RADA UCRAINA DISCUTE PROGETTO DI LEGGE PER ARRUOLARE PERSONE DISABILI "CON IL LORO CONSENSO"
(FONTI RUSSE)
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Più di 800 militari delle Forze armate ucraine si sono arresi vicino a Lisichansk e nel calderone vicino a Gorsky e Zolote negli ultimi due giorni. (TASS)
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L'esercito russo ha circondato diverse unità militari ucraine, formazioni naziste e un gruppo di mercenari stranieri intorno ai villaggi di Gorskoye e Zolotoye, nell'area di Lugansk, ha riferito il portavoce del ministero della Difesa, il tenente generale Igor Konashenkov.
"Si tratta di circa 1.800 militari regolari, 120 nazisti di Settore Destro, fino a 80 mercenari stranieri, oltre 40 veicoli corazzati da combattimento e circa 80 cannoni e mortai", ha precisato il portavoce, aggiungendo che 41 soldati ucraini si erano arresi volontariamente in quella zona nelle ultime 24 ore.
"Si tratta di circa 1.800 militari regolari, 120 nazisti di Settore Destro, fino a 80 mercenari stranieri, oltre 40 veicoli corazzati da combattimento e circa 80 cannoni e mortai", ha precisato il portavoce, aggiungendo che 41 soldati ucraini si erano arresi volontariamente in quella zona nelle ultime 24 ore.
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Forwarded from Il Veritiero
Condizionatori ed elettromestici a palla, e docce tre volte al giorno per accelerare il collasso dell'Occidente.
La nostra igiene personale sarà la loro rovina.
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Forwarded from Giubbe Rosse
WSJ: GLI EUROPEI PERDERANNO POTERE DI ACQUISTO PIÙ DELLA CONTROPARTE AMERICANA
È probabile che gli europei subiranno una perdita dei salari reali più rapidoarispetto alle loro controparti statunitensi, mentre l'invasione russa dell'Ucraina provoca un nuovo aumento dell'inflazione, minacciando di spingere il continente in recessione.
Fino all'invasione, i tassi di inflazione europei sembravano destinati a rimanere al di sotto del loro equivalente statunitense, riflettendo una ripresa economica più lenta dalla pandemia di Covid-19. La situazione è cambiata dopo l'inizio della guerra, facendo salire i prezzi di cibo ed energia in Europa.
L'unica differenza con gli Stati Uniti ora: gli aumenti salariali in Europa sono molto indietro rispetto all'inflazione, portando a un forte calo dei salari reali, aggiustati per tenere conto degli aumenti dei prezzi al consumo.
«Abbiamo un budget di 100 euro per ogni spesa al supermercato e continuiamo a tornare con sempre meno cibo», racconta Daniele Biancardi, barista milanese di 37 anni che vive con la sua ragazza. “Il tuo stipendio è quello che è. Non è che il capo veda che la carne costa di più ora, quindi aumenta un po' la tua paga. Lavori con la stessa paga, ma ogni settimana ti senti come se potessi comprare di meno”.
Si prevedono cali del potere di acquisto dei salari in gran parte dell'Europa, con l'eccezione della Francia, dove i costi energetici sono aumentati molto meno a causa della dipendenza dall'energia nucleare e di un tetto massimo del governo sui prezzi dell'energia domestica. Secondo l'OCSE, i salari reali dovrebbero diminuire del 2,5% in Germania, del 3% nel Regno Unito e del 4,5% in Spagna.
Ciò segna una divergenza rispetto all'era prepandemica, quando i movimenti dei salari reali negli Stati Uniti e in Europa combaciavano strettamente. Nel 2019, i salari reali sono aumentati dell'1,1% negli Stati Uniti e dell'1,6% in Germania.
Prima dell'invasione, la Banca centrale europea prevedeva che il tasso di inflazione annuo dell'eurozona fosse in media del 3,2% quest'anno, al di sopra del suo obiettivo del 2%. Entro giugno, quando la banca ha prodotto le sue previsioni più recenti, l'aspettativa era che l'inflazione sarebbe stata in media del 6,8%. (Fonte: Wall Street Journal)
Da mesi ripetiamo che il prezzo più alto di questa follia lo pagherà alla fine l'Europa. Oggi ve lo conferma una testata notoriamente putiniana e anti-occidentale come il Wall Street Journal.
