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Una nave da sbarco della Marina venezuelana è rimasta incagliata ed è a rischio affondatmento dopo le esercitazioni per respingere una ipotetica (per ora) invasione americana.
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RITUALI 🚀
❗️🇷🇺🇺🇸 Ora che un incontro tra Trump e Putin è previsto in Ungheria, vale la pena ricordare che Putin ha incontrato Biden lì nel 2021, e il messaggio allora era lo stesso: nessuno vince in una guerra nucleare.
Ci fu una stretta di mano, qualche sorriso per le telecamere, e poi si tornò agli affari di sempre. Sospetto che questo incontro seguirà uno script molto simile.
❗️🇷🇺🇺🇸 Ora che un incontro tra Trump e Putin è previsto in Ungheria, vale la pena ricordare che Putin ha incontrato Biden lì nel 2021, e il messaggio allora era lo stesso: nessuno vince in una guerra nucleare.
Ci fu una stretta di mano, qualche sorriso per le telecamere, e poi si tornò agli affari di sempre. Sospetto che questo incontro seguirà uno script molto simile.
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‼️🇺🇦 💡 L'Ucraina potrebbe trascorrere 2/3 dell'inverno senza elettricità
"Quest'inverno sarà sicuramente scarso. Interruzioni di emergenza sono già in vigore oggi in quasi tutto il paese. Molto probabilmente, questo inverno affronteremo uno scenario '4x2': quattro ore senza elettricità, due ore con elettricità," ha detto un rappresentante della compagnia statale dell'energia ai media di Kiev.
"Quest'inverno sarà sicuramente scarso. Interruzioni di emergenza sono già in vigore oggi in quasi tutto il paese. Molto probabilmente, questo inverno affronteremo uno scenario '4x2': quattro ore senza elettricità, due ore con elettricità," ha detto un rappresentante della compagnia statale dell'energia ai media di Kiev.
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«Gli Stati Uniti NON permetteranno questa tassa globale verde nuova e fraudolenta sulla navigazione e non si sottometteranno in alcun modo. Non tollereremo l'aumento dei prezzi per i consumatori americani O la creazione di un nuovo apparato burocratico verde per spendere i VOSTRI soldi nei loro sogni verdi. Schieratevi dalla parte degli Stati Uniti e votate NO a Londra domani!»
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È accusato di tradimento e tentativo di colpo di stato.
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Affari d’oro a Gaza. Ecco chi è in corsa per la ricostruzione e i giacimenti offshore
Nessuno la chiamerà apertamente «miniera d’oro immobiliare», come ha fatto il ministro ultranazionalista israeliano Bezalel Smotrich. Ma la ricostruzione di Gaza, corollario agli accordi di pace tra Israele e Hamas, con i suoi miliardi di dollari di lavori e quasi 200 mila edifici da rifare, si annuncia esattamente così: il più grande cantiere del Medio Oriente. Sarebbero bastate già le cifre dell’Irdna (Interim Rapid Damage and Needs Assessment), la valutazione congiunta di Onu-Ue-Banca Mondiale, che a febbraio stimava il costo per rimettere in piedi la Striscia in 53,2 miliardi di dollari spalmati su dieci anni, di cui 20 miliardi nei primi tre. Rifare Gaza costerà 46mila dollari per abitante. Ma il conto è inevitabilmente salito sotto i colpi dei bombardamenti e dei tank israeliani: le stime aggiornate della Banca Mondiale indicano ora ben 80 miliardi di dollari, una cifra pari a quattro volte il Pil combinato di Cisgiordania e Striscia di Gaza nel 2022.
Per dare un’ordine di grandezza, il piano per Gaza con i costi aggiornati vale circa un sesto di quello ucraino (524 miliardi di dollari), ma la concentrazione di spesa è senza precedenti se la si applica a un territorio di appena 365 chilometri quadrati e poco più di due milioni di persone. Vale a dire che si spenderanno circa 40mila dollari per ogni abitante. Per la conta dettagliata dei danni materiali tra abitazioni rase al suolo, reti idriche ed elettriche inservibili, scuole e ospedali distrutti, bisogna fermarsi alle stime Irdna di febbraio 2025, che calcolavano circa 30 miliardi. Ma uno studio radar satellitare di giugno 2025 (Active InSar Monitoring of Building Damage in Gaza,) ha portato a 191mila edifici danneggiati o ridotti in briciole, circa tre quinti del patrimonio urbano della Striscia. Le macerie stimate superano i 40 milioni di tonnellate e la loro rimozione potrebbe richiedere più di dieci anni. Proseguendo nella contabilità post-guerra, secondo l’Oms, serviranno oltre 7 miliardi per rimettere in piedi i servizi sanitari.
