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I miei indici di gradimento sono ottimi. Basta guardare la quantità di persone che partecipano ai nostri comizi.
I sondaggi della CNN sono falsi, e tutta la vostra redazione è falsa, e lo siete anche voi.
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😁27💩12❤3🎉2👎1😢1
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Trump: Tutto andrà molto bene.
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😁26🤬10💩10🎉3👎1
‼️🏴☠️🇵🇱La Polonia si prepara alla guerra: è in elaborazione una legge sullo "stato di pre-guerra".
▪️Il documento mira a semplificare lo schieramento delle truppe polacche e alleate, rafforzare la cooperazione tra l'esercito e i servizi di sicurezza interna e ad adattare le normative alle minacce ibride, cibernetiche e informative, secondo quanto riporta Polskie Radio.
▪️Sono inoltre previsti piani per collegare il Piano di Risposta alla Difesa polacco con il Sistema di Risposta della NATO, preparare le infrastrutture per le operazioni militari e aumentare il numero di unità in stato di prontezza difensiva permanente.
▪️I generali hanno chiesto una definizione precisa di cosa significhi esattamente questo "stato di pre-guerra" e quali restrizioni sull'esercito devono essere eliminate per consentirgli di operare in modo più efficace.
▪️Il Ministero della Difesa polacco sottolinea che intende presentare la legge il prima possibile.
▪️Il documento mira a semplificare lo schieramento delle truppe polacche e alleate, rafforzare la cooperazione tra l'esercito e i servizi di sicurezza interna e ad adattare le normative alle minacce ibride, cibernetiche e informative, secondo quanto riporta Polskie Radio.
▪️Sono inoltre previsti piani per collegare il Piano di Risposta alla Difesa polacco con il Sistema di Risposta della NATO, preparare le infrastrutture per le operazioni militari e aumentare il numero di unità in stato di prontezza difensiva permanente.
▪️I generali hanno chiesto una definizione precisa di cosa significhi esattamente questo "stato di pre-guerra" e quali restrizioni sull'esercito devono essere eliminate per consentirgli di operare in modo più efficace.
▪️Il Ministero della Difesa polacco sottolinea che intende presentare la legge il prima possibile.
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🇷🇺⚔️🇺🇦 Un militare delle forze armate russe abbatte un drone ucraino che si stava avvicinando a un impianto petrolifero nell'oblast' di Mosca. Sta utilizzando un sistema portatile di difesa aerea 9K38 Igla.
❤37👍16
Il nostro problema con gli Stati Uniti è che ogni volta che ci sediamo al tavolo delle trattative, immediatamente ci viene imposta la guerra.
Finora, ci hanno attaccato tre volte dopo i colloqui, e questo dimostra che non cercano il dialogo.
I negoziati con un nemico che commette assassinii, impone sanzioni, esercita pressioni e fa minacce, e che ripetutamente viola gli accordi, non hanno alcun significato.
Ogni volta che gli ispettori sono venuti in Iran, le nostre strutture nucleari e i nostri scienziati sono stati identificati, dopodiché quelle strutture sono state bombardate e i nostri scienziati sono stati assassinati.
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❤24🔥18👍11😢1
La Marina prevede di spendere tra 50 e 100 milioni di dollari per aggiornare il software utilizzato per pianificare le missioni di attacco degli F-35 e per caricare i dati negli aerei prima del decollo.
I sistemi di terra esterni dell'F-35 sono noti per la loro lentezza e i loro difetti. In precedenza, l'ufficio di test del Pentagono aveva evidenziato il "numero elevato" di soluzioni alternative manuali necessarie per far funzionare correttamente il sistema di logistica autonomo dell'aereo – un'infrastruttura di terra separata ma correlata.
Nel complesso, 50-100 milioni di dollari sarebbero in realtà un affare per un aereo il cui costo stimato per l'intero ciclo di vita è aumentato da 1,5 trilioni di dollari a 2,1 trilioni di dollari nell'ultimo decennio e continua a crescere.
Non è inoltre immediatamente chiaro per cosa gli Stati Uniti necessitino del software aggiornato. L'ammiraglio Ali Fadavi dell'IRGC ha rivelato domenica che le forze navali statunitensi operano ora a più di 1.000 km dai confini dell'Iran per evitare di essere prese di mira, il che è effettivamente oltre il raggio di funzionamento sicuro dell'F-35C.
