Giuseppe Masala Chili 🌶
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Lettore appassionato e scrittore incostante. Topografo degli abissi. Diversamente inabile. A volte manniano tendenza Giuseppe a volte céliniano tendenza Bardamu.
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🇮🇹 Napoli, avvertita poco fa una forte scossa di terremoto
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🇷🇺🇺🇦🇩🇪 Guerra Ucraina, il ministro degli Esteri tedesco: Putin vuole la «resa» dell'Ucraina senza la volontà di negoziare
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🇺🇦 🇷🇺 🏳️ Putin mira a conquistare Odessa e a isolare l'Ucraina dal mare: ora la sua massima priorità, afferma un alto funzionario al FT.

I leader della NATO temono che la situazione in prima linea in Ucraina possa peggiorare entro l'autunno, a causa della dipendenza dagli aiuti e dagli alleati.
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🇪🇺 🇮🇹 🌞 Tajani ha avuto una insolazione
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Nel 2006 il marine Tyler Ziegel, tornato orrendamente sfigurato dalla guerra in Iraq, sposò la sua fidanzata Renée Kline (qui entusiasta in foto il giorno delle nozze). Una mostruosa pressione pubblica, giornalistica, sociale e politica, convinse la ragazza a sposare l'eroe di ritorno dalla guerra. L'impressionante battage politico insisteva a più riprese sull'uomo sacrificatosi in nome della patria. E le classi dominanti facevano a gara a invitarlo a tagliare nastri.

Un anno dopo Renée divorziò, ché la mia generazione e quelle che la seguono (uomini o donne che siano) hanno poca passione per il sacrificio. 5 anni dopo, completamente ubriaco e sotto stupefacenti, Tyler Ziegel morì per un overdose di alcol e morfina.

Nel caso qualcuno stia davvero fantasticando sull'arruolarsi si ricordi la sua storia.

E nel caso qualcuno, a sinistra come a destra, pensa che la guerra possa essere una via d'uscita dalla merda in cui stiamo affogando, si ricordi che la guerra non è mai la negazione dello stato di cose presenti: solo la sua epitome.
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URSS, 1983. I pulmann con gli sci non li avevo mai visti.
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Forwarded from Giubbe Rosse
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🇦🇿🇷🇺 LE RELAZIONI TRA RUSSIA E AZERBAIGIAN SI DETERIORANO
Le relazioni tra Russia e Azerbaigian continuano a deteriorarsi dopo che il Ministero dell'Interno azero ha fatto irruzione nella sede centrale dell'emittente russa Sputnik a Baku. Il direttore esecutivo di Sputnik-Azerbaijan, Igor Kartavykh, e il caporedattore Yevgeny Belousov sono stati entrambi arrestati e accusati di lavorare per l'intelligence russa.

Negli ultimi giorni l'Azerbaijan ha definito la Federazione Russa uno stato imperialista e il Presidente Putin uno Stalin che reprime i musulmani in Russia. La tensione tra i due paesi, già alta dopo il disastro aereo del volo 8432 della Azerbaijan Airlines avvenuto a dicembre 2024, si è ulteriormente acuita a seguito dell'ultima repressione antidroga da parte dell'FSB russo, che ha portato all'arresto e alla morte di diversi membri della mafia azera. In risposta, l'Azerbaigian ha sospeso tutti gli eventi culturali russi nel paese e ha chiesto al governo russo di rilasciare i suoi cittadini.
I media statali azeri hanno accusato la Russia di "islamofobia" e "imperialismo" nei confronti delle ex repubbliche islamiche dell'URSS, affermando che la Russia sta ricadendo nella repressione sovietica dell'Azerbaigian e che "l'impero cadrà presto".

