Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
💩46🔥3❤1👎1
Forwarded from Giubbe Rosse
ASML CROLLA DEL 12% IN DUE GIORNI: LA CINA FA TREMARE IL RE DELLA LITOGRAFIA
Un report su macchine DUV “made in China” scuote il mercato, ma analisti e esperti definiscono la reazione eccessiva. Ecco cosa sta davvero succedendo al colosso olandese dei chip.
ASML Holding N.V. è un’azienda olandese con sede a Veldhoven, considerata una delle più importanti al mondo nel settore dei semiconduttori. Fondata nel 1984 (inizialmente come joint venture tra Philips e ASM International), ASML progetta e produce macchine per litografia, cioè i sistemi che “stampano” circuiti microscopici su wafer di silicio durante la fabbricazione dei chip. Ad oggi, ha un quasi-monopolio nelle macchine a EUV (Extreme Ultraviolet), indispensabili per i nodi più avanzati (sotto i 7 nm), usati nei processori AI di NVIDIA, nei chip di TSMC, Samsung e Intel. Produce anche sistemi DUV (Deep Ultraviolet), più maturi e ancora molto usati. Inoltre, offre sistemi di metrologia, ispezione, software e servizi di assistenza/upgrade sull’installato. È un fornitore chiave dell’intera industria dei chip e ha beneficiato enormemente del boom dell’intelligenza artificiale. Conta circa 44.000 dipendenti e i suoi clienti principali sono i grandi produttori di semiconduttori asiatici e americani.
Nella seduta di ieri e oggi l’azione ha subito un forte ribasso, nell’ordine del 12-13% complessivo. Causa principale: un report di The Information ha rivelato che un’azienda cinese di Shanghai finanziata dallo stato ha iniziato a produrre macchine di litografia DUV a immersione di fabbricazione nazionale. La Cina prevede di consegnarne poche unità quest’anno (circa 5) e fino a 20 nel 2027.
Il mercato ha reagito in modo estremamente nervoso, temendo una riduzione della domanda cinese verso ASML (la Cina rappresenta ancora una fetta rilevante del fatturato, anche se le macchine EUV più avanzate sono già bloccate dalle restrizioni all’export USA/Olanda).Il calo si è inserito in un sell-off più ampio del settore semiconduttori (indice SOX in forte ribasso) e in un momento di rotazione con allontanamento dal settore AI a causa di preoccupazioni per i finanziamenti dei data center e un ritorno sugli investimenti.
Molti esperti (Bank of America, JPMorgan e altri) considerano la reazione sproporzionata: Le macchine cinesi sono ancora a livello prototipale/limitato e non competono con la qualità e i volumi di ASML. ASML ha un order book praticamente sold-out fino al 2027 e sta aumentando la capacità produttiva DUV.
Un report su macchine DUV “made in China” scuote il mercato, ma analisti e esperti definiscono la reazione eccessiva. Ecco cosa sta davvero succedendo al colosso olandese dei chip.
ASML Holding N.V. è un’azienda olandese con sede a Veldhoven, considerata una delle più importanti al mondo nel settore dei semiconduttori. Fondata nel 1984 (inizialmente come joint venture tra Philips e ASM International), ASML progetta e produce macchine per litografia, cioè i sistemi che “stampano” circuiti microscopici su wafer di silicio durante la fabbricazione dei chip. Ad oggi, ha un quasi-monopolio nelle macchine a EUV (Extreme Ultraviolet), indispensabili per i nodi più avanzati (sotto i 7 nm), usati nei processori AI di NVIDIA, nei chip di TSMC, Samsung e Intel. Produce anche sistemi DUV (Deep Ultraviolet), più maturi e ancora molto usati. Inoltre, offre sistemi di metrologia, ispezione, software e servizi di assistenza/upgrade sull’installato. È un fornitore chiave dell’intera industria dei chip e ha beneficiato enormemente del boom dell’intelligenza artificiale. Conta circa 44.000 dipendenti e i suoi clienti principali sono i grandi produttori di semiconduttori asiatici e americani.
Nella seduta di ieri e oggi l’azione ha subito un forte ribasso, nell’ordine del 12-13% complessivo. Causa principale: un report di The Information ha rivelato che un’azienda cinese di Shanghai finanziata dallo stato ha iniziato a produrre macchine di litografia DUV a immersione di fabbricazione nazionale. La Cina prevede di consegnarne poche unità quest’anno (circa 5) e fino a 20 nel 2027.
Il mercato ha reagito in modo estremamente nervoso, temendo una riduzione della domanda cinese verso ASML (la Cina rappresenta ancora una fetta rilevante del fatturato, anche se le macchine EUV più avanzate sono già bloccate dalle restrizioni all’export USA/Olanda).Il calo si è inserito in un sell-off più ampio del settore semiconduttori (indice SOX in forte ribasso) e in un momento di rotazione con allontanamento dal settore AI a causa di preoccupazioni per i finanziamenti dei data center e un ritorno sugli investimenti.
