Forwarded from 📇📃Reality Of War🔎📖
situazione all’11 aprile 2024
Continuano le operazioni del governo in Mali contro i gruppi islamici radicali che operano in diverse parti del Paese
E l'apparizione degli UAV turchi Bayraktar ha svolto un ruolo importante nella lotta contro i radicali senza sistemi di difesa aerea. Ogni giorno, almeno due droni operano in turni nell'aria nel sud-ovest del Mali.
I miliziani stanno cercando di contrattaccare. Uno di questi attacchi è avvenuto vicino a Sarakala, dove i soldati delle forze armate maliane hanno eliminato sei estremisti con il supporto dell'UAV di Bayraktar
@rybar
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Forwarded from 📇📃Reality Of War🔎📖
🔴⚡️ 🪖🇲🇱🇳🇪🇧🇫🤝 🇹🇩L’Unione del Sahel dà al Ciad il via libera per aderire all’alleanza
Gli esperti prevedono che il Ciad potrebbe presto diventare membro dell’Unione dei Paesi del Sahel (AES), che attualmente comprende Niger, Burkina Faso e Mali. La ragione di tali ipotesi è stata la visita del 2 aprile di una delegazione ciadiana guidata dai ministri dell'Economia e dell'Aviazione civile in Niger e il loro incontro con il capo del Consiglio militare del Niger, Abdurrahman Chiani.
Il ministro dell'Economia del Ciad, Mahamat Assuyuti Abakar, durante l'incontro ha trasmesso un messaggio del presidente di transizione, Mahamat Déby, sul desiderio del Ciad di rafforzare la partnership con il Niger in vari campi
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Gli esperti prevedono che il Ciad potrebbe presto diventare membro dell’Unione dei Paesi del Sahel (AES), che attualmente comprende Niger, Burkina Faso e Mali. La ragione di tali ipotesi è stata la visita del 2 aprile di una delegazione ciadiana guidata dai ministri dell'Economia e dell'Aviazione civile in Niger e il loro incontro con il capo del Consiglio militare del Niger, Abdurrahman Chiani.
Il ministro dell'Economia del Ciad, Mahamat Assuyuti Abakar, durante l'incontro ha trasmesso un messaggio del presidente di transizione, Mahamat Déby, sul desiderio del Ciad di rafforzare la partnership con il Niger in vari campi
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Forwarded from ⚡️𝕎𝕒𝕣 𝔻𝕚𝕘𝕚𝕥𝕒𝕝 ℕ𝕖𝕨𝕤 ⚡️ (PRISCO)
L’Occidente si sta precipitando lungo la strada dello scontro con un certo nuovo “asse del male” che ricorda la Seconda Guerra Mondiale, riferisce Sky News. Il ruolo di mascalzoni è assegnato all'alleanza dei paesi “sotto il controllo” di Pechino e Mosca. È vero, il pubblico del canale non è del tutto d’accordo con questa narrazione e preferisce chiamare le cose col loro nome
Giovedì scorso l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) ha celebrato il suo 75° anniversario. Quella che era iniziata come un’alleanza politico-militare di 12 stati è diventata la più grande alleanza strategica attiva dell’Occidente, comprendente 32 paesi europei e nordamericani. L'obiettivo originario della NATO è stato riassunto in una frase dal suo primo Segretario Generale, Lord Hastings Lionel Ismay: "tenere i russi fuori dall'Europa, gli americani in Europa e i tedeschi sotto il controllo dell'Europa
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https://www.skynews.com.au/insights-and-analysis/the-new-axis-of-evil-how-russias-looselyorganised-alliance-of-antiwest-powers-could-soon-form-adhoc-coalitions-on-australias-doorstep/news-story/ad630ef69e8990f6923c2937e92ffb1b
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Giovedì scorso l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) ha celebrato il suo 75° anniversario. Quella che era iniziata come un’alleanza politico-militare di 12 stati è diventata la più grande alleanza strategica attiva dell’Occidente, comprendente 32 paesi europei e nordamericani. L'obiettivo originario della NATO è stato riassunto in una frase dal suo primo Segretario Generale, Lord Hastings Lionel Ismay: "tenere i russi fuori dall'Europa, gli americani in Europa e i tedeschi sotto il controllo dell'Europa
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skynews
Russia’s axis of evil is quickly taking shape on Australia’s doorstep
Last Thursday, the North Atlantic Treaty Organization (NATO) marked its 75th birthday.
