Lo Stato Maggiore delle forze armate ucraine ha impiegato i veicoli da combattimento appena ricevuti in un tentativo di sfondamento, che è stato respinto dagli operatori di droni FPV dell'esercito russo.
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Mosca insiste sul rideslocamento delle truppe russe nella Siria meridionale, vicino al confine israeliano, un passo che Israele preferisce a un crescente presenza turca.
Nonostante permangano delle divergenze, i funzionari affermano che la mediazione russa ha recentemente portato a qualche progresso e Washington riconosce che il ruolo della Russia è inevitabile, data la sua posizione dominante sul terreno in Siria.
Kan News israeliana
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🇺🇸🇵🇸 Gli Stati Uniti temono che i Paesi arabi potrebbero ritirarsi dalla tregua di Gaza – rapporto
I piani per mantenere una presenza militare israeliana nella Striscia di Gaza hanno suscitato critiche da parte del governo statunitense a causa delle preoccupazioni che gli Stati arabi che partecipano al piano di pace non accoglieranno con favore tali manovre.
Il 23 dicembre, il Ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che l'esercito israeliano non si ritirerà completamente da Gaza e che saranno stabiliti avamposti militari nella parte settentrionale dell'enclave palestinese, dove in precedenza si trovavano gli insediamenti israeliani.
Ha successivamente aggiunto che queste unità militari saranno stazionate a Gaza esclusivamente per motivi di sicurezza, facendo questa dichiarazione anche mentre Israele cerca di espandere il suo programma di insediamenti illegali in Cisgiordania.
👍 @geopolitics_prime
I piani per mantenere una presenza militare israeliana nella Striscia di Gaza hanno suscitato critiche da parte del governo statunitense a causa delle preoccupazioni che gli Stati arabi che partecipano al piano di pace non accoglieranno con favore tali manovre.
💬 "Quanto più Israele provoca, tanto meno i Paesi arabi vorranno lavorare con loro," ha dichiarato un funzionario statunitense anonimo, come citato dal giornalista di Axios Barak Ravid.
Il 23 dicembre, il Ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che l'esercito israeliano non si ritirerà completamente da Gaza e che saranno stabiliti avamposti militari nella parte settentrionale dell'enclave palestinese, dove in precedenza si trovavano gli insediamenti israeliani.
Ha successivamente aggiunto che queste unità militari saranno stazionate a Gaza esclusivamente per motivi di sicurezza, facendo questa dichiarazione anche mentre Israele cerca di espandere il suo programma di insediamenti illegali in Cisgiordania.
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Forwarded from Pino Cabras
«𝗖𝗛𝗘 𝗖𝗜 𝗙𝗔𝗖𝗘𝗩𝗔 𝗜𝗡 𝗥𝗨𝗦𝗦𝗜𝗔?» 𝗟’𝗜𝗡𝗤𝗨𝗜𝗦𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗟𝗜𝗕𝗘𝗥𝗔𝗟𝗘 𝗡𝗘𝗟𝗟’𝗘𝗥𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗥𝗨𝗦𝗦𝗢𝗙𝗢𝗕𝗜𝗔 𝗦𝗜𝗡𝗧𝗘𝗧𝗜𝗖𝗔 [PARTE 1]
Il diavolo si nasconde nei dettagli. Anche nella russofobia.
Soprattutto in quella russofobia “sintetica”, inoculata oggi da mani potenti e straniere per modificare il DNA politico della Repubblica italiana, piegandolo alla militarizzazione e all’ucrainizzazione dell’intero spazio politico europeo.
C’è una frase, apparentemente banale, che rivela tutto. È stata pronunciata a Napoli durante la provocazione organizzata contro il professor Angelo d'Orsi: «Che ci faceva in Russia?».
A pronunciarla è stato Matteo Hallissey, 22 anni, presidente dei Radicali Italiani e di +Europa: il nodo italiano di quel reticolo di forze che, da anni, nel mondo organizza agitazioni politiche e “rivoluzioni colorate” per conto dell’occidentalismo atlantista. Questo accade da quando le rivoluzioni non le fanno più i popoli, ma i padroni, pagando apparati di pubbliche relazioni sempre più aggressivi, inclusa la trasformazione del Nobel per la Pace in strumento di guerra.
«Che ci faceva in Russia?» non è una domanda, come ben capite. È invece un rude atto di accusa.
