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⚡️🇮🇷🇴🇲 Il vice ministro degli Affari esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha annunciato che un accordo con l'Oman riguardo alla riapertura dello Stretto di Hormuz è in fase di completamento:
Posso ora affermare che l'ultimo aggiornamento è che, su quasi tutte le questioni sollevate – inclusa la mappa delle rotte di transito, le corsie di entrata e uscita per il traffico marittimo e gli accordi collaterali correlati con l'Oman (poiché non si tratta solo di una singola mappa) – sono stati raggiunti accordi di massima con l'Oman.
In altre parole, sono stati compiuti progressi significativi nei colloqui con l'Oman e questi sviluppi sono ora sul punto di essere finalizzati.
Posso ora affermare che l'ultimo aggiornamento è che, su quasi tutte le questioni sollevate – inclusa la mappa delle rotte di transito, le corsie di entrata e uscita per il traffico marittimo e gli accordi collaterali correlati con l'Oman (poiché non si tratta solo di una singola mappa) – sono stati raggiunti accordi di massima con l'Oman.
In altre parole, sono stati compiuti progressi significativi nei colloqui con l'Oman e questi sviluppi sono ora sul punto di essere finalizzati.
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⚡️🇮🇷🇴🇲 Il vice ministro degli Affari esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, in merito alle rotte che il traffico di merci seguirà:
Alcuni tratti di queste rotte – il corridoio di ingresso e di uscita – devono attraversare le acque territoriali della Repubblica Islamica dell'Iran.
Stiamo assistendo a un nuovo modello. Questo nuovo modello si basa sulla tutela degli interessi di sicurezza nazionale della Repubblica Islamica dell'Iran e su una nuova strategia della Repubblica Islamica per esercitare una sovranità effettiva sullo Stretto di Hormuz.
Alcuni tratti di queste rotte – il corridoio di ingresso e di uscita – devono attraversare le acque territoriali della Repubblica Islamica dell'Iran.
Stiamo assistendo a un nuovo modello. Questo nuovo modello si basa sulla tutela degli interessi di sicurezza nazionale della Repubblica Islamica dell'Iran e su una nuova strategia della Repubblica Islamica per esercitare una sovranità effettiva sullo Stretto di Hormuz.
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⚡️🇦🇫 Il Fronte per la Libertà dell'Afghanistan afferma che i suoi combattenti hanno respinto un attacco dei talebani contro le loro posizioni nel distretto di Zebak, nella provincia di Badakhshan, dopo circa quattro ore di combattimenti.
Il gruppo afferma di aver poi lanciato una controffensiva, uccidendo cinque membri dei talebani e ferendone 11, senza riportare perdite tra i propri combattenti.
Il gruppo afferma di aver poi lanciato una controffensiva, uccidendo cinque membri dei talebani e ferendone 11, senza riportare perdite tra i propri combattenti.
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🇨🇳🇯🇵 "L'ultimo White Paper sulla difesa del Giappone è l'ennesimo allarmante manifesto della rimilitarizzazione del Paese e della sua ricerca della prontezza bellica
Il White Paper auspica di dotare il Giappone di capacità offensive a lungo raggio e di nuove tattiche belliche arrivando persino a definire la ricostruzione della macchina bellica giapponese un motore di crescita
Questa pericolosa ricerca deve essere fermata"
Ministero degli Esteri cinese
Il White Paper auspica di dotare il Giappone di capacità offensive a lungo raggio e di nuove tattiche belliche arrivando persino a definire la ricostruzione della macchina bellica giapponese un motore di crescita
Questa pericolosa ricerca deve essere fermata"
Ministero degli Esteri cinese
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Forwarded from Operazione Verità News 📰🗞
🇮🇷🇴🇲 "È stato raggiunto un accordo con l'Oman sulle caratteristiche geografiche della rotta marittima nello Stretto di Hormuz
Questo non significa che lo stretto sia sicuro per la navigazione delle navi,poiché i fattori che rendono lo Stretto di Hormuz pericoloso in particolare il blocco navale e altre azioni aggressive e minacciose contro l'Iran e i suoi interessi rimangono presenti"
Ministero degli Esteri iraniano
Praticamente si sono accordati rotta nord Iran e rotta sud Oman che potrà essere navigata previa autorizzazione iraniana
Questo non significa che lo stretto sia sicuro per la navigazione delle navi,poiché i fattori che rendono lo Stretto di Hormuz pericoloso in particolare il blocco navale e altre azioni aggressive e minacciose contro l'Iran e i suoi interessi rimangono presenti"
Ministero degli Esteri iraniano
Praticamente si sono accordati rotta nord Iran e rotta sud Oman che potrà essere navigata previa autorizzazione iraniana
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Giuseppe Masala Chili 🌶
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L'INTELLIGENZA CHE NON SI STUDIA
C'era, e dalle mie parti c'è ancora oggi, un detto che si sente ripetere da generazioni: "Ha studiato tanto, ma è poco intelligente."
