Giuseppe Masala Chili 🌶
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Lettore appassionato e scrittore incostante. Topografo degli abissi. Diversamente inabile. A volte manniano tendenza Giuseppe a volte céliniano tendenza Bardamu.
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Che altro aggiungere? Tutti in fila per la terza puntirina, mi raccomando...
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Robert Malone è l'inventore dei vaccini mRNA e qui commenta le dichiarazioni di Fauci secondo cui la carica virale dei vaccinati è uguale a quella dei non vaccinati. Sostiene Malone che in realtà vaccinarsi rende il virus più contagioso, dunque più pericoloso.
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Vaccini: il sindaco di New York De Blasio dice "the voluntary phase is over.” La fase di adesione volontaria all'inoculazione è finita. Ora si passa alle maniere forti.
Forwarded from Z News ChannelZ📡
Futuri lockdown, poco deterministici.
Ogni scusa è buona per consigliare di non uscire e non poter vivere come un animale qualsiasi.
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Polizia Como,maltempo:evitare di uscire

La Polizia locale di Como, dal momento che sono previsti nuovi temporali nelle prossime ore, ha rinnovato l'invito di non uscire di casa se non strettamente necessario e di non avventurarsi nei luoghi a rischio,dove si sono verificati smottamenti e allagamenti.
L'assessore regionale lombardo alla Protezione Civile, Pietro Foroni, ha assicurato che invierà "al Governo la richiesta di stato di emergenza non solo per il Comasco, ma anche per Val Chiavenna, il Comune di Gallarate e alcune zone del basso Mantovano".

#italia #storia #natura #scandalo #giustizia #clima
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La manifestazione di ieri a Piazza del Popolo a Roma contro il Green Pass. Piazza piena di gente come si può vedere. Eppure TV e giornali hanno parlato di fallimento e di "quattro gatti". Com'è possibile? Semplice, basta andare in piazza prima che la manifestazione inizi quando c'è poca gente e girate le immagini facendo credere ch quelle siano relative alla manifestazione.
"Scoppia il caso Sputnik, perché il vaccino russo non è riconosciuto in Italia e non consente di ottenere il Green Pass. Un problema che riguarda i turisti in arrivo da Mosca, spesso ottimi clienti per albergatori e ristoratori". (La Stampa)
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Rischia di essere intubata e, in napoletano, ammette: "chi cazz' me l'ha fatt' fa e fa stu vaccino" (chi me lo ha fatto fare di sottopormi al vaccino), e finisce con "non vi vaccinate". Che tristezza...
L'articolo peggiore della storia del giornalismo. Una pagina nera.
MARIO DRAGHI ED IL SACCHEGGIO DELL’ITALIA
E’ attribuita a Churchill la battuta secondo la quale gli italiani sono quel popolo che quando perde una partita di calcio è come se perdesse una guerra e quando perde una guerra è come se perdesse una partita di calcio.
La vittoria dei campionati europei della nazionale ha infiammato le penne dei gazzettieri , i quali hanno visto nel recente successo calcistico l’annuncio dei futuri trionfi dell’Italia di Draghi.
Le cose, purtroppo, non stanno così. La crisi che affligge il paese viene da molto lontano e non sarà certo una vittoria ai rigori a invertire la tendenza.
Il declino dell’Italia è in corso da almeno trenta anni. Esso ha, naturalmente, molte cause (politiche, morali, culturali , religiose, ecc). La più rilevante tra esse è però quella economica.
Il sistema produttivo del paese si reggeva, fino ai primi anni novanta, principalmente su due gambe: la grande impresa pubblica e la piccola e media impresa privata.
La prima e la più decisiva, perché comprendeva i settori strategici, si era venuta formando negli anni Trenta del Novecento, quando Mussolini creò l’IRI nel tentativo far fronte agli altrimenti inevitabili fallimenti bancari ( Banca commerciale, Credito italiano e Banca di Roma). Lo stato si trovò così ad essere proprietario di una parte consistente dell’industria nazionale, di cui queste banche erano le principali azioniste. Grazie anche a dirigenti di grande valore (Beneduce e Menichella prima e, poi, con la creazione dell’ENI , Mattei) il settore pubblico fu il volano, nel dopoguerra, del boom economico, fornendo all’apparato produttivo acciaio ed energia a prezzi competitivi e costruendo una rete infrastrutturale moderna. Successivamente, nel corso degli anni settanta ed ottanta, il sistema delle imprese pubbliche entrò in crisi, per l’invadenza dei partiti politici che troppo spesso se ne servivano per accontentare i clienti.
Ciò non toglie che la svendita dell’apparato pubblico , decisa su impulso della finanza anglosassone durante una celebre riunione sul panfilo Britannia, fu qualcosa di criminale ed abbietto. Un ruolo di primo piano nel saccheggio di questo enorme patrimonio di ricchezza, costruito col lavoro di tre generazioni di italiani, lo ebbe l’allora giovane Direttore generale del Tesoro, Mario Draghi.
