Giuseppe Masala Chili 🌶
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Lettore appassionato e scrittore incostante. Topografo degli abissi. Diversamente inabile. A volte manniano tendenza Giuseppe a volte céliniano tendenza Bardamu.
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🇷🇺⚡️ULTIMA ORA‼️

40 razzi (proiettili NATO) sono stati sparati dagli ucraini sul centro di Donetsk

Si contano 5 morti tutti bambini un missile ha colpito un parco giochi poco distante dal municipio
Sono 24 i feriti, ma ci sono almeno 10 dispersi.

Questo è un attentato alla popolazione del Donbass da parte diretta della Nato , queste le parole di Ramza Kadirov


TACC
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Il vice primo ministro britannico Dominic Raab, in un'intervista alla stazione radio LBC, ha già dichiarato che Londra farà appello contro la condanna a morte degli inglesi catturati nella RPD. Di fatto mi sembra che Londra si appresti a riconoscere la Repubblica Popolare di Donetsk.
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Oggi Donetsk ha subito un forte bombardamento di artiglieria da parte ucraina. Risultato almeno 5 bambini e una donna sono morti.
Ve lo dico, perchè ben difficilmente la tv ne parlerà e se sarà costretta a farlo lo farà in modo ambiguo senza dire chi ha sparato nella migliore delle ipotesi, nella peggiore farà intendere che sono stati i russi.
La pietas verso tutti i morti civili è dovuta sempre, indipendentemente da quale parte della linea del fronte abbiano la sventura di essersi trovati. Ma inutile non notare che per i mass media occidentali non tutti i morti sono uguali.
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Per anni e anni siamo stati la "società dello svago", qualcuno sbagliando l'ha definita "la società signorile di massa". Ora stiamo ritornando ad essere la "società del bisogno" (è una società nobile, sia chiaro). Di conseguenza il marketing politico si adegua. Ora non più una scarpa prima delle elezioni e una dopo, come faceva Achille Lauro, ma direttamente pezzi di Grana Padano.
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Forwarded from La Mia Russia
Bloomberg: Durante la guerra, Kiev ha già esaurito più di un terzo dell'arsenale dei Javelin dell'esercito americano. Le forze armate ucraine hanno anche utilizzato un quarto delle scorte statunitensi di missili antiaerei portatili Stinger. Tra pochi mesi, il Pentagono non sarà in grado di rifornire Kiev senza esaurire le proprie riserve.
Le falle nella catena di approvvigionamento del Pentagono minacciano non solo gli aiuti all'Ucraina, ma anche la capacità dell'America di rispondere alle crisi future. Compreso un potenziale conflitto su Taiwan, le cui forze armate dipendono dalla tecnologia americana. https://www.bloomberg.com/opinion/articles/2022-06-07/the-pentagon-has-a-supply-chain-problem
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filorussi condannano a morte i 2 "mercenari" britannici
La corte suprema della sedicente Repubblica Popolare del Donetsk ha condannato a morte i "mercenari" britannici Aiden Aslin, 28 anni, del Nottinghamshire, Shaun Pinner, 48 anni, del Bedfordshire, e Saaudun Brahim, cittadino marocchino, che combattevano per l'esercito ucraino.
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A Blaj (Romania), i residenti hanno filmato il movimento di un treno con equipaggiamento militare dell'esercito italiano.

Si tratta di circa 50 veicoli corazzati Centauro e per il trasporto di personale Puma e Stryker, nonché di altre attrezzature militari. Il treno si dirige verso est fino ai confini di ucraina e Moldavia.
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇺🇸 GLI STATI UNITI DEVONO AFFRONTARE LA CARENZA DI ELEMENTI CHIMICI CRITICI PER L'INDUSTRIA MILITARE
Gli Stati Uniti dipendono quasi interamente dalla Cina e dalla Russia per le importazioni di antimonio, un componente fondamentale nella produzione di munizioni. Lo riporta l'agenzia Defence News.
L'antimonio svolge un ruolo importante nella catena di approvvigionamento dell'industria della difesa, poiché è essenziale per la produzione di proiettili perforanti, esplosivi, armi nucleari e altre attrezzature militari.
La forte dipendenza degli Stati Uniti dalle forniture di Cina e Russia è diventata oggetto di discussione al Congresso. A questo proposito, sono necessari sforzi per rafforzare le riserve strategiche di minerali di terre rare, tra cui antimonio, titanio, tungsteno, cobalto e litio.
L'House of Armed Services Committee della Camera l'8 giugno ha pubblicato un un disegno di legge in cui richiede informazioni sulle scorte di antimonio e una previsione di potenziali interruzioni dell'approvvigionamento.
La bozza propone inoltre che il Dipartimento della Difesa sia tenuto ad avviare una politica di smaltimento delle batterie per restituire "metalli preziosi, minerali di terre rare e altre sostanze di importanza strategica" alle riserve. (Fonte: Defense News)

