Forwarded from Qui Radio Londra
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Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha assegnato un contratto per la "Ricerca COVID-19" in Ucraina 3 mesi prima che si sapesse che Covid esisteva
I dati del governo degli Stati Uniti mostrano che il DOD ha assegnato un contratto il 12 novembre 2019 a Labyrinth Global Health INC. per la "ricerca COVID-19", almeno un mese prima della presunta comparsa del nuovo coronavirus e tre mesi prima che fosse ufficialmente soprannominato Covid-19…
https://dailyexpose.uk/2022/04/13/us-dod-contract-covid-research-ukraine-nov-2019/
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https://www.quiradiolondra.com/projects/RVR
@maxmassimi
Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha assegnato un contratto per la "Ricerca COVID-19" in Ucraina 3 mesi prima che si sapesse che Covid esisteva
I dati del governo degli Stati Uniti mostrano che il DOD ha assegnato un contratto il 12 novembre 2019 a Labyrinth Global Health INC. per la "ricerca COVID-19", almeno un mese prima della presunta comparsa del nuovo coronavirus e tre mesi prima che fosse ufficialmente soprannominato Covid-19…
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Trump: il mondo sta per andare in pezzi. https://youtu.be/zOXezcmXLgM
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Donald Trump: 'The world is going to be blown to pieces'
Former US President Donald Trump says the world is going to be "blown to pieces" if America doesn't get some "smart leadership".
Mr Trump issued the chilling warning during an interview with Sky News Australia host Piers Morgan.
"We have stupid people now…
Mr Trump issued the chilling warning during an interview with Sky News Australia host Piers Morgan.
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i distinguo sui crimini e criminali di guerra
L’origine dell’intervento americano in Vietnam andrebbe studiato da parte di coloro che oggi danno del criminale a Putin. Per quasi un decennio, dal 1964 al 1973, gli aerei da guerra americani sganciarono sul territorio del Laos due milioni di tonnellate di bombe (incluso fosforo, napalm e agente arancio), e l'allora presidente Lyndon B. Johnson ebbe la maggiore responsabilità in questo ("Hey, Hey, LBJ how many kids did you kill today?", era uno degli slogan più gridati durante le manifestazioni contro la guerra nel Vietnam). Gli USA hanno tappezzato il sud-est asiatico di “farfalline” e altri oggettini che hanno fatto strage soprattutto di bambini.
Tornando al secondo conflitto mondiale, si dà il caso, per esempio, che i prigionieri giapponesi catturati dagli americani nel corso del conflitto furono molto pochi, ed è noto il motivo di tale scarsità (che poi Hollywood e Eastwood hanno cercato di spacciare per volontà suicida dei nipponici stessi). I prigionieri dell’Armata rossa catturati dalla Wermacht furono milioni, e il 90 per cento di essi morì di stenti e di fame già nel tragitto prima dell’internamento. Per contro, molti prigionieri tedeschi e italiani catturati poi dai russi morirono nel lungo tragitto di trasferimento. I partigiani russi non lasciavano scampo ai prigionieri tedeschi, così a parti invertite. I soldati italiani che gli inglesi affidarono ai francesi in Nordafrica, subirono torture e maltrattamenti indicibili. Assai meglio andò ai prigionieri internati negli Stati Uniti, in Sudafrica, meno bene a quelli concentrati dagli inglesi in Kenia e in India.
Di quali crimini (mai puniti) si macchiarono i soldati italiani e le camicie nere in Slovenia e altrove, e prima ancora in Libia e poi in Etiopia? Ci sarà chi tirerà in ballo la demenzialità di certi bombardamenti alleati del 1944-45 (i famigerati "carpet bombing" teorizzati dal buon Winston Churchill e poi messi in pratica come strategia terroristica contro le città tedesche). E via di questo passo tra sdegno ipocrita e "valori" occidentali offesi. (Mario Rossi, via Facebook)
L’origine dell’intervento americano in Vietnam andrebbe studiato da parte di coloro che oggi danno del criminale a Putin. Per quasi un decennio, dal 1964 al 1973, gli aerei da guerra americani sganciarono sul territorio del Laos due milioni di tonnellate di bombe (incluso fosforo, napalm e agente arancio), e l'allora presidente Lyndon B. Johnson ebbe la maggiore responsabilità in questo ("Hey, Hey, LBJ how many kids did you kill today?", era uno degli slogan più gridati durante le manifestazioni contro la guerra nel Vietnam). Gli USA hanno tappezzato il sud-est asiatico di “farfalline” e altri oggettini che hanno fatto strage soprattutto di bambini.
