La sotto-munizione Motiv-3M (nota anche come SPBE-D) è in servizio da prima della guerra, quindi non è uno sviluppo nuovissimo
Il filmato è d'archivio dalla battaglia per Avdeevka
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Forwarded from InfoDefenseITALIA
➡️ Come i servizi segreti israeliani possono utilizzare i telefoni?➡️ Anche con lo schermo spento, gli smartphone moderni possono essere attivati da remoto per registrare conversazioni, audio e video. L'intelligence israeliana, dotata di una potente base cibernetica, è in grado di trasformare il telefono in una microspia tascabile.➡️ I dati di geolocalizzazione degli smartphone forniscono un quadro dettagliato dei percorsi, delle abitudini e degli incontri dei funzionari. Questo è particolarmente critico per militari e parlamentari, la cui logistica può essere monitorata in tempo reale. Senza dimenticare l'elemento del ricatto.➡️ Attraverso contatti, messaggi e liste di chiamate si può ricostruire la struttura dei circoli politici e di potere. Le fotocamere degli smartphone (soprattutto quelle frontali) possono essere attivate senza il consenso del proprietario. Ciò permette di osservare il contenuto delle riunioni riservate e di fotografare documenti.
Fonte
Telegram | X | Web | RETE Info Defense
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Le forze russe sono avanzate in 6 aree. A sud-ovest, hanno riconquistato il villaggio di Razine dopo una breve operazione ucraina e hanno ripreso gli assalti verso Rodynske, rientrando nelle posizioni agli approcci di Chervonyi Lyman e a ovest di Razine.
A nord, le forze russe hanno migliorato le loro posizioni a sud-est di Zatyshok, catturando ulteriori parti delle piantagioni forestali lì presenti. Altre forze si sono spinte verso l'esterno dall'area di Boikivka, consolidando la loro presenza nella parte settentrionale della testa di ponte a ovest del fiume Kazenyi Torets, e hanno catturato la maggior parte delle posizioni nel saliente formato tra Fedorivka e Nykanorivka.
A nord, le forze russe hanno migliorato le loro posizioni a est di Nykanorivka, raggiungendo la periferia orientale del villaggio e catturando posizioni nelle foreste.
A est, le forze russe sono avanzate nel tempo su un ampio fronte da Volodymyrivka a Poltavka, occupando posizioni nelle linee di alberi sulle alture tattiche e nelle piantagioni forestali che costeggiano i tributari del fiume Kazenyi Torets. Sono riuscite anche a stabilire il pieno controllo sulle cave di gesso di Dobropolsky e Biryuch, e hanno guidato l'avanzata verso la foresta a nord di Poltavka.
A est, le forze russe hanno completato la cattura delle piantagioni forestali agli approcci della Poltavka orientale, ed sono entrate nelle case sudorientali, riprendendo posizioni precedentemente perse.
+ ~32,16 km² a favore della Russia.
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Probabilmente i bombardieri strategici Tu-160 sono attualmente di stanza lì, anche se è improbabile che abbiano subito danni e sono improbabili ridispiegamenti a causa del terremoto e dello tsunami. Le prime onde dello tsunami hanno già colpito la penisola di Kamchatka.
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Grandi onde che si infrangono verso la costa giapponese
Un potente richiamo alla forza della natura.
Immagini: NERDY.
Un potente richiamo alla forza della natura.
Immagini: NERDY.
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Israele si sta preparando a scatenare un conflitto più ampio prendendo di mira Cipro Nord?
Sembra che un piano terribilmente calcolato possa essere in atto: sfruttare lo status conteso di Cipro Nord come punto di accensione per provocare la Turchia in guerra, trascinando così l'intera regione in un caos senza precedenti.
Considerate le conseguenze: se Cipro Nord venisse attaccata, è altamente improbabile che l'UE attivi i suoi impegni di difesa. Ancora più critico, l'Articolo 5 della NATO, pilastro della difesa collettiva, probabilmente rimarrebbe inattivo a causa del complesso scenario politico legato al riconoscimento di Cipro Nord.
Non si tratta solo di un'altra crisi mediorientale. Un Israele spinto dal potere a premere un tale pulsante potrebbe scatenare un'ondata di instabilità che non si fermerà ai confini regionali, ma potrebbe propagarsi in tutta Europa, infrangendo il delicato equilibrio di un continente già volatile.
