Il governatore DeSantis ha autorizzato il Segretario di Stato e il Dipartimento di Stato della Florida ad aprire un'indagine sulla presunta (sic) interferenza di Facebook nelle elezioni presidenziali attraverso il suo algoritmo di whitelisting che censurava le notizie sgradite ai Dem. Speriamo sia l'inizio della riscossa contro la censura delle BigTech a vantaggio di una parte politica.
Rabobank: l'architettura della catena di approvvigionamento (supply chain) sta cedendo a livello globale
http://feedproxy.google.com/~r/zerohedge/feed/~3/9fzQJ6DGFpk/rabobank-supply-chain-architecture-buckling-globally
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ZeroHedge
Rabobank: The Supply-Chain Architecture Is Buckling Globally
“There are decades where nothing happens; and there are weeks where decades happen." – Lenin
Forwarded from Rivolta contro il mondo moderno
LA TORSIONE AUTORITARIA
Da quasi due anni il Governo di questo Paese agisce sulla base del cosiddetto stato di emergenza. Massimo Cacciari, in uno dei suoi ultimi interventi, ha giustamente posto una questione: la necessità di rimarcare la differenza tra lo stato d’emergenza – per definizione temporaneo e destinato comunque a ripristinare la situazione precedente – e lo stato d’eccezione. Quest’ultimo fa sì che le normali guarentigie costituzionali vengano meno al fine di instaurare un diverso regime, ed è esattamente ciò che sta avvenendo in Italia.
Il processo di aggiramento del dettato costituzionale non è certo cosa nuova: basti pensare a tutta la parte della nostra Carta fondamentale dedicata ai diritti sociali e all’impianto economico, progressivamente disattivata da decenni a seguito della supremazia ideologico-culturale assunta dal neoliberalismo nell’ultimo scorcio del XX secolo.
Ora, però, questo processo sta conoscendo un’accelerazione preoccupante, andando a intaccare persino quei diritti fondamentali inscritti nei primi dodici articoli che, a rigor di legge, dovrebbero restare perennemente al riparo da colpi di mano. E tutto questo sta accadendo nel più assordante silenzio del mondo del diritto, oltre che di quelle istituzioni che della Costituzione dovrebbero essere i baluardi.
Sentiamo sempre più spesso parlare, infatti, di incostituzionalità di una miriade di provvedimenti, ma ci dimentichiamo altrettanto spesso che l’illiceità delle norme deve essere decretata da organi competenti, i quali sembrano attualmente essere totalmente piegati e conformi ai desiderata del Governo. La Costituzione è morta se nessuno la fa rispettare. E con essa muore lo stato di diritto.
Alle condizioni date, non ha più molto senso definire quello italiano come un regime democratico, perché le sue istituzioni e le relative modalità di funzionamento non lo sono più. Abbiamo un Parlamento esautorato dal continuo ricorso alla decretazione d’urgenza da parte del Governo; presidenti del consiglio che da oltre dieci anni sono stati imposti per la quasi totalità da voleri operanti al di fuori del perimetro della scelta elettorale nazionale; una situazione attuale in cui quasi tutte le forze dell’arco parlamentare appoggiano un governo retto da un uomo definito dall’ex Presidente della Repubblica Cossiga come “un vile affarista”, con una contestuale mancanza di opposizione che è il perfetto lasciapassare per l’affermazione di regimi autoritari; un popolo soggiogato che, per lavorare e conservare il diritto di sopravvivere, deve manifestare l’adesione al regime tramite una tessera che riporta alla memoria analoghe situazioni di un cupo passato.
Stiamo vivendo un’evidente torsione autoritaria. A questo punto, i margini di manovra per contrastarla cominciano a essere ristretti, soprattutto in ragione della scarsa consapevolezza maturata dai più sul frangente storico in corso e sulle sue dinamiche. Siamo di fronte a un bivio: da un lato la conservazione dello stato di diritto, dall’altro il suo definitivo superamento.
Davide Parascandolo
Da quasi due anni il Governo di questo Paese agisce sulla base del cosiddetto stato di emergenza. Massimo Cacciari, in uno dei suoi ultimi interventi, ha giustamente posto una questione: la necessità di rimarcare la differenza tra lo stato d’emergenza – per definizione temporaneo e destinato comunque a ripristinare la situazione precedente – e lo stato d’eccezione. Quest’ultimo fa sì che le normali guarentigie costituzionali vengano meno al fine di instaurare un diverso regime, ed è esattamente ciò che sta avvenendo in Italia.
Il processo di aggiramento del dettato costituzionale non è certo cosa nuova: basti pensare a tutta la parte della nostra Carta fondamentale dedicata ai diritti sociali e all’impianto economico, progressivamente disattivata da decenni a seguito della supremazia ideologico-culturale assunta dal neoliberalismo nell’ultimo scorcio del XX secolo.
Ora, però, questo processo sta conoscendo un’accelerazione preoccupante, andando a intaccare persino quei diritti fondamentali inscritti nei primi dodici articoli che, a rigor di legge, dovrebbero restare perennemente al riparo da colpi di mano. E tutto questo sta accadendo nel più assordante silenzio del mondo del diritto, oltre che di quelle istituzioni che della Costituzione dovrebbero essere i baluardi.