Tornando al secondo conflitto mondiale, si dà il caso, per esempio, che i prigionieri giapponesi catturati dagli americani nel corso del conflitto furono molto pochi, ed è noto il motivo di tale scarsità (che poi Hollywood e Eastwood hanno cercato di spacciare per volontà suicida dei nipponici stessi). I prigionieri dell’Armata rossa catturati dalla Wermacht furono milioni, e il 90 per cento di essi morì di stenti e di fame già nel tragitto prima dell’internamento. Per contro, molti prigionieri tedeschi e italiani catturati poi dai russi morirono nel lungo tragitto di trasferimento. I partigiani russi non lasciavano scampo ai prigionieri tedeschi, così a parti invertite. I soldati italiani che gli inglesi affidarono ai francesi in Nordafrica, subirono torture e maltrattamenti indicibili. Assai meglio andò ai prigionieri internati negli Stati Uniti, in Sudafrica, meno bene a quelli concentrati dagli inglesi in Kenia e in India.
Di quali crimini (mai puniti) si macchiarono i soldati italiani e le camicie nere in Slovenia e altrove, e prima ancora in Libia e poi in Etiopia? Ci sarà chi tirerà in ballo la demenzialità di certi bombardamenti alleati del 1944-45 (i famigerati "carpet bombing" teorizzati dal buon Winston Churchill e poi messi in pratica come strategia terroristica contro le città tedesche). E via di questo passo tra sdegno ipocrita e "valori" occidentali offesi. (Mario Rossi, via Facebook)
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Il primo campo di battaglia è la nostra mente.
Mentre in Polonia da oggi partirà una enorme esercitazione (sic) che sposterà quantità colossali di uomini e mezzi compresi ulteriori 8000 inglesi in arrivo dall'isola della Perfida Albione. Mentre a Parma tra lo stupore generale si muovono tre enormi cisterne per carburante avio della British Air Force (direzione A1 per Milano). Mentre ad Alessandria vengono caricati in treno mezzi blindati per destinazione ignota e ad Ancona vengono caricati mezzi destinati verso un porto greco (da cui presumibilmente proseguiranno per il fronte sud-est di Odessa e Transnistria).
Non solo il New York Times (non esattamente un tempio del putinismo) ci avverte che la Slovacchia invierà Mig-29 all'Ucraina. Naturalmente ci spiega il giornale americano, che l'operazione sarà fatta a titolo di Bratislava e non su indicazione della Nato; tutto seconda la ben nota tattica del lancia il sasso e nascondi la mano.
Non parliamo delle questioni economiche. I conti italiani sono letteralmente allo sfascio e con incredibile faccia di bronzo ci dicono che Biden probabilmente chiederà un obolo da 3 miliardi di dollari per l'Ucraina a Draghi. Questo dopo che per due decenni ci hanno fatto le pulci su tutto, sul centesimo di euro, con il gauleiter Dombrovskis che sparava a palle incatenate contro i paesi reprobi. E ora? E ora regalano miliardi per una guerra figlia di un colpo di stato e condotta da un regime guidato da un ex cabarettista cocainomane.
Ecco, dopo questo sunto, necessariamente breve, ritorno al punto: il primo campo di battaglia è la nostra mente. E' evidente che stanno costruendo le premesse per entrare in guerra ufficialmente. Neanche lo nascondono. E noi, inebetiti, paralizzati, ingabbiati, incapsulati nel nostro conformismo. Magari anche impauriti da risibili conseguenze legali poste in essere da qualche giudice di regime inetto, idiota e zelante. Raga' io ve lo dico: stiamo entrando in guerra.
