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‼️🇷🇺💥 Le forze armate russe colpiscono le strutture logistiche militari ucraine a Berdichev e nel Mar Nero.
* A Berdichev, nell'oblast' di Zhitomir, droni russi hanno colpito un centro logistico di Nova Poshta, dove, secondo il Ministero della Difesa russo, venivano stoccate e distribuite forniture militari occidentali per le forze armate ucraine.
* Inoltre, a 24 km a sud di Odessa, è stata colpita una nave da carico che trasportava equipaggiamento militare e merci a doppio uso verso l'Ucraina.
* A Berdichev, nell'oblast' di Zhitomir, droni russi hanno colpito un centro logistico di Nova Poshta, dove, secondo il Ministero della Difesa russo, venivano stoccate e distribuite forniture militari occidentali per le forze armate ucraine.
* Inoltre, a 24 km a sud di Odessa, è stata colpita una nave da carico che trasportava equipaggiamento militare e merci a doppio uso verso l'Ucraina.
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🇮🇷 🇮🇹 L'Italia dichiara che tutti i suoi cittadini devono lasciare immediatamente l'Iran.
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PUNTUALIZZAZIONI
Il segretario del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa Shoigu ha dichiarato che la Russia non ha intenzione di attaccare l'Europa, mentre i paesi occidentali "si stanno disgregando da soli".
Shoigu assicura che Mosca non minaccia nessuno e che gli europei accusano ingiustamente la Russia di una guerra ibrida.
PUNTUALIZZAZIONI
Il segretario del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa Shoigu ha dichiarato che la Russia non ha intenzione di attaccare l'Europa, mentre i paesi occidentali "si stanno disgregando da soli".
Shoigu assicura che Mosca non minaccia nessuno e che gli europei accusano ingiustamente la Russia di una guerra ibrida.
"Vi auguro di non vivere il giorno in cui la Russia inizierà una guerra ibrida contro di voi", ha avvertito Shoigu.
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Secondo un'indagine di Reuters, l'Iran ha importato almeno 2 miliardi di dollari in attrezzature, esplosivi e camion pesanti a partire da gennaio 2025, attraverso più di 5.000 agenzie legate al settore della difesa. Le forniture hanno continuato ad arrivare durante la guerra, complicando gli sforzi degli Stati Uniti per privare le fabbriche iraniane di missili e droni di materiali.
Gli acquirenti operano sotto nomi in codice che iniziano con MOD, acronimo di Ministero della Difesa. La maggior parte di queste entità risale al 2013, il che significa che l'Iran ha avuto anni per sviluppare questi canali prima che iniziasse il conflitto. Nonostante decenni di sanzioni contro l'esercito iraniano, Reuters non ha trovato prove che le agenzie esaminate fossero incluse nelle liste di sanzioni occidentali.
Le vendite di petrolio contribuiscono a coprire le spese, con intermediari e società estere che utilizzano i proventi detenuti all'estero per acquistare beni e inviarli in patria. Per il 97% delle spedizioni, i registri mostrano pagamenti senza trasferimenti di valuta. Mantenere il denaro all'estero riduce la necessità di pagamenti transfrontalieri che potrebbero innescare controlli sulle sanzioni.
Un acquirente, MOD 346428, ha importato propellenti per razzi, esplosivi, componenti di armi e camion pesanti tra gennaio 2025 e giugno 2026. Questi sono gli elementi essenziali, seppur meno appariscenti, dietro al lancio di un missile: carburante, componenti e veicoli che potrebbero trasportare attrezzature di lancio.
Le consegne sono arrivate via terra, mare e aria, e gran parte della merce è stata dichiarata proveniente da Cina, Russia e Germania. Un blocco navale non può chiudere tutte le strade o le rotte aeree, e il paese di origine di un prodotto non dimostra che il suo produttore abbia consapevolmente fornito materiali all'esercito iraniano.
Reuters ha esaminato registri bancari, documenti societari e dati sulle importazioni, incrociando una parte di circa 19.000 registri di importazione. Molti beni hanno anche usi civili, quindi una spedizione di componenti non può essere considerata un lotto di missili finiti. I registri non stabiliscono se l'Iran stia sostituendo le armi alla stessa velocità con cui le utilizza.