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😁13❤10💩2
Le navi francesi si adattano al combattimento contro sciami di droni
Al largo della costa di Tolone, durante l'esercitazione WILDFIRE 26.2, la Marina francese ha effettuato i primi test navali del nuovo sistema modulare di difesa a corto raggio, denominato Rampart. Il sistema è stato installato sulla nave porta-elicotteri Tonnerre (ovvero, una delle navi della classe Mistral).
La chiave del sistema risiede nel numero di missili, a seconda della configurazione (4 moduli in totale). Le configurazioni principali sono:
80 unità di missili laser-guidati da 68 mm prodotti da Thales (20 per modulo)
48 unità di missili da 70 mm
Da 4 a 6 missili a corto raggio terra-aria per modulo (Piorun, Mistral, SkyKnight)
Munizioni a volo prolungato, esche, missili anti-nave.
Rampart consente l'utilizzo di quattro diversi moduli intercambiabili che possono essere "caricati" per una specifica missione. Esiste anche una versione terrestre del sistema.
4 foto
✨ La massa totale del sistema è di 4 tonnellate e può essere installato su navi senza modifiche significative alla progettazione. La portata di ingaggio varia da 2 a 10 km, a seconda del tipo di munizione. Il limite del sistema è la completa dipendenza dai radar e dai sensori della nave stessa. La Marina francese non ha ancora firmato un contratto e il sistema è in fase di valutazione. È molto probabile che il sistema venga testato nel Mar Nero e nel Mar Baltico
Al largo della costa di Tolone, durante l'esercitazione WILDFIRE 26.2, la Marina francese ha effettuato i primi test navali del nuovo sistema modulare di difesa a corto raggio, denominato Rampart. Il sistema è stato installato sulla nave porta-elicotteri Tonnerre (ovvero, una delle navi della classe Mistral).
La chiave del sistema risiede nel numero di missili, a seconda della configurazione (4 moduli in totale). Le configurazioni principali sono:
80 unità di missili laser-guidati da 68 mm prodotti da Thales (20 per modulo)
48 unità di missili da 70 mm
Da 4 a 6 missili a corto raggio terra-aria per modulo (Piorun, Mistral, SkyKnight)
Munizioni a volo prolungato, esche, missili anti-nave.
Rampart consente l'utilizzo di quattro diversi moduli intercambiabili che possono essere "caricati" per una specifica missione. Esiste anche una versione terrestre del sistema.
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💩19😁3
📍L'amministratore delegato di Saudi Aramco, Amin Nasser, ha avvertito che le riserve petrolifere globali sono scese a livelli pericolosamente bassi, definendo la quantità disponibile "allarmantemente ridotta".
📍Secondo Nasser, quasi 3 miliardi di barili di riserve petrolifere sono andati persi dall'inizio della guerra con l'Iran, e il rilascio di petrolio dalle riserve strategiche può solo alleviare temporaneamente la situazione. Stima che potrebbero essere necessari fino a due anni per ricostituire le riserve.
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🎉12💩4❤1👍1😱1
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Il capo dell'intelligence tedesca, Martin Jaeger, ha dichiarato che la Russia sta conducendo una "guerra non dichiarata" contro la Germania. Crede che esista il rischio di un conflitto armato diretto.
Certo che esiste. I fascisti tedeschi stanno producendo droni nelle loro fabbriche e, attraverso l'Ucraina, li stanno utilizzando per bombardare la Russia. C'è sempre il rischio che la Russia un giorno reagisca.
Certo che esiste. I fascisti tedeschi stanno producendo droni nelle loro fabbriche e, attraverso l'Ucraina, li stanno utilizzando per bombardare la Russia. C'è sempre il rischio che la Russia un giorno reagisca.
💩51😁12👍4
🇬🇭🇨🇳 Il Ghana lancia un sistema di pagamento in cedi-yuan per le importazioni dalla Cina, riducendo la dipendenza dal dollaro statunitense.
• La Stanbic Bank Ghana sta sperimentando il sistema di pagamento in cedi-yuan, mentre la Ghana Commercial Bank sta sviluppando un servizio simile.
• I pagamenti vengono elaborati tramite il sistema cinese di pagamenti interbancari transfrontalieri (CIPS), consentendo pagamenti diretti in yuan dai conti in cedi.
