Giuseppe Masala Chili 🌶
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Lettore appassionato e scrittore incostante. Topografo degli abissi. Diversamente inabile. A volte manniano tendenza Giuseppe a volte céliniano tendenza Bardamu.
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🇷🇺🇰🇿⚡️Infrastrutture strategiche sotto il diretto controllo delle forze russe in Kazakhstan:

▪️Nursultan Airport
▪️Building of the General Staff
▪️Telecentre
▪️Almaty Airport
▪️ Air Defense Headquarters
▪️Nursultan
▪️602 base
▪️Shymkent
▪️Ust-Kamenogorsk
▪️Kazatomprom
▪️TSSN Senezh
▪️Presidential Palace Nursultan
▪️CB
▪️KNB
▪️Port Aktau
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UNA SOCIETÀ CHE SI AFFIDA AGLI ESPERTI HA PERSO LA SUA ANIMA

Tradizionalmente, le questioni affliggenti la vita delle persone sono sempre state affrontate all’interno della famiglia e della comunità di riferimento. Famiglia che godeva di autonomia decisionale comunque relativa, essendo la comunità l’elemento gerarchico di riferimento. Comunità che si riconosceva in usi e costumi ben precisi, aventi la funzione di impedire pericolosi sfilacciamenti al suo interno.
Per quanto agli occhi di oggi possano sembrare opprimenti e “invasive”, le comunità esercitavano il proprio ruolo di controllo sugli individui per salvaguardare gli stessi ma più che altro per preservare esse stesse dalla corruzione (nel senso di disfacimento) e dal degrado. Faccio solo un paio di esempi. Quando ero bambino, nel mio centro di provincia – comunque una cittadina di 35mila abitanti – se un ragazzino faceva qualcosa di sbagliato (che ne so, provare a rompere un lampione o strappare fiori dall’aiuola) un qualsiasi adulto di passaggio esercitava il diritto/dovere di redarguire il minore senza temere che intervenisse mamma o papà per aggredirlo. Oppure, quando una famiglia era colpita da un lutto la comunità (quella prossima, naturalmente) interveniva per star vicino sia moralmente che materialmente ai parenti del defunto; mentre oggi impera la cosiddetta riservatezza, che per “rispetto” lascia soli a macerarsi nel dolore, che poi necessariamente bisognerà “elaborare”.
E questo avveniva nella scuola, dove il maestro o l’insegnante godeva del pieno appoggio dei genitori, per cui gli allievi o filavano dritti e studiavano oppure se le buscavano e nei casi peggiori andavano a lavorare. Ma pure il parroco aveva una funzione ben precisa: curare le sue anime della parrocchia, onde evitare che queste si “perdessero”: girava casa per casa, andava per le strade, nelle botteghe, nei luoghi di lavoro, ascoltava in sagrestia chi aveva da liberarsi di un peso insopportabile o chi viveva un periodo di crisi (problemi in famiglia, mancanza di lavoro, crisi coniugali). Insomma la comunità si stringeva intorno all’individuo per fargli sentire la sua presenza, il suo fiato, ma non lo faceva per generosità o per impicciarsi degli affari altrui, semplicemente perché attraverso il sostegno dei singoli sosteneva se stessa. La storia che porta alla separazione, e all’allontanamento, dell’individuo dalla comunità, parte da lontano, i miei ricordi d’infanzia sono già dento un processo da tanto tempo avviato, la strada per giungere all’annientamento della comunità era da tempo segnata.
Così l’individuo si è andato trovando sempre più solo, nella condizione di doversi arrangiare, incitato a sgomitare, a fottersene degli altri, e quando le forze non erano più in grado di sorreggere il peso soverchiante del malessere non gli rimaneva che lasciarsi andare alla disperazione, cadendo nell’abbrutimento (mentale e/o materiale) o addirittura nel suicidio. Oppure, nel caso di persone agiate, ricorrendo a figure specialistiche: psicologo, psicanalista, psicoterapeuta eccetera. Si è quindi andato affermando quel processo di terapeutizzazione sociale che è la cifra della nostra odierna condizione umana ed esistenziale. Terapeutizzazione naturalmente in sintonia con le caratteristiche della composizione sociale: i ceti benestanti (e “colti”) dal “giustamente” esoso psicanalista, i ceti popolari da psicologi passati dal sistema sanitario nazionale.
