Gli alleati della NATO sono pronti a opporsi formalmente alla proposta americana di schierare missili nucleari terrestri in Europa, che verrà proposta formalmente nell'incontro tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden con i colleghi capi di stato della Nato fissato per il 14 giugno a Bruxelles. https://www.defensenews.com/global/europe/2021/06/12/nato-is-preparing-to-ban-land-based-nukes-in-europe/#.YMUifXXwMc0.twitter
Defense News
NATO members set to say they won’t deploy land-based nukes in Europe
NATO allies are poised to officially oppose the alliance deploying ground-based nuclear missiles in Europe, Defense News has learned.
Silvana De Mari Official Channel
Video
Ascoltate Silvana De Mari per favore. Ricordo che è un medico...
Forwarded from Eventi Avversi News
Donna di 66 anni muore mentre aspetta visita medica. Si era vaccinata 20 giorni fa con Astrazeneca
12 giugno 2021
È morta improvvisamente, mentre aspettava di essere sottoposta a una visita medica al Gemelli Molise di contrada Tappino a Campobasso. 66 anni, la donna era stata vaccinata 20 giorni fa con Astrazeneca ma potrebbe trattarsi di una mera coincidenza visto che è intercorso un tempo decisamente troppo lungo per ipotizzare un nesso di causa-effetto e visto che la signora non aveva accusato nei giorni scorsi malori nè particolari problemi. Non si possono escludere al momento altre possibili cause.
Tuttavia la famiglia, comprensibilmente, ha chiesto di fare luce su un caso accaduto durante il momento clou di una polemica relativa ai rischi della vaccinazione con il farmaco anglosvedese che ha il volto di una diciottenne deceduta a Genova e che pertanto, in questo momento, diventa una vicenda oltremodo delicata e da chiarire in tutti gli aspetti possibili.
I magistrati pertanto stanno per acquisire la cartella clinica e avviare una serie di accertamenti finalizzati a capire cosa sia potuto accadere, anche perché i medici rianimatori che hanno soccorso la donna, nella struttura ospedaliera del capoluogo, hanno inizialmente escluso che sia stata stroncata da un infarto. Tra le ipotesi l’embolia polmonare ma non si può escludere al momento null’altro.
Dalla struttura confermano il decesso, avvenuto nella giornata di ieri (11 giugno), e ora la salma è stata affidata all’ospedale Cardarelli di Campobasso dove avrà luogo l’esame autoptico disposto dai magistrati. Secondo quanto si apprende la signora non soffriva di particolari patologie tanto che si era sottoposta alla vaccinazione anti-covid tre settimane fa nella categoria anagrafica e non come soggetto vulnerabile.
https://www.google.it/amp/s/www.primonumero.it/2021/06/donna-di-66-anni-muore-mentre-aspetta-visita-medica-si-era-vaccinata-20-giorni-fa-con-astrazeneca/1530672725/amp/
12 giugno 2021
È morta improvvisamente, mentre aspettava di essere sottoposta a una visita medica al Gemelli Molise di contrada Tappino a Campobasso. 66 anni, la donna era stata vaccinata 20 giorni fa con Astrazeneca ma potrebbe trattarsi di una mera coincidenza visto che è intercorso un tempo decisamente troppo lungo per ipotizzare un nesso di causa-effetto e visto che la signora non aveva accusato nei giorni scorsi malori nè particolari problemi. Non si possono escludere al momento altre possibili cause.
Tuttavia la famiglia, comprensibilmente, ha chiesto di fare luce su un caso accaduto durante il momento clou di una polemica relativa ai rischi della vaccinazione con il farmaco anglosvedese che ha il volto di una diciottenne deceduta a Genova e che pertanto, in questo momento, diventa una vicenda oltremodo delicata e da chiarire in tutti gli aspetti possibili.
I magistrati pertanto stanno per acquisire la cartella clinica e avviare una serie di accertamenti finalizzati a capire cosa sia potuto accadere, anche perché i medici rianimatori che hanno soccorso la donna, nella struttura ospedaliera del capoluogo, hanno inizialmente escluso che sia stata stroncata da un infarto. Tra le ipotesi l’embolia polmonare ma non si può escludere al momento null’altro.