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Forwarded from LR, Geopolitica e News
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❗️La Russia guadagna di più dalle risorse energetiche rispetto a prima dell'operazione speciale in Ucraina - Dipartimento di Stato
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Bloomberg: Paesi Bassi e Danimarca sono contrari a concedere all'Ucraina lo status di candidato all'UE‌‌
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Forwarded from Byoblu
RIVELAZIONI ESCLUSIVE AL PROGRAMMA “1984” DI BYOBLU: A CHI CONVIENE DAVVERO QUESTA GUERRA?

Nella seconda puntata di "1984", il giornalista Francesco Borgonovo, ha cercato di analizzare con perizia i retroscena della guerra, nonché i principali burattinai dietro alle tensioni geopolitiche in atto.

Presenti in studio i giornalisti Fulvio Scaglione e Daniele Dell’Orco, il generale Marco Bertolini, lo scrittore Luca Ciarrocca, la corrispondente dal Libano Chiara Clausi e la psicologa e scrittrice Sara Reginella.

➡️ https://go.byoblu.com/1984RivelazioniEsclusive
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PER RIVEDERE LA PUNTATA

https://go.byoblu.com/1984GuerraPaceParte2
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Forwarded from Donbass italia
L'embargo sulle forniture di gas dalla Russia distruggerà l'economia europea, afferma il primo ministro ungherese Orban.

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Guarda Russia Today in inglese
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇮🇹 - Consumi industriali gas Italia in calo del 10% rispetto a media anni precedenti (escluso 2020-lockdown). Ciò consente di riempire gli stoccaggi, che procedono a rilento perché è ancora attività in perdita. Se ci fosse una domanda industriale normale non riusciremmo a riempire. (La durezza del vivere)

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La situazione è questa.
La Russia fa la guerra in Ucraina. La Nato combatte contro la Russia per interposti ucraini. I paesi dell'est Europa a partire dalla Polonia e dai Baltici non vedono l'ora di menare le mani con la Russia. Gli inglesi sobillano i paesi dell'Est Europa contro la Russia. I paesi nordici fanno domanda di entrata nella Nato su pressione americana. La Turchia vuole attaccare la Siria e pretende il disarmo delle isole dell'Egeo dalla Grecia. L'Algeria straccia il trattato di amicizia con la Spagna a causa dell'appoggio al Marocco per la questione del Sahara Occidentale. E infine il segnale infallibile: i tedeschi hanno deciso di riarmarsi.
Mi costa davvero dirlo. Ma l'Europa, quell'assurdo carrozzone ridicolo, Quell'accolita di idioti ragionieri. Quei cretini antropologici. Ecco, quelli lì sono gli unici che possono salvarci da qualcosa di molto brutto. Forse. Ma è l'unica cosa che abbiamo per difenderci dalla Pazzia che è entrata in tutte le stanze del potere dei paesi europei.
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The Economist:"La Russia sta pompando più petrolio in Europa di quanto non fosse prima della guerra".

Secondo i calcoli del quotidiano, il divieto europeo alle importazioni di petrolio russo è crollato. Sulla carta il petrolio russo è stato abbandonato, ma in realtà i paesi dell'UE, al contrario, stanno incassando sulla lavorazione dei prodotti energetici russi venduti a prezzo scontato. La Repubblica Ceca e la Slovacchia, che allo stesso tempo guidano la retorica antirussa, ne traggono i maggiori benefici.

Da gennaio ad aprile, le consegne sono aumentate del 14%, da 750.000 a 857.000 barili al giorno. Allo stesso tempo, l'oleodotto russo è esente da dazi (una concessione dell'Ungheria, che ha bloccato l'accordo). Tuttavia, viene introdotto un embargo sul petrolio russo spedito via mare: si tratta del 75% delle importazioni.

