🇱🇾 Si è verificata un'esplosione in uno dei serbatoi della raffineria di Zawiya in Libia.
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Giuseppe Masala Chili 🌶
🇱🇾 Si è verificata un'esplosione in uno dei serbatoi della raffineria di Zawiya in Libia.
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🇱🇧❌🇮🇱 Il fuoco di artiglieria israeliano ha continuato a essere intermittente a partire da mezzanotte sulle zone boschive e sulla collina di Ali al-Tahir, alla periferia di Nabatieh al-Fawqa, nel sud del Libano.
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Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
Il Senato degli Stati Uniti ha approvato un disegno di legge che consente a Trump di imporre dazi del 100% sui maggiori acquirenti di petrolio e gas russo. La proposta è stata ideata dal senatore Lindsey Graham, che aveva più volte tentato di farla approvare prima di morire il mese scorso.
Il disegno di legge, intitolato "Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act del 2026", è passato al Senato con 86 voti favorevoli e 11 contrari venerdì. Trump ha già dichiarato che firmerà la legge, il che significa che entrerà in vigore se la Camera dei Rappresentanti l'approverà la prossima settimana.
Il senatore Rand Paul è stato l'unico repubblicano a votare contro il provvedimento. Anche il senatore indipendente Bernie Sanders e nove democratici progressisti, tra cui l'ex candidata alla presidenza Elizabeth Warren, hanno votato contro.
La legge autorizzerebbe Trump a imporre dazi fino al 100% sui primi cinque acquirenti di petrolio e gas russo, una lista che include Cina e India.
(Fonte: RT) @LauraRuHK
Il disegno di legge, intitolato "Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act del 2026", è passato al Senato con 86 voti favorevoli e 11 contrari venerdì. Trump ha già dichiarato che firmerà la legge, il che significa che entrerà in vigore se la Camera dei Rappresentanti l'approverà la prossima settimana.
Il senatore Rand Paul è stato l'unico repubblicano a votare contro il provvedimento. Anche il senatore indipendente Bernie Sanders e nove democratici progressisti, tra cui l'ex candidata alla presidenza Elizabeth Warren, hanno votato contro.
La legge autorizzerebbe Trump a imporre dazi fino al 100% sui primi cinque acquirenti di petrolio e gas russo, una lista che include Cina e India.
(Fonte: RT) @LauraRuHK
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Stay SAFE
L'Ue finanzierà il riarmo e la difesa comune attraverso il programma SAFE (Security Action for Europe), un fondo da 150 miliardi di euro basato su prestiti a lungo termine garantiti da obbligazioni comuni. L'Italia ha ricevuto una stima iniziale di circa 14,9 miliardi, ma il governo italiano ha recentemente annunciato l'intenzione di richiedere somme superiori (fino a 22 o 36 miliardi complessivi unendo difesa ed energia) sfruttando gli spazi di flessibilità e i prestiti agevolati europei.
Scrisse il vecchio Hegel in un impeto di sarcasmo: "la guerra è lo stato in cui si mette in pratica il principio morale della vanità di tutti i beni terreni" (Lineamenti di filosofia del diritto). (Mario Rossi, via Facebook)
L'Ue finanzierà il riarmo e la difesa comune attraverso il programma SAFE (Security Action for Europe), un fondo da 150 miliardi di euro basato su prestiti a lungo termine garantiti da obbligazioni comuni. L'Italia ha ricevuto una stima iniziale di circa 14,9 miliardi, ma il governo italiano ha recentemente annunciato l'intenzione di richiedere somme superiori (fino a 22 o 36 miliardi complessivi unendo difesa ed energia) sfruttando gli spazi di flessibilità e i prestiti agevolati europei.
Scrisse il vecchio Hegel in un impeto di sarcasmo: "la guerra è lo stato in cui si mette in pratica il principio morale della vanità di tutti i beni terreni" (Lineamenti di filosofia del diritto). (Mario Rossi, via Facebook)
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LOGICHE MULTIPOLARI. Scuserete se torno a dire cose già dette. Tempo fa evidenziammo come il quartetto AS-PAK-TUR ed EGY che s’era messo a intermediare tra USA e Iran fosse un interessante preludio a qualcosa di più consistente. Non serve a nulla riempirsi di notizie e analisi di più o meno improvvisati strateghi da Risiko in famiglia, basta la logica in un contesto multipolare.