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È probabile che gli europei subiranno una perdita dei salari reali più rapidoarispetto alle loro controparti statunitensi, mentre l'invasione russa dell'Ucraina provoca un nuovo aumento dell'inflazione, minacciando di spingere il continente in recessione.
Fino all'invasione, i tassi di inflazione europei sembravano destinati a rimanere al di sotto del loro equivalente statunitense, riflettendo una ripresa economica più lenta dalla pandemia di Covid-19. La situazione è cambiata dopo l'inizio della guerra, facendo salire i prezzi di cibo ed energia in Europa.
L'unica differenza con gli Stati Uniti ora: gli aumenti salariali in Europa sono molto indietro rispetto all'inflazione, portando a un forte calo dei salari reali, aggiustati per tenere conto degli aumenti dei prezzi al consumo.
«Abbiamo un budget di 100 euro per ogni spesa al supermercato e continuiamo a tornare con sempre meno cibo», racconta Daniele Biancardi, barista milanese di 37 anni che vive con la sua ragazza. “Il tuo stipendio è quello che è. Non è che il capo veda che la carne costa di più ora, quindi aumenta un po' la tua paga. Lavori con la stessa paga, ma ogni settimana ti senti come se potessi comprare di meno”.
Si prevedono cali del potere di acquisto dei salari in gran parte dell'Europa, con l'eccezione della Francia, dove i costi energetici sono aumentati molto meno a causa della dipendenza dall'energia nucleare e di un tetto massimo del governo sui prezzi dell'energia domestica. Secondo l'OCSE, i salari reali dovrebbero diminuire del 2,5% in Germania, del 3% nel Regno Unito e del 4,5% in Spagna.
Ciò segna una divergenza rispetto all'era prepandemica, quando i movimenti dei salari reali negli Stati Uniti e in Europa combaciavano strettamente. Nel 2019, i salari reali sono aumentati dell'1,1% negli Stati Uniti e dell'1,6% in Germania.
Prima dell'invasione, la Banca centrale europea prevedeva che il tasso di inflazione annuo dell'eurozona fosse in media del 3,2% quest'anno, al di sopra del suo obiettivo del 2%. Entro giugno, quando la banca ha prodotto le sue previsioni più recenti, l'aspettativa era che l'inflazione sarebbe stata in media del 6,8%. (Fonte: Wall Street Journal)
Da mesi ripetiamo che il prezzo più alto di questa follia lo pagherà alla fine l'Europa. Oggi ve lo conferma una testata notoriamente putiniana e anti-occidentale come il Wall Street Journal.
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L'esercito russo ha circondato diverse unità militari ucraine, formazioni naziste e un gruppo di mercenari stranieri intorno ai villaggi di Gorskoye e Zolotoye, nell'area di Lugansk, ha riferito il portavoce del ministero della Difesa, il tenente generale Igor Konashenkov.
"Si tratta di circa 1.800 militari regolari, 120 nazisti di Settore Destro, fino a 80 mercenari stranieri, oltre 40 veicoli corazzati da combattimento e circa 80 cannoni e mortai", ha precisato il portavoce, aggiungendo che 41 soldati ucraini si erano arresi volontariamente in quella zona nelle ultime 24 ore.
"Si tratta di circa 1.800 militari regolari, 120 nazisti di Settore Destro, fino a 80 mercenari stranieri, oltre 40 veicoli corazzati da combattimento e circa 80 cannoni e mortai", ha precisato il portavoce, aggiungendo che 41 soldati ucraini si erano arresi volontariamente in quella zona nelle ultime 24 ore.
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Forwarded from LR, Geopolitica e News
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🇺🇸⚡️STATI UNITI
LA CORTE SUPREMA HA RIBALTATO ROE V. WADE, ELIMINANDO IL DIRITTO COSTITUZIONALE ALL'ABORTO.
LA CORTE SUPREMA HA RIBALTATO ROE V. WADE, ELIMINANDO IL DIRITTO COSTITUZIONALE ALL'ABORTO.
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Forwarded from O.d.E.G. Guerra NATO-RUSSIA
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Il rapporto di Mark Innaro da Mosca è sempre professionale ed affidabile, bravo due volte!
