l sistema energetico ucraino ha subito danni senza precedenti, potrebbero volerci anni per ripristinarlo - Ukrenergo
🎉38👍14😁2❤1
Secondo dati relativamente recenti la spesa media in cultura per famiglia è scesa del 39%. Poco più del 42% della popolazione sopra i sei anni legge un libro all’anno (compresi quelli di cucina e di Vespa). Oltre il 50% degli italiani non possiede titoli di studio superiori alla terza media e solo il 13% ha una laurea, comprese quelle in “scienze della disoccupazione”. Gli analfabeti, secondo l’Istat, sarebbero circa il 5%, un dato palesemente inaffidabile. Solo il 20% degli italiani possiede gli strumenti minimi di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi, cioè circa l’80 per cento non capisce neppure il senso del titolo di un quotidiano (e non solo perché spesso è responsabilità di chi scrive i titoli). Figurarsi per quanto riguarda le nozioni base economico-finanziarie.
La borghesia è passata dal 12 al 7 per cento; il ceto medio è sceso dal 57,1% – era una maggioranza intorno alla metà degli anni Ottanta – al 38,5 per cento. Il ceto medio-basso e basso è cresciuto al 54%, in tal modo la "plebe che nome non ha" è diventata la maggioranza assoluta. Non più del 10% degli italiani si interessa alla politica (si può anche capire) e la stampa (crollata del 50%) si rivolge alle persone sopra i cinquant’anni.
Ci sarà chi darà la colpa a decenni di governi nazionali che hanno distrutto la scuola pubblica e favorito quella privata, a leader che dicevano che "con la cultura non si mangia", agli smartphone e ai social, alla politica inetta e rapace che ha messo in miseria parecchia gente ecc.. Certo, tutto questo e non in piccola parte. Ma se la maggioranza della popolazione è deficiente (almeno nel senso tecnico del termine), qualche riflessione sarebbe da fare sul futuro alla Fahrenheit 451 che ci attende. (Mario Rossi, Facebook)
La borghesia è passata dal 12 al 7 per cento; il ceto medio è sceso dal 57,1% – era una maggioranza intorno alla metà degli anni Ottanta – al 38,5 per cento. Il ceto medio-basso e basso è cresciuto al 54%, in tal modo la "plebe che nome non ha" è diventata la maggioranza assoluta. Non più del 10% degli italiani si interessa alla politica (si può anche capire) e la stampa (crollata del 50%) si rivolge alle persone sopra i cinquant’anni.
Ci sarà chi darà la colpa a decenni di governi nazionali che hanno distrutto la scuola pubblica e favorito quella privata, a leader che dicevano che "con la cultura non si mangia", agli smartphone e ai social, alla politica inetta e rapace che ha messo in miseria parecchia gente ecc.. Certo, tutto questo e non in piccola parte. Ma se la maggioranza della popolazione è deficiente (almeno nel senso tecnico del termine), qualche riflessione sarebbe da fare sul futuro alla Fahrenheit 451 che ci attende. (Mario Rossi, Facebook)
👍66🤬8🔥5😱2
Previsioni del Financial Times per il 2023:
🔺Non ci sarà cessate il fuoco in Ucraina.
🔺Erdogan sarà rieletto
🔺 Le chiusure del gas influenzeranno notevolmente l'Europa.
🔺Non ci sarà cessate il fuoco in Ucraina.
🔺Erdogan sarà rieletto
🔺 Le chiusure del gas influenzeranno notevolmente l'Europa.
