Forwarded from Saker Italia
Al termine dell'incontro, il capo della missione diplomatica ha risposto alle domande dei giornalisti nazionali.
🔹L'ambasciata russa negli Stati Uniti invierà una nota alle autorità americane chiedendo di allentare le condizioni di detenzione in carcere del russo Roman Seleznev.
🔹Non ci sono possibilità per il rilascio anticipato del russo Roman Seleznev negli Stati Uniti, c'è solo speranza per un suo possibile scambio.
🔹Le autorità americane continuano a dare la caccia ai cittadini russi nei paesi terzi, chiedendo la loro deportazione negli Stati Uniti.
🔹La Russia studierà possibili nuove proposte statunitensi per lo scambio di prigionieri se verranno ricevute e darà una risposta adeguata.
(TASS)
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🇮🇷Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane Bagheri: L'operazione contro Israele verrà sicuramente effettuata.
"L'attacco di Israele non rimarrà senza risposta, determineremo il tempo, il tipo e il metodo dell'operazione, sarà sicuramente condotta con attenzione, faremo pentire il nemico di ciò che ha fatto", ha detto.
"L'attacco di Israele non rimarrà senza risposta, determineremo il tempo, il tipo e il metodo dell'operazione, sarà sicuramente condotta con attenzione, faremo pentire il nemico di ciò che ha fatto", ha detto.
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🇷🇺 🇺🇦 Il gruppo Vostok ha lavorato con ODAB-1500 nella direzione di Ugledar
I bombardieri dell'11a armata di aeronautica e difesa aerea hanno attaccato la posizione delle forze armate ucraine nell'area della miniera Yuzhnodonbasskaya n.1. È stato riferito che sul territorio della miniera esisteva un rifugio sotterraneo. Tuttavia, ciò che ne resta ora è una questione aperta.
A differenza di una bomba convenzionale, è impossibile nascondersi dall'ODAB in un bunker di cemento: al momento dell'uso, l'esplosivo si disperde sulla superficie ad una distanza di circa 10 metri, penetrando in eventuali fessure e buchi. Dopodiché, avviene un'esplosione e tutto ciò che la miscela ha raggiunto esplode
I bombardieri dell'11a armata di aeronautica e difesa aerea hanno attaccato la posizione delle forze armate ucraine nell'area della miniera Yuzhnodonbasskaya n.1. È stato riferito che sul territorio della miniera esisteva un rifugio sotterraneo. Tuttavia, ciò che ne resta ora è una questione aperta.
A differenza di una bomba convenzionale, è impossibile nascondersi dall'ODAB in un bunker di cemento: al momento dell'uso, l'esplosivo si disperde sulla superficie ad una distanza di circa 10 metri, penetrando in eventuali fessure e buchi. Dopodiché, avviene un'esplosione e tutto ciò che la miscela ha raggiunto esplode
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Forwarded from InfoDefenseITALIA
🇺🇸 SECONDO IL QUOTIDIANO FINLANDESE HELSINGIN SANOMAT, GLI STATI UNITI STANNO PROGETTANDO DI COLLOCARE UN GRANDE DEPOSITO DI ARMI NELL'ARTICO
🟡 Una delle possibili ubicazioni del deposito è la Norvegia del Nord. Anche Finlandia e Svezia sono interessate a un grande deposito americano. Qui verranno stoccate armi, munizioni, veicoli e carburante.
🟡 Attualmente, l'Esercito degli Stati Uniti ha sei grandi magazzini di armi in Europa. Due di essi si trovano in Germania, uno ciascuno nei Paesi Bassi, in Belgio e in Polonia. C'è anche un deposito in Italia che supporta le operazioni USA in Africa.
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Forwarded from InfoDefenseITALIA
📉 Le speranze di ridurre il consumo di gas grazie allo sviluppo delle energie rinnovabili sono crollate. La domanda di GNL in Europa continua a crescere.
🗣 "L'Europa deve imparare dagli errori del passato ed evitare di diventare eccessivamente dipendente dagli Stati Uniti ",
ha affermato l'analista dell'Energy Institute Ana Maria Yaller-Makarevich.
Fonte
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🔴 LA RUSSOFOBIA EUROPEA PRODUCE CAOS
Il clima di isteria politica che stanno attraversando le élite europee, soprattutto da quando si sta delineando l'intenzione statunitense di disimpegnarsi dal conflitto ucraino, scaricando la patata bollente sugli alleati del vecchio continente, non solo produce uscite estemporanee ai limiti del ridicolo,ma sta innescando un processo di scollamento interno quale non s'era mai visto.