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🇮🇷 🇮🇱 🇺🇸 Ma'an Agency - Un alto funzionario iraniano: "Israele riprenderà i suoi attacchi entro una settimana".
Ebrahim Mottaki, preside della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Teheran, ha avvertito in un programma della televisione di stato che "Israele e gli Stati Uniti considerano il cessate il fuoco un'opportunità per riorganizzare e rafforzare le loro capacità militari".
Ha affermato: "Tutte le indicazioni indicano che Israele, con il supporto americano, tornerà ad attaccare l'Iran entro una settimana, con un attacco militare a sorpresa e devastante".
Mottaki ha aggiunto: "La leadership della Repubblica Islamica non dovrebbe prendere sul serio il cessate il fuoco"...
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🇺🇸 🙏🏻 Presidente Trump:
"Sto tenendo un'importante conference call con leader religiosi di tutto il Paese, e AT&T non è assolutamente in grado di far funzionare correttamente le proprie apparecchiature. È la seconda volta che succede. Se il capo di AT&T, chiunque sia, potesse intervenire, sarebbe un bene. Ci sono decine di migliaia di persone in linea!"
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🇮🇷 🇵🇰 — Un aereo del Ministero della Difesa iraniano ha lasciato la base aerea di Noor Khan in Pakistan dopo 5 ore di presenza
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La storia di John Frum e dei culti del cargo della Melanesia è uno degli intrecci più affascinanti e complessi tra storia coloniale, sconvolgimenti culturali e adattamento umano. Secondo la tradizione locale, John Frum – una misteriosa figura bianca, spesso descritta come un americano – apparve agli indigeni isolani negli anni '30, predicando un messaggio di resistenza anticoloniale e di ritorno alle tradizioni. Promise che se avessero rifiutato il dominio europeo e l'influenza missionaria, sarebbero stati ricompensati con abbondanti ricchezze – o "cargo" – consegnate dal cielo da potenti stranieri. Poi arrivò la Seconda Guerra Mondiale. Durante la campagna del Pacifico, migliaia di soldati americani giunsero su isole come Vanuatu (all'epoca Nuove Ebridi), portando con sé enormi quantità di beni materiali: vestiti, medicine, cibo, veicoli e attrezzature edili – oggetti inimmaginabili nella vita quotidiana locale. Per molti isolani, l'improvvisa apparizione di questo carico, in concomitanza con l'arrivo di uomini in uniforme, simili a divinità, dal cielo, sembrò avverare la profezia di John Frum. Dopo la guerra, quando i soldati e il loro carico scomparvero, alcune comunità svilupparono elaborati rituali volti a invocare il ritorno del carico. Queste pratiche divennero note come culti del carico. I devoti costruirono finte piste di atterraggio, torri di controllo in bambù e aerei di legno, imitando ciò che avevano visto durante la guerra. Altri indossarono uniformi militari fatte in casa, issarono bandiere americane ed eseguirono esercitazioni cerimoniali, sperando di attrarre il ritorno degli aerei e dei beni che avevano portato. Questi movimenti non erano semplici imitazioni: erano complessi atti di reinterpretazione culturale, che fondevano le credenze spirituali indigene con l'osservazione di una schiacciante potenza straniera. In molti casi, John Frum divenne una figura messianica, la cui leggenda fu preservata attraverso la tradizione orale e i rituali. Alcuni arrivarono persino a credere che un giorno sarebbe tornato, portando con sé il paradiso. Ancora oggi, sull'isola di Tanna, a Vanuatu, esiste un movimento John Frum, i cui seguaci celebrano cerimonie ogni anno il 15 febbraio, il giorno di John Frum, mantenendo viva una tradizione che è al tempo stesso profondamente spirituale, politica e riflesso di una traumatica collisione culturale con la modernità. Piuttosto che liquidare i culti cargo come ingenui o primitivi, gli antropologi li riconoscono ora come risposte sofisticate alla colonizzazione e alla globalizzazione: movimenti che riaffermano l'agire e l'identità indigena di fronte a un cambiamento radicale.
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🇨🇱 🇨🇱 Cile – L'ex ministra e avvocata comunista Jeannette #Jara vince le primarie della coalizione di sinistra per le elezioni presidenziali del 16 novembre. Ha ottenuto il 60% dei voti, sconfiggendo la socialdemocratica Carolina Tohà e il progressista Gonzalo Winter. È la prima volta che il Partito Comunista guiderà la coalizione alle presidenziali. Alle elezioni, Jara dovrà affrontare una destra che al momento è molto avanti nei sondaggi.
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🇺🇸 🇮🇱 Il Dipartimento di Stato americano ha approvato la vendita di munizioni per un valore di 510 milioni di dollari a Israele.

Israele ha richiesto:

3.845 kit di guida JDAM per l'uso con le bombe BLU-109, bombe anti-bunker da 2.000 libbre (circa 900 kg).

3.280 kit di guida JDAM per le bombe MK 82, bombe multiuso da 500 libbre (circa 227 kg).


Sicuri che la guerra è finita?
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🇮🇹 Nel 1800 Alessandro Volta inventò la Pila. Nel 1954 Giulio Natta inventò il polipropilene (la plastica in parole povere). In mezzo, Marconi inventò la Radio e Meucci il Telefono. Per dire.

Nel 2025 "Come facciamo il formaggio noi non lo fa nessuno. Ci rubano l'italiansaunding!".

