📍Tuttavia, il ministro ha sottolineato che, se Washington sceglierà la guerra, "questo porterà a un fallimento strategico ancora maggiore".
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NETANYAHU DICE ALL'ESERCITO DI ROVESCIARE IL REGIME IRANIANO
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato oggi che la sua direttiva all’IDF, al Mossad e all’apparato di difesa è “rovesciare il regime in Iran”. Parlando in Israele a un gruppo di ufficiali dell’IDF appena diplomati, ha affermato che Teheran sta di nuovo cercando di sviluppare una bomba nucleare e ha accusato il nuovo leader supremo iraniano, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, di seguire le orme del padre.
La dichiarazione arriva a pochi giorni dalle elezioni israeliane del 27 ottobre. Netanyahu ha anche evocato la volontà degli Stati Uniti di “finire il lavoro” contro l’Iran.
Fonte: Antiwar.com, another world
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato oggi che la sua direttiva all’IDF, al Mossad e all’apparato di difesa è “rovesciare il regime in Iran”. Parlando in Israele a un gruppo di ufficiali dell’IDF appena diplomati, ha affermato che Teheran sta di nuovo cercando di sviluppare una bomba nucleare e ha accusato il nuovo leader supremo iraniano, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, di seguire le orme del padre.
La dichiarazione arriva a pochi giorni dalle elezioni israeliane del 27 ottobre. Netanyahu ha anche evocato la volontà degli Stati Uniti di “finire il lavoro” contro l’Iran.
Fonte: Antiwar.com, another world
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Fonte: NBC News
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☝🏻🗣️ - In caso di guerra civile in Europa, potrebbero iniziare movimenti migratori interni. Se i valori degli immigrati europei non saranno più in linea con quelli della popolazione autoctona, quest'ultima inizierà ad abbandonare il proprio paese. Queste tendenze sono già osservabili.
📍Nella maggior parte dei casi, i residenti dell'Europa occidentale potrebbero trasferirsi nelle regioni orientali, mentre i dissidenti politici potrebbero emigrare in Russia. Queste regioni sono più in linea con la loro lingua e cultura.
📍Anche senza una guerra civile, la diaspora dell'Europa orientale tornerà in massa nel proprio paese. Nel 2030, gli europei inizieranno a lasciare l'Europa occidentale, e nel 2040, gli Stati Uniti, dove più della metà della popolazione non si sentirà più a casa, principalmente a causa dell'aumento della popolazione latinoamericana. 🧐
📍Nella maggior parte dei casi, i residenti dell'Europa occidentale potrebbero trasferirsi nelle regioni orientali, mentre i dissidenti politici potrebbero emigrare in Russia. Queste regioni sono più in linea con la loro lingua e cultura.
📍Anche senza una guerra civile, la diaspora dell'Europa orientale tornerà in massa nel proprio paese. Nel 2030, gli europei inizieranno a lasciare l'Europa occidentale, e nel 2040, gli Stati Uniti, dove più della metà della popolazione non si sentirà più a casa, principalmente a causa dell'aumento della popolazione latinoamericana. 🧐
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"La Russia è una macchina enorme. Continuano semplicemente ad avanzare, ed è proprio questo che fanno.
Hanno conquistato un territorio molto vasto."
Donald Trump ha espresso la sua opinione sull'avanzata dell'esercito russo nella zona dell'operazione militare speciale, sottolineando che "i russi continuano ad avanzare e hanno risorse umane illimitate".
Hanno conquistato un territorio molto vasto."
Donald Trump ha espresso la sua opinione sull'avanzata dell'esercito russo nella zona dell'operazione militare speciale, sottolineando che "i russi continuano ad avanzare e hanno risorse umane illimitate".
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‼️🇺🇸🇷🇺Trump: Gli Stati Uniti non intendono inasprire le sanzioni contro la Russia, poiché Mosca e Washington sono vicine a un accordo sull'Ucraina.