A chi lo ascolta oggi può sembrare una contraddizione. Viviamo infatti in una società che tende a misurare l'intelligenza con il numero dei titoli conseguiti, con i diplomi appesi alle pareti, con le lauree, i master, le specializzazioni, le competenze certificate. Eppure i vecchi, quando pronunciavano quella frase, non stavano affatto disprezzando lo studio. Sapevano bene quanto fosse importante conoscere. Stavano però indicando una differenza che oggi rischiamo di avere dimenticato: la differenza tra la conoscenza e la saggezza.
La conoscenza può essere trasmessa. Si apprende sui libri, nelle scuole, nelle università. È fatta di nozioni, di formule, di dati, di memoria. La saggezza, invece, non si insegna. Matura lentamente dentro l'essere umano, attraversando la vita, le ferite, gli errori, gli incontri, le perdite e gli amori. È qualcosa che parla da una zona molto più profonda dell'essere, dalle sue radici, quelle che affondano nel buio fertile dell'anima, dove nessun esame può arrivare e nessun titolo può certificare ciò che realmente siamo.
È un'intelligenza che ha a che fare con l'empatia. È un'intelligenza emotiva, ma forse perfino qualcosa di più. È quella voce sottile che non urla mai e proprio per questo riesce a essere ascoltata. È ciò che sussurra invece di gridare. Fa intuire prima ancora di dimostrare. Fa percepire ciò che gli occhi spesso non vedono. Sa leggere la direzione del vento, riconoscere il cambio delle stagioni, comprendere il colore della terra, ascoltare il silenzio di una persona prima ancora delle sue parole. Sa amare senza possedere, comunicare senza imporsi, comprendere senza giudicare. Non parla per sentito dire: parla perché ha vissuto.
Forse i nostri avi non conoscevano le parole della psicologia moderna, ma avevano intuito ciò che oggi studiosi come Carl Gustav Jung hanno descritto parlando dell'inconscio, di quella parte profonda di noi che continua a orientarci anche quando la mente razionale crede di avere tutto sotto controllo. Jung sosteneva che la vera maturità nasce quando smettiamo di identificarci soltanto con ciò che sappiamo e iniziamo a dialogare con ciò che siamo. È lì che prende forma quella capacità di intuire, di cogliere i simboli, di riconoscere l'essenziale senza bisogno di continue dimostrazioni.
Anche Rudolf Steiner distingueva nettamente la semplice istruzione dalla coscienza. Per lui accumulare informazioni non significava necessariamente evolvere. Si può possedere una cultura immensa e restare spiritualmente immaturi. Allo stesso modo, una persona con pochi studi può sviluppare una coscienza capace di vedere più lontano di chiunque altro. La conoscenza appartiene alla mente; la coscienza appartiene all'essere. Ed è l'essere, non il curriculum, a determinare il modo in cui incontriamo il mondo.
Forse è proprio questo che i vecchi cercavano di dire con quella frase. L'intelligenza autentica non coincide con la velocità del ragionamento né con la quantità di informazioni accumulate. Coincide con la qualità della presenza. Con la capacità di stare nel mondo senza perdere il contatto con la propria umanità. Con la sensibilità di comprendere gli altri senza doverli dominare. Con l'umiltà di sapere che ogni risposta definitiva rischia di interrompere la ricerca.
Per questo quel proverbio continua a vivere ancora oggi. Perché ci ricorda che non è tanto importante ciò che diciamo di essere, ma ciò che siamo quando nessuno ci osserva. Non ciò che mostriamo, ma ciò che emaniamo. Non ciò che esibiamo, ma ciò che trasmettiamo anche restando in silenzio.
L'intelligenza più profonda non sente il bisogno di apparire. Non ha bisogno di tappare la bocca a chi le sta davanti. Non vive della supponenza di chi interrompe una conversazione pronunciando quella frase che è diventata il simbolo dell'ego: "Lei non sa chi sono io."