E' tutto.
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Forwarded from Martina Pastorelli
L’UE crea nemici per rafforzarsi. Il vero obiettivo di Rearm Europe è imporre un maxi Stato federale e ridurre i singoli Paesi a fornitori di armi e soldati.
Parla Fernand Kartheiser europarlamentare e diplomatico, espulso dal gruppo dei Conservatori e Riformisti per il suo viaggio in Russia.
“Bruxelles porta avanti un attacco all’umanità: ispirata da una ideologia sinistra vuole limitare la nostra libertà e uniformarci.”

Mia intervista su La Verità.
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⚡️🇮🇷 🇮🇱 Il vicecomandante dell’IRGC ha affermato che l'Iran ha utilizzato solo il 5% della sua potenza militare nella guerra dei 12 giorni.
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Giuseppe Masala Chili 🌶
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NEOLIBERISMO: una timeline
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Il neoliberismo non è soltanto una teoria economica ma un progetto storico e politico che, dagli anni ’40 a oggi, ha trasformato in profondità le nostre vite, le istituzioni, il linguaggio stesso della politica. Nato ai margini del pensiero dominante si è imposto silenziosamente grazie a reti internazionali di economisti, think tank, fondazioni e governi, fino a diventare la forma di governo del mondo contemporaneo.
Questa linea del tempo ricostruisce le tappe fondamentali della sua ascesa seguendo il fondamentale lavoro di Marco D’Eramo "Dominio" e integrandolo con dati storici e snodi strategici.
(Disclaimer per i puristi dell'umanesimo scrittorio: nel redigere questa timeline mi sono aiutato, come altre volte, nel potere sintetizzante di chatgpt, uploadando capitoli e copiando citazioni del libro in oggetto, per poi verificare con cura la corrispondenza al testo ed eventualmente modificando impostazione e contenuti sulla scorta del senso desiderato per il post. Non aspiro al Pulitzer ma alla diffusione della conoscenza storica in chiave politica, sfruttando ogni mezzo a disposizione.)
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1940-1960: Le origini carbonare del neoliberismo.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel pieno trionfo del keynesismo e dello Stato sociale, un piccolo gruppo di economisti e intellettuali liberisti inizia a riunirsi nell’ombra. Nel 1947 nasce la Mont Pelerin Society, fondata da Friedrich von Hayek e altri pensatori come Milton Friedman. Questi studiosi temono che l’intervento dello Stato nell’economia porti alla tirannia.
Nel 1944, Hayek pubblica "The Road to Serfdom" ("La via della schiavitù"), in cui sostiene che ogni tentativo di pianificazione economica conduce inevitabilmente alla perdita della libertà individuale. Per anni, queste idee restano marginali, ritenute troppo estreme perfino nei circoli accademici.
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1968: Il Nobel che legittima l’ideologia.
La Banca di Svezia istituisce il Premio Nobel per l’Economia. Non è un Nobel “ufficiale” come gli altri (non fu istituito da Alfred Nobel), ma ottiene rapidamente prestigio.
Negli anni successivi viene assegnato a molti economisti neoliberisti come Hayek, Friedman e i teorici della Scuola di Chicago. Il premio serve a dare autorevolezza “scientifica” a una visione del mondo che inizia a presentarsi come neutra e tecnica, ma che è in realtà fortemente ideologica.
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1971: Il Memorandum Powell e la guerra ideologica.
Un evento cruciale, ma poco noto al grande pubblico, è la stesura del cosiddetto Memorandum Powell. Scritto da Lewis Powell, un avvocato poi diventato giudice della Corte Suprema, il documento è indirizzato alla Camera di Commercio degli Stati Uniti. Powell lancia un appello alle classi dirigenti: il mondo imprenditoriale deve organizzarsi per riconquistare l’egemonia culturale, contrastando la crescente influenza di studenti, sindacati, giornalisti e attivisti. Serve una vera e propria “controffensiva”, non con le armi ma con i media, le università, i tribunali.
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1973: Cile, primo laboratorio neoliberista.
In Cile, il colpo di Stato contro il presidente socialista Salvador Allende porta al potere il generale Augusto Pinochet.
Sotto la sua dittatura il paese diventa il primo laboratorio pratico delle politiche neoliberiste, guidate dai cosiddetti Chicago Boys: economisti cileni formati all’Università di Chicago da Milton Friedman. Vengono attuate privatizzazioni di massa, deregolamentazioni, distruzione dei diritti sindacali, tagli brutali alla spesa pubblica. La repressione politica accompagna la liberalizzazione economica: un connubio che si ripeterà in altri contesti.
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1974-1976: Nasce la rete dei think tank.