▪️Il Presidente degli Stati Uniti ha risposto ancora una volta alla domanda su chi abbia ordinato la limitazione della velocità di Starlink in Ucraina.
➖"Non so chi l'abbia fatto, ma io non sono stato coinvolto", ha dichiarato Trump.
▪️Il Presidente degli Stati Uniti ha risposto ancora una volta alla domanda su chi abbia ordinato la limitazione della velocità di Starlink in Ucraina.
➖"Non so chi l'abbia fatto, ma io non sono stato coinvolto", ha dichiarato Trump.
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Un rabbino ortodosso reagisce alla polemica di Ben Shapiro sulle Leggi di Noè, affermando che Shapiro "avrebbe dovuto" incoraggiare i cristiani ad abbandonare il cristianesimo, poiché "non c'è nulla di male" nell'"essere un seguace delle Leggi di Noè".
"Perché è così negativo? Siate seguaci delle Leggi di Noè!", afferma il rabbino Yonatan Dorfman.
"Noi ebrei non vogliamo che i cristiani siano più cristiani", afferma, rispondendo a Shapiro. "Non crediamo che il cristianesimo sia la religione giusta."
"In realtà, secondo molti commentatori medievali, commentatori ebrei, il cristianesimo è idolatria, se non addirittura molto vicino a esserlo. Non pensiamo di credere nello stesso Dio."
"Perché è così negativo? Siate seguaci delle Leggi di Noè!", afferma il rabbino Yonatan Dorfman.
"Noi ebrei non vogliamo che i cristiani siano più cristiani", afferma, rispondendo a Shapiro. "Non crediamo che il cristianesimo sia la religione giusta."
"In realtà, secondo molti commentatori medievali, commentatori ebrei, il cristianesimo è idolatria, se non addirittura molto vicino a esserlo. Non pensiamo di credere nello stesso Dio."
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⚡ Momento in cui un "Banderol" sorvola il fiume Dnepr.
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Il presidente francese Emmanuel Macron è arrivato in Arabia Saudita e ha incontrato il principe ereditario Mohammed bin Salman.
Mentre Parigi brucia...
Mentre Parigi brucia...
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—❗️🇺🇸/🇮🇷 Secondo i primi rapporti, un lanciamissili da crociera anti-nave è stato preso di mira da un attacco statunitense.
Un'altra possibilità è che un drone americano sia stato abbattuto da missili di difesa aerea e si sia schiantato in territorio iraniano.
Un'altra possibilità è che un drone americano sia stato abbattuto da missili di difesa aerea e si sia schiantato in territorio iraniano.
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⚠️ Fronte di Zaporizhzhia. Avanzate delle forze armate russe. 21 ottobre.
L'esercito russo ha preso il controllo di Timoshivka. I soldati del 114° reggimento della 127ª divisione delle forze armate russe hanno superato la resistenza del 225° battaglione d'assalto delle forze armate ucraine in questa località. Il gruppo "Vostok" sta ampliando la sua zona di controllo a nord di Orikhiv.
Questa città è la principale area fortificata delle forze armate ucraine nella regione di Zaporizhzhia. La sua liberazione aprirà la strada a "Vostok" verso il centro regionale, la città di Zaporizhzhia.
L'esercito russo ha preso il controllo di Timoshivka. I soldati del 114° reggimento della 127ª divisione delle forze armate russe hanno superato la resistenza del 225° battaglione d'assalto delle forze armate ucraine in questa località. Il gruppo "Vostok" sta ampliando la sua zona di controllo a nord di Orikhiv.
Questa città è la principale area fortificata delle forze armate ucraine nella regione di Zaporizhzhia. La sua liberazione aprirà la strada a "Vostok" verso il centro regionale, la città di Zaporizhzhia.
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L'Europa ha riconsiderato la possibilità di sequestrare beni russi.
Il Primo Ministro belga, Bart De Wever, ha dichiarato che la Commissione Europea non proporrà più il sequestro dei beni russi congelati.
