‼️🇺🇦🔥La Russia ha distrutto un grande centro dati Dline nel cuore di Kiev
▪️Lo ha dichiarato l'azienda in una nota, che ha annunciato il trasferimento dei servizi e dei dati a siti di backup.
▪️Nelle ultime settimane, a seguito dei bombardamenti russi, diverse importanti aziende di Kiev hanno segnalato danni o la distruzione dei loro centri dati e siti tecnici: DC|COSMONOVA, MiroHost, Parkovy, Kyivstar, Datagroup, UTELS, Pavutina, Domonet, Kievnet e Faust.
▪️Lo ha dichiarato l'azienda in una nota, che ha annunciato il trasferimento dei servizi e dei dati a siti di backup.
▪️Nelle ultime settimane, a seguito dei bombardamenti russi, diverse importanti aziende di Kiev hanno segnalato danni o la distruzione dei loro centri dati e siti tecnici: DC|COSMONOVA, MiroHost, Parkovy, Kyivstar, Datagroup, UTELS, Pavutina, Domonet, Kievnet e Faust.
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🇺🇸🇮🇷 Il presidente Trump ha affermato che l'Iran sarà colpito "molto duramente" se è responsabile del copilota che ha tentato di far schiantare un volo Flydubai diretto in Israele.
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Si prevede che la domanda di energia elettrica per i centri dati in Russia aumenterà da 14,9 miliardi di kWh nel 2025 a 26,2 miliardi di kWh entro il 2030, con un aumento del 76% dovuto principalmente ai carichi di lavoro dell'intelligenza artificiale. Circa il 70% dell'aumento dei consumi dovrebbe provenire dai sistemi di calcolo per l'intelligenza artificiale.
Questa crescita avviene in un momento in cui la Russia già dispone di uno dei sistemi elettrici più grandi al mondo. Il paese aveva una capacità di generazione installata di 270 GW all'inizio del 2026 e ha prodotto 1.182 TWh di elettricità nel 2025. Anche dopo l'espansione, la domanda prevista per i centri dati nel 2030 rappresenterebbe solo circa il 2,2% della produzione annuale attuale.
La principale differenza è dove vengono costruite le nuove capacità di calcolo. L'addestramento dell'intelligenza artificiale non richiede che i centri dati siano situati vicino agli utenti, consentendo agli sviluppatori di spostare i carichi di lavoro ad alta intensità energetica verso regioni con disponibilità di energia, piuttosto che concentrare tutto intorno a Mosca.
Secondo la National Rating Agency, la concentrazione della capacità dei centri dati nella regione di Mosca potrebbe diminuire dal 72% alla fine del 2025 a circa il 51% entro il 2030. Nello stesso periodo, la quota delle regioni al di fuori di Mosca e San Pietroburgo potrebbe aumentare dal 20% al 41%.
Questo perché queste regioni combinano risorse elettriche disponibili con spazi adatti a progetti su larga scala. Un esempio è il centro dati Cloud X in pianificazione nella regione di Irkutsk, progettato con un'alimentazione di circa 154 MW.
L'espansione dipenderà comunque dalle infrastrutture locali. Un grande sistema elettrico nazionale non garantisce automaticamente che ogni progetto possa essere collegato rapidamente, e le singole regioni potrebbero affrontare limiti nella capacità della rete e nei tempi di costruzione.
L'efficienza energetica diventerà sempre più importante. Si prevede che i nuovi centri dati russi raggiungano livelli di efficienza energetica compresi tra 1,1 e 1,3, con le strutture per l'intelligenza artificiale che utilizzano il raffreddamento a liquido che potrebbero raggiungere circa 1,15. Una minore dispersione di energia consente di realizzare una maggiore capacità di calcolo con la stessa fornitura di elettricità.
