Forwarded from Giubbe Rosse
FABI, LE FAMIGLIE ITALIANE NON PAGANO RATE PER 14,9 MILIARDI
Valgono 14,9 miliardi di euro le rate di mutui e prestiti vari non pagate da quasi un milione di famiglie italiane.
Lo sostiene la Federazione autonoma bancari italiani (Fabi) indicando tra le cause delle insolvenze "l'aumento del costo del denaro, l'incremento dei tassi e la corsa dell'inflazione".
Secondo la Fabi 5,7 miliardi sono sofferenze certe, 7,1 miliardi sono inadempienze probabili e circa 2 miliardi sono rate scadute.
Fonte: ANSA
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Valgono 14,9 miliardi di euro le rate di mutui e prestiti vari non pagate da quasi un milione di famiglie italiane.
Lo sostiene la Federazione autonoma bancari italiani (Fabi) indicando tra le cause delle insolvenze "l'aumento del costo del denaro, l'incremento dei tassi e la corsa dell'inflazione".
Secondo la Fabi 5,7 miliardi sono sofferenze certe, 7,1 miliardi sono inadempienze probabili e circa 2 miliardi sono rate scadute.
Fonte: ANSA
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ANSA.it
Fabi, le famiglie italiane non pagano rate per 14,9 miliardi
Lo sostiene la Fabi indicando tra le cause delle insolvenze 'l'aumento del costo del denaro, l'incremento dei tassi e la corsa dell'inflazione' (ANSA)
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Forwarded from Tutti i fatti
✔️In Lettonia oggi ha iniziato il mandato presidenziale Edgars Rinkevics: è il primo presidente omosessuale nella storia del Paese baltico. Per 12 anni ha ricoperto l'incarico di ministro degli Esteri.
▪️Nel 2014 ha fatto il coming out, diventando il primo politico nella storia della Lettonia ad ammettere la sua omosessualità.
👀Nel suo intervento odierno, il nuovo presidente ha definito la demografia il problema principale del Paese.
@tutti_i_fatti
▪️Nel 2014 ha fatto il coming out, diventando il primo politico nella storia della Lettonia ad ammettere la sua omosessualità.
👀Nel suo intervento odierno, il nuovo presidente ha definito la demografia il problema principale del Paese.
@tutti_i_fatti
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Forwarded from l'AntiDiplomatico
⭕️ La Russia recupera un missile Storm Shadow dal fronte e lo studierà per migliorare le proprie difese aeree
Un missile Storm Shadow abbattuto dalle forze russe nella provincia di Zaporozhye è stato inviato a Mosca per studio, ha detto a TASS l'ex capo dell'agenzia spaziale russa Roscosmos e capo del centro scientifico e tecnologico Tsarskiye Volki (I lupi dello zar), Dmitry Rogozin.
"Ora possiamo espirare. L'operazione di due giorni per evacuare il trofeo Storm Shadow si è conclusa con successo", ha scritto venerdì sul suo account Telegram. Secondo Rogozin, il missile è stato consegnato a una società di difesa, dove gli specialisti "decifreranno gli algoritmi del sistema di controllo di questa pericolosa arma missilistica e li condivideranno con esperti di difesa aerea".
"Spero che la 'trapanazione' del sistema di controllo di questo missile consentirà agli specialisti dell'industria della difesa russa di trovare rapidamente un antidoto per le nostre difese aeree e calmare la tempesta franco-britannica", ha aggiunto.
Allo stesso modo, Rogozin ha sottolineato che l'esercito russo doveva recuperare il missile "dalla 'zona grigia' della linea di contatto sotto il fuoco dell'artiglieria", poiché l'Ucraina "ha cercato di impedirne il recupero". "Ma i ragazzi hanno fatto il lavoro e mi hanno appena informato del risultato. Bel lavoro".
