🇺🇸 🇷🇺 "A seguito della breve conversazione di Blinken con Lavrov, non c'è consenso o accordo su alcuna questione"
- il Dipartimento di Stato
Gli Stati Uniti non si aspettano nuovi contatti ad alto livello con la Russia nel prossimo futuro, ha affermato il Dipartimento di Stato.
- il Dipartimento di Stato
Gli Stati Uniti non si aspettano nuovi contatti ad alto livello con la Russia nel prossimo futuro, ha affermato il Dipartimento di Stato.
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31 dicembre 2020. Rileggendolo a distanza di più di due anni, credo siamo stati davvero buoni profeti.
https://giubberosse.news/2020/12/31/promemoria-2021/
https://giubberosse.news/2020/12/31/promemoria-2021/
Giubbe Rosse News
PROMEMORIA PER SOPRAVVIVERE AL NUOVO MONDO - Giubbe Rosse News
Piccolo vademecum del gruppo Giubbe Rosse per prepararsi al 2021
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Forwarded from l'AntiDiplomatico
🟥 Cosa sta tramando Varsavia contro la Bielorussia
l'ultima Analisi di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico
https://lantidiplomatico.it/dettnews-i_piani_della_polonia_contro_la_bielorussia/45289_48918/
l'ultima Analisi di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico
https://lantidiplomatico.it/dettnews-i_piani_della_polonia_contro_la_bielorussia/45289_48918/
www.lantidiplomatico.it
I piani della Polonia contro la Bielorussia
L'antidiplomatico - Liberi di svelarvi il mondo
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Next stop: Pechino
Sul New York Times si può leggere un editoriale a firma di Ross Eden Babbage dal titolo: "Una guerra con la Cina sarebbe diversa da qualsiasi cosa gli americani abbiano affrontato prima". Babbage è un analista strategico di carriera e pianificatore militare, che ha lavorato per diverse amministrazioni statunitensi e anche per il Dipartimento della Difesa australiano, ha studiato per decenni come potrebbe iniziare una guerra, come si svolgerebbero le operazioni militari e non militari che la Cina è pronta a condurre. Egli afferma di essere “convinto che le sfide che gli Stati Uniti devono affrontare siano serie e che i suoi cittadini debbano diventarne maggiormente consapevoli”. E aggiunge: «Una grande guerra nell’Indo-Pacifico è più probabile ora che in qualsiasi altro momento dalla seconda guerra mondiale». In buona sostanza sempre più i media statunitensi stanno preparando l’opinione pubblica alla "consapevolezza" che il prossimo conflitto bellico sarà con il gigante cinese. «I leader di Washington devono anche evitare di inciampare con leggerezza in una guerra con la Cina perché sarebbe diversa da qualsiasi cosa mai affrontata dagli americani. I cittadini statunitensi si sono abituati a mandare i loro militari a combattere lontano da casa. Ma la Cina è un diverso tipo di nemico: una potenza militare, economica e tecnologica capace di far sentire la guerra nella patria americana».
Per Washington la Cina è un competitore economico di prima grandezza con il quale fare i conti. E Washington questi conti li vuole fare alla sua maniera e al più presto.
(Mario Rossi, facebook)
Sul New York Times si può leggere un editoriale a firma di Ross Eden Babbage dal titolo: "Una guerra con la Cina sarebbe diversa da qualsiasi cosa gli americani abbiano affrontato prima". Babbage è un analista strategico di carriera e pianificatore militare, che ha lavorato per diverse amministrazioni statunitensi e anche per il Dipartimento della Difesa australiano, ha studiato per decenni come potrebbe iniziare una guerra, come si svolgerebbero le operazioni militari e non militari che la Cina è pronta a condurre. Egli afferma di essere “convinto che le sfide che gli Stati Uniti devono affrontare siano serie e che i suoi cittadini debbano diventarne maggiormente consapevoli”. E aggiunge: «Una grande guerra nell’Indo-Pacifico è più probabile ora che in qualsiasi altro momento dalla seconda guerra mondiale». In buona sostanza sempre più i media statunitensi stanno preparando l’opinione pubblica alla "consapevolezza" che il prossimo conflitto bellico sarà con il gigante cinese. «I leader di Washington devono anche evitare di inciampare con leggerezza in una guerra con la Cina perché sarebbe diversa da qualsiasi cosa mai affrontata dagli americani. I cittadini statunitensi si sono abituati a mandare i loro militari a combattere lontano da casa. Ma la Cina è un diverso tipo di nemico: una potenza militare, economica e tecnologica capace di far sentire la guerra nella patria americana».
Per Washington la Cina è un competitore economico di prima grandezza con il quale fare i conti. E Washington questi conti li vuole fare alla sua maniera e al più presto.
(Mario Rossi, facebook)
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Forwarded from Megachip
Gli Stati Uniti hanno abusato dell’idea di nazione ‘della provvidenza’, dice Robert Freeman. Questo abuso è riconosciuto, denunciato e ora contrastato dalla maggior parte delle altre nazioni del mondo. https://megachip.globalist.it/guerra-e-verita/2023/03/02/robert-freeman-ucraina-il-tunnel-in-fondo-alla-luce/
Megachip
Robert Freeman - Ucraina: Il tunnel in fondo alla luce | Megachip
Gli Stati Uniti hanno abusato dell’idea di nazione ‘della provvidenza’, dice Robert Freeman. Questo abuso è riconosciuto, denunciato e ora contrastato dalla maggior parte delle altre nazioni del mondo.
