Gricignano di Aversa: finanziere Vincenzo Buccella morto nel sonno
Vincenzo Bucella è morto improvvisamente. Era un maresciallo della guardia di finanza residente a Gricignano di Aversa (provincia di Caserta). Aveva 28 anni e nessuna malattia (perlomeno nota), che lasciasse intendere potesse essere in pericolo di vita. E’ andato a dormire e non si è più svegliato. Amen.
https://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/gricignano-di-aversa-finanziere-vincenzo-buccella-muore-nel-sonno-a-28-anni-malore-improvviso-3432088/
Vincenzo Bucella è morto improvvisamente. Era un maresciallo della guardia di finanza residente a Gricignano di Aversa (provincia di Caserta). Aveva 28 anni e nessuna malattia (perlomeno nota), che lasciasse intendere potesse essere in pericolo di vita. E’ andato a dormire e non si è più svegliato. Amen.
https://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/gricignano-di-aversa-finanziere-vincenzo-buccella-muore-nel-sonno-a-28-anni-malore-improvviso-3432088/
Blitz quotidiano
Gricignano di Aversa: finanziere Vincenzo Buccella muore nel sonno a 28 anni, malore improvviso
Un finanziere di 28 anni, Vincenzo Buccella, è morto nel sonno a Gricignano di Aversa. Il militare non stava male e ha avuto un malore improvviso. Gricignano di Aversa: finanziere Vincenzo Buccella morto nel sonno Vincenzo Bucella è morto improvvisamente.…
Perché Sapelli, Pelanda, Borghi (Lega) e La Verità di Belpietro criticano il Trattato Italia-Francia che si dovrebbe firmare il 25 novembre.
https://www.startmag.it/mondo/trattato-italia-francia-reazioni-critiche/
https://www.startmag.it/mondo/trattato-italia-francia-reazioni-critiche/
Startmag
Chi sbuffa (e perché) sul Trattato Italia-Francia - Startmag
Secondo Carlo Pelanda, la firma del trattato sancirebbe “un’auto-annessione" dell'Italia alla Francia.
"Una crisi in cui i Big Pharma hanno giocato un ruolo chiave, nascondendosi dietro quell’alone che cela bugie, omissioni e sporchi interessi."
Dopesick – Dichiarazione di Dipendenza | Un’ottima serie per capire un’epidemia colposa
La crisi degli oppioidi nella serie con Michael Keaton e Rosario Dawson.
Quattrocento mila morti negli USA, dal 1999 al 2017. Se avete l’abitudine di leggere i giornali statunitensi vi renderete conto che spesso viene dato molto risalto alla crisi degli oppioidi, ossia il rischio di morire per l’abuso della sostanza che crea dipendenza. Spesso e volentieri utilizzata dalle case farmaceutiche per medicinali che gestiscono il dolore severo. Se da una parte alleviano il dolore, gli oppioidi creano però uno strano mix di euforia, mentre alti dosaggi possono causare problemi respiratori. Se poi ci si mischia alcol o droga la bomba è servita. Si è discusso e si discute molto sulla crisi (l’amministrazione Trump portò avanti una feroce battaglia), e nel 2018 è stato pubblicato un best-seller decisamente esplicativo, Dopesick: Dealers, Doctors and the Drugs Company that addicted America, scritto dalla giornalista Beth Macy.
E dal libro Danny Strong ci ha tirato fuori una bella serie in otto episodi, Dopesick – Dichiarazione di Dipendenza, targata HULU e disponibile in Italia su Disney+.La storia di Dopesick è vera, e tra flashback e salti temporali si sofferma in modo coeso e deciso sugli aspetti più drammatici di un’epidemia tutt’ora incontrollata, esaminando come una sola compagnia abbia innescato la peggiore crisi farmaceutica della storia americana. Dai CDA dei Big Pharma fino agli uffici della DEA, la narrazione parte nel 1996 quando Richard Sackler (Michael Stuhlbarg) punta tutto sullo sviluppo dell’OxyContin, oppioide utilizzato come antidolorifico e commercializzato spacciandolo per sicuro. Il farmaco è passato di rappresentate in rappresentate, ed ecco arrivare Billy Culter (Will Poulter) che, nella zona mineraria degli Appalachi, lo propone al dottore Samuel Finnix (Michael Keaton) che a sua volte lo prescrive a Betsy (Kaitlyn Dever), una paziente afflitta da un infortunio alla schiena.
