🇺🇸🇬🇧🇮🇹 I GRANDI OSPITI DEL BRITANNIA. ABBIAMO SVENDUTO TUTTO MA IL DEBITO PUBBLICO SI È TRIPLICATO.
L'articolo non è attuale ma è uno dei più cliccati, che riassume il problema in poche righe. Gli ospiti erano l’alto comando dell’economia di Stato italiana: il presidente di Bankitalia Ciampi e Beniamino Andreatta, i due artefici del “divorzio” tra Bankitalia e Tesoro all’inizio degli anni ‘ 80, c’erano i vertici di Eni, Iri, Comit, Ina, le aziende di Stato e le partecipate al gran completo. C’era, il direttore generale del Tesoro Mario Draghi che tenne la relazione introduttiva sui costi e i vantaggi delle privatizzazioni. L’operazione era in realtà già stata decisa e non solo perché quella era allora, dopo la rivoluzione thatcherian- reaganiana, il dogma economico dal quale si erano lasciati ipnotizzare tutti, la sinistra “di governo” non meno della destra. Anche e soprattutto perché quella gigantesca dismissione era condizione imprescindibile per entrare nella nascente moneta unica. Ce lo chiedeva l’Europa. Chiedeva parecchio: lo Stato controllava treni, aerei e autostrade per intero, idem per acqua, elettricità e gas, l’ 80% del sistema bancario, l’intera telefonia, la Rai, porzioni consistenti della siderurgia e della chimica. I settori di partecipazione erano praterie sconfinate: assicurazioni, meccanica ed elettromeccanica, settore alimentare, impiantistica, fibre, vetro, pubblicità, supermercati, alberghi, agenzie di viaggio.
Vendere, o svendere, quel patrimonio, avrebbe raggiunto tre risultati: ridurre il debito pubblico che ammontava allora a 795 mld di euro, rendere più efficienti e competitivi i settori in via di privatizzazione, aumentare l’occupazione. In quell’inverno del 1992, mentre tangentopoli colpiva durissimo e si attendeva un referendum che tutti sapevano avrebbe siglato il Game Over per la prima Repubblica, nei corridoi di Montecitorio non si sentiva parlare che di “privatizzazioni” e “cartolarizzazioni”. Si partì nel luglio 1993, con la vendita, o svendita, della prima tranche del gruppo SME, poi Motta, Alemagna, Surgela.
Il breve governo Berlusconi, nel 1994, implicò una frenata fino al 1996: poi, con i governi Prodi e D’Alema, le dismissioni presero la ricorsa. Il gruppo IRI fu smembrato. Poi una cordata capitanata dagli Agnelli si aggiudicò Telecom. D’Alema, arrivato al governo alla fine del 1998 patrocinò il cedimento di Autostrade a Benetton, introducendo una delle principali specificità delle privatizzazioni all’italiana: la vendita allo stesso soggetto sia del servizio che delle infrastrutture, le autostrade e i caselli, Telecom e i cavi sui quali viaggia il segnale. La dismissione è proseguita per una ventina d’anni, passando per le banche, quote di Enel ed Eni, il disastro di Alitalia. L’incasso è stato cospicuo: 127 mld di euro, una decina ricavata solo dalla vendita di immobili. Il bilancio però è fallimentare. Il debito pubblico non è stato risanato: si è triplicato. Il rilancio dell’occupazione ha proceduto all’indietro, con un milione di posti di lavoro circa persi. Il miraggio di creare “colossi italiani” è rimasto un miraggio beffardo.
Il principale vantaggio promesso ai consumatori, l’abbassamento dei prezzi conseguente alla competività delle aziende private sul mercato, è stato rapidamente affondato dalla tendenza delle aziende stesse ad accordarsi ricreando di fatto condizioni di monopolio, solo a condizioni più esose.
L'articolo non è attuale ma è uno dei più cliccati, che riassume il problema in poche righe. Gli ospiti erano l’alto comando dell’economia di Stato italiana: il presidente di Bankitalia Ciampi e Beniamino Andreatta, i due artefici del “divorzio” tra Bankitalia e Tesoro all’inizio degli anni ‘ 80, c’erano i vertici di Eni, Iri, Comit, Ina, le aziende di Stato e le partecipate al gran completo. C’era, il direttore generale del Tesoro Mario Draghi che tenne la relazione introduttiva sui costi e i vantaggi delle privatizzazioni. L’operazione era in realtà già stata decisa e non solo perché quella era allora, dopo la rivoluzione thatcherian- reaganiana, il dogma economico dal quale si erano lasciati ipnotizzare tutti, la sinistra “di governo” non meno della destra. Anche e soprattutto perché quella gigantesca dismissione era condizione imprescindibile per entrare nella nascente moneta unica. Ce lo chiedeva l’Europa. Chiedeva parecchio: lo Stato controllava treni, aerei e autostrade per intero, idem per acqua, elettricità e gas, l’ 80% del sistema bancario, l’intera telefonia, la Rai, porzioni consistenti della siderurgia e della chimica. I settori di partecipazione erano praterie sconfinate: assicurazioni, meccanica ed elettromeccanica, settore alimentare, impiantistica, fibre, vetro, pubblicità, supermercati, alberghi, agenzie di viaggio.
