Il ministro della Difesa giapponese afferma che la Corea del Nord potrebbe aver completato i preparativi per un test nucleare
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L'inflazione trainata dai prezzi delle risorse energetiche, gas e petrolio, è lo specchio di un fenomeno reale: una parte delle risorse fossili che prima erano a disposizione dell'occidente (USA e UE), da quest'anno non lo saranno più. Dato che il nostro paradigma tecnologico è ben lontano dal disfarsi delle fonti fossili, si tratta concretamente di una sottrazione di capacità produttiva (cioè un impoverimento relativo) dell'occidente a vantaggio dei paesi che ruotano intorno al gruppo dei BRICS (inclusi i nuovi potenziali aderenti: Argentina, Iran, Egitto, Turchia, Arabia Saudita).
Anche negli anni settanta del novecento l'inflazione generata dal prezzo del petrolio equivaleva a una sottrazione di capacità produttiva dell'occidente a vantaggio dei paesi OPEC. Tuttavia, la bassa propensione alla spesa dei paesi produttori di petrolio, e il fatto che gli scambi di petrolio su scala internazionale avvenissero in dollari, hanno comportato un rientro dei loro surplus commerciali nel sistema bancario e finanziario statunitense (i petrodollari). Il sistema finanziario statunitense ha potuto così rivestire il ruolo di quartier generale del credito internazionale, mentre consumatori e imprese hanno potuto accedere a risorse estratte e merci prodotte in vari paesi del mondo attraverso le importazioni (generando un disavanzo commerciale cronico che si è retto sulla centralità del dollaro e del sistema creditizio a guida statunitense).
Con i movimenti tellurici generati dalla guerra in Ucraina, questo sistema di ritorno negli USA dei surplus commerciali dei paesi esportatori di risorse naturali non si vede più, almeno non nella stessa misura di allora. La perdita di capacità produttiva dell'occidente non può essere quindi compensata con un disavanzo commerciale, cioè con l'accesso pressoché incondizionato alle merci e risorse fossili prodotte al di fuori del blocco occidentale, proprio perchè i paesi al di fuori del blocco stanno visibilmente tentando di recidere i contatti commerciali e finanziari per costruirseli tra loro, all'interno di un blocco alternativo.
La questione dell'impoverimento dell'occidente andrà in qualche modo affrontata esplicitamente e politicamente, perchè come sempre la sostenibilità (senza aggettivi: la sostenibilità in tutte le sue dimensioni!) dipende da come i suoi costi vengono distribuiti.
Al momento vediamo gli Stati Uniti approfittare della loro potenza militare e geopolitica per far sì che il costo dell'impoverimento gravi principalmente sugli alleati europei. Contemporaneamente, tra gli alleati europei, vediamo la Germania che si batte per garantire che al proprio sistema industriale non manchi un solo metro cubo di gas (l'incubo dei governanti tedeschi è che si riducano le forniture, e per sventarlo sono disposti a pagarle anche ai prezzi folli decisi dagli speculatori sul mercato di Amsterdam). La perdita della capacità produttiva, dal punto di vista tedesco, deve essere scaricata al di fuori del confine nazionale. Tutte le trattative in corso tra paesi dell'area euro, in fin dei conti, sono tese a stabilire chi pagherà la perdita di capacità produttiva, posto che qualcuno (che non siano gli Stati Uniti) dovrà pagarla.
In questo gruppetto di alleati, mediamente i paesi più ricchi del mondo, che si fanno la guerra tra impoveriti, sarebbe felice il giorno in cui qualcuno riuscisse a spostare l'attenzione da una battaglia tra paesi diversi a una per la distribuzione delle perdite a danno dei più ricchi (e soprattutto straricchi) e a tutela dei più poveri (o neo-poveri), o per dirla meno ingenua, a carico dei redditi da capitale e a vantaggio del reddito da lavoro. Sarebbe una buona base di partenza su cui costruire una società forse più povera, in media, ma meno fragile perchè meno soggetta agli umori della rabbia e della disperazione.
(Marcello Spanó, Facebook)
Anche negli anni settanta del novecento l'inflazione generata dal prezzo del petrolio equivaleva a una sottrazione di capacità produttiva dell'occidente a vantaggio dei paesi OPEC. Tuttavia, la bassa propensione alla spesa dei paesi produttori di petrolio, e il fatto che gli scambi di petrolio su scala internazionale avvenissero in dollari, hanno comportato un rientro dei loro surplus commerciali nel sistema bancario e finanziario statunitense (i petrodollari). Il sistema finanziario statunitense ha potuto così rivestire il ruolo di quartier generale del credito internazionale, mentre consumatori e imprese hanno potuto accedere a risorse estratte e merci prodotte in vari paesi del mondo attraverso le importazioni (generando un disavanzo commerciale cronico che si è retto sulla centralità del dollaro e del sistema creditizio a guida statunitense).
