercito iraniano e l'IRGC sono in piena allerta di combattimento.
"Qualsiasi aggressione da parte degli Stati Uniti e di Israele riceverà una risposta adeguata. Circa 400 unità dell'esercito e dell'IRGC sono pronte al combattimento."
L'esercito iraniano e l'IRGC sono in piena allerta di combattimento.
"Qualsiasi aggressione da parte degli Stati Uniti e di Israele riceverà una risposta adeguata. Circa 400 unità dell'esercito e dell'IRGC sono pronte al combattimento."
❤44💩5🎉3👍2
Fonte filoucraina Playfra 🇺🇦
Kostyantynivka.
Purtroppo, brutte notizie. Le tendenze non sono affatto incoraggianti.
Settore di Berestok: Nell'ultima settimana circa, le forze russe hanno penetrato in profondità fino alla periferia meridionale di Berestok (un evento comune da tempo), ma soprattutto fino al nord di Illinivka.
Come potete vedere, la zona grigia si è ampliata anche a nord dell'ex blockpost, perché non è un evento isolato ma piuttosto una tendenza. Al momento ci sono fanteria russa viva e ferita a Illinivka.
La situazione è in fase di chiarimento.
Settore Ivanopillya: le forze russe continuano a attraversare l'insediamento in gruppi abbastanza costanti, tentando anch'esse di attraversare il fiume e la ferrovia in direzione ovest per raggiungere Berestok, per ora senza successo.
Città di Kostyantynivka: le forze russe si radunano nell'area della Dacha e lanciano attacchi in profondità nella città, attraversando l'autostrada Bakhmut - Kostyantynivka e sopra la stazione ferroviaria. Questo attacco specifico, sebbene più profondo del solito, non dovrebbe offrire nuovi terreni ai russi.
Settore Predtechyne: Le forze russe sono presenti nella parte orientale dell'insediamento e stanno attaccando lungo l'autostrada per raggiungere la foresta alla periferia orientale della città, dove vengono distrutti
Kostyantynivka.
Purtroppo, brutte notizie. Le tendenze non sono affatto incoraggianti.
Settore di Berestok: Nell'ultima settimana circa, le forze russe hanno penetrato in profondità fino alla periferia meridionale di Berestok (un evento comune da tempo), ma soprattutto fino al nord di Illinivka.
Come potete vedere, la zona grigia si è ampliata anche a nord dell'ex blockpost, perché non è un evento isolato ma piuttosto una tendenza. Al momento ci sono fanteria russa viva e ferita a Illinivka.
La situazione è in fase di chiarimento.
Settore Ivanopillya: le forze russe continuano a attraversare l'insediamento in gruppi abbastanza costanti, tentando anch'esse di attraversare il fiume e la ferrovia in direzione ovest per raggiungere Berestok, per ora senza successo.
Città di Kostyantynivka: le forze russe si radunano nell'area della Dacha e lanciano attacchi in profondità nella città, attraversando l'autostrada Bakhmut - Kostyantynivka e sopra la stazione ferroviaria. Questo attacco specifico, sebbene più profondo del solito, non dovrebbe offrire nuovi terreni ai russi.
Settore Predtechyne: Le forze russe sono presenti nella parte orientale dell'insediamento e stanno attaccando lungo l'autostrada per raggiungere la foresta alla periferia orientale della città, dove vengono distrutti
👍15❤10🎉6
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Vladimir Putin celebra il Natale ortodosso insieme ai militari e alle loro famiglie in una delle chiese della regione di Mosca, ha riferito il portavoce del Presidente della Federazione Russa Dmitrij Peskov.
❤70💩3
Distingui la malinconia dalla tristezza. Esci a camminare. Non deve essere per forza una passeggiata romantica nel parco, con la primavera nel suo momento più spettacolare, fiori e profumi e immagini poetiche eccezionali che ti trasportano dolcemente in un altro mondo. Non deve essere una passeggiata durante la quale avrai numerose epifanie vitali e scoprirai significati che nessun altro cervello è mai riuscito a scovare. Non avere paura di passare del tempo di qualità da solo. Trova il senso o non trovarlo, ma 'ruba' un po' di tempo e dedicatelo liberamente e esclusivamente a te stesso. Scegli il silenzio e la solitudine. Questo non ti renderá antisociale né ti porterà a rifiutare il resto del mondo. Ma hai bisogno di respirare. Hai bisogno di essere.
