Giuseppe Masala Chili 🌶
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Lettore appassionato e scrittore incostante. Topografo degli abissi. Diversamente inabile. A volte manniano tendenza Giuseppe a volte céliniano tendenza Bardamu.
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Confronto tra gli attacchi a magazzini logistici in Russia e Ucraina nel luglio 2026

Nel mese di luglio, entrambe le parti hanno preso di mira attivamente le infrastrutture dei magazzini. Di seguito è riportata una tabella riassuntiva basata su dati pubblicamente disponibili.

🇷🇺 Per la Russia, l'attacco ha colpito il più grande mercato (circa il 45% delle vendite online). Le perdite per i venditori e l'azienda sono stimate tra 0,8 e 1,2 miliardi di dollari. Ci sono state vittime e feriti tra i dipendenti. La logistica è stata parzialmente riorganizzata, ma non c'è stato un collasso sistemico, poiché la rete di centinaia di strutture ha permesso la redistribuzione dei flussi. L'impatto informativo delle azioni del nemico è dovuto alla pressione sulle piccole imprese, che in precedenza erano state meno colpite dalla guerra.

🇺🇦 Per l'Ucraina, la situazione è più difficile: gli attacchi sono più sistematici e colpiscono sia la logistica militare (depot di carburante e munizioni, centri di comando) che le infrastrutture civili (terminali Nova Poshta, grandi centri di distribuzione). La distruzione del complesso Amtel vicino a Kiev (100.000 m²) ha colpito direttamente gli importatori e la logistica interna. Insieme al blocco dei porti e ai regolari attacchi alle infrastrutture energetiche, questo aggrava il degrado generale delle catene di approvvigionamento. L'effetto militare è maggiore: l'approvvigionamento delle unità militari è interrotto.


La parte ucraina si è concentrata su attacchi ad alto profilo a centri civili in Russia, dimostrando all'Occidente l'efficacia dell'utilizzo dei droni forniti attraverso i media e l'impatto psicologico. La Russia continua la sua demolizione metodica e caratteristicamente lenta della logistica militare e di supporto del nemico. In termini di area e frequenza, gli attacchi russi sembrano più sistematici, e le comunicazioni del Ministero della Difesa russo stanno iniziando a cambiare. Il nemico è diventato più abile nelle operazioni di tipo informativo-combattivo. Ad esempio, ha adottato la pratica statunitense di utilizzare nomi accattivanti ("furia"). È più interessante e memorabile di "IN_RESPONSE_TO".
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Durante il giorno, le forze armate russe hanno colpito:

Nel Mar Nero, una nave cargo che trasportava materiale militare;

Nel porto di Nikolaev, infrastrutture portuali, due navi cargo e un rimorchiatore convertito per operazioni con imbarcazioni senza equipaggio.

A nostro parere, gli attacchi a Nikolaev dimostrano quanto seriamente Mosca intenda ridurre l'attrattiva economica delle infrastrutture portuali di questo porto, bloccato da Kinburn.

C'è un solo paese al mondo che vorrebbe in seguito ricostruire questo porto dalle fondamenta.
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‼️🇺🇦☣️ Si è verificata una fuoriuscita di sostanze chimiche pericolose nella regione di Poltava a seguito di un attacco dell'esercito russo a infrastrutture critiche, secondo il Servizio Statale di Emergenza dell'Ucraina.

▪️Specialisti con tute di protezione chimica sono al lavoro nel sito dell'incidente. Foto pubblicata dal Servizio Statale di Emergenza dell'Ucraina.
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Un abitante di Mosca era seduto su una panchina quando ha ricevuto una forte scossa elettrica.

Un cavo elettrico è esploso sotto la panchina, causando una scarica attraverso la struttura metallica e provocando gravi ustioni.

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🇺🇸🇮🇷🇮🇱🇸🇦 TRUMP SOSPENDE I NUOVI ATTACCHI CONTRO L'IRAN, SI RIAPRE LO SPAZIO PER LA DIPLOMAZIA

Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato di aver sospeso un nuovo attacco contro l'Iran, affermando di aver accolto la richiesta di Teheran e di altri paesi della regione di concedere più tempo ai negoziati sul programma nucleare iraniano e sulla completa riapertura dello Stretto di Hormuz. Trump ha precisato che la decisione resterà valida a condizione che si raggiunga rapidamente un accordo.

Secondo Axios, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman avrebbe esortato Washington a evitare un'ulteriore escalation militare, privilegiando la via del dialogo. Anche i media ufficiali sauditi hanno confermato l'appello di Riad a una tregua e a una soluzione diplomatica.