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Comunque ora la tabella di marcia russa sembra chiara: completamento della conquista del Donbass entro settembre, poi "referendum" per l’ ""integrazione dei territori controllati, poi piogge e stasi del fronte. A quel punto palla agli “zapadnye partniyorj”, con opzioni: a) giostra ferma, Ucraina neutrale nella UE e accordo sulla sicurezza comune in Europa. Oppure, a scelta b): altro giro invernale con “arma finale energetica” in campo. La risposta giusta sarebbe ovviamente chiuderla qui, quella che verrà data probabilmente l’ altra. (Marco Bordoni)
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Ugo Mattei assolutamente da ascoltare (via Facebook) https://www.facebook.com/watch/?ref=tab
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Premetto che la mia posizione di principio è per la liceità dell'aborto. Detto questo, quando si arriva al punto di proporre l'aborto anche al nono mese di gravidanza, e si inizia a prospettare "l'aborto post nascita" (che in linguaggio corrente sarebbe l'omicidio del neonato) come nell'articolo scientifico preso da PubMed.gov è chiaro che c'è una reazione e anche io mi schiererei per l'abolizione dell'aborto. Diciamo che i rosé con i loro deliri hanno davvero esagerato e c'è una reazione contraria del tutto naturale. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22361296/
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Scienza e coscienza
Per Marx l’economia è la scienza che si occupa del modo in cui l’uomo produce e si riproduce. In questa sintesi del suo pensiero è però racchiusa la visione di un’attività sociale ampia, complessa, che parte dalle forme del lavoro, dalla sua produttività che permette l’estensione a una condizione avanzata di socialità. Vale a dire l’allontanamento – ma non la soppressione - dalla barriera biologica, attraverso la riduzione dell’orario di lavoro, il riposo, lo svago, la previdenza, la mobilità, l’istruzione, la sanità, ecc., e la correlata configurazione dell’arte, della cultura, del diritto, della morale, dell’etica e delle forme di governo della società. La coscienza dell’essere sociale poggia su questa struttura, in un rapporto di interazione dialettico. Questa generalizzazione è comune a tutte le formazioni sociali, ma nel quadro della società divisa in classi in lotta, il lavoro assume determinazioni categoriali diverse. Il lavoro nel sistema capitalistico infatti pone aspetti specifici rispetto al lavoro schiavile. Nel socialismo avrà altre determinazioni e altre ancora nel comunismo. E’ solo il pensiero borghese che ha relegato l’ambito della scienza economica entro una sorta di formulario matematizzato. Del resto lo vediamo bene in questa fase digitalizzata e disumanizzata delle nostre vite che ogni tentativo di modellizzare l’economia fallisce sistematicamente. Certo, sarebbe il sogno delle classi dominanti pervenire a uno strumento di analisi, controllo e proiezione delle dinamiche socioeconomiche. Ma nessun computer quantistico in grado di elaborare miliardi di variabili in poco tempo può fornire previsioni attendibili. Oltre un determinato limite temporale prevalgono le leggi del caos. In ultima analisi la forza soverchiante che la stessa borghesia aveva denominato la “mano invisibile” (per Marx le forze anarchiche della produzione capitalistica), genera contraddizioni insolubili, esplosive, distruttive. Certo, il problema sussiste per ogni formazione sociale: l’andamento generale del sistema sembra procedere al di là della volontà dei singoli. Il socialismo comincia la sua opera di ristrutturazione e rivoluzionamento del sistema a partire dal controllo democratico, di classe, sulle forze della produzione. Con l’avvertenza che queste si pongono sì in una posizione fondante, ma non costituiscono il tutto della costruzione sociale. Una casa necessariamente poggia sulle fondamenta, ma il complesso dell’edificio comprende un universo di elementi, di cui fanno parte anche dettagli solo apparentemente marginali. Marx infatti inserisce nella sua analisi gli elementi necessari per condurla là dove deve indagare una scienza che guarda ai fenomeni con criterio olistico: filosofia, antropologia, sociologia, bio-fisiologia, psicologia e storia, naturalmente, come motore dinamico di ogni formazione sociale. Il pensiero borghese ha sviluppato queste specializzazioni, ma non è mai giunto alla indispensabile connessione con la struttura sociale, senza la quale ogni ambito della conoscenza è destinato a rimanere privo della sua funzione