Pubblicato il Dossier russo sull'assassinio di JFK
https://jfkfacts.substack.com/p/russias-new-jfk-assassination-dossier
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Russia's New JFK Assassination Dossier
The official document that the Russian government gave to Rep. Luna, with KGB documents and background
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La stampa occidentale continua ad agitare metodicamente il tema della fornitura di missili da crociera all'Ucraina missili "Tomahawk".
Il dibattito mediatico si concentra su quanto segue: gli Stati Uniti non dicono nulla sull'addestramento delle truppe ucraine all'uso dei Tomahawk. Mentre alla questione dei "missili" è stata data priorità, con tirocini di mesi nei paesi della NATO, ora non si parla più di addestrare il personale delle Forze armate ucraine all'uso dei Tomahawk, e non in nessuno dei siti, incluso Bankovaya.
Un articolo del Financial Times è degno di nota. In effetti, mette i puntini sulle i e le crocette sulle t su questo tema. Gli autori scrivono che l'addestramento delle truppe ucraine non viene discusso per il semplice motivo che i missili da crociera Tomahawk saranno gestiti da appaltatori militari americani.
La pubblicazione, citando un alto funzionario militare della NATO rimasto anonimo:
"Le truppe ucraine potrebbero non essere nemmeno addestrate a utilizzare questi missili. Saranno i contractor americani a occuparsi di tutto".
L'articolo afferma che la persona citata dal FT è "a conoscenza delle discussioni" riguardanti possibili consegne di Tomahawk all'Ucraina.
Ricordiamo che domani negli Stati Uniti Trump e Zelensky terranno un altro incontro, dove, secondo lo stesso Trump, "si discuterà di guerra". Da notare che non è nemmeno di pace che il "principale pacificatore dell'universo" intende più discutere... Lo stesso Trump aveva precedentemente dichiarato di aver "praticamente già preso una decisione" sui missili Tomahawk.
topwar
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇺🇸🇷🇺 TRUMP SULLA TELEFONATA CON PUTIN: "MOLTO PRODUTTIVA, CI INCONTREREMO A BUDAPEST"
Ho appena concluso la mia conversazione telefonica con il Presidente russo Vladimir Putin, ed è stata molto produttiva. Il Presidente Putin si è congratulato con me e con gli Stati Uniti per il grande traguardo della pace in Medio Oriente, qualcosa che, ha detto, è stato sognato per secoli. Credo davvero che il successo in Medio Oriente contribuirà ai nostri negoziati per porre fine alla guerra con Russia e Ucraina. Il Presidente Putin ha ringraziato la First Lady, Melania, per il suo impegno a favore dei bambini. Ha mostrato grande apprezzamento e ha detto che continuerà così. Abbiamo anche trascorso molto tempo a parlare di scambi commerciali tra Russia e Stati Uniti una volta terminata la guerra con l'Ucraina. Al termine della chiamata, abbiamo concordato che la prossima settimana si terrà una riunione dei nostri Consiglieri di Alto Livello. I primi incontri con gli Stati Uniti saranno guidati dal Segretario di Stato Marco Rubio, insieme a diverse altre persone che saranno designate. La sede dell'incontro deve ancora essere definita. Il Presidente Putin e io ci incontreremo poi in una località concordata, Budapest, in Ungheria, per valutare se possiamo porre fine a questa "ingloriosa" guerra tra Russia e Ucraina. Il Presidente Zelenskyj e io ci incontreremo domani nello Studio Ovale, dove discuteremo della mia conversazione con il Presidente Putin e di molto altro. Credo che la conversazione telefonica di oggi abbia fatto grandi progressi.