In questi anni nascono i grandi think tank neoliberisti americani, come la Heritage Foundation, il Cato Institute e il rinnovato American Enterprise Institute.
Queste organizzazioni diventano fabbriche di idee, con lo scopo di trasformare la teoria neoliberale in politiche pubbliche concrete.
Richard Fink, ideologo della Koch Industries, codifica la strategia in tre fasi:
1) Produzione teorica (università, fondazioni);
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2) Traduzione politica (consulenze, lobby, partiti);
3) Diffusione culturale di massa (media, libri, formazione).
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1980: L’arrivo di Reagan e la svolta epocale.
Con Ronald Reagan alla Casa Bianca (e Margaret Thatcher al potere in Gran Bretagna) le idee neoliberiste escono dal mondo accademico per diventare linea di governo.
L’amministrazione Reagan si ispira esplicitamente ai documenti della Heritage Foundation, come Mandate for Leadership, che diventa la “bibbia” della nuova destra americana.
Si tagliano le tasse ai ricchi, si deregolamentano i mercati, si attacca apertamente il potere dei sindacati. È l’inizio di una nuova era.
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1980-1990: Vittoria culturale.
In questo decennio il neoliberismo conquista anche la cultura e la sinistra. Il motto di Thatcher “There is no alternative” (TINA) diventa una formula dominante. La sinistra smette di parlare di conflitto sociale e comincia ad accettare il mercato come unico orizzonte possibile. La stessa caduta del Muro di Berlino (1989) viene letta come la “fine della storia”: ha vinto il capitalismo, non c’è più nulla da discutere.
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1990-2000: La globalizzazione come veicolo.
Dopo la caduta dell’Unione Sovietica il neoliberismo si globalizza. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca Mondiale e l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) impongono privatizzazioni e tagli al welfare in tutto il mondo.
I governi diventano “manager” e gli Stati si ritirano dall’economia. Le banche centrali diventano autonome e guidate da tecnocrati non eletti. La parola “pubblico” viene screditata, mentre la “libertà di mercato” diventa dogma.
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2008: La crisi finanziaria e il paradosso.
Quando nel 2008 crolla il sistema bancario globale ci si aspetterebbe la fine del neoliberismo. Ma succede l’opposto.
Come scrive Naomi Klein si segue la logica del “shock doctrine”: mai sprecare una crisi. I think tank neoliberisti tornano alla ribalta per difendere il sistema, imponendo tagli e austerità.
Le élite rilanciano la propria agenda, mentre la classe media affonda.
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2016-2020: Il ritorno della destra radicale.
Con l’elezione di Donald Trump, il neoliberismo assume nuove forme: protezionismo, nazionalismo, ma sempre con lo stesso scopo: difendere il privilegio economico.
L’amministrazione Trump adotta 208 raccomandazioni della Heritage Foundation, trasformandole in politiche concrete. Il dominio continua, anche quando si maschera da “ribellione”.
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2020-2025: Crisi sanitaria, sorveglianza e riconfigurazione del dominio.
2020: Pandemia e shock globale.
- Il Covid-19 segna una svolta: emergenza sanitaria, lockdown, crisi economica globale.
- Apparente sospensione del dogma neoliberista: ritorno dello Stato, aiuti pubblici, sussidi.
- Ma il neoliberismo si adatta: le Big Tech diventano infrastrutture essenziali (Amazon, Google, Zoom, Microsoft), e il capitalismo delle piattaforme si espande.
2021: Il nuovo capitalismo pandemico.
- Le disuguaglianze esplodono: i miliardari guadagnano enormemente durante la pandemia.
- Gli Stati socializzano le perdite, mentre il capitale privatizza i profitti.
- In nome dell’efficienza e della sicurezza, si rafforza la logica della sorveglianza, della digitalizzazione forzata e del lavoro precario da remoto.
2022: Guerra in Ucraina e accelerazione energetica.
- La guerra diventa occasione per ridefinire politiche industriali e strategiche: spese militari aumentate, ritorno di retoriche nazionaliste.
- L’emergenza energetica rilancia il potere delle grandi compagnie fossili.
- I governi continuano a intervenire, ma sempre più in funzione del mercato, non della giustizia sociale.
2023: Normalizzazione del dominio digitale.
- L’istruzione, la sanità, il lavoro vengono riorganizzati intorno a piattaforme private.
- L’agenda della digitalizzazione penetra ogni ambito della vita quotidiana, spesso con la retorica del progresso e della transizione ecologica.
- La scuola, in particolare, diventa banco di prova del nuovo disciplinamento neoliberale: meritocrazia, competenze, valutazione, tecnocrazia.
2024-2025: Il dominio entra in una nuova fase post-democratica.
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