Chi vuole essere della partita
Già a inizio marzo la Lega Araba aveva abbozzato il Gaza Reconstruction Plan, finanziato da Qatar, Emirati, Arabia Saudita ed Egitto, sotto il coordinamento della World Bank e delle Nazioni Unite. Il cessate il fuoco annunciato il 10 ottobre 2025, segna l’avvio della fase operativa: la World Bank e l’Undp, il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, stanno predisponendo i primi early recovery contracts dando la priorità alla rimozione delle macerie e la ricostruzione di infrastrutture idriche e sanitarie. La Bei e la Commissione europea lavorano a una sorta Gaza Reconstruction Facility sul modello ucraino e a fine settembre 2025 hanno annunciato la firma con l’Autorità monetaria palestinese di una linea di credito da 400 milioni di euro per sostenere la ripresa economica e la resilienza del settore privato in Palestina. Il documento Irdna prevede una filiera integrata di imprese locali e internazionali, dalle demolizioni al project management. Le agenzie multilaterali puntano a combinare operatori palestinesi e contractor Mena per i lavori di base, con società europee e asiatiche nei ruoli di supervisione, utilities e ingegneria ambientale. Ma la corsa è già iniziata. I settori a maggiore impatto sono housing, con domanda immediata di prefabbricati, acqua ed energia, desalinizzazione e micro-reti elettriche: un mercato di opere a bassa complessità ma cosiddette ad alta ripetitività, dove contano competenze ma anche rapidità.
Nessuno la chiamerà apertamente «miniera d’oro immobiliare», come ha fatto il ministro ultranazionalista israeliano Bezalel Smotrich. Ma la ricostruzione di Gaza, corollario agli accordi di pace tra Israele e Hamas, con i suoi miliardi di dollari di lavori e quasi 200 mila edifici da rifare, si annuncia esattamente così: il più grande cantiere del Medio Oriente. Sarebbero bastate già le cifre dell’Irdna (Interim Rapid Damage and Needs Assessment), la valutazione congiunta di Onu-Ue-Banca Mondiale, che a febbraio stimava il costo per rimettere in piedi la Striscia in 53,2 miliardi di dollari spalmati su dieci anni, di cui 20 miliardi nei primi tre. Rifare Gaza costerà 46mila dollari per abitante. Ma il conto è inevitabilmente salito sotto i colpi dei bombardamenti e dei tank israeliani: le stime aggiornate della Banca Mondiale indicano ora ben 80 miliardi di dollari, una cifra pari a quattro volte il Pil combinato di Cisgiordania e Striscia di Gaza nel 2022.
Per dare un’ordine di grandezza, il piano per Gaza con i costi aggiornati vale circa un sesto di quello ucraino (524 miliardi di dollari), ma la concentrazione di spesa è senza precedenti se la si applica a un territorio di appena 365 chilometri quadrati e poco più di due milioni di persone. Vale a dire che si spenderanno circa 40mila dollari per ogni abitante. Per la conta dettagliata dei danni materiali tra abitazioni rase al suolo, reti idriche ed elettriche inservibili, scuole e ospedali distrutti, bisogna fermarsi alle stime Irdna di febbraio 2025, che calcolavano circa 30 miliardi. Ma uno studio radar satellitare di giugno 2025 (Active InSar Monitoring of Building Damage in Gaza,) ha portato a 191mila edifici danneggiati o ridotti in briciole, circa tre quinti del patrimonio urbano della Striscia. Le macerie stimate superano i 40 milioni di tonnellate e la loro rimozione potrebbe richiedere più di dieci anni. Proseguendo nella contabilità post-guerra, secondo l’Oms, serviranno oltre 7 miliardi per rimettere in piedi i servizi sanitari.