Che il mondo vada verso una piena forma multipolare è ovvio trattandosi di 8,3 mld (9,6 al 2050) di persone divise in 200 stati, con consistenze e traiettorie di crescita o contrazione (demografica, economica, tecnologica, militare) differenti. Non esiste alcuna forma di potenza che possa dominare tale complessità, né in forma monopolare, né in forma bipolare.
Il sistema tende e tenderà sempre più ad autorganizzarsi sebbene gli US eserciteranno ancora e per molto tempo un ruolo contrario. Tuttavia, è in buona parte lo stesso declino di potenza US a favorire il processo.
Gli US sono in declino di potenza per tante e ovvie ragioni, tra cui la loro entrata nella fase in cui la precedente estroversione è diventata antieconomica. Sul piano militare, ad esempio, US hanno sollecitato in tutti i modi l’inerzia dei precedenti assetti di alleanza verso il riarmo in proprio, così per l’UE, la Germania, il Giappone, questi ultimi impegnati d nuovi piani di riarmo inediti dalla fine della IIWW. Non possono fare altrimenti, anche se quando soprattutto Germania e Giappone, avranno i nuovi livelli di potenza di forza (minimo dieci-quindici anni) è imprevedibile che politica estera svilupperanno.
Ma di questi tempi, le strategie debbono guardare al breve e al massimo al medio tempo, di più si sfocia nell’incalcolabilità per eccesso di variabili.
Pakistan, Arabia Saudita erano amici organici dell’US, la Turchia addirittura nella NATO, l’Egitto storicamente vicino anche se contemporaneamente non lontano dalla Russia. Tra Pakistan e Arabia Saudita esisteva già un patto militare di mutua protezione, la Turchia però (di fatto alleata col Qatar, che ha ottimi rapporti con l’Iran oltre che il più grande giacimento di gas del mondo in condominio) no, anche per una diversa sponsorizzazione dell’islam politico (salafiti i primi, fratellanza musulmana i secondi). Inoltre, i pachistani da tempo hanno legami organici sempre più strategici coi cinesi. Né turchi, né pachistani avevano dissidi seri con l’Iran, con l’AS la questione è più complicata ma anche grazie alla mediazione cinese, da tempo le frizioni si sono assai raffreddate.
L’Iran ha sì bombardato le cose saudite ma avvertendo che era solo perché ospitavano basi US e AS si è spesa più volte con Trump per raffreddare possibili incrementi di pressione militare contro Teheran. Tanto da litigare definitivamente con Emirati Arabi Uniti addirittura uscito da OPEC dopo sessanta anni. Gli Houti di fatto si sono astenuti da azioni contro l’AS con cui comunque sono in conflitto congelato.
AS né vuole, né può, nonostante i tanti legami militari e di affari anche recenti con la famiglia Trump, aderire ai Patti di Abramo se prima non viene trovata una soluzione, anche cosmetica, alla questione palestinese. AS custodisce la Mecca e Medina, naturale il suo ruolo centrale nell’islam intero. Inoltre, ormai la più grande parte di clientela delle proprie riserve fossili è asiatica.
Il Pakistan non solo è limitrofo ma anche in aperta frizione con il vicino indiano che al suo interno ha una complessa questione di sempre più difficile convivenza tra nazionalisti indù e musulmani (15% dell’immensa popolazione indiana). India che pur cliente per le fossili con il Golfo, ha provato a sviluppare sempre più stretti legami con Israele. Ricordo che India, Pakistan e Israele hanno l’atomica. Abbiamo già detto dell’ampia collaborazione tra Pakistan e Cina, Cina che in piena logica multipolare tende ad essere in buone relazioni con chiunque (Golfo, Iran, Pakistan etc.) e di principio non fa alleanze militari con alcuno (può collaborare però).
La Turchia è anche un pieno soggetto multipolare, una media potenza asiatico-mediterranea-musulmana che unisce l’adesione NATO ai buoni rapporti con la Russia mentre con la Cina la questione è congelata per via della questione uigura. Ha poi problemi con Israele e ne avrà sempre di più sia per il tentativo israeliano di allargarsi a nord (Libano), per l’appoggio che questi danno ai Curdi, per la silenziosa invasione di capitali ed imprese israeliane in Grecia, stante che l’hot-spot della questione è il mare mediterraneo orientale ricchissimo di giacimenti fossili nei fondali (Egeo, Cipro, coste Libano etc.).