Che la Francia, azzoppata in Africa, cerchi di conquistare una improbabile leadership europea - a scapito della declinante Germania, e della emergente Polonia - fa parte delle regole del gioco; che lo faccia battendosi minacciosamente il petto come un gorilla che cerchi di intimidire gli avversari, fa sinceramente un po' ridere. Quando Macron dice che, nell'eventualità di uno scontro diretto tra Francia e Russia, Parigi non avrà bisogno dell'aiuto degli alleati, si è probabilmente superato il limite della serietà: l'attuale esercito francese, con tutta la buona volontà, reggerebbe si e no un mese, uno scontro di tal fatta.
Ma, si sa, lo sciovinismo è un tratto ineludibile del pensiero politico d'oltralpe.
Assai più seriamente, invece, non si può non registrare come le pressioni esercitate dalle leadership europee - che vogliono ad ogni costo compattare i paesi europei in funzione di uno scontro con l'orso russo - stiano generando soltanto caos.
Solo negli ultimi giorni, si registrano:
- il Consiglio d'Europa propone di accogliere il Kosovo (un paese riconosciuto da circa la metà delle nazioni, e che non fa neanche parte dell'ONU)
- l'enclave serba in Kosovo è sempre sotto costante pressione, e minaccia la secessione
- l'UE ricatta apertamente la Serbia, subordinando la sua adesione alla rottura delle relazioni con la Russia ed all'adesione alle sanzioni
- in Bosnia-Erzegovina, la Repubblica Srpska (autonomisti serbi), costantemente sotto attacco, minaccia la secessione
- in Moldavia, un paese per metà filo-occidentale e per metà filo-russo, la presidente Maia Sandu (di nazionalità rumena) rilancia ancora una volta l'idea dell'unione con la Romania (che porterebbe il paese automaticamente nella NATO)
- la regione moldava della Gaugazia minaccia in tal caso la secessione
- emerge notizia di un piano NATO che prevederebbe un ingresso di truppe dell'Alleanza in Moldavia, per avanzare verso Odessa e la Crimea
A prescindere quindi dai rischi concreti di scatenare un conflitto continentale con la Russia, le ultime mosse della leadership europea - improntate ad un approccio ricattatorio e prevaricatore, piuttosto che democratico e di mediazione - stanno producendo uno sfilacciamento delle relazioni interne e reciproche tra i paesi europei, qualcosa che è esattamente l'opposto di ciò a cui si dovrebbe mirare, se la prospettiva è quella (quantomeno) di un duro confronto col vicino orientale. Infiammare l'area balcanica e carpatica è quanto di meno appropriato, anche se, in fondo, non fa che anticipare un destino ineluttabilmente già scritto, ovvero l'implosione dell'Unione Europea.
Ad ulteriore conferma, se mai ve ne fosse ancora bisogno, che l'attuale leadership europea è spaventosamente inadeguata, rispetto alle sfide che pone il tempo presente.
🟥🟥🟥 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐦𝐢 𝐬𝐮 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐠𝐫𝐚𝐦!
Il clima di isteria politica che stanno attraversando le élite europee, soprattutto da quando si sta delineando l'intenzione statunitense di disimpegnarsi dal conflitto ucraino, scaricando la patata bollente sugli alleati del vecchio continente, non solo produce uscite estemporanee ai limiti del ridicolo,ma sta innescando un processo di scollamento interno quale non s'era mai visto.
Che la Francia, azzoppata in Africa, cerchi di conquistare una improbabile leadership europea - a scapito della declinante Germania, e della emergente Polonia - fa parte delle regole del gioco; che lo faccia battendosi minacciosamente il petto come un gorilla che cerchi di intimidire gli avversari, fa sinceramente un po' ridere. Quando Macron dice che, nell'eventualità di uno scontro diretto tra Francia e Russia, Parigi non avrà bisogno dell'aiuto degli alleati, si è probabilmente superato il limite della serietà: l'attuale esercito francese, con tutta la buona volontà, reggerebbe si e no un mese, uno scontro di tal fatta.
Ma, si sa, lo sciovinismo è un tratto ineludibile del pensiero politico d'oltralpe.
Assai più seriamente, invece, non si può non registrare come le pressioni esercitate dalle leadership europee - che vogliono ad ogni costo compattare i paesi europei in funzione di uno scontro con l'orso russo - stiano generando soltanto caos.