emancipatrice, di scadere a uno sterile esercizio accademico. Contro questa discrasia sistemica Geymonat ha condotto una lotta incessante. Come archetipo di questa collocazione sociale della scienza, utilizza le parole del grande matematico Oswald Veblen, secondo il quale “la geometria è ciò che è ritenuto tale da un numero abbastanza grande di persone competenti”. Geymonat è forse l’ultimo scienziato militante del secolo scorso e assume la lotta per la conoscenza come impegno epistemico e al contempo civile per emancipare l’uomo, ovvero l’essere sociale. Scrive infatti il professore che “la razionalità vive unicamente nell’uomo che lavora e lotta per potenziare le proprie idee e azioni: è una razionalità interamente umana, che si attua nella lotta e possiede una consistenza tanto maggiore quanto più viva è l’energia con cui questa lotta viene combattuta”. Dirimente, in questo quadro, l’accento sulla necessità della lotta. (1/2)
Per Marx l’economia è la scienza che si occupa del modo in cui l’uomo produce e si riproduce. In questa sintesi del suo pensiero è però racchiusa la visione di un’attività sociale ampia, complessa, che parte dalle forme del lavoro, dalla sua produttività che permette l’estensione a una condizione avanzata di socialità. Vale a dire l’allontanamento – ma non la soppressione - dalla barriera biologica, attraverso la riduzione dell’orario di lavoro, il riposo, lo svago, la previdenza, la mobilità, l’istruzione, la sanità, ecc., e la correlata configurazione dell’arte, della cultura, del diritto, della morale, dell’etica e delle forme di governo della società. La coscienza dell’essere sociale poggia su questa struttura, in un rapporto di interazione dialettico. Questa generalizzazione è comune a tutte le formazioni sociali, ma nel quadro della società divisa in classi in lotta, il lavoro assume determinazioni categoriali diverse. Il lavoro nel sistema capitalistico infatti pone aspetti specifici rispetto al lavoro schiavile. Nel socialismo avrà altre determinazioni e altre ancora nel comunismo. E’ solo il pensiero borghese che ha relegato l’ambito della scienza economica entro una sorta di formulario matematizzato. Del resto lo vediamo bene in questa fase digitalizzata e disumanizzata delle nostre vite che ogni tentativo di modellizzare l’economia fallisce sistematicamente. Certo, sarebbe il sogno delle classi dominanti pervenire a uno strumento di analisi, controllo e proiezione delle dinamiche socioeconomiche. Ma nessun computer quantistico in grado di elaborare miliardi di variabili in poco tempo può fornire previsioni attendibili. Oltre un determinato limite temporale prevalgono le leggi del caos. In ultima analisi la forza soverchiante che la stessa borghesia aveva denominato la “mano invisibile” (per Marx le forze anarchiche della produzione capitalistica), genera contraddizioni insolubili, esplosive, distruttive. Certo, il problema sussiste per ogni formazione sociale: l’andamento generale del sistema sembra procedere al di là della volontà dei singoli. Il socialismo comincia la sua opera di ristrutturazione e rivoluzionamento del sistema a partire dal controllo democratico, di classe, sulle forze della produzione. Con l’avvertenza che queste si pongono sì in una posizione fondante, ma non costituiscono il tutto della costruzione sociale. Una casa necessariamente poggia sulle fondamenta, ma il complesso dell’edificio comprende un universo di elementi, di cui fanno parte anche dettagli solo apparentemente marginali. Marx infatti inserisce nella sua analisi gli elementi necessari per condurla là dove deve indagare una scienza che guarda ai fenomeni con criterio olistico: filosofia, antropologia, sociologia, bio-fisiologia, psicologia e storia, naturalmente, come motore dinamico di ogni formazione sociale. Il pensiero borghese ha sviluppato queste specializzazioni, ma non è mai giunto alla indispensabile connessione con la struttura sociale, senza la quale ogni ambito della conoscenza è destinato a rimanere privo della sua funzione emancipatrice, di scadere a uno sterile esercizio accademico. Contro questa discrasia sistemica Geymonat ha condotto una lotta incessante. Come archetipo di questa collocazione sociale della scienza, utilizza le parole del grande matematico Oswald Veblen, secondo il quale “la geometria è ciò che è ritenuto tale da un numero abbastanza grande di persone competenti”. Geymonat è forse l’ultimo scienziato militante del secolo scorso e assume la lotta per la conoscenza come impegno epistemico e al contempo civile per emancipare l’uomo, ovvero l’essere sociale. Scrive infatti il professore che “la razionalità vive unicamente nell’uomo che lavora e lotta per potenziare le proprie idee e azioni: è una razionalità interamente umana, che si attua nella lotta e possiede una consistenza tanto maggiore quanto più viva è l’energia con cui questa lotta viene combattuta”. Dirimente, in questo quadro, l’accento sulla necessità della lotta. (1/2)