Alternando passato e presente, in Dopesick entrano in scena le indagini portate avanti da Bridget Meyer (Rosario Dawson), agente della DEA Drug Enforcement Administration, affiancata da due avvocati Rick Mountcastle e Randy Ramseyer (Peter Sarsgaard e John Hoogenakker) che in modo autonomo vogliono capire il motivo sul marcato aumento di crimini violenti che, forse, sono collegabili alla somministrazione – con conseguente dipendenza – dell’OxyContin. In questo modo, amalgamando cause ed effetti, la serie di Danny Strong (che dirige anche diversi episodi, insieme ad un paio di nomi forti come Barry Lenvinson e Michael Cuesta) si fa cronaca asciutta e narrativamente strutturata di una piaga dai risvolti drammatici e spesso sottovalutati.
È dunque interessante ed avvincente capire l’origine della crisi decennale, descrivendo l’onda che ha generato, le sue dinamiche e le radicate differenze territoriali tra le diverse zone degli Stati Uniti. Una crisi in cui i Big Pharma hanno giocato un ruolo chiave, nascondendosi dietro quell’alone che cela bugie, omissioni e sporchi interessi. Come molti drammi TV di qualità, Dopesick salta di anno in anno, ma, in questo caso, la narrazione frammentata funziona ed esalta storia e personaggi (occhio al medico di Michael Keaton, dolente e sconfitto). Prima il “villain” Sackler si dice compiaciuto che OxyContin non crea dipendenza, subito dopo arriva lo schiaffo, che ci mostra i pazienti disperati anni dopo. Questo è solo uno dei tanti momenti sconvolgenti dello show, in quello che è un resoconto straordinariamente nitido di quanto il male sia perpetuato anche da chi professa il bene.
https://hotcorn.com/it/serie-tv/news/dopesick-dichiarazione-di-dipendenza-streaming-serie-tv-storia-vera-recensione-disney/?fbclid=IwAR1u0iScQiV9neDiYXGhlBhwplgKStcwjrUFqCHQovTkseBHfKvGOrabBx4
Dopesick – Dichiarazione di Dipendenza | Un’ottima serie per capire un’epidemia colposa
La crisi degli oppioidi nella serie con Michael Keaton e Rosario Dawson.
Quattrocento mila morti negli USA, dal 1999 al 2017. Se avete l’abitudine di leggere i giornali statunitensi vi renderete conto che spesso viene dato molto risalto alla crisi degli oppioidi, ossia il rischio di morire per l’abuso della sostanza che crea dipendenza. Spesso e volentieri utilizzata dalle case farmaceutiche per medicinali che gestiscono il dolore severo. Se da una parte alleviano il dolore, gli oppioidi creano però uno strano mix di euforia, mentre alti dosaggi possono causare problemi respiratori. Se poi ci si mischia alcol o droga la bomba è servita. Si è discusso e si discute molto sulla crisi (l’amministrazione Trump portò avanti una feroce battaglia), e nel 2018 è stato pubblicato un best-seller decisamente esplicativo, Dopesick: Dealers, Doctors and the Drugs Company that addicted America, scritto dalla giornalista Beth Macy.
E dal libro Danny Strong ci ha tirato fuori una bella serie in otto episodi, Dopesick – Dichiarazione di Dipendenza, targata HULU e disponibile in Italia su Disney+.La storia di Dopesick è vera, e tra flashback e salti temporali si sofferma in modo coeso e deciso sugli aspetti più drammatici di un’epidemia tutt’ora incontrollata, esaminando come una sola compagnia abbia innescato la peggiore crisi farmaceutica della storia americana. Dai CDA dei Big Pharma fino agli uffici della DEA, la narrazione parte nel 1996 quando Richard Sackler (Michael Stuhlbarg) punta tutto sullo sviluppo dell’OxyContin, oppioide utilizzato come antidolorifico e commercializzato spacciandolo per sicuro. Il farmaco è passato di rappresentate in rappresentate, ed ecco arrivare Billy Culter (Will Poulter) che, nella zona mineraria degli Appalachi, lo propone al dottore Samuel Finnix (Michael Keaton) che a sua volte lo prescrive a Betsy (Kaitlyn Dever), una paziente afflitta da un infortunio alla schiena.
