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🇷🇺🔥🇺🇦 Un attacco contro obiettivi ucraini è stato condotto dai russi a Odessa
▪️Un incendio è scoppiato nel sito di atterraggio.
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🇺🇸🇨🇳 La Cina sta valutando la possibilità di ridurre il dazio del 15% sugli gas naturali liquefatti (GNL) provenienti dagli Stati Uniti, in vista del vertice con il presidente Xi.
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Robot assemblano robot: in Cina è stata inaugurata una fabbrica di produzione automatizzata con robot umanoidi.
UBTech Robotics ha aperto un impianto di produzione automatizzato in cui i robot gestiscono automaticamente i componenti e assistono nell'assemblaggio. La capacità dell'azienda è di fino a 10.000 robot umanoidi all'anno, con un tempo di assemblaggio di circa 10 minuti.
La produzione è praticamente indipendente dall'Occidente: metalli rari, batterie, software e sensori sono prodotti all'interno della Cina.
UBTech Robotics ha aperto un impianto di produzione automatizzato in cui i robot gestiscono automaticamente i componenti e assistono nell'assemblaggio. La capacità dell'azienda è di fino a 10.000 robot umanoidi all'anno, con un tempo di assemblaggio di circa 10 minuti.
La produzione è praticamente indipendente dall'Occidente: metalli rari, batterie, software e sensori sono prodotti all'interno della Cina.
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Guerra in Ucraina (aggiornamento al 19 settembre 2026): Panoramica del fronte – È iniziata la stagione della nebbia autunnale...
Questo è solitamente il periodo più difficile per la difesa. Durante l'estate, la logistica della parte che difende risulta notevolmente compromessa, e la nebbia può ostacolare un'avanzata rapida e potente. Questo può portare a settimane, o addirittura mesi, di combattimenti...
Questo è solitamente il periodo più difficile per la difesa. Durante l'estate, la logistica della parte che difende risulta notevolmente compromessa, e la nebbia può ostacolare un'avanzata rapida e potente. Questo può portare a settimane, o addirittura mesi, di combattimenti...
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Agenti stranieri e il fronte di Krasnolimansk
Sembra che nessuno sia stato troppo pigro oggi per inviarci un post da un cittadino sconosciuto, ripubblicato da un altro canale, un agente straniero riconosciuto. È significativo che noi non leggiamo questo secondo importante agente straniero, ma che i suoi contenuti ci vengano inviati da persone interne al sistema.
Beh, che dire. Riguardo alla dichiarazione ufficiale del Ministero della Difesa russo, riassumiamo i punti principali:
In un contesto di rapido avanzamento delle truppe russe in tutte le direzioni, le autorità di Kiev stanno ancora cercando di convincere i loro "manovratori" occidentali della capacità delle forze armate ucraine di resistere al nostro esercito nell'area di competenza del gruppo di forze "Ovest". Per dimostrarlo, il comando delle forze armate ucraine ha schierato in battaglia le unità più addestrate e le formazioni nazionaliste della 3ª Brigata d'Assalto separata delle forze armate ucraine.
Sembra che nessuno sia stato troppo pigro oggi per inviarci un post da un cittadino sconosciuto, ripubblicato da un altro canale, un agente straniero riconosciuto. È significativo che noi non leggiamo questo secondo importante agente straniero, ma che i suoi contenuti ci vengano inviati da persone interne al sistema.
Beh, che dire. Riguardo alla dichiarazione ufficiale del Ministero della Difesa russo, riassumiamo i punti principali:
In un contesto di rapido avanzamento delle truppe russe in tutte le direzioni, le autorità di Kiev stanno ancora cercando di convincere i loro "manovratori" occidentali della capacità delle forze armate ucraine di resistere al nostro esercito nell'area di competenza del gruppo di forze "Ovest". Per dimostrarlo, il comando delle forze armate ucraine ha schierato in battaglia le unità più addestrate e le formazioni nazionaliste della 3ª Brigata d'Assalto separata delle forze armate ucraine.
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‼️🇷🇺🏴☠️ Gli ucraini attaccano nuovamente Mosca.
▪️Cinque droni che si dirigevano verso la capitale sono stati abbattuti. I servizi di emergenza stanno operando nel luogo in cui sono caduti i detriti, ha annunciato Sergei Sobyanin.