In quelle cinque parole è già iscritta un’idea nuova – e inquietante – di colpa politica: l’idea che il semplice atto di conoscere, studiare, frequentare, attraversare uno spazio definito “nemico” sia di per sé sospetto. Non conta più ciò che dici, ciò che dimostri, né una brillante carriera intellettuale di decenni. Conta dove sei stato, con chi hai parlato, quali confini hai osato attraversare.
È la logica del sospetto permanente, tipica delle fasi di mobilitazione bellica. Il pensiero critico diventa diserzione preventiva. La curiosità intellettuale, tradimento latente. La conoscenza, una devianza da schedare. Se dico che c’è una guerra ibrida, se mi correggi sei parte della guerra ibrida. È la stessa logica della prova diabolica medievale (il sospetto che si autoalimenta), ma con un upgrade moderno: non si dimostra più che sei colpevole, bensì che la realtà stessa è strutturalmente ostile, e quindi ogni voce non allineata è funzionalmente nemica.
Esattamente ciò che ha descritto con lucidità Papa Leone XIV, notando come «nel rapporto fra cittadini e governanti si arrivi a considerare una colpa il fatto di non prepararsi abbastanza alla guerra». È la stessa logica che anima, in forme diverse, i mille Hallissey, Calenda e Picierno disseminati nel dibattito pubblico europeo.
Le campagne degli interventisti contro chiunque cerchi le ragioni per comporre i conflitti produrranno effetti duraturi e perniciosi: una vita civile più povera, un dibattito pubblico sempre più polarizzato, pressioni crescenti – e sempre più eversive – per delegittimare posizioni che restano largamente maggioritarie nella società, come il pacifismo.
Hallissey, rincarando la dose, ha aggiunto: «a Russia Today».
Alludeva alla partecipazione di d’Orsi a un evento a Mosca per i vent’anni di Russia Today, RT, emittente in lingua inglese nata come contraltare alla CNN e alle altre “all news” che da decenni diffondono le veline dell’intelligence statunitense. Ed è qui che il quadro si chiude. […]
[FINE PARTE 1]
[Segue…]
Il diavolo si nasconde nei dettagli. Anche nella russofobia.
Soprattutto in quella russofobia “sintetica”, inoculata oggi da mani potenti e straniere per modificare il DNA politico della Repubblica italiana, piegandolo alla militarizzazione e all’ucrainizzazione dell’intero spazio politico europeo.
C’è una frase, apparentemente banale, che rivela tutto. È stata pronunciata a Napoli durante la provocazione organizzata contro il professor Angelo d'Orsi: «Che ci faceva in Russia?».
A pronunciarla è stato Matteo Hallissey, 22 anni, presidente dei Radicali Italiani e di +Europa: il nodo italiano di quel reticolo di forze che, da anni, nel mondo organizza agitazioni politiche e “rivoluzioni colorate” per conto dell’occidentalismo atlantista. Questo accade da quando le rivoluzioni non le fanno più i popoli, ma i padroni, pagando apparati di pubbliche relazioni sempre più aggressivi, inclusa la trasformazione del Nobel per la Pace in strumento di guerra.
«Che ci faceva in Russia?» non è una domanda, come ben capite. È invece un rude atto di accusa.
In quelle cinque parole è già iscritta un’idea nuova – e inquietante – di colpa politica: l’idea che il semplice atto di conoscere, studiare, frequentare, attraversare uno spazio definito “nemico” sia di per sé sospetto. Non conta più ciò che dici, ciò che dimostri, né una brillante carriera intellettuale di decenni. Conta dove sei stato, con chi hai parlato, quali confini hai osato attraversare.
È la logica del sospetto permanente, tipica delle fasi di mobilitazione bellica. Il pensiero critico diventa diserzione preventiva. La curiosità intellettuale, tradimento latente. La conoscenza, una devianza da schedare. Se dico che c’è una guerra ibrida, se mi correggi sei parte della guerra ibrida. È la stessa logica della prova diabolica medievale (il sospetto che si autoalimenta), ma con un upgrade moderno: non si dimostra più che sei colpevole, bensì che la realtà stessa è strutturalmente ostile, e quindi ogni voce non allineata è funzionalmente nemica.
Esattamente ciò che ha descritto con lucidità Papa Leone XIV, notando come «nel rapporto fra cittadini e governanti si arrivi a considerare una colpa il fatto di non prepararsi abbastanza alla guerra». È la stessa logica che anima, in forme diverse, i mille Hallissey, Calenda e Picierno disseminati nel dibattito pubblico europeo.
