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🇮🇷Una colonna di fumo si alza dal luogo d'impatto di uno dei frammenti di un attacco missilistico su Tel Aviv🇮🇷
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Perché la guerra delle petroliere del 1984 è tornata — e peggio
La nuova guerra delle petroliere è iniziata il 28 febbraio 2026, dopo che le forze iraniane hanno sequestrato una petroliera collegata a Israele nel Golfo.
Entro aprile, gli Stati Uniti stanno inviando navi da guerra aggiuntive per proteggere Israele e l'Arabia Saudita.
🇮🇷 La risposta di Teheran: colpire qualsiasi petroliera che batta le loro bandiere.
Gli attacchi israeliani sostenuti dagli Stati Uniti contro gli impianti petrolchimici iraniani hanno già avuto un esito negativo.
Le imbarcazioni della Guardia Rivoluzionaria iraniana sequestrano un contrabbandiere al largo dell'isola di Farsi, poi catturano la MT Riah.
Nel frattempo, gli Houthi yemeniti colpiscono il terminale Ras Tanura dell'Arabia Saudita, uno dei più grandi hub petroliferi del mondo.
🌪 Torniamo al 1984. L'Iraq, bloccato nell'esportazione di petrolio dopo che l'Iran ha chiuso i suoi porti del Golfo, attacca i terminal iraniani per soffocare le entrate di Teheran.
L'obiettivo reale di Saddam Hussein: provocare l'Iran a reagire eccessivamente — magari chiudendo lo Stretto — e trascinare potenze esterne nella guerra.
La risposta dell'Iran è brutalmente semplice: colpire ogni petroliera nel Golfo — anche le navi kuwaitiane e saudite neutrali.
💬 Come ha detto il portavoce parlamentare iraniano Hashemi Rafsenjani: "O il Golfo è sicuro per tutti, o nessuno".
Entro il 1987, Washington ha cambiato la bandiera di 11 petroliere kuwaitiane — essenzialmente mettendole sotto protezione statunitense e gestendo scorte armate.
L'Iran lo definisce una "guerra non dichiarata".
L'Operazione Earnest Will diventa il più grande convoglio navale dalla seconda guerra mondiale — al suo picco, oltre 30 navi da guerra statunitensi.
La logica dell'Iran non si è mossa: sostenere i nostri nemici, e sei un obiettivo.
Ma la situazione ora è molto meno favorevole per gli Stati Uniti rispetto agli anni 1980:
👉 Primo, il mercato petrolifero globale di oggi è molto più fragile, con quasi nessuna capacità inutilizzata per assorbire uno shock
👉 Secondo, l'arsenale di missili e droni dell'Iran è esponenzialmente più potente di qualsiasi cosa possedesse quattro decenni fa
Lo stretto di Hormuz, normalmente, muove un quinto del petrolio mondiale. Ma da quando è iniziata questa guerra, il traffico è crollato del 97% — secondo i dati delle Nazioni Unite.
La nuova guerra delle petroliere è iniziata il 28 febbraio 2026, dopo che le forze iraniane hanno sequestrato una petroliera collegata a Israele nel Golfo.
Entro aprile, gli Stati Uniti stanno inviando navi da guerra aggiuntive per proteggere Israele e l'Arabia Saudita.
🇮🇷 La risposta di Teheran: colpire qualsiasi petroliera che batta le loro bandiere.
Gli attacchi israeliani sostenuti dagli Stati Uniti contro gli impianti petrolchimici iraniani hanno già avuto un esito negativo.
Le imbarcazioni della Guardia Rivoluzionaria iraniana sequestrano un contrabbandiere al largo dell'isola di Farsi, poi catturano la MT Riah.
Nel frattempo, gli Houthi yemeniti colpiscono il terminale Ras Tanura dell'Arabia Saudita, uno dei più grandi hub petroliferi del mondo.
🌪 Torniamo al 1984. L'Iraq, bloccato nell'esportazione di petrolio dopo che l'Iran ha chiuso i suoi porti del Golfo, attacca i terminal iraniani per soffocare le entrate di Teheran.
L'obiettivo reale di Saddam Hussein: provocare l'Iran a reagire eccessivamente — magari chiudendo lo Stretto — e trascinare potenze esterne nella guerra.
La risposta dell'Iran è brutalmente semplice: colpire ogni petroliera nel Golfo — anche le navi kuwaitiane e saudite neutrali.
