GLI HAPPY FEW
Ogni universo storico ha i suoi “happy few". Chi sono? Sono i maestri dell’eleganza, dello stile di vita, della perfezione in ogni occasione. Fanno naturalmente parte del ceto dirigente, ovvero dirigono qualcosa, ma questo qualcosa non è il comando vero e proprio sugli altri, non è il potere di decidere per tutti, non è nemmeno la ricchezza o il successo. Non decidono nulla ma sono necessari perché la loro esistenza, quasi una favola, accende nei sudditi l’ardore a credere di vivere in un mondo dove da qualche parte non vi è nulla di imperfetto o provvisorio, ma tutto è assolutamente come deve essere, cioè perfettamente felice. L’esistenza degli happy few è consolatoria nel cuore dei popolani, perchè se loro non possono essere felici, sanno che qualcuno lo è e questo basta e avanza. Il cuore degli uomini è molto meno stitico di quanto si creda. Si è invidiosi di chi si conosce personalmente e del quale ci si crede pari, ma si è pieni di ammirazione e dedizione per chi viene percepito a distanze siderali dalla propria condizione di vita e ci appare come capace di camminare sulle nubi.
Nel medioevo gli happy più erano gli uomini di corte attorno al re. Non i connestabili, non i marescialli di campo, non i ministri dello scacchiere. Ma coloro che sapevano come meglio muovere il piede nella danza, come meglio abbinare i colori delle vesti, come comporre un sonetto d’amore, come suonare il liuto. Coloro insomma che sapevano quale era il modo più “grazioso” di compiere ogni gesto, ogni incombenza quotidiana. I Romani, per quanto burini e villanzoni, avevano anche loro i loro “happy few”. Erano quelli che studiavano filosofia ad Atene, retorica e grammatica a Rodi, e sapevano tutto della scultura greca. Avevano ville di strepitoso lusso a Baia, vicino a Napoli, dove facevano circolo fra loro, declamandosi a vicenda poemi elegiaci, piccoli saggi filosofici, aringhe di fantasia a favore o contro celebri personaggi della remota antichità.
E noi? Cazzo se li abbiamo. Non sono certo i reali, lavoranti a tempo pieno, come gli assi dello sport e i cantanti da svacco, sul mercato del pettegolezzo. Gli happy few sono, individualmente assolutamente sconosciuti, esistono solo come gruppo, come interpreti anonimi di un modo superiore di godere della vita. Chi sono allora? Quelli che si sa che ci sono ma non si sa chi sono. Ad esempio il direttore o la direttrice del Metropolitan Museum di New York, l’editore di Vanity Fair, il chirurgo estetico delle dive del cinema, il direttore di Christie, il presidente della società che controlla il Danieli, il padrone del cavallo che ha vinto a Derby, Gianni Agnelli prima di assumere qualunque incarico presso la Fiat, i mercanti internazionali d’arte e i loro fidati clienti, il titolare dello studio legale che ha curato il divorzio di Bezos, il grande di Spagna la cui fazenda fornisce tori Miura all’arena di Madrid, la figlia del conte di Cateau-Lafitte con i suoi vigneti nelle Landes, il direttore dell’Operà, gli eredi Furstenberg-Hassia, la nipote di Maria Callas, e via andare….
Gli happy few sono essenziali alla stabilità sociale, come il motore immobile di Aristotele, pur non facendo assolutamente nulla, non avendo alcun rapporto con il mondo dei too many, semplicemente interagendo fra loro, comunicando solo fra di loro, generano una corrente di attrazione universale che libera il povero coglione dall’impressione di essere coglionato da chi lo governa e lo convince a guardare obbediente e ammirato alla perfetta felicità che finalmente sa esistere e alla quale è necessario tendere. Perché il comunismo è caduto? Perché in Urss non c’erano happy few. La Cina, saggiamente ammaestrata dall’esperienza, cerca di ricrearli, come al tempo del Celeste impero.