Chi vuole essere della partita
Già a inizio marzo la Lega Araba aveva abbozzato il Gaza Reconstruction Plan, finanziato da Qatar, Emirati, Arabia Saudita ed Egitto, sotto il coordinamento della World Bank e delle Nazioni Unite. Il cessate il fuoco annunciato il 10 ottobre 2025, segna l’avvio della fase operativa: la World Bank e l’Undp, il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, stanno predisponendo i primi early recovery contracts dando la priorità alla rimozione delle macerie e la ricostruzione di infrastrutture idriche e sanitarie. La Bei e la Commissione europea lavorano a una sorta Gaza Reconstruction Facility sul modello ucraino e a fine settembre 2025 hanno annunciato la firma con l’Autorità monetaria palestinese di una linea di credito da 400 milioni di euro per sostenere la ripresa economica e la resilienza del settore privato in Palestina. Il documento Irdna prevede una filiera integrata di imprese locali e internazionali, dalle demolizioni al project management. Le agenzie multilaterali puntano a combinare operatori palestinesi e contractor Mena per i lavori di base, con società europee e asiatiche nei ruoli di supervisione, utilities e ingegneria ambientale. Ma la corsa è già iniziata. I settori a maggiore impatto sono housing, con domanda immediata di prefabbricati, acqua ed energia, desalinizzazione e micro-reti elettriche: un mercato di opere a bassa complessità ma cosiddette ad alta ripetitività, dove contano competenze ma anche rapidità.
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I gruppi dell’area Mena, che comprende il Medio Oriente e il Nord Africa, si stanno posizionando per i futuri bandi multilaterali: le egiziane Orascom Construction e Arab Contractors, la libanese-qatariota Consolidated Contractors Company, l’Organi Group, le turche Limak Holding e Tekfen, insieme al colosso immobiliare Talaat Moustafa Group, figurano già nei dossier preliminari della Lega Araba. La regia della Casa Bianca negli accordi di pace garantisce un ruolo alle aziende Usa. Bechtel, Aecom e Fluor sono pronte per i primi progetti infrastrutturali, come reti idriche e sanitarie. Caterpillar, fornitore globale di macchinari pesanti, potrebbe essere coinvolta nella logistica e nella rimozione delle macerie. Si scalda anche il Regno Unito, sotto i riflettori per il ruolo dell’ex premier Tony Blair come possibile governatore super partes della Striscia. i gruppi di ingegneria Arup e Mott MacDonald figurano tra i possibili advisor tecnici, forti di precedenti collaborazioni con la Banca Mondiale in Libano e Giordania. Alcuni analisti indicano anche Balfour Beatty come possibile partner per opere infrastrutturali finanziate dai fondi arabi e multilaterali.
La spinta in borsa ai titoli italiani del cemento
Tra i big italiani e dell’eurozona, basta il colpo d’occhio su come i titoli hanno reagito in borsa alla notizia degli accordi di pace per capire chi il mercato considera tra i potenziali co-protagonisti della ricostruzione. Volano le azioni del cemento, in testa Cementir.
A piazza Affari, per esempio, si è messo subito in luce il comparto costruzioni e materiali, con Cementir, Buzzi e Webuild tra i titoli più esposti in Italia. In particolare, secondo Banca Akros, Cementir «potrebbe beneficiare della fine dei conflitti in Ucraina, Siria e nella Striscia di Gaza» grazie alla forte presenza in Turchia che la colloca nella posizione ideale per servire i cantieri dell’area. «L’Italia è pronta a contribuire alla stabilizzazione, ricostruzione e sviluppo di Gaza», ha messo in chiaro la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Allargando la ricognizione post-bellica ai listini europei, una spinta è arrivata anche a Saint-Gobain, Vicat, Holcim, Heidelberg Materials, Vinci e Bouygues.