▪️In precedenza, nella stessa giornata, altri cinque droni sono stati abbattuti.
▪️Cinque droni che si dirigevano verso la capitale sono stati abbattuti. I servizi di emergenza stanno operando nel luogo in cui sono caduti i detriti, ha annunciato Sergei Sobyanin.
▪️In precedenza, nella stessa giornata, altri cinque droni sono stati abbattuti.
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Secondo i dati della Commissione Elettorale Centrale russa, l'affluenza alle elezioni della Duma di Stato nel collegio federale era del 38,9% alle 16:00, ora di Mosca.
La votazione è nella sua seconda giornata e si concluderà il 20 settembre.
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La rete ha affermato che la sua missione di informare sull'amministrazione statunitense continuerà, indipendentemente dai tentativi di limitare l'accesso fisico, definendo il divieto un "attacco illegale" al suo diritto costituzionale di informare senza interferenze governative.
CNN ha aggiunto che non si farà dissuadere dal ritenere il governo responsabile e continuerà a coprire l'amministrazione "senza timore o favoritismi", affermando di sostenere pienamente il suo team di giornalisti alla Casa Bianca.
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😁10👍6❤2
🇺🇸🇺🇦Gli Stati Uniti venderanno sistemi di difesa aerea all'Ucraina.
Il Dipartimento di Stato americano ha approvato la possibile vendita di sistemi di difesa aerea, nonché di attrezzature e servizi correlati, all'Ucraina per 2,68 miliardi di dollari.
La richiesta ucraina includeva: repliche di missili S-300; missili GAM-67; sistemi di difesa aerea laser-guidati a lungo raggio; un lanciatore improvvisato; kit di modifica per lanciatori mobili; sistemi anti-drone RPS 202; rimorchi per il montaggio di antenne; modifiche principali e supporto tecnico; pezzi di ricambio, materiali di consumo e accessori, nonché supporto per riparazioni e resi; software; pubblicazioni; supporto per il trasporto; assistenza tecnica e ingegneristica da parte del governo statunitense e di appaltatori; e altri elementi di supporto logistico e di programma correlati.
🇪🇺In precedenza, la Commissione Europea aveva approvato l'acquisto di droni e missili per uccidere cittadini russi
Il Dipartimento di Stato americano ha approvato la possibile vendita di sistemi di difesa aerea, nonché di attrezzature e servizi correlati, all'Ucraina per 2,68 miliardi di dollari.
La richiesta ucraina includeva: repliche di missili S-300; missili GAM-67; sistemi di difesa aerea laser-guidati a lungo raggio; un lanciatore improvvisato; kit di modifica per lanciatori mobili; sistemi anti-drone RPS 202; rimorchi per il montaggio di antenne; modifiche principali e supporto tecnico; pezzi di ricambio, materiali di consumo e accessori, nonché supporto per riparazioni e resi; software; pubblicazioni; supporto per il trasporto; assistenza tecnica e ingegneristica da parte del governo statunitense e di appaltatori; e altri elementi di supporto logistico e di programma correlati.
🇪🇺In precedenza, la Commissione Europea aveva approvato l'acquisto di droni e missili per uccidere cittadini russi
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"Abbiamo sventato 1.100 attentati terroristici da quando l'amministrazione Trump è entrata in carica. Questo rappresenta un aumento del 22% rispetto ai 18 mesi precedenti."
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"Vi daremo la caccia fino ai confini della terra se decidete di sfruttare il popolo americano, i nostri anziani e i nostri giovani, derubandoli dei fondi pubblici che dovrebbero essere destinati ad aiutarli nella loro vita e nei momenti di bisogno.
E se desiderate arrecare danno al nostro paese, beh, avete visto cosa abbiamo fatto con i dieci criminali più ricercati: abbiamo arrestato tutti in diciotto mesi."
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Prodotti per animali domestici? Beh, almeno è una nuova scusa.
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⚡️🇸🇦🇾🇪🇾🇪 Hazem Al-Assad, membro dell'Ufficio Politico degli Houthi, riguardo ai recenti attacchi a Riyadh, in Arabia Saudita:
"Ciò che accadrà sarà ancora più grande. Il nemico saudita è andato troppo oltre nel giocare con il fuoco nei confronti del popolo yemenita: un assedio, un'aggressione, diffamazioni e la promozione dell'ISIS."