Molti esperti (Bank of America, JPMorgan e altri) considerano la reazione sproporzionata: Le macchine cinesi sono ancora a livello prototipale/limitato e non competono con la qualità e i volumi di ASML. ASML ha un order book praticamente sold-out fino al 2027 e sta aumentando la capacità produttiva DUV.
❤17😁8🔥4👍2
🇮🇱🇺🇸 Il primo ministro israeliano Netanyahu ha dichiarato di aver avuto "una delle migliori conversazioni che abbia mai avuto" con il presidente americano Trump oggi.
💩70
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Please open Telegram to view this post
VIEW IN TELEGRAM
💩59
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
🇬🇧 Alastair Warren Crook, un veterano della diplomazia e dei servizi segreti britannici. Ha dedicato 30 anni della sua vita al servizio del Secret Intelligence Service (MI6), principalmente in Asia e nel Medio Oriente. Ha partecipato all'antica "Grande Gioco" dell'Impero britannico contro la Russia, aiutando i mujaheddin afghani nella loro lotta contro l'Unione Sovietica.
💩48❤3👎2😁1
L'impianto minerario e di lavorazione di Yuzhny, di proprietà di Rinat Akhmetov, uno dei maggiori produttori di minerale di ferro dell'Ucraina, ha parzialmente sospeso le attività a causa degli attacchi russi a navi e porti, secondo quanto dichiarato in un comunicato.
L'azienda ha riferito che almeno 12 navi sono state colpite da attacchi missilistici russi nel mese di luglio, complicando la logistica marittima.
L'azienda ha riferito che almeno 12 navi sono state colpite da attacchi missilistici russi nel mese di luglio, complicando la logistica marittima.
❤37👍12😁3
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
🇮🇷 L'Iran ha pubblicato un altro video di propaganda in cui l'intera leadership statunitense 🇺🇸 viene eliminata
🤩52❤15🔥4🎉2👍1💩1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
🚨 L'IRAN 🇮🇷 STA DANDO CACCIA ALLA FAMIGLIA TRUMP 🇺🇸
L'agenzia di stampa Tasnim, legata all'IRGC, ha lanciato una minaccia terribile pubblicando un video che identifica i luoghi frequentati da Melania Trump—dove va, dove fa acquisti e dove potrebbe essere trovata.
Questo significa che qualcuno ha osservato. Qualcuno ha raccolto informazioni. Qualcuno sta preparando il terreno per un omicidio.
Hanno esortato i sostenitori della Repubblica Islamica a uccidere Melania Trump e hanno concluso con una minaccia contro Barron Trump.
L'Iran sta dicendo all'America esattamente cosa intende fare. Vendicarsi dell'uccisione di Khamenei. Qualcosa che non perdoneranno né dimenticheranno.
L'unica domanda è se l'America si sveglierà o continuerà a negoziare. Ma non illudetevi, Teheran non rinuncerà mai al loro 'diritto' di versare sangue.
👍45❤17🔥6😱2💩2
Forwarded from Pino Cabras
CROSETTO V’INDEBITA PER COMPRARE ARMI? RISCOPRITE GALTUNG, ADESSO!
Se non siete Crosetto, Calenda, Picierno, Tocci o Meloni, e siete incazzati perché il Partito Unico del Riarmo ha appena prenotato 14,9 miliardi di debito per ingrassare l'industria della guerra, presto vi accorgerete che incazzarsi non basta. Contano proprio su questo: sulla vostra stanchezza, sull'impoverimento, su una rassegnazione che arriva molto prima della resa. E contano su una parola: Crosetto l'ha chiamata «una scelta totalmente tecnica». Ecco, quella parola è il cuore della trappola. La trappola dei No Pax - chiamiamoli così - è sofisticata, e non si disinnesca con le buone intenzioni. Serve un metodo. Direi persino una scienza.
Johan Galtung (1930-2024), norvegese, ha passato sessant'anni a costruirla. Fondò a Oslo il primo istituto dedicato alla ricerca sui conflitti, fece da mediatore in oltre cento crisi, mise in circolazione categorie che oggi si usano senza più ricordarne l'origine: violenza strutturale, pace negativa e pace positiva, giornalismo di guerra e giornalismo di pace. Lavorava come un clinico: prima la diagnosi, poi la prognosi, solo alla fine la terapia.
Incontrai la sua opera da studente, preparando l'esame di sociologia, quando oltre al manuale bisognava conoscere a menadito il suo “Gandhi oggi”. Da allora mi porto dietro la domanda che attraversava quelle pagine: come si trasforma il rifiuto della guerra in un programma politico capace di incidere sulle strutture che la producono.