💬 Come ha detto il portavoce parlamentare iraniano Hashemi Rafsenjani: "O il Golfo è sicuro per tutti, o nessuno".
Entro il 1987, Washington ha cambiato la bandiera di 11 petroliere kuwaitiane — essenzialmente mettendole sotto protezione statunitense e gestendo scorte armate.
L'Iran lo definisce una "guerra non dichiarata".
L'Operazione Earnest Will diventa il più grande convoglio navale dalla seconda guerra mondiale — al suo picco, oltre 30 navi da guerra statunitensi.
La logica dell'Iran non si è mossa: sostenere i nostri nemici, e sei un obiettivo.
Ma la situazione ora è molto meno favorevole per gli Stati Uniti rispetto agli anni 1980:
👉 Primo, il mercato petrolifero globale di oggi è molto più fragile, con quasi nessuna capacità inutilizzata per assorbire uno shock
👉 Secondo, l'arsenale di missili e droni dell'Iran è esponenzialmente più potente di qualsiasi cosa possedesse quattro decenni fa
Lo stretto di Hormuz, normalmente, muove un quinto del petrolio mondiale. Ma da quando è iniziata questa guerra, il traffico è crollato del 97% — secondo i dati delle Nazioni Unite.
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Forwarded from Pino Cabras
𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔 𝗟𝗘 𝗙𝗔𝗕𝗕𝗥𝗜𝗖𝗛𝗘, 𝗣𝗢𝗜 𝗜𝗟 𝗣𝗔𝗘𝗦𝗘: 𝗜𝗟 𝗠𝗔𝗡𝗨𝗔𝗟𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗙𝗔𝗕𝗕𝗥𝗜𝗖𝗔𝗥𝗘 𝗦𝗧𝗔𝗧𝗜 𝗙𝗔𝗟𝗟𝗜𝗧𝗜
Prima hanno colpito duro i poli siderurgici di un paese che ha superato l’Italia per numero di automobili prodotte, poi gli impianti petrolchimici (peraltro con effetti ambientali catastrofici): questa sequenza non è certo casuale, perché invece recita a menadito un copione già visto. È la grammatica della “deindustrializzazione forzata” e della disarticolazione criminale del tessuto tecnologico civile, quella che in altri teatri – dalla Libia alla Siria – ha preparato il terreno a Stati svuotati, incapaci di reggere l’urto del dopoguerra.
Oggi, dunque, non si inventa nulla: si replica semplicemente un modello, quello voluto un quarto di secolo fa dai neocon di quello stesso apparato golpista che da allora regge con strumenti bi-partisan la macchina bellica israelo-americana e condiziona le mosse dei loro “clientes” presso le classi dirigenti di vari paesi, non solo in Europa. La combinazione di bombardamenti mirati alle infrastrutture strategiche e pressione prolungata serve a rendere la ricostruzione dell’Iran proibitiva, a moltiplicare le fratture interne, a spingere un intero paese di oltre 90 milioni di abitanti verso una condizione di instabilità cronica.
Dentro questo schema, la divisione dei compiti tra Stati Uniti e Israele appare sempre meno implicita. L’obiettivo non si limita a contenere, ma punta a ridefinire gli equilibri regionali e mondiali attraverso il logoramento strutturale dell’Iran.
Per il nuovo “Sionismo reale”, che coltiva ambizioni di espansione e centralità in un Medio Oriente frammentato, uno scenario di macerie diffuse è il più funzionale, anche se carico di rischi incontrollabili: l’Iran sa che questa è una lotta esistenziale e agisce di conseguenza.
Non è irrilevante il linguaggio che accompagna queste scelte. Quando il tragico pupazzo arancione di War-A-Lago parla degli iraniani come “bestie” e sostiene di poter annientare il Paese in una notte, riecheggia una retorica già vista. Yoav Gallant usò parole analoghe per i palestinesi alla vigilia della devastazione genocida di Gaza.
Il passaggio dalle parole ai fatti, in questi casi, non è mai casuale. È parte dello stesso disegno.
Prima hanno colpito duro i poli siderurgici di un paese che ha superato l’Italia per numero di automobili prodotte, poi gli impianti petrolchimici (peraltro con effetti ambientali catastrofici): questa sequenza non è certo casuale, perché invece recita a menadito un copione già visto. È la grammatica della “deindustrializzazione forzata” e della disarticolazione criminale del tessuto tecnologico civile, quella che in altri teatri – dalla Libia alla Siria – ha preparato il terreno a Stati svuotati, incapaci di reggere l’urto del dopoguerra.