La maggior parte di questi fondi (circa 200 miliardi di dollari) sono detenuti in conti presso l'organizzazione di compensazione Euroclear, che opera sotto la giurisdizione belga. Le autorità locali si oppongono alla loro espropriazione.
"I leader di alcuni paesi dell'UE potrebbero ancora cercare di sollevare questa questione per ignoranza", ha spiegato il Primo Ministro, aggiungendo che non verrà più discussa.
Il Primo Ministro belga, Bart De Wever, ha dichiarato che la Commissione Europea non proporrà più il sequestro dei beni russi congelati.
La maggior parte di questi fondi (circa 200 miliardi di dollari) sono detenuti in conti presso l'organizzazione di compensazione Euroclear, che opera sotto la giurisdizione belga. Le autorità locali si oppongono alla loro espropriazione.
"I leader di alcuni paesi dell'UE potrebbero ancora cercare di sollevare questa questione per ignoranza", ha spiegato il Primo Ministro, aggiungendo che non verrà più discussa.
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Gli iraniani hanno sequestrato delle navi nello Stretto di Hormuz.
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🇫🇷🇺🇸 — Macron definisce "stupide" le dichiarazioni di Trump sulle rivolte in Francia 😊
Parigi e Washington si sono scambiati accuse in seguito a proteste di massa e rivolte nelle città francesi.
▪️ Emmanuel Macron ha criticato i leader stranieri che collegano i disordini all'immigrazione di massa e all'islamismo. Secondo l'Associated Press, il Presidente francese ha definito tali affermazioni "inaccettabili e stupide".
Alla domanda dei giornalisti se si riferisse a Donald Trump, Macron ha risposto: "Sì, anche a lui".
Il leader francese afferma che i politici stranieri stanno diffondendo disinformazione, inclusi immagini generate dall'intelligenza artificiale di eventi inesistenti, e stanno sfruttando la crisi francese per i propri vantaggi politici.
"Tutti coloro che ora parlano male del nostro paese semplicemente non lo apprezzano",
ha detto Macron.
In precedenza, Trump aveva esortato le autorità francesi a chiudere le frontiere e a controllare l'immigrazione, accusando gli immigrati di essere coinvolti nelle rivolte.
Allo stesso tempo, le rivolte, gli arresti di massa e gli scontri con la polizia in Francia sono molto reali.
▪️Lo scontro avviene in un momento delicato per la Francia, con le elezioni presidenziali in avvicinamento nel 2027 e ulteriori manifestazioni in programma.
Parigi e Washington si sono scambiati accuse in seguito a proteste di massa e rivolte nelle città francesi.
▪️ Emmanuel Macron ha criticato i leader stranieri che collegano i disordini all'immigrazione di massa e all'islamismo. Secondo l'Associated Press, il Presidente francese ha definito tali affermazioni "inaccettabili e stupide".
Alla domanda dei giornalisti se si riferisse a Donald Trump, Macron ha risposto: "Sì, anche a lui".
Il leader francese afferma che i politici stranieri stanno diffondendo disinformazione, inclusi immagini generate dall'intelligenza artificiale di eventi inesistenti, e stanno sfruttando la crisi francese per i propri vantaggi politici.
"Tutti coloro che ora parlano male del nostro paese semplicemente non lo apprezzano",
ha detto Macron.
In precedenza, Trump aveva esortato le autorità francesi a chiudere le frontiere e a controllare l'immigrazione, accusando gli immigrati di essere coinvolti nelle rivolte.
Allo stesso tempo, le rivolte, gli arresti di massa e gli scontri con la polizia in Francia sono molto reali.
▪️Lo scontro avviene in un momento delicato per la Francia, con le elezioni presidenziali in avvicinamento nel 2027 e ulteriori manifestazioni in programma.