Alfredo Morosetti, via facebook
Ogni universo storico ha i suoi “happy few". Chi sono? Sono i maestri dell’eleganza, dello stile di vita, della perfezione in ogni occasione. Fanno naturalmente parte del ceto dirigente, ovvero dirigono qualcosa, ma questo qualcosa non è il comando vero e proprio sugli altri, non è il potere di decidere per tutti, non è nemmeno la ricchezza o il successo. Non decidono nulla ma sono necessari perché la loro esistenza, quasi una favola, accende nei sudditi l’ardore a credere di vivere in un mondo dove da qualche parte non vi è nulla di imperfetto o provvisorio, ma tutto è assolutamente come deve essere, cioè perfettamente felice. L’esistenza degli happy few è consolatoria nel cuore dei popolani, perchè se loro non possono essere felici, sanno che qualcuno lo è e questo basta e avanza. Il cuore degli uomini è molto meno stitico di quanto si creda. Si è invidiosi di chi si conosce personalmente e del quale ci si crede pari, ma si è pieni di ammirazione e dedizione per chi viene percepito a distanze siderali dalla propria condizione di vita e ci appare come capace di camminare sulle nubi.
Nel medioevo gli happy più erano gli uomini di corte attorno al re. Non i connestabili, non i marescialli di campo, non i ministri dello scacchiere. Ma coloro che sapevano come meglio muovere il piede nella danza, come meglio abbinare i colori delle vesti, come comporre un sonetto d’amore, come suonare il liuto. Coloro insomma che sapevano quale era il modo più “grazioso” di compiere ogni gesto, ogni incombenza quotidiana. I Romani, per quanto burini e villanzoni, avevano anche loro i loro “happy few”. Erano quelli che studiavano filosofia ad Atene, retorica e grammatica a Rodi, e sapevano tutto della scultura greca. Avevano ville di strepitoso lusso a Baia, vicino a Napoli, dove facevano circolo fra loro, declamandosi a vicenda poemi elegiaci, piccoli saggi filosofici, aringhe di fantasia a favore o contro celebri personaggi della remota antichità.
E noi? Cazzo se li abbiamo. Non sono certo i reali, lavoranti a tempo pieno, come gli assi dello sport e i cantanti da svacco, sul mercato del pettegolezzo. Gli happy few sono, individualmente assolutamente sconosciuti, esistono solo come gruppo, come interpreti anonimi di un modo superiore di godere della vita. Chi sono allora? Quelli che si sa che ci sono ma non si sa chi sono. Ad esempio il direttore o la direttrice del Metropolitan Museum di New York, l’editore di Vanity Fair, il chirurgo estetico delle dive del cinema, il direttore di Christie, il presidente della società che controlla il Danieli, il padrone del cavallo che ha vinto a Derby, Gianni Agnelli prima di assumere qualunque incarico presso la Fiat, i mercanti internazionali d’arte e i loro fidati clienti, il titolare dello studio legale che ha curato il divorzio di Bezos, il grande di Spagna la cui fazenda fornisce tori Miura all’arena di Madrid, la figlia del conte di Cateau-Lafitte con i suoi vigneti nelle Landes, il direttore dell’Operà, gli eredi Furstenberg-Hassia, la nipote di Maria Callas, e via andare….
Gli happy few sono essenziali alla stabilità sociale, come il motore immobile di Aristotele, pur non facendo assolutamente nulla, non avendo alcun rapporto con il mondo dei too many, semplicemente interagendo fra loro, comunicando solo fra di loro, generano una corrente di attrazione universale che libera il povero coglione dall’impressione di essere coglionato da chi lo governa e lo convince a guardare obbediente e ammirato alla perfetta felicità che finalmente sa esistere e alla quale è necessario tendere. Perché il comunismo è caduto? Perché in Urss non c’erano happy few. La Cina, saggiamente ammaestrata dall’esperienza, cerca di ricrearli, come al tempo del Celeste impero.
Alfredo Morosetti, via facebook
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Fonte: Politico
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Speriamo di non dover condurre un'operazione di terra nella Siria meridionale, ma non lo escludiamo.
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I probabili obiettivi? Beni Houthi nello Yemen.
Ogni missile costa circa $3,2 milioni.
LRASM in poche parole:
Il LRASM (Long Range Anti-Ship Missile) è un missile da crociera stealth sviluppato dagli Stati Uniti progettato per colpire obiettivi navali ad alto valore a più di 370 km di distanza, anche in zone prive di GPS, contestate.
Stealth, resistente alle interferenze, e semiautonomo.
Utilizza AI, infrarossi e radar passivo per individuare navi.
Trasporta una testata da 1.000 libbre.
Lanciato da B-1B, F/A-18 e presto F-15EX, P-8.