Alternando passato e presente, in Dopesick entrano in scena le indagini portate avanti da Bridget Meyer (Rosario Dawson), agente della DEA Drug Enforcement Administration, affiancata da due avvocati Rick Mountcastle e Randy Ramseyer (Peter Sarsgaard e John Hoogenakker) che in modo autonomo vogliono capire il motivo sul marcato aumento di crimini violenti che, forse, sono collegabili alla somministrazione – con conseguente dipendenza – dell’OxyContin. In questo modo, amalgamando cause ed effetti, la serie di Danny Strong (che dirige anche diversi episodi, insieme ad un paio di nomi forti come Barry Lenvinson e Michael Cuesta) si fa cronaca asciutta e narrativamente strutturata di una piaga dai risvolti drammatici e spesso sottovalutati.
È dunque interessante ed avvincente capire l’origine della crisi decennale, descrivendo l’onda che ha generato, le sue dinamiche e le radicate differenze territoriali tra le diverse zone degli Stati Uniti. Una crisi in cui i Big Pharma hanno giocato un ruolo chiave, nascondendosi dietro quell’alone che cela bugie, omissioni e sporchi interessi. Come molti drammi TV di qualità, Dopesick salta di anno in anno, ma, in questo caso, la narrazione frammentata funziona ed esalta storia e personaggi (occhio al medico di Michael Keaton, dolente e sconfitto). Prima il “villain” Sackler si dice compiaciuto che OxyContin non crea dipendenza, subito dopo arriva lo schiaffo, che ci mostra i pazienti disperati anni dopo. Questo è solo uno dei tanti momenti sconvolgenti dello show, in quello che è un resoconto straordinariamente nitido di quanto il male sia perpetuato anche da chi professa il bene.
https://hotcorn.com/it/serie-tv/news/dopesick-dichiarazione-di-dipendenza-streaming-serie-tv-storia-vera-recensione-disney/?fbclid=IwAR1u0iScQiV9neDiYXGhlBhwplgKStcwjrUFqCHQovTkseBHfKvGOrabBx4
The HotCorn
Dopesick | Recensione e storia vera della serie in streaming su Disney+
La storia vera della crisi degli oppioidi in Dopesick - Dichiarazione di Dipendenza, serie con Michael Keaton e Rosario Dawson. In streaming su Disney+.
Forwarded from Giubbe Rosse
AUTO ELETTRICA, A RISCHIO 60 MILA POSTI DI LAVORO IN ITALIA ENTRO IL 2035
Al di là dei tira e molla sui tempi, il motore elettrico si sta imponendo e per produrlo serve il 30% di manodopera in meno. Vuol dire che se in Italia restiamo fermi a guardare, entro i prossimi quattordici anni 60 mila persone in 500 aziende perderanno il posto di lavoro.
[...]
Negli stabilimenti dove producono diesel il problema c’è già adesso. Questo motore non è quasi mai utilizzato per le auto ibride e la sua quota di mercato in Europa è passata dal 54% al 26% negli ultimi tredici anni. Inoltre ci sono case automobilistiche che hanno deciso di bruciare i concorrenti sul tempo passando all’elettrico prima degli altri. Tra queste c’è la tedesca Vitesco che sta investendo in Romania, Ungheria e Repubblica ceca. Dal 2023 interromperà la produzione di iniettori nello stabilimento di Pisa: in 750 rischiano il posto. Alla VM di Cento, in provincia di Ferrara, oggi Stellantis, in 900 producono il diesel V6: dal 2023 questo motore non ci sarà più, ma non si sa se e come sarà sostituito. A Pratola Serra (Avellino), sempre Stellantis, si producono il diesel 1.600 e quello per i veicoli commerciali Ducato: i 1700 dipendenti hanno aggiunto alla produzione dei motori quella delle mascherine, ma sono comunque in cassa due settimane al mese. Alla Bosch di Bari, dove è stato inventato il diesel common rail, ci sono 1.400 posti a rischio. Altri 600 posti in bilico alla Marelli, oggi del fondo Kkr, dove si produce componentistica per il motore endotermico. Infine la multinazionale giapponese Denso ha grandi progetti sull’elettrico con Mazda e Toyota. Ma non sullo stabilimento di San Salvo, in provincia di Chieti, dove si continuano a produrre alternatori e motorini di avviamento. I dipendenti sono 1.000: in 200 andranno a casa entro l’anno, per gli altri 800 posti non ci sono certezze. (Fonte: Milena Gabanelli, Corriere)
Improvvisamente tutto gli appare chiaro. La transizione green ora mette a rischio posti di lavoro. Addirittura, discettano con posa da visionari che anticipano problemi del futuro. E quando i problemi diventeranno reali, troveranno, come sempre, un capro espiatorio, ovviamente senza mettere in discussione l'assioma.
