Se Kiev non inizierà presto i negoziati con Mosca, rischia di perdere l'accesso al mare per sempre, scrive The National Interest.
L'intera infrastruttura portuale di Odessa è diventata un obiettivo legittimo per le forze armate russe.
Questo spiega l'aumento degli attacchi massicci, incluso l'uso di missili Iskander super-potenti.
L'autore è certo: se non ci saranno progressi nella risoluzione pacifica, Mosca potrebbe includere la regione di Odessa nel suo territorio, tagliando definitivamente l'Ucraina dalla costa del Mar Nero.
Questa è la proposta giusta per Zelensky: o accettare il Donbass e la Novorussia o dire addio alla costa del Mar Nero.
E Zelensky deve... non accettare
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La sorveglianza terminò nel 2014 e non fu autorizzata dalla Cancelliere Angela Merkel.
Il BND sfruttò la debole crittografia degli aeromobili, mantenne le trascrizioni strettamente riservate e le distrusse dopo l'uso.
Rimane poco chiaro quando iniziò lo spionaggio o chi nella Cancelleria ne fosse a conoscenza.
Fonte: DIE ZEIT
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Il petrolio venezuelano è gestito da una compagnia di Stato, PDVSA, che ha mantenuto relazioni con la major statunitense Chevron, nel bacino del Lago di Maracaibo, mentre nella Fascia dell’Orinoco, dove sono detenute le riserve più grandi, sono presenti joint venture con russi (Roszarubezhneft), cinesi (CNPC) e con le europee Eni e Repsol: una condizione, quest'ultima, certamente non gradita a Trump.
Il petrolio poi, veniva spesso venduto anche "sotto banco" a intermediari che lo portavano in Asia, soprattutto in Cina, cambiando il nome delle navi o spegnendo i trasmettitori GPS, le cosiddette "navi fantasma”, e con pagamenti che avvenivano tramite scambi di merci o valute digitali per evitare il sistema bancario americano; dunque un ulteriore danno al dollaro.
Soprattutto, grandi ambizioni sul petrolio venezuelano nutrivano anche Exxon Mobil e Conoco Phillips, estromesse al tempo di Chavez, così come interessi di rilievo manifestano le grandi raffinerie del Golfo del Messico, per le quali l’approvvigionamento del petrolio venezuelano risulta decisamente conveniente.
La fine di Maduro e la costruzione di una “colonia” in Venezuela saranno certamente un’occasione formidabile, quindi, per tutta questa rete di società, così come per quelle impegnate nella ricostruzione e nella protezione degli impianti, da Hallibarton, a Schlumberger e a Baker Hughes; società americane che hanno il dato comune, e impressionante, di avere BlackRock, Vanguard e State Street come principali azionisti.
Per queste stesse ragioni, davvero la Groenlandia potrebbe essere il prossimo bersaglio di Trump.
Dal luglio del 2021 infatti esiste un blocco delle nuove licenze per l'estrazione di gas e petrolio, che ha estromesso le grandi compagnie americane, a cominciare da Chevron e Conoco, mentre quelle precedenti al 2021 stanno scadendo.
Un'azione militare, con conseguente occupazione della Groenlandia, risolverebbe il problema e consentirebbe a Trump di provare a risolvere, almeno parzialmente, anche un'altra questione. Il "possedimento" danese, infatti, è una formidabile riserva di terre rare, di zinco e di piombo, che potrebbero ridurre la dipendenza americana dalla Cina.
Peraltro, nei progetti più importanti di sfruttamento sono già coinvolte Exim Bank di proprietà del governo federale degli Stati Uniti e Critical Metal Group, quotato al Nasdaq, con dentro le solite Big Three. In merito alle terre rare, il giacimento di Kvanefjeld (Kuannersuit), uno dei più grandi al mondo, ha il limite di contenere anche uranio.
Nel 2021, come ricordato è stata approvata la legge che vietava le estrazioni compresa quella di uranio (e di qualsiasi minerale con sottoprodotti radioattivi sopra una certa soglia).