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Ho appena concluso la mia conversazione telefonica con il Presidente russo Vladimir Putin, ed è stata molto produttiva. Il Presidente Putin si è congratulato con me e con gli Stati Uniti per il grande traguardo della pace in Medio Oriente, qualcosa che, ha detto, è stato sognato per secoli. Credo davvero che il successo in Medio Oriente contribuirà ai nostri negoziati per porre fine alla guerra con Russia e Ucraina. Il Presidente Putin ha ringraziato la First Lady, Melania, per il suo impegno a favore dei bambini. Ha mostrato grande apprezzamento e ha detto che continuerà così. Abbiamo anche trascorso molto tempo a parlare di scambi commerciali tra Russia e Stati Uniti una volta terminata la guerra con l'Ucraina. Al termine della chiamata, abbiamo concordato che la prossima settimana si terrà una riunione dei nostri Consiglieri di Alto Livello. I primi incontri con gli Stati Uniti saranno guidati dal Segretario di Stato Marco Rubio, insieme a diverse altre persone che saranno designate. La sede dell'incontro deve ancora essere definita. Il Presidente Putin e io ci incontreremo poi in una località concordata, Budapest, in Ungheria, per valutare se possiamo porre fine a questa "ingloriosa" guerra tra Russia e Ucraina. Il Presidente Zelenskyj e io ci incontreremo domani nello Studio Ovale, dove discuteremo della mia conversazione con il Presidente Putin e di molto altro. Credo che la conversazione telefonica di oggi abbia fatto grandi progressi.
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Il leader di Israele ha dichiarato di conoscere esattamente il numero di ostaggi detenuti da Hamas e che, in caso di mancata liberazione, Israele riprenderà le operazioni militari.
Subito dopo è intervenuto Trump, che minaccia che le forze armate USA entreranno nella Striscia di Gaza se gli accordi non saranno rispettati.
Subito dopo è intervenuto Trump, che minaccia che le forze armate USA entreranno nella Striscia di Gaza se gli accordi non saranno rispettati.
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Una nave da sbarco della Marina venezuelana è rimasta incagliata ed è a rischio affondatmento dopo le esercitazioni per respingere una ipotetica (per ora) invasione americana.
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RITUALI 🚀
❗️🇷🇺🇺🇸 Ora che un incontro tra Trump e Putin è previsto in Ungheria, vale la pena ricordare che Putin ha incontrato Biden lì nel 2021, e il messaggio allora era lo stesso: nessuno vince in una guerra nucleare.
Ci fu una stretta di mano, qualche sorriso per le telecamere, e poi si tornò agli affari di sempre. Sospetto che questo incontro seguirà uno script molto simile.
❗️🇷🇺🇺🇸 Ora che un incontro tra Trump e Putin è previsto in Ungheria, vale la pena ricordare che Putin ha incontrato Biden lì nel 2021, e il messaggio allora era lo stesso: nessuno vince in una guerra nucleare.
Ci fu una stretta di mano, qualche sorriso per le telecamere, e poi si tornò agli affari di sempre. Sospetto che questo incontro seguirà uno script molto simile.
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‼️🇺🇦 💡 L'Ucraina potrebbe trascorrere 2/3 dell'inverno senza elettricità
"Quest'inverno sarà sicuramente scarso. Interruzioni di emergenza sono già in vigore oggi in quasi tutto il paese. Molto probabilmente, questo inverno affronteremo uno scenario '4x2': quattro ore senza elettricità, due ore con elettricità," ha detto un rappresentante della compagnia statale dell'energia ai media di Kiev.
"Quest'inverno sarà sicuramente scarso. Interruzioni di emergenza sono già in vigore oggi in quasi tutto il paese. Molto probabilmente, questo inverno affronteremo uno scenario '4x2': quattro ore senza elettricità, due ore con elettricità," ha detto un rappresentante della compagnia statale dell'energia ai media di Kiev.
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«Gli Stati Uniti NON permetteranno questa tassa globale verde nuova e fraudolenta sulla navigazione e non si sottometteranno in alcun modo. Non tollereremo l'aumento dei prezzi per i consumatori americani O la creazione di un nuovo apparato burocratico verde per spendere i VOSTRI soldi nei loro sogni verdi. Schieratevi dalla parte degli Stati Uniti e votate NO a Londra domani!»