🔽 Unisciti a Giubbe Rosse
Al di là dei tira e molla sui tempi, il motore elettrico si sta imponendo e per produrlo serve il 30% di manodopera in meno. Vuol dire che se in Italia restiamo fermi a guardare, entro i prossimi quattordici anni 60 mila persone in 500 aziende perderanno il posto di lavoro.
[...]
Negli stabilimenti dove producono diesel il problema c’è già adesso. Questo motore non è quasi mai utilizzato per le auto ibride e la sua quota di mercato in Europa è passata dal 54% al 26% negli ultimi tredici anni. Inoltre ci sono case automobilistiche che hanno deciso di bruciare i concorrenti sul tempo passando all’elettrico prima degli altri. Tra queste c’è la tedesca Vitesco che sta investendo in Romania, Ungheria e Repubblica ceca. Dal 2023 interromperà la produzione di iniettori nello stabilimento di Pisa: in 750 rischiano il posto. Alla VM di Cento, in provincia di Ferrara, oggi Stellantis, in 900 producono il diesel V6: dal 2023 questo motore non ci sarà più, ma non si sa se e come sarà sostituito. A Pratola Serra (Avellino), sempre Stellantis, si producono il diesel 1.600 e quello per i veicoli commerciali Ducato: i 1700 dipendenti hanno aggiunto alla produzione dei motori quella delle mascherine, ma sono comunque in cassa due settimane al mese. Alla Bosch di Bari, dove è stato inventato il diesel common rail, ci sono 1.400 posti a rischio. Altri 600 posti in bilico alla Marelli, oggi del fondo Kkr, dove si produce componentistica per il motore endotermico. Infine la multinazionale giapponese Denso ha grandi progetti sull’elettrico con Mazda e Toyota. Ma non sullo stabilimento di San Salvo, in provincia di Chieti, dove si continuano a produrre alternatori e motorini di avviamento. I dipendenti sono 1.000: in 200 andranno a casa entro l’anno, per gli altri 800 posti non ci sono certezze. (Fonte: Milena Gabanelli, Corriere)
Improvvisamente tutto gli appare chiaro. La transizione green ora mette a rischio posti di lavoro. Addirittura, discettano con posa da visionari che anticipano problemi del futuro. E quando i problemi diventeranno reali, troveranno, come sempre, un capro espiatorio, ovviamente senza mettere in discussione l'assioma.
🔽 Unisciti a Giubbe Rosse
Corriere della Sera
Auto elettrica, a rischio 60 mila posti di lavoro in Italia entro il 2035. Ecco dove
Riconvertire le fabbriche entro 14 anni, ma un piano nazionale ancora non c’è. La componentistica in Italia occupa 161 mila lavoratori: i primi 5.000 a saltare dove si produce il diesel. L'inchiesta di Milena Gabanelli e Rita Querzè sul Corriere della Sera
E' in atto una guerra, diversa da quella con le armi da fuoco.
Il filo ideologico è rinchiudere i 'non vaccinati', per non rinchiudere i vaccinati. Mors tua, vita mea. Strategicamente perfetto. La coesistenza impossibile. Si sopravvive solo schiacciando l'altro. E chiedendone l'eliminazione. Non per volontà, ma per necessità. Per salvarsi.
Il racconto è calibrato, studiato, con tappe ben precise. L'hanno preparata bene: i non inoculati come delinquenti, assassini, terroristi. Perquisizioni in tutta Italia. Proclami, per sparargli addosso. Donne che possono essere trascinate per terra, davanti a tutti, come trofei, solo perché 'novax', o ragazzi che possono essere aggrediti alle spalle, senza motivo, solo perché in una piazza di "novax".
A questo punto della narrazione, la soluzione finale deve essere invocata dalla folla inferocita. Niente deve sembrare più 'impossibile', se si tratta di 'novax'. O noi, o loro insomma.
Un lavoro sopraffino, non c'è che dire.
WI
Il filo ideologico è rinchiudere i 'non vaccinati', per non rinchiudere i vaccinati. Mors tua, vita mea. Strategicamente perfetto. La coesistenza impossibile. Si sopravvive solo schiacciando l'altro. E chiedendone l'eliminazione. Non per volontà, ma per necessità. Per salvarsi.