Con i movimenti tellurici generati dalla guerra in Ucraina, questo sistema di ritorno negli USA dei surplus commerciali dei paesi esportatori di risorse naturali non si vede più, almeno non nella stessa misura di allora. La perdita di capacità produttiva dell'occidente non può essere quindi compensata con un disavanzo commerciale, cioè con l'accesso pressoché incondizionato alle merci e risorse fossili prodotte al di fuori del blocco occidentale, proprio perchè i paesi al di fuori del blocco stanno visibilmente tentando di recidere i contatti commerciali e finanziari per costruirseli tra loro, all'interno di un blocco alternativo.
La questione dell'impoverimento dell'occidente andrà in qualche modo affrontata esplicitamente e politicamente, perchè come sempre la sostenibilità (senza aggettivi: la sostenibilità in tutte le sue dimensioni!) dipende da come i suoi costi vengono distribuiti.
Al momento vediamo gli Stati Uniti approfittare della loro potenza militare e geopolitica per far sì che il costo dell'impoverimento gravi principalmente sugli alleati europei. Contemporaneamente, tra gli alleati europei, vediamo la Germania che si batte per garantire che al proprio sistema industriale non manchi un solo metro cubo di gas (l'incubo dei governanti tedeschi è che si riducano le forniture, e per sventarlo sono disposti a pagarle anche ai prezzi folli decisi dagli speculatori sul mercato di Amsterdam). La perdita della capacità produttiva, dal punto di vista tedesco, deve essere scaricata al di fuori del confine nazionale. Tutte le trattative in corso tra paesi dell'area euro, in fin dei conti, sono tese a stabilire chi pagherà la perdita di capacità produttiva, posto che qualcuno (che non siano gli Stati Uniti) dovrà pagarla.
In questo gruppetto di alleati, mediamente i paesi più ricchi del mondo, che si fanno la guerra tra impoveriti, sarebbe felice il giorno in cui qualcuno riuscisse a spostare l'attenzione da una battaglia tra paesi diversi a una per la distribuzione delle perdite a danno dei più ricchi (e soprattutto straricchi) e a tutela dei più poveri (o neo-poveri), o per dirla meno ingenua, a carico dei redditi da capitale e a vantaggio del reddito da lavoro. Sarebbe una buona base di partenza su cui costruire una società forse più povera, in media, ma meno fragile perchè meno soggetta agli umori della rabbia e della disperazione.
(Marcello Spanó, Facebook)
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Cingolani che, "con quella faccia un po' così", se ne esce dichiarando che "per l'inverno siamo coperti" pochi giorni dopo l'annuncio relativo alla contrazione del consumo medio di gas dell'ordine del 20,8% tra agosto e settembre. Non uno straccio di giornalista che metta in relazione le cose e gliene chieda conto. E che magari si spinga a fargli notare, con un minimo di sano sarcasmo, che qualora le imprese continuino ad arrestare la produzione al ritmo attuale, ci ritroveremmo addirittura in una botte di ferro. Troppo impegnati a riposizionare la lingua in prossimità delle natiche dei nuovi ministri, evidentemente.
Giacomo Gabellini, facebook
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GENOVA, SCONTRI TRA OPERAI E POLIZIA
«La crisi di Ansaldo Energia, innescata indirettamente dall’invasione dell’Ucraina, porta alla mobilitazione dei lavoratori dello stabilimento di Genova con una serie di proteste, blocchi e cortei che da due giorni paralizzano la città e che proseguirà anche venerdì, coinvolgendo tutti i metalmeccanici della città. La decisione di puntare sull’aeroporto Cristoforo Colombo, occupandolo, ha provocato la chiusura dello scalo con il gestore che ha annunciato la sospensione del servizio, invitando i passeggeri a lasciare l’aerostazione. Gli operai impiegati nell’impianto ligure, all’avanguardia nella costruzione di macchinari per la produzione di energia, protestano contro le scelte di Cassa depositi e prestiti per annunciare battaglia con l’obiettivo di evitare “tagli o addirittura chiusure di impianti”. Dal lavoro in Ansaldo dipendono 2.300 famiglie, oltre a 5-600 operai delle ditte esterne e tutto l’indotto.»
Ci siamo.