💩46👍17😁5❤1🤬1🤩1
Sempre più perplesso.
https://static.noagendasocial.com/media_attachments/files/109/616/738/199/618/976/original/e71237442f076055.jpeg
https://static.noagendasocial.com/media_attachments/files/109/616/738/199/618/976/original/e71237442f076055.jpeg
💩58🤬30😁11👎4👍3🔥3
Forwarded from Giuseppe Masala Chili 🌶
Se qualcuno volesse votare questa poesia che ho inviato al concorso nazionale di poesia Dantebus (V Edizione) può farlo cliccando al seguente link e dandomi il voto. Grazie del vostro aiuto ❤️ https://dantebus.com/concorsi/opera/179202
Dantebus
Giuseppe Masala - A Charles Baudelaire
Vota l'opera in gara nel Concorso Nazionale di Poesia "Dantebus" - V Edizione
👍36👎4
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
SENATORE USA: L'UCRAINA COMBATTERÀ FINO ALL'ULTIMA PERSONA GRAZIE AI NOSTRI AIUTI
L'eloquente e terrificante dichiarazione del senatore democratico Graham sull'Ucraina:
“Mi piace il percorso che stiamo percorrendo. Con armi e denaro americani, l'Ucraina combatterà la Russia fino all'ultimo ucraino".
L'eloquente e terrificante dichiarazione del senatore democratico Graham sull'Ucraina:
“Mi piace il percorso che stiamo percorrendo. Con armi e denaro americani, l'Ucraina combatterà la Russia fino all'ultimo ucraino".
💩134🔥8😢8👍3❤2😁2
Forwarded from Giubbe Rosse
IBUPROFENE E MUCOLITICI, FARMACISTI SENZA PIÙ SCORTE: «SITUAZIONE MAI VISTA, SONO INTROVABILI»
«Principalmente mancano antinfiammatori a base di ibuprofene, quelli stagionali come sciroppi mucolitici, sedativi della tosse, altri mucolitici come l'acetilcisteina, nurofen sciroppo e tutti gli equivalenti per bambini - spiega Daria Galaverni della Farmacia Fanoli in piazza Duomo - Ma la lista è infinita, questi sono solamente i principali e i più richiesti, ne servirebbero tanti altri».
Il problema principale è la mancanza di materie prime, non solo per la produzione del farmaco stesso, come anche alluminio, carta e plastiche per la produzione delle confezioni e dei blister. Una situazione mai sperimentata prima ed estremamente complessa generatasi da molteplici cause, in primis la guerra e la pandemia Covid che ha portato uno dei principali produttori mondiali, la Cina, a blindarsi nei suoi confini, diminuendo sempre di più i medicinali esportati. E le tempistiche per risolvere il problema sono ancora poco chiare, nonostante si parli di una ripresa nel prossimo mese. «Il problema riguarda tutti, siamo tutti collegati alla stessa filiera e ci approvvigioniamo da diversi magazzini, tanti dei quali sono comuni a molte farmacie e così in tanti si trovano ad aver esaurito le scorte - precisa Livio Patelli, titolare della farmacia Patelli al Quartiere Latino - Parlo anche di farmaci molto comuni, se si pensa alle diverse forme in cui si presenta l'ibuprofene. Una situazione critica che affrontiamo facendo rete, scambiando farmaci o mandando il cliente in altre farmacie. Ma non è un problema solo nostro, ho saputo che in Germania si trovano in una situazione simile». (Fonte: IlGazzettino)
A causa della guerra, della brexit e del sovranismo cinese ora siamo senza farmaci.
Ringraziamo le inoculazione covid che altrimenti saremmo inguaiati davvero. Fortunatamente, ci sono tutte le dosi che volete. Poi pazienza se il resto dei medicinali manca.
🟥 Segui Giubbe Rosse
Canale Telegram | Portale web | Ultim'ora in pillole
«Principalmente mancano antinfiammatori a base di ibuprofene, quelli stagionali come sciroppi mucolitici, sedativi della tosse, altri mucolitici come l'acetilcisteina, nurofen sciroppo e tutti gli equivalenti per bambini - spiega Daria Galaverni della Farmacia Fanoli in piazza Duomo - Ma la lista è infinita, questi sono solamente i principali e i più richiesti, ne servirebbero tanti altri».