Chi è veramente intelligente non ha necessità di ricordare agli altri il proprio valore. Lo lascia intuire nei gesti, nello sguardo, nel modo in cui tratta le persone, soprattutto quelle da cui non ha nulla da guadagnare. Perché il sapere può conquistare il rispetto, ma soltanto la saggezza conquista la fiducia. E mentre la conoscenza illumina la mente, è soltanto la coscienza a illuminare l'uomo.L'INTELLIGENZA CHE NON SI STUDIA
C'era, e dalle mie parti c'è ancora oggi, un detto che si sente ripetere da generazioni: "Ha studiato tanto, ma è poco intelligente."
A chi lo ascolta oggi può sembrare una contraddizione. Viviamo infatti in una società che tende a misurare l'intelligenza con il numero dei titoli conseguiti, con i diplomi appesi alle pareti, con le lauree, i master, le specializzazioni, le competenze certificate. Eppure i vecchi, quando pronunciavano quella frase, non stavano affatto disprezzando lo studio. Sapevano bene quanto fosse importante conoscere. Stavano però indicando una differenza che oggi rischiamo di avere dimenticato: la differenza tra la conoscenza e la saggezza.
La conoscenza può essere trasmessa. Si apprende sui libri, nelle scuole, nelle università. È fatta di nozioni, di formule, di dati, di memoria. La saggezza, invece, non si insegna. Matura lentamente dentro l'essere umano, attraversando la vita, le ferite, gli errori, gli incontri, le perdite e gli amori. È qualcosa che parla da una zona molto più profonda dell'essere, dalle sue radici, quelle che affondano nel buio fertile dell'anima, dove nessun esame può arrivare e nessun titolo può certificare ciò che realmente siamo.
È un'intelligenza che ha a che fare con l'empatia. È un'intelligenza emotiva, ma forse perfino qualcosa di più. È quella voce sottile che non urla mai e proprio per questo riesce a essere ascoltata. È ciò che sussurra invece di gridare. Fa intuire prima ancora di dimostrare. Fa percepire ciò che gli occhi spesso non vedono. Sa leggere la direzione del vento, riconoscere il cambio delle stagioni, comprendere il colore della terra, ascoltare il silenzio di una persona prima ancora delle sue parole. Sa amare senza possedere, comunicare senza imporsi, comprendere senza giudicare. Non parla per sentito dire: parla perché ha vissuto.
Forse i nostri avi non conoscevano le parole della psicologia moderna, ma avevano intuito ciò che oggi studiosi come Carl Gustav Jung hanno descritto parlando dell'inconscio, di quella parte profonda di noi che continua a orientarci anche quando la mente razionale crede di avere tutto sotto controllo. Jung sosteneva che la vera maturità nasce quando smettiamo di identificarci soltanto con ciò che sappiamo e iniziamo a dialogare con ciò che siamo. È lì che prende forma quella capacità di intuire, di cogliere i simboli, di riconoscere l'essenziale senza bisogno di continue dimostrazioni.
Anche Rudolf Steiner distingueva nettamente la semplice istruzione dalla coscienza. Per lui accumulare informazioni non significava necessariamente evolvere. Si può possedere una cultura immensa e restare spiritualmente immaturi. Allo stesso modo, una persona con pochi studi può sviluppare una coscienza capace di vedere più lontano di chiunque altro. La conoscenza appartiene alla mente; la coscienza appartiene all'essere. Ed è l'essere, non il curriculum, a determinare il modo in cui incontriamo il mondo.
Forse è proprio questo che i vecchi cercavano di dire con quella frase. L'intelligenza autentica non coincide con la velocità del ragionamento né con la quantità di informazioni accumulate. Coincide con la qualità della presenza. Con la capacità di stare nel mondo senza perdere il contatto con la propria umanità. Con la sensibilità di comprendere gli altri senza doverli dominare. Con l'umiltà di sapere che ogni risposta definitiva rischia di interrompere la ricerca.
Per questo quel proverbio continua a vivere ancora oggi. Perché ci ricorda che non è tanto importante ciò che diciamo di essere, ma ciò che siamo quando nessuno ci osserva. Non ciò che mostriamo, ma ciò che emaniamo. Non ciò che esibiamo, ma ciò che trasmettiamo anche restando in silenzio.