Segui 👉@ComitatoDonbass
«La crisi di Ansaldo Energia, innescata indirettamente dall’invasione dell’Ucraina, porta alla mobilitazione dei lavoratori dello stabilimento di Genova con una serie di proteste, blocchi e cortei che da due giorni paralizzano la città e che proseguirà anche venerdì, coinvolgendo tutti i metalmeccanici della città. La decisione di puntare sull’aeroporto Cristoforo Colombo, occupandolo, ha provocato la chiusura dello scalo con il gestore che ha annunciato la sospensione del servizio, invitando i passeggeri a lasciare l’aerostazione. Gli operai impiegati nell’impianto ligure, all’avanguardia nella costruzione di macchinari per la produzione di energia, protestano contro le scelte di Cassa depositi e prestiti per annunciare battaglia con l’obiettivo di evitare “tagli o addirittura chiusure di impianti”. Dal lavoro in Ansaldo dipendono 2.300 famiglie, oltre a 5-600 operai delle ditte esterne e tutto l’indotto.»
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CARNE SINTETICA, PRESTO IN EUROPA
Società israeliane attive nella produzione di carne sintetica (stampata in 3D) hanno concluso un accordo con una società (la Giraudi Meat di Monaco) per commercializzare il loro prodotto in Europa. Buon appetito.
Società israeliane attive nella produzione di carne sintetica (stampata in 3D) hanno concluso un accordo con una società (la Giraudi Meat di Monaco) per commercializzare il loro prodotto in Europa. Buon appetito.
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DALLA CRISI DEL GAS A QUELLA PETROLIFERA È UN ATTIMO
Secondo l'Oil Market Report dell'AIEA uscito oggi l'Europa entro dicembre dovrà trovare fonti di approvvigionamento alternative per più della metà del petrolio fino ad ora importato dall'Europa a causa dell'entrata in vigore del boicottaggio. Si tratta della non indifferente cifra di 1,2 milioni di barile al giorno. A peggiorare la situazione c'è anche il taglio della produzione decisa dall'OPEC+ di 2 milioni barili/giorno che renderà ancora più difficile l'operazione.
LINK NEWS
Secondo l'Oil Market Report dell'AIEA uscito oggi l'Europa entro dicembre dovrà trovare fonti di approvvigionamento alternative per più della metà del petrolio fino ad ora importato dall'Europa a causa dell'entrata in vigore del boicottaggio. Si tratta della non indifferente cifra di 1,2 milioni di barile al giorno. A peggiorare la situazione c'è anche il taglio della produzione decisa dall'OPEC+ di 2 milioni barili/giorno che renderà ancora più difficile l'operazione.
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IEA
Oil Market Report - October 2022
Oil Market Report - October 2022 - Analysis and key findings. A report by the International Energy Agency.
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LA PIRAMIDE SOCIALE E I SUOI SCHIAVI
Come aveva detto bene Michel Foucault, oggi un pensatore deve operare e indagare come un archeologo. Sia in senso letterale che in senso figurato. In senso letterale deve andare alla ricerca dei cocci sparsi sotto terra per rimettere insieme la figura del vaso o riportare alla luce le fondamenta di un tempio ormai sparito e, grazie ad esse, ricomporne l’intera struttura architettonica. In senso figurato, l’archeologo è colui che fa un discorso sull’arché, vale a dire sui principi impliciti, ma non espressi, che rendono possibile un certo discorso, un insieme di credenze, l’affermazione di determinati valori come centrali per il vivere collettivo, le ragioni per cui diamo importanza a qualcosa piuttosto che ad altro.
Ebbene proviamo a fare uno scavo archeologico sulla demenziale e collettiva aspettazione politica che travolge la mente di quasi tutti e che, in vista di elezioni, assume caratteri quasi parossistici generando la credenza che un partito abbia la chiave per cambiare tutto e rendere finalmente la propria, individuale e irriducibile a nulla se non a se stessa (questa è la condizione “archeologica” della vita umana) vita qualcosa di nuovo, di rigenerato, di liberato.