Dalla struttura confermano il decesso, avvenuto nella giornata di ieri (11 giugno), e ora la salma è stata affidata all’ospedale Cardarelli di Campobasso dove avrà luogo l’esame autoptico disposto dai magistrati. Secondo quanto si apprende la signora non soffriva di particolari patologie tanto che si era sottoposta alla vaccinazione anti-covid tre settimane fa nella categoria anagrafica e non come soggetto vulnerabile.
https://www.google.it/amp/s/www.primonumero.it/2021/06/donna-di-66-anni-muore-mentre-aspetta-visita-medica-si-era-vaccinata-20-giorni-fa-con-astrazeneca/1530672725/amp/
Primonumero
Donna di 66 anni muore mentre aspetta visita medica. Procura dispone l'autopsia
La tragedia è accaduta al Gemelli: la signora, titolare di un noto pastificio della città, si era vaccinata quattro settimane fa
Forwarded from Eventi Avversi News
Morto un 54enne. E al centralino “eventi avversi” non sanno che dire
13 giugno 2021
Il malore in casa, l’ischemia, la corsa in ospedale, l’operazione per asportare un trombo, la terapia intensiva e la morte, 12 giorni dopo la prima dose di AstraZeneca. Cronologia di un calvario su cui indaga la Procura di Brescia che vuole capire se la trombosi fatale che ha colpito il 54enne Gianluca Masserdotti sia direttamente collegata al vaccino: “Non c’è altra spiegazione. I medici che hanno visto le tac non hanno dubbi sulla correlazione tra AstraZeneca e la morte” racconta la compagna dell’uomo, padre di due figli di 20 e 26 anni. “Papà stava bene. Non riesco a crederci” è il pensiero del figlio minore. “Vogliamo sapere cosa è successo, perché ha ricevuto AstraZeneca nonostante l’età inferiore ai 60 anni e se poteva essere evitata questa fine. Credo che sia giusto chiedere spiegazioni” aggiunge la sorella. “Era uno sportivo, sano, non soffriva di alcuna patologia”, racconta la fidanzata. Dal giorno del vaccino alla mattina del malore sono trascorsi otto giorni, ma già dopo sei erano comparsi i primi sintomi. “All’inizio solo il classico dolore al braccio. Poi la febbre a 38 da venerdì”. E poi la stanchezza fino a domenica mattina quando la situazione è precipitata. “Si è svegliato a fatica, si è subito sdraiato di peso sul divano. Poi è caduto e non riuscivo nemmeno a spostarlo. Lui che pesava 60 chili sembrava un tronco” è il ricordo della compagna che di fatto non ha più avuto modo di parlargli. Al Masserdotti di Brescia è stato sottoposto a intervento chirurgico, ma il quadro è rimasto gravissimo e giovedì è deceduto, ma già da 24 ore era stata dichiarata la morte cerebrale. “Abbiamo potuto donare solamente fegato e rene, gli altri organi erano compromessi” raccontano i familiari. La Procura di Brescia acquisirà la cartella clinica e entro un mese attende le prime risposte dagli esami effettuati dopo la morte.