C'era, e dalle mie parti c'è ancora oggi, un detto che si sente ripetere da generazioni: "Ha studiato tanto, ma è poco intelligente."
A chi lo ascolta oggi può sembrare una contraddizione. Viviamo infatti in una società che tende a misurare l'intelligenza con il numero dei titoli conseguiti, con i diplomi appesi alle pareti, con le lauree, i master, le specializzazioni, le competenze certificate. Eppure i vecchi, quando pronunciavano quella frase, non stavano affatto disprezzando lo studio. Sapevano bene quanto fosse importante conoscere. Stavano però indicando una differenza che oggi rischiamo di avere dimenticato: la differenza tra la conoscenza e la saggezza.
La conoscenza può essere trasmessa. Si apprende sui libri, nelle scuole, nelle università. È fatta di nozioni, di formule, di dati, di memoria. La saggezza, invece, non si insegna. Matura lentamente dentro l'essere umano, attraversando la vita, le ferite, gli errori, gli incontri, le perdite e gli amori. È qualcosa che parla da una zona molto più profonda dell'essere, dalle sue radici, quelle che affondano nel buio fertile dell'anima, dove nessun esame può arrivare e nessun titolo può certificare ciò che realmente siamo.
È un'intelligenza che ha a che fare con l'empatia. È un'intelligenza emotiva, ma forse perfino qualcosa di più. È quella voce sottile che non urla mai e proprio per questo riesce a essere ascoltata. È ciò che sussurra invece di gridare. Fa intuire prima ancora di dimostrare. Fa percepire ciò che gli occhi spesso non vedono. Sa leggere la direzione del vento, riconoscere il cambio delle stagioni, comprendere il colore della terra, ascoltare il silenzio di una persona prima ancora delle sue parole. Sa amare senza possedere, comunicare senza imporsi, comprendere senza giudicare. Non parla per sentito dire: parla perché ha vissuto.
Forse i nostri avi non conoscevano le parole della psicologia moderna, ma avevano intuito ciò che oggi studiosi come Carl Gustav Jung hanno descritto parlando dell'inconscio, di quella parte profonda di noi che continua a orientarci anche quando la mente razionale crede di avere tutto sotto controllo. Jung sosteneva che la vera maturità nasce quando smettiamo di identificarci soltanto con ciò che sappiamo e iniziamo a dialogare con ciò che siamo. È lì che prende forma quella capacità di intuire, di cogliere i simboli, di riconoscere l'essenziale senza bisogno di continue dimostrazioni.
Anche Rudolf Steiner distingueva nettamente la semplice istruzione dalla coscienza. Per lui accumulare informazioni non significava necessariamente evolvere. Si può possedere una cultura immensa e restare spiritualmente immaturi. Allo stesso modo, una persona con pochi studi può sviluppare una coscienza capace di vedere più lontano di chiunque altro. La conoscenza appartiene alla mente; la coscienza appartiene all'essere. Ed è l'essere, non il curriculum, a determinare il modo in cui incontriamo il mondo.
Forse è proprio questo che i vecchi cercavano di dire con quella frase. L'intelligenza autentica non coincide con la velocità del ragionamento né con la quantità di informazioni accumulate. Coincide con la qualità della presenza. Con la capacità di stare nel mondo senza perdere il contatto con la propria umanità. Con la sensibilità di comprendere gli altri senza doverli dominare. Con l'umiltà di sapere che ogni risposta definitiva rischia di interrompere la ricerca.
Per questo quel proverbio continua a vivere ancora oggi. Perché ci ricorda che non è tanto importante ciò che diciamo di essere, ma ciò che siamo quando nessuno ci osserva. Non ciò che mostriamo, ma ciò che emaniamo. Non ciò che esibiamo, ma ciò che trasmettiamo anche restando in silenzio.
L'intelligenza più profonda non sente il bisogno di apparire. Non ha bisogno di tappare la bocca a chi le sta davanti. Non vive della supponenza di chi interrompe una conversazione pronunciando quella frase che è diventata il simbolo dell'ego: "Lei non sa chi sono io."
Chi è veramente intelligente non ha necessità di ricordare agli altri il proprio valore. Lo lascia intuire nei gesti, nello sguardo, nel modo in cui tratta le persone, soprattutto quelle da cui non ha nulla da guadagnare. Perché il sapere può conquistare il rispetto, ma soltanto la saggezza conquista la fiducia. E mentre la conoscenza illumina la mente, è soltanto la coscienza a illuminare l'uomo.L'INTELLIGENZA CHE NON SI STUDIA
C'era, e dalle mie parti c'è ancora oggi, un detto che si sente ripetere da generazioni: "Ha studiato tanto, ma è poco intelligente."
