Secondo alcune fonti alcuni componenti del National Security Committee del Kazakistan sarebbero agli arresti. L'ex Presidente Nazarbayev sarebbe invece riparato all'estero con tutta la famiglia.
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Grande Ugo Mattei
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Ad Almaty stamane sono ripresi gli scontri anche con l'utilizzo di armi da fuoco.
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Forwarded from Giubbe Rosse
CIAK, SI GIRA
Oggi il mainstream (da ANSA a TgCom24) ha dato grande risalto allo sfogo su Instagram di un'infermiera di Forte dei Marmi, tale Martina Benedetti. Nel post l'infermiera si lamenta dell'esiguità della multa comminata a coloro che non si vaccineranno (evidentemente non paga del fatto che alcuni di loro siano già stati privati del lavoro o costretti a molti e costosi tamponi per mantenerlo fino a oggi). Troppo pochi 100 euro, insomma, e questa scelta folle ricadrà sui "frontliner", ossia sugli angeli in camice come lei.
Qualcuno ha scoperto che, casualmente, l'infermiera in questione fa parte del Gimbe di Nino Cartabellotta.
🔽 segui Giubbe Rosse, clicca QUI
Oggi il mainstream (da ANSA a TgCom24) ha dato grande risalto allo sfogo su Instagram di un'infermiera di Forte dei Marmi, tale Martina Benedetti. Nel post l'infermiera si lamenta dell'esiguità della multa comminata a coloro che non si vaccineranno (evidentemente non paga del fatto che alcuni di loro siano già stati privati del lavoro o costretti a molti e costosi tamponi per mantenerlo fino a oggi). Troppo pochi 100 euro, insomma, e questa scelta folle ricadrà sui "frontliner", ossia sugli angeli in camice come lei.
Qualcuno ha scoperto che, casualmente, l'infermiera in questione fa parte del Gimbe di Nino Cartabellotta.
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Lasciatemi togliere un sassolino dalla scarpa. Leggo oggi che uno dei più strenui e storici sostenitori della “vaccinazione” arriva a dire: «Se si vaccina ogni due-tre mesi per stimolare continuamente la risposta “effettrice”, dopo un po’ potrebbe ottenersi l’effetto contrario. Il sistema immunitario si potrebbe “anergizzare” (anergia è l’incapacità di un organismo di reagire a infezioni o al contatto di una sostanza inoculata e dotata di potere antigene, ndr). Si rischia l’effetto paradossale di “paralizzare” la risposta immunitaria».
Io ho parlato di questo, ho anticipato il concetto di anergia, ho previsto la variante endemizzante assimilabile ai virus del raffreddore comune esattamente in un’intervista del 31 marzo 2021. Se vi prendete la briga di leggerla, c’è tutto. Molti dei miei post che seguirono spiegano l’esaustione (un tipo di anergia), il blocco della risposta effettrice e la conseguente “protezione negativa” verso una successiva reinfezione. Come scrive il Prof. Francesco Mascali in uno dei suoi recenti post, «la protezione negativa non è più solo un’ipotesi, è una certezza». Allora un noto virologo (?) si fece beffe di me.
Prof. Paolo Puccetti
http://www.umbria24.it/attualita/questi-non-sono-vaccini-e-non-si-possono-ripetere-parla-il-prof-contestato-da-burioni?fbclid=IwAR0MNrxelHdXRvZe1KEcOrbdgIYHYFwR-cyF0z-Tdct5sn4PxQNUjvPqmvc
Io ho parlato di questo, ho anticipato il concetto di anergia, ho previsto la variante endemizzante assimilabile ai virus del raffreddore comune esattamente in un’intervista del 31 marzo 2021. Se vi prendete la briga di leggerla, c’è tutto. Molti dei miei post che seguirono spiegano l’esaustione (un tipo di anergia), il blocco della risposta effettrice e la conseguente “protezione negativa” verso una successiva reinfezione. Come scrive il Prof. Francesco Mascali in uno dei suoi recenti post, «la protezione negativa non è più solo un’ipotesi, è una certezza». Allora un noto virologo (?) si fece beffe di me.