E noi siamo qui, fermi. Che dobbiamo fare? Li lasciamo fare questi pazzi? Abbiamo paura che ci arrestino? Io dico stocazzo. In galera certamente troveremo uomini più onesti che quella manica di criminali assoluti che ci sta portando verso l'abisso.
Mentre in Polonia da oggi partirà una enorme esercitazione (sic) che sposterà quantità colossali di uomini e mezzi compresi ulteriori 8000 inglesi in arrivo dall'isola della Perfida Albione. Mentre a Parma tra lo stupore generale si muovono tre enormi cisterne per carburante avio della British Air Force (direzione A1 per Milano). Mentre ad Alessandria vengono caricati in treno mezzi blindati per destinazione ignota e ad Ancona vengono caricati mezzi destinati verso un porto greco (da cui presumibilmente proseguiranno per il fronte sud-est di Odessa e Transnistria).
Non solo il New York Times (non esattamente un tempio del putinismo) ci avverte che la Slovacchia invierà Mig-29 all'Ucraina. Naturalmente ci spiega il giornale americano, che l'operazione sarà fatta a titolo di Bratislava e non su indicazione della Nato; tutto seconda la ben nota tattica del lancia il sasso e nascondi la mano.
Non parliamo delle questioni economiche. I conti italiani sono letteralmente allo sfascio e con incredibile faccia di bronzo ci dicono che Biden probabilmente chiederà un obolo da 3 miliardi di dollari per l'Ucraina a Draghi. Questo dopo che per due decenni ci hanno fatto le pulci su tutto, sul centesimo di euro, con il gauleiter Dombrovskis che sparava a palle incatenate contro i paesi reprobi. E ora? E ora regalano miliardi per una guerra figlia di un colpo di stato e condotta da un regime guidato da un ex cabarettista cocainomane.
Ecco, dopo questo sunto, necessariamente breve, ritorno al punto: il primo campo di battaglia è la nostra mente. E' evidente che stanno costruendo le premesse per entrare in guerra ufficialmente. Neanche lo nascondono. E noi, inebetiti, paralizzati, ingabbiati, incapsulati nel nostro conformismo. Magari anche impauriti da risibili conseguenze legali poste in essere da qualche giudice di regime inetto, idiota e zelante. Raga' io ve lo dico: stiamo entrando in guerra.
E noi siamo qui, fermi. Che dobbiamo fare? Li lasciamo fare questi pazzi? Abbiamo paura che ci arrestino? Io dico stocazzo. In galera certamente troveremo uomini più onesti che quella manica di criminali assoluti che ci sta portando verso l'abisso.
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Forwarded from MITTDOLCINO.COM Channel
Dopo un mese che abbiamo spiegato con dettagli precisi quello che oggi Il Giornale vende come scoop, ripeto l'"oggi", ossia che il gas libico risolverebbe gran parte dei problemi di gas italiani, ecco la solita propaganda dei media pro- stranieri ed anti-italia che nasconde i fatti che danno fastidio...
-->Ossia, se l'Italia dovesse mandare i para' in Libia per far rispettare i contratti firmati da Eni con NOC, si troverebbe a combattere contro i militari francesi in loco, cfr. Operazione Bharkane.
CONCLUSIONE:
sono i francesi oggi, a partire dell'uccisione di Gheddafi per mano francese, che vogliono mettere in ginocchio l'Italia...
https://it.insideover.com/economia/quanto-gas-aggiuntivo-puo-fornire-la-libia-allitalia.html?utm_source=ilGiornale&utm_medium=article&utm_campaign=article_redirect&_ga=2.33543102.1830450651.1651355092-496846235.1629222161
-->Ossia, se l'Italia dovesse mandare i para' in Libia per far rispettare i contratti firmati da Eni con NOC, si troverebbe a combattere contro i militari francesi in loco, cfr. Operazione Bharkane.
CONCLUSIONE:
sono i francesi oggi, a partire dell'uccisione di Gheddafi per mano francese, che vogliono mettere in ginocchio l'Italia...
https://it.insideover.com/economia/quanto-gas-aggiuntivo-puo-fornire-la-libia-allitalia.html?utm_source=ilGiornale&utm_medium=article&utm_campaign=article_redirect&_ga=2.33543102.1830450651.1651355092-496846235.1629222161
InsideOver
Quanto gas aggiuntivo può fornire la Libia all'Italia?