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Forwarded from Pino Cabras
A ISTANBUL, DOVE OCCIDENTE E ORIENTE NON HANNO SMESSO DI PARLARSI [PARTE 1]
In questi giorni sarò a Istanbul per la XIX edizione del Forum Economico Eurasiatico di Verona, il 22 e 23 ottobre. Un appuntamento che considero di straordinaria importanza, forse uno degli ultimi grandi luoghi di confronto in cui l'Occidente e il mondo eurasiatico riescono ancora a parlarsi senza il filtro obbligatorio della contrapposizione ideologica.
Mentre l'Europa si avvita nella spirale delle sanzioni autolesioniste, del riarmo e della deindustrializzazione, qui si incontrano rappresentanti della politica, dell'industria e della finanza di Paesi che continuano a ragionare in termini di energia, investimenti, infrastrutture, innovazione e interessi reciproci. La geografia economica non si lascia cancellare dai proclami.
Fra i protagonisti annunciati c'è Kirill Dmitriev, alla guida del fondo sovrano russo RDIF, interlocutore diretto degli Stati Uniti nei negoziati economici e diplomatici. Accanto a lui figure come Romano Prodi, Thomas Graham e importanti esponenti delle imprese russe, turche e internazionali. Una composizione che racconta una realtà ben più complessa della caricatura di una Russia irrimediabilmente ostile con cui veniamo quotidianamente bombardati.
Il contrasto è impressionante. Proprio mentre la Germania affronta una profonda crisi del proprio modello industriale e appena il 10% dei tedeschi dichiara di apprezzare il suo operato, il cancelliere Merz afferma che la sua maggiore preoccupazione non è l'economia, ma l'influenza della Russia sulla società tedesca.
Neppure la stampa italiana, in questi giorni, ha dato buona prova di sé: persino dietro le proteste e le tensioni sociali europee si torna a evocare la mano del Cremlino. È il meccanismo di una rappresentazione del nemico che si alimenta da sola: più si insiste sulla sua irriducibile ostilità, più diventa inconcepibile perfino parlargli. E l'impossibilità del dialogo finisce per apparire un fatto naturale, anziché il risultato di precise scelte politiche.
È questo il rischio più grave che denunciavo già nel giugno 2026, scrivendo di deindustrializzazione, riarmo e guerra: le sanzioni non distruggono soltanto scambi commerciali e collaborazioni economiche. Consumano relazioni scientifiche, culturali, umane. Fanno scomparire le generazioni abituate a cooperare e ne crescono altre per le quali l'estraneità reciproca diventa la normalità. Ricostruire un gasdotto può richiedere tempo; ricostruire la fiducia tra i popoli può richiederne molto di più. [...]
[FINE PARTE 1] [Segue...]
In questi giorni sarò a Istanbul per la XIX edizione del Forum Economico Eurasiatico di Verona, il 22 e 23 ottobre. Un appuntamento che considero di straordinaria importanza, forse uno degli ultimi grandi luoghi di confronto in cui l'Occidente e il mondo eurasiatico riescono ancora a parlarsi senza il filtro obbligatorio della contrapposizione ideologica.
Mentre l'Europa si avvita nella spirale delle sanzioni autolesioniste, del riarmo e della deindustrializzazione, qui si incontrano rappresentanti della politica, dell'industria e della finanza di Paesi che continuano a ragionare in termini di energia, investimenti, infrastrutture, innovazione e interessi reciproci. La geografia economica non si lascia cancellare dai proclami.
Fra i protagonisti annunciati c'è Kirill Dmitriev, alla guida del fondo sovrano russo RDIF, interlocutore diretto degli Stati Uniti nei negoziati economici e diplomatici. Accanto a lui figure come Romano Prodi, Thomas Graham e importanti esponenti delle imprese russe, turche e internazionali. Una composizione che racconta una realtà ben più complessa della caricatura di una Russia irrimediabilmente ostile con cui veniamo quotidianamente bombardati.
Il contrasto è impressionante. Proprio mentre la Germania affronta una profonda crisi del proprio modello industriale e appena il 10% dei tedeschi dichiara di apprezzare il suo operato, il cancelliere Merz afferma che la sua maggiore preoccupazione non è l'economia, ma l'influenza della Russia sulla società tedesca.
