Giuseppe Masala Chili 🌶
22.5K subscribers
64.5K photos
30.1K videos
67 files
24.4K links
Lettore appassionato e scrittore incostante. Topografo degli abissi. Diversamente inabile. A volte manniano tendenza Giuseppe a volte céliniano tendenza Bardamu.
Download Telegram
Lunedì la lira turca si indebolisce raggiungendo un record storico negativo:oltre le 9 lire turche per dollaro.

Newsweek: la Turchia diventa un problema per la NATO

"Le azioni della Turchia, compreso il conflitto con gli alleati della NATO, hanno reso Ankara una sfida all'alleanza e gli Stati Uniti devono prenderla sul serio".
Forwarded from Eventi Avversi News
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
Molte segnalazioni di morte di ragazzi e bambini in VAERS, numerosi per problemi cardiaci subito dopo la somministrazione del vaccino
Forwarded from The Unconditional Blog
Dato che la Scienza è Scienza e le chiacchiere sono sempre state solo chiacchiere una ricerca pubblicata su Science conferma quello che sappiamo da sempre: l'unica uscita dal covid19 è attraverso l'immunità di gregge basata sull'immunità naturale e una piccola parte di vaccini per i soggetti più fragili.

Nello studio i ricercatori hanno confermato che l'immunità naturale è enormemente più potente di quella da vaccino (ammesso che il vaccino non ti faccia schiattare) isolando dai pazienti guariti dal covid19 in modo naturale anticorpi efficaci con 23 varianti del virus anche a concentrazioni sub-nanomolari. Ripeto: VENTITRE' varianti del virus.

Inoltre, esaminata in vitro, la combinazione di questi anticorpi RIDUCE la possibilità di generare varianti resistenti.

Quindi noi ci stiamo baloccando con vaccini pieni di effetti collaterali tra l'altro sviluppati sul virus originale che nel frattempo è mutato quando l'immunità naturale conferisce immunizzazione contro almeno 23 varianti diverse.

Ok, logico.

In un altro studio pubblicato sempre su #Science, i ricercatori hanno scoperto (o meglio confermato) che la memoria immunitaria contro il covid19 nei guariti si conserva a LIVELLO DI TESSUTI e non solo a livello sanguigno. In particolare i ricercatori hanno scoperto che viene conservata nel midollo osseo, nella milza, nei polmoni e in molti linfonodi.

"Messi insieme i risultati indicano un coordinamento della memoria cellulare e umorale contro il SARS-CoV-2 a livello dei tessuti locali [da attivarsi] contro le future infezioni"

Sono abbastanza vecchio da ricordare quando il sistema immunitario negli umani non era una teoria della cospirazione.

(Guglielmo Mengora)

https://www.news-medical.net/amp/news/20210705/Scientists-identify-natural-SARS-CoV-2-super-immunity-against-23-variants.aspx?__twitter_impression=true
Draghi: limiti al diritto di manifestare. E anche l’articolo 17 della Costituzione saluta e se ne va bit.ly/3mHyVSx
Complottismo nel 2020

1) Terza dose di vaccino;
2) Passaporto vaccinale per lavorare e avere una vita sociale;
3) Apartheid sanitario per i non vaccinati;

Realtà 2021

1) Terza dose di vaccino;
2) Passaporto vaccinale per lavorare e avere una vita sociale;
3) Apartheid sanitario per i non vaccinati;
Forwarded from CasaDelSoleTV (casadelsoletv)
Giorgio Agamben: Lo Stato come Ponzio Pilato