Man mano che lo sviluppo dell'intelligenza artificiale diventa sempre più dipendente dall'accesso all'elettricità, la vasta base energetica della Russia crea spazio affinché le infrastrutture di calcolo nazionali si espandano al di là dei tradizionali centri tecnologici. La competizione per la capacità di intelligenza artificiale è sempre più legata non solo a chip e software, ma anche alla capacità di garantire un'alimentazione affidabile su scala industriale.
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The Atlantic — Gli Stati baltici si stanno preparando a un possibile attacco russo, anche attraverso esercitazioni militari su scala nazionale che coinvolgono volontari civili e nuove infrastrutture difensive lungo i confini, tra cui fossati anticarro, "denti di drago", sensori e telecamere. I pianificatori baltici starebbero simulando anche scenari in cui il sostegno militare statunitense venga ritardato o non arrivi. Particolare attenzione è rivolta al corridoio di Suwałki, lungo 64 km tra Kaliningrad e la Bielorussia, considerato un punto vulnerabile perché costituisce il principale collegamento terrestre tra i Paesi baltici e il resto della NATO
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Ultimora 24 - Notizie da Ultimora.net:
Il governo spagnolo ha approvato due decreti per affrontare la crisi abitativa. Il primo proroga di due anni i contratti di affitto in scadenza prima della fine del 2028, sospende fino al 2030 gli sfratti per le persone vulnerabili e introduce nuove regole per gli affitti brevi, oltre a limitare fino al 2028 l'acquisto di abitazioni da parte dei fondi d'investimento. Il secondo prevede il rinnovo automatico dei contratti di affitto, con aumenti di prezzo regolati dalla legge. Le misure dovranno ora essere convalidate dal Congresso
🗞 @ultimora24
Franco Gabrielli, ex capo della Polizia, della Digos, dell'intelligence e della Protezione Civile, ha annunciato il suo ingresso in politica e il sostegno al nuovo progetto di centrosinistra di Ernesto Maria Ruffini, ex direttore dell'Agenzia delle Entrate
Il governo spagnolo ha approvato due decreti per affrontare la crisi abitativa. Il primo proroga di due anni i contratti di affitto in scadenza prima della fine del 2028, sospende fino al 2030 gli sfratti per le persone vulnerabili e introduce nuove regole per gli affitti brevi, oltre a limitare fino al 2028 l'acquisto di abitazioni da parte dei fondi d'investimento. Il secondo prevede il rinnovo automatico dei contratti di affitto, con aumenti di prezzo regolati dalla legge. Le misure dovranno ora essere convalidate dal Congresso
🗞 @ultimora24
Franco Gabrielli, ex capo della Polizia, della Digos, dell'intelligence e della Protezione Civile, ha annunciato il suo ingresso in politica e il sostegno al nuovo progetto di centrosinistra di Ernesto Maria Ruffini, ex direttore dell'Agenzia delle Entrate
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⚡🇪🇺🇺🇸 I paesi dell'Unione Europea stanno tenendo colloqui di emergenza sulla possibilità di rilasciare riserve di petrolio, poiché l'aumento dei prezzi del gasolio sta riducendo l'offerta in vista dell'inverno.
Washington sta facendo pressione sull'Europa affinché rilasci più gasolio, e l'amministrazione Trump sta valutando un divieto di esportazione di gasolio statunitense per 90 giorni, nel tentativo di contenere i prezzi interni.
Il commissario europeo per l'energia, Dan Jørgensen, ha dichiarato che un ulteriore rilascio di emergenza è "una possibilità", dopo che l'IEA ha rilasciato 400 milioni di barili a marzo, in seguito alla chiusura dello Stretto di Hormuz.
Washington sta facendo pressione sull'Europa affinché rilasci più gasolio, e l'amministrazione Trump sta valutando un divieto di esportazione di gasolio statunitense per 90 giorni, nel tentativo di contenere i prezzi interni.