Solo negli ultimi giorni, si registrano:
- il Consiglio d'Europa propone di accogliere il Kosovo (un paese riconosciuto da circa la metà delle nazioni, e che non fa neanche parte dell'ONU)
- l'enclave serba in Kosovo è sempre sotto costante pressione, e minaccia la secessione
- l'UE ricatta apertamente la Serbia, subordinando la sua adesione alla rottura delle relazioni con la Russia ed all'adesione alle sanzioni
- in Bosnia-Erzegovina, la Repubblica Srpska (autonomisti serbi), costantemente sotto attacco, minaccia la secessione
- in Moldavia, un paese per metà filo-occidentale e per metà filo-russo, la presidente Maia Sandu (di nazionalità rumena) rilancia ancora una volta l'idea dell'unione con la Romania (che porterebbe il paese automaticamente nella NATO)
- la regione moldava della Gaugazia minaccia in tal caso la secessione
- emerge notizia di un piano NATO che prevederebbe un ingresso di truppe dell'Alleanza in Moldavia, per avanzare verso Odessa e la Crimea
A prescindere quindi dai rischi concreti di scatenare un conflitto continentale con la Russia, le ultime mosse della leadership europea - improntate ad un approccio ricattatorio e prevaricatore, piuttosto che democratico e di mediazione - stanno producendo uno sfilacciamento delle relazioni interne e reciproche tra i paesi europei, qualcosa che è esattamente l'opposto di ciò a cui si dovrebbe mirare, se la prospettiva è quella (quantomeno) di un duro confronto col vicino orientale. Infiammare l'area balcanica e carpatica è quanto di meno appropriato, anche se, in fondo, non fa che anticipare un destino ineluttabilmente già scritto, ovvero l'implosione dell'Unione Europea.
Ad ulteriore conferma, se mai ve ne fosse ancora bisogno, che l'attuale leadership europea è spaventosamente inadeguata, rispetto alle sfide che pone il tempo presente.
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Geopolitica & strategie
2 volte al giorno, notizie sui principali conflitti nel mondo + analisi e riflessioni
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🇷🇺 Russia, crolla una diga di contenimento del fiume Ural a Orsk, città di circa 230mila abitanti vicina al confine col Kazakistan: allagati 2.556 edifici residenziali, evacuati almeno 4000 cittadini, recuperati i corpi di tre persone
- AFP, NOVA
- AFP, NOVA
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Forwarded from ⚡️𝕎𝕒𝕣 𝔻𝕚𝕘𝕚𝕥𝕒𝕝 ℕ𝕖𝕨𝕤 ⚡️ (Michele)
Le forze della polizia militare russa avevano il compito di allentare le tensioni nelle province siriane di Quneitra e Daraa, nonché di monitorare il cessate il fuoco di lunga data emesso come parte della guerra civile siriana.
Secondo la Russia, le postazioni militari appartenenti all'esercito siriano si trovano sotto i posti di osservazione russi, istituiti per monitorare "possibili provocazioni".
Russians with Attitude
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Forwarded from ⚡️𝕎𝕒𝕣 𝔻𝕚𝕘𝕚𝕥𝕒𝕝 ℕ𝕖𝕨𝕤 ⚡️ (Michele)
🇪🇺 FQ: “IN UE SERVONO INFRASTRUTTURE CHE FAVORISCANO IL TRASPORTO DI MEZZI MILITARI" BRUXELLES METTE LE MANI AVANTI SULL'ESCALATION IN UCRAINA E PRESSA GLI STATI
La direttrice generale per i trasporti (DG MOVE) della Commissione Ue, Magda Kopczynska, ha confermato che sono in corso “discussioni a livello tecnico con i Paesi membri, con la Nato e con i rappresentanti dei ministeri della Difesa per avere una prospettiva più ampia su come vogliamo costruire le infrastrutture“, incluse quelle utili ai fini militari. Non si tratta di una strategia emergenziale, sostiene Kopczynska, ma che certamente ha subito un’accelerazione a causa dell’attuale situazione sul campo di battaglia: “Abbiamo iniziato a pensare alle possibili esigenze di mobilità militare già nel 2014, dopo la prima invasione russa della Crimea. Ma non avevamo idea che quella parte di infrastruttura sarebbe stata utilizzata per lo spostamento di attrezzature militari così presto”, ha aggiunto.
Il commento di Laura Ruggieri:
Potrei aggiungere: i Paesi baltici e la Polonia intendono rifarsi strade, ponti e ferrovie a spese dei contribuenti dei paesi UE. Le grandi imprese di costruzione si sfregano le mani. Dopo Big Pharma e l'industria bellica arriva anche il loro turno.