(RT)
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🟥 SPEGNI I FAKE MEDIA. PASSA A L'ANTIDIPLOMATICO:
https://t.me/lantidiplomatico
Un missile Storm Shadow abbattuto dalle forze russe nella provincia di Zaporozhye è stato inviato a Mosca per studio, ha detto a TASS l'ex capo dell'agenzia spaziale russa Roscosmos e capo del centro scientifico e tecnologico Tsarskiye Volki (I lupi dello zar), Dmitry Rogozin.
"Ora possiamo espirare. L'operazione di due giorni per evacuare il trofeo Storm Shadow si è conclusa con successo", ha scritto venerdì sul suo account Telegram. Secondo Rogozin, il missile è stato consegnato a una società di difesa, dove gli specialisti "decifreranno gli algoritmi del sistema di controllo di questa pericolosa arma missilistica e li condivideranno con esperti di difesa aerea".
"Spero che la 'trapanazione' del sistema di controllo di questo missile consentirà agli specialisti dell'industria della difesa russa di trovare rapidamente un antidoto per le nostre difese aeree e calmare la tempesta franco-britannica", ha aggiunto.
Allo stesso modo, Rogozin ha sottolineato che l'esercito russo doveva recuperare il missile "dalla 'zona grigia' della linea di contatto sotto il fuoco dell'artiglieria", poiché l'Ucraina "ha cercato di impedirne il recupero". "Ma i ragazzi hanno fatto il lavoro e mi hanno appena informato del risultato. Bel lavoro".
(RT)
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Forwarded from Il Canarino nella Miniera di Carbone
NWO
“Il Futuro della Guerra”
- The Economist
E se a dirlo è il settimanale dei Rothschild e degli Agnelli è molto di più di una profezia
#enemedia
“Il Futuro della Guerra”
- The Economist
E se a dirlo è il settimanale dei Rothschild e degli Agnelli è molto di più di una profezia
#enemedia
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Forwarded from Mattonews 🎙🧱🧊
È MORTO SETTIMANA SCORSA A DUBAI IN CIRCOSTANZE POCO CHIARE SÉBASTIEN COCHARD: PARE SIA PRECIPITATO AL SUOLO DA UNA FINESTRA. LA NOTIZIA DELLA SUA SCOMPARSA SI È APPRESA PERÒ SOLTANTO OGGI.
(@MATT1NEWS)
(@MATT1NEWS)
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La Nato “è stata tradita da tutti i membri”. L’assenza di negoziati “è degna di biasimo”. La pace in Ucraina è possibile, partendo dai 12 punti proposti dalla Cina. Lo afferma il generale in congedo Leonardo Tricarico, capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica militare italiana dal 2004 al 2006, in un’intervista al mensile FQ MillenniuM
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Dietro le linee fortificate dove una minoranza affidabile sostiene gli azzardi dei nazisti, si prepara il grosso delle forze corazzate.
Il modello Kursk 43 fa ancora storicamente e tecnicamente scuola.
Il modello Kursk 43 fa ancora storicamente e tecnicamente scuola.
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Forwarded from Zov Sha
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❗️🇪🇺👹Il prossimo mese ci sarà un evento poco conosciuto che potrebbe finire per avere enormi conseguenze. Il 25 agosto 2023 è la data entro la quale le principali piattaforme di social media dovranno iniziare a conformarsi pienamente all'"EU Digital Services Act".
Obbliga tutte le principali piattaforme online a rimuovere rapidamente i contenuti dalle piattaforme che l'UE ritiene illegali. In caso contrario, dovranno affrontare multe fino al 6% delle loro entrate globali.
Non ha senso indovinare quale paese sia principalmente l'obiettivo di questa legge. Cercando, apparentemente, di fermare la deriva verso l'autoritarismo guidata da Cina, Russia, Iran e altri rivali strategici, l'Occidente collettivo si sta muovendo più velocemente in quella direzione attraverso l'implementazione della censura digitale, della sorveglianza e del controllo.
L'Unione Europea dovrebbe cambiare nome in Usurpatori Europei. Stasi 2.0
"Devi censurare tutta la verità davanti a te e negare la realtà tre volte prima di colazione. Non c'è verità se non gli ordini dei tuoi capi politici supremi."