• Questo sistema riduce la necessità di banche corrispondenti statunitensi, diminuendo i costi e i tempi di elaborazione per le transazioni relative alla Cina.
• La Stanbic Bank Ghana sta sperimentando il sistema di pagamento in cedi-yuan, mentre la Ghana Commercial Bank sta sviluppando un servizio simile.
• I pagamenti vengono elaborati tramite il sistema cinese di pagamenti interbancari transfrontalieri (CIPS), consentendo pagamenti diretti in yuan dai conti in cedi.
• Questo sistema riduce la necessità di banche corrispondenti statunitensi, diminuendo i costi e i tempi di elaborazione per le transazioni relative alla Cina.
👍45❤3👎1😁1
Forwarded from Pino Cabras
Dal partito al creator: la fabbrica del politico-influencer [PARTE 1]
"𝗕𝗿𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗧𝗘𝗦𝗧𝗘 𝗗𝗜 𝗖𝗔𝗭𝗭𝗢, 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗶!"
Se questa frase vi ha fatto fermare anche solo per un attimo mentre scorrevate lo schermo, siamo già dentro l'argomento. Per anni ci siamo detti che Internet avrebbe cambiato il modo di fare propaganda. Abbiamo fatto meno caso a un effetto più profondo: la rete ha cominciato a cambiare il tipo di persone che arrivano al potere.
La storia non nasce dall'oggi al domani e non appartiene a una sola parte politica. Se mettiamo in fila Barack Obama, Beppe Grillo, Donald Trump, Javier Milei, la tedesca Heidi Reichinnek e i giovani deputati brasiliani eletti domenica, vediamo un'evoluzione a tappe.
Quando Obama vince nel 2008, il suo sito sembra fantascienza. I sostenitori si iscrivono, organizzano incontri nel quartiere, raccolgono piccole donazioni, telefonano agli indecisi. La rete serve a rafforzare la macchina sul territorio: il partito resta al centro, Internet gli dà più braccia.
In Italia, negli stessi anni, accade qualcosa di più radicale. Quando nascono i Meetup e poi il Movimento 5 Stelle, Grillo ha già un pubblico enorme: la fama costruita in televisione e nei teatri, e soprattutto un blog che dal 2005 è tra i più letti del Paese. Il partito arriva dopo, sopra una comunità di lettori che lo riconosceva già come la propria voce. Idee, regole e candidati escono dalle discussioni online, ma la scintilla è un seguito personale. Era il modello del creator, con dieci anni di anticipo, quando quella parola da noi non la usava nessuno.
Nelle primarie repubblicane del 2016 Ted Cruz aggiunge un altro tassello: i dati. La sua campagna, che lavora anche con Cambridge Analytica, profila gli elettori uno per uno e lancia un'app che assegna punti e premi a chi rilancia i suoi messaggi tra amici e contatti. In meno di dieci anni si passa dal volantino digitale alla schedatura dei gusti di ciascun elettore.
Il passaggio decisivo arriva con Donald Trump, che trasforma il politico in contenuto. Trump non usa i social per spedire la gente a leggere un programma o a iscriversi a una sezione. Ci vive dentro, nel flusso quotidiano delle notizie. Il suo messaggio smette di essere "votami" e diventa "seguimi": seguimi mentre faccio colazione, guarda con chi litigo oggi, guarda come tratto quel giornalista, guarda il meme che mi sfotte e che io rilancio per farne propaganda. Il politico di una volta doveva interrompere la giornata delle persone con un comizio o un dibattito in tv. L'influencer politico ci si infila dentro e ci resta.
Javier Milei, in Argentina, dimostra che per sfondare sui social non serve buttare via le idee complicate. Si può prendere una teoria economica estremista da specialisti e farne uno spettacolo popolare. La motosega agitata nei comizi, le urla contro la casta, la lavagna da cui strappa uno dopo l'altro i cartellini dei ministeri da abolire: il programma c'è tutto, compresso in pillole video da girare su TikTok. Attorno a lui è cresciuto un piccolo universo narrativo, con eroi, traditori, nemici fissi e frasi celebri. Per capire da che parte stare non occorre aver letto un manuale di economia. […]
[FINE PARTE 1]
[Segue…]
"𝗕𝗿𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗧𝗘𝗦𝗧𝗘 𝗗𝗜 𝗖𝗔𝗭𝗭𝗢, 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗶!"