Vendere, o svendere, quel patrimonio, avrebbe raggiunto tre risultati: ridurre il debito pubblico che ammontava allora a 795 mld di euro, rendere più efficienti e competitivi i settori in via di privatizzazione, aumentare l’occupazione. In quell’inverno del 1992, mentre tangentopoli colpiva durissimo e si attendeva un referendum che tutti sapevano avrebbe siglato il Game Over per la prima Repubblica, nei corridoi di Montecitorio non si sentiva parlare che di “privatizzazioni” e “cartolarizzazioni”. Si partì nel luglio 1993, con la vendita, o svendita, della prima tranche del gruppo SME, poi Motta, Alemagna, Surgela.
Il breve governo Berlusconi, nel 1994, implicò una frenata fino al 1996: poi, con i governi Prodi e D’Alema, le dismissioni presero la ricorsa. Il gruppo IRI fu smembrato. Poi una cordata capitanata dagli Agnelli si aggiudicò Telecom. D’Alema, arrivato al governo alla fine del 1998 patrocinò il cedimento di Autostrade a Benetton, introducendo una delle principali specificità delle privatizzazioni all’italiana: la vendita allo stesso soggetto sia del servizio che delle infrastrutture, le autostrade e i caselli, Telecom e i cavi sui quali viaggia il segnale. La dismissione è proseguita per una ventina d’anni, passando per le banche, quote di Enel ed Eni, il disastro di Alitalia. L’incasso è stato cospicuo: 127 mld di euro, una decina ricavata solo dalla vendita di immobili. Il bilancio però è fallimentare. Il debito pubblico non è stato risanato: si è triplicato. Il rilancio dell’occupazione ha proceduto all’indietro, con un milione di posti di lavoro circa persi. Il miraggio di creare “colossi italiani” è rimasto un miraggio beffardo.
Il principale vantaggio promesso ai consumatori, l’abbassamento dei prezzi conseguente alla competività delle aziende private sul mercato, è stato rapidamente affondato dalla tendenza delle aziende stesse ad accordarsi ricreando di fatto condizioni di monopolio, solo a condizioni più esose.
www.ildubbio.news
Estate ‘92: la crociera sul Britannia voluta da sua maestà che privatizzò l’Italia...
Il 2 giugno 1992 sul panfilo della regina Elisabetta, Royal Yacht “Britannia”, fu deciso di avviare la privatizzazione d’Italia
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🟥 L'UE, COME I NAZISTI, VUOLE DISTRUGGERE MONUMENTI CHE GIUDICA "DISSONANTI". VUOLE DISTRUGGERE ARCHITETTURE INESTIMABILI, O MODIFICARNE I TRATTI ASSEGNATI DA ARTISTI E COSTRUTTORI DI ALTRE EPOCHE, BENCHÉ CONTROVERSE, IN TUTTA EUROPA.
Secondo un articolo di
di Francescio Giubilei, fallito il tentativo di abbattere gli edifici di epoca fascista o di occultarne lo stile architettonico razionalista come proposto qualche anno fa dal New Yorker, ora è l’Unione europea a riprovarci. Il 30 novembre e 1 dicembre si terrà infatti a Cesena il «primo meeting europeo sul patrimonio dissonante» in cui verrà annunciato un nuovo progetto europeo nato con l’obiettivo di «ripensare gli edifici costruiti in periodi storici difficili, portatori di valori controversi». Con patrimonio dissonante "si fa riferimento a un oggetto patrimoniale collegato ad eventi storici da cui possono scaturire interpretazioni conflittuali o in contrasto tra loro da parte di gruppi socio-culturali diversi". Ma fino a che punto? Visto che ogni cultura è diversa e la storia, anche quella negativa, ha disegnato i nostri paesi attraverso architettura, pittura e scultura? Rientra in questa definizione l’architettura razionalista, eppure gli edifici di epoca fascista sono da decenni sede di numerosi luoghi istituzionali come tribunali, stazioni di polizia, comuni, non certo funzioni «dissonanti» rispetto alla vita democratica italiana. L’aspetto più preoccupante è la volontà di «ripensare» queste architetture con un chiaro intento di cancel culture e, come se non bastasse, l’Unione europea ha stanziato ingenti risorse per l’iniziativa, basti pensare che il solo comune di Cesena riceverà un finanziamento di 180.876,86 euro.