Il racconto è calibrato, studiato, con tappe ben precise. L'hanno preparata bene: i non inoculati come delinquenti, assassini, terroristi. Perquisizioni in tutta Italia. Proclami, per sparargli addosso. Donne che possono essere trascinate per terra, davanti a tutti, come trofei, solo perché 'novax', o ragazzi che possono essere aggrediti alle spalle, senza motivo, solo perché in una piazza di "novax".
A questo punto della narrazione, la soluzione finale deve essere invocata dalla folla inferocita. Niente deve sembrare più 'impossibile', se si tratta di 'novax'. O noi, o loro insomma.
Un lavoro sopraffino, non c'è che dire.
WI
Facciamo i complimenti a Pino Cabras, il suo epiteto "Draghistan" lanciato dai banchi del parlamento è sbarcato in USA su Politico. https://www.politico.eu/article/mario-draghi-coronavirus-restrictions-vaccines-crisis/
POLITICO
Welcome to Draghistan
The Italian prime minister’s leadership is raising democratic concerns among a small but vocal group of intellectuals.
Il professor Didier Raoul, nell’era ante coronavirus, era considerato il più importante virologo al mondo. Successivamente è stato al centro di molte polemiche , venendo spesso accusato di essere un ciarlatano. Nondimeno nessuno lo ha rimosso dal ruolo di direttore della prestigiosa clinica universitaria per le malattie infettive di Marsiglia. Negli ultimi due anni Raoult ha sostenuto una cura del covid basata sull’impiego di un farmaco che una parte della comunità medica giudica inefficace.
In una recente intervista il prof Raoul ha affermato che nella clinica da lui diretta sono stati seguiti circa 40000 pazienti. La mortalità, tra quelli trattati col farmaco suddetto, sarebbe stata dello 0,1%. Circa uno su mille. L’età media dei decessi sarebbe stata superiore agli ottanta anni.
Di fronte a queste affermazioni io mi chiedo.
Il prof. Raoul sta mentendo? La Francia, la seconda nazione europea per popolazione e reddito, ha affidato ad un mitomane la direzione del suo più importante centro di cura per le malattie infettive, nella città che è la porta d’ingresso nel paese dell’Africa ex coloniale?
Secondo il prof. Burioni i medici che ricorrono al suo protocollo sono degli irresponsabili che meriterebbero di essere radiati. Secondo i prof. Galli e Bassetti, nei cui ospedali la mortalità è stata, in alcuni periodi, vicina al 10% (uno su dieci), il farmaco prescritto da Raoul non serve a niente.
Da totale ignorante della medicina, a me sembra che le alternative, a questo punto, siano due. O Raoult mente, e allora meriterebbe di andare in galera; o Raoult dice il vero e, in quel caso, a meritare di andare in galera sarebbero i suoi detrattori.
Tertium non datur.
(Prof. Silvio Dalla Torre)
In una recente intervista il prof Raoul ha affermato che nella clinica da lui diretta sono stati seguiti circa 40000 pazienti. La mortalità, tra quelli trattati col farmaco suddetto, sarebbe stata dello 0,1%. Circa uno su mille. L’età media dei decessi sarebbe stata superiore agli ottanta anni.
Di fronte a queste affermazioni io mi chiedo.
Il prof. Raoul sta mentendo? La Francia, la seconda nazione europea per popolazione e reddito, ha affidato ad un mitomane la direzione del suo più importante centro di cura per le malattie infettive, nella città che è la porta d’ingresso nel paese dell’Africa ex coloniale?
Secondo il prof. Burioni i medici che ricorrono al suo protocollo sono degli irresponsabili che meriterebbero di essere radiati. Secondo i prof. Galli e Bassetti, nei cui ospedali la mortalità è stata, in alcuni periodi, vicina al 10% (uno su dieci), il farmaco prescritto da Raoul non serve a niente.
Da totale ignorante della medicina, a me sembra che le alternative, a questo punto, siano due. O Raoult mente, e allora meriterebbe di andare in galera; o Raoult dice il vero e, in quel caso, a meritare di andare in galera sarebbero i suoi detrattori.
Tertium non datur.