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Anche Francia, Ungheria e Repubblica Ceca hanno rifiutato di partecipare.
Fonte: La Stampa
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Forwarded from Ultimo Uomo ☧
CRESCITA DEL PIL DEI GRANDI PAESI DAL 2000 AL 2020, IN PERCENTUALE
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Negli ultimi giorni, le forze russe hanno compiuto progressi significativi. Dopo aver catturato Razine, si spinsero verso l'esterno, sfondando le posizioni ucraine nella linea degli alberi e occupando diverse fortificazioni di trincee.
La spinta russa si è concentrata in due direzioni. Il vettore meridionale dell'attacco ha coinvolto i soldati russi che si muovevano tra i due bacini di fango, catturando posizioni sugli approcci orientali al villaggio di Chervonyi Lyman. Sono stati anche in grado di catturare uno dei pozzi di ventilazione per la miniera Krasnolymanskaya e le foreste adiacenti. Queste forze stanno ora tentando di aggirare il terykon (cumulo di rifiuti industriali) e raggiungere il cimitero alla periferia orientale di Rodynske stessa.
Il vettore settentrionale prevedeva una spinta verso la miniera di Krasnolymanskaya. Le forze russe hanno occupato le posizioni a est della miniera e hanno tentato di infiltrarsi, anche se quest'ultima sembra non aver avuto successo. Allo stesso tempo, le forze russe sono state in grado di catturare numerose altre posizioni al limite del bosco a nord di questo vettore.
A nord-est, le forze russe hanno iniziato a forzare il fiume Kazenyi Torets ed sono entrate nel villaggio di Fedorivka. Furono in grado di stabilire il controllo sulle sue case orientali e sulle piantagioni forestali adiacenti.
In una serie separata di attacchi, le forze russe hanno iniziato una spinta per eliminare la presenza ucraina tra il fiume Kazenyi Torets e il suo affluente e superare queste barriere naturali. Si spinsero a nord-ovest verso la parte centrale di Novotoretske, catturando la maggior parte del villaggio. Attraversarono poi il ponte che collegava Novotoretske a Boikivka, catturando quest'ultima e conquistando posizioni nelle foreste vicine. Dopo che il personale fu accumulato in questa nuova testa di ponte, i russi si spinsero a nord verso il villaggio di Mayak, dove entrarono, anche se non è chiaro se siano state stabilite delle posizioni.
A est di tutte queste avanzate, le forze russe sono avanzate in discesa dalle alture tattiche a nord di Shevchenko Pershe e hanno catturato nuove posizioni in 4 diverse linee di alberi.
+ ~21,45 km² a favore della Russia.
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Forwarded from Pino Cabras
🧠 AVETE PRESENTE I SAMBUCIDI?
Sono quei giornalisti che, come il celebre Sambuca Molinari, riescono a trovare una giustificazione per ogni nefandezza delle classi dirigenti israeliane, anche quando piovono bombe su tutti gli ospedali o si bombardano i campi profughi e le file per il pane.
Bene: ora ne è spuntata una nuova covata sulle pagine del Riformista, diventato la parte terminale dell’intestino di chi si entusiasma delle veline del Mossad.
Ultima trovata?
Un articolo delirante contro Francesca Albanese, relatrice ONU per i diritti umani in Palestina, e contro suo marito, Massimiliano Calì.
Un classico esempio di “character assassination”, condita di mezze frasi, cortine fumogene e capriole logiche da manuale di disinformazione.
Ecco le "accuse" (tenetevi forte):
🔹 Calì, tempo fa, ha collaborato con l’ANP (Autorità Palestinese) per progetti di sviluppo. Per il sambucide del Riformista è addirittura scandaloso che l’economista abbia dichiarato – dati alla mano – che il regime di occupazione in Cisgiordania costasse troppo in termini di sviluppo economico. Anzi, i sambucidi arrivano a scrivere che «non esistevano territori palestinesi occupati».
🔹 Oggi Calì lavora per la Banca Mondiale… in Tunisia!
🔹 E allora? E allora nulla. Ma il Riformista insinua che in Tunisia, da qualche parte “transitano i soldi di Hamas”, quindi qualcosa di torbido ci sarà. Se la logica è questa, siccome in Italia da qualche parte passano i soldi di Cosa Nostra, da oggi - se vi trovate in Italia - siete tutti sospettati di collusione con la mafia e in «conflitto di interessi».
