Forwarded from Operazione Verità News 📰🗞
🇮🇷🇮🇱 "Le forze armate israeliane hanno innalzato il livello di allerta al massimo poiché la probabilità di un'escalation del conflitto con l'Iran è aumentata significativamente"
Canale 12 israeliano
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🇺🇸🇷🇴 Gli aerei cisterna KC-135T dell'Aeronautica degli Stati Uniti hanno lasciato le basi militari in Romania
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Forwarded from Giubbe Rosse
AUTOSTRADA FIRENZE PISA LIVORNO, ARRIVA LA TELECAMERA CON L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE: CONTROLLA CELLULARI, CINTURE, ASSICURAZIONE, REVISIONE E VOTO AL PARTITO DEMOCRATICO (MA PER ORA NIENTE MULTE)
Fonte: Corriere
Ok, il controllo del voto al Partito Democratico per ora è una battuta sarcastica. Per ora. Forse.
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Fonte: Corriere
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Corriere della Sera
Arriva la telecamera con l'intelligenza artificiale: controlla cellulari, cinture, assicurazione e revisione (ma per ora niente…
Sulla superstrada Firenze-Pisa-Livorno parte la sperimentazione di un dispositivo capace di individuare in automatico alcune tra le infrazioni più pericolose. Test di novanta giorni, senza sanzioni: si valuta solo l'affidabilità del sistema
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🇮🇷🇮🇱⚡️ - "La probabilità di un nuovo conflitto con l'Iran è aumentata del 50%", secondo quanto riportato dal canale televisivo israeliano Channel 14, citando un alto funzionario della sicurezza israeliana.
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🚨🇫🇷 La Francia è il primo paese dell'UE a VIETARE l'uso dei social media ai minori di 15 anni.
Ora sarà necessario un passaporto, una carta d'identità o un documento d'identità digitale anche solo per accedere. Regno Unito, Spagna e Danimarca sono i PROSSIMI.
Ora sarà necessario un passaporto, una carta d'identità o un documento d'identità digitale anche solo per accedere. Regno Unito, Spagna e Danimarca sono i PROSSIMI.
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La Ue ormai è collassata: riformarla è impossibile
(di Gabriele Guzzi, Il Fatto Quotidiano)
Da più parti arrivano proposte per riformare l’Unione europea. I rapporti Letta e Draghi si soffermano ad esempio sul mercato unico e sulla competitività. Quasi nessuno però mette a fuoco il problema decisivo: il contesto in cui è nata l’UE non esiste più. Essa prende forma nel clima culturale degli anni ’80 e ’90 del Novecento, dominato da tre grandi visioni del mondo: una filosofica, una geopolitica e una economica. Il problema è che tutte stanno attraversando una crisi definitiva, rendendo una riforma della UE impraticabile. Non è possibile mettere pezze a un edificio che sta collassando.
La prima di natura filosofica è la fine della storia. Le grandi battaglie erano terminate, il liberalismo aveva vinto, la storia come dialettica degli opposti si era consumata nell’uniformità armonica della globalizzazione. Ciò che si dimentica è la seconda parte del libro di Fukuyama, che si intitolava appunto “La fine della storia e l’ultimo uomo”, con il riferimento al concetto nietzschiano. Quella visione filosofica presupponeva cioè un’antropologia: un uomo comodo, anestetizzato, che si accontenta di vivere sulla reattività edonista del proprio ventre. Un uomo senza più grandi ambizioni, che poteva scorrazzare per un globo reso uguale a sé stesso. Tale visione era chiaramente collegata a una geopolitica.
E qui arriviamo alla seconda idea. L’UE è pensata nel momento unipolare statunitense. Crollata l’Unione Sovietica, il problema americano diviene controllare il continente non servendosi più della minaccia russa. L’UE rappresenta allora un vettore per gestire l’area europea dell’impero americano. Gli allargamenti all’Est Europa vengono fatti rigorosamente dopo l’entrata di quei paesi nella Nato, proprio a rimarcare la gerarchia tra i due progetti sul continente. L’UE non doveva essere che un braccio operativo, anche piuttosto inefficiente, dell’egemonia Usa.
La terza visione era economica. Gli Anni 80 vedono il risorgere della vecchia teoria neoclassica. Il mercato viene nuovamente visto come un dispositivo in grado di assicurare due obiettivi: il pieno utilizzo delle risorse produttive, a partire dal lavoro, e la giusta retribuzione. Non serviva perciò nessuna regolazione pubblica. Le forze sotterranee del privato sarebbero state sufficienti ad assicurare un risultato ottimale. Anche qui, l’interesse geopolitico era ben camuffato. Tali teorie erano state infatti diffuse tramite il Fondo monetario internazionale, controllato dagli Usa, per far sì che la finanza potesse controllare meglio i paesi satellite o in via di sviluppo. Il debito diveniva la prosecuzione dell’impero con altri mezzi.