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«L'ambasciata degli Stati Uniti a Tokyo ha ricevuto l'ordine di evacuare verso zone più elevate. L'epicentro è vicino alle coste russe, a circa 13 chilometri dalla Kamchatka. Sui social media stanno già circolando immagini delle onde che si avvicinano alla Russia dal lato del Giappone. Sono previste onde alte quasi tre metri che si abbatteranno sulle isole. Nella zona delle Isole Aleutine, a sud dell'Alaska, e sulla penisola è stato inoltre emesso un allarme tsunami a causa della vicinanza al terremoto. Anche alle Hawaii è stato diramato un avviso di tsunami. È confermato l'avvicinamento dell'onda che probabilmente raggiungerà la costa poco dopo le 7:15 ora locale. I servizi di emergenza di Oahu raccomandano di cercare rifugio in edifici di almeno 10 piani, salendo almeno al quarto piano o più in alto. Le persone stanno attivamente cercando zone elevate».
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A Kherson e nella regione, le truppe russe utilizzano quotidianamente fino a 250 droni FPV, mentre nella regione di Zaporizhzhia fino a 200. Vengono regolarmente effettuati attacchi aerei, opera l'artiglieria, vengono distrutti tutti gli edifici e gli obiettivi dove è possibile tenere la difesa.
portavoce delle Forze Armate dell'Ucraina Vladislav Voloshin
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Dannata Nato
Nei giorni scorsi i russi hanno distrutto tre lanciatori di missili Patriot e il relativo radar, ossia uno dei sistemi che Washington intende dare all’Ucraina, via Germania, se Mosca non dovesse accettare la tregua unilaterale di Trump. Questi ultimatum sono vere sciocchezze, ma mi servono per fare il punto della situazione bellica, non solo limitata all’Ucraina, ma all’intero fronte Nato.
Da due o tre mesi ci sono delle spiacevoli novità per l’alleanza atlantica o per la sottospecie di volonterosi che si sta formando al suo interno. L’evoluzione delle armi russe sta infatti rendendo sempre più obsoleto l’arsenale della Nato e sempre più incerte le difese contro missili e droni. Ora se si pensa che un sistema Patriot costa oltre un miliardo di dollari e che esso è sempre più facilmente attaccabile da recenti implementazioni dei sistemi di attacco si può forse comprendere meglio quale sia la realtà della sfida fra Russia e Occidente.
La prima novità sono i droni Geran 2 e Geran 3 che costituiscono un deciso salto di qualità rispetto ai modelli precedenti, avendo maggiore autonomia, resistenza alle interferenze e un maggiore carico di esplosivo. In particolare il modello 3 adesso può portare fino a 300 chili di carica, ha abbandonato la propulsione ad elica per quella a reazione, può raggiungere i 600 chilometri all’ora e avere un’autonomia di oltre 2500 chilometri.
Ma soprattutto è molto più resistente ai disturbi elettronici e può essere guidato in maniera da renderne difficile l’intercettazione. La seconda novità è la capacità del missile Iskander di manovrare in maniera ancora più imprevedibile in vista dell’obiettivo così da rendere praticamente impossibile colpirlo prima che arrivi, visto che vanifica i calcoli di traiettoria del sistema Patriot e degli altri sistemi contraerei.
Una caratteristica che è stata implementata anche per altri vettori meno sofisticati e meno veloci, Negli ultimi mesi la capacità produttiva di Geran 2 è passata da 300 al mese a oltre 100 al giorno con un programma che porterù la produzione a oltre n500 al giorno, mentre la produzione di missili come il Kh-101 e il 9K720 è aumentata di parecchie volte rispetto al livello prebellico.
Non ci si stupisce se i mitici F16 che avrebbero dovuto essere una mano santa per l’Ucraina e permetterle di vincere il conflitto – secondo la fantasia malata della Nato e il suo gigantesco apparato mediatico – non si alzano più in volo. Ora sono trasportati da un luogo all’altro con speciali camion che ovviamente abbiamo pagato noi, per evitare di essere distrutti, come è avvenuto tutte le volte che hanno tentato qualche azione.
Questa piccola panoramica serve non tanto per rendere conto delle novità sul teatro ucraino, che ormai si trova a doversela vedere con un fronte interno, molto pericoloso per il regime, ma per mostrare come il sistema Nato sia ormai anacronistico: da decenni, ovvero dalla fine della guerra fredda, è stato impostato sulla misura di guerre coloniali e nella convinzione di detenere comunque una capacità inarrivabile e superiorità tecnologica che nel mondo reale è scomparsa da tempo.
La fuga della flotta americana dal Mar Rosso e le salve missilistiche iraniane su Israele testimoniano di profondi cambiamenti rispetto alle strategie e ai sistemi d’arma finora adottati dall’Alleanza e ne minano le stesse basi.