L’altro grande pilastro dell’economia italiana, la piccola e media impresa, si diffuse, soprattutto nel Nord Est, tra gli anni Settanta ed Ottanta, ed ebbe il momento di massimo sviluppo nel decennio successivo. Col nuovo millennio anche questo secondo pilastro cominciò a manifestare alcune crepe, dovute, lo si deve riconoscere, a delle intrinseche debolezze: piccolezza e frammentazione delle imprese, incapacità di fare lavoro di squadra, impossibilità di innovare i prodotti attraverso la ricerca. Con tutto questo, le piccole e medie imprese continuavano ad essere un settore dinamico, capace, soprattutto in alcune regioni, di assicurare occupazione e benessere.
Le politiche austeritarie, con l’impossibile tentativo di ridurre il debito pubblico attraverso l’aumento della pressione fiscale ed il taglio dei servizi, hanno cominciato a piegare questo mondo, che ormai può confidare sulle esportazioni, ma non sull’aumento della domanda interna.
Le follie dell’ultimo anno e mezzo, con i confinamenti e i coprifuochi, hanno completato l’opera. Il green pass, che all’apparenza colpisce soltanto i pazzi negazionisti come me, avrà come effetto quello di dare il colpo di grazia proprio alla piccola e media impresa. Questo, viene da pensare, è uno dei veri motivi per cui è stato introdotto . A salvarsi saranno probabilmente quelle aziende legate alla catena produttiva tedesca e un po’ di made in Italy. (continua nel post successivo)
Quanto al resto, sarà un’ecatombe. Dopo aver preso possesso dell’industria pubblica, il grande capitale internazionale si insedierà in settori come quello della distribuzione e del turismo. Mario Draghi potrà così assistere al compimento di una missione cominciata in un panfilo della regina d’Inghilterra e perseguita durante una vita di operoso lavoro con con una coerenza di cui gli si deve dare atto: la distruzione e il saccheggio dell’Italia . Dalla bacheca facebook di Silvio Della Torre
E' morto Roberto Calasso, Una giornata tristissima per la cultura mondiale. Se n'è andato uno degli uomini più intelligenti che avevamo in Italia. Profondo, coltissimo, ironico ecco, direi olistico. La somma di tutte le sue opere è più dell'insieme delle singole parti. Siamo tutti più poveri. Grazie di tutto.
Disfacimento
La disputa tra pro e no vax si esaurirà presto. Ha un carattere effimero, contingente. Ma esprime un movimento che non è effimero, che è strutturale: la perdita di fiducia e di legittimazione nel tardo capitalismo. La fiducia non è un fatto morale, ma sistemico. Per ripristinarla non servono sermoni, che possono convincere solo i fedeli, o generare colpevolizzazione, lasciando del tutto immodificato il problema strutturale.
I processi di sfiducia esprimono un fallimento sistemico: chi governa non ha più legittimità di fronte ai governati, che non si fidano. Questo processo era già in corso da lungo tempo nella sfera politica, ma ora si è esteso alla scienza, alla gestione della salute. L’uso di accorgimenti come la “spintarella”, se nell’immediato possono forse dare l’impressione di aggirare il problema, in realtà lo aggravano, approfondiscono il baratro. Per essere colmato ci sarebbe bisogno di mobilità culturale, sociale, circolazione delle elites, circolazione dei significati tra ambito istituzionale e mondo della vita. Per ragioni che sarebbe lungo esporre, questa circolazione è da sempre il problema di questo paese. Il ceto culturale del paese è da sempre ossessionato dall’idea di calare dall’alto la ragione, che di solito coincide con i propri interessi e il proprio modo di sentire la vita. Mentre è del tutto incapace di intercettare e dare voce al mondo della vita. In questo spazio si sono da sempre inseriti gli avventurieri.
Quando il baratro si allarga emergono i problemi di delegittimazione, emerge la sfiducia sistemica, che si allarga, e allora inizia un processo di trasformazione.
Ma noi siamo troppo portati a pensare la trasformazione come il farsi avanti di una nuova classe che sbalza di sella la vecchia classe dominante. È un errore.
Il cambiamento è sempre preceduto da un lungo periodo di disfacimento, di allentamento, sfiducia, anarchia, ingovernabilità. La vecchia struttura viene sostituita, di botto, dopo che ha perso qualsiasi capacità di integrazione sociale.
Noi siamo forse entrati in questa fase. Non priva di pericoli. Le cose si confondono, Creonte non si sa se sia un tirannò o un argine al disfacimento, i legami si disfano, destra e sinistra si confondono. Ma i processi sono irreversibili. Implicano trasformazioni che il sistema non può realizzare dal punto strutturale.
Pandemia o non pandemia è probabile che i prossimi decenni saranno un’epoca di disfacimento strutturale, perfettamente coerente con una pur possibile crescita del PIL. È il rapporto tra mondo della vita e ambito istituzionale ad essere entrato in crisi. Dalla bacheca Facebook di Vincenzo Costa