Si riapre la partita dell’oil&gas
Ma c’è anche una partita parallela che si riapre col cessate il fuoco: la corsa ai giacimenti offshore, che vede già in campo i principali gruppi dell’oil&gas. Israele, infatti, vuole accelerare l’espansione dei giacimenti Tamar e Leviathan, operati da Chevron e NewMed Energy, con l’obiettivo di aumentare la capacità esportabile verso l’Egitto. Il primo, Tamar Expansion Project, mira a 1,6 miliardi di piedi cubi al giorno, con avvio tra fine 2025 e inizio 2026. Leviathan Phase 1B, invece, porterà la produzione da 1,2 a 1,4 miliardi di piedi cubi entro il 2030, dopo la decisione finale d’investimento. Nell’ultmo Offshore Licensing Round, poche settimane dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, Israele aveva assegnato la Zona G a Eni (operatore) con Dana Petroleum e Ratio Energies, la Zona I a Bp, Socar e NewMed Energy. L’intensificarsi della guerra ha congelato le operazioni, ma ora si può pensare di ripartire.
(Milano Finanza)
La spinta in borsa ai titoli italiani del cemento
Tra i big italiani e dell’eurozona, basta il colpo d’occhio su come i titoli hanno reagito in borsa alla notizia degli accordi di pace per capire chi il mercato considera tra i potenziali co-protagonisti della ricostruzione. Volano le azioni del cemento, in testa Cementir.
A piazza Affari, per esempio, si è messo subito in luce il comparto costruzioni e materiali, con Cementir, Buzzi e Webuild tra i titoli più esposti in Italia. In particolare, secondo Banca Akros, Cementir «potrebbe beneficiare della fine dei conflitti in Ucraina, Siria e nella Striscia di Gaza» grazie alla forte presenza in Turchia che la colloca nella posizione ideale per servire i cantieri dell’area. «L’Italia è pronta a contribuire alla stabilizzazione, ricostruzione e sviluppo di Gaza», ha messo in chiaro la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Allargando la ricognizione post-bellica ai listini europei, una spinta è arrivata anche a Saint-Gobain, Vicat, Holcim, Heidelberg Materials, Vinci e Bouygues.
Si riapre la partita dell’oil&gas
Ma c’è anche una partita parallela che si riapre col cessate il fuoco: la corsa ai giacimenti offshore, che vede già in campo i principali gruppi dell’oil&gas. Israele, infatti, vuole accelerare l’espansione dei giacimenti Tamar e Leviathan, operati da Chevron e NewMed Energy, con l’obiettivo di aumentare la capacità esportabile verso l’Egitto. Il primo, Tamar Expansion Project, mira a 1,6 miliardi di piedi cubi al giorno, con avvio tra fine 2025 e inizio 2026. Leviathan Phase 1B, invece, porterà la produzione da 1,2 a 1,4 miliardi di piedi cubi entro il 2030, dopo la decisione finale d’investimento. Nell’ultmo Offshore Licensing Round, poche settimane dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, Israele aveva assegnato la Zona G a Eni (operatore) con Dana Petroleum e Ratio Energies, la Zona I a Bp, Socar e NewMed Energy. L’intensificarsi della guerra ha congelato le operazioni, ma ora si può pensare di ripartire.
(Milano Finanza)
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📱OpenAI lancia un social network per video con IA
L'azienda ha creato un'app separata per il suo generatore video Sora 2 con un feed neurale in stile TikTok. La funzione più controversa è il sistema di verifica dell'identità tramite riconoscimento facciale, che permetterà agli utenti di inserire le proprie immagini nei video. Gli esperti già definiscono l'idea un "incubo" a causa dei rischi di deepfake non autorizzati.
Ora il tuo doppio digitale potrà diventare una star mentre dormi 😈
L'azienda ha creato un'app separata per il suo generatore video Sora 2 con un feed neurale in stile TikTok. La funzione più controversa è il sistema di verifica dell'identità tramite riconoscimento facciale, che permetterà agli utenti di inserire le proprie immagini nei video. Gli esperti già definiscono l'idea un "incubo" a causa dei rischi di deepfake non autorizzati.
Ora il tuo doppio digitale potrà diventare una star mentre dormi 😈
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Un'esplosione si è verificata a Roma, danneggiando le auto del giornalista investigativo italiano Sigfrido Ranucci e di sua figlia. L'incidente è avvenuto nella tarda serata del 16 ottobre nella zona sud della capitale, vicino all'abitazione di Ranucci. Nessuno è rimasto ferito.