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❗️🇪🇺👹Il prossimo mese ci sarà un evento poco conosciuto che potrebbe finire per avere enormi conseguenze. Il 25 agosto 2023 è la data entro la quale le principali piattaforme di social media dovranno iniziare a conformarsi pienamente all'"EU Digital Services Act".
Obbliga tutte le principali piattaforme online a rimuovere rapidamente i contenuti dalle piattaforme che l'UE ritiene illegali. In caso contrario, dovranno affrontare multe fino al 6% delle loro entrate globali.
Non ha senso indovinare quale paese sia principalmente l'obiettivo di questa legge. Cercando, apparentemente, di fermare la deriva verso l'autoritarismo guidata da Cina, Russia, Iran e altri rivali strategici, l'Occidente collettivo si sta muovendo più velocemente in quella direzione attraverso l'implementazione della censura digitale, della sorveglianza e del controllo.
L'Unione Europea dovrebbe cambiare nome in Usurpatori Europei. Stasi 2.0
"Devi censurare tutta la verità davanti a te e negare la realtà tre volte prima di colazione. Non c'è verità se non gli ordini dei tuoi capi politici supremi."
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Forwarded from Vento dell'Est ⚡️
Putin non ha rotto con Erdogan quando questo ha deciso di sostenere massicciamente i terroristi jihadisti in Siria, contro il governo del presidente Assad, alleato strategico di Mosca.
Putin non ha rotto con Erdogan quando la Turchia, nel 2015, ha abbattuto in territorio siriano un Su-24 russo.
Putin non ha rotto con Erdogan quando, nel 2016, è stato assassinato ad Ankara l'ambasciatore russo Andrey Karlov.
Putin non ha rotto con Erdogan quando la Turchia ha deciso di invadere direttamente con le sue truppe il nord della Siria.
Putin non ha rotto con Erdogan quando questo ha fomentato l'aggressione dell'Azerbaigian contro l'Armenia, alleata di Mosca, vincolata con essa da un patto di mutuo soccorso militare (non attivato dal Cremlino, in questo caso).
Putin non ha rotto con Erdogan quando, nonostante tutte le promesse e innumerevoli riunioni (infruttuose) in Kazakistan, la Turchia si è rifiutata di ritirare le sue truppe dalla Siria.
Putin non ha rotto con Erdogan quando questo ha inviato droni e altre armi al regime di Kiev.
Putin non ha rotto con Erdogan quando ha capito che gli accordi sul grano ucraino si sono rivelati una trappola, così come gli "accordi di pace" con Zelensky di cui la Turchia si è fatta da garante, che hanno portato al ritiro delle truppe russe da Kiev senza ottenere nulla in cambio.
E Putin non romperà nemmeno questa volta con Erdogan, dopo che quest'ultimo ha tradito la parola data alla Russia e ha liberato i capi del battaglione Azov e dei marines ucraini catturati a Mariupol.
Putin non ama Erdogan. Sa che è inaffidabile e imprevedibile quanto un vecchio mercante ottomano. Ma è costretto a coesistere con esso ed assecondarlo, per via degli accordi economici in corso tra Mosca e Ankara (preziosi in tempi di sanzioni) e dello spiraglio che furbescamente la Turchia tiene aperto in politica estera, dando un colpo al cerchio ed uno alla botte, pur tornando sempre a razzolare nell'ovile di Washington e della Nato alla fine.
E state pur certi che, nonostante tutte le durissime dichiarazioni ufficiali, il Cremlino sta facendo il possibile e l'impossibile per rinnovare l'accordo sul grano ucraino sul Mar Nero. Dice che non lo firmerà, perché le condizioni sono inaccettabili. Ma aspettatevi qualche sorpresa del penultimo o dell'ultimo minuto o anche nell'extra time. Forse dopo una pausa di riflessione. Forse in seguito a qualche piccola concessione. Però state pur certi che il grano ucraino continuerà ad attraversare il Bosforo. E ancora una volta la Russia perdonerà Erdogan.