(Prof. Silvio Dalla Torre)
Forwarded from The Unconditional Blog
Il vaccino a mRNA aumenta drammaticamente l'infiammazione del tessuto del cuore. Lo dice Circulation, la più autorevole rivista di ricerca cardiovascolare. - Il blog di Sabino Paciolla
https://www.sabinopaciolla.com/il-vaccino-a-mrna-aumenta-drammaticamente-linfiammazione-del-tessuto-del-cuore-lo-dice-circulation-la-piu-autorevole-rivista-di-ricerca-cardiovascolare/
https://www.sabinopaciolla.com/il-vaccino-a-mrna-aumenta-drammaticamente-linfiammazione-del-tessuto-del-cuore-lo-dice-circulation-la-piu-autorevole-rivista-di-ricerca-cardiovascolare/
Il blog di Sabino Paciolla
Il vaccino a mRNA aumenta drammaticamente l'infiammazione del tessuto del cuore. Lo dice Circulation, la più autorevole rivista…
Il vaccino a mRNA aumenta drammaticamente l'infiammazione sull'endotelio e l'infiltrazione delle cellule T del muscolo cardiaco. Lo studio di Steven R Gundry è stato pubblicato su Circulation, la più autorevole rivista scientifica nel campo della ricerca…
Forwarded from Eventi Avversi News
Journal of Endocrinological Investigation: nuovo studio dimostra la correlazione tra vaccinazione SARS-CoV2 a base di mRNA e la malattia di Graves, la tiroidite subacuta e la tiroidite silenziosa
https://www.eventiavversinews.it/journal-of-endocrinological-investigation-nuovo-studio-dimostra-la-correlazione-tra-vaccinazione-sars-cov2-a-base-di-mrna-e-la-malattia-di-graves-la-tiroidite-subacuta-e-la-tiroidite-silenziosa/
https://www.eventiavversinews.it/journal-of-endocrinological-investigation-nuovo-studio-dimostra-la-correlazione-tra-vaccinazione-sars-cov2-a-base-di-mrna-e-la-malattia-di-graves-la-tiroidite-subacuta-e-la-tiroidite-silenziosa/
eVenti Avversi
Journal of Endocrinological Investigation: nuovo studio dimostra la correlazione tra vaccinazione SARS-CoV2 a base di mRNA e la…
Dal Journal of Endocrinological Investigation un nuovo studio che dimostra la correlazione tra vaccinazione SARS-CoV2 a base di mRNA e la malattia di Graves, la tiroidite subacuta e la tiroidite silenziosa.
Puntuale come la malasorte: l'EMA ha avviato la valutazione della domanda presentata da Johnson & Johnson per l'uso di una dose di richiamo del suo vaccino anti-Covid sviluppato dalla divisione farmaceutica Janssen. Il booster andrebbe somministrato almeno 2 mesi dopo la prima dose a persone di età pari o superiore a 18 anni.
https://www.adnkronos.com/vaccino-johnson-e-johnson-seconda-dose-decisione-ema-quando-arriva_3fCLMPhaTdeRo3Y5hrz2hw
https://www.adnkronos.com/vaccino-johnson-e-johnson-seconda-dose-decisione-ema-quando-arriva_3fCLMPhaTdeRo3Y5hrz2hw
Adnkronos
Vaccino Johnson & Johnson, richiamo: decisione Ema, quando arriva
Il booster da somministrare a 2 mesi da dose iniziale in over 18: il 'verdetto' entro poche settimane
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
ISRAELE - iniziano le vaccinazioni Covid per i bambini dai 5 agli 11 anni. Siamo di fronte ad un incubo.
Forwarded from Byoblu
NEGLI STATI UNITI MENO DEL 60% DI VACCINATI, MA DI COVID NON SI PARLA PIÙ
Negli USA la campagna vaccinale è praticamente ferma: la percentuale di popolazione vaccinata non raggiunge la soglia del 60%. Eppure a New York il dibattito è incentrato completamente su altri temi: sull’economia, sul lavoro.
➡️ https://go.byoblu.com/MarfeNewyork
Negli USA la campagna vaccinale è praticamente ferma: la percentuale di popolazione vaccinata non raggiunge la soglia del 60%. Eppure a New York il dibattito è incentrato completamente su altri temi: sull’economia, sul lavoro.
➡️ https://go.byoblu.com/MarfeNewyork
ByoBlu
NEGLI STATI UNITI MENO DEL 60% DI VACCINATI, MA DI COVID NON SI PARLA PIÙ
Negli Stati Uniti la campagna vaccinale è ferma da settimane. La percentuale di popolazione vaccinata non raggiunge la soglia del 60%. Eppure a New York il dibattito è incentrato su altro.
Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
In base alla Convenzione di Montreux (1936) [in inglese], la Turchia esercita il controllo sullo stretto del Bosforo e dei Dardanelli, e regola il transito delle navi da guerra tra il Mediterraneo orientale e il Mar Nero. Basti dire che le operazioni della flotta russa del Mar Nero e le capacità delle navi da guerra russe nel Mediterraneo dipenderebbero dalla cooperazione della Turchia.
In un contesto così tumultuoso, il presidente russo Vladimir Putin, in un discorso giovedì a Mosca in una riunione estesa del Consiglio del Ministero degli Esteri, ha affermato che l’Occidente non presta più attenzione ai “nostri avvertimenti sulle linee rosse”. Ha fatto riferimento ai bombardieri strategici statunitensi che volano nel Mar Nero “a una distanza di soli 20 chilometri dal nostro confine di Stato”, all’espansione della NATO verso est, al dispiegamento della NATO di sistemi antimissile “proprio accanto ai nostri confini”, ecc. [in inglese].
Ma Putin ha anche affermato enigmaticamente che “i nostri recenti avvertimenti hanno avuto un certo effetto”. Non ha approfondito. Putin sembrava inviare un messaggio alla Casa Bianca. In effetti, stava parlando il giorno dopo una conversazione telefonica tra il Segretario del Consiglio di Sicurezza Russo Nikolaj Patrushev e il Consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti Jake Sullivan.
Guardando al futuro, un punto d’innesco sembra improbabile. La crisi dei migranti si sta già attenuando, con la Germania che si offre di accogliere alcune centinaia di profughi iracheni. Ancora più importante, un vertice Russia-USA potrebbe aver luogo [entrambi i link in inglese] online prima della fine dell’anno, e un incontro di persona tra il Presidente Biden e Putin è possibile l’anno prossimo.
Giovedì l’ambasciatore russo negli Stati Uniti Anatolij Antonov ha dichiarato alla Tass [in inglese] che il terzo round del dialogo strategico tra Mosca e Washington dovrebbe svolgersi “nel prossimo futuro”. L’ambasciatore ha osservato che “ci sono sviluppi positivi nella sfera della stabilità strategica… La natura globale dei colloqui consente di discutere tutti i fattori significativi della stabilità strategica, sia gli armamenti tradizionali che le nuove tecnologie”.
In effetti, il lato positivo delle nuvole scure nel Mar Nero è che la comunicazione strategica tra Mosca e Washington è ripresa, e sono in corso scambi a vari livelli.
Potrebbero sempre esserci episodi che potrebbero esacerbare le tensioni con la Russia per la propria agenda dissenziente [in inglese] – che si tratti del Regno Unito, dell’Ucraina o della Polonia – ma né il Cremlino né la Casa Bianca cercano lo scontro.
http://sakeritalia.it/sfera-di-civilta-russa/ucraina-e-bielorussia-nellocchio-del-ciclone/
In un contesto così tumultuoso, il presidente russo Vladimir Putin, in un discorso giovedì a Mosca in una riunione estesa del Consiglio del Ministero degli Esteri, ha affermato che l’Occidente non presta più attenzione ai “nostri avvertimenti sulle linee rosse”. Ha fatto riferimento ai bombardieri strategici statunitensi che volano nel Mar Nero “a una distanza di soli 20 chilometri dal nostro confine di Stato”, all’espansione della NATO verso est, al dispiegamento della NATO di sistemi antimissile “proprio accanto ai nostri confini”, ecc. [in inglese].
Ma Putin ha anche affermato enigmaticamente che “i nostri recenti avvertimenti hanno avuto un certo effetto”. Non ha approfondito. Putin sembrava inviare un messaggio alla Casa Bianca. In effetti, stava parlando il giorno dopo una conversazione telefonica tra il Segretario del Consiglio di Sicurezza Russo Nikolaj Patrushev e il Consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti Jake Sullivan.
Guardando al futuro, un punto d’innesco sembra improbabile. La crisi dei migranti si sta già attenuando, con la Germania che si offre di accogliere alcune centinaia di profughi iracheni. Ancora più importante, un vertice Russia-USA potrebbe aver luogo [entrambi i link in inglese] online prima della fine dell’anno, e un incontro di persona tra il Presidente Biden e Putin è possibile l’anno prossimo.