Da qui (e da altro poiché lì le questioni sono intrecciate a vari livelli) l’alleanza firmata a Gedda, con tanto di articolo 5 di mutua difesa. Come ogni apprendista geopolitico ripete "il Pakistan ha l'atomica, la Turchia l'industria e l'esercito, l'Arabia Saudita i soldi". Ma questo dovrebbe essere solo la base per possibili nuove forme di cooperazione viepiù Israele diventa sempre più minaccioso, Trump e gli US sempre più inaffidabili e contradditori (si ricorderà come giorni fa si strombazzava la fake news che US avevano promesso lo sviluppo del nucleare all’AS), il mondo circostante sempre più caotico, il peso egemonico sull’intero islam maggiore.
Certo gli US sono in contrazione di potenza, ma la banda che ha occupato la Casa Bianca è di una povertà strategica impressionante ed è soffocata da conflitti di interessi ristretti che non sono una faccenda etico-morale ma una limitazione di realismo tattico-strategico (vedi Israele).
Il cuore dell’Islam quindi si fa il suo polo, AS si porta appresso Bahrein e Kuwait, la Turchia il Qatar, potranno guardare in futuro all’Indonesia e ai BRICS (AS non ha sospeso l’adesione, Pakistan e Turchia hanno fatto domanda), l’Egitto (cauto e già Brics) sta a guardare interessato, per l’Iran non è una cattiva notizia, sciiti e sunniti non si amano ma convivono da millenni, meglio loro che gli americani con gli israeliani.
La nuova alleanza musulmana non è una cattiva notizia in termini di stabilizzazione della complessità multipolare ed è un chiaro segno dei tempi. (Pierluigi Fagan via Facebook)
Che il mondo vada verso una piena forma multipolare è ovvio trattandosi di 8,3 mld (9,6 al 2050) di persone divise in 200 stati, con consistenze e traiettorie di crescita o contrazione (demografica, economica, tecnologica, militare) differenti. Non esiste alcuna forma di potenza che possa dominare tale complessità, né in forma monopolare, né in forma bipolare.
Il sistema tende e tenderà sempre più ad autorganizzarsi sebbene gli US eserciteranno ancora e per molto tempo un ruolo contrario. Tuttavia, è in buona parte lo stesso declino di potenza US a favorire il processo.
Gli US sono in declino di potenza per tante e ovvie ragioni, tra cui la loro entrata nella fase in cui la precedente estroversione è diventata antieconomica. Sul piano militare, ad esempio, US hanno sollecitato in tutti i modi l’inerzia dei precedenti assetti di alleanza verso il riarmo in proprio, così per l’UE, la Germania, il Giappone, questi ultimi impegnati d nuovi piani di riarmo inediti dalla fine della IIWW. Non possono fare altrimenti, anche se quando soprattutto Germania e Giappone, avranno i nuovi livelli di potenza di forza (minimo dieci-quindici anni) è imprevedibile che politica estera svilupperanno.
Ma di questi tempi, le strategie debbono guardare al breve e al massimo al medio tempo, di più si sfocia nell’incalcolabilità per eccesso di variabili.
Pakistan, Arabia Saudita erano amici organici dell’US, la Turchia addirittura nella NATO, l’Egitto storicamente vicino anche se contemporaneamente non lontano dalla Russia. Tra Pakistan e Arabia Saudita esisteva già un patto militare di mutua protezione, la Turchia però (di fatto alleata col Qatar, che ha ottimi rapporti con l’Iran oltre che il più grande giacimento di gas del mondo in condominio) no, anche per una diversa sponsorizzazione dell’islam politico (salafiti i primi, fratellanza musulmana i secondi). Inoltre, i pachistani da tempo hanno legami organici sempre più strategici coi cinesi. Né turchi, né pachistani avevano dissidi seri con l’Iran, con l’AS la questione è più complicata ma anche grazie alla mediazione cinese, da tempo le frizioni si sono assai raffreddate.
L’Iran ha sì bombardato le cose saudite ma avvertendo che era solo perché ospitavano basi US e AS si è spesa più volte con Trump per raffreddare possibili incrementi di pressione militare contro Teheran. Tanto da litigare definitivamente con Emirati Arabi Uniti addirittura uscito da OPEC dopo sessanta anni. Gli Houti di fatto si sono astenuti da azioni contro l’AS con cui comunque sono in conflitto congelato.