"Ciò che accadrà sarà ancora più grande. Il nemico saudita è andato troppo oltre nel giocare con il fuoco nei confronti del popolo yemenita: un assedio, un'aggressione, diffamazioni e la promozione dell'ISIS."
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⚡️🇱🇻🇺🇦🇪🇺 The Guardian: Il presidente lettone Edgars Rinkēvičs ha avvertito che l'Europa sta rimanendo indietro rispetto al rapido sviluppo dei droni e della guerra aerea dimostrato dal conflitto in Ucraina, affermando che i preparativi in corso potrebbero già essere obsoleti entro il prossimo anno.
Rinkēvičs ha dichiarato che i paesi europei non dispongono di difese aeree, di droni e anti-missile sufficienti per affrontare un potenziale attacco russo, mentre i ritardi nell'espansione delle capacità di difesa aerea, come il sistema Patriot, stanno lasciando l'Europa vulnerabile. Ha aggiunto che l'esperienza bellica ucraina si sta sviluppando a una "velocità fulminea", con Kiev che produce circa 200.000 droni al mese e con l'obiettivo di produrne più di 7 milioni entro il 2026.
Rinkēvičs ha dichiarato che i paesi europei non dispongono di difese aeree, di droni e anti-missile sufficienti per affrontare un potenziale attacco russo, mentre i ritardi nell'espansione delle capacità di difesa aerea, come il sistema Patriot, stanno lasciando l'Europa vulnerabile. Ha aggiunto che l'esperienza bellica ucraina si sta sviluppando a una "velocità fulminea", con Kiev che produce circa 200.000 droni al mese e con l'obiettivo di produrne più di 7 milioni entro il 2026.
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Le contromisure elettroniche e i disturbatori GPS potrebbero essere inefficaci: la Russia sta sviluppando il sistema Ariadna per i droni.
L'advisor di Zelenskyy, Beskrestnov, ha annunciato il nuovo sistema. Ariadna utilizza la navigazione tramite fari radio senza GPS e, a quanto si afferma, consente ai missili Geranium e KAB di colpire accuratamente i bersagli a profondità fino a 100 km.
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L'advisor di Zelenskyy, Beskrestnov, ha annunciato il nuovo sistema. Ariadna utilizza la navigazione tramite fari radio senza GPS e, a quanto si afferma, consente ai missili Geranium e KAB di colpire accuratamente i bersagli a profondità fino a 100 km.
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La libertà del male? Il libero arbitrio, il nulla e il tramonto della morale
Dire che «l’unica libertà permessa è quella del male» significa, senza forse avvedersene, collocarsi già all’interno di una determinata interpretazione dell’essere, della libertà e dell’agire, poiché prima ancora di chiedersi se l’uomo sia libero di compiere il bene oppure il male occorre domandarsi che cosa significhi propriamente quel “poter fare altrimenti” nel quale la tradizione ha individuato l’essenza del libero arbitrio. Se A decide x, dire che A è libero non significa semplicemente affermare che nessuno lo abbia costretto esteriormente, né che egli ignori le cause che lo hanno condotto alla decisione, ma significa sostenere qualcosa di ontologicamente molto più impegnativo: che quella decisione, pur essendo, avrebbe potuto non essere, e che al suo posto avrebbe potuto essere una decisione diversa. Il libero arbitrio implica dunque il possibile non essere della decisione che è, e proprio per questo Severino, già negli Studi di filosofia della prassi, sottrae la libertà al piano dell’evidenza fenomenologica: noi vediamo la decisione che sopraggiunge, ma non vediamo il suo “avrebbe potuto non sopraggiungere”; vediamo che mi alzo, non vediamo, accanto a questo evento, il mondo in cui sarei rimasto seduto. La libertà, in questo senso, non è un contenuto dell’esperienza, ma l’interpretazione secondo cui ciò che è avrebbe potuto non essere. È qui che il problema apparentemente morale del libero arbitrio si rovescia immediatamente nel problema teoretico del rapporto tra l’essente e il nulla, perché se una decisione è libera in quanto avrebbe potuto non essere presa, allora essa è pensata come ciò che avrebbe potuto rimanere nulla; e dire che un essente avrebbe potuto essere nulla significa collocarlo sullo sfondo di quella oscillazione tra essere e non essere che, nel linguaggio severiniano, costituisce il sottosuolo dell’intera storia dell’Occidente.