Il commissario europeo per l'energia, Dan Jørgensen, ha dichiarato che un ulteriore rilascio di emergenza è "una possibilità", dopo che l'IEA ha rilasciato 400 milioni di barili a marzo, in seguito alla chiusura dello Stretto di Hormuz.
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⚡️🇶🇦🇱🇧 Il Qatar elimina i requisiti per il visto per i cittadini libanesi, consentendo loro l'accesso senza visto.
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⚡🇨🇩 Reuters: Il numero di decessi causati dall'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo ha superato le 4.000, rendendola l'epidemia più mortale mai registrata nel paese.
I dati governativi indicano 4.018 decessi e 8.300 casi confermati in sette province, con più di 2.000 pazienti guariti.
L'epidemia di Ebola di Bundibugyo è ora la seconda più grande a livello globale, dopo l'epidemia del 2014-2016 in Africa occidentale, e continua a diffondersi nonostante i segnali di rallentamento in alcune zone dell'Ituri.
I dati governativi indicano 4.018 decessi e 8.300 casi confermati in sette province, con più di 2.000 pazienti guariti.
L'epidemia di Ebola di Bundibugyo è ora la seconda più grande a livello globale, dopo l'epidemia del 2014-2016 in Africa occidentale, e continua a diffondersi nonostante i segnali di rallentamento in alcune zone dell'Ituri.
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⚡🇦🇿🇹🇷 Il ministro della Difesa azero Zakir Hasanov e il ministro della Difesa turco Yaşar Güler si sono incontrati a Shusha, ribadendo i piani per rafforzare la loro partnership militare strategica.
I ministri hanno sottolineato l'importanza delle esercitazioni militari congiunte in corso, "Power of Unity-2026", che coinvolgono forze di entrambi i paesi.
I colloqui hanno anche riguardato la cooperazione militare-tecnica, l'istruzione militare e la sicurezza regionale, oltre agli sforzi per sostenere una pace duratura nella regione.
I ministri hanno sottolineato l'importanza delle esercitazioni militari congiunte in corso, "Power of Unity-2026", che coinvolgono forze di entrambi i paesi.
I colloqui hanno anche riguardato la cooperazione militare-tecnica, l'istruzione militare e la sicurezza regionale, oltre agli sforzi per sostenere una pace duratura nella regione.
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Secondo Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, se lo stretto di Hormuz non riapre, a settembre ci aspetta il lockdown, “come in pandemia”. È auspicabile che questo governo non scarichi il peso della crisi energetica sui cittadini, come invece fecero Pd e M5S durante il Covid
L’Italia impose lockdown energetico ai cittadini nel 1973 (austerity). Se anche oggi, 50 anni dopo, continuasse a adottare misure così drastiche come unica soluzione sarebbe grave: per Hormuz passa il 20% del petrolio globale, non tutto. E di questo più dell'80% è diretto in Asia (la Cina importa da qui il 50% del suo greggio). L'Italia vede a rischio circa il 10% delle sue importazioni totali di greggio, che certamente costituisce un problema, ma non un’emergenza assoluta. Non, almeno, da giustificare una soluzione così severa come il lockdown, che farebbe ricadere il costo di questa crisi interamente sui cittadini.
Premesso: l’Italia estrae dal proprio territorio circa 4,2 milioni di tonnellate di olio greggio all'anno, rispetto ai circa 578 milioni che sarebbero in teoria estraibili se non ci fossero vincoli innanzitutto geologici ma anche politici, burocratici e ambientali. Di conseguenza, importiamo dall’estero il 95% delle nostre risorse energetiche. Quali possibili soluzioni? 1) aumentare l’estrazione, nei limiti del possibile e del conveniente; 2) diversificare gli acquisti, come il governo Meloni fa dal 2022 (non comprando soltanto dagli Usa, peraltro). Pensare che tutto il mondo giri intorno a Hormuz è fuorviante. Per Hormuz passa il 20% del greggio (e il 10% del gas liquefatto) a livello globale, ma “di petrolio al mondo ce n’è tantissimo” (lo sottolinea lo stesso Tabarelli) e i Paesi produttori potrebbero pompare di più; 3) ritorno pragmatico al fossile; 4) acquisti di energia flessibili; 5) sistemi di accumulo su scala utility (BESS), non come soluzione totale ma almeno per accumuli a breve termine in caso di blackout come quello avvenuto in Spagna, Portogallo e parte della Francia meridionale il 28 aprile 2025; 6) riorientamento delle importazioni da corridoi sicuri non mediorientali e raddoppio dei corridoi di bypass (investimenti in oleodotti e gasdotti terrestri transcontinentali che evitino i colli di bottiglia marittimi).
