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Media is too big
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La russia ha riferito di aver catturato Zverevo (e la maggior parte di Belgika) sugli approcci meridionali a Pokrovsk e Novoekonomichevsk sul fianco orientale di Mirnograd.
Il cappio sta iniziando a stringersi intorno all'area urbana di Pokrovsk-Mirnograd
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Si riferisce che Radkovka e Golubovka siano cadute sotto il controllo delle RFAF
Le periferie settentrionali di Kupayansk sono a poche centinaia di metri
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π€π¨π³ I robot regolano il traffico a Shangai
L'uso dei robot Γ¨ molto diffuso nella Repubblica Popolare Cinese. A Shanghai ora vengono utilizzati anche per regolare il traffico stradale al fine di aumentare la sicurezza e l'efficienza sulle strade.
L'uso dei robot Γ¨ molto diffuso nella Repubblica Popolare Cinese. A Shanghai ora vengono utilizzati anche per regolare il traffico stradale al fine di aumentare la sicurezza e l'efficienza sulle strade.
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Forwarded from Pino Cabras
LA FINE DEL CARISMA ARTIFICIALE DI ZELENSKY
Quando il 22 marzo 2022 - assieme a tutti i parlamentari di Alternativa - mi rifiutai di assistere in Parlamento al monologo di Zelensky, fui bersagliato da un coro di giornali e politici tutti coinvolti in quella gigantesca operazione promozionale a sua volta organizzata da un gigantesco apparato internazionale di pubbliche relazioni legato alla NATO.
In quel tempo, sottolineavo che le forze parlamentari dovevano poter interloquire e nel caso criticare. Quindi era irricevibile la pretesa di ridurre le Camere a una claque passiva. Insistevo sul fatto che non si doveva accettare di fare da tappezzeria, da sfondo muto di un personaggio controverso (appena pochi giorni prima, in collegamento con il Parlamento greco, aveva dato la parola a un lugubre miliziano nazista del battaglione Azov).
Ribadivo che quello era solo marketing di guerra e ricordavo quanto fosse corrotta oltre ogni immaginazione la rete di potere che aveva creato dal nulla il presidente ucraino, al punto da far prevedere il peggio nell'enorme traffico incontrollabile, opaco e pericoloso delle forniture d'armi.
Non seguivo insomma la moda imposta, non mi fidavo, sapevo da molti anni dei retroscena (peraltro alla portata di tutti) sul personaggio. Avevo anche abbastanza esperienza per riconoscere la maniacale univocitΓ con cui la Grande Fabbrica del Sogno e della Menzogna sa costruire di volta in volta, in base a convenienze del momento, una narrazione: una visione da "pensiero unico" che fa vedere e replica all'infinito solo una dimensione, fino a nascondere in malafede le enormi ombre dei personaggi posti su un piedistallo di carisma artificiale, come appunto Zelensky. Sapevo anche il prezzo da pagare per osare un giudizio libero: essere assimilato a un megafono di Putin.
Oggi, guarda un po', presso le stesse testate che cercavano di ritagliare sul presidente ucraino la postura e la statura dell'eroe, si cominciano a contare le copertine che sono invece a un passo dal "de profundis" di Zelensky: egli ormai viene demolito, Γ¨ trattato da dittatore, corrotto, incapace, definitivamente in disgrazia e impresentabile.
Vi dirΓ²: non sono minimamente sorpreso. Questo Γ¨ da tempo un sistema orwelliano senza rimorsi che porta facilmente dalle stelle alle stalle i personaggi di cartone della sua industria dell'eroismo. Montagne russe. Anzi, ucraine. Anzi, londinesi.
Poi, quando le guerre vanno male, prima o poi le teste cadono.
Per parte mia, credo sia una questione di salute: dobbiamo essere fuori moda se la moda Γ¨ la guerra totale. CapiterΓ che si adeguino loro - seppure a malincuore - a chi si Γ¨ tenuto il buon senso e la memoria.
Quando il 22 marzo 2022 - assieme a tutti i parlamentari di Alternativa - mi rifiutai di assistere in Parlamento al monologo di Zelensky, fui bersagliato da un coro di giornali e politici tutti coinvolti in quella gigantesca operazione promozionale a sua volta organizzata da un gigantesco apparato internazionale di pubbliche relazioni legato alla NATO.