Neppure la stampa italiana, in questi giorni, ha dato buona prova di sé: persino dietro le proteste e le tensioni sociali europee si torna a evocare la mano del Cremlino. È il meccanismo di una rappresentazione del nemico che si alimenta da sola: più si insiste sulla sua irriducibile ostilità, più diventa inconcepibile perfino parlargli. E l'impossibilità del dialogo finisce per apparire un fatto naturale, anziché il risultato di precise scelte politiche.
È questo il rischio più grave che denunciavo già nel giugno 2026, scrivendo di deindustrializzazione, riarmo e guerra: le sanzioni non distruggono soltanto scambi commerciali e collaborazioni economiche. Consumano relazioni scientifiche, culturali, umane. Fanno scomparire le generazioni abituate a cooperare e ne crescono altre per le quali l'estraneità reciproca diventa la normalità. Ricostruire un gasdotto può richiedere tempo; ricostruire la fiducia tra i popoli può richiederne molto di più. [...]
[FINE PARTE 1] [Segue...]
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Forwarded from Pino Cabras
[... segue]
A ISTANBUL, DOVE OCCIDENTE E ORIENTE NON HANNO SMESSO DI PARLARSI [PARTE 2]
[...] È un eurosuicidio a strati: economico, industriale, tecnologico, militare, strategico. L'Europa perde mercati, competitività, autonomia e peso nel mondo. E rischia di perdere anche qualcosa di meno visibile ma decisivo: la capacità di immaginare un futuro condiviso con il resto del continente eurasiatico.
Oggi, alla vigilia del Forum, ne ho avuto una rappresentazione straordinariamente concreta, e per certi versi commovente. Un magnifico concerto di musica classica, con orchestra, tenore, soprano e uno straordinario pianista, ha proposto soprattutto opere del repertorio italiano. In platea, russi, kazaki, azeri, turchi e rappresentanti di altri popoli dell'Eurasia.
Non si trattava semplicemente della solita, generica celebrazione della musica come linguaggio universale. C'era qualcosa di molto più preciso e profondo: la percezione nettissima di un tessuto connettivo culturale comune, di un patrimonio di riferimenti, sensibilità e forme espressive nel quale tutti si riconoscevano. La musica italiana non appariva affatto come qualcosa di estraneo, importato da un altro universo: apparteneva pienamente all'orizzonte culturale condiviso di quella platea. Una testimonianza vivissima di quanto le nostre civiltà siano già intrecciate, comprensibili e compatibili.
Ed è proprio questo che rischiamo di distruggere. Non un'astratta aspirazione alla fratellanza universale, ma una realtà storica di relazioni, conoscenze e appartenenze comuni, sulla quale è possibile costruire nuovi equilibri.
Il Forum di Istanbul va in questa direzione. Dimostra che esistono ancora interlocutori, interessi complementari e spazi di cooperazione. Che si può cercare una convergenza senza pretendere l'identità delle posizioni. Che la pace può essere costruita anche attraverso una rete concreta di convenienze reciproche.
È ciò che ho cercato di approfondire anche nell'ultima puntata di Campo Profondo, riprendendo Johan Galtung: la pace non è soltanto far tacere le armi, ma creare condizioni di sicurezza e prosperità condivise che rendano conveniente a tutti non tornare alla guerra. Una prospettiva autenticamente win-win.
A Istanbul cercherò di raccontare da vicino questa realtà, ascoltandone i protagonisti, le proposte e anche le contraddizioni. Dedicherò al Forum una prossima puntata speciale di Campo Profondo, con interviste e impressioni raccolte direttamente sul posto.
Mentre qualcuno lavora per rendere impossibile perfino parlarsi, qui ho già potuto constatare quanto profondamente siamo ancora capaci di comprenderci.
SE VUOI LA PACE, PREPARA LA PACE.