E’ lo stesso Stato a declinare ogni responsabilità, lo ha fatto con la legge sullo scudo penale che menziona l’omicidio colposo e lesioni colpose. Al contempo, spiega il filosofo Giorgio Agamben, in audio alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, lo Stato cerca di costringere con ogni mezzo i cittadini a vaccinarsi privandoli persino della possibilità…

https://casadelsole.tv/giorgio-agamben-lo-stato-come-ponzio-pilato/
Forwarded from Eventi Avversi News
Il Texas vieta di imporre obblighi vaccinali a QUALSIASI istituzione.
LA STORIA CHE SUPERA QUALSIASI HORROR: VA’ E VEDI
Oggi è impossibile sottovalutare l’importanza che il cinema e la televisione hanno avuto nel costruire determinate visioni nell’immaginario collettivo: una larga parte della popolazione si costruisce un’immagine del passato e degli avvenimenti storici sulla base dei prodotti di intrattenimento visivi di cui fruisce, spesso senza approfondire l’argomento con studi specialistici.
La nostra visione della Seconda guerra mondiale, la Guerra, e in genere degli altri conflitti della storia umana è stata pesantemente influenzata dalle centinaia di pellicole a tema che negli anni sono state proposte in televisione.
Nel nostro paese è sempre stata dominante la cinematografia americana, con i suoi eroi muscolosi, gli aerei rombanti e i krukki kattivi. Abbiamo anche visto pellicole incentrate sulle tragedie dei civili e degli oppressi, un filone che negli ultimi anni è diventato via via più popolare, ma in generale Hollywood ci ha presentato una guerra fatta di eroismo, sacrificio, retorica e spettacolarizzazione dei mezzi di morte.
Oggi invece vorremmo parlare di una pellicola sovietica uscita nelle sale nel 1985, Va’ e Vedi, girata dal regista lem Klimov.
IL FILM
La pellicola sembra un ibrido fra un documentario e un horror. L’essere stato girato esclusivamente con luce naturale rende il film sia verosimile che scuro, anche nelle scene ambientate in pieno giorno. Il punto di vista è quello del protagonista, un ragazzino di nome Flyora che lascia la famiglia per unirsi ai partigiani sovietici. Attraverso i suoi occhi assistiamo all’immersione in una fornace di orrori sempre maggiori, tanto surreali quanto drammaticamente reali.
I personaggi esprimono la reazione agli avvenimenti con primi piani che guardando direttamente in camera chiamano in causa lo spettatore, sguardi lunghi, fissi, che contribuiscono al clima di inquietudine e malessere che permane la pellicola. Il centro non è la grande battaglia, la retorica, ma l’atroce realismo dei traumi che l’esperienza bellica impone all’essere umano.
Il volto dell’attore Aleksei Kravchenko diventa la mappa che segna il passo del progredire della disperazione: da ragazzino florido e gioviale fino alla creatura smagrita, emaciata, pallida, coi capelli grigi in cui si muta alla fine del film.
Il makeup fa sembrare i volti dei personaggi, dagli occhi vitrei e coperti di sangue, usciti direttamente da un film dell’orrore.
Infatti, il registro è lo stesso del genere horror, con la macchina che insegue il protagonista, la musica angosciosa, il costante senso di pericolo imminente, gli inquietanti primi piani, le futili fughe da un male incomprensibile e contro cui non vi sono difese. Il messaggio è chiaro: la realtà creata dall’uomo è più terrificante e mostruosa di qualsiasi cosa possa partorire l’immaginazione.
La colonna sonora contribuisce con i suoi miscugli fra valzer e suoni ambientali, suoni struggenti che riflettono le emozioni e i traumi interiori dei personaggi. Dato che seguiamo Flyora, quando viene parzialmente assordato in un bombardamento anche la qualità dei suoni cambia, facendoci non solo vedere ma anche sentire quello che vede e sente lui.
Klimov nella ricerca del realismo oltre a usare solo luce naturale, veste i suoi attori con autentiche uniformi della Seconda guerra mondiale e arriva a sparare sopra le loro teste con proiettili veri (“10 cm sopra la mia testa”, dirà Kravchenko).
Alcuni tacciano la pellicola di essere propaganda sovietica, ma come è possibile vedere anche i "buoni" sono dipinti non sempre in una buona luce: i partigiani che vengono a prendere il protagonista all'inizio del film non esitano a derubare la madre del giovane, mentre quest'ultimo poco più avanti insieme a un partigiano ruberà una mucca a un collaborazionista.
Non ci sono eroi, ma soltanto sopravvissuti che tirano avanti con le proprie cicatrici.
LA STORIA
Il film è basato su un romanzo del 1978 di Ales Adamovich, ex-partigiano bielorusso, che partecipò alla scrittura della sceneggiatura. L’ambientazione è la Bielorussia durante la Seconda guerra mondiale, una regione quasi dimenticata ma che soffrì enormemente durante il conflitto: più di un quarto della sua popolazione, 2.230.000 persone, morirono durante il conflitto, la percentuale relativa più alta del conflitto.
Questa regione doveva, nei piani dei nazisti, essere “ripulita” dalle sottorazze slave per fornire Lebensraum, spazio vitale, ai coloni tedeschi.
Le cosiddette operazioni contro i banditi, ovvero i numerosissimi e ben armati partigiani sovietici, erano coperture per radere al suolo interi villaggi e sterminarne la popolazione. Ben prima dell’apertura dei Lager, i nazisti condussero con ferocia un “Olocausto delle pallottole”, ovvero lo sterminio degli ebrei tramite fucilazione.
L’unità tedesca che compare nella parte finale del film è ispirata alla Brigata Dirlewanger (link del nostro post a riguardo nei commenti), composta da bracconieri e criminali, considerata da molti studiosi l’unità più famigerata e feroce della guerra, tanto che persino le altre SS erano disgustate dai loro comportamenti barbarici. Con loro vi sono dei collaborazionisti indigeni, persone che realmente decisero di aiutare l’invasore per odio nei confronti di altre etnie locali o per trarne vantaggi, un elemento importante ma spesso trascurato dalla narrazione delle atrocità naziste.
Per quanto esagerata, paradossale e tanto orrida quanto grottesca possa sembrare, la scena clou della pellicola cattura appieno l’essenza della Dirlewanger, un’unità composta da criminali che beve, stupra, ride e buffoneggia mente tutt’intorno il mondo brucia.
(Da una pagina Facebook)
Prof. Paolo Puccetti
5 settembre 2021