Le raffinerie nell'UE stanno acquistando petrolio russo a buon mercato che la maggior parte degli acquirenti occidentali evita.
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Per millenni il controllo sociale è stato di tipo orizzontale, il potere non aveva materialmente strumenti per controllare la vita dei sudditi. In definitiva i sudditi si controllavano vicendevolmente; era la forza di queste realtà sociali che stavano in piedi proprio perché tutti spiavano tutti e poi andavano a riferire.
Potremmo dire che si trattava di un controllo democratico, soprattutto fai da te. Ci si potrebbe domandare da cosa nasce questo ossessivo bisogno di fotografare gli altri e verificare se la fotografia è come deve essere, oppure se presenta delle difformità intollerabili rispetto a quello immaginiamo dovrebbe essere.
Ci si potrebbe domandare come mai abbiamo bisogno di controllarci reciprocamente. In realtà la risposta è piuttosto semplice: vogliamo che l’ambiente nel quale passeggiamo non ci riservi sorprese. Vogliamo che fra l’erba non si nascondano serpenti, che dalle fronde degli alberi non ci cadano noci di cocco in testa. In poche parole è un bisogno di non ricevere sorprese. Vogliamo essere sicuri che tutti quelli che incontreremo nel nostro spazio comune siano come prevedibilmente dovrebbero essere.
Storicamente abbiamo assistito invece ad un cambio di direzione: il controllo orizzontale è stato sostituito da un controllo verticale. Il potere ha progressivamente trovato mezzi e tecniche adeguate per verificare il comportamento della comunità di cui era il potere.
Facciamo un esempio elementare: fino ad almeno il XVI secolo non esistevano schedari di polizia. Non potevano esistere perché erano tecnicamente irrealizzabili. Immaginiamo milioni di fogli scritti a mano, su carta estremamente costosa, che dovevano essere assemblati in schedari enormi e, in ogni caso, non potevano essere replicati e scambiati con quelli delle città e dei distretti vicini. E’ soltanto con la creazione dei caratteri a stampa che diventa possibile creare schedari utilizzabili dagli organi di polizia a livello nazionale perché replicabili ovunque. Prima si andava al massimo a voce, ci si affidava alla memoria di confidenti, si rimaneva in un ambito strettamente locale.
Oggi il controllo della popolazione è totalmente verticale; è la tecnologia che lo ha reso possibile, ma ciò che lo spiega su base generale è la trasformazione dell’intero contesto sociale in una rete. Possiamo metaforicamente descrivere oggi il potere come un pescatore in grado di cintare un bel pezzo di mare con le sue reti e grazie ad esse avere il controllo di tutti i pesci che queste reti recingono.
Potrebbe sembrare superficialmente, un processo di centralizzazione, ma è molto di più; è un fenomeno di assemblaggio ed omogenizzazione di tutto il contesto sociale al fine di ottenere la completa dipendenza di ogni sua parte al meccanismo di governance.
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Lo vediamo perfettamente nel caso della distribuzione dell’energia nella società. Fino all’altro ieri non c’era artigiano, manifattura, industria che non provvedesse a creare da sé l’energia di cui necessitava. Lo stesso in ogni singola casa. L’energia per cuocere il cibo, per illuminare le stanze, era totalmente dipendente dall’azione dei singoli soggetti, dalla loro capacità di provvedere autonomamente all’energia di cui necessitavano. Nessuno, schiacciato un pulsante, riceveva il gas per accendere il fuoco oppure l’energia elettrica per illuminare la stanza o per mettere in moto la lavatrice. In altre parole possiamo dire che si trattava fino a ieri, non 1000 anni fa, di un mondo che potremmo definire“discreto“. Ogni realtà, sia produttiva che sociale, era era un mondo a sé che in qualche modo doveva provvedere a sé tramite se stessa. Se guardiamo a cosa accade oggi, vediamo che non c’è industria, piccola grande che sia, che provveda con mezzi propri alla al proprio bisogno di energia, semplicemente schiaccia un pulsante e gli arriva il necessario da una rete dalla quale dipende; lo stesso in ogni casa. È questo che rende possibile il controllo verticale totale. Lo vediamo perfettamente nel momento in cui praticamente il potere sa tutto di noi sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista delle idee sia dal punto di vista della salute. Siamo i suoi animaletti, dentro il suo zoo, e dipendiamo in tutto e per tutto dal cibo che che ci fornisce; naturalmente dobbiamo vivere nella gabbia che ci ha assegnato, subire le sue verifiche circa le nostre condizioni di salute e, al limite accettare di essere soppressi se poco consoni al decoro dello zoo.