Il progetto europeo finanziato da URBACT IV «AR.C.H.ETHICS – Architecture, Citizenship, History and Ethics to shape Dissonant Heritage in European cities» vede Cesena capofila di un gruppo di altre otto città: Permet (Albania); Vilanova de Cerveira (Portogallo), Betera (Spagna), Gdansk e Krakow (Polonia), Leros (Grecia), Leipzig (Germania) e Kazanlak (Bulgaria).
Secondo un articolo di
di Francescio Giubilei, fallito il tentativo di abbattere gli edifici di epoca fascista o di occultarne lo stile architettonico razionalista come proposto qualche anno fa dal New Yorker, ora è l’Unione europea a riprovarci. Il 30 novembre e 1 dicembre si terrà infatti a Cesena il «primo meeting europeo sul patrimonio dissonante» in cui verrà annunciato un nuovo progetto europeo nato con l’obiettivo di «ripensare gli edifici costruiti in periodi storici difficili, portatori di valori controversi». Con patrimonio dissonante "si fa riferimento a un oggetto patrimoniale collegato ad eventi storici da cui possono scaturire interpretazioni conflittuali o in contrasto tra loro da parte di gruppi socio-culturali diversi". Ma fino a che punto? Visto che ogni cultura è diversa e la storia, anche quella negativa, ha disegnato i nostri paesi attraverso architettura, pittura e scultura? Rientra in questa definizione l’architettura razionalista, eppure gli edifici di epoca fascista sono da decenni sede di numerosi luoghi istituzionali come tribunali, stazioni di polizia, comuni, non certo funzioni «dissonanti» rispetto alla vita democratica italiana. L’aspetto più preoccupante è la volontà di «ripensare» queste architetture con un chiaro intento di cancel culture e, come se non bastasse, l’Unione europea ha stanziato ingenti risorse per l’iniziativa, basti pensare che il solo comune di Cesena riceverà un finanziamento di 180.876,86 euro.
Il progetto europeo finanziato da URBACT IV «AR.C.H.ETHICS – Architecture, Citizenship, History and Ethics to shape Dissonant Heritage in European cities» vede Cesena capofila di un gruppo di altre otto città: Permet (Albania); Vilanova de Cerveira (Portogallo), Betera (Spagna), Gdansk e Krakow (Polonia), Leros (Grecia), Leipzig (Germania) e Kazanlak (Bulgaria).
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Forwarded from CasaDelSoleTV
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Pechino chiede più commercio e meno politica
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Avdeevka.
I combattimenti continuano nell'area dell'intersezione di due diramazioni ferroviarie a nord di Krasnogorovka e nelle cinture forestali a sud del villaggio di Novokalinovo.
Il nemico mantiene la sua posizione indipendentemente dal prezzo che deve pagare. Il trasferimento delle riserve continua dal fronte di Zaporozhje, in particolare vengono trasferite le unità della 116a brigata meccanizzata; perdite significative costringono il comando delle forze armate ucraine a colmare le lacune della difesa con forze ritirate da altri settori critici del fronte.
A est della Cokeria le truppe rusde si sono trincerate nella zona della stazione di pompaggio.
Le informazioni sul ritiro delle forze russe dal settore ovest di Stepovo sono vere; il nemico ha aumentato la pressione del fuoco sulla periferia orientale dell'insediamento; per evitare perdite ingiustificate, le forze russr hanno abbandonato l’area presa di mira e si sono ritirate in posizioni più sicure.
In generale, la tendenza precedente a distruggere le truppe e il materiale del nemico rimane, basata sul continuo trasferimento delle riserve nemiche al fronte di Avdeevka, questo piano viene portato avanti con successo essendo già sei le brigate ucraine trasferite con urgenza di rinforzo.
@Slavjangrad
I combattimenti continuano nell'area dell'intersezione di due diramazioni ferroviarie a nord di Krasnogorovka e nelle cinture forestali a sud del villaggio di Novokalinovo.
Il nemico mantiene la sua posizione indipendentemente dal prezzo che deve pagare. Il trasferimento delle riserve continua dal fronte di Zaporozhje, in particolare vengono trasferite le unità della 116a brigata meccanizzata; perdite significative costringono il comando delle forze armate ucraine a colmare le lacune della difesa con forze ritirate da altri settori critici del fronte.