Gli eventi avversi, fortunatamente, non sempre causano la morte, c’è tuttavia chi supera l’evento ma si trova di fronte al dilemma se fare o meno la seconda dose. Il parere dei medici è discordante e non esistono protocolli ufficiali da seguire. Un “sopravvissuto” è Emanuele, insegnante di 40 anni, nessuna predisposizione genetica problematica. Eppure, due mesi dopo la prima dose di AstraZeneca, ha iniziato ad avvertire dolori e gonfiori alla gamba. Grazie all’aiuto di un parente medico, la diagnosi è stata tempestiva: trombosi superficiale. “Il chirurgo vascolare – racconta Emanuele – mi ha spiegato che questo è un evento raro. Solitamente ci dev’essere una certa familiarità e si manifesta intorno ai 25-30 anni”. Dopo un mese di cure, la vita di Emanuele sta lentamente tornando alla normalità. Per il richiamo, però, si è trovato di fronte a un limbo. Nel giorno fissato per la seconda dose all’Asl di Avellino si è presentato il padre con le analisi: “Per certificare il fatto che il mio sistema immunitario aveva reagito bene alla prima dose e la seconda, forse, non sarebbe stata necessaria”, spiega. Emanuele è stato comunque segnato come assente al richiamo: “Altri medici – racconta – mi hanno sconsigliato di sottopormi alla seconda dose. A me però serve un parere scientifico, non posso decidere da solo”. E, in effetti, se si chiama il numero istituito dal ministero della Salute per l’emergenza Covid, i dubbi vengono confermati. In caso di eventi avversi dovuti a una prima dose di AstraZeneca non ci sono protocolli per stabilire se fare o meno il richiamo. In generale, in caso di effetti gravi, gli esperti sconsigliano di fare la seconda dose, ma sta poi al medico valutare in che modo procedere dopo un evento avverso.
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/13/morto-un-54enne-e-al-centralino-eventi-avversi-non-sanno-che-dire/6228572/amp/
13 giugno 2021
Il malore in casa, l’ischemia, la corsa in ospedale, l’operazione per asportare un trombo, la terapia intensiva e la morte, 12 giorni dopo la prima dose di AstraZeneca. Cronologia di un calvario su cui indaga la Procura di Brescia che vuole capire se la trombosi fatale che ha colpito il 54enne Gianluca Masserdotti sia direttamente collegata al vaccino: “Non c’è altra spiegazione. I medici che hanno visto le tac non hanno dubbi sulla correlazione tra AstraZeneca e la morte” racconta la compagna dell’uomo, padre di due figli di 20 e 26 anni. “Papà stava bene. Non riesco a crederci” è il pensiero del figlio minore. “Vogliamo sapere cosa è successo, perché ha ricevuto AstraZeneca nonostante l’età inferiore ai 60 anni e se poteva essere evitata questa fine. Credo che sia giusto chiedere spiegazioni” aggiunge la sorella. “Era uno sportivo, sano, non soffriva di alcuna patologia”, racconta la fidanzata. Dal giorno del vaccino alla mattina del malore sono trascorsi otto giorni, ma già dopo sei erano comparsi i primi sintomi. “All’inizio solo il classico dolore al braccio. Poi la febbre a 38 da venerdì”. E poi la stanchezza fino a domenica mattina quando la situazione è precipitata. “Si è svegliato a fatica, si è subito sdraiato di peso sul divano. Poi è caduto e non riuscivo nemmeno a spostarlo. Lui che pesava 60 chili sembrava un tronco” è il ricordo della compagna che di fatto non ha più avuto modo di parlargli. Al Masserdotti di Brescia è stato sottoposto a intervento chirurgico, ma il quadro è rimasto gravissimo e giovedì è deceduto, ma già da 24 ore era stata dichiarata la morte cerebrale. “Abbiamo potuto donare solamente fegato e rene, gli altri organi erano compromessi” raccontano i familiari. La Procura di Brescia acquisirà la cartella clinica e entro un mese attende le prime risposte dagli esami effettuati dopo la morte.
