Giuseppe Masala Chili 🌶
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Lettore appassionato e scrittore incostante. Topografo degli abissi. Diversamente inabile. A volte manniano tendenza Giuseppe a volte céliniano tendenza Bardamu.
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SMOKING GUN 🌺🌺🌺
Tredici persone vaccinate con Moderna e seguite per meno di due mesi con qualche prelievo ogni tanto: è bastato questo per dar corpo all'ipotesi nostra e di vari altri ricercatori (https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/3902316849815719) secondo cui i vaccini a RNA (e probabilmente anche quelli a DNA/vettore virale come Astrazeneca, J&J e Sputnik V) inducono una produzione di proteina spike virale in tutto l'organismo, in tempi e con livelli variabili da individuo a individuo.
Lo studio, pubblicato il 20 maggio scorso sulla rivista Clinical Infectious Diseases edita da Oxford Academic Press (https://academic.oup.com/.../doi/10.1093/cid/ciab465/6279075), riporta per la prima volta la presenza di proteina spike e in particolare della subunità S1, quella che si lega al recettore ACE2 sulle cellule della persona contagiata e che è alla base della reazione infiammatoria tipica del covid (https://www.ahajournals.org/.../10.../CIRCRESAHA.121.318902), nella circolazione sanguigna, con ampia variabilità interindividuale. Nella figura, inclusa nel materiale supplementare dell'articolo, si possono osservare:
- la S1 che compare subito dopo la prima dose (rosso);
- la spike intera, composta dalle due subunità S1 e S2 che in alcuni soggetti compare anche dopo la seconda dose (blu);
- nella parte bassa, la produzione anticorpale.
Questo piccolo studio fornisce di suo l'evidenza che più spike viene prodotta più viene stimolato il sistema immunitario, sostenendo implicitamente anche la possibilità che dai livelli di spike prodotta dipenda pure il verificarsi e l'intensità degli effetti avversi. Di sfuggita, si tratta precisamente di uno degli studi che avrebbero dovuto esser richiesti nella fase I della sperimentazione clinica. Forse fatti spontaneamente dall'industria, certo richiesti dalle agenzie regolatorie. A parziale scusante, si può osservare che probabilmente data la novità della tecnologia impiegata e dunque la scarsa esperienza con la medesima da parte dei regolatori e forse degli stessi ricercatori che la hanno sviluppata, l'ipotesi di avere che fare non con un vaccino tradizionale bensì con un farmaco che come tale avrebbe dovuto essere studiato non sia risultata così evidente. Sulla base di questi nuovi risultati tuttavia pare del tutto ovvio che si rendano inevitabili ulteriori studi utili a capire le basi dell'enorme variabilità interindividuale già evidente in sole tredici persone, nella prospettiva di controllare adeguatamente efficacia e sicurezza di questi prodotti.
Nell'ipotesi da noi formulata (https://www.facebook.com/marco.cosentino.official/posts/3902316849815719), a questa variabile produzione (per quantità, durata e forse anche per sede d'organi e tessuto) potrebbe essere ricondotta la variabile risposta a prodotti a RNA/DNA, in termini di efficacia e soprattutto di tollerabilità. Come già scrivevamo la scorsa settimana: "è necessario studiare l'assorbimento, la distribuzione e l'eliminazione di questi prodotti, nonchè la loro attività anche in relazione ai recettori della proteina spike, noti come ACE2. Sarà possibile in tal modo migliorare il profilo di efficacia e di sicurezza dei prodotti attuali, identificando anche biomarcatori utili a prevedere preventivamente i benefici attesi rispetto agli eventuali rischi di effetti avversi nei singoli individui, come pure possibili trattamenti farmacologici utili a prevenire gli effetti avversi o a ridurli ove si manifestassero. Di sfuggita, le notizie sui sovradosaggi accidentali di vaccino e sulle loro conseguenze cliniche indirettamente confermano questo punto di vista, che offre anche potenziali approcci razionali al trattamento delle loro conseguenze."
Sulla base di questo studio (https://academic.oup.com/.../doi/10.1093/cid/ciab465/6279075), oggi siamo a qualcosa di più di una semplice ipotesi, e si aprono prospettive di ricerca clinica vastissime, potenzialmente utili a migliorare enormemente l'efficacia e soprattutto la sicurezza dei prodotti a RNA/DNA per l'immunizzazione covid.
Grazie a Cristiano Gambato per la segnalazio
ne della recentissima pubblicazione.
PS: in tanti in queste settimane hanno condiviso vari articoli "autorevoli" che sostenevano aprioristicamente l'impossibilità che la proteina spike si diffonda nell'organismo dopo vaccinazione. A loro, ma soprattutto agli autori di quegli articoli, andrebbe ricordato che in medicina e in generale in biologia le ipotesi sono tutte belle ma poi vanno verificate. Da parte degli autori non ci si aspetta alcun mea culpa, ma da parte dei loro lettori ci si aspetta per il futuro un minimo in meno di adesione al "principio di autorità". (Pezzo tratto dal profilo Facebook di Marco Sorrentino - Prof. di Farmacologia all'Università dell'Insubria)
La prima era andata a fuoco qualche mese fa in India. Quando si dice le coincidenze...
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L'ENI scopre un immenso giacimento di petrolio in Malesia, ma secondo i nostri idioti green dovrá diminuire la produzione per aderire al nuovo paradigma delirante dei corifei di Greta la gretina.
Sarebbe una decisione storica.