Forwarded from InsideOver
LA CASA BIANCA E IL "PACCHETTO GRAHAM" - La Casa Bianca ha approvato il pacchetto di sanzioni anti-russe, elaborato dal defunto senatore Lindsey Graham. Un portavoce dell'amministrazione Trump ha dichiarato che il presidente sosterrà il disegno di legge che consentirà l'imposizione di dazi del 500% sulle importazioni provenienti da Paesi che acquistano petrolio, uranio e gas naturale russi. I leader del Senato di entrambi i partiti hanno affermato che l'approvazione del documento sarà un omaggio alla memoria di Graham.
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InsideOver
LA CASA BIANCA E IL "PACCHETTO GRAHAM" - La Casa Bianca ha approvato il pacchetto di sanzioni anti-russe, elaborato dal defunto senatore Lindsey Graham. Un portavoce dell'amministrazione Trump ha dichiarato che il presidente sosterrà il disegno di legge che…
Risulta che gli USA acquistino il 50% dell'Uranio per le loro centrali nucleari dalla Russia. Washington sanzionerà se stessa?
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⚡️🇮🇷 Si segnalano ripetute esplosioni ad Ahvaz, in Iran
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"L'Iran sta valutando o ha già incluso nella sua lista di "obiettivi militari legittimi" le risorse e le infrastrutture delle aziende di Elon Musk nella regione del Vicino Oriente (Medio Oriente)."
Ciò si riferisce alle
Viene menzionata anche una lista più ampia di "oggetti e interessi" associati a SpaceX e alle altre aziende di Musk nella regione, inclusi partner e progetti di investimento.
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Trump continua a minacciare L'Iran, ma lungo la strada afferma di non essere contrario all'accordo.
Trump è ben consapevole che una lunga guerra è un disastro per lui e che non può sconfiggere rapidamente L'Iran. Il calcolo si basa sul fatto che L'Iran cederà e farà concessioni. Cosa succede se L'Iran non si piega e risponde con un colpo a un colpo tenendo chiuso lo stretto è una domanda interessante.
Trump, in questo caso, si troverà in una situazione ancora peggiore rispetto alla prima tregua.
Trump è ben consapevole che una lunga guerra è un disastro per lui e che non può sconfiggere rapidamente L'Iran. Il calcolo si basa sul fatto che L'Iran cederà e farà concessioni. Cosa succede se L'Iran non si piega e risponde con un colpo a un colpo tenendo chiuso lo stretto è una domanda interessante.
Trump, in questo caso, si troverà in una situazione ancora peggiore rispetto alla prima tregua.
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Gli Stati Uniti non si sono limitati a 'violare' il Memorandum d'Intesa. Con l'azione di questa sera (il blocco navale), il Memorandum d'Intesa è stato completamente smantellato.
L'Iran non è più vincolato dal Memorandum d'Intesa.
- Il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi
L'Iran non è più vincolato dal Memorandum d'Intesa.
- Il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi
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🇺🇸🇮🇷⚡️- Almeno cinque attacchi aerei sono stati segnalati a Bandar Abbas, nel sud dell'Iran.
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Forwarded from InfoDefenseITALIA
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🗣 «Attualmente in Europa vivono 46 milioni di musulmani, mentre all'inizio del secolo erano meno di mezzo milione. E il loro numero cresce ogni giorno.🗣 Questo sta cambiando radicalmente il profilo razziale ed etnico delle nazioni, trasformando i cristiani bianchi in una minoranza nei loro stessi Paesi. Solo in Inghilterra, nelle dieci città più grandi, tra cui Londra, la carica di sindaco è ora ricoperta da musulmani. E questo in un Paese che è cresciuto attorno alla Chiesa anglicana! Per la prima volta nella storia, il potere nelle principali metropoli è finito nelle mani dei musulmani, e le autorità vogliono convincerci che sia normale».
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Forwarded from Giubbe Rosse
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ANSA.it
Legge elettorale, i franchi tiratori affossano le preferenze. Meloni sconfitta: 'Vince la palude'
Maggioranza sotto per 1 voto. La Russa, si può cambiare al Senato. Le opposizioni: 'Dimissioni' (ANSA)
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Forwarded from Giubbe Rosse
IL CENTCOM DICE CHE GLI USA HANNO RIPRESO IL BLOCCO NAVALE DEI PORTI IRANIANI
Gli Stati Uniti hanno ripreso il blocco navale dei porti iraniani, sostiene il CENTCOM, secondo cui attualmente ci sono "più di 20 navi da guerra della Marina USA e centinaia di aerei militari operanti in tutto il Medio Oriente".