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È accusato di tradimento e tentativo di colpo di stato.
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Affari d’oro a Gaza. Ecco chi è in corsa per la ricostruzione e i giacimenti offshore
Nessuno la chiamerà apertamente «miniera d’oro immobiliare», come ha fatto il ministro ultranazionalista israeliano Bezalel Smotrich. Ma la ricostruzione di Gaza, corollario agli accordi di pace tra Israele e Hamas, con i suoi miliardi di dollari di lavori e quasi 200 mila edifici da rifare, si annuncia esattamente così: il più grande cantiere del Medio Oriente. Sarebbero bastate già le cifre dell’Irdna (Interim Rapid Damage and Needs Assessment), la valutazione congiunta di Onu-Ue-Banca Mondiale, che a febbraio stimava il costo per rimettere in piedi la Striscia in 53,2 miliardi di dollari spalmati su dieci anni, di cui 20 miliardi nei primi tre. Rifare Gaza costerà 46mila dollari per abitante. Ma il conto è inevitabilmente salito sotto i colpi dei bombardamenti e dei tank israeliani: le stime aggiornate della Banca Mondiale indicano ora ben 80 miliardi di dollari, una cifra pari a quattro volte il Pil combinato di Cisgiordania e Striscia di Gaza nel 2022.
Per dare un’ordine di grandezza, il piano per Gaza con i costi aggiornati vale circa un sesto di quello ucraino (524 miliardi di dollari), ma la concentrazione di spesa è senza precedenti se la si applica a un territorio di appena 365 chilometri quadrati e poco più di due milioni di persone. Vale a dire che si spenderanno circa 40mila dollari per ogni abitante. Per la conta dettagliata dei danni materiali tra abitazioni rase al suolo, reti idriche ed elettriche inservibili, scuole e ospedali distrutti, bisogna fermarsi alle stime Irdna di febbraio 2025, che calcolavano circa 30 miliardi. Ma uno studio radar satellitare di giugno 2025 (Active InSar Monitoring of Building Damage in Gaza,) ha portato a 191mila edifici danneggiati o ridotti in briciole, circa tre quinti del patrimonio urbano della Striscia. Le macerie stimate superano i 40 milioni di tonnellate e la loro rimozione potrebbe richiedere più di dieci anni. Proseguendo nella contabilità post-guerra, secondo l’Oms, serviranno oltre 7 miliardi per rimettere in piedi i servizi sanitari.
Chi vuole essere della partita
Già a inizio marzo la Lega Araba aveva abbozzato il Gaza Reconstruction Plan, finanziato da Qatar, Emirati, Arabia Saudita ed Egitto, sotto il coordinamento della World Bank e delle Nazioni Unite. Il cessate il fuoco annunciato il 10 ottobre 2025, segna l’avvio della fase operativa: la World Bank e l’Undp, il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, stanno predisponendo i primi early recovery contracts dando la priorità alla rimozione delle macerie e la ricostruzione di infrastrutture idriche e sanitarie. La Bei e la Commissione europea lavorano a una sorta Gaza Reconstruction Facility sul modello ucraino e a fine settembre 2025 hanno annunciato la firma con l’Autorità monetaria palestinese di una linea di credito da 400 milioni di euro per sostenere la ripresa economica e la resilienza del settore privato in Palestina. Il documento Irdna prevede una filiera integrata di imprese locali e internazionali, dalle demolizioni al project management. Le agenzie multilaterali puntano a combinare operatori palestinesi e contractor Mena per i lavori di base, con società europee e asiatiche nei ruoli di supervisione, utilities e ingegneria ambientale. Ma la corsa è già iniziata. I settori a maggiore impatto sono housing, con domanda immediata di prefabbricati, acqua ed energia, desalinizzazione e micro-reti elettriche: un mercato di opere a bassa complessità ma cosiddette ad alta ripetitività, dove contano competenze ma anche rapidità.