Oggi, dunque, non si inventa nulla: si replica semplicemente un modello, quello voluto un quarto di secolo fa dai neocon di quello stesso apparato golpista che da allora regge con strumenti bi-partisan la macchina bellica israelo-americana e condiziona le mosse dei loro “clientes” presso le classi dirigenti di vari paesi, non solo in Europa. La combinazione di bombardamenti mirati alle infrastrutture strategiche e pressione prolungata serve a rendere la ricostruzione dell’Iran proibitiva, a moltiplicare le fratture interne, a spingere un intero paese di oltre 90 milioni di abitanti verso una condizione di instabilità cronica.
Dentro questo schema, la divisione dei compiti tra Stati Uniti e Israele appare sempre meno implicita. L’obiettivo non si limita a contenere, ma punta a ridefinire gli equilibri regionali e mondiali attraverso il logoramento strutturale dell’Iran.
Per il nuovo “Sionismo reale”, che coltiva ambizioni di espansione e centralità in un Medio Oriente frammentato, uno scenario di macerie diffuse è il più funzionale, anche se carico di rischi incontrollabili: l’Iran sa che questa è una lotta esistenziale e agisce di conseguenza.
Non è irrilevante il linguaggio che accompagna queste scelte. Quando il tragico pupazzo arancione di War-A-Lago parla degli iraniani come “bestie” e sostiene di poter annientare il Paese in una notte, riecheggia una retorica già vista. Yoav Gallant usò parole analoghe per i palestinesi alla vigilia della devastazione genocida di Gaza.
Il passaggio dalle parole ai fatti, in questi casi, non è mai casuale. È parte dello stesso disegno.
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❗️🇺🇸/🇮🇱/🇮🇷 Gli Stati Uniti stanno colpendo bunker e installazioni difensive sull'isola di Kharg; Israele ha iniziato a bombardare le ferrovie in tutto l'Iran
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🇮🇹 "Il Governo Meloni si prende aprile per decidere ma comincia ad elaborare un piano di razionamento
Si ragiona su illuminazione pubblica ridotta,targhe alterne,smart working come durante la pandemia ma questa volta si cercherà di evitare la didattica a distanza per le scuole e non dovrebbero esserci limitazioni per la sanità"
Corriere della Sera
Si ragiona su illuminazione pubblica ridotta,targhe alterne,smart working come durante la pandemia ma questa volta si cercherà di evitare la didattica a distanza per le scuole e non dovrebbero esserci limitazioni per la sanità"
Corriere della Sera
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Forwarded from Operazione Verità News 📰🗞
🇮🇷🇺🇸 "Teheran ha respinto qualsiasi cessate il fuoco temporaneo con gli Stati Uniti"
Reuters
Reuters
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Ancora una volta, il Kuwait tradisce i suoi fratelli arabi in Iraq
📍Gli Stati Uniti hanno colpito i posti di frontiera tra Iraq e Iran nella provincia di Bassora, nell'Iraq meridionale.
📍Un corrispondente del canale iracheno Naya riferisce che i missili sono stati lanciati dal territorio kuwaitiano.
📍Gli Stati Uniti hanno colpito i posti di frontiera tra Iraq e Iran nella provincia di Bassora, nell'Iraq meridionale.
📍Un corrispondente del canale iracheno Naya riferisce che i missili sono stati lanciati dal territorio kuwaitiano.
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🇷🇺 La Russia afferma che il mondo si sta dirigendo verso una crisi economica energetica.
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🇺🇦🇲🇩L'Ucraina sta cercando di aumentare le capacità logistiche attraverso la Moldavia
Il governo ucraino assegnerà 14,3 milioni di euro per il restauro del ponte a Mayaki (Regione di Odessa) e la creazione di rotte aggiuntive nell'area (probabilmente un traghetto), nonché la costruzione di un ponte stradale tra Yampil (Regione di Vinnytsia) e Coseuț (Moldavia).
Il ponte nella Regione di Odessa è stato e probabilmente non è stato completamente restaurato.