Gli Stati Uniti hanno ripreso il blocco navale dei porti iraniani, sostiene il CENTCOM, secondo cui attualmente ci sono "più di 20 navi da guerra della Marina USA e centinaia di aerei militari operanti in tutto il Medio Oriente".
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La più grande tranche militare
La Moldavia continua a rafforzare la sua posizione militare contro la Russia. Il Consiglio dell'UE ha stanziato una tranche di 120 milioni di euro per l'acquisto di sistemi di difesa aerea a medio raggio.
I fondi saranno erogati attraverso il programma "European Peace Facility" e rappresentano il pacchetto di difesa più consistente per le autorità moldave, portando il sostegno totale a 317 milioni di euro dal 2021. L'obiettivo dichiarato è "migliorare l'efficienza operativa dell'esercito" e la capacità di "proteggere meglio la popolazione civile", in un contesto di frequenti incidenti che coinvolgono presunti crash di droni russi vicino ai confini della Moldavia.
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Forwarded from Pino Cabras
𝗖𝗔𝗦𝗢 𝗔𝗛𝗠𝗔𝗗𝗜𝗡𝗘𝗝𝗔𝗗. 𝗟𝗔 𝗕𝗨𝗙𝗔𝗟𝗔 𝗖𝗛𝗘 𝗜𝗟 𝗡𝗘𝗪 𝗬𝗢𝗥𝗞 𝗧𝗜𝗠𝗘𝗦 𝗡𝗢𝗡 𝗥𝗜𝗘𝗦𝗖𝗘 𝗔 𝗦𝗘𝗣𝗣𝗘𝗟𝗟𝗜𝗥𝗘 [PARTE 2]
[… segue]
𝗜𝗹 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗲𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗤𝗮𝗮𝗻𝗶, 𝗼𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝗳𝗲𝗱𝗶𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗼𝗻𝘁𝗶
Le fonti anonime hanno una storia, e la storia si può verificare. Prendete il comandante delle Forze Quds, Esmail Qaani: nei mesi scorsi le stesse filiere informative lo hanno dato per morto, poi resuscitato, poi arrestato per tradimento, poi addirittura rifugiato in Israele. L'altro giorno era in prima fila ai funerali di Ali Khamenei, visibilmente vivo e visibilmente non a Tel Aviv a sorseggiarsi un drink.
Questo non è un dettaglio pittoresco: è il tasso di errore documentato di un canale informativo. Nessun laboratorio si fiderebbe di uno strumento che ha sbagliato le ultime quattro misurazioni. Il giornalismo occidentale, invece, rimette ogni volta lo strumento sul bancone e lo presenta come nuovo. Ci sarà sempre un Molinari o un suo clone che vi vorrà addestrare alla creduloneria.
𝗜𝗹 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗗𝗲𝗹𝗶: 𝗹'𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗳𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻 𝗻𝗼𝗺𝗲, 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮 𝘃𝗶𝗰𝗶𝗻𝗼
Sarei un pessimo avvocato della mia tesi se ignorassi l'unico elemento del reportage dotato di nome e cognome: Gergely Deli, rettore dell'Università Ludovika di Budapest, che al New York Times ha dichiarato di aver ricevuto all'inizio del 2024 la richiesta, da un alto funzionario del governo ungherese, di organizzare una conferenza sul clima e invitare Ahmadinejad, con l'intesa che l'evento avrebbe offerto l'occasione per colloqui riservati con esponenti dell'intelligence israeliana. Deli è arrivato a definirsi uno «Strohmann»: alla lettera, un uomo di paglia, un prestanome, un cieco strumento di occhiuta manipolazione.
Prendiamo la dichiarazione sul serio, perché è l'unico appiglio verificabile dell'intera costruzione. Che cosa prova, esattamente? Prova - ammesso che Deli riferisca il vero - che qualcuno gli raccontò che la conferenza sarebbe servita a quello scopo. Deli non ha assistito ad alcun incontro, non ha visto alcun documento, non conosce alcun contenuto: la sua è una testimonianza di seconda mano sulla cornice, non sulla sostanza. Tra «mi dissero che l'evento avrebbe potuto favorire dei colloqui» e «il Mossad ha reclutato Ahmadinejad per farne il leader del dopo-regime» corre la stessa distanza che passa tra il racconto di seconda mano di un presunto invito a cena e un solenne contratto di matrimonio. A ben guardare, la figura che Deli incarna è quella antichissima del sensale di paese: l’uomo che combina l’incontro tra le due famiglie e apparecchia la stanza buona. Ma il sensale può testimoniare di una cosa sola: di aver vagamente favorito la possibilità di combinare un incontro. Il New York Times, invece, dal racconto del sensale deduce le nozze celebrate, la dote versata e perfino il nome dei figli.