A chi lo ascolta oggi può sembrare una contraddizione. Viviamo infatti in una società che tende a misurare l'intelligenza con il numero dei titoli conseguiti, con i diplomi appesi alle pareti, con le lauree, i master, le specializzazioni, le competenze certificate. Eppure i vecchi, quando pronunciavano quella frase, non stavano affatto disprezzando lo studio. Sapevano bene quanto fosse importante conoscere. Stavano però indicando una differenza che oggi rischiamo di avere dimenticato: la differenza tra la conoscenza e la saggezza.
La conoscenza può essere trasmessa. Si apprende sui libri, nelle scuole, nelle università. È fatta di nozioni, di formule, di dati, di memoria. La saggezza, invece, non si insegna. Matura lentamente dentro l'essere umano, attraversando la vita, le ferite, gli errori, gli incontri, le perdite e gli amori. È qualcosa che parla da una zona molto più profonda dell'essere, dalle sue radici, quelle che affondano nel buio fertile dell'anima, dove nessun esame può arrivare e nessun titolo può certificare ciò che realmente siamo.
È un'intelligenza che ha a che fare con l'empatia. È un'intelligenza emotiva, ma forse perfino qualcosa di più. È quella voce sottile che non urla mai e proprio per questo riesce a essere ascoltata. È ciò che sussurra invece di gridare. Fa intuire prima ancora di dimostrare. Fa percepire ciò che gli occhi spesso non vedono. Sa leggere la direzione del vento, riconoscere il cambio delle stagioni, comprendere il colore della terra, ascoltare il silenzio di una persona prima ancora delle sue parole. Sa amare senza possedere, comunicare senza imporsi, comprendere senza giudicare. Non parla per sentito dire: parla perché ha vissuto.
Forse i nostri avi non conoscevano le parole della psicologia moderna, ma avevano intuito ciò che oggi studiosi come Carl Gustav Jung hanno descritto parlando dell'inconscio, di quella parte profonda di noi che continua a orientarci anche quando la mente razionale crede di avere tutto sotto controllo. Jung sosteneva che la vera maturità nasce quando smettiamo di identificarci soltanto con ciò che sappiamo e iniziamo a dialogare con ciò che siamo. È lì che prende forma quella capacità di intuire, di cogliere i simboli, di riconoscere l'essenziale senza bisogno di continue dimostrazioni.
Anche Rudolf Steiner distingueva nettamente la semplice istruzione dalla coscienza. Per lui accumulare informazioni non significava necessariamente evolvere. Si può possedere una cultura immensa e restare spiritualmente immaturi. Allo stesso modo, una persona con pochi studi può sviluppare una coscienza capace di vedere più lontano di chiunque altro. La conoscenza appartiene alla mente; la coscienza appartiene all'essere. Ed è l'essere, non il curriculum, a determinare il modo in cui incontriamo il mondo.
Forse è proprio questo che i vecchi cercavano di dire con quella frase. L'intelligenza autentica non coincide con la velocità del ragionamento né con la quantità di informazioni accumulate. Coincide con la qualità della presenza. Con la capacità di stare nel mondo senza perdere il contatto con la propria umanità. Con la sensibilità di comprendere gli altri senza doverli dominare. Con l'umiltà di sapere che ogni risposta definitiva rischia di interrompere la ricerca.
Per questo quel proverbio continua a vivere ancora oggi. Perché ci ricorda che non è tanto importante ciò che diciamo di essere, ma ciò che siamo quando nessuno ci osserva. Non ciò che mostriamo, ma ciò che emaniamo. Non ciò che esibiamo, ma ciò che trasmettiamo anche restando in silenzio.
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L'intelligenza più profonda non sente il bisogno di apparire. Non ha bisogno di tappare la bocca a chi le sta davanti. Non vive della supponenza di chi interrompe una conversazione pronunciando quella frase che è diventata il simbolo dell'ego: "Lei non sa chi sono io."