Il problema principale è la mancanza di materie prime, non solo per la produzione del farmaco stesso, come anche alluminio, carta e plastiche per la produzione delle confezioni e dei blister. Una situazione mai sperimentata prima ed estremamente complessa generatasi da molteplici cause, in primis la guerra e la pandemia Covid che ha portato uno dei principali produttori mondiali, la Cina, a blindarsi nei suoi confini, diminuendo sempre di più i medicinali esportati. E le tempistiche per risolvere il problema sono ancora poco chiare, nonostante si parli di una ripresa nel prossimo mese. «Il problema riguarda tutti, siamo tutti collegati alla stessa filiera e ci approvvigioniamo da diversi magazzini, tanti dei quali sono comuni a molte farmacie e così in tanti si trovano ad aver esaurito le scorte - precisa Livio Patelli, titolare della farmacia Patelli al Quartiere Latino - Parlo anche di farmaci molto comuni, se si pensa alle diverse forme in cui si presenta l'ibuprofene. Una situazione critica che affrontiamo facendo rete, scambiando farmaci o mandando il cliente in altre farmacie. Ma non è un problema solo nostro, ho saputo che in Germania si trovano in una situazione simile». (Fonte: IlGazzettino)
A causa della guerra, della brexit e del sovranismo cinese ora siamo senza farmaci.
Ringraziamo le inoculazione covid che altrimenti saremmo inguaiati davvero. Fortunatamente, ci sono tutte le dosi che volete. Poi pazienza se il resto dei medicinali manca.
🟥 Segui Giubbe Rosse
Canale Telegram | Portale web | Ultim'ora in pillole
Il Gazzettino
Ibuprofene e mucolitici, farmacisti senza più scorte: «Situazione mai vista, sono introvabili»
TREVISO - La carenza dei farmaci, anche quelli di uso più comune, a Treviso si fa sempre più grave. Una situazione che sta creando sempre più disagi sia ai cittadini che alle...
🤬49💩25👍11😁8🔥1
Il capo della BCE Christine Lagarde: limitare la rapida crescita dei salari è necessario per frenare l'inflazione.
"Non possiamo permettere che le aspettative inflazionistiche si indeboliscano o che i salari abbiano un effetto inflazionistico", ha detto Lagarde.
Quindi? Non aspettate l'aumento dei salari più bassi dell'Europa...
"Non possiamo permettere che le aspettative inflazionistiche si indeboliscano o che i salari abbiano un effetto inflazionistico", ha detto Lagarde.
Quindi? Non aspettate l'aumento dei salari più bassi dell'Europa...
💩120🤬54👍7😁2
New York legalizza la pratica di trasformare i cadaveri in fertilizzante
Questo è il sesto stato degli Stati Uniti ad adottare tale legislazione. Si pensa che questo sia un modo molto più rispettoso dell'ambiente di trattare i corpi.
È stato soprannominato il "funerale verde". Il cadavere viene posto in un apposito contenitore riutilizzabile semiaperto, dove viene stimolato il processo di decomposizione. In uscita è una mattonella compatta di fertilizzante di prima qualità.
Questo è il sesto stato degli Stati Uniti ad adottare tale legislazione. Si pensa che questo sia un modo molto più rispettoso dell'ambiente di trattare i corpi.
È stato soprannominato il "funerale verde". Il cadavere viene posto in un apposito contenitore riutilizzabile semiaperto, dove viene stimolato il processo di decomposizione. In uscita è una mattonella compatta di fertilizzante di prima qualità.
💩110👍15😁9😱7👎5❤2🔥2😢2
RUteca:
Il capo dell'intelligence ucraina Kirill Budanov in un'intervista ad ABC News ha annunciato che gli attacchi delle forze armate ucraine sul territorio della Russia saranno inflitti "sempre più in profondità"
Sempre il capo dell'intelligence ucraina Kirill Budanov si è vantato che le forze armate ucraine sparano in 24 ore un arsenale pari alla produzione mensile di munizioni di diversi paesi europei.
Il capo dell'intelligence ucraina Kirill Budanov in un'intervista ad ABC News ha annunciato che gli attacchi delle forze armate ucraine sul territorio della Russia saranno inflitti "sempre più in profondità"
Sempre il capo dell'intelligence ucraina Kirill Budanov si è vantato che le forze armate ucraine sparano in 24 ore un arsenale pari alla produzione mensile di munizioni di diversi paesi europei.