Gli eventi avversi, fortunatamente, non sempre causano la morte, c’è tuttavia chi supera l’evento ma si trova di fronte al dilemma se fare o meno la seconda dose. Il parere dei medici è discordante e non esistono protocolli ufficiali da seguire. Un “sopravvissuto” è Emanuele, insegnante di 40 anni, nessuna predisposizione genetica problematica. Eppure, due mesi dopo la prima dose di AstraZeneca, ha iniziato ad avvertire dolori e gonfiori alla gamba. Grazie all’aiuto di un parente medico, la diagnosi è stata tempestiva: trombosi superficiale. “Il chirurgo vascolare – racconta Emanuele – mi ha spiegato che questo è un evento raro. Solitamente ci dev’essere una certa familiarità e si manifesta intorno ai 25-30 anni”. Dopo un mese di cure, la vita di Emanuele sta lentamente tornando alla normalità. Per il richiamo, però, si è trovato di fronte a un limbo. Nel giorno fissato per la seconda dose all’Asl di Avellino si è presentato il padre con le analisi: “Per certificare il fatto che il mio sistema immunitario aveva reagito bene alla prima dose e la seconda, forse, non sarebbe stata necessaria”, spiega. Emanuele è stato comunque segnato come assente al richiamo: “Altri medici – racconta – mi hanno sconsigliato di sottopormi alla seconda dose. A me però serve un parere scientifico, non posso decidere da solo”. E, in effetti, se si chiama il numero istituito dal ministero della Salute per l’emergenza Covid, i dubbi vengono confermati. In caso di eventi avversi dovuti a una prima dose di AstraZeneca non ci sono protocolli per stabilire se fare o meno il richiamo. In generale, in caso di effetti gravi, gli esperti sconsigliano di fare la seconda dose, ma sta poi al medico valutare in che modo procedere dopo un evento avverso.
https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2021/06/13/morto-un-54enne-e-al-centralino-eventi-avversi-non-sanno-che-dire/6228572/amp/
Il Fatto Quotidiano
Morto un 54enne. E al centralino “eventi avversi” non sanno che dire - Il Fatto Quotidiano
Il malore in casa, l’ischemia, la corsa in ospedale, l’operazione per asportare un trombo, la terapia intensiva e la morte, 12 giorni dopo la prima dose di AstraZeneca. Cronologia di un calvario su cui indaga la Procura di Brescia che vuole capire se la trombosi…
"Trombosi di estrema gravità" sostiene il chirurgo che ha fatto l'autopsia e la famiglia di Camilla insiste che non era malata. Ricordo che a MIlano è stata trovata morta una dodicenne, sanissima, promessa del tennis italiano (dunque un'atleta controllatissima e conseguentemente sanissima), trovata morta dopo il vaccino Pfizer a cui si era sottoposta per poter partecipare ai tornei internazionali. Su questa seconda grave vicenda assoluto silenzio della stampa.
In pratica stiamo inserendo il gene della proteina Spike del Sars - CoV - 2 nel genoma di ampi strati della popolazione. State a capire cosa sta succedendo? Si, o no? https://phys.org/news/2021-06-discovery-human-cells-rna-sequences.html?fbclid=IwAR0t_2dWXafsWbn5wZPdej114vl8wCrzl--X_ADhKE2b-ojPU-ZZ5PNyZr4
phys.org
New discovery shows human cells can write RNA sequences into DNA
Cells contain machinery that duplicates DNA into a new set that goes into a newly formed cell. That same class of machines, called polymerases, also build RNA messages, which are like notes copied from ...
Forwarded from The Dome 🇮🇹 | PROVVISORIO (Eren Jaeger | Stëve Landa)
🇮🇹🇺🇸🇬🇧🇯🇵🇨🇦🇧🇪🇦🇹
I governi di Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Canada, Belgio e Austria hanno stretto un accordo per la realizzazione di una rete satellitare quantistica al fine di incrementare la cybersicurezza soprattutto in ambito militare.
Questo accordo potrebbe sembrare in contrasto con un analogo progetto europeo nel quale fanno parte Italia, Belgio e Austria.
Fonte: L4U Space News
#Cybersicurezza #G7 #Spazio
-The Dome
I governi di Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Canada, Belgio e Austria hanno stretto un accordo per la realizzazione di una rete satellitare quantistica al fine di incrementare la cybersicurezza soprattutto in ambito militare.
Questo accordo potrebbe sembrare in contrasto con un analogo progetto europeo nel quale fanno parte Italia, Belgio e Austria.
Fonte: L4U Space News
#Cybersicurezza #G7 #Spazio
-The Dome
Forwarded from The Dome 🇮🇹 | PROVVISORIO (Alessandro 🇮🇹)
🇮🇹 Colpi d'arma da fuoco sono stati esplosi in strada ad Ardea, vicino a Roma. Tantissime le chiamate arrivate al 112 che ha attivato i soccorsi. Sembra che a sparare sia stato un uomo, che si è poi allontanato. Colpiti due bambini e un anziano. Sul posto i carabinieri di Ardea, Anzio e Pomezia che hanno avviato le ricerche.