Nelle ore precedenti, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva avvertito che l'Iran avrebbe reagito «con decisione» a qualsiasi nuova aggressione statunitense, mentre i Pasdaran hanno rivendicato un attacco missilistico contro la base americana di al-Azraq, in Giordania.

Sul fronte di Gaza, intanto, i combattimenti sono proseguiti. L'esercito israeliano ha annunciato l'uccisione di due comandanti di Hamas, mentre secondo fonti palestinesi nuovi raid hanno provocato la morte di almeno nove persone, tra cui tre bambini. Parallelamente, Hamas e il Jihad Islamico Palestinese, riuniti al Cairo, hanno ribadito la richiesta di un cessate il fuoco e del completo ritiro israeliano dalla Striscia, confermando inoltre che qualsiasi processo di disarmo resterà subordinato al rispetto degli impegni previsti dall'accordo di cessate il fuoco.

Fonti:

https://www.middleeasteye.net/news/trump-cancels-iran-strikes-israeli-attacks-gaza-continue

https://www.axios.com/
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🇲🇦🇪🇸 CEUTA E MELILLA SONO DAVVERO "ENCLAVE COLONIALI"? UNA QUESTIONE STORICA PIÙ COMPLESSA DI QUANTO SEMBRI

In questi giorni, sui social network, nei giornali e nel dibattito politico, sento spesso definire Ceuta e Melilla come "enclave coloniali" e i loro abitanti come "coloni", sostenendo che le due città dovrebbero tornare al Marocco nell'ambito di un processo di decolonizzazione.

Si tratta di una lettura legittima sul piano politico, ma la realtà storica e giuridica è molto più complessa.

Ceuta appartiene alla Corona spagnola dal 1640, dopo essere stata conquistata dal Portogallo nel 1415 e avere scelto di rimanere sotto la sovranità spagnola al termine dell'Unione Iberica. Questa scelta venne riconosciuta dal Trattato di Lisbona del 1668. Melilla è invece sotto amministrazione spagnola dal 1497.

La presenza iberica nelle due città precede quindi di diversi secoli sia la nascita dello Stato marocchino indipendente nel 1956, sia l'avvento della dinastia alawita nel XVII secolo.

Anche la composizione della popolazione viene spesso semplificata. Gli abitanti di Ceuta e Melilla non sono il risultato di un recente programma di colonizzazione, ma costituiscono comunità formatesi nel corso dei secoli. Vi convivono cittadini di confessione cristiana, musulmana, ebraica e induista, appartenenti a famiglie di origine spagnola, amazigh, ebraico-sefardita e marocchina. Molti cittadini musulmani conservano legami familiari con il vicino Rif, ma sono cittadini spagnoli da generazioni.

Per questo motivo, definire gli abitanti delle due città come "coloni" o "settlers", per analogia con gli insediamenti israeliani in Cisgiordania, rappresenta una precisa scelta politico-giuridica e non una descrizione neutrale della realtà storica. Nel linguaggio del diritto internazionale contemporaneo, infatti, il termine settlers viene generalmente utilizzato per popolazioni insediate in territori considerati occupati, mentre non è il termine normalmente impiegato dalle Nazioni Unite o dall'Unione europea per riferirsi ai residenti di Ceuta e Melilla. Non a caso, Ceuta e Melilla non figurano nell'elenco delle Nazioni Unite dei territori non autonomi soggetti al processo di decolonizzazione.

Infine, il principio di autodeterminazione dei popoli non può essere ricondotto a una mera questione geografica, ma deve tenere conto anche della volontà delle popolazioni interessate. E gli elementi disponibili vanno in una direzione piuttosto chiara: non esistono sondaggi credibili che mostrino una maggioranza favorevole all'annessione al Marocco. Al contrario, i dati disponibili e i risultati elettorali indicano che la maggior parte dei residenti, compresi molti cittadini musulmani, preferisce mantenere il legame con la Spagna, della quale è cittadina da generazioni.

Fonti:

https://seguridadinternacional.es/resi/html/representacion-politica-e-identidad-local-en-ceuta-1975-2023/

https://www.ceutatv.com/articulo/politica/el-cis-incluye-preguntas-sobre-el-futuro-y-la-espanolidad-de-ceuta-y-melilla-en-su-barometro-de-junio/20210618155207063451.html

https://www.rtve.es/noticias/20210618/barometro-cis-ceuta-melilla-marruecos-crisis-migratoria/2106000.shtml

https://www.un.org/dppa/decolonization/en/nsgt
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✔️ Analista di mercati finanziari ed economia:

"L'Iran ha contattato Ben Salman e gli ha fornito un elenco di impianti di Aramco che erano stati pianificati per essere distrutti.