Il fondamento archeologico di questa credenza è l’idea della “reductio ad unum” della realtà. Esiste una sola realtà, quella nella quale opera il principio di causa e che si traduce nell’esistenza di un solo mondo. Potrebbero esistere infiniti mondi, oltre a quello che conosciamo, ma in ogni caso sarebbero sempre copie conformi, ossia obbedirebbero alle medesime leggi causali che determinano il modo di essere del mondo in cui noi siamo. Questa è la pietra che regge tutto il colonnato ideologico sul quale riposa il comune pensare e ritenere. Si chiama immanentismo e suppone che non ci sia altra realtà che la realtà, ossia le forze che rendono possibile il nascere e il morire, il nutrirsi, il riprodursi, il camminare e il cantare. Se tu agisci su queste forze, grazie ad una conoscenza scientifica dei meccanismi che reggono i processi naturali, tu cambierai il tuo corpo e le aspettative che abitualmente hai accettato; allo stesso modo se cambierai la disposizione con cui a livello collettivo sono disposti i singoli nella piramide sociale, avrai di fatto cambiato la tua vita. E’ appunto il trasferimento nel sociale del principio archeologico secondo cui possono esserci infiniti mondi, ma in ogni caso saranno o funzioneranno come quello in cui tu abiti, perchè le medesime leggi e i medesimi stati materiali saranno il loro fondamento. Certo, Marte è apparentemente diverso dalla Terra, ma in realtà la natura dei suoi sassi e le leggi fisiche che valgono sulla Terra sono le stesse, per cui se si riuscisse a far scaturire acqua dalle sue profondità e generare in qualche modo un’atmosfera avremmo un pianeta anche nei dettagli eguale alla Terra, anzi forse meglio perché più mirato alle nostre esigenze. E’ quello che accade in politica. Siamo tutti eguali, l’uomo è come il mondo, è sempre uno cioè universale, anche se si presenta in miliardi di casi analoghi. Questi tasselli generano di volta in volta aggregati, per lo più sempre ingiusti perché non rispettano il fatto che ogni uomo è identico ad ogni altro uomo, che chiamiamo società, la quale sta in piedi perché il suo principio d’ordine è reso saldo da uomini e apparati che detengono il monopolio della forza e dunque correggono o eliminano tutti i tasselli sbagliati o non conformi. Se si riuscisse a far sì che l’apparato di comando e con esso coloro che lo dirigono si accorgessero di noi che ci sentiamo oppressi da come è disposta la piramide sociale, allora la nostra vita cambierebbe radicalmente e noi saremmo finalmente felici. (1/2)
Come aveva detto bene Michel Foucault, oggi un pensatore deve operare e indagare come un archeologo. Sia in senso letterale che in senso figurato. In senso letterale deve andare alla ricerca dei cocci sparsi sotto terra per rimettere insieme la figura del vaso o riportare alla luce le fondamenta di un tempio ormai sparito e, grazie ad esse, ricomporne l’intera struttura architettonica. In senso figurato, l’archeologo è colui che fa un discorso sull’arché, vale a dire sui principi impliciti, ma non espressi, che rendono possibile un certo discorso, un insieme di credenze, l’affermazione di determinati valori come centrali per il vivere collettivo, le ragioni per cui diamo importanza a qualcosa piuttosto che ad altro.
Ebbene proviamo a fare uno scavo archeologico sulla demenziale e collettiva aspettazione politica che travolge la mente di quasi tutti e che, in vista di elezioni, assume caratteri quasi parossistici generando la credenza che un partito abbia la chiave per cambiare tutto e rendere finalmente la propria, individuale e irriducibile a nulla se non a se stessa (questa è la condizione “archeologica” della vita umana) vita qualcosa di nuovo, di rigenerato, di liberato.
Il fondamento archeologico di questa credenza è l’idea della “reductio ad unum” della realtà. Esiste una sola realtà, quella nella quale opera il principio di causa e che si traduce nell’esistenza di un solo mondo. Potrebbero esistere infiniti mondi, oltre a quello che conosciamo, ma in ogni caso sarebbero sempre copie conformi, ossia obbedirebbero alle medesime leggi causali che determinano il modo di essere del mondo in cui noi siamo. Questa è la pietra che regge tutto il colonnato ideologico sul quale riposa il comune pensare e ritenere. Si chiama immanentismo e suppone che non ci sia altra realtà che la realtà, ossia le forze che rendono possibile il nascere e il morire, il nutrirsi, il riprodursi, il camminare e il cantare. Se tu agisci su queste forze, grazie ad una conoscenza scientifica dei meccanismi che reggono i processi naturali, tu cambierai il tuo corpo e le aspettative che abitualmente hai accettato; allo stesso modo se cambierai la disposizione con cui a livello collettivo sono disposti i singoli nella piramide sociale, avrai di fatto cambiato la tua vita. E’ appunto il trasferimento nel sociale del principio archeologico secondo cui possono esserci infiniti mondi, ma in ogni caso saranno o funzioneranno come quello in cui tu abiti, perchè le medesime leggi e i medesimi stati materiali saranno il loro fondamento. Certo, Marte è apparentemente diverso dalla Terra, ma in realtà la natura dei suoi sassi e le leggi fisiche che valgono sulla Terra sono le stesse, per cui se si riuscisse a far scaturire acqua dalle sue profondità e generare in qualche modo un’atmosfera avremmo un pianeta anche nei dettagli eguale alla Terra, anzi forse meglio perché più mirato alle nostre esigenze. E’ quello che accade in politica. Siamo tutti eguali, l’uomo è come il mondo, è sempre uno cioè universale, anche se si presenta in miliardi di casi analoghi. Questi tasselli generano di volta in volta aggregati, per lo più sempre ingiusti perché non rispettano il fatto che ogni uomo è identico ad ogni altro uomo, che chiamiamo società, la quale sta in piedi perché il suo principio d’ordine è reso saldo da uomini e apparati che detengono il monopolio della forza e dunque correggono o eliminano tutti i tasselli sbagliati o non conformi. Se si riuscisse a far sì che l’apparato di comando e con esso coloro che lo dirigono si accorgessero di noi che ci sentiamo oppressi da come è disposta la piramide sociale, allora la nostra vita cambierebbe radicalmente e noi saremmo finalmente felici. (1/2)
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Dunque dobbiamo riporre ogni nostra speranza di felicità e di bene nella politica e lavorare sodo affinché il meccanismo con il quale coloro che detengono il monopolio della forza ci autorizzi a sperare in un cambio politico della nostra condizione esistenziale, dandoci finalmente ragione e mettendo quelli nei quali abbiamo fiducia a dirigere la ristrutturazione della piramide.