Il problema non da poco è che queste tre visioni si sono rivelate colossali mistificazioni, immensi errori teorici o grimaldelli per imporre un’oligarchia burocratica.
La storia non è finita e sta riemergendo nelle sue forme più drammatiche. La guerra, senza un lavoro antropologico, rimane l’orizzonte delle civiltà. A sua volta, l’ultimo uomo sta ottenendo tutto tranne che un’atarassica serenità. Vediamo piuttosto la tendenza depressivo-nichilistica o quella transumanista: reazioni opposte ma speculari alla disumanizzazione. Non c’è appiattimento statico: l’inquietudine politica non la puoi controllare con gli analgesici.
Il mondo unipolare è finito, forse non c’è mai stato, se non nella testa di qualche stratega americano. Sicuramente, con la guerra in Ucraina, la realtà che conoscevamo dal 1989 è venuta meno. Esistono potenze che ambiscono a esercitare un controllo sulle proprie regioni. Ci riusciranno? Questo ce lo dirà la storia, ma sicuramente il presupposto su cui si fondava l’UE collassa: nessuno pseudo-riarmo riuscirà a farci tornare indietro.
La teoria neoclassica non funziona. Il mercato non è fattore di ordine ma di caos, e spreca immense risorse. In questo scenario, l’UE è la regione avanzata che è cresciuta meno, schiacciata da un’area monetaria incompleta e regole economiche suicidarie. L’Italia è stata la più colpita, come ci avevano detto gli economisti, con 30 anni di salari al palo.
Quello che sta succedendo all’Europa, perciò, non è una crisi passeggera, ma il venir meno di tutti i presupposti filosofici, politici ed economici che l’hanno costituita almeno dal 1992. La perdita di autonomia, la stagnazione economica, l’attivismo velleitario dei suoi leader: sono solo i sintomi più evidenti di uno smottamento profondo. Non ci possono essere perciò soluzioni tecniche. Si dovrebbe svolgere un vero e proprio lavoro rifondativo, che affronti il mutato contesto con strumenti realistici e audaci.
Sarà in grado questa UE a farlo, o si dovrà andare oltre per salvare l’Europa? E la classe politico-culturale saprà compiere questo immenso sforzo in tempi di pace, o servirà una guerra per svegliarla? Su queste domande, dovremo porre la nostra consapevolezza, il nostro sforzo e, per quanto possibile, la nostra attiva speranza.
(di Gabriele Guzzi, Il Fatto Quotidiano)
Da più parti arrivano proposte per riformare l’Unione europea. I rapporti Letta e Draghi si soffermano ad esempio sul mercato unico e sulla competitività. Quasi nessuno però mette a fuoco il problema decisivo: il contesto in cui è nata l’UE non esiste più. Essa prende forma nel clima culturale degli anni ’80 e ’90 del Novecento, dominato da tre grandi visioni del mondo: una filosofica, una geopolitica e una economica. Il problema è che tutte stanno attraversando una crisi definitiva, rendendo una riforma della UE impraticabile. Non è possibile mettere pezze a un edificio che sta collassando.
La prima di natura filosofica è la fine della storia. Le grandi battaglie erano terminate, il liberalismo aveva vinto, la storia come dialettica degli opposti si era consumata nell’uniformità armonica della globalizzazione. Ciò che si dimentica è la seconda parte del libro di Fukuyama, che si intitolava appunto “La fine della storia e l’ultimo uomo”, con il riferimento al concetto nietzschiano. Quella visione filosofica presupponeva cioè un’antropologia: un uomo comodo, anestetizzato, che si accontenta di vivere sulla reattività edonista del proprio ventre. Un uomo senza più grandi ambizioni, che poteva scorrazzare per un globo reso uguale a sé stesso. Tale visione era chiaramente collegata a una geopolitica.
E qui arriviamo alla seconda idea. L’UE è pensata nel momento unipolare statunitense. Crollata l’Unione Sovietica, il problema americano diviene controllare il continente non servendosi più della minaccia russa. L’UE rappresenta allora un vettore per gestire l’area europea dell’impero americano. Gli allargamenti all’Est Europa vengono fatti rigorosamente dopo l’entrata di quei paesi nella Nato, proprio a rimarcare la gerarchia tra i due progetti sul continente. L’UE non doveva essere che un braccio operativo, anche piuttosto inefficiente, dell’egemonia Usa.