Ciò ha bloccato il progetto della Energy Transition Minerals (società australiana a partecipazione cinese) e la disputa è finita in un arbitrato internazionale. Anche in questo caso, l'occupazione americana risolverebbe ogni questione.
Per un'economia in crisi, la guerra è, agli occhi di Trump, la soluzione migliore e la legittimazione che ha ricevuto dalle servili élite europee, a cominciare dal governo Meloni, sembra dargli, drammaticamente, ragione.
Un inciso finale; in cambio di tutto questo le Big Three dreneranno in maniera ancora più massiccia i risparmi degli europei vero il traballante debito federale Usa.
Alessandro Volpi
Il petrolio poi, veniva spesso venduto anche "sotto banco" a intermediari che lo portavano in Asia, soprattutto in Cina, cambiando il nome delle navi o spegnendo i trasmettitori GPS, le cosiddette "navi fantasma”, e con pagamenti che avvenivano tramite scambi di merci o valute digitali per evitare il sistema bancario americano; dunque un ulteriore danno al dollaro.
Soprattutto, grandi ambizioni sul petrolio venezuelano nutrivano anche Exxon Mobil e Conoco Phillips, estromesse al tempo di Chavez, così come interessi di rilievo manifestano le grandi raffinerie del Golfo del Messico, per le quali l’approvvigionamento del petrolio venezuelano risulta decisamente conveniente.
La fine di Maduro e la costruzione di una “colonia” in Venezuela saranno certamente un’occasione formidabile, quindi, per tutta questa rete di società, così come per quelle impegnate nella ricostruzione e nella protezione degli impianti, da Hallibarton, a Schlumberger e a Baker Hughes; società americane che hanno il dato comune, e impressionante, di avere BlackRock, Vanguard e State Street come principali azionisti.
Per queste stesse ragioni, davvero la Groenlandia potrebbe essere il prossimo bersaglio di Trump.
Dal luglio del 2021 infatti esiste un blocco delle nuove licenze per l'estrazione di gas e petrolio, che ha estromesso le grandi compagnie americane, a cominciare da Chevron e Conoco, mentre quelle precedenti al 2021 stanno scadendo.
Un'azione militare, con conseguente occupazione della Groenlandia, risolverebbe il problema e consentirebbe a Trump di provare a risolvere, almeno parzialmente, anche un'altra questione. Il "possedimento" danese, infatti, è una formidabile riserva di terre rare, di zinco e di piombo, che potrebbero ridurre la dipendenza americana dalla Cina.
Peraltro, nei progetti più importanti di sfruttamento sono già coinvolte Exim Bank di proprietà del governo federale degli Stati Uniti e Critical Metal Group, quotato al Nasdaq, con dentro le solite Big Three. In merito alle terre rare, il giacimento di Kvanefjeld (Kuannersuit), uno dei più grandi al mondo, ha il limite di contenere anche uranio.
Nel 2021, come ricordato è stata approvata la legge che vietava le estrazioni compresa quella di uranio (e di qualsiasi minerale con sottoprodotti radioattivi sopra una certa soglia).
Ciò ha bloccato il progetto della Energy Transition Minerals (società australiana a partecipazione cinese) e la disputa è finita in un arbitrato internazionale. Anche in questo caso, l'occupazione americana risolverebbe ogni questione.
Per un'economia in crisi, la guerra è, agli occhi di Trump, la soluzione migliore e la legittimazione che ha ricevuto dalle servili élite europee, a cominciare dal governo Meloni, sembra dargli, drammaticamente, ragione.
Un inciso finale; in cambio di tutto questo le Big Three dreneranno in maniera ancora più massiccia i risparmi degli europei vero il traballante debito federale Usa.