Naturalmente chi nutre queste speranze non comprende che in questo modo ha fatto proprie e interiorizzate tutte le istanze che reggono l’archeologia del mondo in cui vive. Ed esse sono: a) esiste un solo mondo; b) ognuno di noi è un replicante dell’altro; c) la società determina quello che siamo, se cambia la nostra posizione nella società anche noi saremo diversi da quello che siamo; d) se è vero che esiste un solo mondo, quello fisico, e se la società, come la somma di atomi che compone un sasso, non è che la composizione di atomi tutti eguali, allora non esiste interiorità, anima, libertà. Non siamo altro che la modificazione di qualcosa che, come causa esterna, ci spinge a provare certe emozioni, certi desideri, certe aspettative. Tolte queste cause esteriori siamo tolti anche noi, perché saremmo come puppazzetti a batteria che hanno finito la corrente.
Naturalmente potrebbe esserci anche una prospettiva del tutto diversa, ossia, in ultima istanza, noi non apparteniamo in toto a questo mondo, che è quello del determinismo, ma con una parte di noi partecipiamo ad un altro mondo, quello della libertà, ovvero quello nel quale non agiamo perché spinti da qualche causa o bisogno, ma mossi da fini che nascono dentro di noi e solo per ragioni ideali.
Paradossalmente solo se sul serio supponiamo che la realtà sia almeno scissa in due universi incomunicanti, quello materiale e quello spirituale, possiamo sul serio fare qualcosa per modificare sostanzialmente e non nei dettagli, la nostra condizione mondana, quella esteriore. Ad esempio, smettendo di immaginare che tutto il ciarpame di merci, di immagini, di seduzioni materiali, con cui il sistema ci incanta abbia un qualunque valore e dunque e, senza nessuno sforzo, smettere di sbavare per le spiagge incontaminate dove godere di vacanze da sogno, smettere di immaginare che seduti su di una BMW saremmo molto più stimati che in groppa ad un mulo, smettere di delirare circa il fatto che qualcuno o qualcosa, se non noi, potrebbe cambiare in meglio la nostra vita. (2/2 fine - Alfredo Morosetti, facebook)
Naturalmente chi nutre queste speranze non comprende che in questo modo ha fatto proprie e interiorizzate tutte le istanze che reggono l’archeologia del mondo in cui vive. Ed esse sono: a) esiste un solo mondo; b) ognuno di noi è un replicante dell’altro; c) la società determina quello che siamo, se cambia la nostra posizione nella società anche noi saremo diversi da quello che siamo; d) se è vero che esiste un solo mondo, quello fisico, e se la società, come la somma di atomi che compone un sasso, non è che la composizione di atomi tutti eguali, allora non esiste interiorità, anima, libertà. Non siamo altro che la modificazione di qualcosa che, come causa esterna, ci spinge a provare certe emozioni, certi desideri, certe aspettative. Tolte queste cause esteriori siamo tolti anche noi, perché saremmo come puppazzetti a batteria che hanno finito la corrente.
Naturalmente potrebbe esserci anche una prospettiva del tutto diversa, ossia, in ultima istanza, noi non apparteniamo in toto a questo mondo, che è quello del determinismo, ma con una parte di noi partecipiamo ad un altro mondo, quello della libertà, ovvero quello nel quale non agiamo perché spinti da qualche causa o bisogno, ma mossi da fini che nascono dentro di noi e solo per ragioni ideali.