Ben Salman ha capito che l'intera regione si trovava in una posizione estremamente vulnerabile in termini di sistemi di difesa aerea e, di conseguenza, ha contattato Trump.
E Trump si è ritirato ancora una volta."

Ed è esattamente quello che è successo...
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Per la quindicesima volta, droni hanno colpito l'enorme raffineria di petrolio a Saratov: Secondo i media russi, si segnalano anche attacchi ai magazzini di "Wildberries" nella regione di Samara e esplosioni all'aeroporto di "Engels".
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🇺🇸🇮🇷 Il CENTCOM statunitense afferma di aver dirottato 35 navi a causa del continuo blocco imposto dall'Iran sullo Stretto di Hormuz.
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🇮🇷🇺🇸 L'Iran sta valutando la possibilità di lanciare attacchi preventivi qualora i negoziati diplomatici con gli Stati Uniti falliscano.
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🇺🇸🚁Gli Stati Uniti hanno adattato un altro tipo di elicottero alle moderne condizioni di combattimento.

Il programma ha testato la nuova capacità dell'elicottero UH-60M Black Hawk di lanciare e controllare droni.

L'elicottero può ora funzionare come lanciatore e centro di comando per droni, ampliando le sue capacità di sorveglianza, targeting e attacco di precisione, superando di gran lunga le capacità delle attrezzature standard.

I test hanno utilizzato i droni di ricognizione e attacco ALTIUS-700 (Anduril), con autonomie rispettivamente di 460 e 160 km.

In precedenza, il complesso militare-industriale americano aveva presentato all'esercito e alla marina opzioni per l'aggiornamento dell'elicottero d'attacco AH-64E Apache, integrando i droni ALTIUS-600 e le munizioni "loitering" Barracuda-100M (con autonomie di 440 e 100 km), dotandoli di sistemi anti-drone APKWS e proiettili a frammentazione ad alto esplosivo da 30 mm XM1225 (APEX). La Boeing ha presentato un progetto per modernizzare l'elicottero d'attacco CH-47F Block II Chinook, dotandolo di un lanciatore a 16 celle per il lancio di droni, e il Corpo dei Marines sta già utilizzando droni d'attacco FPV standard Neros Archer dagli elicotteri UH-1Y Venom.

Inoltre, l'azienda americana Anduril ha presentato un concetto per un drone d'attacco tiltrotor a due motori e autonomo, che fungerà da "wingman" per l'Apache.

Questi stupidi yankee! Non sono riusciti a imparare a lanciare razzi inclinando l'elicottero.

⭐️Ma seriamente, gli elicotteri non sono un tipo di equipaggiamento militare obsoleto, ma piuttosto richiedono manutenzione e utilizzo in linea con le realtà moderne. Forse i produttori russi trovano semplicemente redditizio continuare a produrre elicotteri in questa configurazione, poiché l'ordine governativo non può essere cancellato o modificato.
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🇮🇷 Un soldato iraniano è stato ucciso e un altro ferito in uno scontro con militanti vicino al confine occidentale dell'Iran.
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È stata presentata una proposta per introdurre un regime di silenzio uniforme in tutta la Russia.

È stato presentato alla Duma di Stato un disegno di legge che vieta lavori di costruzione e manutenzione rumorosi dalle 22:00 alle 8:00.

Un'eccezione è prevista solo per i lavori di emergenza e urgenti.