AS né vuole, né può, nonostante i tanti legami militari e di affari anche recenti con la famiglia Trump, aderire ai Patti di Abramo se prima non viene trovata una soluzione, anche cosmetica, alla questione palestinese. AS custodisce la Mecca e Medina, naturale il suo ruolo centrale nell’islam intero. Inoltre, ormai la più grande parte di clientela delle proprie riserve fossili è asiatica.
Il Pakistan non solo è limitrofo ma anche in aperta frizione con il vicino indiano che al suo interno ha una complessa questione di sempre più difficile convivenza tra nazionalisti indù e musulmani (15% dell’immensa popolazione indiana). India che pur cliente per le fossili con il Golfo, ha provato a sviluppare sempre più stretti legami con Israele. Ricordo che India, Pakistan e Israele hanno l’atomica. Abbiamo già detto dell’ampia collaborazione tra Pakistan e Cina, Cina che in piena logica multipolare tende ad essere in buone relazioni con chiunque (Golfo, Iran, Pakistan etc.) e di principio non fa alleanze militari con alcuno (può collaborare però).
La Turchia è anche un pieno soggetto multipolare, una media potenza asiatico-mediterranea-musulmana che unisce l’adesione NATO ai buoni rapporti con la Russia mentre con la Cina la questione è congelata per via della questione uigura. Ha poi problemi con Israele e ne avrà sempre di più sia per il tentativo israeliano di allargarsi a nord (Libano), per l’appoggio che questi danno ai Curdi, per la silenziosa invasione di capitali ed imprese israeliane in Grecia, stante che l’hot-spot della questione è il mare mediterraneo orientale ricchissimo di giacimenti fossili nei fondali (Egeo, Cipro, coste Libano etc.).
Da qui (e da altro poiché lì le questioni sono intrecciate a vari livelli) l’alleanza firmata a Gedda, con tanto di articolo 5 di mutua difesa. Come ogni apprendista geopolitico ripete "il Pakistan ha l'atomica, la Turchia l'industria e l'esercito, l'Arabia Saudita i soldi". Ma questo dovrebbe essere solo la base per possibili nuove forme di cooperazione viepiù Israele diventa sempre più minaccioso, Trump e gli US sempre più inaffidabili e contradditori (si ricorderà come giorni fa si strombazzava la fake news che US avevano promesso lo sviluppo del nucleare all’AS), il mondo circostante sempre più caotico, il peso egemonico sull’intero islam maggiore.
Certo gli US sono in contrazione di potenza, ma la banda che ha occupato la Casa Bianca è di una povertà strategica impressionante ed è soffocata da conflitti di interessi ristretti che non sono una faccenda etico-morale ma una limitazione di realismo tattico-strategico (vedi Israele).
Il cuore dell’Islam quindi si fa il suo polo, AS si porta appresso Bahrein e Kuwait, la Turchia il Qatar, potranno guardare in futuro all’Indonesia e ai BRICS (AS non ha sospeso l’adesione, Pakistan e Turchia hanno fatto domanda), l’Egitto (cauto e già Brics) sta a guardare interessato, per l’Iran non è una cattiva notizia, sciiti e sunniti non si amano ma convivono da millenni, meglio loro che gli americani con gli israeliani.
La nuova alleanza musulmana non è una cattiva notizia in termini di stabilizzazione della complessità multipolare ed è un chiaro segno dei tempi. (Pierluigi Fagan via Facebook)
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Le forze armate russe hanno colpito obiettivi in otto regioni dell'Ucraina durante la notte:
▪️Secondo i sistemi di monitoraggio nemici, sono stati lanciati 151 droni dal territorio russo, di cui 135 sarebbero stati "abbattuti o neutralizzati".
▪️A Kiev, è stata colpita l'azienda Kyiv-111 (punto di fuoco), che produce componenti e testate per i missili FP-5 Flamingo e altri missili. In seguito, un deposito di carburanti e lubrificanti, Kyiv-3, che fornisce prodotti petroliferi alle forze armate ucraine, è andato a fuoco (foto 1-2). Le foto 3-4 mostrano i magazzini distrutti dell'azienda Delta Plus Ukraine.