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Questo è accaduto un po’ dappertutto: nella famiglia, nei luoghi di lavoro, negli asili, nella scuola, in generale nella società. Nella scuola – realtà che ben conosco – per esempio, l’adolescente in difficoltà è indirizzato allo sportello psicologico. Sempre più massivamente, tanto per accennare a un problema assai diffuso sempre nella scuola, semplici disturbi comportamentali, o quelli che definisco difetti di impostazione, sono classificati come patologie per le quali produrre certificazioni e conseguenti sostegni di “esperti”. Ma ciò accade anche sui luoghi di lavoro, dove l’individualizzazione, la separazione/competizione tra i lavoratori ha sostituito la vecchia solidarietà di classe.
A mano a mano, gli esperti hanno soppiantato tutte le figure che in una società di tipo tradizionale intervenivano per risolvere (o comunque provare a risolvere) i problemi dell’individuo. I parroci, per esempio, nella gran parte dei casi, ora assolvono semplici uffici amministrativi, con chiese chiuse e transennate che non invitano certamente a sentirle come luoghi di “cura”, oltre che di culto.
Qualcuno potrebbe obiettare: embè qual è il problema? le società si evolvono per fortuna, oggi abbiamo la possibilità di risolvere tante situazioni in modo “scientifico”, e oltretutto salvaguardando la “privacy” di ciascuno, senza cioè che si intrometta la comunità col peso del suo condizionamento e della sua invadenza. Ma è proprio così? Siamo sicuri che oggi il sistema di controllo tramite gli esperti eserciti le sue funzioni in un ambito di maggiore rispetto dell’autonomia dell’individuo?
E poi c’è un’altra questione, che ritengo assai importante. Gli “esperti”, proprio per come è avvenuta la loro formazione, cioè al chiuso di laboratori, di seminari, di dottorandi, di stage, insomma di ambienti e percorsi guidati e protetti, sono del tutto ignoranti in materia di questione sociale; non hanno quella sensibilità sociale (e umana) che nasce dal vivere le contraddizioni che riguardano la vita che si svolge giorno per giorno nelle strade, nei luoghi di lavoro, nei recessi più nascosti della società. Ciò di cui parlano gli “esperti” è ciò che hanno appreso in modo meccanico fuori dalle condizioni materiali di vita e fuori quindi dalla vita reale delle persone in carne e ossa. Non che sia per tutti così, ma in generale è così. Gli “esperti” spesso non ci capiscono un acca della materialità della vita, di solito seguono pedissequamente le mode “culturali” impulsate dal sistema, non solo per essere (ben) remunerati, ma anche per sentirsi della partita, il che vale acquisire maggiore prestigio sociale. Ecco perché, quando messi in contraddizione, nei loro camici bianchi spesso ti guardano con gli occhi sbarrati, incapaci di capire che cosa gli si dice. Non sono cattivi, sono solo pericolosi. (Dalla bacheca facebook di Antonio Catalano)
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Djokovic? Semplice da capire, è un serbo di Belgrado. Quando aveva 12 anni la sua città fu sottoposta - inerme - a lunghissimi 67 giorni di bombardamento missilistico. Quando i nostri governanti parlano di amore, bontà e solidarietà lui capisce tutto. Ha assaggiato sulla sua pelle la bontà di cui parlano.
Smrt fašizmu, sloboda narodu!
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Mali: almeno 350 soldati russi sono arrivati a Timbuctù dopo il ritiro francese. La missione è garantire l'addestramento delle forze maliane , si sono installate in una base che le truppe francesi hanno lasciato lo scorso dicembre.
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🇰🇿⚡Ad Almaty è stato arrestato il nipote di Nazarbayev, è l'ex primo vicepresidente della KNB della Repubblica del Kazakistan,
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L'operazione terrore: in rianimazione non può entrare nessuno. Manco i familiari. Però ora fanno entrare intere troupes televisive (fonici, tecnici luce, cameramen e giornalisti) e fanno l'intervista a gente che teoricamente non dovrebbe riuscire manco a respirare figuriamoci a rispondere a domande. Memorabile la mascherina sul microfono. 😂
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Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha minacciato la Russia di "conseguenze enormi" se dovesse avviare un'azione militare nella vicina Ucraina, nonostante il fatto che Mosca abbia respinto le accuse di Washington di prepararsi a invadere il paese vicino.