È ormai chiaro che il 100% della popolazione ha incontrato, sta incontrando o incontrerà il virus. Stante l’attuale rischio assoluto della popolazione di morire di Covid che è pari allo 0,23%, quel 100% – se non ci siamo ancora arrivati – ci siamo comunque molto vicini. Che vuol dire? Che l’endemizzazione è in atto. Che è successo in definitiva? Che l’immunità naturale ha giocato il ruolo di arbitro delle nostre “traiettorie” (per usare la parola che compariva nel post di ieri). La stragrande maggioranza ha eliminato il virus senza farlo arrivare alle basse vie aeree e senza pertanto attivare il processo infiammatorio, e probabilmente senza produrre ulteriori anticorpi virus-specifici. Sono state sufficienti le IgA mucosali che riconoscono gli antigeni comuni a tutta la famiglia di Coronaviridae, con il prezioso contributo dell’interferone di tipo III (di cui nel post di ieri). Questi soggetti, se testati in quella finestra temporale (meno di una settimana), sono stati erroneamente definiti “portatori sani”: falso, non ne esistono.

Una significativa percentuale di popolazione anziana, per il difetto dell’immunità innata, ha permesso al virus di esprimere e mettere in circolo (dopo che questo era giunto ai polmoni, ma ci sono altre vie di ingresso; vedi il post di ieri) – ha permesso, dicevo – di esprimere la tossina spike, e ha pertanto sviluppato una forma di malattia il cui spettro va dal paucisintomatico alla sepsi virale, condizione quest’ultima letale.