Sentiamo sempre più spesso parlare, infatti, di incostituzionalità di una miriade di provvedimenti, ma ci dimentichiamo altrettanto spesso che l’illiceità delle norme deve essere decretata da organi competenti, i quali sembrano attualmente essere totalmente piegati e conformi ai desiderata del Governo. La Costituzione è morta se nessuno la fa rispettare. E con essa muore lo stato di diritto.
Alle condizioni date, non ha più molto senso definire quello italiano come un regime democratico, perché le sue istituzioni e le relative modalità di funzionamento non lo sono più. Abbiamo un Parlamento esautorato dal continuo ricorso alla decretazione d’urgenza da parte del Governo; presidenti del consiglio che da oltre dieci anni sono stati imposti per la quasi totalità da voleri operanti al di fuori del perimetro della scelta elettorale nazionale; una situazione attuale in cui quasi tutte le forze dell’arco parlamentare appoggiano un governo retto da un uomo definito dall’ex Presidente della Repubblica Cossiga come “un vile affarista”, con una contestuale mancanza di opposizione che è il perfetto lasciapassare per l’affermazione di regimi autoritari; un popolo soggiogato che, per lavorare e conservare il diritto di sopravvivere, deve manifestare l’adesione al regime tramite una tessera che riporta alla memoria analoghe situazioni di un cupo passato.
Stiamo vivendo un’evidente torsione autoritaria. A questo punto, i margini di manovra per contrastarla cominciano a essere ristretti, soprattutto in ragione della scarsa consapevolezza maturata dai più sul frangente storico in corso e sulle sue dinamiche. Siamo di fronte a un bivio: da un lato la conservazione dello stato di diritto, dall’altro il suo definitivo superamento.
Davide Parascandolo
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Giudicate voi.
Ragazzi mi raccomando con i commenti che oggi hanno chiuso il canale 'Basta Dittatura". Vediamo di non bruciare i nostri spazi di libertà qui dentro che il Regime non aspetta altro.
Ultraottantenni: più ricoverati e morti di Covid fra i vaccinati completi che fra i non vaccinati bit.ly/3ESa72F
I soliti malori (prima parte) https://www.ilcentro.it/chieti/operaio-muore-mentre-lavora-alla-sevel-1.2703041?fbclid=IwAR1dz8HAg83ksqcW96shOhYHV3QLnIIH_VxmKymqKIaLxz4ldXVgOvnKS5I
Il Centro
Operaio muore mentre lavora alla Sevel
Vincenzo Fantasia aveva 60 anni. Ha accusato un malore nel reparto verniciatura: la Procura ordina l'autopsia
I soliti malori (seconda parte) https://www.ilgazzettinonuovo.it/malore-sul-lavoro-trentanovenne-muore-porto-mantovano/
Il Gazzettino Nuovo & TempoRadio
MALORE SUL LAVORO: TRENTANOVENNE MUORE A PORTO MANTOVANO -
I soccorritori sono arrivati sul posto il più rapidamente possibile ma non c’è stato comunque nulla da fare. Un trentanovenne, dipendente di una piccola azienda di Porto Mantovano è stato stroncato da un malore che lo ha colto mentre era all’opera.
I soliti malori (terza parte) https://www.luccaindiretta.it/cronaca/2021/09/27/accusa-un-malore-in-moto-e-finisce-contro-unauto-in-ospedale-il-presidente-di-aci-lucca-luca-gelli/255054/
Luccaindiretta
Accusa un malore in moto e finisce contro un'auto: in ospedale il presidente di Aci Lucca, Luca Gelli - Luccaindiretta
L'incidente nella mattinata di oggi (27 settembre) intorno alle 10 in viale Luporini
C'è da mettersi paura.
Positivo e asinomatico, 57enne muore dopo il vaccino. Rabbia della famiglia bit.ly/3zNw8vB
Positivo e asinomatico, 57enne muore dopo il vaccino. Rabbia della famiglia bit.ly/3zNw8vB
I soliti malori (parte quarta) https://www.unionesarda.it/news-sardegna/sassari-provincia/tragedia-in-campo-malore-fatale-per-lallenatore-della-juniones-dellusinese-wxd0svj9
L'Unione Sarda.it
Tragedia in campo: malore fatale per l’allenatore della juniores dell’Usinese - L'Unione Sarda.it
Antonello Campus, 53 anni, si è accasciato a terra. Inutili tutti i soccorsi e le manovre rianimatorie
Forwarded from Scenari Economici Channel
Scandalo alla FED: due presidenti si dimettono per "Problemi etici", cioè Trading https://scenarieconomici.it/?p=149712
E poi ogni tanto sono costretti ad ammettere parti di verità. Hanno usato - sapendolo - sieri che non vanno bene per i giovani solo per finire le scorte e incuranti del danno biologico che sapevano di arrecare. Come ci si sente ad essere trattati come bestiame e sentirselo dire in faccia?
PS ma in Italia una magistratura c'è o non c'è? Domando rispettosamente
PS ma in Italia una magistratura c'è o non c'è? Domando rispettosamente
"È una indagine segretissima quella che i pm di Roma stanno conducendo su Giuseppe Conte e i suoi uomini d'oro e che svela Panorama in edicola domani. In particolare ci si concentra su Luca Di Donna, ex collega dello studio Alpa". (La Verità)
OPSSSSSSSSS
OPSSSSSSSSS
I Futures di ottobre sul Gas toccano i $1,031.3 per 1,000 metri cubi. Record storico assoluto. Ma naturalmente non c'è rischio inflazione, se non transitoria. Da valutare se al rischio inflazione si preferirà il rischio blackout. 😂