Prima dei colloqui cruciali tra diplomatici americani e russi in Europa la prossima settimana, venerdì Blinken ha dichiarato: "Siamo pronti a rispondere con forza a un'ulteriore aggressione russa".

https://www.presstv.ir/Detail/2022/01/08/674290/Blinken-threatens-Russia-with-%E2%80%98massive-consequences%E2%80%99-over-Ukraine
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I misteri della fantapandemia
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Un eroe...solo chi ha il genio di mettere alla berlina il potere può salvarci.
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Io invece sommessamente ricordo a Miozzo che l'arresto per chi ruba sugli acquisti di mascherine, presidi medico ospedalieri, banchi a rotelle e via enumerando, c'è già ❤️ PS Comunque sono completamente fuori di cotenna.
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L’ORA DELLA TIGRE

Secondo la filosofia orientale il tempo che viviamo non ha sempre la stessa importanza.

Ci sono tempi diversi.

C’è un tempo dove bisogna semplicemente cercare di fare il meglio nella propria quotidianità e poi accade un momento in cui si è chiamati a fare qualcosa di superiore, di straordinario.

Questo momento viene chiamato l’ora della tigre, a significare che bisogna tirare fuori da se stessi coraggio e forza come mai eravamo portati a fare.

Nell’ora della tigre si concentra la proiezione del futuro.

Se in quel periodo si riesce a essere all’altezza e a ergersi al di sopra delle abitudini, del confort e dei propri stereotipi, c’è la possibilità di aprire un nuovo mondo, una nuova fase in cui la vita si riempirà di frutti e di risultati più gratificanti.

In caso contrario, ossia se in questo momento l’individuo non risponde, per viltà, pigrizia, ignoranza o abitudine, alla chiamata di un’azione superiore, il futuro sarà perso per sempre e ciò che non si è colto in questa fase non tornerà mai più.

Come si capisce che è l’ora della tigre?

Ci sono dei segnali inequivocabili.

Quando, per esempio, si avverte uno scostamento incolmabile della realtà che ci appare attorno a noi con quella che sentiamo autentica e coerente con la nostra natura. Se si entra in questa sinergia con la natura si riceve un effetto moltiplicatore che trasmette un’energia capace di farci fare cose che non avremmo mai immaginato di poter fare.

Molti di noi sentono che riuscire a elevarsi in questo momento potrebbe avere un impatto determinante sulla vita nostra e di tante altre persone.


Abbiamo nelle nostre mani un’occasione probabilmente senza precedenti per rigenerare le nostre esistenze.

Per molti di noi l’ora della tigre è adesso.
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Nei social network Twitter e Reddit è stata lanciata una campagna informativa per screditare le azioni del CSTO in Kazakistan. Nell'operazione di spin sono utilizzati botnet, politici stranieri e opinion leader. L'attività è partita, presumibilmente, da conti filo-turchi, ucraini e lituani. La tesi che viene promossa sostiene che l'invio di truppe russe in Kazakistan è illegale e richiede una risposta dura da parte della comunità internazionale. Inoltre viene sostenuto che la Russia intenda annettere parte del Paese "come è stato con l'Ucraina".

Tra i politici stranieri e opinion leader che partecipano alla campagna vi è l'ex ambasciatore degli Stati Uniti a Mosca Michael McFaul (581mila lettori), il membro del parlamento polacco e dell'Assemblea parlamentare della NATO Michal Szczerba ( 108,8mila follower) e l'imprenditore svedese Anders Östlund (33,9mila follower) residente in Ucraina.
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L'eterna disfida tra lo zar e il sultano della Sublime Porta.

E' davvero incredibile come le correnti profonde della Storia riemergano ciclicamente. Una di queste correnti è quella che vede controppasta la Russia alla Turchia per l'egemonia sul Mar Nero, sul Caucaso e sull'Asia Centrale e che nel corso degli ultimi 4 secoli ha visto ben 12 (o 13???) conflitti tra lo Zar e il Sultano della Sublime Porta.

Bene, uno degli aspetti forse più interessanti (non fosse per la sua tragicità) è quello che sta vedendo riemergere in questi anni lo scontro tra Mosca e Ankara: prima per la Crimea (abitata da una importante minoranza turcofona), poi il Caucaso con la guerra tra Armenia (alleata dei russi) e Azerbaijan (alleato della Turchia) e ora la crisi del Kazakhstan che è un paese sì ex sovietico e ex impero russo, ma è anche un paese turcofono (però con una fortissima minoranza russofona e slava...).

Ecco in relazione a quanto sta succedendo in Kazakhstan si segnalano le dichiarazioni di fuoco in arrivo dalla Turchia. B. Okutan, Segretario generale del Fondo dei turchi kazaki (Istanbul), ha dichiarato: "Non perdoneremo mai il disonorevole Mankurt Tokayev, che ha portato i genocidi russi e i militari armeni nella patria dei turchi in Kazakistan per proteggere il suo potere". E a stretto giro di posta il Ministero della Difesa turco ha stasera dichiarato di essere pronto a fornire ogni tipo di assistenza e supporto al Kazakhstan. Dove, inutile sottolinearlo il supporto sarebbe diretto ai rivoltosi e non certamente al governo filo russo.

Ecco, Panslavismo contro Panturchismo di nuovo in conflitto tra loro per il dominio di uno spazio enorme e importantissimo (e ricchissimo). E lasciatemelo dire, in controluce si vede quello che è sempre stato un'aspetto fondamentale: gli europei (in passato l'Impero Britannico e il Kaiser di Germania, ora più in generale la Nato) che usano il Panturchismo in funzione antirussa....ci risiamo un'altra volta.

PS Per quanto vale il pensiero del qui scrivente, siamo già in guerra...ma di questo non mi va di scrivere al momento.
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