Fino ad oggi l’ultimo settore che potremmo dire rispondeva a un rapporto discreto rispetto al controllo verticale era quello del movimento. L’auto ha rappresentato un mezzo di spostamento sostanzialmente incontrollabile e imprevedibile, uno dei grandi mezzi che garantivano l’indipendenza, in ultima istanza, del singolo dal sistema. Teoricamente qualcuno avrebbe potuto alzarsi nel cuore della notte e fare 1000 km in direzione sconosciuta. Garantiva questa opportunità il fatto che il mezzo andava a energia non centrale. Adesso anche questa opzione è stata azzerata. Ti sposti per i chilometri che vuole lui e nei modi che vuole lui, grazie alla rete elettrica che solo lui controlla. Il controllo verticale ha raggiunto il suo apice. Invece che frignare, bisogna essere uomini, impegnarsi per la propria Patria, far saltare la rete. Come? ci sono diversi gradi di iniziazione. Il primo è capire è come funziona la cosa e decidere di non essere complice, se non sei nemmeno in grado di capire che sei solo un pollo in batteria, ti meriti di esserlo. Il secondo è fare tutto il contrario di quello che il potere ti consiglia: non lo ascolti quando ti parla (a Roma gli Ebrei erano costretti ad assistere - mi pare settimanalmente - ad una messa, nella speranza decidessero di convertirsi. Non potevano ovviamente rifiutarsi, ma entravano in chiesa con la cera nelle orecchie); non partecipi a tutte le belle manifestazioni di civismo a cui ti sollecita senza poterti obbligare con la forza della legge; non compri nessuna delle perline, dei fischietti, degli specchietti con i quali seduce la tua anima di eterno adolescente. Insomma fai una resistenza passiva alle sue lusinghe e già questo lo mette in grave difficoltà, perché deve prendere atto che non tutti si fanno abbindolare dalle sue smargiassate e chi sa resistere ad esse diventa giorno dopo giorno più forte. Poi c’è un terzo e un quarto e un quinto livello di iniziazione, ma di questi un’altra volta. (Alfredo Morosetti, facebook)
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IL SOLDATO MORENTE
E’ un’immagine di guerra fra le più potenti e strabilianti che abbia mai visto. Anzi non ho mai visto nessuna foto di guerra così vera e dunque così atemporale.
E’ il riassunto di 2500 anni di civiltà figurativa, di visione etica, di senso del tragico che hanno dato forma a quello che ormai considero un termine insopportabile per la sua volgare genericità, vale a dire la civiltà Occidentale.
Sono bellissimi, inimitabili, come i kouros di Prassitele. Se fossero stati brutti, cioè imperfetti, l’immagine non avrebbe avuto alcuna importanza, se non un vago e falso sentimento di compassione. Dunque la bellezza è un fatto essenziale per mostrarci come le cose devono essere per essere vere. Un soldato è riverso morente su di un carro da guerra. E’ bello, bellissimo, ma probabilmente è proprio l’evanescenza con cui è attaccato alla vita rende la sua immagine bellissima proprio perché è in quello spazio indefinibile dove mondi paralleli per miracolo si sfiorano, quello del tempo e quello dell’eternità.
E’ il Galata morente, sceso dalla terrazza del tempio di Atena Nikephòros di Pergamo, per morire un’altra volta nella giungla tropicale del Viet-Nam per dirci che tutto ritorna e dunque non c’è nulla sul serio di cui disperarsi.
Ma l’immagine non è semplicemente la ripetizione di quello che i Greci avevano da dirci, ossia che siamo solo vaghe ombre di un misterioso gioco divino nel quale l’unica cosa che conta, per rendere vera la nostra vita, è la bellezza, e dunque morire in modo bello un bene e non un male.
L’immagine che vediamo è anche la riproduzione in forma del tutto sorprendente della “Pietà” di Michelangelo. Guardate bene la fotografia. Il soldato che lo abbraccia e lo sorregge morente non è l’infermiere con la flebo. E’ Maria, lo accompagna con la sua pietà e così gli permette di reggere la prova tremenda del passare da un mondo all’altro. E’ dunque la figurazione Cristiana del nostro essere al mondo e con essa che è la Carità il vero legame che ci lega gli uni agli altri, quello che ci permette di passare attraverso i mondi incolumi, nonostante le ferite. (Alfredo Morosetti, Facebook)
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