➡️ Leggi l'articolo del Il Fatto Quotidiano
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La direttrice generale per i trasporti (DG MOVE) della Commissione Ue, Magda Kopczynska, ha confermato che sono in corso “discussioni a livello tecnico con i Paesi membri, con la Nato e con i rappresentanti dei ministeri della Difesa per avere una prospettiva più ampia su come vogliamo costruire le infrastrutture“, incluse quelle utili ai fini militari. Non si tratta di una strategia emergenziale, sostiene Kopczynska, ma che certamente ha subito un’accelerazione a causa dell’attuale situazione sul campo di battaglia: “Abbiamo iniziato a pensare alle possibili esigenze di mobilità militare già nel 2014, dopo la prima invasione russa della Crimea. Ma non avevamo idea che quella parte di infrastruttura sarebbe stata utilizzata per lo spostamento di attrezzature militari così presto”, ha aggiunto.
Il commento di Laura Ruggieri:
Potrei aggiungere: i Paesi baltici e la Polonia intendono rifarsi strade, ponti e ferrovie a spese dei contribuenti dei paesi UE. Le grandi imprese di costruzione si sfregano le mani. Dopo Big Pharma e l'industria bellica arriva anche il loro turno.
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🇷🇺 🇵🇱 🇹🇷 Nel corso della settimana la Polonia e la Turchia hanno deciso di sospendere la loro partecipazione al Trattato sulle forze armate convenzionali in Europa. In vigore dal 1990, esso limita la dimensione delle forze militari nel Vecchio Continente. Lo scorso anno si era formalmente ritirata la Russia
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— NOVA
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🇹🇬❌🇫🇷Anche lo stato africano più filo occidentale, il Togo, dopo la vittoria del nuovo presidente in Senegal, sta prendendo coraggio e sta provando a distaccarsi dalla Francia.
Quattro partiti di opposizione e un gruppo di attivisti del Togo hanno indetto proteste di massa per la prossima settimana. Non sono contenti che il presidente abbia rinviato ancora una volta le elezioni parlamentari e regionali
Quattro partiti di opposizione e un gruppo di attivisti del Togo hanno indetto proteste di massa per la prossima settimana. Non sono contenti che il presidente abbia rinviato ancora una volta le elezioni parlamentari e regionali
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🇮🇱🇮🇷 Netanyahu ha dichiarato che se l'Iran attacca Israele, lui li porterà all'Inferno
Fonte: CSRC
«Da anni l'Iran lavora contro di noi direttamente e attraverso i suoi emissari, e per questo Israele ha agito contro l'Iran e i suoi emissari, sia in difesa che in attacco.
Sappiamo come difenderci e agiremo secondo un principio semplice: chiunque ci faccia del male o pianifichi di farcelo, gliene faremo»
Fonte: CSRC
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🇮🇹 Annalena Baerbock: "Metterò l'Ucraina al primo posto, indipendentemente da cosa pensino i miei elettori tedeschi o da quanto sia difficile la loro vita".
Fonte: CSRC
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Forwarded from Giubbe Rosse
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🇮🇱🇺🇸 LEON PANETTA: "ISRAELE PRIMA SPARA POI CHIEDE CHI ERA"
Wow. Dichiarazione a dir poco sorprendente da parte dell'ex segretario alla Difesa degli Stati Uniti e direttore della CIA Leon Panetta:
Fonte: Live CNN via Arnaud Bertrand
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Wow. Dichiarazione a dir poco sorprendente da parte dell'ex segretario alla Difesa degli Stati Uniti e direttore della CIA Leon Panetta:
"Devo dirti che in passato, almeno in passato e almeno per la mia esperienza, gli israeliani prima sparano e poi si chiedono chi era. [...] Israele ha subito un enorme danno di reputazione e di supporto internazionale per il modo in cui conduce questa guerra. Dice di voler andare dietro ai responsabili del 7 ottobre, ma non può pensare di distruggere tutta Hamas. Deve definire l'obiettivo di questa guerra".
Fonte: Live CNN via Arnaud Bertrand
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Per una "curiosa coincidenza", i trasporti ferroviari di container dalla Cina all'UE in transito attraverso il territorio russo nel primo trimestre sono aumentati del 44%, raggiungendo le 90.000 TEU.
Possiamo dire "grazie" agli houthi dello Yemen per aver bloccato il Mar Rosso impedendo il trasporto di container con le navi delle corporation occidentali.
Ora le aziende europee sono costrette a pagare la Russia per il transito delle merci dalla Cina.
Fonte: Дмитрий Василец
Possiamo dire "grazie" agli houthi dello Yemen per aver bloccato il Mar Rosso impedendo il trasporto di container con le navi delle corporation occidentali.
Ora le aziende europee sono costrette a pagare la Russia per il transito delle merci dalla Cina.
Fonte: Дмитрий Василец
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