Putin non ha rotto con Erdogan quando la Turchia, nel 2015, ha abbattuto in territorio siriano un Su-24 russo.
Putin non ha rotto con Erdogan quando, nel 2016, è stato assassinato ad Ankara l'ambasciatore russo Andrey Karlov.
Putin non ha rotto con Erdogan quando la Turchia ha deciso di invadere direttamente con le sue truppe il nord della Siria.
Putin non ha rotto con Erdogan quando questo ha fomentato l'aggressione dell'Azerbaigian contro l'Armenia, alleata di Mosca, vincolata con essa da un patto di mutuo soccorso militare (non attivato dal Cremlino, in questo caso).
Putin non ha rotto con Erdogan quando, nonostante tutte le promesse e innumerevoli riunioni (infruttuose) in Kazakistan, la Turchia si è rifiutata di ritirare le sue truppe dalla Siria.
Putin non ha rotto con Erdogan quando questo ha inviato droni e altre armi al regime di Kiev.
Putin non ha rotto con Erdogan quando ha capito che gli accordi sul grano ucraino si sono rivelati una trappola, così come gli "accordi di pace" con Zelensky di cui la Turchia si è fatta da garante, che hanno portato al ritiro delle truppe russe da Kiev senza ottenere nulla in cambio.
E Putin non romperà nemmeno questa volta con Erdogan, dopo che quest'ultimo ha tradito la parola data alla Russia e ha liberato i capi del battaglione Azov e dei marines ucraini catturati a Mariupol.
Putin non ama Erdogan. Sa che è inaffidabile e imprevedibile quanto un vecchio mercante ottomano. Ma è costretto a coesistere con esso ed assecondarlo, per via degli accordi economici in corso tra Mosca e Ankara (preziosi in tempi di sanzioni) e dello spiraglio che furbescamente la Turchia tiene aperto in politica estera, dando un colpo al cerchio ed uno alla botte, pur tornando sempre a razzolare nell'ovile di Washington e della Nato alla fine.
E state pur certi che, nonostante tutte le durissime dichiarazioni ufficiali, il Cremlino sta facendo il possibile e l'impossibile per rinnovare l'accordo sul grano ucraino sul Mar Nero. Dice che non lo firmerà, perché le condizioni sono inaccettabili. Ma aspettatevi qualche sorpresa del penultimo o dell'ultimo minuto o anche nell'extra time. Forse dopo una pausa di riflessione. Forse in seguito a qualche piccola concessione. Però state pur certi che il grano ucraino continuerà ad attraversare il Bosforo. E ancora una volta la Russia perdonerà Erdogan.
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Ma che cattivi questi cinesi! Solo perché gli atlantisti non vogliono più vendere microchip a Pechino, adesso Xi Jinping minaccia di non vendere più agli atlantisti le terre rare con cui si realizzano proprio i microchip. Insomma, non si fa così. Non ti porti via il tuo pallone solo perché non ti facciamo giocare. https://eresia.altervista.org/la-cina-minaccia-di-bloccare-le-terre-rare-a-chi-blocca-i-microchip-destinati-a-pechino-e-il-sud-america-blocca-zelensky/
Eresia
La Cina minaccia di bloccare le terre rare a chi blocca i microchip destinati a Pechino. E il Sud America blocca Zelensky | Eresia
di Enrico Toselli Ma che cattivi questi cinesi! Solo perché gli atlantisti non vogliono più vendere microchip a Pechino, adesso Xi Jinping minaccia di
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🇪🇺 AUTO ELETTRICA, È SEMPRE PIÙ ALLARME METALLI IN EUROPA
La Corte dei conti europea segnala ostacoli crescenti allo sviluppo della filiera delle batterie nel Vecchio continente. La competizione aumenta, avverte anche Bmi: nel mondo servono 514 miliardi di dollari di investimenti extra entro il 2030 per soddisfare la domanda nell’automotive.
La corsa all’auto elettrica – e forse persino gli obiettivi di decarbonizzazione – rischiano di schiantarsi contro il muro della mancanza di materie prime, come il litio, il cobalto o il nickel.