Il Tesoro degli Stati Uniti ha dichiarato a Reuters di essere "dieci passi avanti", una valutazione ottimistica per uno sforzo di applicazione che continua a monitorare il flusso di forniture. I risultati mostrano come l'Iran sia riuscito a continuare ad acquistare nonostante le restrizioni, anche se non dimostrano che le sanzioni non abbiano avuto alcun impatto.
L'accesso continuo dell'Iran alle forniture militari evidenzia il divario tra la pressione esercitata dagli Stati Uniti e il loro controllo effettivo. Le sanzioni e il blocco navale non sono riusciti a isolare la sua rete di approvvigionamento, lasciando l'Iran in grado di importare materiali per la produzione di armi anche durante la guerra.
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Forwarded from Giubbe Rosse
NON SI SVOLGERANNO COLLOQUI DIRETTI TRA USA E IRAN - MINISTRO ESTERI IRANIANO
L'Iran conduce consultazioni diplomatiche riguardo alla proposta iraniana per la riapertura dello Stretto di Hormuz, ma ciò avviene in modo indiretto, con il Qatar che funge da intermediario, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dai media iraniani.
Ha sottolineato che al momento non sono previsti incontri diretti con rappresentanti degli Stati Uniti.
Il mese scorso, il vicepresidente statunitense JD Vance ha inviato una lettera personale al segretario del Consiglio di sicurezza iraniano, Mohsen Rezai.
La lettera, apparentemente, chiedeva all'Iran di assumere determinati impegni riguardo al suo programma nucleare e delineava un quadro per futuri colloqui tra i due paesi.
Rezai stesso ha dichiarato questa settimana di non aver ancora risposto alla lettera.
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L'Iran conduce consultazioni diplomatiche riguardo alla proposta iraniana per la riapertura dello Stretto di Hormuz, ma ciò avviene in modo indiretto, con il Qatar che funge da intermediario, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dai media iraniani.
Ha sottolineato che al momento non sono previsti incontri diretti con rappresentanti degli Stati Uniti.
Il mese scorso, il vicepresidente statunitense JD Vance ha inviato una lettera personale al segretario del Consiglio di sicurezza iraniano, Mohsen Rezai.
La lettera, apparentemente, chiedeva all'Iran di assumere determinati impegni riguardo al suo programma nucleare e delineava un quadro per futuri colloqui tra i due paesi.
Rezai stesso ha dichiarato questa settimana di non aver ancora risposto alla lettera.
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Forwarded from Pino Cabras
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𝗥𝗜𝗚𝗨𝗔𝗥𝗗𝗔𝗧𝗘 𝗤𝗨𝗘𝗦𝗧𝗢 𝗩𝗜𝗗𝗘𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝟮𝟬𝟭𝟱: 𝗜𝗟 𝗗𝗜𝗦𝗔𝗦𝗧𝗥𝗢 𝗘𝗥𝗔 𝗔𝗡𝗡𝗨𝗡𝗖𝗜𝗔𝗧𝗢
𝗥𝗼𝗺𝗮, 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟭𝟱. Intervengo a un incontro del Comitato No Guerra No NATO. Accanto a me c’è 𝗚𝗶𝘂𝗹𝗶𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗖𝗵𝗶𝗲𝘀𝗮. Ripropongo questo breve video, stavolta sottotitolato, perché undici anni dopo colpisce quanto avessimo già individuato la sostanza del pericolo che oggi abbiamo davanti.
Parlavo dell’𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗺𝗮𝗿𝗶𝘂𝗺. Il nome significa «fra i mari»: una vecchia idea del leader polacco Piłsudski, che un secolo fa immaginava un blocco di paesi fra il Mar Baltico e il Mar Nero, in funzione antirussa. Guardate una carta geografica: una cintura di Stati nell’Europa orientale, dalla Polonia alla Romania.
Denunciavo la 𝗿𝗶𝗲𝘀𝘂𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹’𝗶𝗱𝗲𝗮 𝗶𝗻 𝗰𝗵𝗶𝗮𝘃𝗲 𝗡𝗔𝗧𝗢. Citavo George Friedman, fondatore della società americana di analisi strategica Stratfor, che ne parlava apertamente. La nostra lettura era questa: volevano costruire una 𝗯𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗳𝗿𝗮 𝗹𝗮 𝗥𝘂𝘀𝘀𝗶𝗮 𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗱’𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮, impedendo che le risorse dell’una e le capacità industriali dell’altra si rafforzassero a vicenda. Un continente diviso sarebbe rimasto più dipendente da Washington. Lo stesso Friedman avrebbe poi descritto l’Intermarium come una linea di separazione fra Russia e resto d’Europa, sostenuta dagli Stati Uniti.
