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🇺🇸🇮🇷🇮🇱⚡️ - Attacchi aerei statunitensi/israeliani in corso a Teheran, in Iran.
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Bloomberg: 🔈
Dall'attacco degli Stati Uniti e di Israele all'Iran, Teheran ha probabilmente ricevuto centinaia di milioni di dollari di entrate aggiuntive dalle vendite di petrolio, poiché è diventata l'unico esportatore importante in grado di utilizzare lo Stretto di Hormuz.
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Il volume delle esportazioni di petrolio dell'Iran ha raggiunto più di un milione e mezzo di barili al giorno, con il livello degli sconti significativamente ridotto a circa 2-3 dollari al barile. In altre parole, l'Iran sta vendendo più petrolio e lo sta facendo a un prezzo vicino ai tassi del mercato globale; questo porta direttamente a un aumento delle entrate petrolifere.
Dall'attacco degli Stati Uniti e di Israele all'Iran, Teheran ha probabilmente ricevuto centinaia di milioni di dollari di entrate aggiuntive dalle vendite di petrolio, poiché è diventata l'unico esportatore importante in grado di utilizzare lo Stretto di Hormuz.
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Il volume delle esportazioni di petrolio dell'Iran ha raggiunto più di un milione e mezzo di barili al giorno, con il livello degli sconti significativamente ridotto a circa 2-3 dollari al barile. In altre parole, l'Iran sta vendendo più petrolio e lo sta facendo a un prezzo vicino ai tassi del mercato globale; questo porta direttamente a un aumento delle entrate petrolifere.
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Forwarded from Pino Cabras
𝗡𝗢𝗡 𝗥𝗘𝗚𝗜𝗠𝗘 𝗖𝗛𝗔𝗡𝗚𝗘: 𝗗𝗜𝗦𝗧𝗥𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘. 𝗟𝗔 𝗚𝗨𝗘𝗥𝗥𝗔 𝗔𝗟𝗟’𝗜𝗥𝗔𝗡 𝗘̀’ 𝗨𝗡 𝗣𝗥𝗢𝗚𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗖𝗔𝗢𝗦 𝗚𝗟𝗢𝗕𝗔𝗟𝗘
Andate al terzo capitolo del report “Quale via per la Persia? Opzioni per una nuova strategia americana verso l’Iran” e leggerete queste righe:
«Una insurrezione è spesso più facile da fomentare e da sostenere dall’estero… Fomentare un’insurrezione, notoriamente, richiede un impegno economico poco oneroso… sostenere di nascosto l’insurrezione consentirebbe agli Stati Uniti di poter negare in modo plausibile di averlo fatto, riducendo i contraccolpi sul piano diplomatico e politico… a differenza di quanto avverrebbe se gli Stati uniti si adoperassero per organizzare un’azione militare diretta… Dopo che il governo sarà per alcune volte finito sotto scacco, ci sarà anche il pretesto per agire.»
Firmato Brookings Institution (think tank senza fini di lucro con base a Washington), data 2009.
In nessun momento la coalizione Epstein, nel suo attacco all’Iran, si è posta un qualche obiettivo reale di “regime change”. Magari alcuni degli attori coinvolti hanno recitato questo ruolo, fossero consapevoli oppure no. Un modo per creare consenso presso certe figure influenti in giro per il mondo consisteva nell’attirarle con la promessa di un esito politico ordinato: togli gli Ayatollah e metti lo Scià.
Ma bastava guardare a tutte le guerre degli ultimi decenni nel cosiddetto Medio Oriente allargato, dalla Libia all’Afghanistan, per notare che non era questo l’obiettivo. I perturbatori occidentali e del Sionismo Reale non hanno mai puntato all’ordine, ma al caos. Consistente in una corona di stati falliti, non in grado di rimettersi in piedi, da ritagliare poi con nuovi confini, feudi, signorie della guerra deboli e manovrabili, tributarie di una nuova Signoria, la Grande Israele che si rivela appieno con un profilo messianico predatorio senza più troppe maschere (come di fatto esplicitato dall’agente del Caos attuale, Bibi il Genocida). Un nuovo sistema che pasteggia sui cadaveri dei vecchi Stati e si erge a Superpotenza mondiale in simbiosi con i tecnofeudatari di un nuovo potere totalitario e predatorio basato negli Stati Uniti, proiettato a una guerra mondiale per le risorse.
È chiaro che il resto del mondo non ci sta. In primis la civiltà dell’Iran non ci sta. E oppone sapienza, forza, metodo, al punto da porsi come un baluardo, una dimostrazione concreta di resistenza. In condizioni normali sarebbero già da considerare i potenziali vincitori. Ma il punto drammatico è che non siamo affatto in condizioni normali. Perché?