💩68🤬30👍7❤1
🇩🇪 Germania, 45,6 milioni di occupati nel 2022: è record dall’unificazione Il tasso di disoccupazione cala al 2,8% rispetto al 3,3% dell’anno precedente.
💩22❤10👍7😁3😱1
🇷🇺 🇸🇾 🇹🇷 La Turchia ha accettato di ritirare tutte le sue truppe dalla Siria. Secondo il quotidiano Al-Watan, che cita fonti di Damasco, ciò è avvenuto a seguito di un incontro trilaterale tra i ministri della Difesa di Siria, Turchia e Russia a Mosca.
👍65🎉23❤8
🇵🇱 Il conflitto in Ucraina è la terza guerra mondiale in termini di impatto sulla politica e l'economia mondiale
- Ambasciatore polacco presso le Nazioni Unite
- Ambasciatore polacco presso le Nazioni Unite
💩40👍5🔥4
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
La Polonia continua a preparare la popolazione alla guerra con i suoi vicini orientali La leadership politico-militare del paese, il partito leader e i media mainstream diffondono informazioni sull'espansione del reclutamento della popolazione per il servizio nell'esercito polacco.
"Diventa un soldato".
"Diventa un soldato".
💩83🤬10👍6❤3🔥1😢1🎉1
Forwarded from Marco Cosentino
LA PROVINCIA DI VARESE 🌺🌺🌺
Grazie per l'intervista.
Grazie per l'intervista.
La Provincia Di Varese
Covid, il prof. Cosentino: "Basta allarmismi ingiustificati" - La Provincia Di Varese
Il direttore del Centro di Ricerca in Farmacologia Medica dell'Università dell'Insubria: "Basta terrorismo psicologico. Si investa nella sanità pubblica: con il personale sanitario e i posti letto di qualche decina di anni fa non ci sarebbe stata alcuna crisi"
👍57❤6👎4
Forwarded from L'AntiDiplomatico
❕IMPORTANTI NOVITA' NEI RAPPORTI BILATERALI TRA SIRIA E TURCHIA
La Russia presiede a Mosca con Shojgu un primo incontro dei ministri della difesa di Siria e Turchia. Impegno comune dei due paesi contro le milizie curde al servizio degli occupanti USA. Secondo fonti siriane, riprese dal canale TV libanese Al Manar, Ankara avrebbe accettato di rispettare la sovranità e l'integrità territoriale della Siria (quindi di ritirare le sue truppe)
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-media_siriani_la_turchia_ha_accettato_il_ritiro_delle_sue_truppe/47428_48309/
La Russia presiede a Mosca con Shojgu un primo incontro dei ministri della difesa di Siria e Turchia. Impegno comune dei due paesi contro le milizie curde al servizio degli occupanti USA. Secondo fonti siriane, riprese dal canale TV libanese Al Manar, Ankara avrebbe accettato di rispettare la sovranità e l'integrità territoriale della Siria (quindi di ritirare le sue truppe)
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-media_siriani_la_turchia_ha_accettato_il_ritiro_delle_sue_truppe/47428_48309/
www.lantidiplomatico.it
Media siriani: la Turchia ha accettato il ritiro delle sue truppe
L'antidiplomatico - Liberi di svelarvi il mondo
👍51❤5👎2
Forwarded from Aliseo
🇩🇪🪖What if… la Germania avesse vinto la Prima guerra mondiale
▶ Storia alternativa di un primo conflitto mondiale vinto dall'Impero tedesco, come sarebbe cambiato il mondo
✍🏻 Lorenzo Della Peruta
Leggi l'articolo su Aliseo: https://aliseoeditoriale.it/what-if-la-germania-avesse-vinto-la-prima-guerra-mondiale/
#primaguerramondiale #germania
▶ Storia alternativa di un primo conflitto mondiale vinto dall'Impero tedesco, come sarebbe cambiato il mondo
✍🏻 Lorenzo Della Peruta
Leggi l'articolo su Aliseo: https://aliseoeditoriale.it/what-if-la-germania-avesse-vinto-la-prima-guerra-mondiale/
#primaguerramondiale #germania
👍27👎1
L'ossessione per il cibo è una deriva attualissima degli italiani.