Se questa frase vi ha fatto fermare anche solo per un attimo mentre scorrevate lo schermo, siamo già dentro l'argomento. Per anni ci siamo detti che Internet avrebbe cambiato il modo di fare propaganda. Abbiamo fatto meno caso a un effetto più profondo: la rete ha cominciato a cambiare il tipo di persone che arrivano al potere.
La storia non nasce dall'oggi al domani e non appartiene a una sola parte politica. Se mettiamo in fila Barack Obama, Beppe Grillo, Donald Trump, Javier Milei, la tedesca Heidi Reichinnek e i giovani deputati brasiliani eletti domenica, vediamo un'evoluzione a tappe.
Quando Obama vince nel 2008, il suo sito sembra fantascienza. I sostenitori si iscrivono, organizzano incontri nel quartiere, raccolgono piccole donazioni, telefonano agli indecisi. La rete serve a rafforzare la macchina sul territorio: il partito resta al centro, Internet gli dà più braccia.
In Italia, negli stessi anni, accade qualcosa di più radicale. Quando nascono i Meetup e poi il Movimento 5 Stelle, Grillo ha già un pubblico enorme: la fama costruita in televisione e nei teatri, e soprattutto un blog che dal 2005 è tra i più letti del Paese. Il partito arriva dopo, sopra una comunità di lettori che lo riconosceva già come la propria voce. Idee, regole e candidati escono dalle discussioni online, ma la scintilla è un seguito personale. Era il modello del creator, con dieci anni di anticipo, quando quella parola da noi non la usava nessuno.
Nelle primarie repubblicane del 2016 Ted Cruz aggiunge un altro tassello: i dati. La sua campagna, che lavora anche con Cambridge Analytica, profila gli elettori uno per uno e lancia un'app che assegna punti e premi a chi rilancia i suoi messaggi tra amici e contatti. In meno di dieci anni si passa dal volantino digitale alla schedatura dei gusti di ciascun elettore.
Il passaggio decisivo arriva con Donald Trump, che trasforma il politico in contenuto. Trump non usa i social per spedire la gente a leggere un programma o a iscriversi a una sezione. Ci vive dentro, nel flusso quotidiano delle notizie. Il suo messaggio smette di essere "votami" e diventa "seguimi": seguimi mentre faccio colazione, guarda con chi litigo oggi, guarda come tratto quel giornalista, guarda il meme che mi sfotte e che io rilancio per farne propaganda. Il politico di una volta doveva interrompere la giornata delle persone con un comizio o un dibattito in tv. L'influencer politico ci si infila dentro e ci resta.
Javier Milei, in Argentina, dimostra che per sfondare sui social non serve buttare via le idee complicate. Si può prendere una teoria economica estremista da specialisti e farne uno spettacolo popolare. La motosega agitata nei comizi, le urla contro la casta, la lavagna da cui strappa uno dopo l'altro i cartellini dei ministeri da abolire: il programma c'è tutto, compresso in pillole video da girare su TikTok. Attorno a lui è cresciuto un piccolo universo narrativo, con eroi, traditori, nemici fissi e frasi celebri. Per capire da che parte stare non occorre aver letto un manuale di economia. […]
[FINE PARTE 1]
[Segue…]
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Forwarded from Pino Cabras
[…segue]
Dal partito al creator: la fabbrica del politico-influencer [PARTE 2]
"𝗕𝗿𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗧𝗘𝗦𝗧𝗘 𝗗𝗜 𝗖𝗔𝗭𝗭𝗢, 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗶!"
[…] Sarebbe un errore pensare che il trucco funzioni solo a destra. All'inizio del 2025 la Linke tedesca sembrava finita. Poi Heidi Reichinnek, una delle sue figure di punta, è diventata un fenomeno: un suo intervento al Bundestag ha fatto il giro della rete, i suoi video su TikTok hanno conquistato una fascia di elettori giovanissimi, e il partito è risalito oltre l'otto per cento. Milei e Reichinnek non sono d'accordo su nulla, ma parlano la stessa lingua: frasi dirette, un volto che si riconosce al volo, una produzione continua di video brevi.