Le campagne degli interventisti contro chiunque cerchi le ragioni per comporre i conflitti produrranno effetti duraturi e perniciosi: una vita civile più povera, un dibattito pubblico sempre più polarizzato, pressioni crescenti – e sempre più eversive – per delegittimare posizioni che restano largamente maggioritarie nella società, come il pacifismo.
Hallissey, rincarando la dose, ha aggiunto: «a Russia Today».
Alludeva alla partecipazione di d’Orsi a un evento a Mosca per i vent’anni di Russia Today, RT, emittente in lingua inglese nata come contraltare alla CNN e alle altre “all news” che da decenni diffondono le veline dell’intelligence statunitense. Ed è qui che il quadro si chiude. […]
[FINE PARTE 1]
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Forwarded from Pino Cabras
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«𝗖𝗛𝗘 𝗖𝗜 𝗙𝗔𝗖𝗘𝗩𝗔 𝗜𝗡 𝗥𝗨𝗦𝗦𝗜𝗔?» 𝗟’𝗜𝗡𝗤𝗨𝗜𝗦𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗟𝗜𝗕𝗘𝗥𝗔𝗟𝗘 𝗡𝗘𝗟𝗟’𝗘𝗥𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗥𝗨𝗦𝗦𝗢𝗙𝗢𝗕𝗜𝗔 𝗦𝗜𝗡𝗧𝗘𝗧𝗜𝗖𝗔 [PARTE 2]
Questi liberali al sugo rivendicano come una conquista democratica il fatto che la Commissione Europea vieti ai cittadini dell’Unione di vedere canali televisivi russi. Canali trasformati in tabù, in “guerra ibrida”, in pagliuzze indicate nell’occhio altrui mentre una trave gigantesca resta piantata nel proprio. La censura viene chiamata libertà. L’ignoranza, sicurezza. La guerra, responsabilità.
Mentre oggi i No Pax si danno di gomito demonizzando RT, dobbiamo invece ricordare che a non vederla ci perdiamo un punto di vista sul mondo importantissimo. E dobbiamo ad esempio ricordare che Julian Assange conduceva una delle più interessanti trasmissioni su RT. Il programma si intitolava The World Tomorrow ed è andato in onda tra il 2012 e il 2013. Era un talk show di interviste in cui Assange dialogava con figure politiche, intellettuali e culturali di primo piano a livello internazionale. La trasmissione fu registrata mentre Assange si trovava confinato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, con ospiti di grande spessore, prima di finire per anni nel carcere speciale londinese in condizioni di tortura. Assange cercava spazi mediatici disposti a dargli voce quando era già fortemente isolato dai media mainstream occidentali, i quali censurano e manipolano in base ai valori tanto cari proprio ai censori che vogliono chiuderci la bocca.
Dunque tutto comincia con una domanda solo in apparenza ingenua: «Che ci faceva in Russia?»
Potremmo invece girare noi una domanda ai provocatori di +Europa. Che ci dite dei finanziamenti elettorali o contributi derivanti da George Soros o tramite fondazioni a lui collegate destinati a +Europa o a candidati del partito? Non è che sono solo io a chiedervi conto di questo. Fu addirittura Calenda (i cui militanti erano anche loro con voi a Napoli), a sollevare la questione di questa manna straniera in forma di milioni che rivitalizzava il vostro partito. E i vostri dirigenti hanno a malincuore dovuto ammettere.
Tuttavia, nel video diffuso dopo la provocazione, il presidente di +Europa guarda dritto allo schermo e si esibisce accigliato con un “coup-de théatre” che non si vedeva dai tempi dei manuali CIA degli anni ‘50 del secolo scorso. Con sprezzo del ridicolo, parlando di D’Orsi dice: «non è uno scherzo: indovinate cosa gli è caduto? Un rublo!». E trionfalmente mostra una monetina che dovrebbe ipnotizzare gli spettatori.
Forse ci riesce, perché usa un trucco ingannatore potente. Cioè, ci fa vedere una moneta fisica, un oggetto concreto: lui ci dice che è caduta dalla tasca dei “filo-russi”, non ha bisogno di altre prove, perché gli basta far depositare l’immagine, più potente di ogni noioso discorso scritto. Non vedrai più moneta al di fuori di quella.