L’Italia spera di ottenere dalla Libia circa 2 miliardi di metri cubi di gas aggiuntivi, ma il Paese nordafricano è nel caos
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Forwarded from La Verità
Razionati i farmaci salva vita
🔗 https://www.laverita.info/razionati-farmaci-salva-vita-2657244309.html
🔗 https://www.laverita.info/razionati-farmaci-salva-vita-2657244309.html
La Verità
Razionati i farmaci salva vita
Come purtroppo previsto, la carenza di materie prime impatta sui medicinali: case costrette a disporre il contingentamento della produzione. Antitumorali, trombolitici, antibiotici: l’elenco dell’Aifa include dispositivi essenziali per i pazienti fragili.…
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l'Ungheria ha messo il veto sulle sanzioni EU al Petrolio russo
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Forwarded from Z News ChannelZ📡
Osservatorio Card. Van Thuân
La guerra «sistemica» in Ucraina. Intervista a Gianfranco Battisti
Stefano Fontana. La guerra in Ucraina viene letta secondo vari registri, compreso quello culturale e teologico. Con lei, professore, vorremmo invece attenerci strettamente ad un discorso geopolitic…
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Forwarded from Russian Tour (Russian Tour)
Media is too big
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Lavrov racconta una barzelletta sulla russofobia, ambientata in Estonia.
Lo zoo estone ha uno stagno con dei coccodrilli. Una madre con un bambino piccolo sta guardando un coccodrillo. Nelle vicinanze ci sono dei ragazzi che si rilassano e bevono birra. Improvvisamente, il bambino cade nello stagno con i coccodrilli. Un ragazzo ci salta dentro, salva il bambino e lo restituisce a sua madre. Lei gli dice: "Grazie mille, sei un estone così coraggioso!" Lui risponde: "Non sono estone, sono russo". La mattina dopo, i giornali estoni escono con il titolo: "Un russo ubriaco ha privato un povero coccodrillo del pranzo".
Lo zoo estone ha uno stagno con dei coccodrilli. Una madre con un bambino piccolo sta guardando un coccodrillo. Nelle vicinanze ci sono dei ragazzi che si rilassano e bevono birra. Improvvisamente, il bambino cade nello stagno con i coccodrilli. Un ragazzo ci salta dentro, salva il bambino e lo restituisce a sua madre. Lei gli dice: "Grazie mille, sei un estone così coraggioso!" Lui risponde: "Non sono estone, sono russo". La mattina dopo, i giornali estoni escono con il titolo: "Un russo ubriaco ha privato un povero coccodrillo del pranzo".
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🇷🇺Il Crollo di un ponte ferroviario avvenuto oggi nella regione russa di Kursk è dovuto ad un sabotaggio. A segnalarlo è uno statement del governantore della regione Roman Starovoit.
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Le Nazioni Unite confermano che è in corso una operazione di evacuazione dei civili dall'acciaieria Azovstal di Mariupol.
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Forwarded from The Unconditional Blog
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Niente di sano sul fronte occidentale
Il fatto di non riuscire a capire come siano possibili certi fenomeni non e' necessariamente indice di scarsa intelligenza. Forse e' il Sistema ad essere malato. Come sembrano confermare i vertici di autolesionismo e di cattiveria del biennio Covid e del…
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Forwarded from La Mia Russia
Foreign policy: "Biden può trasformare la guerra in Ucraina in un conflitto globale»
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e i suoi alleati della NATO hanno intensificato la loro politica di aiuti per l'Ucraina cercando di minare il potere e l'influenza della Russia stessa. Così facendo, stanno lasciando al presidente russo Vladimir Putin poca scelta se non quella di arrendersi o raddoppiare militarmente, aumentando la possibilità di allargare la sua guerra oltre l'Ucraina.