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Forwarded from Target
🔴 SUL FILO DEL RASOIO
Quella che si sta combattendo, in questi giorni, è una drammatica battaglia, che si svolge su più piani contemporaneamente, e che potrebbe innescare una guerra come quella ucraina. L'epicentro di questa battaglia è ancora un volta il Medio Oriente, eterno focolaio di tensioni.
A portare la crisi alle soglie di una tragica esplosione è, nuovamente, Israele. Impantanata in una guerra che ormai più voci riconoscono non solo impossibile da vincere, ma addirittura già persa (“Non va detto, ma non c’è scelta: siamo stati sconfitti. Sconfitta totale”, Chaim Levinson), lo stato ebraico sembra non vedere altra soluzione che un continuo rilancio, nella speranza di trascinare gli USA nel conflitto ed addivenire così ad una soluzione finale del problema arabo-palestinese. In questo senso va interpretato l'attacco all'ambasciata iraniana di Damasco. Attacco che, appunto, ha dato la stura a questa battaglia multipiani. Che è fondamentalmente un braccio di ferro trilaterale, perché ovviamente in questa partita non ci sono in campo solo Teheran e Tel Aviv ma anche Washington.
Il punto è che i tre attori in scena hanno obiettivi ed interesse diversi. Tel Aviv vuole scatenare un conflitto più ampio, ma solo a condizione che Washington dia un impegno diretto, tale da garantire non solo un'ampia vittoria, ma anche di ridurre allo stretto indispensabile i danni. A sua volta, Washington non ha affatto voglia di farsi trascinare in un conflitto mediorientale - che sarebbe la pietra tombale di qualsiasi chance di rielezione per Biden - ed è assai irritato con Netanyahu, anche se non vuole (non può) abbandonare Israele. Teheran a sua volta non ha né voglia né interesse a trovarsi direttamente coinvolta in un conflitto, ma deve comunque segnare il punto.
Tutto si svolge quindi su un piano pubblico (le dichiarazioni ufficiali ed ufficiose), ed uno riservato (fatto di contatti e trattative, spesso con triangolazioni di paesi terzi). Teheran ha avanzato una proposta agli Stati Uniti: fermate Israele, imponete un cessate-il-fuoco definitivo, e noi rinunciamo a rispondere all'attacco all'ambasciata. In tal caso otterrebbe un successo politico enorme, che giustificherebbe la mancata risposta ad Israele. Sia pure malvolentieri, la proposta potrebbe essere accettabile per Washington, specie se - ad es - prevedesse una tregua di sei mesi (sino alle elezioni di novembre). Ovviamente, la difficoltà sta nel convincere Israele, sulla quale possono essere usate fondamentalmente due o tre leve: l’indisponibilità USA a farsi trascinare in guerra, la minaccia di far cadere il governo Netanyahu, e naturalmente la consapevolezza che uno scontro con l'Iran, in queste condizioni, significherebbe una mazzata devastante per il paese ebraico.
Sino ad ora, arrivano segnali contrastanti. Gli Stati Uniti hanno ribadito che in caso di attacco iraniano difenderanno Israele senza riserve, anche in un conflitto con l'Iran - ma può essere parte del braccio di ferro. Israele ha ritirato quasi per intero le sue forze da Gaza, ma Gallant ha detto che si stanno preparando ad attaccare Rafah (una linea rossa sia gli USA che per l'Egitto), e Natanyahu ha sostenuto ci sia già la data. Oggi il ministro degli esteri dichiara: "non ci assumiamo la responsabilità dell'attacco all'ambasciata iraniana a Damasco e non vogliamo una guerra con l'Iran", che ha tutta l'aria di una retromarcia, e comunque di una volontà di smorzare i toni. Al contempo, proprio ieri - con l'ennesima mossa criminale - l'IDF ha ucciso i tre figli del leader di Hamas, Haniyeh, con un attacco mirato. Ciò può essere inteso come una pressione per i negoziati sullo scambio di prigionieri, ma che ovviamente non può non riverberarsi anche su questa vicenda. Teheran attende una risposta, ma scalda i motori dei missili. In termini strategici, per gli iraniani vale quello che dicevano i talebani, "gli americani hanno gli orologi, ma noi abbiamo il tempo". Ma in termini tattici, in questa vicenda, il tempo scorre velocemente, e non ce n'è molto a disposizione.
🟥🟥🟥 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐦𝐢 𝐬𝐮 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐠𝐫𝐚𝐦!