"Mia figlia passava di lì poco prima dell'esplosione; avrebbe potuto morire", ha dichiarato Ranucci; l'esplosione è stata così potente da danneggiare non solo le auto, ma anche la casa dove erano parcheggiate. Come ha chiarito lo stesso giornalista, la bomba è stata piazzata sotto l'auto. Le riprese video del luogo dell'esplosione mostrano il cofano dell'auto gravemente danneggiato e numerosi detriti sparsi a diversi metri di distanza. Unità speciali di polizia e vigili del fuoco stanno lavorando sulla scena. Sono in corso indagini per chiarire tutte le circostanze dell'incidente.
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RaiNews
Ranucci, Piantedosi riferisce alle Camere: "Fui io stesso da prefetto a chiedere scorta"
Prima alla Camera e poi al Senato il dibattito su libertà di stampa e democrazia. Ieri a Roma manifestazione organizzata dal M5s con esponenti dell'opposizione e del governo, ma senza bandiere di partito. Parolin: "'Preoccupa clima di intolleranza"
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Forwarded from Tatiana Santi
Dmitry Peskov ha risposto alle domande della TASS
Sulle tempistiche del vertice tra Putin e Trump a Budapest:
▪️ L'incontro può effettivamente "avvenire entro due settimane o poco dopo". "C'è una comprensione generale che non bisogna rimandare nulla a lungo termine".
Sul percorso del volo di Putin verso l'Ungheria:
▪️ Al momento non ci sono dettagli;
▪️ C'è la volontà dei presidenti di tenere questo incontro, ma le questioni organizzative saranno iniziate da Lavrov e Rubio;
▪️ "Prima si sentiranno e si incontreranno, inizieranno a discutere tutte le questioni. Ci sono molte questioni, bisogna definire le squadre e così via. Quindi tutto avverrà per fasi".
SEGUI Tatiana Santi:
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Sulle tempistiche del vertice tra Putin e Trump a Budapest:
▪️ L'incontro può effettivamente "avvenire entro due settimane o poco dopo". "C'è una comprensione generale che non bisogna rimandare nulla a lungo termine".
Sul percorso del volo di Putin verso l'Ungheria:
▪️ Al momento non ci sono dettagli;
▪️ C'è la volontà dei presidenti di tenere questo incontro, ma le questioni organizzative saranno iniziate da Lavrov e Rubio;
▪️ "Prima si sentiranno e si incontreranno, inizieranno a discutere tutte le questioni. Ci sono molte questioni, bisogna definire le squadre e così via. Quindi tutto avverrà per fasi".
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La sinistra riformista....
Mentre urlano al pericolo fascista propongono il modello greco che prevede 13 ore di lavoro al giorno. Magari dopo 12 mesi di stage gratuito perché bisogna imparare il lavoro. E poi in pensione solo per sopraggiunto catetere...Eh.
Se questa è la sinistra (riformista) a cosa servono le camice nere?
Ormai non vede solo chi si ostina a non voler vedere.
Mentre urlano al pericolo fascista propongono il modello greco che prevede 13 ore di lavoro al giorno. Magari dopo 12 mesi di stage gratuito perché bisogna imparare il lavoro. E poi in pensione solo per sopraggiunto catetere...Eh.
Se questa è la sinistra (riformista) a cosa servono le camice nere?
Ormai non vede solo chi si ostina a non voler vedere.
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Altre dichiarazioni del ministro della Difesa:
🟥 La forza totale del blocco durante gli esercizi sul fianco orientale ammontava a 60 mila militari;
🟥 Le basi del dialogo tra i paesi dotati di armi nucleari sono state minate a causa delle attività distruttive dell'Occidente;
🟥 La Russia rispetterà il trattato New START per un anno a condizione che gli Stati Uniti lo rispettino;
🟥 L'architettura della sicurezza globale continua a degradarsi;
🟥 Russia e Bielorussia stanno potenziando le capacità operative del sistema regionale unificato di difesa aerea;
🟥 La Russia continuerà a fornire alle Forze Armate bielorusse armi moderne, ad alta precisione e ad alta tecnologia;
🟥 Russia e Bielorussia hanno firmato 14 documenti, inclusa la Programma di partenariato strategico nel settore militare per il prossimo quinquennio.
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Ha ricevuto una condanna a 3 anni e 7 mesi di carcere per aver condiviso dettagli sulla sicurezza dell'ambasciata e informazioni sui diplomatici.
Fonte: ABC News
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