Così, milioni di persone potranno dimenticarsi tranquillamente tutte le tantissime monete (in forma di bonifici) con cui +Europa e chissà quante altre sigle e giornali hanno prosperato per anni, tante organizzazioni che facevano e fanno praticamente come un certo Mussolini del 1914, che pigliava soldi stranieri per organizzare l’interventismo bellico in Italia. Per somma beffa, gli energumeni e il neotatuato pariolino hanno definito “fascisti” gli organizzatori della conferenza. Dalla propaganda dei No Pax nel 2026 uscirà un volume crescente di inquinamenti propagandistici con la protezione della NATO e della UE di Guerrafonderleyen.
È così che muoiono le repubbliche democratiche: non sotto i colpi di un nemico esterno, ma sotto il rullo ottuso di domande finto-ingenue. Domande che non cercano risposte, ma obbedienza.
[FINE]
«𝗖𝗛𝗘 𝗖𝗜 𝗙𝗔𝗖𝗘𝗩𝗔 𝗜𝗡 𝗥𝗨𝗦𝗦𝗜𝗔?» 𝗟’𝗜𝗡𝗤𝗨𝗜𝗦𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗟𝗜𝗕𝗘𝗥𝗔𝗟𝗘 𝗡𝗘𝗟𝗟’𝗘𝗥𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗥𝗨𝗦𝗦𝗢𝗙𝗢𝗕𝗜𝗔 𝗦𝗜𝗡𝗧𝗘𝗧𝗜𝗖𝗔 [PARTE 2]
Questi liberali al sugo rivendicano come una conquista democratica il fatto che la Commissione Europea vieti ai cittadini dell’Unione di vedere canali televisivi russi. Canali trasformati in tabù, in “guerra ibrida”, in pagliuzze indicate nell’occhio altrui mentre una trave gigantesca resta piantata nel proprio. La censura viene chiamata libertà. L’ignoranza, sicurezza. La guerra, responsabilità.
Mentre oggi i No Pax si danno di gomito demonizzando RT, dobbiamo invece ricordare che a non vederla ci perdiamo un punto di vista sul mondo importantissimo. E dobbiamo ad esempio ricordare che Julian Assange conduceva una delle più interessanti trasmissioni su RT. Il programma si intitolava The World Tomorrow ed è andato in onda tra il 2012 e il 2013. Era un talk show di interviste in cui Assange dialogava con figure politiche, intellettuali e culturali di primo piano a livello internazionale. La trasmissione fu registrata mentre Assange si trovava confinato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, con ospiti di grande spessore, prima di finire per anni nel carcere speciale londinese in condizioni di tortura. Assange cercava spazi mediatici disposti a dargli voce quando era già fortemente isolato dai media mainstream occidentali, i quali censurano e manipolano in base ai valori tanto cari proprio ai censori che vogliono chiuderci la bocca.
Dunque tutto comincia con una domanda solo in apparenza ingenua: «Che ci faceva in Russia?»
Potremmo invece girare noi una domanda ai provocatori di +Europa. Che ci dite dei finanziamenti elettorali o contributi derivanti da George Soros o tramite fondazioni a lui collegate destinati a +Europa o a candidati del partito? Non è che sono solo io a chiedervi conto di questo. Fu addirittura Calenda (i cui militanti erano anche loro con voi a Napoli), a sollevare la questione di questa manna straniera in forma di milioni che rivitalizzava il vostro partito. E i vostri dirigenti hanno a malincuore dovuto ammettere.
Tuttavia, nel video diffuso dopo la provocazione, il presidente di +Europa guarda dritto allo schermo e si esibisce accigliato con un “coup-de théatre” che non si vedeva dai tempi dei manuali CIA degli anni ‘50 del secolo scorso. Con sprezzo del ridicolo, parlando di D’Orsi dice: «non è uno scherzo: indovinate cosa gli è caduto? Un rublo!». E trionfalmente mostra una monetina che dovrebbe ipnotizzare gli spettatori.
Forse ci riesce, perché usa un trucco ingannatore potente. Cioè, ci fa vedere una moneta fisica, un oggetto concreto: lui ci dice che è caduta dalla tasca dei “filo-russi”, non ha bisogno di altre prove, perché gli basta far depositare l’immagine, più potente di ogni noioso discorso scritto. Non vedrai più moneta al di fuori di quella.