E ad accusare i danni maggiori potrebbe essere l’Europa, che nella filiera delle batterie oggi non solo deve confrontarsi con lo strapotere della Cina, ma anche vincere la crescente competizione degli Stati Uniti, sempre più attraenti per gli investitori grazie ai generosi incentivi offerti dall’Inflation Reduction Act. (Fonte: Sole24Ore)
Sono veramente fantastici. Prima approvano provvedimenti con obiettivi irrealizzabili, senza ascoltare chi li mette in guardia che andranno a sbattere contro l'iceberg. Poi glielo dice anche la Corte dei conti UE, ma ormai non possono tornare indietro.
La Corte dei conti europea segnala ostacoli crescenti allo sviluppo della filiera delle batterie nel Vecchio continente. La competizione aumenta, avverte anche Bmi: nel mondo servono 514 miliardi di dollari di investimenti extra entro il 2030 per soddisfare la domanda nell’automotive.
La corsa all’auto elettrica – e forse persino gli obiettivi di decarbonizzazione – rischiano di schiantarsi contro il muro della mancanza di materie prime, come il litio, il cobalto o il nickel.
E ad accusare i danni maggiori potrebbe essere l’Europa, che nella filiera delle batterie oggi non solo deve confrontarsi con lo strapotere della Cina, ma anche vincere la crescente competizione degli Stati Uniti, sempre più attraenti per gli investitori grazie ai generosi incentivi offerti dall’Inflation Reduction Act. (Fonte: Sole24Ore)
Sono veramente fantastici. Prima approvano provvedimenti con obiettivi irrealizzabili, senza ascoltare chi li mette in guardia che andranno a sbattere contro l'iceberg. Poi glielo dice anche la Corte dei conti UE, ma ormai non possono tornare indietro.
24+
Auto elettrica, è sempre più allarme metalli in Europa
La Corte dei conti europea segnala ostacoli crescenti allo sviluppo della filiera delle batterie nel Vecchio continente. La competizione aumenta, avverte anche Bmi: nel mondo servono 514 miliardi di dollari di investimenti extra entro il 2030 per soddisfare…
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🇺🇸🇨🇳 Il segretario al Tesoro americano Yellen ha violato l'etichetta diplomatica in Cina, scrive il New York Post.
Yellen si è inchinata vivacemente e spesso durante una stretta di mano con il vice premier del Consiglio di Stato della Repubblica popolare cinese He Lifeng. Gli esperti di etichetta diplomatica della pubblicazione hanno notato che i funzionari americani non si inchinano mai.
Hanno anche richiamato l'attenzione sul fatto che He Lifeng non ha ricambiato la Yellen e hanno considerato questo "incidente" un segno della debolezza americana.
Yellen si è inchinata vivacemente e spesso durante una stretta di mano con il vice premier del Consiglio di Stato della Repubblica popolare cinese He Lifeng. Gli esperti di etichetta diplomatica della pubblicazione hanno notato che i funzionari americani non si inchinano mai.
Hanno anche richiamato l'attenzione sul fatto che He Lifeng non ha ricambiato la Yellen e hanno considerato questo "incidente" un segno della debolezza americana.
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Colpo si scena: anche l'istituto Aspen Italia in uno studio dice che bisogna usare i biocarburanti e allungare la vita ai motori endotermici
Altro che blocco di immatricolazione dei motori endotermici dal 2035 come dice l'EU, qui si parla del 2073.
Tutti contro l'EU quindi: lunga vita ai motori endotermici.
I costruttori, con un occhio alle vendite e uno ai piazzali pieni, iniziano a sentire puzza di bruciato e a luci spente cambiano i top manager"green" per puntare su quelli più tradizionalisti.
Questi movimenti rendono, di fatto, l'EU sempre più debole e, soprattutto, sempre meno autorevole.
E' autoritaria, si: ma non lo sarà ancora per molto.