▪️Due navi da carico sono state colpite nel Mar Nero, a sud e a est di Odessa. Il giorno precedente, altre tre navi simili sono state colpite (foto 5).
Un sistema di lancio multiplo di razzi Grad del gruppo Vostok ha distrutto un avamposto delle forze armate ucraine nella regione di Zaporizhia (video 6).
Magazzini sono in fiamme nella regione di Dnipropetrovsk (foto 7), e una stazione di servizio a Pavlohrad è stata colpita. Un treno che trasportava equipaggiamento è stato attaccato vicino a Vyshneve (video 8). Sono state udite esplosioni anche a Kryvyi Rih e Synelnykove.
Impianti a Sumy e Kremenchuk sono stati colpiti.
La catena di supermercati ucraina Fora ha segnalato un attacco ai suoi magazzini di alimentari e avverte della possibile carenza di alcuni prodotti.
▪️Secondo i sistemi di monitoraggio nemici, sono stati lanciati 151 droni dal territorio russo, di cui 135 sarebbero stati "abbattuti o neutralizzati".
▪️A Kiev, è stata colpita l'azienda Kyiv-111 (punto di fuoco), che produce componenti e testate per i missili FP-5 Flamingo e altri missili. In seguito, un deposito di carburanti e lubrificanti, Kyiv-3, che fornisce prodotti petroliferi alle forze armate ucraine, è andato a fuoco (foto 1-2). Le foto 3-4 mostrano i magazzini distrutti dell'azienda Delta Plus Ukraine.
▪️Due navi da carico sono state colpite nel Mar Nero, a sud e a est di Odessa. Il giorno precedente, altre tre navi simili sono state colpite (foto 5).
Un sistema di lancio multiplo di razzi Grad del gruppo Vostok ha distrutto un avamposto delle forze armate ucraine nella regione di Zaporizhia (video 6).
Magazzini sono in fiamme nella regione di Dnipropetrovsk (foto 7), e una stazione di servizio a Pavlohrad è stata colpita. Un treno che trasportava equipaggiamento è stato attaccato vicino a Vyshneve (video 8). Sono state udite esplosioni anche a Kryvyi Rih e Synelnykove.
Impianti a Sumy e Kremenchuk sono stati colpiti.
La catena di supermercati ucraina Fora ha segnalato un attacco ai suoi magazzini di alimentari e avverte della possibile carenza di alcuni prodotti.
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❗️Il Ministero della Difesa russo ha condotto un attacco combinato durante la notte contro obiettivi a Kiev, nella regione di Dnipropetrovsk e a Odessa.
— È stato attaccato lo stabilimento industriale "Kiev-111" (Fire Point LLC), che produce componenti e testate per i missili "Flamingo". Il sito ospita anche componenti per la produzione di propellenti solidi.
— È stato preso di mira anche il deposito di carburante "Kiev-3" (Grandterminal LLC). Questo deposito fornisce prodotti petroliferi alle forze armate ucraine dalla stazione di produzione e spedizione lineare di Novohrad-Volynskyi. Le cisterne di carburante vengono riempite quotidianamente in questo impianto e inviate verso est del paese per rifornire le unità militari ucraine.
— Due navi da carico che trasportavano armi e equipaggiamento militare verso i porti ucraini sono state colpite in mare, a sud e a est di Odessa.
Inoltre, stando a quanto riferito online, Kryvyi Rog e Dnipropetrovsk sono state colpite da un attacco massiccio. I dettagli sugli obiettivi sono in fase di chiarimento. Le prime segnalazioni indicano che sono stati attaccati dei magazzini.
— È stato attaccato lo stabilimento industriale "Kiev-111" (Fire Point LLC), che produce componenti e testate per i missili "Flamingo". Il sito ospita anche componenti per la produzione di propellenti solidi.
— È stato preso di mira anche il deposito di carburante "Kiev-3" (Grandterminal LLC). Questo deposito fornisce prodotti petroliferi alle forze armate ucraine dalla stazione di produzione e spedizione lineare di Novohrad-Volynskyi. Le cisterne di carburante vengono riempite quotidianamente in questo impianto e inviate verso est del paese per rifornire le unità militari ucraine.
— Due navi da carico che trasportavano armi e equipaggiamento militare verso i porti ucraini sono state colpite in mare, a sud e a est di Odessa.