Albert Camus - "Quaderni 1951-1959"
Albert Camus - "Quaderni 1951-1959"
❤65👍5
L'intenzione di Washington di fornire direttamente sostegno a Kiev è stata esclusa dal documento finale.
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🎉14👍9😁2🤩2👎1
Anche la Germania è pronta a partecipare, ma potrà schierare le proprie unità solo sul territorio della NATO confinante con l'Ucraina.
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💩34😁9❤1👍1👎1
In pratica siamo allo sdoganamento del metodo mafioso. Una roba incredibile, e il bello è che lo dice apertis verbis con uno stato sul suo social.
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💩36👎6❤3😱1
****
A PROPOSITO DEL VENEZUELA di Stefano Agnoletto (post lungo che non pretende di dare risposte definitive, ma nel quale condivido alcune mie inutili riflessioni)
Se vogliamo davvero capire il Venezuela, credo sia utile provare – per quanto possibile – a non leggere tutto esclusivamente con i nostri parametri euro-occidentali.
Io non ho soluzioni, e so benissimo di non poter incidere su ciò che accade. Proprio per questo, provo semplicemente a condividere alcune informazioni che forse possono contribuire ad andare più a fondo nei ragionamenti e a costruirsi un’opinione meno superficiale.
Dopo il raid americano, leggendo molti commenti e analisi sulla situazione venezuelana, ho l’impressione che una parte consistente del dibattito europeo e italiano continui a muoversi su una rappresentazione semplificata e parziale della realtà.
Negli ultimi giorni si sono viste molte immagini delle manifestazioni di giubilo della enorme diaspora venezuelana, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti. Quelle immagini raccontano una storia reale: l’esilio, la perdita, la rabbia di chi ha vissuto il chavismo e il madurismo come una tragedia familiare, personale e collettiva. È giusto mostrarle e ascoltarle.
Ma è altrettanto giusto raccontare ciò che sta accadendo oggi a Caracas: mobilitazioni enormi a sostegno del governo chavista, radicate nei quartieri popolari, numericamente imponenti, tutt’altro che marginali o artificiali.
Qui emerge un punto che spesso viene ignorato: il Venezuela è attraversato da una frattura di classe drammatica, che è anche una frattura geografica, culturale e simbolica.
Nei quartieri popolari di Caracas – Petare, 23 de Enero, Catia, Antímano, La Vega – il chavismo non è percepito solo come un potere politico, ma come il primo Stato che abbia mai riconosciuto l’esistenza sociale di milioni di persone.
Prima di Chávez, una parte enorme della popolazione dei barrios non era nemmeno registrata all’anagrafe, non aveva documenti, accesso alla sanità, all’istruzione, all’acqua corrente. Erano cittadini invisibili.
Nei primi anni della rivoluzione bolivariana arrivano le misiones: alfabetizzazione, cliniche di quartiere, medici nei ranchos, programmi alimentari, infrastrutture di base. Per molti, lo Stato entra per la prima volta fisicamente nelle loro vite.
Questo non cancella la crisi economica devastante, la deriva autoritaria, la corruzione, i fallimenti degli ultimi anni di governo Maduro.
Ma spiega perché oggi, in quei quartieri, esista ancora un appoggio reale. di massa e militante al chavismo, e perché la cattura di Maduro venga vissuta da molti tra i piu' poveri come un attacco non solo a un leader, ma a un intero mondo sociale. Alla propria esistenza.
È in questo contesto che operano anche i colectivos, gruppi civili armati nati come organizzazioni comunitarie e poi trasformatisi – in parte – in strumenti di azione politica. Una realtà che non va né mitizzata né rimossa, ma compresa dentro una società segnata da diseguaglianze estreme. Rappresentano anche la difesa organizzata e armata nei quartieri piu' poveri di Caracas dell'idea che le conquiste ottenute con i governi bolivariani per i piu' poveri hanno significato essere stati per la prima volta "visti" dallo Stato, Non vogliono tornare ad essere invisibili.
