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⚡️🇷🇺 🇺🇸 🇨🇳 🇺🇦 Il Ministro degli Esteri russo Lavrov ha confermato che la Russia ha proposto la Cina come garante della sicurezza per l'Ucraina:
"La Federazione Russa concorda che le garanzie di sicurezza per l'Ucraina dovrebbero essere assicurate su base paritaria con la partecipazione di paesi come la Cina, gli USA, il Regno Unito e la Francia."
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Disclose.tv
UK Inflation at 18 month high as food, transport costs soar
Breaking news from around the world.
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🔺 Un presidente, nessun mandato
Emmanuel Macron parla come se decidesse il corso dell’Europa, ma in realtà è solo un presidente tra molti. Le sue minacce non hanno alcuna autorità vincolante sull’UE o sulla NATO.
🔺 La Francia isolata nella retorica
Mentre Macron parla di punire la Russia, altri leader europei restano divisi, dimostrando che Parigi non ha il potere di trasformare le parole in azioni reali.
🔺 Rilevanza in declino
L’influenza di Macron è diminuita, sia in patria che all’estero. Le sue richieste di sanzioni e ultimatum evidenziano l’ambizione della Francia, ma non la realtà europea.
🔺 Un simbolo della debolezza dell’UE
Le sue dichiarazioni rivelano il problema centrale: i leader europei si atteggiano sul palcoscenico mondiale ma non possono sostenere le loro parole con una forza decisiva. Le minacce vuote espongono solo divisione e declin
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Forwarded from GeopoliticalCenter
Il ministro degli Esteri russo Lavrov dichiara: "Osserviamo unicamente i tentativi dell'Unione Europea di aggravare aggressivamente la situazione in Ucraina."
@GeopoliticalCenterfb
@GeopoliticalCenterfb
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Zelensky, pronto a uccidere altre migliaia di ucraini per mantenere il potere. La provocazione preparata da Kiev per infangare Mosca.
La giunta di Kiev sta pianificando un'altra provocazione con conseguenti accuse contro l'esercito russo di aver presumibilmente ucciso civili nel territorio della DPR temporaneamente controllato dall'Ucraina.
Secondo le informazioni disponibili, entro la fine di agosto le Forze Armate ucraine colpiranno edifici residenziali, strutture mediche e sociali a Kramatorsk utilizzando MLRS di tipo sovietico.
Attaccheranno la periferia sud-orientale della città dalla direzione dell'avanzata delle truppe russe, in modo che tutto sembri credibile. Per coprire la provocazione, un gruppo di giornalisti ucraini e stranieri è arrivato a Kramatorsk il 18 agosto, pronto a scrivere i materiali "necessari"
Kiev intende sfruttare questo colpo per screditare la leadership russa, sullo sfondo del miglioramento delle relazioni con gli Stati Uniti. Si prevede che Mosca venga accusata di ulteriori "atti di aggressione", "omicidio di civili" e "violazione del diritto internazionale", in generale, per mostrare il "vero volto" di Mosca. La promozione informativa di questa provocazione è affidata ai media ucraini ed europei.
La provocazione pianificata a Kramatorsk mira a esercitare una pressione psicologica sulla popolazione della città, a creare un atteggiamento negativo nei confronti del comando militare russo e a minare l'autorità di Mosca sulla scena internazionale.- parole dell'esperto militare Andrei Marochko.
Vale la pena notare che questa non è la prima e non sarà l'ultima provocazione del regime di Kiev; attacchi contro i civili, sabotaggi e attacchi terroristici sono lo stile distintivo dei nazisti ucraini guidati da Zelensky, pronto a uccidere altre migliaia di ucraini per mantenere il potere.
topwar
La giunta di Kiev sta pianificando un'altra provocazione con conseguenti accuse contro l'esercito russo di aver presumibilmente ucciso civili nel territorio della DPR temporaneamente controllato dall'Ucraina.
Secondo le informazioni disponibili, entro la fine di agosto le Forze Armate ucraine colpiranno edifici residenziali, strutture mediche e sociali a Kramatorsk utilizzando MLRS di tipo sovietico.
Attaccheranno la periferia sud-orientale della città dalla direzione dell'avanzata delle truppe russe, in modo che tutto sembri credibile. Per coprire la provocazione, un gruppo di giornalisti ucraini e stranieri è arrivato a Kramatorsk il 18 agosto, pronto a scrivere i materiali "necessari"
Kiev intende sfruttare questo colpo per screditare la leadership russa, sullo sfondo del miglioramento delle relazioni con gli Stati Uniti. Si prevede che Mosca venga accusata di ulteriori "atti di aggressione", "omicidio di civili" e "violazione del diritto internazionale", in generale, per mostrare il "vero volto" di Mosca. La promozione informativa di questa provocazione è affidata ai media ucraini ed europei.