Fonte: TgCom24
#Sparatoria #Feriti #Roma
-The Dome
Fonte: TgCom24
#Sparatoria #Feriti #Roma
-The Dome
Forwarded from Eventi Avversi News
"I rischi per i bambini derivanti dalla vaccinazione della madre potrebbero essere causati dalla proteina spike prodotta dalla madre sottoposta a vaccinazione, con passaggio nel latte materno o dal passaggio degli anticorpi.
Quest'ultimo potrebbe spiegare bene questo rapporto nei dati sugli eventi avversi del vaccino degli Stati Uniti dove si riscontra la morte di un bambino di 5 mesi per trombocitopenia.
Non sono stati riportati studi sui rischi da proteina spike o anticorpi nel latte materno dopo la vaccinazione.
Le attuali affermazioni sulla sicurezza del vaccino-mRNA stesso non sono supportate da prove solide. In un recente preprint , Low et al. ha infatti rilevato l'mRNA del vaccino SARS-CoV-2 nel latte materno umano. Questo era un piccolo studio su 10 operatori sanitari in allattamento che allattavano i loro bambini. Sono stati raccolti quattro campioni di latte materno da ciascun partecipante, un campione prima di ricevere la prima dose del vaccino sperimentale Pfizer/BioNtech e altri tre campioni a vari intervalli dopo la prima e la seconda dose, per un totale di 40 campioni. Non sappiamo se i campioni rappresentino il primo latte o il secondo latte, il che potrebbe influire sui risultati.
Guardando i dati dello studio, 4 dei 40 campioni provenivano da 3 partecipanti su 10, il che significa che il 30% delle madri è risultato positivo all'mRNA del vaccino nel latte materno.
In altre parole, 3 bambini su 10 sono esposti all'mRNA sperimentale del vaccino.
Questo numero potrebbe
essere probabilmente maggiore, dato che i lattanti spesso allattano più di cinque volte al giorno e gli unici 4 campioni di latte materno raccolti per partecipante sono stati prelevati per diverse settimane.
Uno studio migliore avrebbe prelevato almeno due campioni al giorno, con un campione di primo latte e uno di secondo latte, per almeno 28 giorni dopo la prima e di nuovo dopo la seconda dose della vaccinazione sperimentale.
Sebbene le quantità assolute di mRNA del vaccino rilevate nel latte materno umano fossero molto basse (la concentrazione più alta era di 2 ng/ml), questa è comunque una quantità relativamente elevata per i bambini piccoli.
Si afferma quindi che qualsiasi vaccino-mRNA presente nel latte materno umano che viene poi consumato dal bambino dovrebbe essere facilmente distrutto/digerito.
Tuttavia, questa è un'affermazione non dimostrata.
L'mRNA del vaccino viene trasportato in nanoparticelle lipidiche progettate per imitare le vescicole extracellulari umane (EV). C'è un'ampia ricerca che dimostra che i veicoli elettrici nel latte sopravvivono al tratto digestivo umano. Sono infatti prontamente assorbiti nel sistema vascolare e più specificamente si bioaccumulano nel cervello.
L'mRNA è stato rilevato nel latte materno umano e ha dimostrato
di sopravvivere al passaggio attraverso lo stomaco, mantenendo le capacità biologicamente attive.
Ciò sfida l'affermazione secondo cui l'mRNA del vaccino viene rapidamente degradato.
Se non digerito, tale mRNA del vaccino potrebbe essere riconosciuto dal sistema immunitario innato, avviando cascate di segnali infiammatori.
Questo non andrebbe bene per un bambino che allatta. Non abbiamo idea se contribuirà a problemi intestinali. È chiaro che c'è ancora così tanto sconosciuto, il che significa che non ci possono essere garanzie di sicurezza"[...]
https://www.hartgroup.org/risk-to-babies-vaccinated-mothers/
Quest'ultimo potrebbe spiegare bene questo rapporto nei dati sugli eventi avversi del vaccino degli Stati Uniti dove si riscontra la morte di un bambino di 5 mesi per trombocitopenia.
