Forwarded from Pino Cabras
LA NUOVA GEOGRAFIA DEL POTERE ENERGETICO
Le guerre si prendono tutta la scena, con i loro scontri e i loro obiettivi dichiarati. Intanto, quasi in sordina, gli Stati Uniti portano avanti un'operazione di portata enorme: riorganizzare la propria potenza attorno a un ruolo sempre più centrale nel sistema energetico mondiale.
Il caso più evidente è il Venezuela, con le sue immense riserve di petrolio e un futuro che Washington cerca di condizionare.
Più sorprendente è il Qatar. Uno dei maggiori esportatori di gas del pianeta ha appena firmato un accordo per comprare GNL americano fino al 2054: è la notizia dell'uomo che morde il cane, e c'è chi ci ha letto subito un segnale d'allarme. Dopo i missili iraniani che a marzo hanno già colpito Ras Laffan, Doha si metterebbe al riparo dal rischio che un nuovo attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran scateni una rappresaglia capace di mettere fuori uso per anni la sua produzione. Il ragionamento ha il suo peso, ma non spiega tutto. Le consegne partiranno solo nel 2031, con tempi che mal si conciliano con una mossa d'emergenza e parlano piuttosto la lingua dell'investimento di lungo periodo. Il Qatar si assicura, certo. Ma l'assicurazione vera è un'altra: potersi muovere da attore globale del gas, che punta su scenari lontanissimi dal Golfo Persico. Solo che lo fa dentro una gerarchia in cui gli Stati Uniti restano saldamente al centro.
Poi c'è il Nord Stream, con l'ipotesi che torna ciclicamente di rimettere in funzione i gasdotti grazie all'ingresso di investitori americani, i quali finirebbero per fare da intermediari persino per il gas russo diretto in Europa.
Tre storie diverse, una direzione comune. Washington vuole qualcosa di più che produrre e vendere energia: vuole presidiare i nodi del sistema che gli altri faticano sempre più ad aggirare. Parliamo di giacimenti e gasdotti, ma anche di terminali, di rotte marittime, di contratti che legano le parti per decenni. Sono i choke points dell'energia, i passaggi obbligati, e il loro controllo può diventare una delle leve principali con cui si decide la gerarchia internazionale.
Il discorso pesa ancora di più nell'epoca dell'intelligenza artificiale, che per espandersi richiederà quantità crescenti di elettricità, infrastrutture e capacità industriale. La geopolitica dell'energia e quella della potenza di calcolo finiscono così per saldarsi.
Può darsi che una parte decisiva dell'ordine mondiale dei prossimi vent'anni si stia costruendo adesso, sotto i nostri occhi, mentre il dibattito resta inchiodato agli obiettivi immediati delle guerre. Per capire chi guadagnerà potere non basterà più chiedersi chi possiede le risorse. Bisognerà guardare a chi controlla i passaggi obbligati attraverso cui quelle risorse diventano ricchezza, industria e potenza.
Le guerre si prendono tutta la scena, con i loro scontri e i loro obiettivi dichiarati. Intanto, quasi in sordina, gli Stati Uniti portano avanti un'operazione di portata enorme: riorganizzare la propria potenza attorno a un ruolo sempre più centrale nel sistema energetico mondiale.
Il caso più evidente è il Venezuela, con le sue immense riserve di petrolio e un futuro che Washington cerca di condizionare.
Più sorprendente è il Qatar. Uno dei maggiori esportatori di gas del pianeta ha appena firmato un accordo per comprare GNL americano fino al 2054: è la notizia dell'uomo che morde il cane, e c'è chi ci ha letto subito un segnale d'allarme. Dopo i missili iraniani che a marzo hanno già colpito Ras Laffan, Doha si metterebbe al riparo dal rischio che un nuovo attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran scateni una rappresaglia capace di mettere fuori uso per anni la sua produzione. Il ragionamento ha il suo peso, ma non spiega tutto. Le consegne partiranno solo nel 2031, con tempi che mal si conciliano con una mossa d'emergenza e parlano piuttosto la lingua dell'investimento di lungo periodo. Il Qatar si assicura, certo. Ma l'assicurazione vera è un'altra: potersi muovere da attore globale del gas, che punta su scenari lontanissimi dal Golfo Persico. Solo che lo fa dentro una gerarchia in cui gli Stati Uniti restano saldamente al centro.
Poi c'è il Nord Stream, con l'ipotesi che torna ciclicamente di rimettere in funzione i gasdotti grazie all'ingresso di investitori americani, i quali finirebbero per fare da intermediari persino per il gas russo diretto in Europa.
Tre storie diverse, una direzione comune. Washington vuole qualcosa di più che produrre e vendere energia: vuole presidiare i nodi del sistema che gli altri faticano sempre più ad aggirare. Parliamo di giacimenti e gasdotti, ma anche di terminali, di rotte marittime, di contratti che legano le parti per decenni. Sono i choke points dell'energia, i passaggi obbligati, e il loro controllo può diventare una delle leve principali con cui si decide la gerarchia internazionale.
Il discorso pesa ancora di più nell'epoca dell'intelligenza artificiale, che per espandersi richiederà quantità crescenti di elettricità, infrastrutture e capacità industriale. La geopolitica dell'energia e quella della potenza di calcolo finiscono così per saldarsi.