È precisamente in questo senso che Destino della necessità afferma che la libertà appartiene all’essenza del nichilismo. La proposizione è facilmente fraintendibile se la si traduce nell’opposizione corrente tra libertà e costrizione, quasi che il destino della necessità sostituisse al libero arbitrio una gigantesca causalità universale nella quale l’uomo non sarebbe altro che un meccanismo determinato. Ma questa lettura rimane interamente interna alla terra isolata, perché anche il determinismo continua a pensare il divenire come un diventare altro: il libero arbitrio afferma che A può diventare B oppure C, il determinismo afferma che A deve diventare B, ma entrambi assumono come indiscutibile che A divenga altro da ciò che è. Il destino non prende partito per uno dei due termini dell’alternativa, perché libertà e necessità deterministica appartengono alla medesima regione del pensiero che pensa l’essente come disponibile al proprio altro; per questo Severino può dire che il destino «non è la semplice negazione della libertà», ma una regione essenzialmente diversa da quella nella quale libertà e necessità si fronteggiano come opposti. E quando afferma che il destino attende il «tramonto della libertà», aggiunge subito che ciò non significa affatto l’avvento della schiavitù, perché anche la schiavitù è ancora un modo della libertà, ossia una figura interna allo stesso orizzonte in cui ciò che potrebbe essere sciolto è temporaneamente legato.
La libertà occidentale, infatti, prima ancora di diventare libertà psicologica o morale dell’individuo, appartiene al modo in cui l’Occidente pensa l’essente.
L’essente è libero quando è pensato come sciolto dall’essere e dal nulla, quando può uscire dal nulla e ritornarvi; la creazione è allora la liberazione dal nulla, la distruzione è la liberazione dall’essere. In questa dimensione l’uomo può concepirsi come potenza proprio perché crede che le cose siano disponibili al loro altro: può produrre ciò che non è, distruggere ciò che è, trasformare il chiuso in aperto, il malato in sano, il vivo in morto, l’assenza in presenza e la presenza in assenza. La volontà di potenza non è dunque, originariamente, desiderio di dominio politico o psicologico, ma volontà che l’essente divenga altro da sé; ed è questa la ragione per cui Dike individua nel «diventar altro» la configurazione essenziale della terra isolata dal destino, cioè della dimensione nella quale l’essente viene pensato come ciò che può identificarsi con il proprio altro. 00208.txt La contraddizione non consiste soltanto nel fatto che qualcosa muti empiricamente, ma nella persuasione che, diventando altro, l’essente possa cessare di essere ciò che esso è: che A possa essere non-A.
Su questo sfondo la formula «l’unica libertà permessa è quella del male» mostra la propria insufficienza teoretica, perché, se si intende libertà nel senso del libero arbitrio, non esiste alcuna ragione per attribuirla al male e sottrarla al bene: anche il bene, per essere liberamente scelto, dovrebbe poter non essere scelto, e dunque dovrebbe essere contingente nello stesso senso del male. Anzi, la morale tradizionale sembra richiedere esattamente questo: l’uomo è imputabile perché avrebbe potuto agire diversamente. Ma è precisamente questa possibilità che il destino della necessità dissolve. Se ogni essente è eternamente sé stesso e se ogni essente è necessariamente in relazione con la totalità degli essenti, allora anche la decisione che appare non è un’isola sospesa sul nulla della possibilità, ma appartiene necessariamente alla totalità concreta del sopraggiungere della terra. Dike formula il passaggio con rigore: se una decisione fosse libera, sarebbe stata o potrebbe essere nulla; ma, poiché ogni decisione che appare è implicata necessariamente nella totalità degli essenti, è impossibile che essa sia libera nel significato attribuitole dal libero arbitrio. Da ciò non segue che bene e male siano indifferenti, né che l’assassinio e la carezza si equivalgano, perché la necessità non sopprime le differenze ma, al contrario, le salva dall’annientamento: l’odio è eternamente odio, la carezza è eternamente carezza, il dolore è eternamente dolore, l’errore è eternamente errore; proprio perché ogni essente è sé stesso e non il proprio altro, nessuno di questi significati può dissolversi nell’altro.