"Agli occhi del Cremlino l'Occidente è pronto a prendere la Russia. Non se n'è parlato prima. Ora se ne parla", ha affermato Sean Monaghan, esperto sull'Europa presso il Center for Strategic and International Studies. “Se combini questo con i commenti di Biden, al suo vertice in Polonia il mese scorso, che 'quest'uomo [Putin] non può rimanere al potere', tutto ciò trasforma questa guerra territoriale in un confronto più ampio e potrebbe rendere i negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina molto più difficili o addirittura impossibili al momento”.
George Beebe, ex capo del Dipartimento di analisi per la Russia della CIA, ha affermato che l'amministrazione Biden potrebbe rischiare di dimenticare che "il più importante interesse nazionale degli Stati Uniti è evitare un conflitto nucleare con la Russia". Ha aggiunto che “i russi hanno la capacità di assicurarsi che tutti gli altri perdano se perdono anche loro. E questo potrebbe essere il punto in cui ci stiamo dirigendo." https://foreignpolicy.com/2022/04/29/russia-ukraine-war-biden-endgame/
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e i suoi alleati della NATO hanno intensificato la loro politica di aiuti per l'Ucraina cercando di minare il potere e l'influenza della Russia stessa. Così facendo, stanno lasciando al presidente russo Vladimir Putin poca scelta se non quella di arrendersi o raddoppiare militarmente, aumentando la possibilità di allargare la sua guerra oltre l'Ucraina.
"Agli occhi del Cremlino l'Occidente è pronto a prendere la Russia. Non se n'è parlato prima. Ora se ne parla", ha affermato Sean Monaghan, esperto sull'Europa presso il Center for Strategic and International Studies. “Se combini questo con i commenti di Biden, al suo vertice in Polonia il mese scorso, che 'quest'uomo [Putin] non può rimanere al potere', tutto ciò trasforma questa guerra territoriale in un confronto più ampio e potrebbe rendere i negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina molto più difficili o addirittura impossibili al momento”.
George Beebe, ex capo del Dipartimento di analisi per la Russia della CIA, ha affermato che l'amministrazione Biden potrebbe rischiare di dimenticare che "il più importante interesse nazionale degli Stati Uniti è evitare un conflitto nucleare con la Russia". Ha aggiunto che “i russi hanno la capacità di assicurarsi che tutti gli altri perdano se perdono anche loro. E questo potrebbe essere il punto in cui ci stiamo dirigendo." https://foreignpolicy.com/2022/04/29/russia-ukraine-war-biden-endgame/
Foreign Policy
Biden’s Dangerous New Ukraine Endgame: No Endgame
With his strategy to “weaken” Russia, the U.S. president may be turning the Ukraine war into a global one.
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Forwarded from Nexus Next
🇹🇷 La Turchia sta sfaldando il fianco sud della NATO
Secondo l'edizione turca di Sabah, l'aviazione turca ha rifiutato di partecipare alle esercitazioni della NATO Tiger Meet in Grecia, che si terrà dal 9 al 22 maggio. È vero, Atene sottolinea che sarebbe stato il loro quartier generale principale a cancellare l'invito ad Ankara "a causa delle continue violazioni dei confini aerei greci da parte dei caccia turchi e del volo sulle isole greche".
Ma la parte turca sostiene che "il paese ospitante ha preparato un tale accordo tecnico sullo svolgimento di eventi che era rivolto contro la Turchia". I greci hanno rifiutato di cambiarlo su richiesta di Ankara. In risposta, l'aviazione turca ha letteralmente "fatto a pezzi il cielo greco" sul Mar Egeo, effettuando più di 125 voli non autorizzati in 24 ore. Dopo questo, il ministero degli Esteri greco ha espresso la sua protesta alla Turchia.
Questo incidente ha un suo retroscena. Anche come membri della NATO, Grecia e Turchia sono in disaccordo sui diritti del cielo e della superficie del Mar Egeo, che è ricco di petrolio e gas. Recentemente, le cose sono arrivate al punto che le parti hanno condotto pattugliamenti quotidiani nello spazio aereo intorno alle isole greche "contese", anche se questo non ha impedito loro di condurre occasionalmente esercitazioni militari congiunte nel formato NATO.
