Forwarded from Pino Cabras
MERZ, TRUMP, NETANYAHU. PROCLAMI FUNESTI IN PASSAGGIO D’EPOCA
Non possiamo far altro che registrare dichiarazioni e atti sempre più definitivamente lontani dall’orbita del diritto internazionale, dalla decenza, dalla logica, emanati da personaggi ormai invasati dal fumo di guerra uscito dal Vaso di Pandora.
Quel che esce dal Vaso travolge tutto molto in fretta, e nessuno sembra saper resistere all’aumento dei giri vorticosi che preparano l’abisso della guerra mondiale.
Nessuna parola ha più agganci alle virtù seppure ipocrite fino a ieri proclamate. Si presenta solo la logica di potenza. Il cancelliere Merz, questo arnese infetto della Blackrock, il quale afferma tranquillamente di essere grato e devoto a «Israele che fa il lavoro sporco per noi», non si accorge di confessare, con il suo cinismo senza più maschere, che «l’Ucraina fa il lavoro sporco per noi». È un’unica guerra che si ricompone ed è una guerra totale che non contempla altro che la “debellatio” e lo sterminio del Nemico. Il quale si difenderà con forza altrettanto votata alla guerra totale.
Trump ad esempio concepisce e dichiara per l’Iran soltanto la “resa totale e incondizionata”.
Mi chiedo se questi personaggi si rendano conto di come le loro parole, che pure ancora riescono a farsi strada presso gli ampi settori ancora lobotomizzati dai media dei loro paesi, nel resto del mondo non valgano più nulla e generino una diffidenza totale e definitiva.
L’Occidente si presenta nudo e crudo con la stessa logica predatoria del suo vecchio colonialismo, con gli stessi progetti di controllo totale, con un’evidente insignificanza dei “leader” politici che partecipano ai giochetti cartacei delle elezioni. Si vede bene che dietro di loro, ben sopra il loro Impero dell’Ipocrisia e dell’Arroganza, c’è un’élite votata a disumanizzare l’Uomo, dotata di risorse illimitate e di un suo progetto, una matrice che lega la finanza occidentale e che riallinea le leadership politiche come birilli. Oggi quel progetto consiste semplicemente in un dominio incontrastato che controlli dapprima diversi snodi geopolitici in modo assoluto al servizio di strategie occulte che non lascino spazio ad alcun contropotere. E poi vuole consistere in un futuro controllo tecnocratico di ogni dimensione umana. L’Operazione Barbarossa con cui il nazismo aggredì l’URSS è poca cosa a confronto.
Netanyahu è l’agente macabro del nuovo ordine che vogliono imporre. Siamo tutti in un piano inclinato che non sembra lasciare scampo alle vie della pace.
Eppure, anche ora che tutto sembra trascinarci verso il precipizio, voglio vedere aperta – come un varco invisibile nel buio – la possibilità di un passaggio escatologico, di una soglia oltre la quale l’umanità sarà costretta a trascendersi o a perire.
Ernesto Balducci lo aveva intuito con parole profetiche: «La novità è affidata alle viscere della necessità. Che sui passaggi intermedi della sua nascita ci sia buio non deve far meraviglia. Come scrisse Ernst Bloch, “ai piedi del faro, non c’è luce”».
La notte dell’uomo può ancora custodire il principio di un mondo nuovo. Ma sarà un parto o un collasso. E tutto dipende da ciò che sapremo vedere nell’oscurità, in una nottata che ha da passare e che è iniziata ora.
Non possiamo far altro che registrare dichiarazioni e atti sempre più definitivamente lontani dall’orbita del diritto internazionale, dalla decenza, dalla logica, emanati da personaggi ormai invasati dal fumo di guerra uscito dal Vaso di Pandora.
Quel che esce dal Vaso travolge tutto molto in fretta, e nessuno sembra saper resistere all’aumento dei giri vorticosi che preparano l’abisso della guerra mondiale.
Nessuna parola ha più agganci alle virtù seppure ipocrite fino a ieri proclamate. Si presenta solo la logica di potenza. Il cancelliere Merz, questo arnese infetto della Blackrock, il quale afferma tranquillamente di essere grato e devoto a «Israele che fa il lavoro sporco per noi», non si accorge di confessare, con il suo cinismo senza più maschere, che «l’Ucraina fa il lavoro sporco per noi». È un’unica guerra che si ricompone ed è una guerra totale che non contempla altro che la “debellatio” e lo sterminio del Nemico. Il quale si difenderà con forza altrettanto votata alla guerra totale.
Trump ad esempio concepisce e dichiara per l’Iran soltanto la “resa totale e incondizionata”.
Mi chiedo se questi personaggi si rendano conto di come le loro parole, che pure ancora riescono a farsi strada presso gli ampi settori ancora lobotomizzati dai media dei loro paesi, nel resto del mondo non valgano più nulla e generino una diffidenza totale e definitiva.