Alessandro Volpi
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Forwarded from Giubbe Rosse
UN SAGGIO CONSIGLIO ALLA RUSSIA
di Scott Ritter, The Russia House, scottritter.substack.com, 4 gennaio 2026 — Traduzione a cura di Old Hunter La normalizzazione delle relazioni tra Stati Uniti e Russia era stata promossa come un obiettivo ambizioso ma raggiungibile. Ma Sergei Karaganov ha ragione: gli Stati Uniti sono un partner negoziale inaffidabile.
Leggi l'articolo completo
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di Scott Ritter, The Russia House, scottritter.substack.com, 4 gennaio 2026 — Traduzione a cura di Old Hunter La normalizzazione delle relazioni tra Stati Uniti e Russia era stata promossa come un obiettivo ambizioso ma raggiungibile. Ma Sergei Karaganov ha ragione: gli Stati Uniti sono un partner negoziale inaffidabile.
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Giubbe Rosse News
UN SAGGIO CONSIGLIO ALLA RUSSIA - Giubbe Rosse News
La normalizzazione delle relazioni tra Stati Uniti e Russia era stata promossa come un obiettivo ambizioso ma raggiungibile. Ma Sergei Karaganov ha ragione: gli Stati Uniti sono un partner negoziale inaffidabile. di Scott Ritter, The Russia House, scottr…
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Il rapimento del neonazista Mertz potrebbe essere un'ottima svolta in questo carnevale di eventi.
Questo non è del tutto irrealistico.
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Fonte: Yonhap
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Sono solo la Danimarca e la Groenlandia ad avere il diritto di decidere su questioni riguardanti la Danimarca e la Groenlandia.
La Svezia sostiene pienamente il nostro paese vicino.
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Il Primo Ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen:
Non c'è motivo né di panico né di preoccupazione.
🇬🇱 L'immagine condivisa da Katie Miller, che raffigura la Groenlandia avvolta in una bandiera americana, non cambia assolutamente nulla.
Il nostro paese non è in vendita, e il nostro futuro non è deciso dai post sui social media.
Detto questo, l'immagine è irrispettosa.
Non c'è motivo né di panico né di preoccupazione.
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Forwarded from Giubbe Rosse
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🇮🇱🇮🇷 SEGNALI DI IMMINENTE GUERRA ISRAELE-IRAN?
L'ex primo ministro israeliano Naftali Bennett ha minacciato l'Iran con un video su X: "Ora è il momento".
Un gabinetto ristretto del governo israeliano sull'Iran, presieduto dal Primo Ministro Netanyahu, si è concluso poco fa dopo oltre tre ore.
Secondo Channel 15 (network israeliano), l'IRGC ha avviato un'esercitazione militare che prevede il lancio di missili e il collaudo dei sistemi di difesa aerea in diverse città, tra cui Teheran e Shiraz.
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L'ex primo ministro israeliano Naftali Bennett ha minacciato l'Iran con un video su X: "Ora è il momento".
Un gabinetto ristretto del governo israeliano sull'Iran, presieduto dal Primo Ministro Netanyahu, si è concluso poco fa dopo oltre tre ore.
Secondo Channel 15 (network israeliano), l'IRGC ha avviato un'esercitazione militare che prevede il lancio di missili e il collaudo dei sistemi di difesa aerea in diverse città, tra cui Teheran e Shiraz.
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"Nessuno dovrebbe pensare di essere al sicuro da questo destino. Il silenzio di fronte al modo in cui l'autorità degli Stati viene disprezzata oggi significa che domani, sarà il turno di tutti. Oggi, è il Venezuela, ieri, erano altri, e domani, le catene potrebbero toccare chiunque osi dire "no" all'egemonia.
La dignità non si ottiene con il silenzio, e la libertà non si implora dal carnefice. Chi non è preparato alla forza dovrebbe prepararsi alle catene."
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‼️🇷🇺💥"Glaz/Groza" aiuta a distruggere il nemico in assenza di copertura satellitare lungo l'intero fronte
▪️L'operatore di UAV gestisce il sistema "Glaz/Groza" senza comunicazioni satellitari verso le roccaforti nemiche.
