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BILL BROWDER: “LIBERATE I TALK SHOW ITALIANI DAGLI AGENTI RUSSI”
Fonte: Repubblica, 25 giugno 2025
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Fonte: Repubblica, 25 giugno 2025
«Ero a Roma qualche fa settimana fa e sono rimasto esterrefatto da come in Italia ci siano ancora troppa indulgenza o positività verso la Russia. Nonostante l’orrenda guerra in Ucraina, ho percepito un vasto sostegno popolare per Putin. È qualcosa di mai visto in Europa».
Bill Browder è sconvolto dalla disinformazione russa in Italia. Il 61enne finanziere anglo-americano parla con Repubblica prima di atterrare a Roma, dove oggi parlerà di ingerenze russe in Commissione esteri al Senato: «Ne ho discusso nei mesi scorsi con Giulio Terzi, Lia Quartapelle e Filippo Sensi, tutti di diversa estrazione politica». È la nuova missione del multimilionario a capo del fondo di investimento Hermitage Capital Management, espulso dalla Russia di Putin nel 2005, attivista per il suo avvocato Sergey Magnitsky fatto morire in carcere dallo zar a 37 anni nel 2009, padre del “Magnitsky Act” in suo onore approvato dal Congresso americano e «nemico numero 1 del presidente russo», secondo la Bbc. «Ma mi accorsi della gravità della situazione in Italia già 5 anni fa».
Come?
«Mi invitarono a un convegno a Milano, e molte domande dal pubblico furono del tipo: “Perché crede che Putin sia così cattivo?”».
L’Italia però ha anche una storia particolare: il Partito Comunista era molto forte nel secolo scorso.
«Sì, ma la piaga è attuale. Per esempio, Giorgia Meloni sinora è stata positiva sull’Ucraina. Ma a volte non si è fatta vedere con gli altri leader europei a Kiev».
Perché secondo lei?
«Sospetto che sia stata trattenuta da partner della sua coalizione».
Si riferisce a Salvini e alla Lega?
«Sì, esatto».
Ricorda anni fa l’incontro a Mosca di un emissario del partito di Salvini con un rappresentante della lista di Putin, Russia Unita?
«Certo, conosco bene la storia…».
E cosa ne pensa?
«Almeno oggi Salvini è il ministro dei Trasporti, e non degli Esteri».
Ma resta un membro importante del governo. Sì. Ma ci sono altri fattori che frenano Meloni, che sinora ha sempre sostenuto con forza Kiev. Penso che il problema più grave in Italia sia la presenza, in tv e nei talk show, di cosiddetti “esperti” di Russia, che a me sembrano invece soltanto voler scatenare sentimenti negativi verso l’Ucraina».
In Italia c’è chi li difende. Altri sostengono che siano agenti pagati da Mosca. Lei con chi sta?
«Per me sono al soldo dalla Russia. Senza alcun dubbio. Perché, nell’ambito di corrompere le popolazioni straniere, questo è un chiaro modus operandi di Mosca».
Vuole fare qualche nome?
«Preferisco di no. Ma voi italiani li conoscete molto meglio di me…».
Secondo lei, come si può risolvere questo problema?
«Innanzitutto, serve una legge seria contro gli agenti stranieri assoldati da Paesi ostili. È vitale proteggere i nostri pilastri democratici con una enorme trasparenza sui legami di tutti con Paesi stranieri».
Basterà?
«Per me i governi dovrebbero chiudere anche i social, qualora ci fosse una chiara aggressione straniera online. Vedi le campagne russe su TikTok prima delle elezioni presidenziali in Romania».
Secondo lei, l’Italia è il fianco debole del fronte occidentale anti Putin? O almeno, l’obiettivo principale dello zar?
«La Russia compie offensive ibride in qualsiasi Paese. Alle elezioni presidenziali in Madagascar nel 2019, quasi tutti i candidati erano a libro paga di Mosca. Si rende conto?».
Per non parlare degli ultimi atti di sabotaggio russi in Europa.
«Già. Nel Regno Unito, Mosca deve ricorrere a simili azioni per spaventare la popolazione locale molto ostile a Putin. In Italia, invece, non è necessario. Perché il Cremlino sa di avere terreno fertile. Per questo vengo a Roma a parlarne. Qui a Londra, ho fatto per anni campagna contro gli oligarchi russi e i risultati sono arrivati. Farò lo stesso in Italia contro le influenze di Mosca. Dovete reagire».