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇪🇺🇮🇳 BORRELL: "Il G20 non è più un forum economico, è diventato un forum geopolitico". (Fonte: Reuters)
Interessante osservazione, venendo dalla bocca di uno che ha fatto di tutto, insieme agli USA, per trasformare il G20 in uno strumento geopolitico di pressione su India e Cina con l'obiettivo di spingere i due colossi asiatici contro la Russia. Arrivando persino a minacciare entrambi i Paesi di "conseguenze" nel caso in cui decidano di non allinearsi.
Dopo aver preso l'ennesima sberla, ora Borrell si lamenta che il G20 non sia più un forum economico. Vale la pena ricordare, peraltro, che il G20, alla pari del G7, è uno strumento inventato dall'Occidente per aggirare l'ONU, dove il potere di veto di Cina e Russia ha sempre limitato lo strapotere dell'Occidente e, in particolare, degli Stati Uniti. Personaggio sinceramente imbarazzante.
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Interessante osservazione, venendo dalla bocca di uno che ha fatto di tutto, insieme agli USA, per trasformare il G20 in uno strumento geopolitico di pressione su India e Cina con l'obiettivo di spingere i due colossi asiatici contro la Russia. Arrivando persino a minacciare entrambi i Paesi di "conseguenze" nel caso in cui decidano di non allinearsi.
Dopo aver preso l'ennesima sberla, ora Borrell si lamenta che il G20 non sia più un forum economico. Vale la pena ricordare, peraltro, che il G20, alla pari del G7, è uno strumento inventato dall'Occidente per aggirare l'ONU, dove il potere di veto di Cina e Russia ha sempre limitato lo strapotere dell'Occidente e, in particolare, degli Stati Uniti. Personaggio sinceramente imbarazzante.
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Devdiscourse
G20 no longer an economic forum - EU's Borrell
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Forwarded from 📇📃Reality Of War🔎📖 (Fabio❄)
🇷🇺 Grazie alle sanzioni occidentali, non solo è aumentata la produzione industriale russa, le nicchie lasciate libere dall'Occidente sono state occupate da aziende cinesi, dall'abbigliamento all'elettronica fino alle automobili. La Mercedes ha venduto il suo stabilimento alla periferia di Mosca alla Hongqi (Bandiera Rossa, in cinese). I russi che se lo possono permettere guideranno le berline di lusso cinesi invece delle Mercedes. La quota di mercato delle auto cinesi è passata dal 10% al 38%.
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LINK CANALE:➡️@realityofwar
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🇺🇸 Gli Usa stanno conducendo colloqui preliminari con paesi del G7 per decidere sanzioni contro la Cina in caso di sostegno militare cinese alla Russia. - Reuters
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Forwarded from The Sirius Report
Lavrov:
Russia is determined to form independent payment systems and expand settlements in national currencies within the framework of BRICS, SCO and EAEU.
Russia is determined to form independent payment systems and expand settlements in national currencies within the framework of BRICS, SCO and EAEU.
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🇳🇴 La Norvegia si prepara al trasferimento dei Leopard 2A4 in Ucraina. Sempre peggio....
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🇷🇺 Un aereo russo è precipitato a Yenakievo nella repubblica di Donetsk. I piloti si sono eiettati dall'abitacolo.
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È notizia di questo mese che le Filippine hanno “offerto” altre quattro basi militari agli Stati Uniti nell’arcipelago, che vanno ad aggiungersi alle cinque dell’accordo del 2014 e a integrare il cosiddetto “Sistema di San Francisco”, un’estesa rete militare americana nel Pacifico. Tutto ciò senza contare le forze statunitensi già dispiegate nella penisola coreana (la più grande base delle forze di terra all’estero: Camp Humphreys), oppure la Andersen Air Force Base, situata nell’isola di Guam, ove sono posizionati missili cruise e bombardieri B-51 e B-52. E ancora le basi militari e d’intelligence in Australia e Nuova Zelanda, tra le quali la più importante è quella di Pine Gap nei pressi di Alice Spring, la più grande base satellitare USA all’estero. Le diverse basi USA nel Pacifico permettono a Washington di schierare rapidamente forze militari di ogni tipo per fronteggiare eventuali minacce poste da Corea del Nord e Cina. Esse ospitano i sistemi antibalistici statunitensi, costituendo quindi un elemento fondamentale dello scudo missilistico USA. Inoltre, la United States Forces Japan (USFJ) stanziata in Giappone può contare, tra l’altro, sulla Yokota Air Base, circa 30 km a ovest di Tokyo. La base dalla U.S. Navy di Yokosuka, sede del comando della Settima Flotta, è la più grande base navale americana al di fuori del territorio degli Stati Uniti. Quindi la famosa base aerea di Kadena, situata nell’isola di Okinawa, vale a dire l’aeroporto militare principale statunitense nell’area del Pacifico, sede di molti gruppi aerei della U.S. Air Force, tra cui il 18th Air Wing, il maggiore di tutta l’aeronautica degli Stati Uniti. Poi la Misawa Air Base, sempre in Giappone, sede anche di truppe di terra e di navi militari, sito di sorveglianza spaziale e una delle più grandi stazioni terrestri di Echelon.
In sintesi: in geopolitica non esiste niente di più americano delle basi militari degli Stati Uniti all’estero. La strategia di Washington consiste nell’impedire l’emersione di rivali assumendo una postura militare avanzata inibendo agli avversari di uscire di casa. (Mario Rossi, facebook)
In sintesi: in geopolitica non esiste niente di più americano delle basi militari degli Stati Uniti all’estero. La strategia di Washington consiste nell’impedire l’emersione di rivali assumendo una postura militare avanzata inibendo agli avversari di uscire di casa. (Mario Rossi, facebook)
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