Prof. Paolo Puccetti
http://www.umbria24.it/attualita/questi-non-sono-vaccini-e-non-si-possono-ripetere-parla-il-prof-contestato-da-burioni?fbclid=IwAR0MNrxelHdXRvZe1KEcOrbdgIYHYFwR-cyF0z-Tdct5sn4PxQNUjvPqmvc
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Forwarded from RA/Avv. DDr. Renate Holzeisen (Renate Holzeisen)
Una Corte d‘Appello belga ha oggi confermato la sentenza con la quale era stato dichiarato illegittimo (contro i Diritti Fondamentali) il greenpass. Grande vittoria dei colleghi di Notre Bon Droit, che, venendo peraltro dalla giurisdizione del paese membro UE dove ha sede la Commissione Europea, ha ovviamente una grande importanza per tutta l‘Unione Europea. Non appena sarà disponibile la sentenza con la motivazione, Ve la metteremo a disposizione.
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Il Dipartimento di Stato americano ha autorizzato i dipendenti non essenziali del consolato Usa ad Almaty a lasciare il Kazakhstan, dove le rivolte hanno provocato decine di morti.
"Il dipartimento ha approvato la partenza volontaria dei dipendenti del governo statunitense non essenziali e dei familiari di tutti i dipendenti" di quel consolato, afferma un comunicato.
Fonte: RAI Televideo
Sono troppo maligno se scrivo che stanno facendo esfiltrare coloro che hanno organizzato la rivolta?
"Il dipartimento ha approvato la partenza volontaria dei dipendenti del governo statunitense non essenziali e dei familiari di tutti i dipendenti" di quel consolato, afferma un comunicato.
Fonte: RAI Televideo
Sono troppo maligno se scrivo che stanno facendo esfiltrare coloro che hanno organizzato la rivolta?
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Covid, la virologa Maria Rita Gismondo: «Politica e governo continuano a sbagliare»
https://www.lapekoranera.it/2022/01/07/covid-la-virologa-maria-rita-gismondo-politica-e-governo-continuano-a-sbagliare/
https://www.lapekoranera.it/2022/01/07/covid-la-virologa-maria-rita-gismondo-politica-e-governo-continuano-a-sbagliare/
La PekoraNera
Covid, la virologa Maria Rita Gismondo: «Politica e governo continuano a sbagliare» - La PekoraNera
LaPekoraNera - Attualità, Politica, Cronaca.
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L’impressione generale è che ogni Paese, nonostante l’emergenza, si stia muovendo verso un allentamento del regime di test e di isolamento, probabilmente schiacciato dall’immane numero di casi che, ricordiamolo, riguarda anche e soprattutto i vaccinati
https://www.renovatio21.com/la-gran-bretagna-sospende-temporaneamente-il-test-pcr-per-i-casi-covid-asintomatici/
https://www.renovatio21.com/la-gran-bretagna-sospende-temporaneamente-il-test-pcr-per-i-casi-covid-asintomatici/
RENOVATIO 21
La Gran Bretagna sospende temporaneamente il test PCR per i casi COVID asintomatici
Dall’11 gennaio, coloro che risultano positivi al COVID-19 in Inghilterra con un test rapido «lateral flow» (LFD) non dovranno convalidare il risultato con un test PCR a meno che non sviluppino sintomi, ha affermato mercoledì l’Agenzia per la sicurezza sanitaria…
Galli dopo tre dosi (così lui dichiara, per me s'è iniettato soluzione fisiologica) s'è preso il Covid. Per due anni ha spalato merda sui medici che somministravano le cure precoci (idrossiclorochina, Ivermectina o eparina) dicendo che bisognava somministrare il Protocollo Ministeriale (Tachipirina e vigile attesa) e poi che fa? Si fa somministrare le cure precoci comprensive di eparina. 😂
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🇷🇺🇰🇿⚡️Infrastrutture strategiche sotto il diretto controllo delle forze russe in Kazakhstan:
▪️Nursultan Airport
▪️Building of the General Staff
▪️Telecentre
▪️Almaty Airport
▪️ Air Defense Headquarters
▪️Nursultan
▪️602 base
▪️Shymkent
▪️Ust-Kamenogorsk
▪️Kazatomprom
▪️TSSN Senezh
▪️Presidential Palace Nursultan
▪️CB
▪️KNB
▪️Port Aktau
▪️Nursultan Airport
▪️Building of the General Staff
▪️Telecentre
▪️Almaty Airport
▪️ Air Defense Headquarters
▪️Nursultan
▪️602 base
▪️Shymkent
▪️Ust-Kamenogorsk
▪️Kazatomprom
▪️TSSN Senezh
▪️Presidential Palace Nursultan
▪️CB
▪️KNB
▪️Port Aktau
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UNA SOCIETÀ CHE SI AFFIDA AGLI ESPERTI HA PERSO LA SUA ANIMA
Tradizionalmente, le questioni affliggenti la vita delle persone sono sempre state affrontate all’interno della famiglia e della comunità di riferimento. Famiglia che godeva di autonomia decisionale comunque relativa, essendo la comunità l’elemento gerarchico di riferimento. Comunità che si riconosceva in usi e costumi ben precisi, aventi la funzione di impedire pericolosi sfilacciamenti al suo interno.
