⚡️🇱🇧 🇮🇱 Segnalazioni di attacchi aerei israeliani nella regione di Bekaa.
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L'ex inviato statunitense in Siria, James Jeffrey, ha respinto le accuse di "tradimento" da parte delle SDF/YPG, affermando che gli Stati Uniti non hanno mai promesso di difendere o sostenere uno stato curdo.
Ha affermato che la partnership è sempre stata temporanea e tattica, solo per combattere l'ISIS:
Ha affermato che la partnership è sempre stata temporanea e tattica, solo per combattere l'ISIS:
Non abbiamo mai detto che avremmo sostenuto una regione curda.
Abbiamo detto loro che la nostra relazione era temporanea e basata sulla sconfitta dell'ISIS.
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🇺🇸 I membri della Guardia Nazionale del Minnesota stanno distribuendo caffè e donuts ai manifestanti a Minneapolis e indossando gilet ad alta visibilità per non essere confusi con gli agenti del DHS.
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Fonti iraniani prevedono un'escalation nel Medio Oriente nelle prossime 24 ore.
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A Slaviansk-na-Kubani, un impianto petrolifero è stato attaccato, dove è stato registrato un incendio, la cui entità dei danni è sconosciuta.
Ufficialmente, le autorità regionali hanno confermato l'attacco a due impianti, ma senza fornire dettagli specifici.
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Forwarded from Pino Cabras
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𝗥𝗢𝗕𝗢𝗖𝗢𝗣 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗟’𝗔𝗠𝗘𝗥𝗜𝗖𝗔 𝗥𝗘𝗔𝗟𝗘: 𝗣𝗜Ù 𝗦𝗪𝗔𝗧, 𝗠𝗘𝗡𝗢 𝗗𝗘𝗠𝗢𝗖𝗥𝗔𝗭𝗜𝗔
Vi ripropongo un mio articolo del 2015 (https://www.pinocabras.it/caos-razziale-baltimora-prove-generali/) insieme al video che allora realizzai per Pandora TV, perché le immagini e le analisi di allora parlano con inquietante chiarezza alle vicende di oggi. All’epoca si chiamava Baltimora, oggi si chiama Minneapolis, Portland o Los Angeles. Cambiano i nomi delle città, non la traiettoria.
Sarebbe facile – e in parte corretto – attribuire a Donald Trump la responsabilità politica diretta dell’attuale brutalizzazione delle operazioni federali, comprese quelle dell’ICE. Ma sarebbe anche profondamente fuorviante fermarsi lì. Le radici di questa deriva affondano ben prima: ai tempi di Barack Obama si sono consolidate le dottrine, i finanziamenti, le tecnologie e le logiche operative che hanno trasformato la gestione della crisi sociale americana in una questione di ordine militare.
Di fronte a fratture economiche, razziali e territoriali sempre più profonde, il potere statunitense non ha scelto “più democrazia”, ma più tecnologia, più SWAT, più Robocop. Una polizia più arcigna e invasiva, sempre meno capace di intelligence sociale e sempre più dipendente da armamenti, automatismi e protocolli di guerra interna. Proprio per questo, infinitamente più pericolosa.
Quella che allora appariva come una “prova generale” oggi è diventata normalità. E la normalità, negli Stati Uniti, continua a produrre una quantità di morti per mano delle forze dell’ordine che resta, in proporzione, cento volte superiore a quella europea. Questo articolo nasceva per capirlo in anticipo. Oggi serve per ricordare che nulla di tutto ciò è un incidente.
Vi ripropongo un mio articolo del 2015 (https://www.pinocabras.it/caos-razziale-baltimora-prove-generali/) insieme al video che allora realizzai per Pandora TV, perché le immagini e le analisi di allora parlano con inquietante chiarezza alle vicende di oggi. All’epoca si chiamava Baltimora, oggi si chiama Minneapolis, Portland o Los Angeles. Cambiano i nomi delle città, non la traiettoria.
Sarebbe facile – e in parte corretto – attribuire a Donald Trump la responsabilità politica diretta dell’attuale brutalizzazione delle operazioni federali, comprese quelle dell’ICE. Ma sarebbe anche profondamente fuorviante fermarsi lì. Le radici di questa deriva affondano ben prima: ai tempi di Barack Obama si sono consolidate le dottrine, i finanziamenti, le tecnologie e le logiche operative che hanno trasformato la gestione della crisi sociale americana in una questione di ordine militare.
Di fronte a fratture economiche, razziali e territoriali sempre più profonde, il potere statunitense non ha scelto “più democrazia”, ma più tecnologia, più SWAT, più Robocop. Una polizia più arcigna e invasiva, sempre meno capace di intelligence sociale e sempre più dipendente da armamenti, automatismi e protocolli di guerra interna. Proprio per questo, infinitamente più pericolosa.
Quella che allora appariva come una “prova generale” oggi è diventata normalità. E la normalità, negli Stati Uniti, continua a produrre una quantità di morti per mano delle forze dell’ordine che resta, in proporzione, cento volte superiore a quella europea. Questo articolo nasceva per capirlo in anticipo. Oggi serve per ricordare che nulla di tutto ciò è un incidente.
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⚡️ 🇺🇸 L'Aeroporto Internazionale di Miami è stato evacuato dopo la segnalazione di un oggetto sospetto, che si sarebbe trattato di un dispositivo esplosivo.
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⚡️🇮🇷🇺🇸 Il giornale conservatore iraniano Hamshahri ha criticato il presidente Trump, accusando gli Stati Uniti di ipocrisia nella loro risposta alle proteste in Iran rispetto ai disordini a Minneapolis.
Il giornale ha pubblicato titoli come "La ripetizione dell'ipocrisia americana" e "Sostenere i disordini - reprimere le proteste", sostenendo che i funzionari statunitensi sostengono i disordini in Iran mentre minacciano e reprimono i manifestanti a casa.
Negli ultimi giorni, i media affiliati al regime e le agenzie di notizie iraniane hanno seguito da vicino gli eventi a Minneapolis, evidenziando incidenti di violenza della polizia per sottolineare quella che descrivono come una lacuna tra la retorica dei diritti umani statunitense e le sue azioni nella pratica.
Il giornale ha pubblicato titoli come "La ripetizione dell'ipocrisia americana" e "Sostenere i disordini - reprimere le proteste", sostenendo che i funzionari statunitensi sostengono i disordini in Iran mentre minacciano e reprimono i manifestanti a casa.
Negli ultimi giorni, i media affiliati al regime e le agenzie di notizie iraniane hanno seguito da vicino gli eventi a Minneapolis, evidenziando incidenti di violenza della polizia per sottolineare quella che descrivono come una lacuna tra la retorica dei diritti umani statunitense e le sue azioni nella pratica.
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⚡️🇲🇽 11 persone sono state uccise quando uomini armati hanno aperto il fuoco su una folla in un campo di calcio a Salamanca, nella provincia di Guanajuato in Messico, domenica sera. Le autorità locali hanno rassicurato i residenti che hanno avviato un'indagine sull'attacco brutale.
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