Chi è veramente intelligente non ha necessità di ricordare agli altri il proprio valore. Lo lascia intuire nei gesti, nello sguardo, nel modo in cui tratta le persone, soprattutto quelle da cui non ha nulla da guadagnare. Perché il sapere può conquistare il rispetto, ma soltanto la saggezza conquista la fiducia. E mentre la conoscenza illumina la mente, è soltanto la coscienza a illuminare l'uomo.
Ruben
Chi è veramente intelligente non ha necessità di ricordare agli altri il proprio valore. Lo lascia intuire nei gesti, nello sguardo, nel modo in cui tratta le persone, soprattutto quelle da cui non ha nulla da guadagnare. Perché il sapere può conquistare il rispetto, ma soltanto la saggezza conquista la fiducia. E mentre la conoscenza illumina la mente, è soltanto la coscienza a illuminare l'uomo.
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Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha esortato l'Arabia Saudita, il Qatar, la Turchia e altri partner regionali a fare pressione su Trump affinché eviti un'azione militare e ritorni alla diplomazia.
Il messaggio: l'Iran è pronto a contrattaccare, ma preferisce una soluzione negoziata.
Fonte: Reuters
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Nikita Bier si dimette dalla carica di responsabile del prodotto presso X.
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Un nuovo rapporto dell'Ufficio del Bilancio del Congresso stima che la flotta di 15 navi, denominata "Trump-class" e proposta dal presidente Trump, costerebbe 275 miliardi di dollari, con un aumento di oltre il 50% rispetto alle stime precedenti.
Si prevede che la sola prima nave costerà 23,4 miliardi di dollari, 8 miliardi in più rispetto alla stima iniziale della Marina, mentre ogni nave aggiuntiva potrebbe costare più di 18 miliardi di dollari.
L'aumento del prezzo è dovuto principalmente alla decisione di Trump di convertire le navi alla propulsione nucleare.
Fonte: NYT
Si prevede che la sola prima nave costerà 23,4 miliardi di dollari, 8 miliardi in più rispetto alla stima iniziale della Marina, mentre ogni nave aggiuntiva potrebbe costare più di 18 miliardi di dollari.
L'aumento del prezzo è dovuto principalmente alla decisione di Trump di convertire le navi alla propulsione nucleare.
Fonte: NYT
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Pete Buttigieg:
Se si osservano le azioni di Netanyahu, è difficile credere che sia soddisfatto di qualsiasi cosa che non sia una "Grande Israele".
Fonte: The Diary Of A CEO
Se si osservano le azioni di Netanyahu, è difficile credere che sia soddisfatto di qualsiasi cosa che non sia una "Grande Israele".
Fonte: The Diary Of A CEO
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Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian:
Comunicare con Mojtaba Khamenei è diventato molto difficile, ma la sua presenza è una fonte di grande forza per noi, permettendoci di mantenere il processo in corso.
In relazione agli eventi che hanno avviato, e al messaggio che ha rilasciato, in cui ha affermato di essere fondamentalmente contrario, ma che ora avrebbe permesso che la questione prendesse forma, un gruppo di persone che cercano divisioni ha cercato di riaprire quella frattura per perseguire le proprie agende partitiche, amplificando costantemente la questione.
Ciò che la sua eccellenza ha detto è stato del tutto corretto. Aveva una prospettiva; nella conclusione raggiunta all'interno dello stesso consiglio, un rapporto è stato recentemente presentato a lui, e ha dichiarato che, se avesse ricevuto i tre quarti dei voti, l'avrebbe accettato. In realtà, ha ricevuto 12 su 13 voti, e l'ha accettato.
Questo atto di accettare un parere di esperti e decidere di conseguenza è stato trasformato da alcuni in una scusa per creare divisioni e fare affermazioni ingiuste e disoneste, cercando di presentare gli altri in una certa luce.
Comunicare con Mojtaba Khamenei è diventato molto difficile, ma la sua presenza è una fonte di grande forza per noi, permettendoci di mantenere il processo in corso.
In relazione agli eventi che hanno avviato, e al messaggio che ha rilasciato, in cui ha affermato di essere fondamentalmente contrario, ma che ora avrebbe permesso che la questione prendesse forma, un gruppo di persone che cercano divisioni ha cercato di riaprire quella frattura per perseguire le proprie agende partitiche, amplificando costantemente la questione.
Ciò che la sua eccellenza ha detto è stato del tutto corretto. Aveva una prospettiva; nella conclusione raggiunta all'interno dello stesso consiglio, un rapporto è stato recentemente presentato a lui, e ha dichiarato che, se avesse ricevuto i tre quarti dei voti, l'avrebbe accettato. In realtà, ha ricevuto 12 su 13 voti, e l'ha accettato.