Nasce nei primi anni 2000, insieme all'esplosione dei programmi di cucina e al riflusso dell'impegno civile durante la fase centrale della seconda repubblica.
Una tradizione, quella della cucina, davvero inventata perché selettiva e calata dall'alto, in un processo riconoscibile per chi ha vissuto il mondo "prima".
La cucina delle mie nonne era una cucina molto sobria, fatta di zuppe di legumi e di minestroni (ecco: quante volte si parla di minestroni in tv e nelle disgustose tavolate di oggi?), di pane più che di pasta.
Aggiungo che a tavola non si parlava di altro cibo, ma di politica, di religione, di pallone, di persone presenti o meno. Insomma, della vita che si viveva.
Poi, i vecchi se ne sono andati. I nuovi vecchi sono i boomer, gli ex giovani. I nuovi adulti (noi) passavano più tempo fuori che in famiglia, e avevano già perso l'abitudine alla conversazione. Soprattutto, si sono tutti scoperti stanchi, senza più alcuna voglia di interessarsi agli altri, tutti ripiegati in sé stessi, nel proprio pelosissimo ombelico, pronti a dividersi e con violenza al primo tema "scomodo", dalle opinioni sull'agenda politica in voga all'identità sessuale delle proprie frequentazioni.
E si è finito a parlare di cucina per non parlare di nient'altro, anzi per non sentirsi più obbligati a dirsi qualcosa.
Per ubriacarsi di cibo e lasciarsi ammazzare dolcemente, mentre tutto fuori peggiorava.
Paese di merda ma, ancor di più, generazioni di merda.
Dario Biagiotti, facebook
Nasce nei primi anni 2000, insieme all'esplosione dei programmi di cucina e al riflusso dell'impegno civile durante la fase centrale della seconda repubblica.
Una tradizione, quella della cucina, davvero inventata perché selettiva e calata dall'alto, in un processo riconoscibile per chi ha vissuto il mondo "prima".
La cucina delle mie nonne era una cucina molto sobria, fatta di zuppe di legumi e di minestroni (ecco: quante volte si parla di minestroni in tv e nelle disgustose tavolate di oggi?), di pane più che di pasta.
Aggiungo che a tavola non si parlava di altro cibo, ma di politica, di religione, di pallone, di persone presenti o meno. Insomma, della vita che si viveva.
Poi, i vecchi se ne sono andati. I nuovi vecchi sono i boomer, gli ex giovani. I nuovi adulti (noi) passavano più tempo fuori che in famiglia, e avevano già perso l'abitudine alla conversazione. Soprattutto, si sono tutti scoperti stanchi, senza più alcuna voglia di interessarsi agli altri, tutti ripiegati in sé stessi, nel proprio pelosissimo ombelico, pronti a dividersi e con violenza al primo tema "scomodo", dalle opinioni sull'agenda politica in voga all'identità sessuale delle proprie frequentazioni.
E si è finito a parlare di cucina per non parlare di nient'altro, anzi per non sentirsi più obbligati a dirsi qualcosa.
Per ubriacarsi di cibo e lasciarsi ammazzare dolcemente, mentre tutto fuori peggiorava.
Paese di merda ma, ancor di più, generazioni di merda.
Dario Biagiotti, facebook
👍125😁7👎5🔥5💩3😢1
SULLA MORTE DI BENEDETTO XVI
In questi nove anni dal «gran rifiuto» del 2013 ci si era abituati all’idea assurda di «due papi» conviventi dentro le mura vaticane come a una stravaganza in fondo accettabile o perfino rassicurante (l’argentino vigoroso e rude, il tedesco in pensione, raffinato teologo). Ma solleviamolo, il velo ipnotico dell’abitudine: perché Joseph Ratzinger non ha mai rinunciato alle insegne papali - l’abito bianco, e soprattutto il nome, Benedetto XVI, con cui continuava a firmare la corrispondenza e i propri (pochi) interventi pubblici -, e soprattutto perché è rimasto in Vaticano ? per allontanarsi dalla «tana del lupo», dai molti e troppi cardinali di curia che gli erano ostili, poteva trasferirsi «in più spirabil aere» (anche solo a Castel Gandolfo, o nella sua Baviera).