La terza visione era economica. Gli Anni 80 vedono il risorgere della vecchia teoria neoclassica. Il mercato viene nuovamente visto come un dispositivo in grado di assicurare due obiettivi: il pieno utilizzo delle risorse produttive, a partire dal lavoro, e la giusta retribuzione. Non serviva perciò nessuna regolazione pubblica. Le forze sotterranee del privato sarebbero state sufficienti ad assicurare un risultato ottimale. Anche qui, l’interesse geopolitico era ben camuffato. Tali teorie erano state infatti diffuse tramite il Fondo monetario internazionale, controllato dagli Usa, per far sì che la finanza potesse controllare meglio i paesi satellite o in via di sviluppo. Il debito diveniva la prosecuzione dell’impero con altri mezzi.
Il problema non da poco è che queste tre visioni si sono rivelate colossali mistificazioni, immensi errori teorici o grimaldelli per imporre un’oligarchia burocratica.
La storia non è finita e sta riemergendo nelle sue forme più drammatiche. La guerra, senza un lavoro antropologico, rimane l’orizzonte delle civiltà. A sua volta, l’ultimo uomo sta ottenendo tutto tranne che un’atarassica serenità. Vediamo piuttosto la tendenza depressivo-nichilistica o quella transumanista: reazioni opposte ma speculari alla disumanizzazione. Non c’è appiattimento statico: l’inquietudine politica non la puoi controllare con gli analgesici.
Il mondo unipolare è finito, forse non c’è mai stato, se non nella testa di qualche stratega americano. Sicuramente, con la guerra in Ucraina, la realtà che conoscevamo dal 1989 è venuta meno. Esistono potenze che ambiscono a esercitare un controllo sulle proprie regioni. Ci riusciranno? Questo ce lo dirà la storia, ma sicuramente il presupposto su cui si fondava l’UE collassa: nessuno pseudo-riarmo riuscirà a farci tornare indietro.
La teoria neoclassica non funziona. Il mercato non è fattore di ordine ma di caos, e spreca immense risorse. In questo scenario, l’UE è la regione avanzata che è cresciuta meno, schiacciata da un’area monetaria incompleta e regole economiche suicidarie. L’Italia è stata la più colpita, come ci avevano detto gli economisti, con 30 anni di salari al palo.
Quello che sta succedendo all’Europa, perciò, non è una crisi passeggera, ma il venir meno di tutti i presupposti filosofici, politici ed economici che l’hanno costituita almeno dal 1992. La perdita di autonomia, la stagnazione economica, l’attivismo velleitario dei suoi leader: sono solo i sintomi più evidenti di uno smottamento profondo. Non ci possono essere perciò soluzioni tecniche. Si dovrebbe svolgere un vero e proprio lavoro rifondativo, che affronti il mutato contesto con strumenti realistici e audaci.
Sarà in grado questa UE a farlo, o si dovrà andare oltre per salvare l’Europa? E la classe politico-culturale saprà compiere questo immenso sforzo in tempi di pace, o servirà una guerra per svegliarla? Su queste domande, dovremo porre la nostra consapevolezza, il nostro sforzo e, per quanto possibile, la nostra attiva speranza.
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🇺🇸🇮🇶🇯🇴⚡️ - Un'operazione militare statunitense si è conclusa da pochi istanti, che ha visto la partecipazione di tre elicotteri provenienti dalla base di Tower 22, in Giordania, atterrati nel deserto occidentale della regione di al-Anbar, in Iraq, vicino al valico di confine di al-Waleed con la Siria.
L'operazione è durata un'ora, prima che le truppe tornassero in Giordania.
L'operazione è durata un'ora, prima che le truppe tornassero in Giordania.
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🇺🇸❌🇮🇷 Un aereo E-3B AWAC statunitense è decollato dalla base aerea di Prince Sultan e sta volando in formazione con altri aerei cisterna.
Almeno un altro aereo cisterna è decollato dalla Romania.
Almeno un altro aereo cisterna è decollato dalla Romania.
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Q: La Russia e la Cina stanno aiutando l'Iran, e se sì, in che modo?
Hegseth: Esistono diversi modi in cui entrambi quei paesi, a vari livelli, stanno contribuendo a sostenere alcune delle azioni che l'Iran sta intraprendendo. Sì.
Hegseth: Esistono diversi modi in cui entrambi quei paesi, a vari livelli, stanno contribuendo a sostenere alcune delle azioni che l'Iran sta intraprendendo. Sì.