A questo punto si presenta inevitabilmente il problema della responsabilità: se l’uomo non avrebbe potuto agire diversamente, sembra infatti che venga meno ciò che la tradizione considera la condizione stessa dell’imputabilità. Ma anche qui Severino spezza l’equivalenza tra responsabilità e libero arbitrio. In Dike il «responsabile» autentico non è precisamente l’uomo pensato come libero nel senso della terra isolata, perché, se la decisione è sciolta dal passato e avrebbe potuto essere diversa da tutto ciò che la precede, allora proprio ciò che l’uomo è stato non risponde veramente di essa; la decisione appare come una sorta di inizio assoluto, una cesura arbitraria rispetto alla totalità della storia dell’individuo. Nella necessità, invece, ogni stato dell’uomo risponde dell’altro perché ogni stato è richiesto da ciò che lo precede e dalla totalità concreta in cui esso appare: non «avresti potuto fare diversamente e dunque sei responsabile», ma, più radicalmente, tutto ciò che sei risponde di ciò che fai. La necessità, quindi, non deresponsabilizza l’uomo trasformandolo in automa; mostra piuttosto che il suo agire non è una scintilla casuale sospesa sul nulla, bensì appartiene alla necessità del suo intero essere.
Dire che «l’unica libertà permessa è quella del male» significa, senza forse avvedersene, collocarsi già all’interno di una determinata interpretazione dell’essere, della libertà e dell’agire, poiché prima ancora di chiedersi se l’uomo sia libero di compiere il bene oppure il male occorre domandarsi che cosa significhi propriamente quel “poter fare altrimenti” nel quale la tradizione ha individuato l’essenza del libero arbitrio. Se A decide x, dire che A è libero non significa semplicemente affermare che nessuno lo abbia costretto esteriormente, né che egli ignori le cause che lo hanno condotto alla decisione, ma significa sostenere qualcosa di ontologicamente molto più impegnativo: che quella decisione, pur essendo, avrebbe potuto non essere, e che al suo posto avrebbe potuto essere una decisione diversa. Il libero arbitrio implica dunque il possibile non essere della decisione che è, e proprio per questo Severino, già negli Studi di filosofia della prassi, sottrae la libertà al piano dell’evidenza fenomenologica: noi vediamo la decisione che sopraggiunge, ma non vediamo il suo “avrebbe potuto non sopraggiungere”; vediamo che mi alzo, non vediamo, accanto a questo evento, il mondo in cui sarei rimasto seduto. La libertà, in questo senso, non è un contenuto dell’esperienza, ma l’interpretazione secondo cui ciò che è avrebbe potuto non essere. È qui che il problema apparentemente morale del libero arbitrio si rovescia immediatamente nel problema teoretico del rapporto tra l’essente e il nulla, perché se una decisione è libera in quanto avrebbe potuto non essere presa, allora essa è pensata come ciò che avrebbe potuto rimanere nulla; e dire che un essente avrebbe potuto essere nulla significa collocarlo sullo sfondo di quella oscillazione tra essere e non essere che, nel linguaggio severiniano, costituisce il sottosuolo dell’intera storia dell’Occidente.
È precisamente in questo senso che Destino della necessità afferma che la libertà appartiene all’essenza del nichilismo. La proposizione è facilmente fraintendibile se la si traduce nell’opposizione corrente tra libertà e costrizione, quasi che il destino della necessità sostituisse al libero arbitrio una gigantesca causalità universale nella quale l’uomo non sarebbe altro che un meccanismo determinato. Ma questa lettura rimane interamente interna alla terra isolata, perché anche il determinismo continua a pensare il divenire come un diventare altro: il libero arbitrio afferma che A può diventare B oppure C, il determinismo afferma che A deve diventare B, ma entrambi assumono come indiscutibile che A divenga altro da ciò che è. Il destino non prende partito per uno dei due termini dell’alternativa, perché libertà e necessità deterministica appartengono alla medesima regione del pensiero che pensa l’essente come disponibile al proprio altro; per questo Severino può dire che il destino «non è la semplice negazione della libertà», ma una regione essenzialmente diversa da quella nella quale libertà e necessità si fronteggiano come opposti. E quando afferma che il destino attende il «tramonto della libertà», aggiunge subito che ciò non significa affatto l’avvento della schiavitù, perché anche la schiavitù è ancora un modo della libertà, ossia una figura interna allo stesso orizzonte in cui ciò che potrebbe essere sciolto è temporaneamente legato.