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Tutta la questione oggi dovrebbe in realtà appartenere a una disputa scolastica, da archiviare nell’enorme scaffale dei dossier sul disastro immanente del capitalismo, dopo l’esaltante esperienza delle rivoluzioni proletarie e del grande balzo in avanti del movimento operaio nel secolo scorso. E invece assistiamo, con la vittoria della controrivoluzione borghese e la restaurazione, alla ripresa prepotente dell’irrazionalismo, dell’idealismo, del positivismo, del misticismo, assurti a filosofia della demenza senile del pensiero borghese, proprio in concomitanza della crisi irreversibile del capitalismo e per l’arretramento drammatico del movimento operaio e comunista. Per Marx dunque la scienza è un processo di analisi che guarda alla complessità, a partire da una posizione che deve preliminarmente essere de-soggettivizzata. Scopriamo in questo modo che la conoscenza, ovvero la scienza con il suo portato di pensiero e prassi, è, in generale, una condizione dell’essere sociale storicizzato, con quanto di ciò che è stato acquisito e non più sindacabile (basti pensare alla teoria eliocentrica e al suo travaglio per essere accettata universalmente, cioè quando il sistema non poteva più riconoscere le “sacre scritture” come strumento di orientamento per i suoi traffici commerciali nel mondo) e quanto di inesplorato, incompreso e formulato solo a livello teorico giace ancora all’orizzonte della conoscenza. Se è vero che aleggia sempre lo spirito di Bellarmino sui passi della conoscenza e che la divisone del lavoro e la divisione in classi creano un problema reale di manipolazione, di iperspecializzazione, la questione si rivela essere riconducibile all’organizzazione economica, nel senso più lato, marxiano, della visione della vita sociale complessiva dell’uomo, senza trascurare l’imprescindibile legame con la natura e tutti i suoi elementi costitutivi materiali, dinamici e variabili. Lenin acutamente osserva che se gli assiomi della matematica urtassero gli interessi della borghesia, questa tenterebbe di confutarli. Anche Einstein, pure nella sua visione cripto teologica, sembra riformulare la questione sollevata da Marx denunciando il gap incolmabile tra la scienza e il senso comune. Il filosofo della scienza Paolo Rossi sintetizza mirabilmente il problema: “la razionalità, il rigore logico, la controllabilità delle asserzioni, la pubblicità dei risultati e dei metodi, la stessa struttura del sapere scientifico come qualcosa che è capace di crescere su se stesso (…) sono conquiste storiche che, come tutte le conquiste, sono suscettibili di andare perdute”. Imre Lakatos è lapidario da questo punto di vista: per l’epistemologo ungherese che ha accusato Karl Popper di essere un sicario della scienza, la verità si fonda sul potere. Ed effettivamente a guardare lo stato della scienza in questa epoca di pandemie e “cure” gestite direttamente da grandi gruppi finanziari, le cose sono messe così: scienza e conoscenza sono uno strumento del potere del capitale. E a pensare al possibile scenario che si prospetta in questo crollo verticale del capitalismo, con guerre, crisi alimentari e energetiche, quale scienza possiamo immaginarci al freddo, al buio, impauriti e affamati e ostaggi di classi dominanti sempre più rapaci e spietate? La scienza e la coscienza hanno dunque un carattere di classe, al di là di singole acquisizioni affascinanti del sapere e strabilianti della tecnologia. 2/2 Fine (Valter Rossi, facebook)
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Comunque ho deciso che quando scriverò il mio libro sul crollo dell'Impero Occidentale non partirò né dalla crisi finanziaria del 2008, né dalla crisi del debito europeo e dalla vile aggressione alla Grecia. Non partirò neanche dalla aggressione militare alla Siria e alla Libia che hanno incendiato il Mediterraneo.
Il vero segno della fine imminente è stato quando vi siete messi a cercare i Pokémon per strada. Era il segno inequivocabile che in Occidente la gente era completamente rincoglionita e il resto del mondo ci avrebbe scannato morsicandoci alla giugulare.