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UCRAINA. ZELENSKY LICENZIA SIRSKYI E ANNUNCIA MYKHAILO DRAPATYI COME COMANDANTE IN CAPO DELLE FORZE ARMATE
Il presidente Volodymyr Zelenskyy ha annunciato che Oleksandr Syrskyi si dimetterà da Comandante in Capo delle Forze Armate ucraine. Il suo successore sarà Mykhailo Drapatyi, già comandante delle forze di terra ucraine da novembre 2024 a giugno 2025 e, successivamente, comandante delle forze congiunte. Drapatyi
è considerato uno dei generali più rispettati per l’esperienza di comando sul campo e le capacità organizzative.
Nella sua dichiarazione, Zelensky ha sottolineato che Syrskyi ha svolto un ruolo cruciale nella difesa dell'Ucraina, evidenziando la protezione di Kiev, le operazioni nella regione di Kharkiv e la campagna di Kursk. Ha ringraziato Syrskyi e i soldati ucraini per il loro servizio, sottolineando che la difesa del paese continua nonostante il cambio al vertice.
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Il presidente Volodymyr Zelenskyy ha annunciato che Oleksandr Syrskyi si dimetterà da Comandante in Capo delle Forze Armate ucraine. Il suo successore sarà Mykhailo Drapatyi, già comandante delle forze di terra ucraine da novembre 2024 a giugno 2025 e, successivamente, comandante delle forze congiunte. Drapatyi
è considerato uno dei generali più rispettati per l’esperienza di comando sul campo e le capacità organizzative.
Nella sua dichiarazione, Zelensky ha sottolineato che Syrskyi ha svolto un ruolo cruciale nella difesa dell'Ucraina, evidenziando la protezione di Kiev, le operazioni nella regione di Kharkiv e la campagna di Kursk. Ha ringraziato Syrskyi e i soldati ucraini per il loro servizio, sottolineando che la difesa del paese continua nonostante il cambio al vertice.
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Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha in programma un incontro con il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi a margine della prossima conferenza ministeriale dell'ASEAN, mentre le accuse reciproche in campo economico tra Cina e Stati Uniti e l'aggressione cinese contro le Filippine nel Mar Cinese Meridionale continuano ad intensificarsi.
Fonte infantmilitario
Fonte infantmilitario
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🇺🇸🇮🇷⚡️ - "Guerra in Afghanistan: 20 anni, 2.000 MORTI.
Guerra in Iraq: 9 anni, 4.600 MORTI.
Guerra del Vietnam: 19 anni e 5 mesi, 58.220 MORTI.
Guerra di Corea: 3 anni e 1 mese, 36.574 MORTI.
Guerra in Venezuela: 1 giorno, 0 MORTI.
Conflitto militare in Iran: 4 mesi, 18 MORTI." - Il presidente Trump su Truth Social.
Guerra in Iraq: 9 anni, 4.600 MORTI.
Guerra del Vietnam: 19 anni e 5 mesi, 58.220 MORTI.
Guerra di Corea: 3 anni e 1 mese, 36.574 MORTI.
Guerra in Venezuela: 1 giorno, 0 MORTI.
Conflitto militare in Iran: 4 mesi, 18 MORTI." - Il presidente Trump su Truth Social.
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Forwarded from InfoDefenseITALIA
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▪️ Uno studio cinese, utilizzando l'intelligenza artificiale (IA), ha creato un video che mostra le tecnologie di un possibile futuro confronto armato tra la Cina e la NATO.
▪️ Sono state mostrate chiaramente le seguenti tecnologie belliche del futuro:
— Droni biomimetici (dal greco «bios» — vita, e «mimikry» — imitazione) — velivoli senza pilota quasi indistinguibili da animali ed insetti reali, progettati per mimetizzarsi;
— Ampio impiego di armi elettromagnetiche e cibernetiche, inclusi guerra elettronica (EW), attacchi informatici e la disattivazione dei sistemi elettronici delle strutture militari;
— Nuova generazione di munizioni circuitanti e sciami di droni kamikaze, coordinati tramite l'ausilio dell'IA;
— Droni madre — droni di supporto in grado di trasportare droni d'attacco più piccoli a corto raggio fino a raggiungere le retrovie del nemico;
— Nanonotecnologie belliche e controllo neurale della mente umana. Attraverso una microiniezione, i nanobot entrano nel flusso sanguigno e, raggiungendo il cervello, prendono il controllo della mente.
▪️ È importante notare che solo per quanto riguarda quest'ultima tecnologia descritta non vi sono dati relativi a ricerche di successo. Tutto il resto è attualmente in fase di sviluppo e implementazione pratica.
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