Se chiamiamo i primi (i resistenti) “iporeattivi” (alla noxa patogena, ecco perché “ipo”; “abboccano” di meno all’amo tentatore dell’infiammazione), e chiamiamo i secondi “iper-reattivi” (“abboccano” di più), la popolazione di mezzo (la maggioranza), che identifichiamo come “normoreattivi”, ha subito una viremia al momento del contagio (il virus si è diffuso nell’organismo), ha manifestato i sintomi sistemici dell’infiammazione, ha subito i danni (più o meno gravi) della tossina ma ha sviluppato una risposta immune “acquisita”; ha prodotto cioè cellule T specifiche, che hanno, a loro volta, permesso alle cellule B di produrre anticorpi contro la specifica spike (le cellule T helper forniscono un necessario “aiuto”). Quest’ultimi hanno anticorpi anti-spike (che non serviranno loro per difendersi da un’eventuale reinfezione con variante che esprima diversa spike) ma hanno il vantaggio di aver “fatto un richiamo” – coinvolgendo le cellule T della memoria – contro gli antigeni comuni delle Coronaviridae. Il ciclo si ripeterà, stagionalmente, e parimenti il modello epidemiologico, salvo il fatto che a ogni stagione, progressivamente, una parte dei iporeattivi diventerà normoreattiva, e una parte dei normoreattivi diventerà iper-reattiva (invecchiando), secondo il modello epidemiologico stagionale dell’influenza. Qual è il messaggio?

Forzare ripetutamente con vaccini imperfetti in presenza del forte adiuvante rappresentato dall’acido nucleico, velocizzerà l’immunosenescenza.

I bambini, lascateli stare: hanno una vita prima dell’immunosenescenza!

Naturalmente non accenno nemmeno a tutti gli altri rischi dell’attuale riproposizione vaccinale (mRNA + Spike) di cui mi sono occupato più volte. Buona domenica!
Hanno paura delle piazze. Circolare del Ministero dell'Interno chiede che ai portuali triestini siano concessi tamponi gratuiti. Se li avranno i lavoratori di Trieste dovremmo averli tutti, o no? Avanti.
Porto di Napoli, oggi.
Forwarded from Giubbe Rosse
EFFETTO COVID, BUCO DA 22 MILIARDI PER COMUNI E REGIONI: "POSSIBILE IL TAGLIO DI SERVIZI PUBBLICI"
Un buco da 22,8 miliardi nelle casse degli enti locali italiani lasciato dalla pandemia. A lanciare l'allarme è il Comitato delle Regioni Ue che, nella settimana dedicata agli enti locali europei, ha presentato le stime del suo ultimo barometro. L'impronta lasciata nel 2020 dalla pandemia sulle amministrazioni locali del nostro Paese - emerge dal rapporto - è pesante: strette tra le maggiori spese da sostenere per far fronte all'emergenza e le mancate entrate dovute alla crisi, la perdita registrata è in termini assoluta la più alta d'Europa dopo la Germania, dove Laender e città hanno segnato un rosso di quasi 112 miliardi.
A livello europeo, il cosiddetto 'effetto forbice' per gli enti locali vale 180 miliardi di euro, pari alla somma delle maggiori spese dovute alla pandemia (125 miliardi) e delle mancate entrate (55 miliardi). Tutto questo, ha avvertito il presidente del Comitato, Apostolos Tzitzikostas, "potrebbe portare a tagliare i servizi pubblici, a meno che non arrivino urgentemente più risorse da fondi Ue e nazionali per sostenere progetti e programmi locali". Un allarme che riguarderebbe tutta l'Unione. (Fonte: Repubblica)

Traduciamo. Il prezzo dei vaccini, dei tamponi, degli acquisti del commissario straordinario li faranno pagare a voi in termini di tagli ai servizi. Per la cronaca, 22,8 miliardi è meno di quel poco che il PNNR prevedeva di investire in sanità da qui al 2027. Fate ciao con la manina alla sanità pubblica, signori. Vi hanno fregato per bene. 👋


🔽 Unisciti a Giubbe Rosse