Si potrebbe concludere che la piattaforma sia un mezzo neutro, capace di portare indifferentemente liberismo e socialismo. È vero solo a metà. L'algoritmo non guarda le ideologie, ma ha gusti precisi in fatto di emozioni: premia quello che indigna, divide, provoca una reazione immediata. Chi ragiona con calma parte in svantaggio, a destra come a sinistra.
E le piattaforme hanno dei padroni. Nel gennaio 2021 Trump, ancora presidente degli Stati Uniti, fu sospeso da Twitter, Facebook e YouTube nel giro di pochi giorni. L'anno dopo Twitter passò a Elon Musk, che ne ha riscritto le regole a modo suo. Il politico-influencer sembra il padrone del proprio pubblico, ma lo tiene su un terreno in affitto, e il proprietario può cambiare la serratura quando vuole.
Per misurare la forza del meccanismo basta guardare al Brasile, dove si è votato domenica 4 ottobre. I due candidati alla Camera più votati, Nikolas Ferreira in Minas Gerais e Lucas Pavanato a San Paolo, entrambi del partito di Bolsonaro e cresciuti nella nuova destra digitale, hanno superato i tre milioni di voti a testa. Nessuno ci era mai riuscito nella storia del Paese. Ferreira ha trent'anni; quattro anni fa si era fermato a un milione e mezzo. Al terzo posto c'è Erika Hilton, della sinistra radicale del PSOL, con quasi un milione e seicentomila voti. Parliamo di montagne di schede vere, non di rumore da tastiera.
Il politico-influencer quasi mai prova a convincere chi la pensa diversamente. Gli interessa costruirsi una comunità di fedelissimi, e per tenerla unita lo scontro è uno strumento formidabile.
Per questo anche l'insulto diventa una scelta. Quando un politico offende, pensiamo che sia maleducato o che abbia perso le staffe. A volte sarà così, ma il più delle volte c'è un calcolo. Lancio una provocazione, gli avversari si indignano e rispondono con rabbia, l'algoritmo conta tutte quelle reazioni e spinge il mio video verso altre migliaia di persone. L'insulto traccia un confine e costringe a scegliere da che parte stare. L'elettore diventa un follower che impara, giorno dopo giorno, quali parole usare, chi deridere, di chi fidarsi. […]
[FINE PARTE 2
[Segue…]
Dal partito al creator: la fabbrica del politico-influencer [PARTE 2]
"𝗕𝗿𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗧𝗘𝗦𝗧𝗘 𝗗𝗜 𝗖𝗔𝗭𝗭𝗢, 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗶!"
[…] Sarebbe un errore pensare che il trucco funzioni solo a destra. All'inizio del 2025 la Linke tedesca sembrava finita. Poi Heidi Reichinnek, una delle sue figure di punta, è diventata un fenomeno: un suo intervento al Bundestag ha fatto il giro della rete, i suoi video su TikTok hanno conquistato una fascia di elettori giovanissimi, e il partito è risalito oltre l'otto per cento. Milei e Reichinnek non sono d'accordo su nulla, ma parlano la stessa lingua: frasi dirette, un volto che si riconosce al volo, una produzione continua di video brevi.
Si potrebbe concludere che la piattaforma sia un mezzo neutro, capace di portare indifferentemente liberismo e socialismo. È vero solo a metà. L'algoritmo non guarda le ideologie, ma ha gusti precisi in fatto di emozioni: premia quello che indigna, divide, provoca una reazione immediata. Chi ragiona con calma parte in svantaggio, a destra come a sinistra.
E le piattaforme hanno dei padroni. Nel gennaio 2021 Trump, ancora presidente degli Stati Uniti, fu sospeso da Twitter, Facebook e YouTube nel giro di pochi giorni. L'anno dopo Twitter passò a Elon Musk, che ne ha riscritto le regole a modo suo. Il politico-influencer sembra il padrone del proprio pubblico, ma lo tiene su un terreno in affitto, e il proprietario può cambiare la serratura quando vuole.
Per misurare la forza del meccanismo basta guardare al Brasile, dove si è votato domenica 4 ottobre. I due candidati alla Camera più votati, Nikolas Ferreira in Minas Gerais e Lucas Pavanato a San Paolo, entrambi del partito di Bolsonaro e cresciuti nella nuova destra digitale, hanno superato i tre milioni di voti a testa. Nessuno ci era mai riuscito nella storia del Paese. Ferreira ha trent'anni; quattro anni fa si era fermato a un milione e mezzo. Al terzo posto c'è Erika Hilton, della sinistra radicale del PSOL, con quasi un milione e seicentomila voti. Parliamo di montagne di schede vere, non di rumore da tastiera.