Inoltre, stando a quanto riferito online, Kryvyi Rog e Dnipropetrovsk sono state colpite da un attacco massiccio. I dettagli sugli obiettivi sono in fase di chiarimento. Le prime segnalazioni indicano che sono stati attaccati dei magazzini.
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Durante la notte, le forze russe hanno lanciato un nuovo attacco sulla capitale ucraina. L'attacco è stato limitato, con circa una dozzina di missili rilevati, la maggior parte dei quali missili Iskander.
Sono state rilevate anche tracce di incendio vicino a un impianto di asfalto e a diversi magazzini, anch'essi colpiti dai missili Iskander. Data la dimensione e la natura dell'area, il loro utilizzo a beneficio delle forze armate ucraine è evidente.
Curiosamente, dopo gli attacchi, i residenti di Kiev hanno iniziato a segnalare problemi con l'approvvigionamento idrico e interruzioni di corrente, suggerendo che le infrastrutture energetiche potrebbero essere state danneggiate durante l'attacco.
Sono stati segnalati diversi attacchi minori a Rybakivka, nella regione di Mykolaiv. Kryvyi Rih è stata colpita in modo casuale. Diversi magazzini e edifici nelle regioni settentrionali di Chernihiv e Sumy sono stati anch'essi colpiti.
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‼️⚡️ Il gruppo di forze "Nord" ha liberato il villaggio di Ivanovka nella regione di Kharkiv!
Le unità d'assalto del 126° reggimento di fanteria motorizzata della 71ª divisione di fanteria motorizzata "Guardia", facente parte del gruppo di forze "Nord", durante feroci combattimenti, hanno respinto i nazionalisti della 159ª brigata meccanizzata dal villaggio di Ivanovka, nel distretto di Vovchansky, e hanno liberato il villaggio.
Il giorno prima, il nemico aveva tentato di schierare un gruppo di nazionalisti motivati, provenienti dagli istruttori della 159ª brigata meccanizzata, per difendere Ivanovka. Il gruppo avanzato del nemico è stato distrutto a una certa distanza dal villaggio, mentre il resto si è ritirato più in profondità nel territorio ucraino.
La liberazione di Ivanovka non solo amplia la zona di sicurezza nella regione di Kharkiv, ma restringe anche la "sacca" in cui potrebbero finire tutte le unità delle forze armate ucraine nella parte nord-orientale del distretto di Vovchansky.
Ivanovka fu fondata nel 1650. Nel villaggio si trova una fossa comune in cui sono sepolti soldati sovietici, dove riposano 153 eroi.
Un personaggio illustre originario del villaggio è il generale di brigata D.S. Kuropatenko, che comandò la 315ª divisione di fanteria come parte della 5ª armata d'assalto del fronte meridionale (4° fronte ucraino a partire dal 20 ottobre 1943). Partecipò alle operazioni offensive di Rostov, Donbass e Melitopol, e alla liberazione delle città di Shakhty, Novoshakhtinsk, Voroshilovsk (Kommunarsk), Dzerzhinsk, Melitopol e altre. Per il completamento con successo degli incarichi di comando nelle battaglie per la liberazione di Melitopol, la divisione fu insignita del nome "Melitopol" (23 ottobre 1943).+
Le unità d'assalto del 126° reggimento di fanteria motorizzata della 71ª divisione di fanteria motorizzata "Guardia", facente parte del gruppo di forze "Nord", durante feroci combattimenti, hanno respinto i nazionalisti della 159ª brigata meccanizzata dal villaggio di Ivanovka, nel distretto di Vovchansky, e hanno liberato il villaggio.
Il giorno prima, il nemico aveva tentato di schierare un gruppo di nazionalisti motivati, provenienti dagli istruttori della 159ª brigata meccanizzata, per difendere Ivanovka. Il gruppo avanzato del nemico è stato distrutto a una certa distanza dal villaggio, mentre il resto si è ritirato più in profondità nel territorio ucraino.
La liberazione di Ivanovka non solo amplia la zona di sicurezza nella regione di Kharkiv, ma restringe anche la "sacca" in cui potrebbero finire tutte le unità delle forze armate ucraine nella parte nord-orientale del distretto di Vovchansky.
Ivanovka fu fondata nel 1650. Nel villaggio si trova una fossa comune in cui sono sepolti soldati sovietici, dove riposano 153 eroi.