Tutto torbido, dunque. Solo che questo torbido non c’è.
Zero prove, zero fatti, solo suggestioni.
Il trucco è noto: colpire chi osa difendere i diritti umani dei palestinesi non sul merito, ma sul piano personale. Delegittimare. Intimidire. Infangare. Essere sambucidi fino in fondo.
👁️🗨️ Ma chi conosce l’integrità e la preparazione di Francesca Albanese sa bene che non bastano questi trucchetti da sudici sambucidi per spegnerne la voce.
Casomai rafforzano la verità che sta portando nei palazzi dell’ONU e nel mondo. E questo è ciò che davvero non sopportano.
Sono quei giornalisti che, come il celebre Sambuca Molinari, riescono a trovare una giustificazione per ogni nefandezza delle classi dirigenti israeliane, anche quando piovono bombe su tutti gli ospedali o si bombardano i campi profughi e le file per il pane.
Bene: ora ne è spuntata una nuova covata sulle pagine del Riformista, diventato la parte terminale dell’intestino di chi si entusiasma delle veline del Mossad.
Ultima trovata?
Un articolo delirante contro Francesca Albanese, relatrice ONU per i diritti umani in Palestina, e contro suo marito, Massimiliano Calì.
Un classico esempio di “character assassination”, condita di mezze frasi, cortine fumogene e capriole logiche da manuale di disinformazione.
Ecco le "accuse" (tenetevi forte):
🔹 Calì, tempo fa, ha collaborato con l’ANP (Autorità Palestinese) per progetti di sviluppo. Per il sambucide del Riformista è addirittura scandaloso che l’economista abbia dichiarato – dati alla mano – che il regime di occupazione in Cisgiordania costasse troppo in termini di sviluppo economico. Anzi, i sambucidi arrivano a scrivere che «non esistevano territori palestinesi occupati».
🔹 Oggi Calì lavora per la Banca Mondiale… in Tunisia!
🔹 E allora? E allora nulla. Ma il Riformista insinua che in Tunisia, da qualche parte “transitano i soldi di Hamas”, quindi qualcosa di torbido ci sarà. Se la logica è questa, siccome in Italia da qualche parte passano i soldi di Cosa Nostra, da oggi - se vi trovate in Italia - siete tutti sospettati di collusione con la mafia e in «conflitto di interessi».
Tutto torbido, dunque. Solo che questo torbido non c’è.
Zero prove, zero fatti, solo suggestioni.
Il trucco è noto: colpire chi osa difendere i diritti umani dei palestinesi non sul merito, ma sul piano personale. Delegittimare. Intimidire. Infangare. Essere sambucidi fino in fondo.
👁️🗨️ Ma chi conosce l’integrità e la preparazione di Francesca Albanese sa bene che non bastano questi trucchetti da sudici sambucidi per spegnerne la voce.
Casomai rafforzano la verità che sta portando nei palazzi dell’ONU e nel mondo. E questo è ciò che davvero non sopportano.
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇪🇺🚭 L’EURO-TASSA SUI FUMATORI È SOLO L’INIZIO
La Verità, Flaminia Camilletti, 16 luglio 2025, via @giuslit
Punti chiave:
- L’Unione Europea propone una nuova tassa sui prodotti del tabacco, con rincari del 139% per sigarette, 258% per tabacchi trinciati e 1.090% per sigari, destinando il gettito al bilancio Ue anziché agli Stati membri.
- Italia, Svezia, Repubblica Ceca, Grecia, Romania e Bulgaria si oppongono, temendo un precedente per ulteriori tasse comuni che ridurrebbero la sovranità fiscale nazionale.
- La Commissione Ue punta a finanziare il bilancio con nuove risorse proprie, incluse tasse su imprese, rifiuti elettronici e quote di CO2, giustificando il tutto con obiettivi sanitari e ambientali.
Bruxelles, invece di alleggerire la burocrazia, introduce nuove tasse per finanziare il bilancio Ue 2028-2034. Oggi presenta una proposta che colpisce i prodotti del tabacco, con aumenti shock: sigarette (+139%), tabacchi trinciati (+258%), sigari (+1.090%), ma anche e-cig, tabacco riscaldato e bustine di nicotina. Un pacchetto di sigarette da 5 euro costerà almeno 6 euro, con un impatto sull’inflazione di circa mezzo punto percentuale.