Paradossalmente solo se sul serio supponiamo che la realtà sia almeno scissa in due universi incomunicanti, quello materiale e quello spirituale, possiamo sul serio fare qualcosa per modificare sostanzialmente e non nei dettagli, la nostra condizione mondana, quella esteriore. Ad esempio, smettendo di immaginare che tutto il ciarpame di merci, di immagini, di seduzioni materiali, con cui il sistema ci incanta abbia un qualunque valore e dunque e, senza nessuno sforzo, smettere di sbavare per le spiagge incontaminate dove godere di vacanze da sogno, smettere di immaginare che seduti su di una BMW saremmo molto più stimati che in groppa ad un mulo, smettere di delirare circa il fatto che qualcuno o qualcosa, se non noi, potrebbe cambiare in meglio la nostra vita. (2/2 fine - Alfredo Morosetti, facebook)
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Forwarded from La terza ROMA
In Bielorussia è stato introdotto il regime antiterrorismo.Le forze armate e i servizi speciali sono pronti a respingere qualsiasi provocazione dai paesi vicini, ha affermato il ministro degli Esteri bielorusso Makei.
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Forwarded from War Room - Russia, Ucraina, NATO
Anche se i filmati che mostrano gli effetti dei bombardamenti russi sulle infrastrutture ucraine sono sempre meno, e sempre più censurati, siamo già al terzo giorno di incursioni. Credo non sia sfuggito a nessuno che in questi giorni le richieste ucraine di armamenti si sono indirizzate con decisione verso i sistemi antiaerei, che sembrano essere, al momento, il punto debole dell'architettura difensiva ucraina, messa in crisi dalla nuova strategia russa che prevede l'utilizzo di missili subsonici o, più raramente, ipersonici, accoppiati adesso a sciami di droni Geran-Shahed. Mentre i missili si incaricano di colpire le infrastrutture i droni colpiscono l'antiaerea, ovviando a quello che finora è stato il più grande limite dell'aviazione russa, la mancanza di un serio piano di missioni SEAD (Suppression of Enemy Air Defenses, soppressione delle difese antiaeree nemiche), per il quale mancano gli strumenti adatti. Al momento il rischio per l'aviazione russa è molto alto: per sfuggire ai sistemi missilistici antiaerei devono volare molto basso, finendo però così a tiro dei MANPADS, i sistemi portatili (tipo gli Stinger, per intenderci), di cui il campo di battaglia è saturo. Questo ha finora limitato di molto l'efficacia dell'aviazione russa, che si limita in pratica o a missioni di appoggio a terra con bombe non guidate, facendo anche centinaia di sortite al giorno ma con efficacia ridotta, soprattutto sulle fortificazioni, o a lanciare missili a lungo raggio (che corrono sempre il rischio di essere abbattuti) al di fuori della portata delle batterie ucraine. L'utilizzo su larga scala dei Geran-Shahed sembra star risolvendo questo problema, con conseguenze piuttosto serie soprattutto se, una volta disabilitata la contraerea ucraina, l'aviazione russa verrà utilizzata in missioni su larga scala su tutto il territorio del paese. I famosi 700 aerei che secondo l'intelligence inglese la Russia ha ammassato al confine stanno, probabilmente, aspettando il via libera (ammesso che la notizia sia vera, ovviamente).
Messo alle strette, il comando ucraino ha deciso di rispondere alla minaccia utilizzando in funzione antidrone gli aeroplani da combattimento, che non sono particolarmente adatti allo scopo. Anche se alcuni droni sono stati abbattuti in questo modo, nelle ultime 24 ore l'aviazione ucraina ha perso 3 aerei: ieri un Mig-29 colpito dai frammenti di un Geran-Shahed nella regione di Vinnitsa, oggi altri due nella regione di Poltava (un Su-27 e, probabilmente, un Su-24). I russi sostengono di avere abbattuto il Su-27 mentre era impegnato a dare la caccia ai droni, non è chiara la causa della perdita del terzo aereo (nota bene: tutti e tre gli aerei sono stati dichiarati abbattuti dal comando ucraino, non solo da quello russo). È chiaro che non possono continuare in questo modo, e che ci si aspetta che la NATO fornisca, e urgentemente, sistemi di difesa antiaerea.
Al momento, però, oltre alle promesse c'è poco: dagli USA arriveranno non prima di novembre due sistemi NASAMS equipaggiati con missili a medio raggio AMRAAM (ogni sistema NASAMS è composto da otto lanciatori, un posto di comando e un radar), mentre è già in Ucraina un sistema IRIS-T SLM (anch'esso con otto lanciatori) dalla Germania, in attesa che ne arrivino altri tre entro la fine dell'anno. Totale: 6. Un po' poco, anche considerando i 15 semoventi antiaereo Gepard, sempre tedeschi, già consegnati (su 50 promessi).