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la Repubblica
Bill Browder: “Liberate i talk show italiani dagli agenti russi”
Intervista al finanziere e attivista anglo-americano, padre del Magnitsky Act, oggi al Senato: “Nonostante l’orrenda guerra in Ucraina, ho percepito un vasto s…
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LA DIGITALIZZAZIONE DELLA SOGLIA DELL'ATTENZIONE
Negli ultimi due decenni, la diffusione capillare degli strumenti digitali ha prodotto una mutazione profonda nella nostra struttura cognitiva e nel modo in cui interagiamo con le informazioni. Questa mutazione può essere riassunta in un dato centrale: la soglia dell’attenzione si è accorciata, frammentata, liquefatta. Non è più l’attenzione selettiva, sostenuta, lineare di un lettore immerso in un saggio o in un romanzo, ma una forma di attenzione intermittente, parziale, continuamente disturbata da stimoli esterni.
La progettazione stessa degli ambienti digitali si fonda sulla massimizzazione del tempo di permanenza e sull’incremento delle interazioni, non sulla qualità cognitiva dell’esperienza. L’informazione viene servita in pillole, spezzettata in post, notifiche, anteprime, meme, reels. Come osserva Sherry Turkle siamo diventati "alone together": insieme in superficie ma cognitivamente soli e deprivati della capacità di interazione profonda con i testi e con gli altri.
L’interfaccia digitale si configura come un ambiente predatorio: ogni elemento è pensato per catturare l’attenzione, sfruttare le vulnerabilità cognitive, produrre un ciclo di ricompense istantanee. Il meccanismo dei social media, in particolare, è stato paragonato più volte a quello delle slot machine (vedi Tristan Harris, Center for Humane Technology): l’utente scrolla alla ricerca di un contenuto soddisfacente, ma l’imprevedibilità e la quantità stessa delle informazioni lo mantengono in uno stato di dipendenza lieve ma costante.
Questa architettura ha conseguenze dirette sulla capacità di concentrazione. Uno studio condotto dalla Microsoft nel 2015 stimava la soglia media di attenzione degli adulti a circa 8 secondi, inferiore a quella di un pesce rosso. Benché questi dati vadano contestualizzati e non usati in modo sensazionalistico sono indicativi di una tendenza di fondo: l’esposizione prolungata a contenuti frammentari riduce la nostra tolleranza alla lunghezza, alla complessità, alla linearità.
Il cervello umano è plastico: si adatta all’ambiente in cui è immerso. Esposto per anni a micro-contenuti, notifiche, interazioni rapide, si abitua a processare solo ciò che è immediato.
L’atto stesso della lettura diventa faticoso, lento, quasi irritante. Nicholas Carr, nel suo fondamentale “Internet ci rende stupidi? Come la rete sta cambiando il nostro cervello” (2010), mostra come la navigazione in rete modifichi le modalità neuronali della comprensione: non solo leggiamo meno, ma leggiamo peggio. Non siamo più in grado di sostenere un’attenzione continua su un unico oggetto cognitivo. I testi complessi ci sembrano respingenti, i discorsi articolati "vecchi", superati dalla rapidità del flusso.
A questo si aggiunge una componente culturale: nel tempo digitale, la lentezza è associata a inefficienza. Il pensiero stesso viene giudicato in base alla rapidità di reazione, all'immediatezza della risposta. In un contesto dominato dalla produttività e dalla velocità, la riflessione appare come un lusso o, peggio, come una perdita di tempo. Eppure, la comprensione autentica richiede lentezza: la lettura vera non è scorrimento, ma immersione, rilettura, sosta.
Infine, occorre ricordare che questa trasformazione non è un effetto collaterale, ma un obiettivo perseguito. Le grandi piattaforme digitali investono miliardi per ottimizzare la cattura dell’attenzione perché è proprio l’attenzione l’oggetto primario di mercificazione. L’economia digitale contemporanea vive vendendo l’attenzione degli utenti agli inserzionisti. In questa logica ogni momento di concentrazione è un fallimento del sistema.
Negli ultimi due decenni, la diffusione capillare degli strumenti digitali ha prodotto una mutazione profonda nella nostra struttura cognitiva e nel modo in cui interagiamo con le informazioni. Questa mutazione può essere riassunta in un dato centrale: la soglia dell’attenzione si è accorciata, frammentata, liquefatta. Non è più l’attenzione selettiva, sostenuta, lineare di un lettore immerso in un saggio o in un romanzo, ma una forma di attenzione intermittente, parziale, continuamente disturbata da stimoli esterni.
