Il progetto di Peter Thiel in Argentina: le risorse naturali della Patagonia per i bisogni di Palantir
La Patagonia, terra di vento e vuoto, diventa il nuovo laboratorio del capitalismo digitale di Peter Thiel grazie all'asse creato con il presidente argentino Javier Milei.
Javier Milei non ha nascosto la volontà di trasformare il Paese in un polo per l’IA e, grazie a una nuova cornice normativa definita “SuperRigi” volta ad attrarre capitali stranieri, sta progressivamente posizionandosi come un alleato strategico per le multinazionali tecnologiche, offrendo un accesso agevolato a risorse naturali cruciali, energia e infrastrutture industriali. Con lo stesso obiettivo di catalizzare investimenti esteri, l’esecutivo sta anche promuovendo un pacchetto di riforme definito “Legge sull’inviolabilità della proprietà privata” che «prevede, tra le altre cose, la totale apertura e la libertà crescente per i cittadini e i soggetti stranieri di acquistare terre sul suolo argentino».
Ed è appunto nelle pianure patagoniche che, secondo quanto riportato da La Vanguardia, Thiel intende costruire numerosi data center. La scelta della regione è strategica per due motivi tecnici: la presenza di corsi d’acqua e le eccellenti condizioni climatiche per la refrigerazione naturale dei server. Attraverso il suo fondo Founders Fund, l’ideologo del tecnolibertarismo sta inoltre investendo in tecnologie per massimizzare l’estrazione nel giacimento di Vaca Muerta, situato nell’area Nord della Patagonia, tramite fracking. L’idea è catturare il gas in eccesso per generare elettricità immediata per i data center.
Ma i progetti del miliardario non si limitano a quello che lo studioso Ariel Goldstein ha definito una forma di capitalismo digitale – una dinamica di potere in cui le grandi aziende tecnologiche del Nord globale utilizzano l’America Latina come un territorio di sperimentazione per l’estrazione di dati e la sorveglianza di massa. Il patron di Palantir vorrebbe anche avviare nella regione argentina il progetto di “città senza Stato”, sul modello di Próspera in Honduras, zone economiche speciali esentate dalle normali forme di regolamentazione, in cui di fatto viene consegnata agli investitori la piena facoltà di dettare le regole, minando profondamente la sovranità democratica, vere e proprie enclave che contribuiscono a tratteggiare un mondo sempre più frammentato, butterato, sbrindellato dagli interessi delle élite. Così la Patagonia, raffigurata da Guerriero come luogo perduto ai margini di tutto, rischia di diventare il cuore del nuovo esperimento politico del Capitale.
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La Patagonia, terra di vento e vuoto, diventa il nuovo laboratorio del capitalismo digitale di Peter Thiel grazie all'asse creato con il presidente argentino Javier Milei.
Javier Milei non ha nascosto la volontà di trasformare il Paese in un polo per l’IA e, grazie a una nuova cornice normativa definita “SuperRigi” volta ad attrarre capitali stranieri, sta progressivamente posizionandosi come un alleato strategico per le multinazionali tecnologiche, offrendo un accesso agevolato a risorse naturali cruciali, energia e infrastrutture industriali. Con lo stesso obiettivo di catalizzare investimenti esteri, l’esecutivo sta anche promuovendo un pacchetto di riforme definito “Legge sull’inviolabilità della proprietà privata” che «prevede, tra le altre cose, la totale apertura e la libertà crescente per i cittadini e i soggetti stranieri di acquistare terre sul suolo argentino».
Ed è appunto nelle pianure patagoniche che, secondo quanto riportato da La Vanguardia, Thiel intende costruire numerosi data center. La scelta della regione è strategica per due motivi tecnici: la presenza di corsi d’acqua e le eccellenti condizioni climatiche per la refrigerazione naturale dei server. Attraverso il suo fondo Founders Fund, l’ideologo del tecnolibertarismo sta inoltre investendo in tecnologie per massimizzare l’estrazione nel giacimento di Vaca Muerta, situato nell’area Nord della Patagonia, tramite fracking. L’idea è catturare il gas in eccesso per generare elettricità immediata per i data center.
Ma i progetti del miliardario non si limitano a quello che lo studioso Ariel Goldstein ha definito una forma di capitalismo digitale – una dinamica di potere in cui le grandi aziende tecnologiche del Nord globale utilizzano l’America Latina come un territorio di sperimentazione per l’estrazione di dati e la sorveglianza di massa. Il patron di Palantir vorrebbe anche avviare nella regione argentina il progetto di “città senza Stato”, sul modello di Próspera in Honduras, zone economiche speciali esentate dalle normali forme di regolamentazione, in cui di fatto viene consegnata agli investitori la piena facoltà di dettare le regole, minando profondamente la sovranità democratica, vere e proprie enclave che contribuiscono a tratteggiare un mondo sempre più frammentato, butterato, sbrindellato dagli interessi delle élite. Così la Patagonia, raffigurata da Guerriero come luogo perduto ai margini di tutto, rischia di diventare il cuore del nuovo esperimento politico del Capitale.
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