Il politico-influencer quasi mai prova a convincere chi la pensa diversamente. Gli interessa costruirsi una comunità di fedelissimi, e per tenerla unita lo scontro è uno strumento formidabile.
Per questo anche l'insulto diventa una scelta. Quando un politico offende, pensiamo che sia maleducato o che abbia perso le staffe. A volte sarà così, ma il più delle volte c'è un calcolo. Lancio una provocazione, gli avversari si indignano e rispondono con rabbia, l'algoritmo conta tutte quelle reazioni e spinge il mio video verso altre migliaia di persone. L'insulto traccia un confine e costringe a scegliere da che parte stare. L'elettore diventa un follower che impara, giorno dopo giorno, quali parole usare, chi deridere, di chi fidarsi. […]
[FINE PARTE 2
[Segue…]
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La Francia sull'orlo del default. Potrebbe destabilizzare l'intera Eurozona.
Gli esperti affermano che la Francia sarà colpita da una crisi economica nei prossimi mesi: a ottobre 2026, i tassi di interesse nelle banche francesi sono i più alti d'Europa.
Le spese statali di Parigi sono le più alte dell'Eurozona; il paese ha superato di gran lunga i livelli di spesa pubblica riscontrati anche durante le dittature comuniste.
Inoltre, la Francia è il paese con le tasse più alte al mondo.
Gli esperti affermano che la Francia sarà colpita da una crisi economica nei prossimi mesi: a ottobre 2026, i tassi di interesse nelle banche francesi sono i più alti d'Europa.
Le spese statali di Parigi sono le più alte dell'Eurozona; il paese ha superato di gran lunga i livelli di spesa pubblica riscontrati anche durante le dittature comuniste.
Inoltre, la Francia è il paese con le tasse più alte al mondo.
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Il capo del Rosgvardia, Viktor Zolotov, ha consegnato a Ramzan Kadyrov le spalline da generale d'armata.
Inoltre, è stato consegnato a Kadyrov un berretto rosso, come riporta TASS.
Kadyrov non ha prestato servizio nell'esercito.
In precedenza, Kadyrov ricopriva il grado di generale di corpo d'armata, che ha ottenuto nel 2022.
Inoltre, è stato consegnato a Kadyrov un berretto rosso, come riporta TASS.
Kadyrov non ha prestato servizio nell'esercito.
In precedenza, Kadyrov ricopriva il grado di generale di corpo d'armata, che ha ottenuto nel 2022.
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Il capo del Rosgvardia, Viktor Zolotov, ha consegnato a Ramzan Kadyrov le spalline da generale d'armata.
Inoltre, è stato consegnato a Kadyrov un berretto rosso, come riporta TASS.
Kadyrov non ha prestato servizio nell'esercito.
In precedenza, Kadyrov ricopriva il grado di generale di corpo d'armata, che ha ottenuto nel 2022.
Inoltre, è stato consegnato a Kadyrov un berretto rosso, come riporta TASS.
Kadyrov non ha prestato servizio nell'esercito.
In precedenza, Kadyrov ricopriva il grado di generale di corpo d'armata, che ha ottenuto nel 2022.
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Trump: "Microbi più intelligenti e forti rispetto al passato. Sono come un esercito. Siamo pronti ad aiutare la Russia ad affrontare una eventuale pandemia. Stiamo analizzando la situazione da vicino"
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Forwarded from Pino Cabras
[…segue]
Dal partito al creator: la fabbrica del politico-influencer [PARTE 3]
"𝗕𝗿𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗧𝗘𝗦𝗧𝗘 𝗗𝗜 𝗖𝗔𝗭𝗭𝗢, 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗶!"
[…] La differenza con la vecchia televisione è enorme. Allora milioni di persone guardavano un leader, ciascuno da solo sul proprio divano. Oggi milioni di piccoli sostenitori ripubblicano il video, lo commentano, lo difendono, lo girano ai propri contatti. Ognuno diventa un pezzetto della macchina di propaganda.