I Paesi arabi si stanno già organizzando in questo senso: lo stretto di Hormuz può essere bypassato tramite il corridoio infrastrutturale Imec che, attraverso la penisola arabica, va verso Israele e il mediterraneo (quindi l'Italia). L’Arabia ha poi un oleodotto est-ovest Petroline che porta il petrolio dal Golfo Persico al Mar Rosso quindi bypassa lo stretto di Hormuz. I Paesi arabi stanno inoltre progettando nuove vie infrastrutturali (o ampliamenti di quelle esistenti) che consentano loro di evitare il rischio Iran: la guerra è un grande acceleratore di alternative infrastrutturali.
A fronte di questo ventaglio di alternative, l’Europa come sempre non tocca palla e propone soltanto o il lockdown, aprendo la strada all’austerity, o le fonti rinnovabili verdi che, come osserva giustamente Tabarelli, “sono arcaiche, sono antiche”. Almeno quanto il lockdown, però…
NB: 1) se esperti come Tabarelli insistono sul lockdown significa che, nonostante le note di cui sopra, l’ipotesi delle chiusure non è remota; 2) annunciandole per settembre, il governo Meloni dovrebbe gestire il malcontento dell’opinione pubblica in campagna elettorale, auguri; 3) vige sempre lo schema “festa, farina e forca”: lacrime e sangue, ma soltanto dopo il sacro Ferragosto…
https://threadreaderapp.com/thread/2056022978391896245.html
L’Italia impose lockdown energetico ai cittadini nel 1973 (austerity). Se anche oggi, 50 anni dopo, continuasse a adottare misure così drastiche come unica soluzione sarebbe grave: per Hormuz passa il 20% del petrolio globale, non tutto. E di questo più dell'80% è diretto in Asia (la Cina importa da qui il 50% del suo greggio). L'Italia vede a rischio circa il 10% delle sue importazioni totali di greggio, che certamente costituisce un problema, ma non un’emergenza assoluta. Non, almeno, da giustificare una soluzione così severa come il lockdown, che farebbe ricadere il costo di questa crisi interamente sui cittadini.
Premesso: l’Italia estrae dal proprio territorio circa 4,2 milioni di tonnellate di olio greggio all'anno, rispetto ai circa 578 milioni che sarebbero in teoria estraibili se non ci fossero vincoli innanzitutto geologici ma anche politici, burocratici e ambientali. Di conseguenza, importiamo dall’estero il 95% delle nostre risorse energetiche. Quali possibili soluzioni? 1) aumentare l’estrazione, nei limiti del possibile e del conveniente; 2) diversificare gli acquisti, come il governo Meloni fa dal 2022 (non comprando soltanto dagli Usa, peraltro). Pensare che tutto il mondo giri intorno a Hormuz è fuorviante. Per Hormuz passa il 20% del greggio (e il 10% del gas liquefatto) a livello globale, ma “di petrolio al mondo ce n’è tantissimo” (lo sottolinea lo stesso Tabarelli) e i Paesi produttori potrebbero pompare di più; 3) ritorno pragmatico al fossile; 4) acquisti di energia flessibili; 5) sistemi di accumulo su scala utility (BESS), non come soluzione totale ma almeno per accumuli a breve termine in caso di blackout come quello avvenuto in Spagna, Portogallo e parte della Francia meridionale il 28 aprile 2025; 6) riorientamento delle importazioni da corridoi sicuri non mediorientali e raddoppio dei corridoi di bypass (investimenti in oleodotti e gasdotti terrestri transcontinentali che evitino i colli di bottiglia marittimi).