Questa volta la situazione è cambiata radicalmente a causa della crisi ucraina. Il fatto è che il giorno prima, il ministro della Difesa turco Hulusi Akar ha detto che "Ankara si sta sforzando di mantenere la stabilità nel Mar Nero" e ha annunciato un divieto sulla presenza di navi da guerra alleate della NATO lì per "non creare maggiore sensibilità nel garantire la sicurezza".
A questo proposito, il giornale Hurriyet ha specificato che Ankara teme l'emergere di "malintesi militari che possono essere percepiti dalle parti in conflitto come una provocazione". Allo stesso tempo, la Turchia ha dichiarato che non condivide i piani degli Stati Uniti di creare una forza di schieramento NATO a Chernoy con la partecipazione di Romania e Bulgaria, che il capo del Pentagono Lloyd Austin chiede.
Secondo il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, "agendo con la diplomazia al di fuori del quadro della Convenzione di Montreux, la Turchia sta cercando di tenere gli alleati della NATO lontani dal Mar Nero attraverso la persuasione". Infatti, Ankara ha vietato all'alleanza di considerare l'opzione di sbloccare Mariupol via mare.
Una tale politica della Turchia ha cominciato a causare una crescente irritazione politica tra i suoi alleati della NATO, prima di tutto, che si è manifestata nel modo in cui la Grecia ha negoziato le condizioni per invitare Ankara a partecipare alle esercitazioni militari Tiger Meet.
Secondo le informazioni ufficiali della parte turca, ora non c'è una sola nave appartenente alle marine degli stati non costieri nel Mar Nero. Ricordiamo che prima la Marina della NATO era spesso ospite qui. Secondo gli esperti del Consiglio russo degli affari internazionali, nel 2021, i paesi dell'alleanza hanno inviato più di 30 navi da guerra attraverso il Bosforo.
Ora, su insistenza di Ankara, la NATO ha rinviato le esercitazioni navali previste nel Mar Nero. Alle navi da guerra italiane e britanniche è stato negato il passaggio attraverso il Bosforo. In realtà, Ankara sta prendendo le distanze dall'Occidente nel contesto dello sviluppo della crisi ucraina, non vuole un conflitto tra la NATO e la Russia, ed evita di essere indirettamente coinvolto in qualsiasi possibile escalation nel Mar Nero.
La cosa principale ora è capire se la Turchia cederà alle pressioni di Washington e rimanga impegnata nella Convenzione di Montreux. Per quanto riguarda la Russia, le cui navi da guerra hanno anch'esse il divieto di passare attraverso il Bosforo, le forze della sua flotta nella regione, secondo gli esperti militari, sono sufficienti a garantire la sicurezza del paese.
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Secondo l'edizione turca di Sabah, l'aviazione turca ha rifiutato di partecipare alle esercitazioni della NATO Tiger Meet in Grecia, che si terrà dal 9 al 22 maggio. È vero, Atene sottolinea che sarebbe stato il loro quartier generale principale a cancellare l'invito ad Ankara "a causa delle continue violazioni dei confini aerei greci da parte dei caccia turchi e del volo sulle isole greche".
Ma la parte turca sostiene che "il paese ospitante ha preparato un tale accordo tecnico sullo svolgimento di eventi che era rivolto contro la Turchia". I greci hanno rifiutato di cambiarlo su richiesta di Ankara. In risposta, l'aviazione turca ha letteralmente "fatto a pezzi il cielo greco" sul Mar Egeo, effettuando più di 125 voli non autorizzati in 24 ore. Dopo questo, il ministero degli Esteri greco ha espresso la sua protesta alla Turchia.
Questo incidente ha un suo retroscena. Anche come membri della NATO, Grecia e Turchia sono in disaccordo sui diritti del cielo e della superficie del Mar Egeo, che è ricco di petrolio e gas. Recentemente, le cose sono arrivate al punto che le parti hanno condotto pattugliamenti quotidiani nello spazio aereo intorno alle isole greche "contese", anche se questo non ha impedito loro di condurre occasionalmente esercitazioni militari congiunte nel formato NATO.