La progettazione stessa degli ambienti digitali si fonda sulla massimizzazione del tempo di permanenza e sull’incremento delle interazioni, non sulla qualità cognitiva dell’esperienza. L’informazione viene servita in pillole, spezzettata in post, notifiche, anteprime, meme, reels. Come osserva Sherry Turkle siamo diventati "alone together": insieme in superficie ma cognitivamente soli e deprivati della capacità di interazione profonda con i testi e con gli altri.
L’interfaccia digitale si configura come un ambiente predatorio: ogni elemento è pensato per catturare l’attenzione, sfruttare le vulnerabilità cognitive, produrre un ciclo di ricompense istantanee. Il meccanismo dei social media, in particolare, è stato paragonato più volte a quello delle slot machine (vedi Tristan Harris, Center for Humane Technology): l’utente scrolla alla ricerca di un contenuto soddisfacente, ma l’imprevedibilità e la quantità stessa delle informazioni lo mantengono in uno stato di dipendenza lieve ma costante.
Questa architettura ha conseguenze dirette sulla capacità di concentrazione. Uno studio condotto dalla Microsoft nel 2015 stimava la soglia media di attenzione degli adulti a circa 8 secondi, inferiore a quella di un pesce rosso. Benché questi dati vadano contestualizzati e non usati in modo sensazionalistico sono indicativi di una tendenza di fondo: l’esposizione prolungata a contenuti frammentari riduce la nostra tolleranza alla lunghezza, alla complessità, alla linearità.
Il cervello umano è plastico: si adatta all’ambiente in cui è immerso. Esposto per anni a micro-contenuti, notifiche, interazioni rapide, si abitua a processare solo ciò che è immediato.
L’atto stesso della lettura diventa faticoso, lento, quasi irritante. Nicholas Carr, nel suo fondamentale “Internet ci rende stupidi? Come la rete sta cambiando il nostro cervello” (2010), mostra come la navigazione in rete modifichi le modalità neuronali della comprensione: non solo leggiamo meno, ma leggiamo peggio. Non siamo più in grado di sostenere un’attenzione continua su un unico oggetto cognitivo. I testi complessi ci sembrano respingenti, i discorsi articolati "vecchi", superati dalla rapidità del flusso.
A questo si aggiunge una componente culturale: nel tempo digitale, la lentezza è associata a inefficienza. Il pensiero stesso viene giudicato in base alla rapidità di reazione, all'immediatezza della risposta. In un contesto dominato dalla produttività e dalla velocità, la riflessione appare come un lusso o, peggio, come una perdita di tempo. Eppure, la comprensione autentica richiede lentezza: la lettura vera non è scorrimento, ma immersione, rilettura, sosta.
Infine, occorre ricordare che questa trasformazione non è un effetto collaterale, ma un obiettivo perseguito. Le grandi piattaforme digitali investono miliardi per ottimizzare la cattura dell’attenzione perché è proprio l’attenzione l’oggetto primario di mercificazione. L’economia digitale contemporanea vive vendendo l’attenzione degli utenti agli inserzionisti. In questa logica ogni momento di concentrazione è un fallimento del sistema.
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In buona sintesi, la digitalizzazione non ha semplicemente cambiato il supporto della lettura, ha riconfigurato la nostra struttura cognitiva, il nostro tempo interiore, la nostra relazione con il sapere. Ridotti a "scrollatori professionisti", perdiamo il gusto del pensiero lungo, la pazienza dell’argomentazione, la voglia di capire davvero. Recuperare questa capacità non è una nostalgia per il passato, ma una necessità per il futuro.
Martin Venator via facebook
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⚡️🇩🇪 Il cancelliere Friedrich Merz ha annunciato un piano per raddoppiare la spesa militare tedesca, da 74,5 a 152,8 miliardi di euro entro il 2029 (+105%), portandola al 3,5% del PIL.
🔻 Sono previsti fino a 400 miliardi di spese straordinarie con sospensione del freno al debito, un limite introdotto nel 2009 in costituzione che vincola il deficit massimo allo 0,35% del PIL, aggirabile solo in situazioni straordinarie.
🔻 Merz propone inoltre il ritorno della leva obbligatoria e invita le imprese a favorire la partecipazione dei lavoratori a esercitazioni militari, definendo la Bundeswehr «il cuore operativo della difesa».
🔻 Sono previsti fino a 400 miliardi di spese straordinarie con sospensione del freno al debito, un limite introdotto nel 2009 in costituzione che vincola il deficit massimo allo 0,35% del PIL, aggirabile solo in situazioni straordinarie.
🔻 Merz propone inoltre il ritorno della leva obbligatoria e invita le imprese a favorire la partecipazione dei lavoratori a esercitazioni militari, definendo la Bundeswehr «il cuore operativo della difesa».