#Istanbul #VeronaEurasianEconomicForum #CampoProfondo #Eurasia #Pace #Geopolitica
[FINE]
A ISTANBUL, DOVE OCCIDENTE E ORIENTE NON HANNO SMESSO DI PARLARSI [PARTE 2]
[...] È un eurosuicidio a strati: economico, industriale, tecnologico, militare, strategico. L'Europa perde mercati, competitività, autonomia e peso nel mondo. E rischia di perdere anche qualcosa di meno visibile ma decisivo: la capacità di immaginare un futuro condiviso con il resto del continente eurasiatico.
Oggi, alla vigilia del Forum, ne ho avuto una rappresentazione straordinariamente concreta, e per certi versi commovente. Un magnifico concerto di musica classica, con orchestra, tenore, soprano e uno straordinario pianista, ha proposto soprattutto opere del repertorio italiano. In platea, russi, kazaki, azeri, turchi e rappresentanti di altri popoli dell'Eurasia.
Non si trattava semplicemente della solita, generica celebrazione della musica come linguaggio universale. C'era qualcosa di molto più preciso e profondo: la percezione nettissima di un tessuto connettivo culturale comune, di un patrimonio di riferimenti, sensibilità e forme espressive nel quale tutti si riconoscevano. La musica italiana non appariva affatto come qualcosa di estraneo, importato da un altro universo: apparteneva pienamente all'orizzonte culturale condiviso di quella platea. Una testimonianza vivissima di quanto le nostre civiltà siano già intrecciate, comprensibili e compatibili.
Ed è proprio questo che rischiamo di distruggere. Non un'astratta aspirazione alla fratellanza universale, ma una realtà storica di relazioni, conoscenze e appartenenze comuni, sulla quale è possibile costruire nuovi equilibri.
Il Forum di Istanbul va in questa direzione. Dimostra che esistono ancora interlocutori, interessi complementari e spazi di cooperazione. Che si può cercare una convergenza senza pretendere l'identità delle posizioni. Che la pace può essere costruita anche attraverso una rete concreta di convenienze reciproche.
È ciò che ho cercato di approfondire anche nell'ultima puntata di Campo Profondo, riprendendo Johan Galtung: la pace non è soltanto far tacere le armi, ma creare condizioni di sicurezza e prosperità condivise che rendano conveniente a tutti non tornare alla guerra. Una prospettiva autenticamente win-win.
A Istanbul cercherò di raccontare da vicino questa realtà, ascoltandone i protagonisti, le proposte e anche le contraddizioni. Dedicherò al Forum una prossima puntata speciale di Campo Profondo, con interviste e impressioni raccolte direttamente sul posto.
Mentre qualcuno lavora per rendere impossibile perfino parlarsi, qui ho già potuto constatare quanto profondamente siamo ancora capaci di comprenderci.
SE VUOI LA PACE, PREPARA LA PACE.
#Istanbul #VeronaEurasianEconomicForum #CampoProfondo #Eurasia #Pace #Geopolitica
[FINE]
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🇮🇹— Nel frattempo, in Italia...
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato nuove misure che entrano in vigore immediatamente:
La partecipazione a una manifestazione violenta che coinvolge almeno cinque persone può ora comportare una pena detentiva fino a cinque anni e una multa massima di 20.000 euro.
Queste manifestazioni includono azioni come il lancio di pietre, petardi, bastoni o qualsiasi altra azione che rappresenti una minaccia per la sicurezza pubblica. Gli individui che nascondono il volto o causano danni ad altri saranno soggetti a sanzioni ancora più severe.
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato nuove misure che entrano in vigore immediatamente:
La partecipazione a una manifestazione violenta che coinvolge almeno cinque persone può ora comportare una pena detentiva fino a cinque anni e una multa massima di 20.000 euro.
Queste manifestazioni includono azioni come il lancio di pietre, petardi, bastoni o qualsiasi altra azione che rappresenti una minaccia per la sicurezza pubblica. Gli individui che nascondono il volto o causano danni ad altri saranno soggetti a sanzioni ancora più severe.
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