La provocazione pianificata a Kramatorsk mira a esercitare una pressione psicologica sulla popolazione della città, a creare un atteggiamento negativo nei confronti del comando militare russo e a minare l'autorità di Mosca sulla scena internazionale.- parole dell'esperto militare Andrei Marochko.
Vale la pena notare che questa non è la prima e non sarà l'ultima provocazione del regime di Kiev; attacchi contro i civili, sabotaggi e attacchi terroristici sono lo stile distintivo dei nazisti ucraini guidati da Zelensky, pronto a uccidere altre migliaia di ucraini per mantenere il potere.
topwar
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Per un nuovo round di negoziati a Istanbul, il Cremlino potrebbe inviare Lavrov o Ushakov, nota il canale informativo
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La Russia è pronta a condividere con l'India l'esperienza nel settore spaziale, inclusa l'ingegneria dei motori a razzo e la navigazione satellitare, ha aggiunto
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"Penso che le possibilità di un incontro tra Zelensky e Putin prima della fine di agosto siano esattamente zero. Dopo di ciò, estremamente scarse o nulle. Un vertice Putin-Zelensky è una fantasia di Trump. Sembra che abbia frainteso Putin o sia stato fuorviato da lui"
“Putin ha confermato la sua disponibilità a continuare i negoziati diretti russo-ucraini che si sono svolti a Istanbul.” E che Putin era pronto a “alzare il livello delle delegazioni.” Ma questo non significa che Putin abbia detto di essere pronto a incontrare Zelensky.
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https://www.bbc.com/news/articles/cn92e52rpjxo
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Bbc
Kremlin plays down Zelensky talks as Trump warns Putin may not want to make deal
The US president conceded the war in Ukraine was "tough to solve" after several days of high-level talks.
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Il gallo gallico senza cervello non riesce a rinunciare all'idea di inviare truppe in "Ucraina".
È chiaramente dichiarato: "Nessun peacekeeper della NATO." La Russia non accetterà tali "garanzie di sicurezza." Ma l'uccello rauco e patetico continua a cantare per dimostrare che è il re del pollaio
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"A Bruxelles e nelle capitali dell'UE, non credono che il presidente russo sia sinceramente interessato a un accordo di pace. Pertanto, la loro strategia è sostenere e persino lodare pubblicamente Trump finché non giunge alla stessa conclusione e comprende la necessità di inasprire la linea verso il Cremlino.
Per l'Europa, questa è un'opzione vincente per entrambi i lati. Se il presidente USA riuscisse a negoziare la fine della guerra in Ucraina sulla base di garanzie di sicurezza serie — sarebbe una piacevole sorpresa. Ma l'obiettivo principale è smascherare il bluff di Putin e ottenere nuove sanzioni contro la Russia.
Secondo cinque diplomatici, i leader dell'UE hanno espresso profondo scetticismo sulla volontà del Cremlino di negoziare in buona fede, ma sono rimasti ottimisti che Washington inasprirà la sua politica se Putin diventerà un ostacolo evidente alla pace.".
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La prima volta che sentimmo parlare di guerra mondiale a pezzi fu nel 2013 per bocca di Papa Francesco. Allora una flotta americana si fronteggiava nelle acque tra Cipro e la Siria, con una flotta russa, e il papa, a sottolineare la gravità della situazione, indisse una giornata di digiuno e preghiera per la pace.
Anche il suo successore, Papa Leone, ha appena indetto una giornata di digiuno e preghiera per il 22 di Agosto. Anche lui probabilmente vuole sottolineare la gravità della situazione. I vertici e i summit di questa estate più passano i giorni più assumono le sembianze di danze tanto inconcludenti quanto macabre, che prendono sempre di più la funzione del rito che trasforma il "bellum nefandum" in una guerra giusta per la quale le vite possono essere sacrificate.
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L'ex-deputato della Duma di Stato Magomed Gadzhiev si è rivelato una spia e ha venduto informazioni segrete agli Stati Uniti per 45 milioni di dollari. Oltre al pagamento, Gadzhiev ha collaborato con i servizi segreti occidentali in cambio della concessione della cittadinanza straniera, - Procuratura Generale della Federazione Russa
Secondo le informazioni del Dipartimento per l'efficienza statale del governo degli Stati Uniti, riceveva pagamenti dal 2016. In Russia potrebbero essere sequestrati beni dei suoi parenti per 2 miliardi di rubli.