Di quel metodo mi serve soprattutto un rovesciamento. Prima di domandare chi debba vincere, domandiamoci quale struttura continuerà a produrre il conflitto anche dopo la “vittoria”. È la domanda che il dibattito di questi mesi ha eliminato, ridotto com'è a due sole caselle, vittoria o resa, proprio mentre si prepara un'escalation di cui pochi osano nominare l'esito, a ottantacinque secondi dalla mezzanotte nucleare. Fra quelle due caselle sta quasi tutto il possibile, e per riconoscerlo servono strumenti che abbiamo lasciato arrugginire.
Comincio qui un percorso. Nelle prossime tappe smonteremo il conflitto europeo pezzo per pezzo, fino a una proposta di pace articolata e praticabile, con l'ambizione di renderla condivisibile molto al di là di chi già la pensa così.
Se vuoi la pace, prepara la pace.
Se non siete Crosetto, Calenda, Picierno, Tocci o Meloni, e siete incazzati perché il Partito Unico del Riarmo ha appena prenotato 14,9 miliardi di debito per ingrassare l'industria della guerra, presto vi accorgerete che incazzarsi non basta. Contano proprio su questo: sulla vostra stanchezza, sull'impoverimento, su una rassegnazione che arriva molto prima della resa. E contano su una parola: Crosetto l'ha chiamata «una scelta totalmente tecnica». Ecco, quella parola è il cuore della trappola. La trappola dei No Pax - chiamiamoli così - è sofisticata, e non si disinnesca con le buone intenzioni. Serve un metodo. Direi persino una scienza.
Johan Galtung (1930-2024), norvegese, ha passato sessant'anni a costruirla. Fondò a Oslo il primo istituto dedicato alla ricerca sui conflitti, fece da mediatore in oltre cento crisi, mise in circolazione categorie che oggi si usano senza più ricordarne l'origine: violenza strutturale, pace negativa e pace positiva, giornalismo di guerra e giornalismo di pace. Lavorava come un clinico: prima la diagnosi, poi la prognosi, solo alla fine la terapia.
Incontrai la sua opera da studente, preparando l'esame di sociologia, quando oltre al manuale bisognava conoscere a menadito il suo “Gandhi oggi”. Da allora mi porto dietro la domanda che attraversava quelle pagine: come si trasforma il rifiuto della guerra in un programma politico capace di incidere sulle strutture che la producono.
Di quel metodo mi serve soprattutto un rovesciamento. Prima di domandare chi debba vincere, domandiamoci quale struttura continuerà a produrre il conflitto anche dopo la “vittoria”. È la domanda che il dibattito di questi mesi ha eliminato, ridotto com'è a due sole caselle, vittoria o resa, proprio mentre si prepara un'escalation di cui pochi osano nominare l'esito, a ottantacinque secondi dalla mezzanotte nucleare. Fra quelle due caselle sta quasi tutto il possibile, e per riconoscerlo servono strumenti che abbiamo lasciato arrugginire.
Comincio qui un percorso. Nelle prossime tappe smonteremo il conflitto europeo pezzo per pezzo, fino a una proposta di pace articolata e praticabile, con l'ambizione di renderla condivisibile molto al di là di chi già la pensa così.
Se vuoi la pace, prepara la pace.
👍32❤9💩1
🇯🇴⚡ - Le difese aeree giordane sono attive e stanno intercettando proiettili non identificati, probabilmente provenienti dall'Iraq.
🔥13🤩6👍1👎1😁1💩1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
🇮🇶⚡ - Continuano le esplosioni a Busra, in Iraq. È stato colpito un deposito di munizioni delle forze di mobilitazione popolare filo-iraniane.
💩26👍3👎2🔥1😁1
🇺🇸🇯🇴🇮🇷⚡ - CENTCOM afferma che questa notte l'Iran ha lanciato un "attacco a sorpresa" contro le installazioni militari statunitensi in Giordania nell'ultima ora.
🎉38👍9💩3🔥1
🇺🇸🇮🇷🇯🇴⚡ - "Alle 17:45, ora dell'Est, di oggi, le forze della Guardia Rivoluzionaria Islamica hanno lanciato diversi missili balistici dall'Iran in un tentativo di attacco a sorpresa contro le forze statunitensi di stanza in Medio Oriente. Tutti i missili iraniani sono stati intercettati con successo. Le forze statunitensi rimangono vigili e in stato di massima allerta", - U.S. CENTCOM.
😁34💩3❤1👍1
🇺🇸🇮🇷🇯🇴⚡- "Questo è il primo attacco missilistico iraniano contro una base statunitense nella regione da quando il presidente Trump ha deciso di sospendere gli attacchi contro l'Iran venerdì", - canale televisivo israeliano 12.
🎉34👍4🔥3😁1💩1