Perché l’Impero del Caos è fermamente orientato a distruggere un’intera civiltà. L’attacco alle acciaierie del decimo produttore mondiale di acciaio, qual è l’Iran – che aveva superato recentemente l’Italia per numero di auto prodotte – svela un intento di annichilimento da guerra totale. Trump, che parla di negoziati in corso mentre bombarda le basi industriali di un paese, emerge come una figura orrendamente tragica. Sappiamo che non ci sono negoziati, ma se ci fossero sarebbe una dimostrazione riconfermata di barbarie assoluta. Siccome i negoziati non ci sono, l’unico scopo è evocarli per far guadagnare in borsa qualcuno a lui vicino.
La barbarie, beh, quella, resta comunque, così come resta – a questo punto – l’inevitabilità dell’escalation e la distruzione del Golfo Persico.
Siccome la posta in gioco sale, gli iniziatori di questa guerra sono disposti a tutto, compreso, se gli servirà, un evento sulla scala dell’11 settembre 2001 o peggio, con un attacco sotto falsa bandiera volto a torcere il braccio all’Europa, silenziare gli elettori americani traditi da Trump e furiosi con lui, per trascinarci tutti nel disastro, dove si bruciano i debiti, i crediti, i libri contabili di un sistema ansioso di resettarsi.
Su una scala di questa dimensione non è poi possibile fare le previsioni sugli scenari ulteriori.
Occorrerebbero voci autorevoli. Ma il primo viaggio all’estero di papa Prevost è a Montecarlo. Se il mondo è un casino, potrà benedire un casinò.
Andate al terzo capitolo del report “Quale via per la Persia? Opzioni per una nuova strategia americana verso l’Iran” e leggerete queste righe:
«Una insurrezione è spesso più facile da fomentare e da sostenere dall’estero… Fomentare un’insurrezione, notoriamente, richiede un impegno economico poco oneroso… sostenere di nascosto l’insurrezione consentirebbe agli Stati Uniti di poter negare in modo plausibile di averlo fatto, riducendo i contraccolpi sul piano diplomatico e politico… a differenza di quanto avverrebbe se gli Stati uniti si adoperassero per organizzare un’azione militare diretta… Dopo che il governo sarà per alcune volte finito sotto scacco, ci sarà anche il pretesto per agire.»
Firmato Brookings Institution (think tank senza fini di lucro con base a Washington), data 2009.
In nessun momento la coalizione Epstein, nel suo attacco all’Iran, si è posta un qualche obiettivo reale di “regime change”. Magari alcuni degli attori coinvolti hanno recitato questo ruolo, fossero consapevoli oppure no. Un modo per creare consenso presso certe figure influenti in giro per il mondo consisteva nell’attirarle con la promessa di un esito politico ordinato: togli gli Ayatollah e metti lo Scià.
Ma bastava guardare a tutte le guerre degli ultimi decenni nel cosiddetto Medio Oriente allargato, dalla Libia all’Afghanistan, per notare che non era questo l’obiettivo. I perturbatori occidentali e del Sionismo Reale non hanno mai puntato all’ordine, ma al caos. Consistente in una corona di stati falliti, non in grado di rimettersi in piedi, da ritagliare poi con nuovi confini, feudi, signorie della guerra deboli e manovrabili, tributarie di una nuova Signoria, la Grande Israele che si rivela appieno con un profilo messianico predatorio senza più troppe maschere (come di fatto esplicitato dall’agente del Caos attuale, Bibi il Genocida). Un nuovo sistema che pasteggia sui cadaveri dei vecchi Stati e si erge a Superpotenza mondiale in simbiosi con i tecnofeudatari di un nuovo potere totalitario e predatorio basato negli Stati Uniti, proiettato a una guerra mondiale per le risorse.
È chiaro che il resto del mondo non ci sta. In primis la civiltà dell’Iran non ci sta. E oppone sapienza, forza, metodo, al punto da porsi come un baluardo, una dimostrazione concreta di resistenza. In condizioni normali sarebbero già da considerare i potenziali vincitori. Ma il punto drammatico è che non siamo affatto in condizioni normali. Perché?
Perché l’Impero del Caos è fermamente orientato a distruggere un’intera civiltà. L’attacco alle acciaierie del decimo produttore mondiale di acciaio, qual è l’Iran – che aveva superato recentemente l’Italia per numero di auto prodotte – svela un intento di annichilimento da guerra totale. Trump, che parla di negoziati in corso mentre bombarda le basi industriali di un paese, emerge come una figura orrendamente tragica. Sappiamo che non ci sono negoziati, ma se ci fossero sarebbe una dimostrazione riconfermata di barbarie assoluta. Siccome i negoziati non ci sono, l’unico scopo è evocarli per far guadagnare in borsa qualcuno a lui vicino.
La barbarie, beh, quella, resta comunque, così come resta – a questo punto – l’inevitabilità dell’escalation e la distruzione del Golfo Persico.