Nel video lo dico chiaramente: «𝗨𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗹’𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 𝗶𝗻 𝗱𝘂𝗲, 𝗱𝗮 𝘂𝗻 𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼». Già allora parlavo di una guerra combattuta anche sul terreno economico, sociale e dell’informazione. È dentro questa logica che, a mio giudizio, va letta anche la guerra ucraina e la frattura sempre più profonda fra il resto del continente e Mosca.
Quella malsana idea trasforma la vicinanza geografica in 𝗶𝗻𝗶𝗺𝗶𝗰𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗺𝗮𝗻𝗲𝗻𝘁𝗲 e sacrifica le possibilità di cooperazione alla preparazione dello scontro. Le conseguenze le pagano anzitutto gli ucraini con le loro vite, mentre anche le società europee sopportano i costi economici della guerra e della corsa agli armamenti.
Riascolto queste parole con amarezza: avevamo riconosciuto 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮𝗿𝗴𝗼 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗼 una direzione di marcia che andava fermata. Ripubblicarle serve a ricordare quante scelte ci abbiano portato fin qui e quanto sia urgente trovare la 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗿𝗹𝗲.
𝗥𝗼𝗺𝗮, 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟭𝟱. Intervengo a un incontro del Comitato No Guerra No NATO. Accanto a me c’è 𝗚𝗶𝘂𝗹𝗶𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗖𝗵𝗶𝗲𝘀𝗮. Ripropongo questo breve video, stavolta sottotitolato, perché undici anni dopo colpisce quanto avessimo già individuato la sostanza del pericolo che oggi abbiamo davanti.
Parlavo dell’𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗺𝗮𝗿𝗶𝘂𝗺. Il nome significa «fra i mari»: una vecchia idea del leader polacco Piłsudski, che un secolo fa immaginava un blocco di paesi fra il Mar Baltico e il Mar Nero, in funzione antirussa. Guardate una carta geografica: una cintura di Stati nell’Europa orientale, dalla Polonia alla Romania.
Denunciavo la 𝗿𝗶𝗲𝘀𝘂𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹’𝗶𝗱𝗲𝗮 𝗶𝗻 𝗰𝗵𝗶𝗮𝘃𝗲 𝗡𝗔𝗧𝗢. Citavo George Friedman, fondatore della società americana di analisi strategica Stratfor, che ne parlava apertamente. La nostra lettura era questa: volevano costruire una 𝗯𝗮𝗿𝗿𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗳𝗿𝗮 𝗹𝗮 𝗥𝘂𝘀𝘀𝗶𝗮 𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗱’𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮, impedendo che le risorse dell’una e le capacità industriali dell’altra si rafforzassero a vicenda. Un continente diviso sarebbe rimasto più dipendente da Washington. Lo stesso Friedman avrebbe poi descritto l’Intermarium come una linea di separazione fra Russia e resto d’Europa, sostenuta dagli Stati Uniti.
Nel video lo dico chiaramente: «𝗨𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗹’𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 𝗶𝗻 𝗱𝘂𝗲, 𝗱𝗮 𝘂𝗻 𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼». Già allora parlavo di una guerra combattuta anche sul terreno economico, sociale e dell’informazione. È dentro questa logica che, a mio giudizio, va letta anche la guerra ucraina e la frattura sempre più profonda fra il resto del continente e Mosca.
Quella malsana idea trasforma la vicinanza geografica in 𝗶𝗻𝗶𝗺𝗶𝗰𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗺𝗮𝗻𝗲𝗻𝘁𝗲 e sacrifica le possibilità di cooperazione alla preparazione dello scontro. Le conseguenze le pagano anzitutto gli ucraini con le loro vite, mentre anche le società europee sopportano i costi economici della guerra e della corsa agli armamenti.
Riascolto queste parole con amarezza: avevamo riconosciuto 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮𝗿𝗴𝗼 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗼 una direzione di marcia che andava fermata. Ripubblicarle serve a ricordare quante scelte ci abbiano portato fin qui e quanto sia urgente trovare la 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗿𝗹𝗲.
