Forwarded from Ultimo Uomo ☧
#libriconsigliati
Alla luce di non uno, ma ben due sondaggi, abbiamo un libro a cui dedicare una nuova settimana dedicata.
📚 Reinhaldt Raffalt, "L'Anticristo"
"L'Anticristo è "l'uomo ultimo, perfettissimo, capace di fare tutto correttamente nell'ambito dei limiti ben visibili dell'esperienza e della ragione umana [...] un uomo che ama il suo prossimo come se stesso, ma non ha niente da amare più grandemente. Nell'Anticristo, l'uomo non diviene culmine della creazione, ma partner della natura. La sua immagine riassume l'aspirazione dell'uomo a una totale indipendenza, il suo carattere quello di un redentore negativo: egli deve emancipare l'umanità dal vincolo della creaturalità."
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📚 Reinhaldt Raffalt, "L'Anticristo"
"L'Anticristo è "l'uomo ultimo, perfettissimo, capace di fare tutto correttamente nell'ambito dei limiti ben visibili dell'esperienza e della ragione umana [...] un uomo che ama il suo prossimo come se stesso, ma non ha niente da amare più grandemente. Nell'Anticristo, l'uomo non diviene culmine della creazione, ma partner della natura. La sua immagine riassume l'aspirazione dell'uomo a una totale indipendenza, il suo carattere quello di un redentore negativo: egli deve emancipare l'umanità dal vincolo della creaturalità."
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📚#libriconsigliati 📚
🟩 F.Volpi, A.Gnoli, Ernst Jünger,
"I prossimi titani"
♦️Oltrepassati i cent’anni ed entrato ormai nell’età patriarcale, Ernst Jünger.
Dall’Impero germanico alle carneficine della prima guerra mondiale, da Weimar ai processi di Norimberga, in questa rievocazione compare una schiera di protagonisti del Novecento: da Carl Schmitt a Heidegger, da Kubin a Picasso, da Heisenberg a Cocteau, da Drieu La Rochelle a Montherlant, da Céline a Marguerite Yourcenar.
✒️Obbediente al suo magistero di
scrittore, Ernst Jünger sa che «il buon Dio è nel dettaglio» e ci offre ricostruzioni circostanziate di episodi da cui lo separano ormai molti decenni. Mai elusivo, neppure quando le domande vertono sugli anni del nazismo. Illuminanti sono le osservazioni sulla Tecnica, potenza che regge il nostro mondo e quello dei «prossimi Titani».
Nell’ombra si profila la figura dell’Anarca, il «grande solitario» che qui viene dichiarato «sovrano anche sulla tecnica».
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"I prossimi titani"
♦️Oltrepassati i cent’anni ed entrato ormai nell’età patriarcale, Ernst Jünger.
Dall’Impero germanico alle carneficine della prima guerra mondiale, da Weimar ai processi di Norimberga, in questa rievocazione compare una schiera di protagonisti del Novecento: da Carl Schmitt a Heidegger, da Kubin a Picasso, da Heisenberg a Cocteau, da Drieu La Rochelle a Montherlant, da Céline a Marguerite Yourcenar.
✒️Obbediente al suo magistero di
scrittore, Ernst Jünger sa che «il buon Dio è nel dettaglio» e ci offre ricostruzioni circostanziate di episodi da cui lo separano ormai molti decenni. Mai elusivo, neppure quando le domande vertono sugli anni del nazismo. Illuminanti sono le osservazioni sulla Tecnica, potenza che regge il nostro mondo e quello dei «prossimi Titani».
Nell’ombra si profila la figura dell’Anarca, il «grande solitario» che qui viene dichiarato «sovrano anche sulla tecnica».
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📚#libriconsigliati
Oriente e Occidente. «Questo incontro», scrive Ernst Jünger "non soltanto occupa una posizione di primo piano fra gli avvenimenti mondiali, ma «rivendica di per sé un’importanza capitale.
Fornisce il filo conduttore della Storia».
Un incontro, tuttavia, che nella storia si è spesso trasformato in scontro: «Con tensione sempre rinnovata i popoli salgono sull’antico palcoscenico e recitano l’antico copione."
L’amico Carl Schmitt, che due anni dopo l’uscita del Nodo di Gordio replica con uno scritto in cui a quell’archetipica polarità sostituisce la contrapposizione fra terra e mare: da una parte il mondo continentale dell’Oriente (Russia e Asia, ovvero il nomos), dall’altra il mondo marittimo dell’Occidente (Inghilterra e America, ovvero la techne).
Nel mezzo, l’Europa.
E i due ritroveranno un’intesa nel prefigurarla quale «centro di gravità», capace di favorire, come Terza Forza, «l’unità del pianeta».
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Oriente e Occidente. «Questo incontro», scrive Ernst Jünger "non soltanto occupa una posizione di primo piano fra gli avvenimenti mondiali, ma «rivendica di per sé un’importanza capitale.
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Un incontro, tuttavia, che nella storia si è spesso trasformato in scontro: «Con tensione sempre rinnovata i popoli salgono sull’antico palcoscenico e recitano l’antico copione."
L’amico Carl Schmitt, che due anni dopo l’uscita del Nodo di Gordio replica con uno scritto in cui a quell’archetipica polarità sostituisce la contrapposizione fra terra e mare: da una parte il mondo continentale dell’Oriente (Russia e Asia, ovvero il nomos), dall’altra il mondo marittimo dell’Occidente (Inghilterra e America, ovvero la techne).
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E i due ritroveranno un’intesa nel prefigurarla quale «centro di gravità», capace di favorire, come Terza Forza, «l’unità del pianeta».
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#libriconsigliati
«È criminale uccidere la vittima perché essa è sacra ... ma la vittima non sarebbe sacra se non la si uccidesse». Questo terribile, paralizzante circolo vizioso si incontra subito, quando si esamina la realtà del sacrificio. Di fronte a esso l’ambivalenza tanto frequentemente evocata dal pensiero moderno ha l’aria di un pio eufemismo, che malamente cela il segreto non già di una pratica estinta, ma di un fenomeno che ossessiona il nostro mondo: la violenza – e il suo oscuro, inscindibile legame con il sacro. Nesso tanto più stretto proprio là dove, come nella società attuale, si pretende di conoscere il sacro soltanto attraverso i libri di etnologia: del sacro si può dire infatti, osserva Girard, che esso è innanzitutto «ciò che domina l’uomo tanto più agevolmente quanto più l’uomo si crede capace di dominarlo».
Che cosa lega, che cosa tiene insieme una società? Il «linciaggio fondatore», l’ombra del capro espiatorio.
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