Così, milioni di persone potranno dimenticarsi tranquillamente tutte le tantissime monete (in forma di bonifici) con cui +Europa e chissà quante altre sigle e giornali hanno prosperato per anni, tante organizzazioni che facevano e fanno praticamente come un certo Mussolini del 1914, che pigliava soldi stranieri per organizzare l’interventismo bellico in Italia. Per somma beffa, gli energumeni e il neotatuato pariolino hanno definito “fascisti” gli organizzatori della conferenza. Dalla propaganda dei No Pax nel 2026 uscirà un volume crescente di inquinamenti propagandistici con la protezione della NATO e della UE di Guerrafonderleyen.
È così che muoiono le repubbliche democratiche: non sotto i colpi di un nemico esterno, ma sotto il rullo ottuso di domande finto-ingenue. Domande che non cercano risposte, ma obbedienza.
[FINE]
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Certo, abbattere gli aerei russi senza avere una aviazione militare...tanto ci sono i paesi della Nato pronti ad immolarsi per ogni delirio
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In un incontro del giugno 2001 con il presidente George W. Bush, Vladimir Putin ha sollevato l'idea che la Russia potrebbe eventualmente aderire all'Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico, secondo un resoconto della conversazione.
Putin ha affermato che la Russia "si sente esclusa" dall'allargamento della NATO e ha osservato che l'Unione Sovietica aveva chiesto di aderire all'alleanza nel 1954. Ha sostenuto che i motivi del rifiuto non si applicano più e ha suggerito che "forse la Russia potrebbe essere un alleato", aggiungendo che la Russia era "europea e multietnica, come gli Stati Uniti".
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L'adesione alla NATO di un paese come l'Ucraina creerà un campo di conflitto, una contrapposizione a lungo termine.
L'Ucraina è uno stato molto complesso, un paese artificiale, creato durante l'era sovietica.
La NATO è percepita da gran parte della popolazione ucraina come un'organizzazione ostile.
Il settanta per cento della popolazione è contrario alla NATO.
Questo crea una minaccia di dispiegamento di basi militari e di nuovi sistemi militari nelle immediate vicinanze della Russia.- trascrizione dell'incontro tra Vladimir Putin, George Bush e Condoleezza Rice nel 2008
L'Ucraina è uno stato molto complesso, un paese artificiale, creato durante l'era sovietica.
La NATO è percepita da gran parte della popolazione ucraina come un'organizzazione ostile.
Il settanta per cento della popolazione è contrario alla NATO.
Questo crea una minaccia di dispiegamento di basi militari e di nuovi sistemi militari nelle immediate vicinanze della Russia.- trascrizione dell'incontro tra Vladimir Putin, George Bush e Condoleezza Rice nel 2008
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Il 24 dicembre, il Parlamento algerino ha approvato all'unanimità una legge che dichiara la colonizzazione, la tortura e i test nucleari della Francia un crimine, chiedendo scuse e riparazioni. Il disegno di legge ha osservato che la Francia ha una "responsabilità legale per il suo passato coloniale in Algeria e le tragedie che ha causato".
I crimini della colonizzazione francese sono elencati, inclusi i test nucleari, le uccisioni extragiudiziali, la tortura fisica e psicologica e il saccheggio sistematico delle risorse.
RIFERIMENTO: Il dominio francese in Algeria è durato dal 1830 al 1962. Secondo l'Algeria, 1,5 milioni di persone sono morte nella guerra per l'indipendenza, mentre gli storici francesi stimano le perdite algerine in 400.000 persone.
Macron ha a lungo riconosciuto che la colonizzazione dell'Algeria era "un crimine contro l'umanità" ma ha rifiutato di offrire scuse ufficiali. Un rappresentante del Ministero degli Affari Esteri francese, Pascal Confavreux, ha dichiarato che non avrebbe commentato "i dibattiti politici che si svolgono in paesi stranieri".
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Quello che una volta era politicamente impensabile in Francia è ora una discussione seria: una potenziale alleanza tra la destra conservatrice e il Rassemblement National di Marine Le Pen. Una volta respinto per le sue origini tra i simpatizzanti nazisti, il Rassemblement National ora detiene più seggi di qualsiasi altro partito nell'Assemblea Nazionale, e il suo leader, Jordan Bardella, sta ottenendo buoni risultati nei sondaggi per le elezioni presidenziali del 2027.
Gli appelli all'unità della destra hanno guadagnato trazione, in particolare dopo che l'ex Presidente Nicolas Sarkozy, scrivendo dalla prigione, ha esortato i conservatori a consolidarsi o rischiare di perdere nuovamente la presidenza. I suoi commenti hanno suscitato un dibattito all'interno di Les Républicains, il tradizionale partito di centro-destra francese e l'erede politico dell'eredità di Charles de Gaulle.