L’Occidente si presenta nudo e crudo con la stessa logica predatoria del suo vecchio colonialismo, con gli stessi progetti di controllo totale, con un’evidente insignificanza dei “leader” politici che partecipano ai giochetti cartacei delle elezioni. Si vede bene che dietro di loro, ben sopra il loro Impero dell’Ipocrisia e dell’Arroganza, c’è un’élite votata a disumanizzare l’Uomo, dotata di risorse illimitate e di un suo progetto, una matrice che lega la finanza occidentale e che riallinea le leadership politiche come birilli. Oggi quel progetto consiste semplicemente in un dominio incontrastato che controlli dapprima diversi snodi geopolitici in modo assoluto al servizio di strategie occulte che non lascino spazio ad alcun contropotere. E poi vuole consistere in un futuro controllo tecnocratico di ogni dimensione umana. L’Operazione Barbarossa con cui il nazismo aggredì l’URSS è poca cosa a confronto.
Netanyahu è l’agente macabro del nuovo ordine che vogliono imporre. Siamo tutti in un piano inclinato che non sembra lasciare scampo alle vie della pace.
Eppure, anche ora che tutto sembra trascinarci verso il precipizio, voglio vedere aperta – come un varco invisibile nel buio – la possibilità di un passaggio escatologico, di una soglia oltre la quale l’umanità sarà costretta a trascendersi o a perire.
Ernesto Balducci lo aveva intuito con parole profetiche: «La novità è affidata alle viscere della necessità. Che sui passaggi intermedi della sua nascita ci sia buio non deve far meraviglia. Come scrisse Ernst Bloch, “ai piedi del faro, non c’è luce”».
La notte dell’uomo può ancora custodire il principio di un mondo nuovo. Ma sarà un parto o un collasso. E tutto dipende da ciò che sapremo vedere nell’oscurità, in una nottata che ha da passare e che è iniziata ora.
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Nel frattempo, la difesa aerea a Teheran sta dando il meglio di sé.
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L'attacco iraniano di stasera sarà uno dei più violenti e diffusi degli ultimi giorni.
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Cina - Iran: cosa trasportano in Iran i Boeing cinesi...
Secondo il monitoraggio dell'aviazione, la Cina ha già inviato il suo terzo grande aereo cargo Boeing 747 in Iran per una missione segreta.
Di solito queste missioni consistono in consegne di armi. E sono iniziate dopo gli attacchi israeliani.
Prima o poi la situazione diventerà chiara, ma per ora intendiamo semplicemente che la Cina sta fornendo segretamente qualcosa a Teheran.
Secondo il monitoraggio dell'aviazione, la Cina ha già inviato il suo terzo grande aereo cargo Boeing 747 in Iran per una missione segreta.
Di solito queste missioni consistono in consegne di armi. E sono iniziate dopo gli attacchi israeliani.
Prima o poi la situazione diventerà chiara, ma per ora intendiamo semplicemente che la Cina sta fornendo segretamente qualcosa a Teheran.
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Forwarded from Middle East Spectator — MES
—❗️🇮🇷/🇮🇱 BREAKING: Another wave launched from Iran
EDIT: Israel lied, there is no 3rd wave.
@Middle_East_Spectator
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@Middle_East_Spectator
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Questo è il momento giusto per risolvere una volta per tutte la questione nucleare iraniana.
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I paesi della regione sono consapevoli che Israele non si fermerà davanti a nessun limite e sta cercando di incendiare l'intera regione.
Fonte: Al Jazeera
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Mettiamo in guardia gli Stati Uniti dal fornire assistenza militare diretta a Israele, anche solo pensandoci.
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L'entità sionista ha commesso un grave errore e ne dovrà affrontare le conseguenze. L'Iran non perdonerà la violazione del suo spazio aereo né dimenticherà il sangue dei suoi martiri.
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La gittata dichiarata è fino a 300 km, la testata è di circa 480 kg e la velocità fino a Mach 5,2.
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E spezzare la cappa di noia è l'unico vero obbiettivo che i burocrati del ministero provano a raggiungere, ovviamente fallendo.
Burocraticamente consentono di scegliere tra tre tipologie; quella A, l'analisi del testo; quella B, il tema argomentativo e la tipologia C, ovvero il tema d'attualità (come peraltro se anche questo non fosse argomentativo). Nella tipologia A abbiamo uno dei soliti noti; Pasolini, Verga, Capuana, Gadda, Manzoni ecc. In quello B e C addirittura giornalisti o semisconosciuti. Quest'anno abbiamo avuto Pasolini e Tommasi di Lampedusa e poi uno storico inglese, tale Brendon (Let's go, Brendon! Direbbero i trumpiani) per quanto riguarda la categoria B e tale Maccioni (giornalista torinese dicono) per quanto riguarda la categoria C.
Che noia, che barba. Ormai siamo alla noia burocratizzata.
Dove servirebbe l'europeismo non c'è. Dove c'è sarebbe meglio che non ci fosse.
Immaginate voi, come tema d'attualità una poesia di Sua Maestà Imperiale Johann Wolfgang von Goethe tratta da West–östlicher Divan. E che c'entra l'attualità? Semplice, queste poesie sono la rielaborazione/ traduzione di Goethe delle poesie di Hafis, un poeta sufi, persiano. DI Shiraz. Quella Shiraz attualmente sotto bombardamento occidentale per interposta mano israeliana. Lo splendore di allora e la barbarie di oggi.
Come tema argomentativo esisteziale una frase dal Viaggio di Céline: "Perché nel cervello d'un coglione il pensiero faccia un giro, bisogna che gli capitino un sacco di cose e di molto crudeli".
Sarebbe meraviglioso. Ma noi siamo europeisti burocratici e anti europeisti letterari. Il mondo va così.
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