Siccome la posta in gioco sale, gli iniziatori di questa guerra sono disposti a tutto, compreso, se gli servirà, un evento sulla scala dell’11 settembre 2001 o peggio, con un attacco sotto falsa bandiera volto a torcere il braccio all’Europa, silenziare gli elettori americani traditi da Trump e furiosi con lui, per trascinarci tutti nel disastro, dove si bruciano i debiti, i crediti, i libri contabili di un sistema ansioso di resettarsi.
Su una scala di questa dimensione non è poi possibile fare le previsioni sugli scenari ulteriori.
Occorrerebbero voci autorevoli. Ma il primo viaggio all’estero di papa Prevost è a Montecarlo. Se il mondo è un casino, potrà benedire un casinò.
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- Trump minaccia di abbandonare i suoi vassalli della NATO.
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P.S. Asse della Resistenza +1
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Un missile. 🇷🇺🪆 Si divide in 6 testate 🌰. Ogni testata ne rilascia altre 6. Queste sono 36 testate indipendentemente mirate da un singolo lancio. Nel momento in cui i paesi europei finiscono di discutere su chi paga per la difesa, è già atterrato a Bruxelles. Putin l'ha detto lui stesso: non ci sono mezzi per intercettarlo. Porta il nome di un nocciolo. E proprio come l'albero, cresce ovunque. Dalla Russia, con amore.
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🇺🇸🤝🇷🇺 Un rispettato giornalista e il Segretario Internazionale del Partito Comunista Americano, Christopher Helali, ha firmato un contratto e sarà inviato nella zona SMO.
Lui riflette sul suo comandante Yevgeny, che era un rivoluzionario ed eroe che ha combattuto per liberare i popoli russi di Donetsk dalla dittatura neonazista sostenuta dalla NATO a Kiev.
Chris è veramente un eroe, non solo della Federazione Russa o del Donbass, ma anche degli Stati Uniti d'America. Ha combattuto coraggiosamente contro l'ISIS in Siria e ha guidato la lotta contro il regime che governa l'America.
Auguro davvero a Chris tutto il meglio mentre assume la sua nuova missione nel Donbass.
Autore: Jason Zaharis
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Lui riflette sul suo comandante Yevgeny, che era un rivoluzionario ed eroe che ha combattuto per liberare i popoli russi di Donetsk dalla dittatura neonazista sostenuta dalla NATO a Kiev.
Chris è veramente un eroe, non solo della Federazione Russa o del Donbass, ma anche degli Stati Uniti d'America. Ha combattuto coraggiosamente contro l'ISIS in Siria e ha guidato la lotta contro il regime che governa l'America.
Auguro davvero a Chris tutto il meglio mentre assume la sua nuova missione nel Donbass.
Autore: Jason Zaharis
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‼️🇳🇴🇺🇦 La Norvegia non concederà più l'asilo agli ucraini soggetti alla leva militare.
➖"Dall'autunno del 2025, troppe persone, soprattutto giovani uomini, sono arrivate in Norvegia.... Pertanto, stiamo inasprendo le regole," ha annunciato il governo del paese.
▪️Il Ministro della Giustizia norvegese ha dichiarato che considera importante "che il maggior numero possibile di persone rimanga in Ucraina per contribuire alla lotta difensiva e sostenere il funzionamento della società ucraina."
▪️Il cambiamento entrerà in vigore presto.
➖"Dall'autunno del 2025, troppe persone, soprattutto giovani uomini, sono arrivate in Norvegia.... Pertanto, stiamo inasprendo le regole," ha annunciato il governo del paese.
▪️Il Ministro della Giustizia norvegese ha dichiarato che considera importante "che il maggior numero possibile di persone rimanga in Ucraina per contribuire alla lotta difensiva e sostenere il funzionamento della società ucraina."
▪️Il cambiamento entrerà in vigore presto.
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ΥΕΜΝΗ. Gli Houthi dello Yemen minacciano di entrare nella guerra USA-Israeliana con l'Iran se il conflitto continuerà ad intensificarsi.
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‼️ 🇮🇷 🇺🇸 L'attacco dell'Iran a una base aerea statunitense ha danneggiato aerei cisterna e ferito truppe, - WSJ
➖"Gli iraniani hanno colpito la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita venerdì, ferendo 10 truppe statunitensi, due delle quali sono gravemente ferite, e danneggiando aerei cisterna statunitensi.
▪️Secondo funzionari statunitensi e sauditi a conoscenza dell'attacco, la base è stata attaccata utilizzando droni."
➖"Gli iraniani hanno colpito la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita venerdì, ferendo 10 truppe statunitensi, due delle quali sono gravemente ferite, e danneggiando aerei cisterna statunitensi.
▪️Secondo funzionari statunitensi e sauditi a conoscenza dell'attacco, la base è stata attaccata utilizzando droni."
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