Quella che si sta combattendo, in questi giorni, è una drammatica battaglia, che si svolge su più piani contemporaneamente, e che potrebbe innescare una guerra come quella ucraina. L'epicentro di questa battaglia è ancora un volta il Medio Oriente, eterno focolaio di tensioni.
A portare la crisi alle soglie di una tragica esplosione è, nuovamente, Israele. Impantanata in una guerra che ormai più voci riconoscono non solo impossibile da vincere, ma addirittura già persa (“Non va detto, ma non c’è scelta: siamo stati sconfitti. Sconfitta totale”, Chaim Levinson), lo stato ebraico sembra non vedere altra soluzione che un continuo rilancio, nella speranza di trascinare gli USA nel conflitto ed addivenire così ad una soluzione finale del problema arabo-palestinese. In questo senso va interpretato l'attacco all'ambasciata iraniana di Damasco. Attacco che, appunto, ha dato la stura a questa battaglia multipiani. Che è fondamentalmente un braccio di ferro trilaterale, perché ovviamente in questa partita non ci sono in campo solo Teheran e Tel Aviv ma anche Washington.
Il punto è che i tre attori in scena hanno obiettivi ed interesse diversi. Tel Aviv vuole scatenare un conflitto più ampio, ma solo a condizione che Washington dia un impegno diretto, tale da garantire non solo un'ampia vittoria, ma anche di ridurre allo stretto indispensabile i danni. A sua volta, Washington non ha affatto voglia di farsi trascinare in un conflitto mediorientale - che sarebbe la pietra tombale di qualsiasi chance di rielezione per Biden - ed è assai irritato con Netanyahu, anche se non vuole (non può) abbandonare Israele. Teheran a sua volta non ha né voglia né interesse a trovarsi direttamente coinvolta in un conflitto, ma deve comunque segnare il punto.
Tutto si svolge quindi su un piano pubblico (le dichiarazioni ufficiali ed ufficiose), ed uno riservato (fatto di contatti e trattative, spesso con triangolazioni di paesi terzi). Teheran ha avanzato una proposta agli Stati Uniti: fermate Israele, imponete un cessate-il-fuoco definitivo, e noi rinunciamo a rispondere all'attacco all'ambasciata. In tal caso otterrebbe un successo politico enorme, che giustificherebbe la mancata risposta ad Israele. Sia pure malvolentieri, la proposta potrebbe essere accettabile per Washington, specie se - ad es - prevedesse una tregua di sei mesi (sino alle elezioni di novembre). Ovviamente, la difficoltà sta nel convincere Israele, sulla quale possono essere usate fondamentalmente due o tre leve: l’indisponibilità USA a farsi trascinare in guerra, la minaccia di far cadere il governo Netanyahu, e naturalmente la consapevolezza che uno scontro con l'Iran, in queste condizioni, significherebbe una mazzata devastante per il paese ebraico.
Sino ad ora, arrivano segnali contrastanti. Gli Stati Uniti hanno ribadito che in caso di attacco iraniano difenderanno Israele senza riserve, anche in un conflitto con l'Iran - ma può essere parte del braccio di ferro. Israele ha ritirato quasi per intero le sue forze da Gaza, ma Gallant ha detto che si stanno preparando ad attaccare Rafah (una linea rossa sia gli USA che per l'Egitto), e Natanyahu ha sostenuto ci sia già la data. Oggi il ministro degli esteri dichiara: "non ci assumiamo la responsabilità dell'attacco all'ambasciata iraniana a Damasco e non vogliamo una guerra con l'Iran", che ha tutta l'aria di una retromarcia, e comunque di una volontà di smorzare i toni. Al contempo, proprio ieri - con l'ennesima mossa criminale - l'IDF ha ucciso i tre figli del leader di Hamas, Haniyeh, con un attacco mirato. Ciò può essere inteso come una pressione per i negoziati sullo scambio di prigionieri, ma che ovviamente non può non riverberarsi anche su questa vicenda. Teheran attende una risposta, ma scalda i motori dei missili. In termini strategici, per gli iraniani vale quello che dicevano i talebani, "gli americani hanno gli orologi, ma noi abbiamo il tempo". Ma in termini tattici, in questa vicenda, il tempo scorre velocemente, e non ce n'è molto a disposizione.
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2 volte al giorno, notizie sui principali conflitti nel mondo + analisi e riflessioni
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🚨BREAKING - Il Ministero degli Esteri russo ha chiesto ai cittadini russi di astenersi dal viaggiare in Medio Oriente.