La libertà occidentale, infatti, prima ancora di diventare libertà psicologica o morale dell’individuo, appartiene al modo in cui l’Occidente pensa l’essente.
L’essente è libero quando è pensato come sciolto dall’essere e dal nulla, quando può uscire dal nulla e ritornarvi; la creazione è allora la liberazione dal nulla, la distruzione è la liberazione dall’essere. In questa dimensione l’uomo può concepirsi come potenza proprio perché crede che le cose siano disponibili al loro altro: può produrre ciò che non è, distruggere ciò che è, trasformare il chiuso in aperto, il malato in sano, il vivo in morto, l’assenza in presenza e la presenza in assenza. La volontà di potenza non è dunque, originariamente, desiderio di dominio politico o psicologico, ma volontà che l’essente divenga altro da sé; ed è questa la ragione per cui Dike individua nel «diventar altro» la configurazione essenziale della terra isolata dal destino, cioè della dimensione nella quale l’essente viene pensato come ciò che può identificarsi con il proprio altro. 00208.txt La contraddizione non consiste soltanto nel fatto che qualcosa muti empiricamente, ma nella persuasione che, diventando altro, l’essente possa cessare di essere ciò che esso è: che A possa essere non-A.
Su questo sfondo la formula «l’unica libertà permessa è quella del male» mostra la propria insufficienza teoretica, perché, se si intende libertà nel senso del libero arbitrio, non esiste alcuna ragione per attribuirla al male e sottrarla al bene: anche il bene, per essere liberamente scelto, dovrebbe poter non essere scelto, e dunque dovrebbe essere contingente nello stesso senso del male. Anzi, la morale tradizionale sembra richiedere esattamente questo: l’uomo è imputabile perché avrebbe potuto agire diversamente. Ma è precisamente questa possibilità che il destino della necessità dissolve. Se ogni essente è eternamente sé stesso e se ogni essente è necessariamente in relazione con la totalità degli essenti, allora anche la decisione che appare non è un’isola sospesa sul nulla della possibilità, ma appartiene necessariamente alla totalità concreta del sopraggiungere della terra. Dike formula il passaggio con rigore: se una decisione fosse libera, sarebbe stata o potrebbe essere nulla; ma, poiché ogni decisione che appare è implicata necessariamente nella totalità degli essenti, è impossibile che essa sia libera nel significato attribuitole dal libero arbitrio. Da ciò non segue che bene e male siano indifferenti, né che l’assassinio e la carezza si equivalgano, perché la necessità non sopprime le differenze ma, al contrario, le salva dall’annientamento: l’odio è eternamente odio, la carezza è eternamente carezza, il dolore è eternamente dolore, l’errore è eternamente errore; proprio perché ogni essente è sé stesso e non il proprio altro, nessuno di questi significati può dissolversi nell’altro.
A questo punto si presenta inevitabilmente il problema della responsabilità: se l’uomo non avrebbe potuto agire diversamente, sembra infatti che venga meno ciò che la tradizione considera la condizione stessa dell’imputabilità. Ma anche qui Severino spezza l’equivalenza tra responsabilità e libero arbitrio. In Dike il «responsabile» autentico non è precisamente l’uomo pensato come libero nel senso della terra isolata, perché, se la decisione è sciolta dal passato e avrebbe potuto essere diversa da tutto ciò che la precede, allora proprio ciò che l’uomo è stato non risponde veramente di essa; la decisione appare come una sorta di inizio assoluto, una cesura arbitraria rispetto alla totalità della storia dell’individuo. Nella necessità, invece, ogni stato dell’uomo risponde dell’altro perché ogni stato è richiesto da ciò che lo precede e dalla totalità concreta in cui esso appare: non «avresti potuto fare diversamente e dunque sei responsabile», ma, più radicalmente, tutto ciò che sei risponde di ciò che fai. La necessità, quindi, non deresponsabilizza l’uomo trasformandolo in automa; mostra piuttosto che il suo agire non è una scintilla casuale sospesa sul nulla, bensì appartiene alla necessità del suo intero essere.
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