Giovedì l’ambasciatore russo negli Stati Uniti Anatolij Antonov ha dichiarato alla Tass [in inglese] che il terzo round del dialogo strategico tra Mosca e Washington dovrebbe svolgersi “nel prossimo futuro”. L’ambasciatore ha osservato che “ci sono sviluppi positivi nella sfera della stabilità strategica… La natura globale dei colloqui consente di discutere tutti i fattori significativi della stabilità strategica, sia gli armamenti tradizionali che le nuove tecnologie”.
In effetti, il lato positivo delle nuvole scure nel Mar Nero è che la comunicazione strategica tra Mosca e Washington è ripresa, e sono in corso scambi a vari livelli.
Potrebbero sempre esserci episodi che potrebbero esacerbare le tensioni con la Russia per la propria agenda dissenziente [in inglese] – che si tratti del Regno Unito, dell’Ucraina o della Polonia – ma né il Cremlino né la Casa Bianca cercano lo scontro.
http://sakeritalia.it/sfera-di-civilta-russa/ucraina-e-bielorussia-nellocchio-del-ciclone/
sakeritalia.it
Ucraina e Bielorussia nell’occhio del ciclone – SakerItalia
La prospettiva del Falco sul mondo di oggi
NOMI E COGNOMI. Potrei farli, quelli di aspiranti scrittori, che hanno annaspato per anni e anni cercando l'unica cosa che cercavano, ossia il riconoscimento, in fondo senza niente da dire. E rivederli oggi, sulle prime pagine degli organi di propaganda, a essere lì perché ripetono i mantra della pnl globale, incattiviti all'inverosimile come secondo l'ammaestramento che gli è stato in due minuti insegnato, non mi fa in fondo nessun effetto. E quei nomi non è proprio il caso che li faccia. Ho ben altro da fare. Abbracciare un'amica. Toccare le dita di un bambino. Andare in quel posto dove c'è un albero che conosco da anni. Accarezzare un cane.
Aldo Nove.
Aldo Nove.
Forwarded from Giubbe Rosse
GRAZIE AL VACCINO - ZONA QUASI ROSSA IN TRENTINO: BAR E RISTORANTI CHIUSI DALLE 18 E COPRIFUOCO ALLE ORE 20, FFP2 OBBLIGATORIA PER TUTTI.
(Fonte: Ansa)
Lockdown per no vax direttamente saltato, l'8% della popolazione è attualmente infetta.
D'altronde lì il rosso piace.
🔽 Unisciti a Giubbe Rosse
(Fonte: Ansa)
Lockdown per no vax direttamente saltato, l'8% della popolazione è attualmente infetta.
D'altronde lì il rosso piace.
🔽 Unisciti a Giubbe Rosse
ANSA.it
In Comuni 'rossi' in Alto Adige torna il coprifuoco
In Alto Adige tornano le mascherine all'aperto, sui mezzi pubblici va indossata la Ffp2, mentre nei Comuni 'rossi' i bar e ristoranti devono chiudere alle 18 e scatta il coprifuoco dalle 20 alle 5. (ANSA)
DRAGHI A RAPPORTO DA SCHWAB
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato oggi pomeriggio, a Palazzo Chigi, il Fondatore e Presidente esecutivo del World Economic Forum (WEF), Klaus Schwab. Il colloquio si è incentrato sul prossimo Meeting Annuale del WEF previsto a Davos a gennaio del 2022 e sui principali dossier globali oggetto anche della Presidenza italiana del G20, con particolare riferimento al tema della ripresa economica e sociale post pandemica. (Fonte: Presidenza del Consiglio dei ministri)
Fonte: Giubbe Rosse
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato oggi pomeriggio, a Palazzo Chigi, il Fondatore e Presidente esecutivo del World Economic Forum (WEF), Klaus Schwab. Il colloquio si è incentrato sul prossimo Meeting Annuale del WEF previsto a Davos a gennaio del 2022 e sui principali dossier globali oggetto anche della Presidenza italiana del G20, con particolare riferimento al tema della ripresa economica e sociale post pandemica. (Fonte: Presidenza del Consiglio dei ministri)
Fonte: Giubbe Rosse
La Yellen dice che bisogna preoccuparsi dell'inflazione... https://twitter.com/zerohedge/status/1462877518806065161?t=GZbXKfnadTMRAf5vbhlTDw&s=19
Twitter
zerohedge
*YELLEN SAYS DO HAVE TO BE CONCERNED ABOUT INFLATION