I Paesi arabi si stanno già organizzando in questo senso: lo stretto di Hormuz può essere bypassato tramite il corridoio infrastrutturale Imec che, attraverso la penisola arabica, va verso Israele e il mediterraneo (quindi l'Italia). L’Arabia ha poi un oleodotto est-ovest Petroline che porta il petrolio dal Golfo Persico al Mar Rosso quindi bypassa lo stretto di Hormuz. I Paesi arabi stanno inoltre progettando nuove vie infrastrutturali (o ampliamenti di quelle esistenti) che consentano loro di evitare il rischio Iran: la guerra è un grande acceleratore di alternative infrastrutturali.
A fronte di questo ventaglio di alternative, l’Europa come sempre non tocca palla e propone soltanto o il lockdown, aprendo la strada all’austerity, o le fonti rinnovabili verdi che, come osserva giustamente Tabarelli, “sono arcaiche, sono antiche”. Almeno quanto il lockdown, però…
NB: 1) se esperti come Tabarelli insistono sul lockdown significa che, nonostante le note di cui sopra, l’ipotesi delle chiusure non è remota; 2) annunciandole per settembre, il governo Meloni dovrebbe gestire il malcontento dell’opinione pubblica in campagna elettorale, auguri; 3) vige sempre lo schema “festa, farina e forca”: lacrime e sangue, ma soltanto dopo il sacro Ferragosto…
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Forwarded from Giubbe Rosse
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🇷🇺 Vladimir Putin afferma che stanno accadendo cose pericolose e che non le nominerà:
L'affermazione più oscura e allusiva di Putin ieri a Valdai
"Tutte le barriere, quelle immaginabili e quelle inimmaginabili, vengono superate. Non dirò cosa sta succedendo."
L'affermazione più oscura e allusiva di Putin ieri a Valdai
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Il 1° ottobre, Rheinmetall e Argotec hanno lanciato congiuntamente il loro satellite di sorveglianza nello spazio tramite il razzo SpaceX Falcon 9, partendo dalla base spaziale di Vandenberg. Il satellite rileva indicatori a terra di potenziali minacce aeree, invece di eseguire la tradizionale mappatura della superficie. L'intelligenza artificiale elabora le immagini e i dati raccolti per generare avvisi precoci per i sistemi di difesa aerea nazionali.
Questo progetto pone le basi per una costellazione satellitare modulare, con il prossimo lancio previsto per il 2028. Entrambe le aziende affermano che l'integrazione dei dati provenienti dallo spazio rafforza la sovranità tecnologica e miglio
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"Potete sempre contare su di noi. Non tradiremo mai i nostri interessi comuni. E non facciamo dichiarazioni senza motivo. Qualunque sia la difficoltà, risolveremo i nostri problemi comuni. Perciò, ripeto, questa è la mia ferma convinzione: i governi stanno soffrendo oggi, e nemmeno per voi è facile. Siate pazienti", ha detto il Presidente.
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Forwarded from Giubbe Rosse
FRANCIA, ESPLODE IL RISCHIO PAESE
Il titolo decennale è ormai vicino alla soglia psicologica del 5%. Lo spread OAT-Bund è salito a 151,95 punti base dai 135 di ieri 1° ottobre.
Il CDS 5 anni francese è aumentato da 73,05 punti base di ieri a 81 punti base. Era a 33 a inizio settembre. Intanto, il rendimento a 30 anni ha raggiunto un massimo da oltre 24 anni.
La pressione fiscale e la frammentazione politica stanno spingendo verso l'alto il premio per il rischio paese.