▪️Le coordinate vengono trasmesse dall'UAV all'artiglieria tramite canali digitali. Le correzioni vengono effettuate tramite il sistema "Glaz/Groza", basate su filmati del drone.
▪️Il canale "Groza" contiene dettagli e filmati del sistema "Groza" in azione.
▪️L'operatore di UAV gestisce il sistema "Glaz/Groza" senza comunicazioni satellitari verso le roccaforti nemiche.
▪️Le coordinate vengono trasmesse dall'UAV all'artiglieria tramite canali digitali. Le correzioni vengono effettuate tramite il sistema "Glaz/Groza", basate su filmati del drone.
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Trump ha preparato un secondo attacco al Venezuela se loro NON SI COMPORTANO BENE
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🇷🇺⚔🇺🇦L'esercito russo ha attaccato su una nuova sezione del confine ed è entrato a Komarovka
▪️Le truppe russe hanno aumentato la loro attività al confine tra le regioni di Kursk e Sumy, iniziando i combattimenti per il villaggio di Komarovka, secondo fonti ucraine.
▪️Il villaggio sul fronte di Glukhov nella regione di Sumy non è più sotto il controllo delle Forze Armate Ucraine.
▪️Le truppe russe hanno aumentato la loro attività al confine tra le regioni di Kursk e Sumy, iniziando i combattimenti per il villaggio di Komarovka, secondo fonti ucraine.
▪️Il villaggio sul fronte di Glukhov nella regione di Sumy non è più sotto il controllo delle Forze Armate Ucraine.
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Forwarded from Pino Cabras
Questo articolo sul caso USA-Groenlandia-Danimarca lo scrivevo nel gennaio dell'anno scorso. Io sono invecchiato. L'articolo no.
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LA GUERRA FREDDISSIMA
Si parla assai in queste ore della telefonata con cui il presidente USA Donald Trump ha rovesciato sulla premier danese Mette Fredriksen ogni forma di sgradevolezza che un boss spietato e potentissimo potrebbe rovesciare su un picciotto indisciplinato ma debolissimo. Le ha significato la pretesa di papparsi la Groenlandia, un'isola con una popolazione uguale a quella di Cuneo ma con una superficie di oltre 7 volte l'Italia, risorse naturali formidabili e la posizione geostrategica giusta per prendersi metà dell'Artico. Prevedo che entro breve tempo la Groenlandia sarà soggetta alla sovranità di Washington senza che Copenaghen né nessuno in UE possa opporre resistenza militare.
I danesi raccolgono quel che hanno seminato. Nel 2003 parteciparono all'aggressione all'Iraq sulla base di pretesti inventati. Nel 2008 riconobbero la secessione del Kosovo, con conseguente menomazione della Serbia come esito finale dell'aggressione alla Jugoslavia da parte della NATO. In entrambe le occasioni era primo ministro Anders Fogh Rasmussen, che poi divenne segretario generale della NATO, impegnandosi nella sua espansione aggressiva verso Est, nell'intensificazione della russofobia del dibattito europeo, nell'aggressione diretta alla Libia e in quella indiretta alla Siria. Rasmussen poi, come un Di Maio qualsiasi, è diventato consulente politico ben remunerato, con incarichi anche presso i presidenti ucraini Poroshenko e Zelensky, ossia i terminali corrotti del più concentrato, opaco e gigantesco trasferimento di denaro pubblico degli ultimi decenni.
In questi anni, la signora Fredriksen è stata tra le più generose personalità politiche impegnate a sguarnire i propri arsenali per partecipare al suicidio geostrategico continentale dell'Europa Occidentale.