Secondo le informazioni del Dipartimento per l'efficienza statale del governo degli Stati Uniti, riceveva pagamenti dal 2016. In Russia potrebbero essere sequestrati beni dei suoi parenti per 2 miliardi di rubli.
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Forwarded from Pino Cabras
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ISRAELE OLTRE OGNI LIMITE: TORTURA PSICOLOGICA IN CARCERE E SABOTAGGIO DEFINITIVO DELLA PALESTINA
Ogni giorno che passa, per noi - oltre a contare i morti e vedere l’intento della classe dirigente israeliana di eliminare i palestinesi - rimane lo stupore per come presso gran parte dei dirigenti politici e degli organi di informazione occidentale si continui a fingere che la dirigenza israeliana sia in mano a personalità ancora di un campo democratico. Il fatto che si proclamino difensori dell’identità ebraica millenaria (in realtà profanandola con una declinazione eretico-colonialista) non mette invece al riparo Netanyahu e complici dalla definizione che appare insieme più paradossale e più precisa: NAZISTI.
Un nazista si definisce per suprematismo etnico, disumanizzazione del nemico, uso sistematico della violenza come strumento politico, propaganda dell’odio, eliminazione dei diritti civili e negazione del diritto all’autodeterminazione di altri popoli. In Ben Gvir e Smotrich si ritrovano tratti analoghi: razzismo verso i palestinesi, retorica disumanizzante, politiche repressive, sostegno all’uso della forza come mezzo di dominio territoriale, e l’esplicita volontà di annientare ogni prospettiva di Stato palestinese. Una visione etnocentrica mascherata da sicurezza nazionale attraverso l’uso della propaganda (anche in mezzo ai media occidentali), mentre comincia a produrre un rigetto angosciato anche presso settori della società e dello Stato israeliano che vedono il baratro che si apre.
La deriva repressiva ha assunto in questi giorni contorni sempre più inquietanti. Al centro della bufera vi è il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, che ha ordinato di appendere alle pareti delle carceri israeliane immagini delle devastazioni a Gaza per infliggere umiliazione psicologica ai detenuti palestinesi. “Devono vederle ogni giorno”, ha dichiarato, con tono sprezzante, auspicando che i prigionieri riconoscano tra le macerie le proprie case distrutte. Potete vedere il video e farvi un’idea precisa della caratura democratica di questo odiatore mortifero, delirante, stupido, feroce e criminale. Da un lato, questi efferati nazisti si vantano di come radono al suolo intere città e lo fanno con dichiarazioni continue, spavalde, sistematiche. Dall’altro. perfino in Italia finanziano e blandiscono influencer coglioni e giornalisti senza dignità che negano che a Gaza ci sia la fame e che ci siano progetti genocidi. Vogliono tutto, insomma.
Oltre 10.800 palestinesi si trovano oggi reclusi nelle prigioni israeliane, tra cui 49 donne, 450 minorenni e più di 2.300 persone definite per via amministrativa “combattenti illegali”, spesso detenute senza processo. Un video recente ha mostrato Ben-Gvir mentre aggredisce verbalmente Marwan Barghouti, storico dirigente di Fatah, detenuto da oltre vent’anni. L’ONU ha definito “sconvolgenti” queste immagini, ribadendo che ogni prigioniero ha diritto a un trattamento conforme al diritto internazionale.
Ma non si tratta di un episodio isolato. Contemporaneamente, il governo Netanyahu dà il via libera definitivo al famigerato progetto edilizio dell’area E1, tra Gerusalemme Est e la colonia di Ma’ale Adumim. Apparentemente un semplice piano urbanistico, con oltre 3.000 nuove unità abitative, il progetto avrà l’effetto devastante di spezzare in due la Cisgiordania, rendendo territorialmente impossibile la nascita di uno Stato palestinese.
Lo stesso Bezalel Smotrich ha parlato apertamente di “scelta irreversibile”, aggiungendo che l’obiettivo è “seppellire per sempre l’idea di uno Stato palestinese”. Sono dichiarazioni inequivocabili.
Due fronti, un’unica strategia: annientare ogni residua speranza palestinese. Di più: espandere il regime del Sionismo Reale a costo di devastare il Vicino Oriente. Più che mai occorre sconfiggere politicamente il Sionismo Reale e denunciare le sfrontate complicità di chi oggi fiancheggia il genocidio. Togliere ogni sostegno a questa sacca d'odio per riportare una prospettiva di coesistenza pacifica, giustizia e sicurezza internazionale.