All’opposto, le proteste anti-chaviste storicamente si concentrano nei quartieri della classe media e medio-alta: Altamira, Chacao, El Cafetal, Las Mercedes. Quartieri integrati nei circuiti globali, colpiti duramente dalla crisi, che hanno subito anche la repressione, portatori di una memoria completamente diversa del “prima”.
Per molti abitanti di queste zone, Chávez e Maduro rappresentano la rottura di un ordine sociale che li vedeva al centro. Per molti hanno rappresentato anche una tragedia reale, personale, familiare e collettiva.
Due Caracas.
Due memorie.
Due narrazioni che faticano persino a parlarsi. (1/2)
A PROPOSITO DEL VENEZUELA di Stefano Agnoletto (post lungo che non pretende di dare risposte definitive, ma nel quale condivido alcune mie inutili riflessioni)
Se vogliamo davvero capire il Venezuela, credo sia utile provare – per quanto possibile – a non leggere tutto esclusivamente con i nostri parametri euro-occidentali.
Io non ho soluzioni, e so benissimo di non poter incidere su ciò che accade. Proprio per questo, provo semplicemente a condividere alcune informazioni che forse possono contribuire ad andare più a fondo nei ragionamenti e a costruirsi un’opinione meno superficiale.
Dopo il raid americano, leggendo molti commenti e analisi sulla situazione venezuelana, ho l’impressione che una parte consistente del dibattito europeo e italiano continui a muoversi su una rappresentazione semplificata e parziale della realtà.
Negli ultimi giorni si sono viste molte immagini delle manifestazioni di giubilo della enorme diaspora venezuelana, soprattutto in Europa e negli Stati Uniti. Quelle immagini raccontano una storia reale: l’esilio, la perdita, la rabbia di chi ha vissuto il chavismo e il madurismo come una tragedia familiare, personale e collettiva. È giusto mostrarle e ascoltarle.
Ma è altrettanto giusto raccontare ciò che sta accadendo oggi a Caracas: mobilitazioni enormi a sostegno del governo chavista, radicate nei quartieri popolari, numericamente imponenti, tutt’altro che marginali o artificiali.
Qui emerge un punto che spesso viene ignorato: il Venezuela è attraversato da una frattura di classe drammatica, che è anche una frattura geografica, culturale e simbolica.
Nei quartieri popolari di Caracas – Petare, 23 de Enero, Catia, Antímano, La Vega – il chavismo non è percepito solo come un potere politico, ma come il primo Stato che abbia mai riconosciuto l’esistenza sociale di milioni di persone.
Prima di Chávez, una parte enorme della popolazione dei barrios non era nemmeno registrata all’anagrafe, non aveva documenti, accesso alla sanità, all’istruzione, all’acqua corrente. Erano cittadini invisibili.
Nei primi anni della rivoluzione bolivariana arrivano le misiones: alfabetizzazione, cliniche di quartiere, medici nei ranchos, programmi alimentari, infrastrutture di base. Per molti, lo Stato entra per la prima volta fisicamente nelle loro vite.
Questo non cancella la crisi economica devastante, la deriva autoritaria, la corruzione, i fallimenti degli ultimi anni di governo Maduro.
Ma spiega perché oggi, in quei quartieri, esista ancora un appoggio reale. di massa e militante al chavismo, e perché la cattura di Maduro venga vissuta da molti tra i piu' poveri come un attacco non solo a un leader, ma a un intero mondo sociale. Alla propria esistenza.
È in questo contesto che operano anche i colectivos, gruppi civili armati nati come organizzazioni comunitarie e poi trasformatisi – in parte – in strumenti di azione politica. Una realtà che non va né mitizzata né rimossa, ma compresa dentro una società segnata da diseguaglianze estreme. Rappresentano anche la difesa organizzata e armata nei quartieri piu' poveri di Caracas dell'idea che le conquiste ottenute con i governi bolivariani per i piu' poveri hanno significato essere stati per la prima volta "visti" dallo Stato, Non vogliono tornare ad essere invisibili.