Per esempio la vulnerabilità delle grandi flotte ai nuovi sistemi d’arma rende molto più distanti militarmente Europa e America: difficile immaginare massicci spostamenti di uomini e mezzi come al tempo della Seconda guerra mondiale dove c’erano solo i sommergibili a contrastare questi movimenti. Occorre ripensare tutto e probabilmente buttare al macero i tanti miliardi spesi in sistemi ormai troppo vulnerabili e spesso pensati come semplice estensione del potere militare americano.
Nei giorni scorsi i russi hanno distrutto tre lanciatori di missili Patriot e il relativo radar, ossia uno dei sistemi che Washington intende dare all’Ucraina, via Germania, se Mosca non dovesse accettare la tregua unilaterale di Trump. Questi ultimatum sono vere sciocchezze, ma mi servono per fare il punto della situazione bellica, non solo limitata all’Ucraina, ma all’intero fronte Nato.
Da due o tre mesi ci sono delle spiacevoli novità per l’alleanza atlantica o per la sottospecie di volonterosi che si sta formando al suo interno. L’evoluzione delle armi russe sta infatti rendendo sempre più obsoleto l’arsenale della Nato e sempre più incerte le difese contro missili e droni. Ora se si pensa che un sistema Patriot costa oltre un miliardo di dollari e che esso è sempre più facilmente attaccabile da recenti implementazioni dei sistemi di attacco si può forse comprendere meglio quale sia la realtà della sfida fra Russia e Occidente.
La prima novità sono i droni Geran 2 e Geran 3 che costituiscono un deciso salto di qualità rispetto ai modelli precedenti, avendo maggiore autonomia, resistenza alle interferenze e un maggiore carico di esplosivo. In particolare il modello 3 adesso può portare fino a 300 chili di carica, ha abbandonato la propulsione ad elica per quella a reazione, può raggiungere i 600 chilometri all’ora e avere un’autonomia di oltre 2500 chilometri.
Ma soprattutto è molto più resistente ai disturbi elettronici e può essere guidato in maniera da renderne difficile l’intercettazione. La seconda novità è la capacità del missile Iskander di manovrare in maniera ancora più imprevedibile in vista dell’obiettivo così da rendere praticamente impossibile colpirlo prima che arrivi, visto che vanifica i calcoli di traiettoria del sistema Patriot e degli altri sistemi contraerei.
Una caratteristica che è stata implementata anche per altri vettori meno sofisticati e meno veloci, Negli ultimi mesi la capacità produttiva di Geran 2 è passata da 300 al mese a oltre 100 al giorno con un programma che porterù la produzione a oltre n500 al giorno, mentre la produzione di missili come il Kh-101 e il 9K720 è aumentata di parecchie volte rispetto al livello prebellico.
Non ci si stupisce se i mitici F16 che avrebbero dovuto essere una mano santa per l’Ucraina e permetterle di vincere il conflitto – secondo la fantasia malata della Nato e il suo gigantesco apparato mediatico – non si alzano più in volo. Ora sono trasportati da un luogo all’altro con speciali camion che ovviamente abbiamo pagato noi, per evitare di essere distrutti, come è avvenuto tutte le volte che hanno tentato qualche azione.
Questa piccola panoramica serve non tanto per rendere conto delle novità sul teatro ucraino, che ormai si trova a doversela vedere con un fronte interno, molto pericoloso per il regime, ma per mostrare come il sistema Nato sia ormai anacronistico: da decenni, ovvero dalla fine della guerra fredda, è stato impostato sulla misura di guerre coloniali e nella convinzione di detenere comunque una capacità inarrivabile e superiorità tecnologica che nel mondo reale è scomparsa da tempo.
La fuga della flotta americana dal Mar Rosso e le salve missilistiche iraniane su Israele testimoniano di profondi cambiamenti rispetto alle strategie e ai sistemi d’arma finora adottati dall’Alleanza e ne minano le stesse basi.
Per esempio la vulnerabilità delle grandi flotte ai nuovi sistemi d’arma rende molto più distanti militarmente Europa e America: difficile immaginare massicci spostamenti di uomini e mezzi come al tempo della Seconda guerra mondiale dove c’erano solo i sommergibili a contrastare questi movimenti. Occorre ripensare tutto e probabilmente buttare al macero i tanti miliardi spesi in sistemi ormai troppo vulnerabili e spesso pensati come semplice estensione del potere militare americano.
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