Questo atto di accettare un parere di esperti e decidere di conseguenza è stato trasformato da alcuni in una scusa per creare divisioni e fare affermazioni ingiuste e disoneste, cercando di presentare gli altri in una certa luce.
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Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian:
Per quanto mi sforzi, non riesco a trovare alcuna ragione logica per cui abbiano ucciso il nostro leader, i nostri comandanti e i nostri scienziati.
Molti dei nostri comandanti e scienziati che sono stati uccisi non possedevano nemmeno una casa.
Per quanto mi sforzi, non riesco a trovare alcuna ragione logica per cui abbiano ucciso il nostro leader, i nostri comandanti e i nostri scienziati.
Molti dei nostri comandanti e scienziati che sono stati uccisi non possedevano nemmeno una casa.
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Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian:
Nessuno può dimenticare che un gran numero dei nostri giovani sono morti, sono stati martirizzati, alcuni sono rimasti feriti e altri hanno perso degli arti.
Beh, è stata una cosa molto brutta... Non riesco ancora a dimenticare quell'incidente. Il nostro operato non avrebbe dovuto arrivare a questo punto.
Naturalmente, lo stesso Trump, in modo codardo, ha affermato che avevamo armato queste persone e che le stavamo sostenendo. E, ovviamente, era chiaro che stavano facendo così.
Ma tra queste persone c'erano anche degli innocenti. In realtà, abbiamo avuto e abbiamo ancora problemi. Alcuni sollevano giustamente i loro problemi, mentre altri, che si trovano in una posizione intermedia, vogliono realizzare le proprie intenzioni sinistre e meschine.
E questo rende il processo un po' confuso. Si dice che la verità sia una casa decorata, e la passione e il desiderio siano la polvere che si è sollevata; non la si vede a causa della polvere, e l'occhio non vede, anche se l'uomo è perspicace.
Quando la questione si trasforma in questo processo di ribellione, l'uomo non riesce più a distinguere bene tra amico e nemico, e il processo raggiunge un punto in cui si verificano eventi difficili.
Si guardano queste persone che si trovano all'estero, che si presentano come compassionevoli e competenti, e a volte assumono personalità così intellettuali e accademiche che si potrebbe pensare che sia davvero così.
Esagerare un numero a tre cifre trasformandolo in trenta o quaranta mila e poi incitare le persone, questo dimostra quanto siano codardi e traditori.
Nessuno può dimenticare che un gran numero dei nostri giovani sono morti, sono stati martirizzati, alcuni sono rimasti feriti e altri hanno perso degli arti.
Beh, è stata una cosa molto brutta... Non riesco ancora a dimenticare quell'incidente. Il nostro operato non avrebbe dovuto arrivare a questo punto.
Naturalmente, lo stesso Trump, in modo codardo, ha affermato che avevamo armato queste persone e che le stavamo sostenendo. E, ovviamente, era chiaro che stavano facendo così.
Ma tra queste persone c'erano anche degli innocenti. In realtà, abbiamo avuto e abbiamo ancora problemi. Alcuni sollevano giustamente i loro problemi, mentre altri, che si trovano in una posizione intermedia, vogliono realizzare le proprie intenzioni sinistre e meschine.
E questo rende il processo un po' confuso. Si dice che la verità sia una casa decorata, e la passione e il desiderio siano la polvere che si è sollevata; non la si vede a causa della polvere, e l'occhio non vede, anche se l'uomo è perspicace.
Quando la questione si trasforma in questo processo di ribellione, l'uomo non riesce più a distinguere bene tra amico e nemico, e il processo raggiunge un punto in cui si verificano eventi difficili.
Si guardano queste persone che si trovano all'estero, che si presentano come compassionevoli e competenti, e a volte assumono personalità così intellettuali e accademiche che si potrebbe pensare che sia davvero così.
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Q: Sa che alcune persone dividono la popolazione in "insider" e "outsider". Dal suo punto di vista, chi sono "le persone"?
Presidente iraniano Masoud Pezeshkian:
"Le persone" sono tutti coloro che vivono in questo paese, indipendentemente dalla loro ideologia, religione, prospettiva, genere o etnia.
Il governo ha il dovere di trattarli con giustizia e onestà. Purtroppo, abbiamo molti problemi in questo senso, e riformare questo processo richiede tempo.