Non sono stati riportati studi sui rischi da proteina spike o anticorpi nel latte materno dopo la vaccinazione.
Le attuali affermazioni sulla sicurezza del vaccino-mRNA stesso non sono supportate da prove solide. In un recente preprint , Low et al. ha infatti rilevato l'mRNA del vaccino SARS-CoV-2 nel latte materno umano. Questo era un piccolo studio su 10 operatori sanitari in allattamento che allattavano i loro bambini. Sono stati raccolti quattro campioni di latte materno da ciascun partecipante, un campione prima di ricevere la prima dose del vaccino sperimentale Pfizer/BioNtech e altri tre campioni a vari intervalli dopo la prima e la seconda dose, per un totale di 40 campioni. Non sappiamo se i campioni rappresentino il primo latte o il secondo latte, il che potrebbe influire sui risultati.
Guardando i dati dello studio, 4 dei 40 campioni provenivano da 3 partecipanti su 10, il che significa che il 30% delle madri è risultato positivo all'mRNA del vaccino nel latte materno.
In altre parole, 3 bambini su 10 sono esposti all'mRNA sperimentale del vaccino.
Questo numero potrebbe
essere probabilmente maggiore, dato che i lattanti spesso allattano più di cinque volte al giorno e gli unici 4 campioni di latte materno raccolti per partecipante sono stati prelevati per diverse settimane.
Uno studio migliore avrebbe prelevato almeno due campioni al giorno, con un campione di primo latte e uno di secondo latte, per almeno 28 giorni dopo la prima e di nuovo dopo la seconda dose della vaccinazione sperimentale.
Sebbene le quantità assolute di mRNA del vaccino rilevate nel latte materno umano fossero molto basse (la concentrazione più alta era di 2 ng/ml), questa è comunque una quantità relativamente elevata per i bambini piccoli.
Si afferma quindi che qualsiasi vaccino-mRNA presente nel latte materno umano che viene poi consumato dal bambino dovrebbe essere facilmente distrutto/digerito.
Tuttavia, questa è un'affermazione non dimostrata.
L'mRNA del vaccino viene trasportato in nanoparticelle lipidiche progettate per imitare le vescicole extracellulari umane (EV). C'è un'ampia ricerca che dimostra che i veicoli elettrici nel latte sopravvivono al tratto digestivo umano. Sono infatti prontamente assorbiti nel sistema vascolare e più specificamente si bioaccumulano nel cervello.
L'mRNA è stato rilevato nel latte materno umano e ha dimostrato
di sopravvivere al passaggio attraverso lo stomaco, mantenendo le capacità biologicamente attive.
Ciò sfida l'affermazione secondo cui l'mRNA del vaccino viene rapidamente degradato.
Se non digerito, tale mRNA del vaccino potrebbe essere riconosciuto dal sistema immunitario innato, avviando cascate di segnali infiammatori.
Questo non andrebbe bene per un bambino che allatta. Non abbiamo idea se contribuirà a problemi intestinali. È chiaro che c'è ancora così tanto sconosciuto, il che significa che non ci possono essere garanzie di sicurezza"[...]
https://www.hartgroup.org/risk-to-babies-vaccinated-mothers/
HART
Exposure risk to babies being fed by vaccinated mothers
There can be no assurances of safety, with so many unknowns.
Sono morti i due bambini, di 3 e 8 anni, colpiti a colpi di arma da fuoco ad Ardea, vicino Roma. Tra le vittime degli sparatoria, anche un anziano.
A sparare sarebbe stato un 34enne con problemi psichici, che ora si è barricato in casa.
Fonte: RAI Televideo
A sparare sarebbe stato un 34enne con problemi psichici, che ora si è barricato in casa.
Fonte: RAI Televideo
Con un ritmo di 120mila dosi di vaccino somministrate al giorno la Lombardia potrebbe raggiungere l’immunità di gregge il 10 di luglio. Lo dice l’assessora al Welfare Letizia Moratti che ha spiegato che se invece le dosi somministrate al giorno saranno 100mila l’immunità arriverà a fine luglio. Intanto l’assessore conferma che la Regione si sta già attrezzando per una eventuale terza dose.