All’opposto, le proteste anti-chaviste storicamente si concentrano nei quartieri della classe media e medio-alta: Altamira, Chacao, El Cafetal, Las Mercedes. Quartieri integrati nei circuiti globali, colpiti duramente dalla crisi, che hanno subito anche la repressione, portatori di una memoria completamente diversa del “prima”.
Per molti abitanti di queste zone, Chávez e Maduro rappresentano la rottura di un ordine sociale che li vedeva al centro. Per molti hanno rappresentato anche una tragedia reale, personale, familiare e collettiva.
Due Caracas.
Due memorie.
Due narrazioni che faticano persino a parlarsi. (1/2)
❤7
Per questo trovo profondamente sbagliato spiegare tutto con formule come “è finita una dittatura”. Non perché il governo di Maduro non abbia avuto tratti autoritari evidenti e non ci sia stata una chiara involuzione rispetto ai governi di Chavez , ma perché questa lettura ignora l'esperienza reale di una parte importante del paese.
Il chavismo non ha creato questa frattura sociale: l’ha resa visibile, politicizzata, e in parte strumentalizzata. Ma quella frattura esisteva da molto prima. Il chavismo e' stato anche un tentativo di ridurre questa frattura sociale.
Capire questo non significa giustificare tutto.
Significa provare a capire davvero, senza accontentarsi di slogan rassicuranti.
Senza questo sforzo, il rischio è raccontare il Venezuela non per quello che è, ma per come ci fa sentire più comodi.
Capisco che per molti di noi (me compreso) sia piu' facile entrare in sintonia con i venezuelani bianchi della classe media (non parlo della elite, ma di gente che noi consideriamo "normale") che hanno dovuto lasciare il paese. spesso in situazioni drammatiche, che non con i gli abitanti dei quartieri piu' poveri di Caracas che con Chavez per la prima volta hanno visto un medico. Ma esistono anche loro e per capire cosa e' accaduto in Venezuela dobbiamo imparare a "vedere" anche questa realta'
C’è infine un elemento che spesso viene rimosso dal racconto europeo sul Venezuela, ma che è centrale per comprenderne le dinamiche profonde: la dimensione razziale e simbolica del potere.
Hugo Chávez è stato il primo presidente venezuelano moderno apertamente non bianco, di origine meticcia e popolare, e anche Nicolás Maduro proviene da quello stesso mondo sociale. In un paese storicamente governato da élite bianche o “blanqueadas”, questo ha rappresentato una rottura enorme, spesso sottovalutata fuori dall’America Latina.
Per molti settori popolari, il chavismo non è stato solo un progetto politico, ma una rivincita simbolica, il momento in cui chi non aveva mai avuto voce, volto o rappresentanza ha visto qualcuno “simile a sé” occupare il centro del potere.
Per altri, soprattutto nei settori medio-alti, questo stesso processo è stato vissuto come una perdita, uno scivolamento, una minaccia all’ordine sociale precedente.
Anche questo contribuisce a spiegare l’intensità dello scontro, l’odio e la fedeltà, le piazze contrapposte che vediamo oggi.
Il Venezuela non è leggibile con categorie semplici: è un paese attraversato da fratture storiche di classe, razza e memoria, che nessuna formula rapida può cancellare.
Capire questo non significa assolvere nessuno.
Significa, almeno, provare a guardare la realtà per quella che è, prima di dichiarare chiusa una storia che, per milioni di persone, è tutt’altro che finita. (2/2)
Il chavismo non ha creato questa frattura sociale: l’ha resa visibile, politicizzata, e in parte strumentalizzata. Ma quella frattura esisteva da molto prima. Il chavismo e' stato anche un tentativo di ridurre questa frattura sociale.
Capire questo non significa giustificare tutto.
Significa provare a capire davvero, senza accontentarsi di slogan rassicuranti.
Senza questo sforzo, il rischio è raccontare il Venezuela non per quello che è, ma per come ci fa sentire più comodi.