"Audi e Shell, per esempio, nelle ultime settimane, hanno fatto notizia per aver sostituito i propri top manager maggiormente orientati alle energie rinnovabili, con dirigenti meno inclini a una, ancora difficile, svolta con l’obiettivo di riduzione delle emissioni di anidride carbonica (Net Zero Emission) al 2050.
La frenata da parte di questi colossi in prima linea nel settore mobilità coincide perfettamente con lo studio condotto da Aspen institute Italia e realizzato in collaborazione, guarda caso, con Shell. Secondo l’indagine, ci vorranno almeno altri cinquant’anni per arrivare, nel settore dei tra-
sporti, alle tanto agognate emissioni zero. E non è detto che ci si arrivi per davvero."
Per concludere: non è affatto un caso che Lady Aspen, sull'argomento, abbia lo stesso, identico approccio dei suoi referenti.
"Non avrete l'auto elettrica e sarete felici"- CIT.
🔗 In_Telegram_Veritas
Altro che blocco di immatricolazione dei motori endotermici dal 2035 come dice l'EU, qui si parla del 2073.
Tutti contro l'EU quindi: lunga vita ai motori endotermici.
I costruttori, con un occhio alle vendite e uno ai piazzali pieni, iniziano a sentire puzza di bruciato e a luci spente cambiano i top manager"green" per puntare su quelli più tradizionalisti.
Questi movimenti rendono, di fatto, l'EU sempre più debole e, soprattutto, sempre meno autorevole.
E' autoritaria, si: ma non lo sarà ancora per molto.
"Audi e Shell, per esempio, nelle ultime settimane, hanno fatto notizia per aver sostituito i propri top manager maggiormente orientati alle energie rinnovabili, con dirigenti meno inclini a una, ancora difficile, svolta con l’obiettivo di riduzione delle emissioni di anidride carbonica (Net Zero Emission) al 2050.
La frenata da parte di questi colossi in prima linea nel settore mobilità coincide perfettamente con lo studio condotto da Aspen institute Italia e realizzato in collaborazione, guarda caso, con Shell. Secondo l’indagine, ci vorranno almeno altri cinquant’anni per arrivare, nel settore dei tra-
sporti, alle tanto agognate emissioni zero. E non è detto che ci si arrivi per davvero."
Per concludere: non è affatto un caso che Lady Aspen, sull'argomento, abbia lo stesso, identico approccio dei suoi referenti.
"Non avrete l'auto elettrica e sarete felici"- CIT.
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La moneta Britcoin di Sunak "potrebbe essere usata per controllare età e nazionalità di chi la utilizza".
La nuova moneta digitale "Britcoin" di Rishi Sunak potrebbe essere utilizzata per controllare l'età o la nazionalità degli acquirenti, ha dichiarato uno sviluppatore che sta lavorando al progetto, in mezzo a crescenti preoccupazioni sulla privacy. Alastair Johnson, fondatore di Nuggets, ha dichiarato che i consumatori potrebbero scegliere di condividere i dati personali con un negozio quando fanno acquisti.
https://www.telegraph.co.uk/business/2023/07/07/sunaks-britcoin-currency-check-ages-and-nationalities/
La nuova moneta digitale "Britcoin" di Rishi Sunak potrebbe essere utilizzata per controllare l'età o la nazionalità degli acquirenti, ha dichiarato uno sviluppatore che sta lavorando al progetto, in mezzo a crescenti preoccupazioni sulla privacy. Alastair Johnson, fondatore di Nuggets, ha dichiarato che i consumatori potrebbero scegliere di condividere i dati personali con un negozio quando fanno acquisti.
https://www.telegraph.co.uk/business/2023/07/07/sunaks-britcoin-currency-check-ages-and-nationalities/
The Telegraph
Sunak’s Britcoin currency ‘could be used to check ages and nationalities’
Shops would be able to use digital pound for verification, says developer working on project
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Forwarded from Cris Cersei Channel
❌CANCELLATO
Sicuramente molti di voi ricorderanno Sebastien Cochard, importante economista francese, nelle stanze dei bottoni di alte istituzioni e consulente della Banca Centrale Saudita.