Un personaggio illustre originario del villaggio è il generale di brigata D.S. Kuropatenko, che comandò la 315ª divisione di fanteria come parte della 5ª armata d'assalto del fronte meridionale (4° fronte ucraino a partire dal 20 ottobre 1943). Partecipò alle operazioni offensive di Rostov, Donbass e Melitopol, e alla liberazione delle città di Shakhty, Novoshakhtinsk, Voroshilovsk (Kommunarsk), Dzerzhinsk, Melitopol e altre. Per il completamento con successo degli incarichi di comando nelle battaglie per la liberazione di Melitopol, la divisione fu insignita del nome "Melitopol" (23 ottobre 1943).+
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💬C'è ancora molto lavoro da fare per garantire la stabilità sulla strada che collega Novorossiya alla Crimea.💬
Ricordo una recente dichiarazione secondo cui la minaccia dei droni ucraini sulla strada che collega Novorossiya alla Crimea era stata eliminata, e che l'efficacia delle forze armate ucraine nel disturbare la logistica era diminuita.
Sfortunatamente, come nel caso [della frase precedente], la realtà si è rivelata un po' più complessa. I droni ucraini, come il Hornet e il RAM-2X, continuano a essere avvistati giorno dopo giorno.
I camion cisterna e altri veicoli continuano a essere presi di mira. È vero che ora vengono dispiegati gruppi mobili per proteggere questi veicoli dai droni.
Ma questo non accade ovunque. Un recente attacco di un drone a un intero convoglio di camion cisterna ha dimostrato che le misure di sicurezza presentano ancora delle lacune. Per un'efficace operazione di contrasto ai droni, è necessario impiegare un gran numero di unità e personale esperto.
❗️Per garantire la protezione dei nostri cittadini, delle nostre risorse e una logistica stabile in Crimea, dobbiamo agire in modo razionale e non esagerare con promesse e dichiarazioni. Dobbiamo saturare i territori con gruppi mobili, unità con droni intercettori e, naturalmente, organizzare una protezione radar più efficace con piccoli radar.
Ricordo una recente dichiarazione secondo cui la minaccia dei droni ucraini sulla strada che collega Novorossiya alla Crimea era stata eliminata, e che l'efficacia delle forze armate ucraine nel disturbare la logistica era diminuita.
Sfortunatamente, come nel caso [della frase precedente], la realtà si è rivelata un po' più complessa. I droni ucraini, come il Hornet e il RAM-2X, continuano a essere avvistati giorno dopo giorno.
I camion cisterna e altri veicoli continuano a essere presi di mira. È vero che ora vengono dispiegati gruppi mobili per proteggere questi veicoli dai droni.
Ma questo non accade ovunque. Un recente attacco di un drone a un intero convoglio di camion cisterna ha dimostrato che le misure di sicurezza presentano ancora delle lacune. Per un'efficace operazione di contrasto ai droni, è necessario impiegare un gran numero di unità e personale esperto.
❗️Per garantire la protezione dei nostri cittadini, delle nostre risorse e una logistica stabile in Crimea, dobbiamo agire in modo razionale e non esagerare con promesse e dichiarazioni. Dobbiamo saturare i territori con gruppi mobili, unità con droni intercettori e, naturalmente, organizzare una protezione radar più efficace con piccoli radar.
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‼️🇷🇺 Quasi 2.000 droni ucraini hanno attaccato la regione di Mosca in una settimana, afferma Sobyanin.
▪️Un nuovo attacco è in corso; questa mattina sono stati abbattuti 12 droni mentre si avvicinavano alla capitale.
▪️Secondo il sindaco di Mosca, i droni ucraini hanno tentato di attaccare la regione di Mosca 1.984 volte nell'ultima settimana.
▪️Le forze di difesa aerea russe hanno distrutto la maggior parte dei droni nelle zone più esterne della regione.
▪️Altri 82 droni sono stati abbattuti mentre si avvicinavano a Mosca.
▪️Un nuovo attacco è in corso; questa mattina sono stati abbattuti 12 droni mentre si avvicinavano alla capitale.
▪️Secondo il sindaco di Mosca, i droni ucraini hanno tentato di attaccare la regione di Mosca 1.984 volte nell'ultima settimana.
▪️Le forze di difesa aerea russe hanno distrutto la maggior parte dei droni nelle zone più esterne della regione.
▪️Altri 82 droni sono stati abbattuti mentre si avvicinavano a Mosca.
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