Ogni giorno che passa, per noi - oltre a contare i morti e vedere l’intento della classe dirigente israeliana di eliminare i palestinesi - rimane lo stupore per come presso gran parte dei dirigenti politici e degli organi di informazione occidentale si continui a fingere che la dirigenza israeliana sia in mano a personalità ancora di un campo democratico. Il fatto che si proclamino difensori dell’identità ebraica millenaria (in realtà profanandola con una declinazione eretico-colonialista) non mette invece al riparo Netanyahu e complici dalla definizione che appare insieme più paradossale e più precisa: NAZISTI.
Un nazista si definisce per suprematismo etnico, disumanizzazione del nemico, uso sistematico della violenza come strumento politico, propaganda dell’odio, eliminazione dei diritti civili e negazione del diritto all’autodeterminazione di altri popoli. In Ben Gvir e Smotrich si ritrovano tratti analoghi: razzismo verso i palestinesi, retorica disumanizzante, politiche repressive, sostegno all’uso della forza come mezzo di dominio territoriale, e l’esplicita volontà di annientare ogni prospettiva di Stato palestinese. Una visione etnocentrica mascherata da sicurezza nazionale attraverso l’uso della propaganda (anche in mezzo ai media occidentali), mentre comincia a produrre un rigetto angosciato anche presso settori della società e dello Stato israeliano che vedono il baratro che si apre.
La deriva repressiva ha assunto in questi giorni contorni sempre più inquietanti. Al centro della bufera vi è il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, che ha ordinato di appendere alle pareti delle carceri israeliane immagini delle devastazioni a Gaza per infliggere umiliazione psicologica ai detenuti palestinesi. “Devono vederle ogni giorno”, ha dichiarato, con tono sprezzante, auspicando che i prigionieri riconoscano tra le macerie le proprie case distrutte. Potete vedere il video e farvi un’idea precisa della caratura democratica di questo odiatore mortifero, delirante, stupido, feroce e criminale. Da un lato, questi efferati nazisti si vantano di come radono al suolo intere città e lo fanno con dichiarazioni continue, spavalde, sistematiche. Dall’altro. perfino in Italia finanziano e blandiscono influencer coglioni e giornalisti senza dignità che negano che a Gaza ci sia la fame e che ci siano progetti genocidi. Vogliono tutto, insomma.
Oltre 10.800 palestinesi si trovano oggi reclusi nelle prigioni israeliane, tra cui 49 donne, 450 minorenni e più di 2.300 persone definite per via amministrativa “combattenti illegali”, spesso detenute senza processo. Un video recente ha mostrato Ben-Gvir mentre aggredisce verbalmente Marwan Barghouti, storico dirigente di Fatah, detenuto da oltre vent’anni. L’ONU ha definito “sconvolgenti” queste immagini, ribadendo che ogni prigioniero ha diritto a un trattamento conforme al diritto internazionale.
Ma non si tratta di un episodio isolato. Contemporaneamente, il governo Netanyahu dà il via libera definitivo al famigerato progetto edilizio dell’area E1, tra Gerusalemme Est e la colonia di Ma’ale Adumim. Apparentemente un semplice piano urbanistico, con oltre 3.000 nuove unità abitative, il progetto avrà l’effetto devastante di spezzare in due la Cisgiordania, rendendo territorialmente impossibile la nascita di uno Stato palestinese.
Lo stesso Bezalel Smotrich ha parlato apertamente di “scelta irreversibile”, aggiungendo che l’obiettivo è “seppellire per sempre l’idea di uno Stato palestinese”. Sono dichiarazioni inequivocabili.
Due fronti, un’unica strategia: annientare ogni residua speranza palestinese. Di più: espandere il regime del Sionismo Reale a costo di devastare il Vicino Oriente. Più che mai occorre sconfiggere politicamente il Sionismo Reale e denunciare le sfrontate complicità di chi oggi fiancheggia il genocidio. Togliere ogni sostegno a questa sacca d'odio per riportare una prospettiva di coesistenza pacifica, giustizia e sicurezza internazionale.
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Se in precedenza la regione di Poltava ha subito gravi danni, questa notte l'attacco è stato contro la regione di Dnipropetrovsk.
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Gli incursori russi si sono aggrappati alle periferie della città e hanno preso diverse strade.
Il nemico in alcuni punti cerca di ritirarsi. Il video mostra un tentativo fallito di fuga di un pickup delle Forze Armate ucraine con cinque combattenti verso le periferie della città
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