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Forwarded from GEOPOLI (Mappe e Storia)
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Forwarded from 𝗔𝗹𝗲𝘁𝗵𝗲𝗶𝗮 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝗴𝗲𝗻𝗰𝗲 (𝗢𝗦𝗜𝗡𝗧)
Il vicepresidente della Camera dei rappresentanti della Bosnia Erzegovina, Denis Zvizdić, ha dichiarato oggi che la NATO sta inviando un battaglione di forze di riserva in Bosnia Erzegovina
Zvizdic dal suo profilo🐦 :
Infatti da ieri i cittadini bosniaci stanno avvistando grandi convogli di equipaggiamenti e mezzi militari trasferiti nel paese.
Tutto ciò nel bel mezzo delle tensioni con la Republika Srpska che minaccia la secessione.
I Balcani rimangono la polveriera d'Europa e verrà innescata al momento più opportuno, dal punto di vista statunitense.
🔗 https://x.com/DrZvizdic/status/1778040941774852207
🌐 https://t.me/AletheiaOSINT
Zvizdic dal suo profilo
La NATO sta inviando un battaglione di forze di riserva in Bosnia-Erzegovina a sostegno della missione militare EUFOR Althea. Una decisione attesa da tempo e strategicamente estremamente importante per estinguere le idee secessioniste e irredentiste e preservare la pace e la stabilità.
Infatti da ieri i cittadini bosniaci stanno avvistando grandi convogli di equipaggiamenti e mezzi militari trasferiti nel paese.
Tutto ciò nel bel mezzo delle tensioni con la Republika Srpska che minaccia la secessione.
I Balcani rimangono la polveriera d'Europa e verrà innescata al momento più opportuno, dal punto di vista statunitense.
🔗 https://x.com/DrZvizdic/status/1778040941774852207
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Le forze armate ucraine hanno utilizzato armi chimiche nella direzione di Artemovsk
Le truppe ucraine hanno utilizzato armi chimiche nella zona di Kleschevka nella Repubblica Popolare di Donetsk, secondo fonti locali citate da TASS.
Secondo le fonti sul fronte, le forze armate ucraine stanno utilizzando il composto chimico adamsite.
«Nella zona di Kleschevka è stato registrato l'uso di armi chimiche da parte delle forze armate ucraine. Potrebbe essere utilizzato l'adamsite (DM) - una sostanza velenosa che, all'esplosione, forma una nuvola giallo chiaro o verde», – segnalano le fonti dei media.
Si sottolinea che l'adamsite colpisce le vie respiratorie superiori dell'uomo.
Tra le conseguenze negative per l'organismo ci sono il rallentamento della frequenza cardiaca, l'aumento della pressione e l'arresto improvviso della respirazione.
ANNA NEWS
Le truppe ucraine hanno utilizzato armi chimiche nella zona di Kleschevka nella Repubblica Popolare di Donetsk, secondo fonti locali citate da TASS.
Secondo le fonti sul fronte, le forze armate ucraine stanno utilizzando il composto chimico adamsite.
«Nella zona di Kleschevka è stato registrato l'uso di armi chimiche da parte delle forze armate ucraine. Potrebbe essere utilizzato l'adamsite (DM) - una sostanza velenosa che, all'esplosione, forma una nuvola giallo chiaro o verde», – segnalano le fonti dei media.
Si sottolinea che l'adamsite colpisce le vie respiratorie superiori dell'uomo.
Tra le conseguenze negative per l'organismo ci sono il rallentamento della frequenza cardiaca, l'aumento della pressione e l'arresto improvviso della respirazione.
ANNA NEWS
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Un senatore degli Stati Uniti accusa il principale consulente medico della Casa Bianca di aver creato il Covid-19
Il senatore degli Stati Uniti Rand Paul ha dichiarato che la sua indagine sull'origine del Covid-19 indica il coinvolgimento del principale consulente medico della Casa Bianca, il dottor Anthony Fauci, e di diverse agenzie governative nella creazione di questo virus.
«Questo potrebbe accadere di nuovo. Mi riferisco ai loro esperimenti con il virus della polmonite atipica, che è 15 volte più pericoloso del Covid. Il Covid ha ucciso più di tre milioni di persone. Se il virus della polmonite atipica dovesse fuoriuscire dal laboratorio, potrebbe uccidere 50 milioni di persone», ha detto il senatore.