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🇹🇼🇨🇳🇺🇸 TAIWAN. PROVE DI GUERRA TRA CINA E USA
L'aeronautica cinese e l'esercito statunitense stanno entrambi effettuando operazioni ISR intorno a Taiwan:
🇨🇳 Cina
• KJ-500 AEW&C
• Wing Loong-10 UCAV
• Y-9JZ (Numero di registrazioni: 30518)
🇺🇸 Stati Uniti
• P-8A Poseidon avvistato a est di Taiwan
via @Sfaisalafridi
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇺🇦🇷🇺 UCRAINA - Le forze russe hanno catturato il villaggio di Dachne, in direzione di Novopavlivka, nell'oblast di Dnipropetrovsk.
Popolazione prebellica: ~109
Superficie totale: ~0,37km²
Si tratta del primo villaggio dell'oblast' di Dnipropetrovsk a cadere in mano alla Russia. (Fonte: AMK Mapping)
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Forwarded from Giubbe Rosse
The Independent
Nato sounds alarm over ‘massive’ Chinese military buildup and Taiwan invasion threat
Mark Rutte says China could use Russia to divide Nato’s attention and resources in Europe if it moves on Taiwan
Fonte: The Independent
Il segretario generale NATO, Mark Rutte, ha evidenziato che la rapida espansione militare cinese aumenta il rischio di un conflitto su Taiwan, che potrebbe coinvolgere anche la Russia, influenzando la sicurezza europea. Rutte ha sottolineato che Paesi come Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda sono allineati con la NATO a causa delle preoccupazioni per la Cina. Ha avvertito che, in caso di mossa cinese su Taiwan, Pechino potrebbe spingere Mosca a creare problemi in Europa per dividere l'attenzione e le risorse di NATO.
Se la Cina si dovesse muovere contro Taiwan, ha affermato Rutte, esiste una reale possibilità che Pechino esorti la Russia a creare problemi in Europa in modo da dividere l'attenzione e le risorse della NATO.
"Questo è uno dei motivi per cui dobbiamo essere pronti, e non possiamo essere ingenui", ha aggiunto Rutte. "Dobbiamo essere chiari su questo, ed è per questo che la spesa extra per la difesa è così importante. Questo è il motivo per cui la Nato non ha un opt-out per l'alleanza, accordi collaterali, ecc., perché tutti noi dobbiamo contribuire".
Rutte ha ribadito l'importanza di un maggiore impegno nella spesa per la difesa e di una solida unità all'interno di NATO per affrontare queste minacce.
Non pago di agitare ogni giorno lo spettro dell'invasione russa dell'Europa, ora Rutte apre il fronte Cina. L'obiettivo è sempre lo stesso: i vostri soldi. Anche la tattica è sempre la stessa: terrorizzarvi per giustificare l'aumento delle spese per la difesa.
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Forwarded from Rybar IT
Belgrado è di nuovo scossa da massicce agitazioni
Oggi nella capitale serba si è tenuta una manifestazione di protesta su larga scala, che è degenerata in scontri tra cittadini e polizia verso sera.
In precedenza, gli studenti in protesta avevano lanciato un ultimatum al presidente per sciogliere il parlamento e indire elezioni anticipate, oltre a chiedere lo smantellamento del campo tendato filo-governativo allestito di fronte all'edificio del parlamento.
Alle 18:00, una manifestazione su larga scala è iniziata a Piazza Slavija. Secondo il Ministero degli Interni, vi hanno partecipato 35.000 persone. Secondo fonti locali, il numero dei manifestanti ha superato i 100.000.
Dopo la fine della manifestazione, i dimostranti si sono diretti verso l'edificio del parlamento. Provocatori hanno iniziato a lanciare razzi contro la polizia. Al momento, disordini continuano in città.
#Serbia #proteste
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Балканская сплетница
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Le forze dell'ordine stanno ora respingendo i manifestanti a Belgrado, in Serbia, dopo i vani tentativi del presidente serbo Vučić, che ha parlato alla popolazione un'ora fa.Please open Telegram to view this post
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Serbia: i manifestanti di Belgrado hanno invocato la guerra civile, ha dichiarato la presidente del parlamento serbo Ana Brnabić.Please open Telegram to view this post
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Forwarded from Cesare Sacchetti
Fuori uso i sistemi radar di Milano. Tutti i voli nell'Italia Nord-Occidentale vengono dirottati verso altri aeroporti. Non è chiara nè la natura nè le ragioni del "guasto"...
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#TranslateGate
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