Può darsi che una parte decisiva dell'ordine mondiale dei prossimi vent'anni si stia costruendo adesso, sotto i nostri occhi, mentre il dibattito resta inchiodato agli obiettivi immediati delle guerre. Per capire chi guadagnerà potere non basterà più chiedersi chi possiede le risorse. Bisognerà guardare a chi controlla i passaggi obbligati attraverso cui quelle risorse diventano ricchezza, industria e potenza.
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Forwarded from Giubbe Rosse
FRATELLI D’ITALIA APRE LE PORTE DEL SENATO A MARCO RIZZO: NASCE LA COMPONENTE DI ITALIA DOMANI GRAZIE AD ANTONIO GUIDI
Fonte: Agensocial
L’obiettivo è consentire alla formazione dell’ex esponente comunista di acquisire una rappresentanza parlamentare, una condizione che potrebbe rivelarsi particolarmente importante alla luce delle disposizioni previste dalla nuova legge elettorale.
A spiegare le ragioni della scelta è stato lo stesso Antonio Guidi, che ha escluso qualsiasi collegamento tra la propria adesione e un’eventuale condivisione del programma politico di Rizzo.
L’adesione di Guidi viene presentata dal diretto interessato come un’iniziativa di solidarietà parlamentare, mentre restano sul piano delle interpretazioni le ipotesi secondo cui l’operazione potrebbe favorire una frammentazione del consenso nell’area del centrosinistra.
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Fonte: Agensocial
L’obiettivo è consentire alla formazione dell’ex esponente comunista di acquisire una rappresentanza parlamentare, una condizione che potrebbe rivelarsi particolarmente importante alla luce delle disposizioni previste dalla nuova legge elettorale.
A spiegare le ragioni della scelta è stato lo stesso Antonio Guidi, che ha escluso qualsiasi collegamento tra la propria adesione e un’eventuale condivisione del programma politico di Rizzo.
L’adesione di Guidi viene presentata dal diretto interessato come un’iniziativa di solidarietà parlamentare, mentre restano sul piano delle interpretazioni le ipotesi secondo cui l’operazione potrebbe favorire una frammentazione del consenso nell’area del centrosinistra.
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Il petrolio copre le coste degli Emirati Arabi Uniti
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Forwarded from Giubbe Rosse
ELON MUSK: "L'UCRAINA HA VIOLATO I TERMINI DI SERVIZIO DI STARLINK"
Elon Musk, X
Corretto.
L'uso di Starlink, un servizio commerciale civile, per attacchi con droni offensivi volti a uccidere persone non è mai stato consentito, né dovrebbe esserlo.
Starshield è un sistema diverso ed è controllato dal governo degli Stati Uniti. Ciò che decidono di fare spetta a loro.
L'esercito ucraino ha violato i termini di servizio di Starlink e lo ha utilizzato per attacchi con droni offensivi volti a uccidere persone. Quella falla è stata chiusa la settimana scorsa.
Starlink rimane cruciale per la difesa dell'Ucraina, poiché è l'unico sistema che non può essere disturbato o distrutto, almeno per ora. Se Starlink venisse spento, il fronte ucraino collasserebbe immediatamente. Questo NON è una minaccia, è semplicemente un'affermazione di fatto.
Starlink è stato anche cruciale per impedire alla Russia di sopraffare l'Ucraina nei primi giorni della guerra, poiché tutti gli altri mezzi di comunicazione erano stati distrutti o disturbati dalla Russia.
SpaceX ha fatto di più per difendere l'Ucraina di qualsiasi altra azienda privata sulla Terra DI GRAN LUNGA.
Detto questo, non provo che DISPREZZO ASSOLUTO per i caldi guerrafondai che fanno la morale e spingono per un massacro senza fine, offrendo nessuna soluzione realistica al conflitto. Che voi bruciate all'inferno.
Fine della storia.
Elon Musk, X
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🇺🇸🇮🇷 L'ex presidente Obama afferma di aver impedito all'Iran di ottenere armi nucleari attraverso la diplomazia, senza lanciare un singolo missile.
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Un solo errore di calcolo è sufficiente: i territori occupati potrebbero diventare inabitabili in meno di un'ora.
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Ha trasformato la Casa Bianca in qualcosa che sembra una fabbrica di cheesecake aperta da Saddam Hussein.
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Nessun paese al mondo fa di più per combattere il terrorismo degli Stati Uniti.
Sono stati gli Stati Uniti, sotto la presidenza di Trump, a distruggere l'ISIS in Medio Oriente. Sono stati gli Stati Uniti a indebolire al-Qaeda. Sono stati gli Stati Uniti a eliminare bin Laden.
Sono gli Stati Uniti che ora, purtroppo, sono intervenuti in alcune parti dell'Africa per contrastare anche questi gruppi.
Non credo che nessun paese al mondo abbia dimostrato un impegno maggiore nella lotta al terrorismo globale come gli Stati Uniti.
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È una persona con una visione. Immagina ciò che gli altri considerano impossibile.
Pensa a cose che gli altri dicono di non poter fare, perché "non è mai stato fatto prima". E poi le realizza.
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