Messo alle strette, il comando ucraino ha deciso di rispondere alla minaccia utilizzando in funzione antidrone gli aeroplani da combattimento, che non sono particolarmente adatti allo scopo. Anche se alcuni droni sono stati abbattuti in questo modo, nelle ultime 24 ore l'aviazione ucraina ha perso 3 aerei: ieri un Mig-29 colpito dai frammenti di un Geran-Shahed nella regione di Vinnitsa, oggi altri due nella regione di Poltava (un Su-27 e, probabilmente, un Su-24). I russi sostengono di avere abbattuto il Su-27 mentre era impegnato a dare la caccia ai droni, non è chiara la causa della perdita del terzo aereo (nota bene: tutti e tre gli aerei sono stati dichiarati abbattuti dal comando ucraino, non solo da quello russo). È chiaro che non possono continuare in questo modo, e che ci si aspetta che la NATO fornisca, e urgentemente, sistemi di difesa antiaerea.
Al momento, però, oltre alle promesse c'è poco: dagli USA arriveranno non prima di novembre due sistemi NASAMS equipaggiati con missili a medio raggio AMRAAM (ogni sistema NASAMS è composto da otto lanciatori, un posto di comando e un radar), mentre è già in Ucraina un sistema IRIS-T SLM (anch'esso con otto lanciatori) dalla Germania, in attesa che ne arrivino altri tre entro la fine dell'anno. Totale: 6. Un po' poco, anche considerando i 15 semoventi antiaereo Gepard, sempre tedeschi, già consegnati (su 50 promessi).
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Forwarded from Francesco Cappello - Seminare domande
Il costo del noleggio delle navi gasiere è aumentato fino a 400.000 dollari al giorno, il 500% in più rispetto ad un anno fa.
Inoltre non ci sono navi libere sul mercato. Questo significa che la scelta del gas liquefatto è un’avventura pericolosissima anche dal punto di vista dell’economia nazionale... e per le tasche di tutti gli italiani (alcuni ingenui continuano a pensare che il problema sia solo di Piombino). I prezzi delle bollette aumentano(eranno) anche per questo oltre che per le modalità speculative di formazione del costo dell’energia e la chiusura progressiva delle vie tradizionali di approvvigionamento
Diciamo No alle sanzioni prima che sia troppo tardi
Fuori l’Italia dalla guerra!
Inoltre non ci sono navi libere sul mercato. Questo significa che la scelta del gas liquefatto è un’avventura pericolosissima anche dal punto di vista dell’economia nazionale... e per le tasche di tutti gli italiani (alcuni ingenui continuano a pensare che il problema sia solo di Piombino). I prezzi delle bollette aumentano(eranno) anche per questo oltre che per le modalità speculative di formazione del costo dell’energia e la chiusura progressiva delle vie tradizionali di approvvigionamento
Diciamo No alle sanzioni prima che sia troppo tardi
Fuori l’Italia dalla guerra!
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Forwarded from Mountain Trader (Andrea)
questo e' da guardare-> per le politiche ESG e capital restrictions (ricordo che Basel IV prevede 1250% di capitale da accantonare per progetti Oil&Gas) nessuna, ripeto NESSUNA compagnia oil&gas andra' a spendere miliardi per costruire refinary in giro per il mondo -> less supply che cambia struttura inflazione nel lungo termine.
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Forwarded from L'AntiGlobalista
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#riepilogosituazionemilitare #primalinea
⚡️🇷🇺🇺🇦🎞 Scenario ucraino della cattura della centrale nucleare di Zaporizhzhya da @rybar
➡️ t.me/italiazforzaverita
⚡️🇷🇺🇺🇦🎞 Scenario ucraino della cattura della centrale nucleare di Zaporizhzhya da @rybar
➡️ t.me/italiazforzaverita
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Forwarded from 🇮🇹🤝🇷🇺Guerra Economia Notizie Analisi🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️🎖️ (Guerran Economia Notizie Analisi)
‼️🇺🇦卐🏴☠️🏃🪖 Bakhmut.
🪖Secondo alcuni rapporti, unità delle Forze Armate Ucraine stanno lasciando la Città in piccoli gruppi per evitare di essere accerchiate dal PMC Wagner 🎻.
‼ ️🇺🇦 卐 🏴☠️🏃🪖 Bakhmut.
🪖According to some reports, units of the Ukrainian Armed Forces are leaving the City in small groups to avoid being encircled by PMC Wagner🎻.
☯🅶🅴🅽🅰🄲🄷🄰🄽🄽🄴🄻
@guerraeconomianotizie
🪖Secondo alcuni rapporti, unità delle Forze Armate Ucraine stanno lasciando la Città in piccoli gruppi per evitare di essere accerchiate dal PMC Wagner 🎻.
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🪖According to some reports, units of the Ukrainian Armed Forces are leaving the City in small groups to avoid being encircled by PMC Wagner🎻.