Per quanto agli occhi di oggi possano sembrare opprimenti e “invasive”, le comunità esercitavano il proprio ruolo di controllo sugli individui per salvaguardare gli stessi ma più che altro per preservare esse stesse dalla corruzione (nel senso di disfacimento) e dal degrado. Faccio solo un paio di esempi. Quando ero bambino, nel mio centro di provincia – comunque una cittadina di 35mila abitanti – se un ragazzino faceva qualcosa di sbagliato (che ne so, provare a rompere un lampione o strappare fiori dall’aiuola) un qualsiasi adulto di passaggio esercitava il diritto/dovere di redarguire il minore senza temere che intervenisse mamma o papà per aggredirlo. Oppure, quando una famiglia era colpita da un lutto la comunità (quella prossima, naturalmente) interveniva per star vicino sia moralmente che materialmente ai parenti del defunto; mentre oggi impera la cosiddetta riservatezza, che per “rispetto” lascia soli a macerarsi nel dolore, che poi necessariamente bisognerà “elaborare”.
E questo avveniva nella scuola, dove il maestro o l’insegnante godeva del pieno appoggio dei genitori, per cui gli allievi o filavano dritti e studiavano oppure se le buscavano e nei casi peggiori andavano a lavorare. Ma pure il parroco aveva una funzione ben precisa: curare le sue anime della parrocchia, onde evitare che queste si “perdessero”: girava casa per casa, andava per le strade, nelle botteghe, nei luoghi di lavoro, ascoltava in sagrestia chi aveva da liberarsi di un peso insopportabile o chi viveva un periodo di crisi (problemi in famiglia, mancanza di lavoro, crisi coniugali). Insomma la comunità si stringeva intorno all’individuo per fargli sentire la sua presenza, il suo fiato, ma non lo faceva per generosità o per impicciarsi degli affari altrui, semplicemente perché attraverso il sostegno dei singoli sosteneva se stessa. La storia che porta alla separazione, e all’allontanamento, dell’individuo dalla comunità, parte da lontano, i miei ricordi d’infanzia sono già dento un processo da tanto tempo avviato, la strada per giungere all’annientamento della comunità era da tempo segnata.
Così l’individuo si è andato trovando sempre più solo, nella condizione di doversi arrangiare, incitato a sgomitare, a fottersene degli altri, e quando le forze non erano più in grado di sorreggere il peso soverchiante del malessere non gli rimaneva che lasciarsi andare alla disperazione, cadendo nell’abbrutimento (mentale e/o materiale) o addirittura nel suicidio. Oppure, nel caso di persone agiate, ricorrendo a figure specialistiche: psicologo, psicanalista, psicoterapeuta eccetera. Si è quindi andato affermando quel processo di terapeutizzazione sociale che è la cifra della nostra odierna condizione umana ed esistenziale. Terapeutizzazione naturalmente in sintonia con le caratteristiche della composizione sociale: i ceti benestanti (e “colti”) dal “giustamente” esoso psicanalista, i ceti popolari da psicologi passati dal sistema sanitario nazionale.
Tradizionalmente, le questioni affliggenti la vita delle persone sono sempre state affrontate all’interno della famiglia e della comunità di riferimento. Famiglia che godeva di autonomia decisionale comunque relativa, essendo la comunità l’elemento gerarchico di riferimento. Comunità che si riconosceva in usi e costumi ben precisi, aventi la funzione di impedire pericolosi sfilacciamenti al suo interno.
Per quanto agli occhi di oggi possano sembrare opprimenti e “invasive”, le comunità esercitavano il proprio ruolo di controllo sugli individui per salvaguardare gli stessi ma più che altro per preservare esse stesse dalla corruzione (nel senso di disfacimento) e dal degrado. Faccio solo un paio di esempi. Quando ero bambino, nel mio centro di provincia – comunque una cittadina di 35mila abitanti – se un ragazzino faceva qualcosa di sbagliato (che ne so, provare a rompere un lampione o strappare fiori dall’aiuola) un qualsiasi adulto di passaggio esercitava il diritto/dovere di redarguire il minore senza temere che intervenisse mamma o papà per aggredirlo. Oppure, quando una famiglia era colpita da un lutto la comunità (quella prossima, naturalmente) interveniva per star vicino sia moralmente che materialmente ai parenti del defunto; mentre oggi impera la cosiddetta riservatezza, che per “rispetto” lascia soli a macerarsi nel dolore, che poi necessariamente bisognerà “elaborare”.