E c'è una domanda che il New York Times non si pone: perché un rettore ungherese, figura istituzionale di un Paese che gioca da anni una delicatissima partita di equilibrio tra Bruxelles, Mosca, Tel Aviv e Washington, decide proprio ora di confermare pubblicamente una simile cornice? Chi ha interesse, a Budapest o altrove, ad accreditare oggi quel racconto? Il reportage tratta Deli come un certificato di autenticità; io lo tratto come un ulteriore tassello da spiegare, perché le conferme che arrivano puntuali quanto le accuse meritano lo stesso scetticismo delle accuse. […]
[Fine Parte 2]
[Continua…]
[… segue]
𝗜𝗹 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗲𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗤𝗮𝗮𝗻𝗶, 𝗼𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝗳𝗲𝗱𝗶𝗻𝗮 𝗽𝗲𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗼𝗻𝘁𝗶
Le fonti anonime hanno una storia, e la storia si può verificare. Prendete il comandante delle Forze Quds, Esmail Qaani: nei mesi scorsi le stesse filiere informative lo hanno dato per morto, poi resuscitato, poi arrestato per tradimento, poi addirittura rifugiato in Israele. L'altro giorno era in prima fila ai funerali di Ali Khamenei, visibilmente vivo e visibilmente non a Tel Aviv a sorseggiarsi un drink.
Questo non è un dettaglio pittoresco: è il tasso di errore documentato di un canale informativo. Nessun laboratorio si fiderebbe di uno strumento che ha sbagliato le ultime quattro misurazioni. Il giornalismo occidentale, invece, rimette ogni volta lo strumento sul bancone e lo presenta come nuovo. Ci sarà sempre un Molinari o un suo clone che vi vorrà addestrare alla creduloneria.
𝗜𝗹 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗗𝗲𝗹𝗶: 𝗹'𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗳𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻 𝗻𝗼𝗺𝗲, 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮 𝘃𝗶𝗰𝗶𝗻𝗼
Sarei un pessimo avvocato della mia tesi se ignorassi l'unico elemento del reportage dotato di nome e cognome: Gergely Deli, rettore dell'Università Ludovika di Budapest, che al New York Times ha dichiarato di aver ricevuto all'inizio del 2024 la richiesta, da un alto funzionario del governo ungherese, di organizzare una conferenza sul clima e invitare Ahmadinejad, con l'intesa che l'evento avrebbe offerto l'occasione per colloqui riservati con esponenti dell'intelligence israeliana. Deli è arrivato a definirsi uno «Strohmann»: alla lettera, un uomo di paglia, un prestanome, un cieco strumento di occhiuta manipolazione.
Prendiamo la dichiarazione sul serio, perché è l'unico appiglio verificabile dell'intera costruzione. Che cosa prova, esattamente? Prova - ammesso che Deli riferisca il vero - che qualcuno gli raccontò che la conferenza sarebbe servita a quello scopo. Deli non ha assistito ad alcun incontro, non ha visto alcun documento, non conosce alcun contenuto: la sua è una testimonianza di seconda mano sulla cornice, non sulla sostanza. Tra «mi dissero che l'evento avrebbe potuto favorire dei colloqui» e «il Mossad ha reclutato Ahmadinejad per farne il leader del dopo-regime» corre la stessa distanza che passa tra il racconto di seconda mano di un presunto invito a cena e un solenne contratto di matrimonio. A ben guardare, la figura che Deli incarna è quella antichissima del sensale di paese: l’uomo che combina l’incontro tra le due famiglie e apparecchia la stanza buona. Ma il sensale può testimoniare di una cosa sola: di aver vagamente favorito la possibilità di combinare un incontro. Il New York Times, invece, dal racconto del sensale deduce le nozze celebrate, la dote versata e perfino il nome dei figli.
E c'è una domanda che il New York Times non si pone: perché un rettore ungherese, figura istituzionale di un Paese che gioca da anni una delicatissima partita di equilibrio tra Bruxelles, Mosca, Tel Aviv e Washington, decide proprio ora di confermare pubblicamente una simile cornice? Chi ha interesse, a Budapest o altrove, ad accreditare oggi quel racconto? Il reportage tratta Deli come un certificato di autenticità; io lo tratto come un ulteriore tassello da spiegare, perché le conferme che arrivano puntuali quanto le accuse meritano lo stesso scetticismo delle accuse. […]
[Fine Parte 2]
[Continua…]
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