Qualcuno spieghi a questa mentecatta e a tutti i suoi colleghi delle altre regioni e dello stato centrale che non vi sarà mai immunità di gregge perché chi si è inoculato il presunto vaccino è contagioso e può essere contagiato. Senza contare poi le varianti
Qualcuno spieghi a questa mentecatta e a tutti i suoi colleghi delle altre regioni e dello stato centrale che non vi sarà mai immunità di gregge perché chi si è inoculato il presunto vaccino è contagioso e può essere contagiato. Senza contare poi le varianti
Forwarded from Giubbe Rosse
FOCOLAIO NELLA PALESTRA DI CITTÀ STUDI A MILANO: IL CONTAGIATO DA VARIANTE DELTA ERA GIÀ STATO VACCINATO
I timori sono stati confermati dalle analisi di laboratorio. C’è almeno un caso di variante «delta» o «indiana» di Covid nel focolaio della palestra Virgin di via Amadeo, in Città Studi. E ci si aspetta di trovarne altri. Secondo elemento di preoccupazione: il paziente contagiato dalla variante era già stato vaccinato con due dosi. La palestra ha riaperto il 24 maggio, come previsto dalle norme nazionali. Nei giorni successivi sono emersi i primi casi. Grazie all’attività di contact tracing, Ats ha ricostruito la catena del contagio e individuato il polo sportivo come origine. Attualmente sono dieci i positivi: un’istruttrice e nove frequentatori dei corsi che si svolgono nella struttura. Nessuno è ricoverato. Sono stati identificati gli iscritti che hanno avuto contatti con loro dalla ripresa delle attività fino al 31 maggio, l’ultimo giorno in cui uno degli infetti ha messo piede in via Amadeo. Totale: 140 persone a rischio contagio e quindi invitate a sottoporsi a un tampone. (Fonte: Corriere)
I timori sono stati confermati dalle analisi di laboratorio. C’è almeno un caso di variante «delta» o «indiana» di Covid nel focolaio della palestra Virgin di via Amadeo, in Città Studi. E ci si aspetta di trovarne altri. Secondo elemento di preoccupazione: il paziente contagiato dalla variante era già stato vaccinato con due dosi. La palestra ha riaperto il 24 maggio, come previsto dalle norme nazionali. Nei giorni successivi sono emersi i primi casi. Grazie all’attività di contact tracing, Ats ha ricostruito la catena del contagio e individuato il polo sportivo come origine. Attualmente sono dieci i positivi: un’istruttrice e nove frequentatori dei corsi che si svolgono nella struttura. Nessuno è ricoverato. Sono stati identificati gli iscritti che hanno avuto contatti con loro dalla ripresa delle attività fino al 31 maggio, l’ultimo giorno in cui uno degli infetti ha messo piede in via Amadeo. Totale: 140 persone a rischio contagio e quindi invitate a sottoporsi a un tampone. (Fonte: Corriere)
Corriere della Sera
Focolaio nella palestra di Città Studi a Milano: il contagiato da variante delta era già stato vaccinato
Dieci casi nella «Virgin» di via Amadeo. Tra loro un operatore sanitario che aveva completato il ciclo vaccinale: infettato dal virus «indiano». In corso altre analisi
L’album di famiglia del G7, quei tableux vivants di personaggi ridenti e giocosi, ha rievocato in me le foto dei Romanov nelle residenze estive, della dinastia imperiale che si dedica a passatempi bucolici mentre si affaccia lo spettro che li travolgerà. https://ilsimplicissimus2.com/2021/06/13/152036/amp/
il Simplicissimus
Banditi in gita premio | il Simplicissimus
Anna Lombroso per il Simplicissimus Io non sapevo quasi nulla della Cornovaglia, a parte l’epopea di Morvàn di nome, Breus il soprannome, giovane trasecolato nella boscaglia che si fa cavaliere di ventura dopo l’incontro con quello che oggi sarebbe un…