Siamo sopravvissuti finora grazie al popolo iraniano, che ci ha sostenuto.
Non sono stati solo coloro che sono scesi in strada a salvare il nostro Iran. Sono state tutte queste persone che vedono le nostre difficoltà e le sopportano per il bene del paese.
Presidente iraniano Masoud Pezeshkian:
"Le persone" sono tutti coloro che vivono in questo paese, indipendentemente dalla loro ideologia, religione, prospettiva, genere o etnia.
Il governo ha il dovere di trattarli con giustizia e onestà. Purtroppo, abbiamo molti problemi in questo senso, e riformare questo processo richiede tempo.
Siamo sopravvissuti finora grazie al popolo iraniano, che ci ha sostenuto.
Non sono stati solo coloro che sono scesi in strada a salvare il nostro Iran. Sono state tutte queste persone che vedono le nostre difficoltà e le sopportano per il bene del paese.
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‼️🇷🇺🫡 La registrazione dei veterani di guerra sarà effettuata tramite il Sistema di Assicurazione Sanitaria Obbligatoria.
▪️ Il Presidente ha approvato una legge che modifica la Legge Federale n. 326 "Sull'Assicurazione Sanitaria Obbligatoria", regolamentando la registrazione dei soggetti assicurati: le categorie "veterano di guerra" e "familiare di un veterano" sono state aggiunte per migliorare il controllo sull'assistenza sanitaria. Queste disposizioni entreranno in vigore il 1° giugno 2027.
▪️ L'articolo 44 è stato integrato con una disposizione relativa alla raccolta di informazioni sull'attribuzione dello status di veterano o dello status di familiare, durante la tenuta di registri personali. Solo i dipendenti autorizzati del Fondo Federale di Assicurazione Sanitaria Obbligatoria avranno accesso a questi dati per la registrazione delle informazioni sull'assistenza sanitaria fornita nel Sistema Informativo Statale di Assicurazione Sanitaria Obbligatoria.
▪️ Il Governo ha presentato all'Assemblea Statale (Duma) un'iniziativa volta a migliorare il controllo sull'assistenza sanitaria nell'aprile 2026. A maggio, i deputati hanno approvato il documento nella sua prima lettura, e la competente Commissione per la Protezione della Salute non ha fornito commenti di natura concettuale.
▪️ In precedenza, il Ministro della Difesa A. Belousov ha rivolto al Presidente una proposta per fornire al personale militare servizi medici ambulatoriali nei luoghi di vacanza. Il personale militare non è coperto dall'assicurazione sanitaria obbligatoria (CMI), quindi non può ricevere assistenza nelle strutture mediche del Ministero della Salute.
▪️ Il Presidente ha approvato una legge che modifica la Legge Federale n. 326 "Sull'Assicurazione Sanitaria Obbligatoria", regolamentando la registrazione dei soggetti assicurati: le categorie "veterano di guerra" e "familiare di un veterano" sono state aggiunte per migliorare il controllo sull'assistenza sanitaria. Queste disposizioni entreranno in vigore il 1° giugno 2027.
▪️ L'articolo 44 è stato integrato con una disposizione relativa alla raccolta di informazioni sull'attribuzione dello status di veterano o dello status di familiare, durante la tenuta di registri personali. Solo i dipendenti autorizzati del Fondo Federale di Assicurazione Sanitaria Obbligatoria avranno accesso a questi dati per la registrazione delle informazioni sull'assistenza sanitaria fornita nel Sistema Informativo Statale di Assicurazione Sanitaria Obbligatoria.
▪️ Il Governo ha presentato all'Assemblea Statale (Duma) un'iniziativa volta a migliorare il controllo sull'assistenza sanitaria nell'aprile 2026. A maggio, i deputati hanno approvato il documento nella sua prima lettura, e la competente Commissione per la Protezione della Salute non ha fornito commenti di natura concettuale.
▪️ In precedenza, il Ministro della Difesa A. Belousov ha rivolto al Presidente una proposta per fornire al personale militare servizi medici ambulatoriali nei luoghi di vacanza. Il personale militare non è coperto dall'assicurazione sanitaria obbligatoria (CMI), quindi non può ricevere assistenza nelle strutture mediche del Ministero della Salute.
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🇺🇸🍊🤡 Nessuno sa che la parola "dumb" non ha la lettera "b" - Trump
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