In quel tempo, sottolineavo che le forze parlamentari dovevano poter interloquire e nel caso criticare. Quindi era irricevibile la pretesa di ridurre le Camere a una claque passiva. Insistevo sul fatto che non si doveva accettare di fare da tappezzeria, da sfondo muto di un personaggio controverso (appena pochi giorni prima, in collegamento con il Parlamento greco, aveva dato la parola a un lugubre miliziano nazista del battaglione Azov).
Ribadivo che quello era solo marketing di guerra e ricordavo quanto fosse corrotta oltre ogni immaginazione la rete di potere che aveva creato dal nulla il presidente ucraino, al punto da far prevedere il peggio nell'enorme traffico incontrollabile, opaco e pericoloso delle forniture d'armi.
Non seguivo insomma la moda imposta, non mi fidavo, sapevo da molti anni dei retroscena (peraltro alla portata di tutti) sul personaggio. Avevo anche abbastanza esperienza per riconoscere la maniacale univocitΓ con cui la Grande Fabbrica del Sogno e della Menzogna sa costruire di volta in volta, in base a convenienze del momento, una narrazione: una visione da "pensiero unico" che fa vedere e replica all'infinito solo una dimensione, fino a nascondere in malafede le enormi ombre dei personaggi posti su un piedistallo di carisma artificiale, come appunto Zelensky. Sapevo anche il prezzo da pagare per osare un giudizio libero: essere assimilato a un megafono di Putin.
Oggi, guarda un po', presso le stesse testate che cercavano di ritagliare sul presidente ucraino la postura e la statura dell'eroe, si cominciano a contare le copertine che sono invece a un passo dal "de profundis" di Zelensky: egli ormai viene demolito, Γ¨ trattato da dittatore, corrotto, incapace, definitivamente in disgrazia e impresentabile.
Vi dirΓ²: non sono minimamente sorpreso. Questo Γ¨ da tempo un sistema orwelliano senza rimorsi che porta facilmente dalle stelle alle stalle i personaggi di cartone della sua industria dell'eroismo. Montagne russe. Anzi, ucraine. Anzi, londinesi.
Poi, quando le guerre vanno male, prima o poi le teste cadono.
Per parte mia, credo sia una questione di salute: dobbiamo essere fuori moda se la moda Γ¨ la guerra totale. CapiterΓ che si adeguino loro - seppure a malincuore - a chi si Γ¨ tenuto il buon senso e la memoria.
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Forwarded from Giubbe Rosse
CARREFOUR TORNA ITALIANA
Carrefour Italia Γ¨ stata acquisita dalla societΓ italiana NewPrinces (ex Newlat) per circa 1 miliardo di euro, secondo quanto riportato da diverse fonti recenti. L'operazione, annunciata il 24 luglio 2025, riguarda oltre 1.200 punti vendita e circa 18.000 dipendenti.
Il marchio Carrefour rimarrΓ in uso per tre anni, per poi essere sostituito dal brand GS. Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha espresso apprezzamento per lβoperazione, sottolineando il rafforzamento del Made in Italy. Questa acquisizione rende NewPrinces il secondo gruppo italiano nel settore alimentare per fatturato e il primo per occupazione.
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Carrefour Italia Γ¨ stata acquisita dalla societΓ italiana NewPrinces (ex Newlat) per circa 1 miliardo di euro, secondo quanto riportato da diverse fonti recenti. L'operazione, annunciata il 24 luglio 2025, riguarda oltre 1.200 punti vendita e circa 18.000 dipendenti.
Il marchio Carrefour rimarrΓ in uso per tre anni, per poi essere sostituito dal brand GS. Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha espresso apprezzamento per lβoperazione, sottolineando il rafforzamento del Made in Italy. Questa acquisizione rende NewPrinces il secondo gruppo italiano nel settore alimentare per fatturato e il primo per occupazione.
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Fonte: Khaosod
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Area di avanzamento: 8,39 kmΒ²
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Area delle avanzate: 12,47 kmΒ²
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Le posizioni dei nostri combattenti sono state identificate oltre la seconda linea esterna della pianura di Kupiansk, all'incrocio tra le vie Mechnikov e Michurin, giΓ al limite della cittΓ .
Pertanto, si puΓ² dire che entrambe le linee di difesa della pianura settentrionale sono state prese con successo da noi, inclusa Golubovka, che il nostro Ministero della Difesa annuncerΓ a breve.
Kupiansk segue allegramente Pokrovske come un convoglio verso il suo porto di casa.
diagrammi e mappe
E tutto questo avviene mentre il narcocapo dichiara l'assenza di qualsiasi progresso sul fronte
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