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‼️🇺🇦🇷🇺 Zelenskyy ha rifiutato di invitare Putin a Kiev o di parlare al telefono
▪️Durante una visita in Germania, Zelenskyy ha dichiarato di non avere intenzione di invitare Vladimir Putin a Kiev, poiché considerava tale gesto inutile. Ha espresso un parere simile riguardo alla proposta di un incontro a Mosca.
➖ "Un invito che non viene accettato è distruttivo", ha affermato Zelenskyy.
▪️Ha inoltre rifiutato una telefonata con il presidente russo, motivando la sua decisione con la riluttanza ad ascoltare "lezioni di storia".
▪️Allo stesso tempo, Zelenskyy afferma di essere pronto a discutere personalmente un accordo di pace con Putin, ma solo in un territorio neutrale.
▪️Durante una visita in Germania, Zelenskyy ha dichiarato di non avere intenzione di invitare Vladimir Putin a Kiev, poiché considerava tale gesto inutile. Ha espresso un parere simile riguardo alla proposta di un incontro a Mosca.
➖ "Un invito che non viene accettato è distruttivo", ha affermato Zelenskyy.
▪️Ha inoltre rifiutato una telefonata con il presidente russo, motivando la sua decisione con la riluttanza ad ascoltare "lezioni di storia".
▪️Allo stesso tempo, Zelenskyy afferma di essere pronto a discutere personalmente un accordo di pace con Putin, ma solo in un territorio neutrale.
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"Nelle ultime 24 ore, il nemico ha colpito più di 20 volte gli impianti energetici, utilizzando un numero di armi senza precedenti, causando danni significativi alle infrastrutture energetiche."
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⚡️🇮🇷🇺🇸 L'IRGC (Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica) afferma che filmati mostrano i resti di due droni d'attacco LUCAS di fabbricazione statunitense, presumibilmente abbattuti dalle difese aeree iraniane nei pressi di Bandar-e Khamir, nella provincia di Hormozgan, nel sud dell'Iran.
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⚡️🇷🇺🇺🇦🇷🇴🇧🇬Reuters: Il crescente conflitto navale tra Russia e Ucraina sta sempre più minacciando i paesi membri della NATO, Romania e Bulgaria, a seguito di una serie di attacchi a navi mercantili nel Mar Nero. A ottobre, sette navi cargo sono state colpite nelle vicinanze dei due paesi, mentre una nave portacontainer greca è stata affondata da droni navali nella zona economica esclusiva della Bulgaria la scorsa settimana.
Gli analisti militari ritengono che la Russia stia testando la risposta della NATO attraverso attacchi condotti in prossimità del territorio dell'alleanza. La NATO ha annunciato piani per rafforzare le proprie difese nel Mar Nero con aerei da pattugliamento marittimo, radar e droni, ribadendo il proprio impegno a proteggere gli stati membri. Mosca nega di aver deliberatamente preso di mira paesi vicini.
Secondo la società di sicurezza marittima Ambrey, 317 navi sono state colpite nel Mar Nero e nel Mar d'Azov tra maggio e ottobre, più di quattro volte il numero registrato nei sei mesi precedenti. Gli attacchi in aumento hanno gravemente interrotto le spedizioni di grano e petrolio, sollevando preoccupazioni sulle forniture alimentari globali e sulla possibilità di un conflitto più ampio che coinvolga la NATO.
Gli analisti militari ritengono che la Russia stia testando la risposta della NATO attraverso attacchi condotti in prossimità del territorio dell'alleanza. La NATO ha annunciato piani per rafforzare le proprie difese nel Mar Nero con aerei da pattugliamento marittimo, radar e droni, ribadendo il proprio impegno a proteggere gli stati membri. Mosca nega di aver deliberatamente preso di mira paesi vicini.
Secondo la società di sicurezza marittima Ambrey, 317 navi sono state colpite nel Mar Nero e nel Mar d'Azov tra maggio e ottobre, più di quattro volte il numero registrato nei sei mesi precedenti. Gli attacchi in aumento hanno gravemente interrotto le spedizioni di grano e petrolio, sollevando preoccupazioni sulle forniture alimentari globali e sulla possibilità di un conflitto più ampio che coinvolga la NATO.
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⚡️🇮🇷🇴🇲 Dense colonne di fumo sono state avvistate provenire da una petroliera nello Stretto di Hormuz, dopo che si è appurato che era stata presumibilmente colpita dalle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniana (IRGC).