In fondo a questo percorso cambia anche il ruolo del partito. Nel Novecento i partiti avevano le sezioni nei quartieri, i giornali, le scuole di formazione: prima costruivano la struttura, poi dentro quella struttura crescevano i dirigenti. Il creator fa il percorso al contrario. Prima apre la sua pagina, raccoglie migliaia o milioni di follower, stringe con loro un rapporto quasi personale e sceglie i suoi nemici. Solo quando ha accumulato abbastanza seguito fonda un movimento, raccoglie fondi e chiede il voto. Il capitale di follower viene prima dell'organizzazione.
L'Italia, con il Movimento 5 Stelle, lo ha sperimentato prima di tutti. E ne ha visto anche il lato più difficile: trasformare un pubblico in un'organizzazione capace di governare, selezionare una classe dirigente e durare nel tempo è un'impresa di tutt'altro genere rispetto a riempire una piazza o un blog.
Chi guarda la politica con gli occhiali di ieri rischia di prendere un abbaglio dopo l'altro. Un politico appare volgare, urla, dice cose che farebbero rizzare i capelli a un professore universitario, e si pensa che non andrà da nessuna parte. Ma una parte della classe politica oggi non si seleziona più nelle aule universitarie o nelle redazioni dei giornali. I social premiano altre qualità: la velocità, la presenza costante, la capacità di farsi riconoscere al volo e di radunare una tifoseria.
Questo non vuol dire che i partiti tradizionali siano morti, né che domani ci governeranno ragazzi che ballano su TikTok. La stessa Reichinnek ha affiancato ai video un lavoro enorme sul campo: i volontari della Linke hanno bussato a centinaia di migliaia di porte. La rete non cancella la vita reale. Però ormai arriva prima, e le dà un volto.
Se la frase con cui si apre questo articolo vi è sembrata brutta, o fuori posto in un discorso serio, avete ragione. Intanto siete arrivati a leggere fin qui.
[FINE]
Dal partito al creator: la fabbrica del politico-influencer [PARTE 3]
"𝗕𝗿𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗧𝗘𝗦𝗧𝗘 𝗗𝗜 𝗖𝗔𝗭𝗭𝗢, 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗶!"
[…] La differenza con la vecchia televisione è enorme. Allora milioni di persone guardavano un leader, ciascuno da solo sul proprio divano. Oggi milioni di piccoli sostenitori ripubblicano il video, lo commentano, lo difendono, lo girano ai propri contatti. Ognuno diventa un pezzetto della macchina di propaganda.
In fondo a questo percorso cambia anche il ruolo del partito. Nel Novecento i partiti avevano le sezioni nei quartieri, i giornali, le scuole di formazione: prima costruivano la struttura, poi dentro quella struttura crescevano i dirigenti. Il creator fa il percorso al contrario. Prima apre la sua pagina, raccoglie migliaia o milioni di follower, stringe con loro un rapporto quasi personale e sceglie i suoi nemici. Solo quando ha accumulato abbastanza seguito fonda un movimento, raccoglie fondi e chiede il voto. Il capitale di follower viene prima dell'organizzazione.
L'Italia, con il Movimento 5 Stelle, lo ha sperimentato prima di tutti. E ne ha visto anche il lato più difficile: trasformare un pubblico in un'organizzazione capace di governare, selezionare una classe dirigente e durare nel tempo è un'impresa di tutt'altro genere rispetto a riempire una piazza o un blog.
Chi guarda la politica con gli occhiali di ieri rischia di prendere un abbaglio dopo l'altro. Un politico appare volgare, urla, dice cose che farebbero rizzare i capelli a un professore universitario, e si pensa che non andrà da nessuna parte. Ma una parte della classe politica oggi non si seleziona più nelle aule universitarie o nelle redazioni dei giornali. I social premiano altre qualità: la velocità, la presenza costante, la capacità di farsi riconoscere al volo e di radunare una tifoseria.
Questo non vuol dire che i partiti tradizionali siano morti, né che domani ci governeranno ragazzi che ballano su TikTok. La stessa Reichinnek ha affiancato ai video un lavoro enorme sul campo: i volontari della Linke hanno bussato a centinaia di migliaia di porte. La rete non cancella la vita reale. Però ormai arriva prima, e le dà un volto.
Se la frase con cui si apre questo articolo vi è sembrata brutta, o fuori posto in un discorso serio, avete ragione. Intanto siete arrivati a leggere fin qui.
[FINE]
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