Nessuno la chiamerà apertamente «miniera d’oro immobiliare», come ha fatto il ministro ultranazionalista israeliano Bezalel Smotrich. Ma la ricostruzione di Gaza, corollario agli accordi di pace tra Israele e Hamas, con i suoi miliardi di dollari di lavori e quasi 200 mila edifici da rifare, si annuncia esattamente così: il più grande cantiere del Medio Oriente. Sarebbero bastate già le cifre dell’Irdna (Interim Rapid Damage and Needs Assessment), la valutazione congiunta di Onu-Ue-Banca Mondiale, che a febbraio stimava il costo per rimettere in piedi la Striscia in 53,2 miliardi di dollari spalmati su dieci anni, di cui 20 miliardi nei primi tre. Rifare Gaza costerà 46mila dollari per abitante. Ma il conto è inevitabilmente salito sotto i colpi dei bombardamenti e dei tank israeliani: le stime aggiornate della Banca Mondiale indicano ora ben 80 miliardi di dollari, una cifra pari a quattro volte il Pil combinato di Cisgiordania e Striscia di Gaza nel 2022.
Per dare un’ordine di grandezza, il piano per Gaza con i costi aggiornati vale circa un sesto di quello ucraino (524 miliardi di dollari), ma la concentrazione di spesa è senza precedenti se la si applica a un territorio di appena 365 chilometri quadrati e poco più di due milioni di persone. Vale a dire che si spenderanno circa 40mila dollari per ogni abitante. Per la conta dettagliata dei danni materiali tra abitazioni rase al suolo, reti idriche ed elettriche inservibili, scuole e ospedali distrutti, bisogna fermarsi alle stime Irdna di febbraio 2025, che calcolavano circa 30 miliardi. Ma uno studio radar satellitare di giugno 2025 (Active InSar Monitoring of Building Damage in Gaza,) ha portato a 191mila edifici danneggiati o ridotti in briciole, circa tre quinti del patrimonio urbano della Striscia. Le macerie stimate superano i 40 milioni di tonnellate e la loro rimozione potrebbe richiedere più di dieci anni. Proseguendo nella contabilità post-guerra, secondo l’Oms, serviranno oltre 7 miliardi per rimettere in piedi i servizi sanitari.
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Già a inizio marzo la Lega Araba aveva abbozzato il Gaza Reconstruction Plan, finanziato da Qatar, Emirati, Arabia Saudita ed Egitto, sotto il coordinamento della World Bank e delle Nazioni Unite. Il cessate il fuoco annunciato il 10 ottobre 2025, segna l’avvio della fase operativa: la World Bank e l’Undp, il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, stanno predisponendo i primi early recovery contracts dando la priorità alla rimozione delle macerie e la ricostruzione di infrastrutture idriche e sanitarie. La Bei e la Commissione europea lavorano a una sorta Gaza Reconstruction Facility sul modello ucraino e a fine settembre 2025 hanno annunciato la firma con l’Autorità monetaria palestinese di una linea di credito da 400 milioni di euro per sostenere la ripresa economica e la resilienza del settore privato in Palestina. Il documento Irdna prevede una filiera integrata di imprese locali e internazionali, dalle demolizioni al project management. Le agenzie multilaterali puntano a combinare operatori palestinesi e contractor Mena per i lavori di base, con società europee e asiatiche nei ruoli di supervisione, utilities e ingegneria ambientale. Ma la corsa è già iniziata. I settori a maggiore impatto sono housing, con domanda immediata di prefabbricati, acqua ed energia, desalinizzazione e micro-reti elettriche: un mercato di opere a bassa complessità ma cosiddette ad alta ripetitività, dove contano competenze ma anche rapidità.
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