Giuseppe Masala Chili 🌶
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Lettore appassionato e scrittore incostante. Topografo degli abissi. Diversamente inabile. A volte manniano tendenza Giuseppe a volte céliniano tendenza Bardamu.
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⚡️🇱🇧🇮🇱💥Israele ha condotto un'operazione per eliminare le capacità comunicative di Hezbollah facendo esplodere simultaneamente oltre 100 dispositivi di comunicazione interna.

🔻 Questo attacco ha provocato esplosioni simultanee in tutto il Libano, con un impatto devastante a Dahiyeh e Beirut. Gli esplosivi  hanno causato numerosi morti e feriti, saturando gli ospedali di Beirut e innescando una grave emergenza.

🔻 Gli eventi sembrano essere stati una preparazione per un attacco più ampio, volto a neutralizzare le capacità di comunicazione di Hezbollah prima di un assalto diretto.

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📹 | ⚡️🇮🇱🇱🇧💥Video delle esplosioni riprese da telecamere di sorveglianza all’aperto e in un supermercato.

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⚡️🇮🇱🇮🇷🚨Anche l'ambasciatore iraniano in Libano sarebbe stato ferito dall'attacco Israeliano di oggi.

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🇱🇧 Fonti libanesi: i primi rapporti indicano che Israele è riuscito ad hackerare i dispositivi di comunicazione utilizzati dai membri di Hezbollah e a farli esplodere

🔗 Sky News Arabia
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🇮🇷 – Dichiarazione di Hezbollah: " Dopo aver esaminato tutti i fatti, i dati attuali e le informazioni disponibili sull'attacco atroce avvenuto questo pomeriggio, riteniamo il nemico israeliano pienamente responsabile ".

🔗 Notizie Bintjbeil
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇱🇧 LIBANO. I CERCAPERSONE ESPLOSI SONO TUTTI MOTOROLA
Secondo quanto riportato da fonti dell'IRGC, i cercapersone esplosi nelle mani delle forze libanesi di Hezbollah sono tutti della Motorola.
Motorola ha una presenza consolidata in Israele.
L'azienda, inizialmente attiva sul mercato per la fornitura di apparecchiature per le comunicazioni, ha poi ampliato notevolmente il suo ruolo, in particolare nei settori della difesa e della sicurezza.
Dal 2023, Motorola Solutions è riconosciuta come fornitore chiave di tecnologie di comunicazione e sorveglianza per varie agenzie militari e di sicurezza israeliane.
I suoi prodotti sarebbero utilizzati negli insediamenti illegali israeliani e lungo il muro di separazione in Cisgiordania. In particolare, Motorola fornisce all'esercito israeliano una rete cellulare 4G e ha sviluppato sistemi di comunicazione criptati per il personale militare. (via Clash Report)

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🇺🇸 L'FBI e il servizio postale statunitense stanno indagando sulla posta sospetta contenente sostanze sconosciute, inviata ai funzionari elettorali in tutto il Paese.
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🇷🇺 PARLA DIMITRI MEDVEDEV

👔 È necessario prepararsi attentamente per respingere gli attacchi delle armi occidentali in profondità nella Federazione Russa.

Il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza ha ricordato esempi storici di “atti di ritorsione”.

💬 “Questi sono atti di rappresaglia contro l’URSS e il nostro paese attuale (Trotsky, Konovalets, Bandera, terroristi moderni e traditori). E le azioni di altri paesi, compresi i nostri avversari (sto parlando degli Stati Uniti) contro i loro nemici . Tali operazioni sono attentamente pianificate e non sempre hanno successo. Ma dobbiamo affrontarlo”, ha sottolineato.
Medvedev ha anche invitato a pensare alla creazione di un database pubblico e aperto dei nemici della Russia, indicando i loro dati personali "per scopi assolutamente pratici".
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🇫🇲 Stoltenberg: L'Ucraina ha il diritto di attaccare obiettivi nella Federazione Russa.

In conformità con il diritto internazionale, Kiev ha il diritto di difendersi, e la difesa include attacchi al territorio russo,

- ha detto il Segretario generale della NATO.

Ha osservato che gli alleati di Kiev prenderanno le proprie decisioni su quali restrizioni applicare alle armi che forniscono.

Stoltenberg ha aggiunto che la revoca del divieto alle forze armate ucraine di colpire i territori russi con armi occidentali apparentemente non coinvolgerebbe la NATO nel conflitto.

Ha anche ammesso che i paesi membri della NATO non sono riusciti a raggiungere un consenso sulla questione dell’invito dell’Ucraina ad aderire al blocco.

Quindi la Russia ha il diritto di attaccare i paesi membri della NATO, domanda retorica...
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Forwarded from GeopoliticalCenter
Dopo le esplosioni di oggi a Beirut e nel sud del Libano di migliaia di siatemi di comunicazione nessun razzo o colpo di mortaio è stato lanciato dall’Hezbollah verso Israele. Lo shock dell’attacco subito ha paralizzato la milizia sciita che potrebbe però presto riorganizzarsi e rispondere

@GeopoliticalCenterfb
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Forwarded from Giubbe Rosse
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🇺🇦🇺🇸 MISSILI UCRAINI COLPISCONO IN PROFONDITÀ LA RUSSIA DURANTE LA NOTTE
Sei missili ucraini hanno preso di mira un'unità militare russa a Toropets, nell’oblast di Tver, a nord-ovest di Mosca, verso San Pietroburgo. Tre droni ucraini sono stati intercettati dalle difese aeree russe, ma i missili rimanenti hanno colpito i loro obiettivi, causando un grave incendio e un'esplosione in un deposito di munizioni. Le autorità locali hanno dichiarato un'evacuazione di emergenza per proteggere la popolazione e i servizi di emergenza stanno attualmente gestendo le conseguenze dell'attacco.