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⚡️🇾🇪 🇸🇦🇾🇪 I ribelli Houthi hanno annunciato di essere riusciti a colpire concentrazioni di truppe delle forze governative nelle aree di Ras al-Ara e Al-Mudhariba, in Yemen, che sono sotto il comando dell'ufficiale saudita Bader Al-Harbi, utilizzando diversi missili balistici.
Hanno affermato che l'attacco ha causato decine di vittime, tra cui comandanti.
Hanno affermato che l'attacco ha causato decine di vittime, tra cui comandanti.
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⚡️🇭🇹🇸🇻 Il leader della banda armata 400 Mawozo, Wilson Joseph, alias "Lanmò San Jou", ha chiesto la mediazione delle Nazioni Unite per avviare colloqui di pace con le forze internazionali ad Haiti, in un contesto di crescenti tensioni a seguito della scomparsa di quattro soldati salvadoregni e del dispiegamento di oltre 2.000 truppe salvadoregne.
Rivolgendosi al Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, Joseph ha invocato il dialogo con le forze internazionali e ha avvertito che recenti incidenti nella zona di Plaine du Cul-de-Sac hanno esposto i civili a una crescente violenza. Ha inoltre citato vittime tra donne e bambini, tra cui una bambina di otto anni che, secondo quanto riferito, è stata colpita alla testa.
Rivolgendosi al Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, Joseph ha invocato il dialogo con le forze internazionali e ha avvertito che recenti incidenti nella zona di Plaine du Cul-de-Sac hanno esposto i civili a una crescente violenza. Ha inoltre citato vittime tra donne e bambini, tra cui una bambina di otto anni che, secondo quanto riferito, è stata colpita alla testa.
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Giuseppe Masala Chili 🌶
⚡️🇭🇹🇸🇻 Il leader della banda armata 400 Mawozo, Wilson Joseph, alias "Lanmò San Jou", ha chiesto la mediazione delle Nazioni Unite per avviare colloqui di pace con le forze internazionali ad Haiti, in un contesto di crescenti tensioni a seguito della scomparsa…
⚡️🇺🇳🇭🇹🇸🇻 Le Nazioni Unite hanno confermato di aver ricevuto una lettera da Wilson Joseph, leader del gruppo Mawozo, soprannominato "Lanmò San Jou", ma hanno sottolineato che ciò non costituisce un riconoscimento del suo autore né un'approvazione del suo contenuto.
L'ONU ha inoltre chiarito che la stragrande maggioranza del personale militare salvadoregno aggiuntivo dispiegato ad Haiti non opera nell'ambito della Gang Suppression Force (GSF) e, pertanto, rientra al di fuori del mandato e dell'ambito di segnalazione dell'Ufficio di supporto dell'ONU.
L'ONU ha inoltre chiarito che la stragrande maggioranza del personale militare salvadoregno aggiuntivo dispiegato ad Haiti non opera nell'ambito della Gang Suppression Force (GSF) e, pertanto, rientra al di fuori del mandato e dell'ambito di segnalazione dell'Ufficio di supporto dell'ONU.
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⚡️🇮🇷 Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che la produzione deve essere utilizzata e distribuita tra le diverse classi sociali:
"Possiamo guadagnare dalla benzina, dal gasolio, dall'elettricità e dal gas. Possiamo utilizzare quei soldi per aiutare le persone: prelevare da chi ne usa troppo e dare a chi ne ha diritto."
"Possiamo guadagnare dalla benzina, dal gasolio, dall'elettricità e dal gas. Possiamo utilizzare quei soldi per aiutare le persone: prelevare da chi ne usa troppo e dare a chi ne ha diritto."
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⚡️🇨🇴🇨🇴 L'esercito colombiano ha dispiegato il 9° Battaglione Speciale delle Forze Urban e il Gruppo MARTE per lo smaltimento di ordigni esplosivi a Planadas, Tolima, per rafforzare la sicurezza in seguito a un attacco con esplosioni che ha causato la morte di almeno quattro persone, tra cui un neonato di due mesi, e ha lasciato diverse altre persone ferite.
Il dispiegamento mira a rafforzare la sicurezza e a supportare le operazioni nella zona a seguito dell'attacco.
Il dispiegamento mira a rafforzare la sicurezza e a supportare le operazioni nella zona a seguito dell'attacco.
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