Il vero segno della fine imminente è stato quando vi siete messi a cercare i Pokémon per strada. Era il segno inequivocabile che in Occidente la gente era completamente rincoglionita e il resto del mondo ci avrebbe scannato morsicandoci alla giugulare.
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Circa 600 militanti ucraini, tra cui alcuni feriti, si sono arresi alle forze alleate vicino a Lisichansk, ha detto a TASS Vitaly Kiselev, viceministro degli interni della Repubblica popolare di Luhansk (LPR)
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Circa 4,5mila soldati ucraini finiranno nel calderone vicino a Lisichansk
Ministero degli Affari Interni della RPL
Ministero degli Affari Interni della RPL
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Orde di africani sono entrate a Melilla, nell'enclave spagnola in Marocco. Ci sarebbero almeno 5 morti. Beh, del resto sono a casa loro, non è che hanno torto.
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Un primo lotto di quattro lanciarazzi multipli ad alta mobilità (Himars) inviati dagli Usa in Ucraina sono arrivati a destinazione. Altri quattro Himars arriveranno in Ucraina a metà luglio. Lo riferisce la Cnn.
Un gruppo di soldati ucraini in questi giorni sta ricevendo l'addestramento necessario per usare gli Himars. Lo Himars è un lanciarazzi multiplo leggero sviluppato negli Stati Uniti dagli anni '90. Trasporta sei razzi dalla gittata di 70km su un camion di cinque tonnellate.
Fonte: RAI Televideo
Un gruppo di soldati ucraini in questi giorni sta ricevendo l'addestramento necessario per usare gli Himars. Lo Himars è un lanciarazzi multiplo leggero sviluppato negli Stati Uniti dagli anni '90. Trasporta sei razzi dalla gittata di 70km su un camion di cinque tonnellate.
Fonte: RAI Televideo
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Forwarded from Laura Ru
Lo scontro tra l'Occidente da una parte, Russia e Cina dall'altra, falsamente descritto da fanatici Dem e NeoCons come una lotta tra democrazia e autoritarismo, in Russia viene definito uno scontro di civilta'. La Russia e la Cina offrono un'alternativa al progetto occidentale di globalizzazione che risulta più attraente in termini di visione del mondo per molte civiltà, paesi e popoli. È significativo che ciò si sia manifestato chiaramente nelle azioni dei paesi dell'America Latina. Argentina, Brasile, Bolivia, Venezuela, Guatemala, Messico, Nicaragua e altri si stanno già rifiutando di seguire docilmente le regole imposte dagli Stati Uniti e guardano con speranza alla Russia e alla Cina. Il progetto di un ordine multipolare come comunità viva di soggetti pensanti, che mantengono la propria specificita' culturale, religiosa, spirituale e politica in paesi sovrani appare maggiormente attraente rispetto all'appiattimento delle differenze imposto dall'egemonia culturale, economica e politica degli USA che produce una massa amorfa, digitalizzata e schiavizzata da elites transnazionali.
La vittoria ideologica di Cina e Russia è inevitabile in quanto fuori dalla bolla atlantista il progetto distopico degli ultra-globalisti incontra sempre più resistenza.
La vittoria ideologica di Cina e Russia è inevitabile in quanto fuori dalla bolla atlantista il progetto distopico degli ultra-globalisti incontra sempre più resistenza.
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Determinare quanto sia stupido e malvagio il sistema non appartiene da tempo a un esercizio di ermeneutica. L’evidenza dei fatti è incontrovertibile, da manuale. Nei due anni di questa pandemia di demenza abbiamo visto come il potere si è costituito apertamente come comitato d’affari delle agenzie di rating, distruggendo ogni principio fondante della vita sociale, minacciando la vita stessa dei cittadini. Hanno varcato il Rubicone, ora sono lanciati a folle corsa verso il collasso irreversibile, avendo dichiarato guerra alla Russia. Ora sono più idiotissimi e cattivissimi. Tutti i provvedimenti assunti per isolare la Russia sono incredibilmente dei boomerang devastanti per chi li ha addottati. La Russia si rafforza giorno dopo giorno con il resto del mondo, che ora capisce che gli yankee non sono solo guidati da un malato di mente, ma mettono in pratica una politica di demolizione. O sono lucidamente determinati a perseguire questo disegno di distruzione perché non hanno altre idee, e perciò fanno paura, o sono degli psicopatici, e comunque fanno paura. (Valter Rossi)
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