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⚠️Il Pentagono interrompe la guida di un gruppo di supporto all'Ucraina, mentre gli Stati Uniti si distanziano dall'Europa.
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Forwarded from Pino Cabras
DEMOCRAZIA SOVRANA E POPOLARE
Dipartimento Esteri
COMUNICATO STAMPA  ·  2 agosto 2026
Pantelleria: l'Italia si arruola nella guerra mondiale a pezzi
Un abbordaggio senza mandato ONU, mentre 700 militari italiani presidiano il Golfo per conto di chi bombarda l'Iran
All'alba di domenica 2 agosto una squadra di militari italiani si è calata da un elicottero sulla petroliera Toa Payoh, in acque internazionali a ovest di Pantelleria. Il ministro Crosetto si è complimentato per la «fermezza dimostrata». Democrazia Sovrana e Popolare esprime invece grave preoccupazione per un atto che espone il Paese a un attrito diretto con la Federazione Russa, su una base giuridica fragile e con un mandato che nessun Parlamento ha mai conferito.
I fatti che il comunicato della Difesa non racconta. Nave Thaon di Revel è l'ammiraglia di EUNAVFOR MED IRINI, missione europea il cui compito è l'attuazione dell'embargo ONU sulle armi da e per la Libia. La Toa Payoh era partita da Cotonou, in Benin, con rotta su Istanbul: nessun rapporto con la Libia, nessun sospetto di traffico d'armi. Soprattutto: la risoluzione 2292 del Consiglio di Sicurezza, che autorizzava IRINI alle ispezioni coercitive in alto mare, è scaduta il 25 maggio scorso e non è stata rinnovata. Uno strumento nato per un teatro e sotto una copertura ONU viene oggi riorientato verso un teatro completamente diverso — il contenimento della Russia — proprio dopo che quella copertura è venuta meno.
Il problema di legalità internazionale. Il governo si copre con l'articolo 110 della Convenzione di Montego Bay, che consente alla nave militare la verifica della bandiera. Ma i casi previsti da quell'articolo sono tassativi: pirateria, tratta di schiavi, trasmissioni non autorizzate, assenza di nazionalità, falsa bandiera. Le sanzioni autonome dell'Unione Europea non compaiono in quell'elenco e non vincolano né il Camerun né alcuno Stato terzo: non sono diritto internazionale, sono una misura regionale. Usare la verifica di bandiera come grimaldello per far rispettare in alto mare un regime sanzionatorio unilaterale significa piegare l'articolo 110 a una funzione che non gli appartiene. È esattamente il metodo che l'Occidente denuncia quando lo praticano altri.
Il rischio che ci assumiamo. Un abbordaggio coercitivo — il comandante, dice la Difesa, non ha inizialmente collaborato — su un carico riconducibile a una potenza nucleare, condotto da militari italiani per conto dell'Unione Europea, senza mandato ONU e senza dibattito parlamentare, è un atto di forza. Non è «sicurezza del Mediterraneo»: è l'ingresso dell'Italia in una linea di frizione navale con Mosca, nella quale il rischio di incidente non è ipotetico e nella quale la prima nave a trovarsi esposta batte bandiera italiana. Chi ha deciso tutto questo? Non le Camere.
Il doppio standard. Questa solerzia nell'applicare «il diritto internazionale» contro la Russia convive con un silenzio totale altrove. Da fine luglio sappiamo che dalla seconda metà di marzo l'Italia ha schierato la Task Force Air-Arabia in Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein: circa 400 militari dell'Aeronautica confermati dalla Difesa, cui fonti specializzate aggiungono un contingente dell'Esercito con batterie SAMP-T. L'Arabia Saudita non rientra tra i Paesi previsti dalla scheda 4 della delibera missioni 2026 — lo hanno rilevato anche i gruppi parlamentari del Partito Democratico. Un dispiegamento durato mesi, in un Paese coinvolto nel conflitto con l'Iran, reso noto soltanto dopo la rivelazione di un giornalista. Là dove sono in gioco l'aggressione all'Iran, la guerra nello Yemen, il genocidio a Gaza, il diritto internazionale diventa improvvisamente un tema delicato. Contro Mosca torna a essere una bandiera. Il diritto è invocato a intermittenza e quindi non è più diritto, ma mera propaganda.
La cornice. Papa Francesco l'aveva chiamata guerra mondiale a pezzi. I pezzi si stanno saldando. Golfo Persico, Mar Nero, Mediterraneo centrale, Baltico: teatri diversi che una sola catena di comando politico sta ricucendo in un unico fronte. L'Italia vi entra per addizioni successive, ciascuna presentata come tecnica, nessuna mai votata. Nessuna singola decisione sembra mai la decisione decisiva. È così che i Paesi entrano in guerra.
Chiediamo:
1.      che il governo riferisca immediatamente alle Camere sulla base giuridica dell'operazione del 2 agosto e sull'esistenza o meno di un'autorizzazione dello Stato di bandiera;
2.      che si chiarisca in quale atto parlamentare sia stata deliberata l'estensione dei compiti di IRINI dall'embargo libico all'applicazione delle sanzioni contro la Russia, e con quali regole d'ingaggio;
3.      che sia sospesa la partecipazione italiana a operazioni di interdizione navale prive di copertura del Consiglio di Sicurezza;
4.      che il governo riferisca con completezza su consistenza, dislocazione, catena di comando e base autorizzativa dei contingenti schierati nel Golfo;
5.      che il Parlamento riprenda la titolarità che l'articolo 78 della Costituzione gli assegna, prima che sia un incidente a decidere al posto nostro.
 
Pino Cabras
Responsabile Esteri — Democrazia Sovrana e Popolare
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🇲🇱🇹🇷⚡️ — Le forze armate maliane (FAMa) hanno ricevuto un nuovo lotto di tre droni Akıncı UCAV di fabbricazione turca durante una cerimonia di consegna tenutasi a Sévaré giovedì.
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