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Forwarded from Laura Ru (Laura Ru)
L'Ungheria, come l'Italia e' membro della NATO e della UE, ma a differenza dell'Italia fa i propri interessi nazionali, e cio' non piace a Bruxelles, che non perde occasione di dipingere il suo presidente, Viktor Orban, come un despota autoritario. Ebbene, Orban e' cosi' despotico che preferisce sondare le opinioni dei cittadini ungheresi piuttosto che appiattirsi su quelle degli eurocrati al soldo di Washington e Londra. In Ungheria verranno distribuiti dei questionari con sette domande sulle sanzioni contro la Russia.
L'Ungheria è il primo paese in Europa ad avviare consultazioni nazionali per conoscere l'opinione dei cittadini sulle sanzioni dell'UE che tanto hanno danneggiato, e continuano a danneggiare, l'economia europea. @LauraRuHK
L'Ungheria è il primo paese in Europa ad avviare consultazioni nazionali per conoscere l'opinione dei cittadini sulle sanzioni dell'UE che tanto hanno danneggiato, e continuano a danneggiare, l'economia europea. @LauraRuHK
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🇸🇪 Svezia: Ulf Kristersson (M|EPP) è riuscito a formare una coalizione di governo (insieme agli altri partiti di centrodestra KD|EPP e L|RE) con il sostegno del partito di estrema destra SD|ECR: "costruiremo nuove centrali nucleari"
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Forwarded from GeopoliticalCenter
Le agenzie di rating Fitch e Moody’s hanno deciso di uscire dal business del rating delle imprese edilizie cinesi.
In questa settimana le agenzie hanno ritirato il rating di sette costruttori. La motivazione? La mancanza di informazioni adeguate da parte cinese per valutare correttamente l’andamento delle imprese. Mentre il governo cinese è alle prese con un settore edilizio ed immobiliare in grave crisi, assistiamo ad una sempre maggiore stretta sulle informazioni a disposizione di terze parti estere.
In questa settimana le agenzie hanno ritirato il rating di sette costruttori. La motivazione? La mancanza di informazioni adeguate da parte cinese per valutare correttamente l’andamento delle imprese. Mentre il governo cinese è alle prese con un settore edilizio ed immobiliare in grave crisi, assistiamo ad una sempre maggiore stretta sulle informazioni a disposizione di terze parti estere.
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Forwarded from War Room - Russia, Ucraina, NATO
La didascalia, ovviamente, è una scemenza che ho messo su per ridere. Ma, appunto, mi divertiva vedere come nei giorni in cui "il mondo intero" si era unito per "opporsi a Putin" nella votazione dell'Assemblea generale nell'ONU, buona parte dello stesso mondo non vedesse l'ora di farci affari, cordialmente ricambiato: dalla Conference on Interaction and Confidence-Building Measures in Asia (CICA) della foto ai discorsi con Erdoğan per fare della Turchia l'hub del gas russo nel Mediterraneo (con conseguenti alti lai di Macron che ha detto che mai, ma figuriamoci, a NOI il gas russo non serve, come se la Francia esaurisse sia il numero dei paesi che si affacciano nel Mediterraneo che quelli che hanno bisogno di energia a prezzi contenuti), agli accordi con il Marocco per svilupparne il nucleare, alla decisione di Ungheria e Serbia di costruire un gasdotto per fare arrivare il gas russo a Belgrado.
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Forwarded from War Room - Russia, Ucraina, NATO
E non dimentichiamo l'improvvisa bromance tra Putin e Mohammed bin Zayed Al Nahyan, il presidente degli Emirati Arabi Uniti, improvvidamente giunto a San Pietroburgo due giorni fa del tutto impreparato al clima e al quale Vova ha prestato il suo cappotto (la foto nel primo commento).
PS - no, questi due post non sono per far vedere quanto Putin sia fantastico e quanto tutti lo ammirino e quanto la Russia sia potentissima. Serve a ricordarci che una cosa è la festa delle medie, alla quale non invitiamo chi ci ha fatto i dispetti, e un'altra la politica internazionale.
PS - no, questi due post non sono per far vedere quanto Putin sia fantastico e quanto tutti lo ammirino e quanto la Russia sia potentissima. Serve a ricordarci che una cosa è la festa delle medie, alla quale non invitiamo chi ci ha fatto i dispetti, e un'altra la politica internazionale.
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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sostiene l'idea del Cremlino di creare un hub internazionale del gas in Turchia e ha dato mandato di completare rapidamente i piani di attuazione.
Al Sultano della Sublime Porta non pare vero di diventare il padrone del Mediterraneo e l'elargitore di energia all'Europa tenendo tutti per le palle.
Al Sultano della Sublime Porta non pare vero di diventare il padrone del Mediterraneo e l'elargitore di energia all'Europa tenendo tutti per le palle.
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