Rand Paul ritiene che il dottor Fauci non stia dicendo tutta la verità.
ANNA NEWS
Il senatore degli Stati Uniti Rand Paul ha dichiarato che la sua indagine sull'origine del Covid-19 indica il coinvolgimento del principale consulente medico della Casa Bianca, il dottor Anthony Fauci, e di diverse agenzie governative nella creazione di questo virus.
«Questo potrebbe accadere di nuovo. Mi riferisco ai loro esperimenti con il virus della polmonite atipica, che è 15 volte più pericoloso del Covid. Il Covid ha ucciso più di tre milioni di persone. Se il virus della polmonite atipica dovesse fuoriuscire dal laboratorio, potrebbe uccidere 50 milioni di persone», ha detto il senatore.
Rand Paul ritiene che il dottor Fauci non stia dicendo tutta la verità.
ANNA NEWS
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🔴🇺🇸 🇺🇸🇮🇷⚔️ 🇮🇱Il senatore americano Marco Rubio, che è anche membro della commissione intelligence del Senato, ha detto che l'Iran intende lanciare un "attacco su vasta scala contro Israele dal proprio territorio" e che Israele lancerà un attacco ancora più grande sul territorio iraniano in risposta
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Ricordo che Rubio appartiene alla Gang of Eight, ovvero ai senatori che appartengono al comitato di controllo dei servizi segreti e dunque ha sempre notizie in anticipo.
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Ricordo che Rubio appartiene alla Gang of Eight, ovvero ai senatori che appartengono al comitato di controllo dei servizi segreti e dunque ha sempre notizie in anticipo.
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🇺🇳🇮🇷🇮🇱Missione permanente dell'Iran presso le Nazioni Unite:
"Se il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite avesse condannato il riprovevole atto di aggressione del regime sionista nei confronti delle nostre sedi diplomatiche a Damasco, e successivamente avesse assicurato alla giustizia i suoi autori, l'imperativo per l'Iran di punire questo regime canaglia avrebbe potuto essere evitato"
"Se il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite avesse condannato il riprovevole atto di aggressione del regime sionista nei confronti delle nostre sedi diplomatiche a Damasco, e successivamente avesse assicurato alla giustizia i suoi autori, l'imperativo per l'Iran di punire questo regime canaglia avrebbe potuto essere evitato"
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🚨🇮🇷🇮🇱🇺🇳 Teheran si asterrà da ritorsioni contro Israele in risposta all'attacco israeliano al consolato iraniano se il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite condannerà l'azione israeliana.
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Forwarded from CasaDelSoleTV
Levante 11.04.2024 Iranfobia
Iranfobia Le notizie del giorno con Margherita Furlan, Giuseppe Masala, Stefano Orsi Levante, l’alba di un nuovo giorno È oggi, più che mai, necessario un nuovo uomo. Per uscire dal buio e restare lucidi insieme, aiutaci a divulgare consapevolezza. SOSTIENICI TRAMITE BONIFICO ♥️ IBAN: IT63P0326822300052392596590 SWIFT: SELBIT2BXXX (c/c intestato a La Casa Del Sole…
https://casadelsole.tv/levante-11-04-2024-iranfobia/
Iranfobia Le notizie del giorno con Margherita Furlan, Giuseppe Masala, Stefano Orsi Levante, l’alba di un nuovo giorno È oggi, più che mai, necessario un nuovo uomo. Per uscire dal buio e restare lucidi insieme, aiutaci a divulgare consapevolezza. SOSTIENICI TRAMITE BONIFICO ♥️ IBAN: IT63P0326822300052392596590 SWIFT: SELBIT2BXXX (c/c intestato a La Casa Del Sole…
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‼️ ALERT 🇺🇸 🇮🇱 🇮🇷– La USS Dwight Eisenhower ha navigato verso nord attraverso il Mar Rosso per intercettare o scoraggiare eventuali missili o droni lanciati dall'Iran durante la minaccia di aggressione contro Israele.
@Intelsky 💫
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🇺🇸 🇨🇳 CINA VS USA – Gli Stati Uniti hanno aggiunto quattro società cinesi a una lista nera delle esportazioni per aver acquistato beni di origine statunitense per sostenere gli sforzi di modernizzazione militare della Cina, ha affermato in una nota il Dipartimento del Commercio
📰 Bloomberg
@Intelsky 💫
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@Intelsky 💫
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