Il vero nodo è che il gettito finirà direttamente all’Ue, non agli Stati, segnando una svolta fiscale. La Svezia, con il ministro Svantesson, protesta: “Queste entrate devono restare ai governi”. L’Italia, insieme a Repubblica Ceca, Grecia, Romania e Bulgaria, si oppone, temendo un precedente per altre tasse comuni. La Commissione giustifica la mossa con la salute pubblica, ma il piano include altre risorse proprie: tasse sulle imprese (escluse le PMI), rifiuti elettronici, e una quota delle entrate da CO2 (Ets e Cbam).
La proposta, parte di cinque nuove risorse proprie, si affianca alla revisione della direttiva sulle accise del tabacco, per uniformare il mercato unico. Critici vedono un tentativo di centralizzare il potere fiscale, con la Commissione che già preannuncia ulteriori tasse legate alle politiche Ue. I negoziati si preannunciano tesi, con molti Stati decisi a difendere la propria autonomia fiscale.
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La Verità, Flaminia Camilletti, 16 luglio 2025, via @giuslit
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- L’Unione Europea propone una nuova tassa sui prodotti del tabacco, con rincari del 139% per sigarette, 258% per tabacchi trinciati e 1.090% per sigari, destinando il gettito al bilancio Ue anziché agli Stati membri.
- Italia, Svezia, Repubblica Ceca, Grecia, Romania e Bulgaria si oppongono, temendo un precedente per ulteriori tasse comuni che ridurrebbero la sovranità fiscale nazionale.
- La Commissione Ue punta a finanziare il bilancio con nuove risorse proprie, incluse tasse su imprese, rifiuti elettronici e quote di CO2, giustificando il tutto con obiettivi sanitari e ambientali.
Bruxelles, invece di alleggerire la burocrazia, introduce nuove tasse per finanziare il bilancio Ue 2028-2034. Oggi presenta una proposta che colpisce i prodotti del tabacco, con aumenti shock: sigarette (+139%), tabacchi trinciati (+258%), sigari (+1.090%), ma anche e-cig, tabacco riscaldato e bustine di nicotina. Un pacchetto di sigarette da 5 euro costerà almeno 6 euro, con un impatto sull’inflazione di circa mezzo punto percentuale.
Il vero nodo è che il gettito finirà direttamente all’Ue, non agli Stati, segnando una svolta fiscale. La Svezia, con il ministro Svantesson, protesta: “Queste entrate devono restare ai governi”. L’Italia, insieme a Repubblica Ceca, Grecia, Romania e Bulgaria, si oppone, temendo un precedente per altre tasse comuni. La Commissione giustifica la mossa con la salute pubblica, ma il piano include altre risorse proprie: tasse sulle imprese (escluse le PMI), rifiuti elettronici, e una quota delle entrate da CO2 (Ets e Cbam).
La proposta, parte di cinque nuove risorse proprie, si affianca alla revisione della direttiva sulle accise del tabacco, per uniformare il mercato unico. Critici vedono un tentativo di centralizzare il potere fiscale, con la Commissione che già preannuncia ulteriori tasse legate alle politiche Ue. I negoziati si preannunciano tesi, con molti Stati decisi a difendere la propria autonomia fiscale.
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La sua visita segue i tweet di Trump che chiedevano di fermare il processo
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L'esercito di difesa israeliano afferma: "Ci stiamo preparando per alcuni giorni di combattimenti con l'esercito siriano".
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Forwarded from Giubbe Rosse
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🇮🇱🇸🇾 BEN GVIR: "AL JOLANI È LA TESTA DEL SERPENTE E VA ELIMINATO"
Ben Gvir, Ministro della Sicurezza Nazionale di Israele, X
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Le immagini scioccanti provenienti dalla Siria dimostrano una cosa: una volta jihadista, sempre jihadista. Chiunque uccida, tagli i baffi, umili, stupri, non dovrebbe essere oggetto di trattative, e l'unica cosa che si dovrebbe fare con Al-Jolani è eliminarlo. Amo i cittadini drusi dello Stato di Israele, mando loro un caloroso abbraccio e dico: dobbiamo eliminare la testa del serpente.
Ben Gvir, Ministro della Sicurezza Nazionale di Israele, X
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