Capisco che per molti di noi (me compreso) sia piu' facile entrare in sintonia con i venezuelani bianchi della classe media (non parlo della elite, ma di gente che noi consideriamo "normale") che hanno dovuto lasciare il paese. spesso in situazioni drammatiche, che non con i gli abitanti dei quartieri piu' poveri di Caracas che con Chavez per la prima volta hanno visto un medico. Ma esistono anche loro e per capire cosa e' accaduto in Venezuela dobbiamo imparare a "vedere" anche questa realta'
C’è infine un elemento che spesso viene rimosso dal racconto europeo sul Venezuela, ma che è centrale per comprenderne le dinamiche profonde: la dimensione razziale e simbolica del potere.
Hugo Chávez è stato il primo presidente venezuelano moderno apertamente non bianco, di origine meticcia e popolare, e anche Nicolás Maduro proviene da quello stesso mondo sociale. In un paese storicamente governato da élite bianche o “blanqueadas”, questo ha rappresentato una rottura enorme, spesso sottovalutata fuori dall’America Latina.
Per molti settori popolari, il chavismo non è stato solo un progetto politico, ma una rivincita simbolica, il momento in cui chi non aveva mai avuto voce, volto o rappresentanza ha visto qualcuno “simile a sé” occupare il centro del potere.
Per altri, soprattutto nei settori medio-alti, questo stesso processo è stato vissuto come una perdita, uno scivolamento, una minaccia all’ordine sociale precedente.
Anche questo contribuisce a spiegare l’intensità dello scontro, l’odio e la fedeltà, le piazze contrapposte che vediamo oggi.
Il Venezuela non è leggibile con categorie semplici: è un paese attraversato da fratture storiche di classe, razza e memoria, che nessuna formula rapida può cancellare.
Capire questo non significa assolvere nessuno.
Significa, almeno, provare a guardare la realtà per quella che è, prima di dichiarare chiusa una storia che, per milioni di persone, è tutt’altro che finita. (2/2)
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Forwarded from Pino Cabras
Media is too big
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𝗗𝗜𝗣𝗘𝗡𝗗𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗘𝗡𝗘𝗥𝗚𝗘𝗧𝗜𝗖𝗔: 𝗟𝗢 𝗗𝗜𝗖𝗘𝗩𝗔𝗠𝗢. 𝗢𝗥𝗔 𝗦𝗖𝗔𝗣𝗣𝗔𝗡𝗢.
Oggi Federico Fubini sul Corriere della Sera scopre che l’Europa è caduta in una dipendenza energetica più costosa, più effettiva e più pericolosa dell’ipotetica dipendenza di prima.
È scritto nero su bianco, con tre anni di ritardo.
Nel 2022 queste cose le dicevo in televisione. Non come profezia, ma come analisi.
Venivo interrotto, deriso, accusato di cinismo, anche da Fubini.
Questo video mette in fila i fatti:
le scelte, il silenzio, le conseguenze.
E la fuga dalle responsabilità quando il conto arriva.
Vedete e sentite voi stessi!
Oggi Federico Fubini sul Corriere della Sera scopre che l’Europa è caduta in una dipendenza energetica più costosa, più effettiva e più pericolosa dell’ipotetica dipendenza di prima.
È scritto nero su bianco, con tre anni di ritardo.
Nel 2022 queste cose le dicevo in televisione. Non come profezia, ma come analisi.
Venivo interrotto, deriso, accusato di cinismo, anche da Fubini.
Questo video mette in fila i fatti:
le scelte, il silenzio, le conseguenze.
E la fuga dalle responsabilità quando il conto arriva.
Vedete e sentite voi stessi!
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Al Senato, tra l'altro, hanno dichiarato una cosa interessante: che ora non hanno nessun posto dove inviare il petrolio venezuelano per la lavorazione e non hanno altra scelta, perché c'è una blocco.
In precedenza, il petrolio veniva inviato per la lavorazione in Russia, Cina e Iran.
C'è stato così tanto clamore sulla droga. Negli Stati Uniti si è continuato a trafficare come prima. Ma hanno chiarito che attaccheranno le navi, imponendo un blocco marittimo, e ora stanno estorcendo il petrolio.
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