A est della Cokeria le truppe rusde si sono trincerate nella zona della stazione di pompaggio.
Le informazioni sul ritiro delle forze russe dal settore ovest di Stepovo sono vere; il nemico ha aumentato la pressione del fuoco sulla periferia orientale dell'insediamento; per evitare perdite ingiustificate, le forze russr hanno abbandonato l’area presa di mira e si sono ritirate in posizioni più sicure.
In generale, la tendenza precedente a distruggere le truppe e il materiale del nemico rimane, basata sul continuo trasferimento delle riserve nemiche al fronte di Avdeevka, questo piano viene portato avanti con successo essendo già sei le brigate ucraine trasferite con urgenza di rinforzo.
@Slavjangrad
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Forwarded from Pino Cabras
Domani 28 novembre a Bruxelles, su invito dell'eurodeputato indipendente Piernicola Pedicini, interverrò nella sede del Parlamento Europeo alla conferenza "Le vie della pace" assieme a Michele Santoro e altri illustri ospiti. Anticiperò alcune idee che ho intenzione di proporre nei prossimi mesi.
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🇮🇹 La Sanità spiegata facile: se vuoi la TAC entro 2 giorni devi essere il Papa.
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Chi vuole può seguirmi da ora e iniziare a minare seguendo le istruzioni (non è mai troppo tardi). Pi è una valuta digitale sviluppata da dottori di ricerca dell'università di Stanford, con oltre 10 milioni di membri in tutto il mondo. Per reclamare il tuo Pi, segui questo link https://minepi.com/giuseppemasala e usa il mio username (giuseppemasala) come tuo codice invito.
Pi Network
Pi Network - Home Page
Pi is a network of tens of millions of humans mining Pi cryptocurrency to use and build the Web3 app ecosystem.
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Cari amici e cari affiliati della blockchain Pi Coin, il 30 Dicembre 2020 avviai una piccola campagna pubblicitaria su questo progetto sia sul mio canale Telegram che su Facebook. Consideravo molto interessante questo progetto e invitai le persone che intendevano aderire ad usare il mio link referral di invito diventando così miei "affiliati" nel progetto. Bene, a distanza di quasi tre anni stanno iniziando a "liberare" i Pi Coin che ognuno di noi ha "minato" (oltre che le spettanze legate al referral).
Bene, il progetto e la relativa cryptomoneta (Pi Coin) sta ottendendo un'ottima accoglienza nel mercato delle crypto. Una sola Pi Coin è quotata al momento oltre 35 dollari. Dunque chi tra i miei 254 affiliati ancora non si è certificato seguendo le istruzioni presenti è pregato di svolgere le operazioni. Anche soli 100 Pi Coin valgono al momento POTENZIALMENTE 3400 dollari, credo sia interessante per tutti....pertanto vi invito a svolgere le previste operazioni di certificazione. ❤️
Bene, il progetto e la relativa cryptomoneta (Pi Coin) sta ottendendo un'ottima accoglienza nel mercato delle crypto. Una sola Pi Coin è quotata al momento oltre 35 dollari. Dunque chi tra i miei 254 affiliati ancora non si è certificato seguendo le istruzioni presenti è pregato di svolgere le operazioni. Anche soli 100 Pi Coin valgono al momento POTENZIALMENTE 3400 dollari, credo sia interessante per tutti....pertanto vi invito a svolgere le previste operazioni di certificazione. ❤️
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Forwarded from Il Veritiero
L'Economist ha deciso di dire ai lettori che qualcosa non va con questi emirati: hanno solo una manciata di persone, ma possiedono il 10% delle riserve petrolifere mondiali. Sembrano essere alleati degli Stati Uniti, ma la loro principale controparte commerciale è la Cina. Il mondo intero sta tremando, e loro siedono e si arricchiscono. Dovremmo guardarli più da vicino, in generale, non è che si stanno facendo carico di troppe cose?
Da Slavyangrad
Da Slavyangrad
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Forwarded from Fronte Sovranista (di 🇷🇺KasperCarlo🇵🇸) - canale anti imperialista, anti sionista & pro Pal -
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Rampini ne dice una gusta (video tagliato e velocizzato per twitter)
- Occidente smascherato: "USA culla di un esperimento estremo già cominciato" -
https://www.youtube.com/watch?v=zosusW0s9Gs&t=106s
- Occidente smascherato: "USA culla di un esperimento estremo già cominciato" -
https://www.youtube.com/watch?v=zosusW0s9Gs&t=106s
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🇰🇵🇺🇸La Corea del Nord ha lanciato un satellite di ricognizione per avere un quadro chiaro delle manovre militari statunitensi nella regione e prepararsi di conseguenza, ha detto l'ambasciatore del paese presso le Nazioni Unite Kim Song.