E questo avveniva nella scuola, dove il maestro o l’insegnante godeva del pieno appoggio dei genitori, per cui gli allievi o filavano dritti e studiavano oppure se le buscavano e nei casi peggiori andavano a lavorare. Ma pure il parroco aveva una funzione ben precisa: curare le sue anime della parrocchia, onde evitare che queste si “perdessero”: girava casa per casa, andava per le strade, nelle botteghe, nei luoghi di lavoro, ascoltava in sagrestia chi aveva da liberarsi di un peso insopportabile o chi viveva un periodo di crisi (problemi in famiglia, mancanza di lavoro, crisi coniugali). Insomma la comunità si stringeva intorno all’individuo per fargli sentire la sua presenza, il suo fiato, ma non lo faceva per generosità o per impicciarsi degli affari altrui, semplicemente perché attraverso il sostegno dei singoli sosteneva se stessa. La storia che porta alla separazione, e all’allontanamento, dell’individuo dalla comunità, parte da lontano, i miei ricordi d’infanzia sono già dento un processo da tanto tempo avviato, la strada per giungere all’annientamento della comunità era da tempo segnata.
Così l’individuo si è andato trovando sempre più solo, nella condizione di doversi arrangiare, incitato a sgomitare, a fottersene degli altri, e quando le forze non erano più in grado di sorreggere il peso soverchiante del malessere non gli rimaneva che lasciarsi andare alla disperazione, cadendo nell’abbrutimento (mentale e/o materiale) o addirittura nel suicidio. Oppure, nel caso di persone agiate, ricorrendo a figure specialistiche: psicologo, psicanalista, psicoterapeuta eccetera. Si è quindi andato affermando quel processo di terapeutizzazione sociale che è la cifra della nostra odierna condizione umana ed esistenziale. Terapeutizzazione naturalmente in sintonia con le caratteristiche della composizione sociale: i ceti benestanti (e “colti”) dal “giustamente” esoso psicanalista, i ceti popolari da psicologi passati dal sistema sanitario nazionale.
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Questo è accaduto un po’ dappertutto: nella famiglia, nei luoghi di lavoro, negli asili, nella scuola, in generale nella società. Nella scuola – realtà che ben conosco – per esempio, l’adolescente in difficoltà è indirizzato allo sportello psicologico. Sempre più massivamente, tanto per accennare a un problema assai diffuso sempre nella scuola, semplici disturbi comportamentali, o quelli che definisco difetti di impostazione, sono classificati come patologie per le quali produrre certificazioni e conseguenti sostegni di “esperti”. Ma ciò accade anche sui luoghi di lavoro, dove l’individualizzazione, la separazione/competizione tra i lavoratori ha sostituito la vecchia solidarietà di classe.
A mano a mano, gli esperti hanno soppiantato tutte le figure che in una società di tipo tradizionale intervenivano per risolvere (o comunque provare a risolvere) i problemi dell’individuo. I parroci, per esempio, nella gran parte dei casi, ora assolvono semplici uffici amministrativi, con chiese chiuse e transennate che non invitano certamente a sentirle come luoghi di “cura”, oltre che di culto.
Qualcuno potrebbe obiettare: embè qual è il problema? le società si evolvono per fortuna, oggi abbiamo la possibilità di risolvere tante situazioni in modo “scientifico”, e oltretutto salvaguardando la “privacy” di ciascuno, senza cioè che si intrometta la comunità col peso del suo condizionamento e della sua invadenza. Ma è proprio così? Siamo sicuri che oggi il sistema di controllo tramite gli esperti eserciti le sue funzioni in un ambito di maggiore rispetto dell’autonomia dell’individuo?