La risposta più diretta è che, rimanendo ostinatamente in Vaticano, Benedetto ha dimostrato di non accettare fino in fondo la propria stessa «rinuncia». O meglio: di non considerarla valida, malgrado le apparenze. Rinunciando solo formalmente alla dignità petrina, Benedetto XVI è rimasto in Vaticano allo scopo di garantire la presenza di un papa legittimo presso la tomba di Pietro. Formalmente escluso dall’esercizio attivo del ministero petrino, riteneva di esserne ancora il legittimo depositario (il depositario del munus, che è l’essenza del pontificato), e di poter guidare ancora – come in una versione cattolico-romana del wu-wei taoista, dell’«agire non-agendo» - la navicella della Chiesa sul mare agitato del secolo XXI. Tutto si riporta insomma all’enigma insoluto delle sue dimissioni: evidentemente sollecitate, con mezzi che tuttora ignoriamo nel dettaglio e su cui si possono formulare ipotesi, e «recitate» secondo un copione rigoroso, ma che Ratzinger riteneva, lui stesso, invalide, perché richieste da forze esterne a cui opponeva una formidabile riserva mentale. (E’ assai probabile che un eventuale rifiuto di dimettersi avrebbe provocato uno sconquasso, travolgendo la sua persona e la Chiesa stessa; e che la decisione di dimettersi sia stata «libera» nel senso che avrebbe anche potuto non dimettersi, ma che, dimettendosi, risparmiava alla Chiesa la tempesta forse definitiva).
Forte di questa convinzione e di questa certezza, Benedetto è rimasto a «presidiare» per nove anni la sede papale, a testimoniare fino all’ultimo la presenza dello Spirito nel luogo dove già l’ondivago Paolo VI aveva percepito presenze anti-spirituali a dire poco sgradevoli (il «fumo di Satana nel tempio di Dio», nella famosa omelia del 29 giugno 1972), e tali da mettere in pericolo, se fossero prevalse, la stessa sopravvivenza della «divina istituzione».
Non è questione, qui, dei suoi limiti e dei suoi errori: avere «riabilitato» un gesuita futurista come il padre de Chardin – maestro del farneticante Antonio Spadaro - non fu un gesto illuminato, come altri su cui si sorvola. Perché l’efficacia del suo «presidio» stava nella sua fedeltà rocciosa alla tradizione cattolico-romana, compresa la vecchia liturgia, spazzata via dal Vaticano II.
Se le cose stanno così, questo inizio d’anno «senza Benedetto» lascia ammutoliti. Perché il suo lungo presidio sembra finito, la sentinella non c’è più, a sorvegliare in silenzio le mura vaticane. Sembra realizzarsi la profezia fantateologica di Guido Morselli: quella di una Roma «senza papa», perché il papa c’è, è innegabile, eletto da un conclave formalmente regolare, ma non sarebbe più il legittimo depositario del munus petrinum.
E’ probabile che Benedetto XVI abbia riflettuto a lungo sulle famose righe della Seconda Lettera ai Tessalonicesi, dove Paolo evoca la figura misteriosa del Katéchon, la potenza che «trattiene» l’avvento dell’Anticristo e perciò la fine dei tempi. Che il papa tedesco si attribuisse un ruolo «katechontico», quello di un presidio «frenante», anche dopo le misteriose dimissioni, è più che lecito pensarlo. (1/2)
In questi nove anni dal «gran rifiuto» del 2013 ci si era abituati all’idea assurda di «due papi» conviventi dentro le mura vaticane come a una stravaganza in fondo accettabile o perfino rassicurante (l’argentino vigoroso e rude, il tedesco in pensione, raffinato teologo). Ma solleviamolo, il velo ipnotico dell’abitudine: perché Joseph Ratzinger non ha mai rinunciato alle insegne papali - l’abito bianco, e soprattutto il nome, Benedetto XVI, con cui continuava a firmare la corrispondenza e i propri (pochi) interventi pubblici -, e soprattutto perché è rimasto in Vaticano ? per allontanarsi dalla «tana del lupo», dai molti e troppi cardinali di curia che gli erano ostili, poteva trasferirsi «in più spirabil aere» (anche solo a Castel Gandolfo, o nella sua Baviera).