"Il lancio del satellite da ricognizione da parte della Corea del Nord [è stato fatto] per avere un quadro chiaro delle terribili mosse militari degli Stati Uniti in modo che potessimo essere pienamente preparati", ha detto Kim durante una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La Corea del Nord ha lanciato con successo il suo satellite da ricognizione militare Malligyong-1 e ne ha annunciati altri che seguiranno. Dopo il lancio, la Corea del Sud ha parzialmente sospeso l’accordo militare intercoreano del 2018 volto a ridurre le tensioni nella penisola coreana.
Fonte: geopolitics_live
PS: La Corea del Nord afferma che il suo satellite spia militare ha scattato foto della Casa Bianca e del Pentagono - Yonhap
"Il lancio del satellite da ricognizione da parte della Corea del Nord [è stato fatto] per avere un quadro chiaro delle terribili mosse militari degli Stati Uniti in modo che potessimo essere pienamente preparati", ha detto Kim durante una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La Corea del Nord ha lanciato con successo il suo satellite da ricognizione militare Malligyong-1 e ne ha annunciati altri che seguiranno. Dopo il lancio, la Corea del Sud ha parzialmente sospeso l’accordo militare intercoreano del 2018 volto a ridurre le tensioni nella penisola coreana.
Fonte: geopolitics_live
PS: La Corea del Nord afferma che il suo satellite spia militare ha scattato foto della Casa Bianca e del Pentagono - Yonhap
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🇷🇺🇺🇦Carro armato delle Forze Armate della Federazione Russa, che ha ricevuto, ed è sopravvissuto, all'impatto di un drone FPV suicida nell'area della città di Avdeevka nella regione di Donetsk.
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Forwarded from La Mia Russia (Marco Bordoni)
Financial Times: Kiev cerca di mobilitare i giovani. L'età media delle truppe al fronte è 30/40 anni, "ma servono uomini più resistenti".
A differenza di Mosca, Kiev non si può permettere una guerra di logoramento.
https://t.me/smotri_media/65819
A differenza di Mosca, Kiev non si può permettere una guerra di logoramento.
https://t.me/smotri_media/65819
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СМОТРИ
❗️Киев пытается мобилизовать солдат помоложе — Financial Times
"Средний возраст украинских рекрутов составляет 30-40 лет. В предыдущие волны мобилизации призвали солдат с боевым опытом, но необходимы более выносливые мужчины. При этом, в отличие от Москвы…
"Средний возраст украинских рекрутов составляет 30-40 лет. В предыдущие волны мобилизации призвали солдат с боевым опытом, но необходимы более выносливые мужчины. При этом, в отличие от Москвы…
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Forwarded from l'AntiDiplomatico
Temperature sotto lo zero stanno arrivando nei paesi europei e la neve, secondo i meteorologi, cadrà dalla Germania al Regno Unito, riferisce Bloomberg. Il clima gelido metterà alla prova i sistemi energetici europei, che trascorreranno il secondo inverno consecutivo senza le forniture di base di carburante russo.
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🟥 SPEGNI I FAKE MEDIA. PASSA A L'ANTIDIPLOMATICO:
https://t.me/lantidiplomatico
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Forwarded from Giubbe Rosse
PANTANO
di Enrico Tomaselli
Mentre le condizioni meteo rallentano i combattimenti, nelle retrovie ucraine (e del NATOstan) si comincia a delineare un’altra battaglia, quella per la leadership ucraina che dovrà – secondo i desiderata occidentali – condurre il paese verso una conclusione, sia pure temporanea, del conflitto. Una battaglia, questa, che già vede cadere le prime teste, e che si preannuncia non meno aspra di quelle combattute in prima linea.
Leggi l'articolo completo
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di Enrico Tomaselli
Mentre le condizioni meteo rallentano i combattimenti, nelle retrovie ucraine (e del NATOstan) si comincia a delineare un’altra battaglia, quella per la leadership ucraina che dovrà – secondo i desiderata occidentali – condurre il paese verso una conclusione, sia pure temporanea, del conflitto. Una battaglia, questa, che già vede cadere le prime teste, e che si preannuncia non meno aspra di quelle combattute in prima linea.
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Giubbe Rosse News
PANTANO - Giubbe Rosse News
In Ucraina è arrivato anticipatamente l’inverno. Pioggia e neve già rendono impraticabili le strade non...
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