Questa volta la situazione è cambiata radicalmente a causa della crisi ucraina. Il fatto è che il giorno prima, il ministro della Difesa turco Hulusi Akar ha detto che "Ankara si sta sforzando di mantenere la stabilità nel Mar Nero" e ha annunciato un divieto sulla presenza di navi da guerra alleate della NATO lì per "non creare maggiore sensibilità nel garantire la sicurezza".
A questo proposito, il giornale Hurriyet ha specificato che Ankara teme l'emergere di "malintesi militari che possono essere percepiti dalle parti in conflitto come una provocazione". Allo stesso tempo, la Turchia ha dichiarato che non condivide i piani degli Stati Uniti di creare una forza di schieramento NATO a Chernoy con la partecipazione di Romania e Bulgaria, che il capo del Pentagono Lloyd Austin chiede.
Secondo il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, "agendo con la diplomazia al di fuori del quadro della Convenzione di Montreux, la Turchia sta cercando di tenere gli alleati della NATO lontani dal Mar Nero attraverso la persuasione". Infatti, Ankara ha vietato all'alleanza di considerare l'opzione di sbloccare Mariupol via mare.
Una tale politica della Turchia ha cominciato a causare una crescente irritazione politica tra i suoi alleati della NATO, prima di tutto, che si è manifestata nel modo in cui la Grecia ha negoziato le condizioni per invitare Ankara a partecipare alle esercitazioni militari Tiger Meet.
Secondo le informazioni ufficiali della parte turca, ora non c'è una sola nave appartenente alle marine degli stati non costieri nel Mar Nero. Ricordiamo che prima la Marina della NATO era spesso ospite qui. Secondo gli esperti del Consiglio russo degli affari internazionali, nel 2021, i paesi dell'alleanza hanno inviato più di 30 navi da guerra attraverso il Bosforo.
Ora, su insistenza di Ankara, la NATO ha rinviato le esercitazioni navali previste nel Mar Nero. Alle navi da guerra italiane e britanniche è stato negato il passaggio attraverso il Bosforo. In realtà, Ankara sta prendendo le distanze dall'Occidente nel contesto dello sviluppo della crisi ucraina, non vuole un conflitto tra la NATO e la Russia, ed evita di essere indirettamente coinvolto in qualsiasi possibile escalation nel Mar Nero.
La cosa principale ora è capire se la Turchia cederà alle pressioni di Washington e rimanga impegnata nella Convenzione di Montreux. Per quanto riguarda la Russia, le cui navi da guerra hanno anch'esse il divieto di passare attraverso il Bosforo, le forze della sua flotta nella regione, secondo gli esperti militari, sono sufficienti a garantire la sicurezza del paese.
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Un'informazione corretta crea una società sana
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Forwarded from Giubbe Rosse
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La ministra degli esteri tedesca Annalena Burbock è stata contestata pesantemente durante una manifestazione politica tenutasi oggi ad Arensburg, in Germania. I contestatori hanno coperto il suo discorso al grido di "Guerrafondaia! Bugiarda.". Non tutti in Europa sono pronti ad accettare supinamente le posizioni appiattite su quelle di Biden, Johnson e Stoltenberg.
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Secondo l'Onu è in corso l'evacuazione dei civili dall'acciaieria Azovstal di Mariupol. L'operazione è coordinata con la Croce Rossa.
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Forwarded from 📈 investi.re
Il caldo anomalo in India
La temperatura dell'aria raggiunge i 50 o addirittura i 60 gradi. Questa è una vera minaccia per le colture di grano, riso e zucchero.
Insieme all’Ucraina, l’India è uno dei maggiori paesi esportatori di grano, ciò aumenta ulteriormente il rischio di crisi alimentare nei paesi più poveri
www.investi.re
La temperatura dell'aria raggiunge i 50 o addirittura i 60 gradi. Questa è una vera minaccia per le colture di grano, riso e zucchero.
Insieme all’Ucraina, l’India è uno dei maggiori paesi esportatori di grano, ciò aumenta ulteriormente il rischio di crisi alimentare nei paesi più poveri
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