E poi c’è un’altra questione, che ritengo assai importante. Gli “esperti”, proprio per come è avvenuta la loro formazione, cioè al chiuso di laboratori, di seminari, di dottorandi, di stage, insomma di ambienti e percorsi guidati e protetti, sono del tutto ignoranti in materia di questione sociale; non hanno quella sensibilità sociale (e umana) che nasce dal vivere le contraddizioni che riguardano la vita che si svolge giorno per giorno nelle strade, nei luoghi di lavoro, nei recessi più nascosti della società. Ciò di cui parlano gli “esperti” è ciò che hanno appreso in modo meccanico fuori dalle condizioni materiali di vita e fuori quindi dalla vita reale delle persone in carne e ossa. Non che sia per tutti così, ma in generale è così. Gli “esperti” spesso non ci capiscono un acca della materialità della vita, di solito seguono pedissequamente le mode “culturali” impulsate dal sistema, non solo per essere (ben) remunerati, ma anche per sentirsi della partita, il che vale acquisire maggiore prestigio sociale. Ecco perché, quando messi in contraddizione, nei loro camici bianchi spesso ti guardano con gli occhi sbarrati, incapaci di capire che cosa gli si dice. Non sono cattivi, sono solo pericolosi. (Dalla bacheca facebook di Antonio Catalano)
A mano a mano, gli esperti hanno soppiantato tutte le figure che in una società di tipo tradizionale intervenivano per risolvere (o comunque provare a risolvere) i problemi dell’individuo. I parroci, per esempio, nella gran parte dei casi, ora assolvono semplici uffici amministrativi, con chiese chiuse e transennate che non invitano certamente a sentirle come luoghi di “cura”, oltre che di culto.
Qualcuno potrebbe obiettare: embè qual è il problema? le società si evolvono per fortuna, oggi abbiamo la possibilità di risolvere tante situazioni in modo “scientifico”, e oltretutto salvaguardando la “privacy” di ciascuno, senza cioè che si intrometta la comunità col peso del suo condizionamento e della sua invadenza. Ma è proprio così? Siamo sicuri che oggi il sistema di controllo tramite gli esperti eserciti le sue funzioni in un ambito di maggiore rispetto dell’autonomia dell’individuo?
E poi c’è un’altra questione, che ritengo assai importante. Gli “esperti”, proprio per come è avvenuta la loro formazione, cioè al chiuso di laboratori, di seminari, di dottorandi, di stage, insomma di ambienti e percorsi guidati e protetti, sono del tutto ignoranti in materia di questione sociale; non hanno quella sensibilità sociale (e umana) che nasce dal vivere le contraddizioni che riguardano la vita che si svolge giorno per giorno nelle strade, nei luoghi di lavoro, nei recessi più nascosti della società. Ciò di cui parlano gli “esperti” è ciò che hanno appreso in modo meccanico fuori dalle condizioni materiali di vita e fuori quindi dalla vita reale delle persone in carne e ossa. Non che sia per tutti così, ma in generale è così. Gli “esperti” spesso non ci capiscono un acca della materialità della vita, di solito seguono pedissequamente le mode “culturali” impulsate dal sistema, non solo per essere (ben) remunerati, ma anche per sentirsi della partita, il che vale acquisire maggiore prestigio sociale. Ecco perché, quando messi in contraddizione, nei loro camici bianchi spesso ti guardano con gli occhi sbarrati, incapaci di capire che cosa gli si dice. Non sono cattivi, sono solo pericolosi. (Dalla bacheca facebook di Antonio Catalano)
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Djokovic? Semplice da capire, è un serbo di Belgrado. Quando aveva 12 anni la sua città fu sottoposta - inerme - a lunghissimi 67 giorni di bombardamento missilistico. Quando i nostri governanti parlano di amore, bontà e solidarietà lui capisce tutto. Ha assaggiato sulla sua pelle la bontà di cui parlano.
Smrt fašizmu, sloboda narodu!
Smrt fašizmu, sloboda narodu!
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Ma non è che non lo dicono. Lo dicono eccome: a sentir loro ci attendono anni e anni di continui inoculi fino a quando il sistema immunitario non andrà a farsi fottere (questo concetto lo esprimeva ieri Imbriani). Questa è la realtà. https://www.corriere.it/opinioni/22_gennaio_07/virus-che-cambia-voltosara-lunga-lotta-26b97b04-6fe8-11ec-81f1-db9197a63523.shtml?fbclid=IwAR0GFMmFOYAS5I1URJHSX1DXGgy8-jmk5XyeZWs6a7bpd0Mfr2HlW2UveQk
Corriere della Sera
Il virus che cambia volto: sarà una lunga sfida
Omicron si avvia a diventare un nuovo sierotipo di Sars-CoV-2, distante dal ceppo originale e dai suoi immediati discendenti, che evade una parte della risposta immunitaria
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Mali: almeno 350 soldati russi sono arrivati a Timbuctù dopo il ritiro francese. La missione è garantire l'addestramento delle forze maliane , si sono installate in una base che le truppe francesi hanno lasciato lo scorso dicembre.
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🇰🇿⚡Ad Almaty è stato arrestato il nipote di Nazarbayev, è l'ex primo vicepresidente della KNB della Repubblica del Kazakistan,
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