Era molto presente in Italia, in convegni sovranisti (incluso il Goofy di Bagnai) e spesso intervistato in canali YouTube “dissidenti “.
Sebastien è sparito dai social nel marzo 2022 è solo oggi, a oltre un anno di distanza, si è scoperto che è “caduto” dal 27mo piano di un grattacielo di Dubai. 😳
Non solo: sul web non si trova quasi più nulla di ciò che ha scritto e detto prima di sparire. Come se fosse stata cancellata la sua memoria.
Gli amici su Twitter stanno ora cercando di saperne di più, ma non sarà facile. Qualcuno lo voleva morto.😡
🗡by @criscersei
Sicuramente molti di voi ricorderanno Sebastien Cochard, importante economista francese, nelle stanze dei bottoni di alte istituzioni e consulente della Banca Centrale Saudita.
Era molto presente in Italia, in convegni sovranisti (incluso il Goofy di Bagnai) e spesso intervistato in canali YouTube “dissidenti “.
Sebastien è sparito dai social nel marzo 2022 è solo oggi, a oltre un anno di distanza, si è scoperto che è “caduto” dal 27mo piano di un grattacielo di Dubai. 😳
Non solo: sul web non si trova quasi più nulla di ciò che ha scritto e detto prima di sparire. Come se fosse stata cancellata la sua memoria.
Gli amici su Twitter stanno ora cercando di saperne di più, ma non sarà facile. Qualcuno lo voleva morto.😡
🗡by @criscersei
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Forwarded from InfoDefenseITALIA
🇺🇦 LA CONSEGNA DI MUNIZIONI A GRAPPOLO ALLE FORZE ARMATE UCRAINE È AVVENUTA DA TEMPO.
Ieri hanno solo reso nota la cosa, l'hanno ufficializzata.
Il giornalista russo Vladimir Romanov riferisce di aver rinvenuto munizioni a grappolo DM 1399 alla fine di giugno sul fronte di Zaporozhya nel distretto di Pology (v. foto).
L'esercito ucraino utilizza queste munizioni praticamente dall'inizio del conflitto; ad esempio, nel settembre 2022, in direzione Kherson sono state trovate mine anticarro DM1399 (AT2) (v. foto). La mina si attiva quando il cordone di sicurezza viene trascinato dal fondo di un carro armato (o di altro veicolo pesante) o quando viene schiacciato sotto il peso del veicolo.
Dopo il Trattato di Ottawa, l'Italia ha distrutto le sue scorte di 45.000 mine. Hanno aderito anche Gran Bretagna, Germania e Norvegia al Trattato di Ottawa, ma - a quanto pare - era un'adesione fittizia, come ormai è la norma dei Paesi NATO.
La prima vittima è il Diritto Internazionale, ucciso dalle "regole" unilaterali del Grande Fratello.
Fonte
Seguite📱 InfoDefenseITALIA
📱 InfoDefense
Ieri hanno solo reso nota la cosa, l'hanno ufficializzata.
Il giornalista russo Vladimir Romanov riferisce di aver rinvenuto munizioni a grappolo DM 1399 alla fine di giugno sul fronte di Zaporozhya nel distretto di Pology (v. foto).
L'esercito ucraino utilizza queste munizioni praticamente dall'inizio del conflitto; ad esempio, nel settembre 2022, in direzione Kherson sono state trovate mine anticarro DM1399 (AT2) (v. foto). La mina si attiva quando il cordone di sicurezza viene trascinato dal fondo di un carro armato (o di altro veicolo pesante) o quando viene schiacciato sotto il peso del veicolo.
Dopo il Trattato di Ottawa, l'Italia ha distrutto le sue scorte di 45.000 mine. Hanno aderito anche Gran Bretagna, Germania e Norvegia al Trattato di Ottawa, ma - a quanto pare - era un'adesione fittizia, come ormai è la norma dei Paesi NATO.
La prima vittima è il Diritto Internazionale, ucciso dalle "regole" unilaterali del Grande Fratello.
Fonte
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