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Forwarded from Pino Cabras
ISRAELE INAUGURA L’EPOCA IN CUI TUTTO È UN’ARMA (PARTE PRIMA)
L’inedita forma dell’atto di guerra con cui oggi Israele ha improvvisamente colpito il Libano causando decine di morti e migliaia di feriti è da considerare già adesso una pietra miliare dei conflitti del XXI secolo. Non c’è più un posto sicuro. Ogni forma di connessione incastonata negli oggetti della vita quotidiana e attivabile da remoto con intenti maligni è pronta a essere usata come un’arma.
Abbiamo visto centinaia di esplosioni contemporanee partite da dei cercapersone usati da militanti di Hezbollah – paradossalmente usati per essere meno connessi e meno aggredibili rispetto all’uso dei telefoni cellulari – hackerati, manomessi fino a usare le loro batterie come innesco. Molti innocenti che si trovavano vicino alle persone colpite sono stati coinvolti in modo massiccio e indiscriminato. Restano da chiarire alcune circostanze misteriose sull’abnorme portata dei danni (c’è chi ipotizza che molti dispositivi avessero addirittura grammi di esplosivo inseriti da qualche “talpa” che avrebbe intercettato e alterato la fornitura). Ma già adesso – oltre il singolo episodio - possiamo riflettere su quel che è implicato da questo caso.
In teoria, un numero enorme di oggetti connessi all'Internet delle Cose (IoT), inclusi dispositivi di domotica, impianti di produzione distribuita di energia, automobili altamente elettroniche e altri dispositivi intelligenti, sono vulnerabili ad attacchi informatici. Gli attacchi potrebbero avere potenzialmente effetti devastanti. Termostati intelligenti, telecamere di sicurezza, serrature elettroniche, luci e elettrodomestici connessi possono essere hackerati. Un attacco sufficientemente sofisticato rivolto a sistemi iper-connessi potrebbe riguardare in un domani abbastanza vicino milioni di famiglie immerse nell’entusiasmo della crescente digitalizzazione delle loro chincaglierie elettroniche.
Le tecniche possono risultare persino “banali” nella loro linearità. Oggi il server del cercapersone è stato violato, provocando l'installazione di uno script che ha generato un sovraccarico. Questo sovraccarico potrebbe aver causato il surriscaldamento della batteria al litio, la quale è successivamente esplosa. Conseguenze: decine di ospedali costretti a chiedere urgenti donazioni di sangue. Caos, sgomento.
Domani – e non solo in Libano - possiamo immaginare un attacco diffuso su più dispositivi che potrebbe creare in ogni casa numerosi punti di stress, da termostati sovraccaricati a elettrodomestici lasciati in funzione troppo a lungo, che insieme potrebbero aumentare esponenzialmente il rischio di incendi.
O automobili portate a causare incidenti di massa. O mille altri scenari che sfruttano la vulnerabilità della nostra epoca.
Fino a oggi, ogni invenzione è stata anche l’invenzione del suo cattivo funzionamento. Per capirci: inventi l’elettricità, che prima non c’era? Bene, hai inventato anche il problema del black out, che pure prima non c’era. Adesso scopriamo che ci sono forze potenti che considerano ogni invenzione anche l’invenzione di una nuova arma in grado di essere usata sulle masse. Il test libanese è ampiamente scalabile.
C’è anche un corollario, per tutto questo: ci sarà una corsa a dire che le “cyber-minacce” richiedono contromisure adeguate. Un po’ come il discorso dei virus informatici che creano il business degli antivirus. Solo che sarà moltiplicato su una scala incomparabilmente più estesa che abbraccia ogni oggetto connesso alla Rete.
Ricordiamoci che la strategia della tensione a livello planetario che ha avuto l’impronta iniziale della mega-operazione terroristica dell’11 settembre 2001 ha creato l’immenso indotto di una nuova e ossessiva economia “securitaria”. Negli ultimi vent’anni è tutto un proliferare di imprese, agenzie, nuove professioni che ci promettono più sicurezza, ma che hanno divorato pezzi significativi dei bilanci con una tendenza a espandersi indefinitamente e con una vocazione al controllo che ha eroso le libertà dei cittadini.
[...]
(FINE PARTE PRIMA)
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Forwarded from Pino Cabras
[... ] ISRAELE INAUGURA L’EPOCA IN CUI TUTTO È UN’ARMA
(PARTE SECONDA)
Molte imprese del settore della cybersicurezza sono israeliane. È una specializzazione mondiale che vede molti politici di tutto il mondo stendere loro tappeti rossi con totale negligenza rispetto alla propria sicurezza nazionale. Vero Gasparri?
Possiamo vedere l’episodio libanese di oggi come un macabro spot pubblicitario: “vedete come tutti sono esposti ai pericoli? C’è bisogno di protezione! Abbiamo giusto alcune aziende che farebbero al caso vostro. E non tirate fuori quell’esempio trito e ritrito della volpe nel pollaio, su, per favore!”
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