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Il titolo decennale è ormai vicino alla soglia psicologica del 5%. Lo spread OAT-Bund è salito a 151,95 punti base dai 135 di ieri 1° ottobre.
Il CDS 5 anni francese è aumentato da 73,05 punti base di ieri a 81 punti base. Era a 33 a inizio settembre. Intanto, il rendimento a 30 anni ha raggiunto un massimo da oltre 24 anni.
La pressione fiscale e la frammentazione politica stanno spingendo verso l'alto il premio per il rischio paese.
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▪️Lo ha dichiarato l'azienda in una nota, che ha annunciato il trasferimento dei servizi e dei dati a siti di backup.
▪️Nelle ultime settimane, a seguito dei bombardamenti russi, diverse importanti aziende di Kiev hanno segnalato danni o la distruzione dei loro centri dati e siti tecnici: DC|COSMONOVA, MiroHost, Parkovy, Kyivstar, Datagroup, UTELS, Pavutina, Domonet, Kievnet e Faust.
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Si prevede che la domanda di energia elettrica per i centri dati in Russia aumenterà da 14,9 miliardi di kWh nel 2025 a 26,2 miliardi di kWh entro il 2030, con un aumento del 76% dovuto principalmente ai carichi di lavoro dell'intelligenza artificiale. Circa il 70% dell'aumento dei consumi dovrebbe provenire dai sistemi di calcolo per l'intelligenza artificiale.
Questa crescita avviene in un momento in cui la Russia già dispone di uno dei sistemi elettrici più grandi al mondo. Il paese aveva una capacità di generazione installata di 270 GW all'inizio del 2026 e ha prodotto 1.182 TWh di elettricità nel 2025. Anche dopo l'espansione, la domanda prevista per i centri dati nel 2030 rappresenterebbe solo circa il 2,2% della produzione annuale attuale.
La principale differenza è dove vengono costruite le nuove capacità di calcolo. L'addestramento dell'intelligenza artificiale non richiede che i centri dati siano situati vicino agli utenti, consentendo agli sviluppatori di spostare i carichi di lavoro ad alta intensità energetica verso regioni con disponibilità di energia, piuttosto che concentrare tutto intorno a Mosca.
Secondo la National Rating Agency, la concentrazione della capacità dei centri dati nella regione di Mosca potrebbe diminuire dal 72% alla fine del 2025 a circa il 51% entro il 2030. Nello stesso periodo, la quota delle regioni al di fuori di Mosca e San Pietroburgo potrebbe aumentare dal 20% al 41%.
Questo perché queste regioni combinano risorse elettriche disponibili con spazi adatti a progetti su larga scala. Un esempio è il centro dati Cloud X in pianificazione nella regione di Irkutsk, progettato con un'alimentazione di circa 154 MW.
L'espansione dipenderà comunque dalle infrastrutture locali. Un grande sistema elettrico nazionale non garantisce automaticamente che ogni progetto possa essere collegato rapidamente, e le singole regioni potrebbero affrontare limiti nella capacità della rete e nei tempi di costruzione.
L'efficienza energetica diventerà sempre più importante. Si prevede che i nuovi centri dati russi raggiungano livelli di efficienza energetica compresi tra 1,1 e 1,3, con le strutture per l'intelligenza artificiale che utilizzano il raffreddamento a liquido che potrebbero raggiungere circa 1,15. Una minore dispersione di energia consente di realizzare una maggiore capacità di calcolo con la stessa fornitura di elettricità.
Man mano che lo sviluppo dell'intelligenza artificiale diventa sempre più dipendente dall'accesso all'elettricità, la vasta base energetica della Russia crea spazio affinché le infrastrutture di calcolo nazionali si espandano al di là dei tradizionali centri tecnologici. La competizione per la capacità di intelligenza artificiale è sempre più legata non solo a chip e software, ma anche alla capacità di garantire un'alimentazione affidabile su scala industriale.
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