Il nuovo ponte verso la regione di Vinnytsia consentirà l'integrazione di un'ulteriore rotta verso l'Ucraina nella 🇪🇺Rete Transeuropea dei Trasporti (TEN-T) e la creazione di una rotta alternativa per il trasporto di merci aggirando 🚩la Transnistria, il che è ovviamente dovuto alla necessità di nascondere il fatto di tali spedizioni alle autorità della PMR.
✨La Moldavia è stata a lungo utilizzata dai padroni dell'Ucraina per la consegna di carichi militari. Questa è l'unica ragione per cui queste strutture vengono costruite, nonostante le affermazioni di un scopo puramente civile.
Il governo ucraino assegnerà 14,3 milioni di euro per il restauro del ponte a Mayaki (Regione di Odessa) e la creazione di rotte aggiuntive nell'area (probabilmente un traghetto), nonché la costruzione di un ponte stradale tra Yampil (Regione di Vinnytsia) e Coseuț (Moldavia).
Il ponte nella Regione di Odessa è stato e probabilmente non è stato completamente restaurato.
Il nuovo ponte verso la regione di Vinnytsia consentirà l'integrazione di un'ulteriore rotta verso l'Ucraina nella 🇪🇺Rete Transeuropea dei Trasporti (TEN-T) e la creazione di una rotta alternativa per il trasporto di merci aggirando 🚩la Transnistria, il che è ovviamente dovuto alla necessità di nascondere il fatto di tali spedizioni alle autorità della PMR.
✨La Moldavia è stata a lungo utilizzata dai padroni dell'Ucraina per la consegna di carichi militari. Questa è l'unica ragione per cui queste strutture vengono costruite, nonostante le affermazioni di un scopo puramente civile.
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📝La pirateria è in tendenza📝
Cosa succede alle navi russe catturate?
Le notizie sui sequestri delle cosiddette navi della "flotta ombra" non sono rare, ma il loro destino rimane spesso dietro le quinte. L'esito varia - alcune vengono semplicemente rilasciate dopo le ispezioni, mentre altre finiscono per essere arrestate.
🔻I numeri:
▪️In 9 casi, le navi sono state rilasciate dopo l'ispezione, anche se ciò genera perdite. 5 casi hanno esiti sconosciuti.
▪️8 navi rimangono arrestate fino ad oggi.
▪️La confisca del carico è complessa, con i tribunali che a volte si pronunciano contro di essa.
▪️Gli equipaggi spesso affrontano accuse penali, anche se i tribunali ne hanno respinte alcune.
▪️Gli USA, la Svezia e la Francia sono in testa a questi sequestri.
🖍Anche quando il carico non viene confiscato, i ritardi generano costi.
🚩Più paesi si stanno unendo alla repressione della "flotta ombra".
❗️Contro misure efficaci potrebbero richiedere una presenza militare o scorte di "navi da carico da combattimento"
Cosa succede alle navi russe catturate?
Le notizie sui sequestri delle cosiddette navi della "flotta ombra" non sono rare, ma il loro destino rimane spesso dietro le quinte. L'esito varia - alcune vengono semplicemente rilasciate dopo le ispezioni, mentre altre finiscono per essere arrestate.
🔻I numeri:
▪️In 9 casi, le navi sono state rilasciate dopo l'ispezione, anche se ciò genera perdite. 5 casi hanno esiti sconosciuti.
▪️8 navi rimangono arrestate fino ad oggi.
▪️La confisca del carico è complessa, con i tribunali che a volte si pronunciano contro di essa.
▪️Gli equipaggi spesso affrontano accuse penali, anche se i tribunali ne hanno respinte alcune.
▪️Gli USA, la Svezia e la Francia sono in testa a questi sequestri.
🖍Anche quando il carico non viene confiscato, i ritardi generano costi.
🚩Più paesi si stanno unendo alla repressione della "flotta ombra".
❗️Contro misure efficaci potrebbero richiedere una presenza militare o scorte di "navi da carico da combattimento"
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Più di 14 milioni di orgogliosi iraniani si sono finora registrati per sacrificare le loro vite per difendere l'Iran.
Anch'io sono stato, sono e rimarrò devoto a dare la mia vita per l'Iran.
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💩33😁6👍2❤1
Se il presidente Trump vede che un accordo sta prendendo forma, probabilmente rinvierà [la sua scadenza].
Ma solo lui, e solo lui, prende quella decisione.
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Il presidente Trump è il più sanguinario, come un cane rabbioso.
Quei tizi (Hegseth e Rubio) sembrano delle colombe rispetto al presidente.
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