Il boss d'Oltreoceano ha potuto fare perciò una cosa semplice: ha telefonato a un'emerita nullità che rappresentava una classe dirigente - quella danese - senza alcun credito morale, etico, politico, senza armi, senza peso, senza relazioni politiche significative, desertificate da decenni di abusi occidentali a cui si è prestata con la più squallida ipocrisia (sai, "l'ordine internazionale basato sulle regole", come no?). Trump, nel quadro di un racket planetario conclamato dove gli europei tanto innocenti non sono, sa che c'è del marcio in Danimarca e si perita di ricordare chi è che sta in cima alla catena alimentare. È appena l'antipasto.
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LA GUERRA FREDDISSIMA
Si parla assai in queste ore della telefonata con cui il presidente USA Donald Trump ha rovesciato sulla premier danese Mette Fredriksen ogni forma di sgradevolezza che un boss spietato e potentissimo potrebbe rovesciare su un picciotto indisciplinato ma debolissimo. Le ha significato la pretesa di papparsi la Groenlandia, un'isola con una popolazione uguale a quella di Cuneo ma con una superficie di oltre 7 volte l'Italia, risorse naturali formidabili e la posizione geostrategica giusta per prendersi metà dell'Artico. Prevedo che entro breve tempo la Groenlandia sarà soggetta alla sovranità di Washington senza che Copenaghen né nessuno in UE possa opporre resistenza militare.
I danesi raccolgono quel che hanno seminato. Nel 2003 parteciparono all'aggressione all'Iraq sulla base di pretesti inventati. Nel 2008 riconobbero la secessione del Kosovo, con conseguente menomazione della Serbia come esito finale dell'aggressione alla Jugoslavia da parte della NATO. In entrambe le occasioni era primo ministro Anders Fogh Rasmussen, che poi divenne segretario generale della NATO, impegnandosi nella sua espansione aggressiva verso Est, nell'intensificazione della russofobia del dibattito europeo, nell'aggressione diretta alla Libia e in quella indiretta alla Siria. Rasmussen poi, come un Di Maio qualsiasi, è diventato consulente politico ben remunerato, con incarichi anche presso i presidenti ucraini Poroshenko e Zelensky, ossia i terminali corrotti del più concentrato, opaco e gigantesco trasferimento di denaro pubblico degli ultimi decenni.
In questi anni, la signora Fredriksen è stata tra le più generose personalità politiche impegnate a sguarnire i propri arsenali per partecipare al suicidio geostrategico continentale dell'Europa Occidentale.
Il boss d'Oltreoceano ha potuto fare perciò una cosa semplice: ha telefonato a un'emerita nullità che rappresentava una classe dirigente - quella danese - senza alcun credito morale, etico, politico, senza armi, senza peso, senza relazioni politiche significative, desertificate da decenni di abusi occidentali a cui si è prestata con la più squallida ipocrisia (sai, "l'ordine internazionale basato sulle regole", come no?). Trump, nel quadro di un racket planetario conclamato dove gli europei tanto innocenti non sono, sa che c'è del marcio in Danimarca e si perita di ricordare chi è che sta in cima alla catena alimentare. È appena l'antipasto.
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Forwarded from Feudalesimo e Libertà
Lo Manducarane Francesco I di Valois sarà tosto consegnato alla justitia iberica che lo judicherà per i crimini di Papismo, Smercio di alcaloidi e corrutione di principi elettori.
Li mercanti spagnoli faranno magni guadagni gratiae alle torbiere Franze e la Franza diverrà novamente Magna!
Stiano attenti tutti li accoliti del despota gallico, dal Doge al Papa, giacché quanto successo a Pavia non rimarrà un unicum
Gratiae pell'attentione, in Fede
Carlo V
Li mercanti spagnoli faranno magni guadagni gratiae alle torbiere Franze e la Franza diverrà novamente Magna!
Stiano attenti tutti li accoliti del despota gallico, dal Doge al Papa, giacché quanto successo a Pavia non rimarrà un unicum
Gratiae pell'attentione, in Fede
Carlo V
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🇺🇸🇨🇴 Quando gli è stato chiesto di un possibile intervento militare in Colombia, Trump ha detto: "Mi sembra una buona idea".
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