La risposta più diretta è che, rimanendo ostinatamente in Vaticano, Benedetto ha dimostrato di non accettare fino in fondo la propria stessa «rinuncia». O meglio: di non considerarla valida, malgrado le apparenze. Rinunciando solo formalmente alla dignità petrina, Benedetto XVI è rimasto in Vaticano allo scopo di garantire la presenza di un papa legittimo presso la tomba di Pietro. Formalmente escluso dall’esercizio attivo del ministero petrino, riteneva di esserne ancora il legittimo depositario (il depositario del munus, che è l’essenza del pontificato), e di poter guidare ancora – come in una versione cattolico-romana del wu-wei taoista, dell’«agire non-agendo» - la navicella della Chiesa sul mare agitato del secolo XXI. Tutto si riporta insomma all’enigma insoluto delle sue dimissioni: evidentemente sollecitate, con mezzi che tuttora ignoriamo nel dettaglio e su cui si possono formulare ipotesi, e «recitate» secondo un copione rigoroso, ma che Ratzinger riteneva, lui stesso, invalide, perché richieste da forze esterne a cui opponeva una formidabile riserva mentale. (E’ assai probabile che un eventuale rifiuto di dimettersi avrebbe provocato uno sconquasso, travolgendo la sua persona e la Chiesa stessa; e che la decisione di dimettersi sia stata «libera» nel senso che avrebbe anche potuto non dimettersi, ma che, dimettendosi, risparmiava alla Chiesa la tempesta forse definitiva).
Forte di questa convinzione e di questa certezza, Benedetto è rimasto a «presidiare» per nove anni la sede papale, a testimoniare fino all’ultimo la presenza dello Spirito nel luogo dove già l’ondivago Paolo VI aveva percepito presenze anti-spirituali a dire poco sgradevoli (il «fumo di Satana nel tempio di Dio», nella famosa omelia del 29 giugno 1972), e tali da mettere in pericolo, se fossero prevalse, la stessa sopravvivenza della «divina istituzione».
Non è questione, qui, dei suoi limiti e dei suoi errori: avere «riabilitato» un gesuita futurista come il padre de Chardin – maestro del farneticante Antonio Spadaro - non fu un gesto illuminato, come altri su cui si sorvola. Perché l’efficacia del suo «presidio» stava nella sua fedeltà rocciosa alla tradizione cattolico-romana, compresa la vecchia liturgia, spazzata via dal Vaticano II.
Se le cose stanno così, questo inizio d’anno «senza Benedetto» lascia ammutoliti. Perché il suo lungo presidio sembra finito, la sentinella non c’è più, a sorvegliare in silenzio le mura vaticane. Sembra realizzarsi la profezia fantateologica di Guido Morselli: quella di una Roma «senza papa», perché il papa c’è, è innegabile, eletto da un conclave formalmente regolare, ma non sarebbe più il legittimo depositario del munus petrinum.
E’ probabile che Benedetto XVI abbia riflettuto a lungo sulle famose righe della Seconda Lettera ai Tessalonicesi, dove Paolo evoca la figura misteriosa del Katéchon, la potenza che «trattiene» l’avvento dell’Anticristo e perciò la fine dei tempi. Che il papa tedesco si attribuisse un ruolo «katechontico», quello di un presidio «frenante», anche dopo le misteriose dimissioni, è più che lecito pensarlo. (1/2)
👍77❤1
Ora che il Presidio si è «tolto di mezzo» (come dice, più o meno, la lettera paolina), le forze ostili che Benedetto XVI-Katéchon riteneva di esorcizzare con la sua presenza silenziosa avrebbero una vita più facile. Non è detto che avrebbero «partita vinta». (2/2)
Flavio Piero Cuniberto
Flavio Piero Cuniberto
👍55🔥6