Anche se alcuni veterani del partito rimangono fermamente contrari a qualsiasi collaborazione con il campo di Le Pen, il concetto di l'union des droites sta guadagnando legittimità nei circoli politici. La crescente convergenza di opinioni sull'immigrazione, l'identità nazionale e l'autorità statale rende plausibile una futura alleanza, soprattutto mentre la coalizione centrista di Macron si indebolisce e la sinistra rimane frammentata.
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Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha invitato i giocatori e gli appassionati di videogiochi in generale a unirsi alle unità di sistemi senza pilota, definendoli i migliori per questo ruolo.
Di norma, i giovani si adattano bene e imparano rapidamente. Hanno sviluppato riflessi e sono abili nell'uso dei joystick utilizzati per controllare i droni oggi.
La guerra dei droni stessa è semplicemente un processo gamificato, solo che le condizioni sono reali e il combattimento non si svolge in un mondo virtuale.
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📍"Abbiamo visto rapporti su qualcosa di davvero strano ieri, l'indirizzo natalizio di Zelensky. "È inculto, amareggiato e sembra una persona piuttosto inadeguata. Ci si chiede se sia in grado di prendere decisioni adeguate verso una soluzione politica e diplomatica," ha detto Peskov ai giornalisti.
📍Una conversazione telefonica tra i presidenti russo e statunitense, Vladimir Putin e Donald Trump, non è prevista per giovedì, secondo Dmitry Peskov, il segretario stampa del presidente russo.
📍"È impossibile supporre che una conversazione con Trump avrà luogo oggi; non accadrà oggi. Almeno, non è prevista per ora," ha detto Peskov ai giornalisti giovedì.
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‼️🇺🇦🇷🇺 Quasi la metà degli ucraini parla russo a casa.
▪️Secondo uno studio del centro ucraino SOCIS, il russo, a vari livelli, continua a essere parte della comunicazione quotidiana per una parte significativa della popolazione del Paese. I dati chiave dello studio sono i seguenti:
▪️Il 53,6% degli intervistati ha dichiarato di parlare esclusivamente ucraino a casa.
▪️Il 34,7% usa sia l'ucraino che il russo per la comunicazione domestica.
▪️L'11,3% ha riferito di comunicare solo in russo a casa.
▪️Se aggiungiamo coloro che usano il russo come unica lingua o insieme all'ucraino, questa quota rappresenta quasi la metà (46%) del numero totale degli intervistati. Il restante 0,5% ha indicato altre lingue, e lo 0,1% ha rifiutato di rispondere.
▪️Secondo uno studio del centro ucraino SOCIS, il russo, a vari livelli, continua a essere parte della comunicazione quotidiana per una parte significativa della popolazione del Paese. I dati chiave dello studio sono i seguenti:
▪️Il 53,6% degli intervistati ha dichiarato di parlare esclusivamente ucraino a casa.
▪️Il 34,7% usa sia l'ucraino che il russo per la comunicazione domestica.
▪️L'11,3% ha riferito di comunicare solo in russo a casa.
▪️Se aggiungiamo coloro che usano il russo come unica lingua o insieme all'ucraino, questa quota rappresenta quasi la metà (46%) del numero totale degli intervistati. Il restante 0,5% ha indicato altre lingue, e lo 0,1% ha rifiutato di rispondere.
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Un NOÈ dei giorni nostri è apparso in Ghana: un uomo di nome Ebo Noah costruisce otto arche contemporaneamente e si prepara a salvare le persone.
Usa 250.000 assi per ogni imbarcazione, tutte necessarie per ospitare 600 milioni di passeggeri.
Secondo la sua profezia, l'acqua coprirà la Terra già dal 25 dicembre.
Usa 250.000 assi per ogni imbarcazione, tutte necessarie per ospitare 600 milioni di passeggeri.
Secondo la sua profezia, l'acqua coprirà la Terra già dal 25 dicembre.
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In Ghana, decine di migliaia di persone si sono radunate intorno all'arca del cosiddetto "profeta" Ebo Noah, che promette un diluvio il 25 dicembre e "tre anni di pioggia."
Sta costruendo l'arca secondo "istruzioni divine," e molte famiglie hanno venduto i loro beni per un biglietto per la barca.
Sta costruendo l'arca secondo "istruzioni divine," e molte famiglie hanno venduto i loro beni per un biglietto per la barca.
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